"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
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Il 7 maggio ne avresti compiuti ottanta

Il 7 maggio ne avresti compiuti ottanta
Ciao, ragazza sorridente. E grazie per avermi insegnato il sorriso. Anche se il mio non sarà mai così radioso.

sabato 25 giugno 2016

Sperando di fare un regalo gradito, ecco in assaggio l’incipit di “Mailand”: un incubo premonitore (siamo nel lontano 1987) dell’odierna imbecillità politically correct.


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Il lato interno delle parole



Le parole cadevano una dopo l’altra, i vocabolari smagrivano. Sotto i colpi di leggi e decreti, i cadaveri dei nomi delle cose si ammucchiavano come foglie autunnali al fronte, come soldati appollaiati su rami a tiro di cecchino. Nel giro di pochi giorni erano state espurgate dal catalogo del dicibile “mulatto”, “sordo” e “chiappe”. Poi, giusto in mattinata, era stato diramato il bollettino che mandava in pensione la bellissima parola “straniero”, e l’editore che aveva appena ripubblicato il famoso romanzo di Albert Camus fu obbligato a ristamparlo col titolo Il proveniente da altra nazione di pari dignità, ci mancherebbe, si figuri, grazie

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E le parole perite non di naturale disuso (come “purchessia” o “costaggiù” o “intelligenza”) ma di censura violenta, non avevano neanche diritto a una lapide commemorativa, perché lì sopra avresti pur sempre dovuto scriverle.


7 commenti:

  1. Già conosco, ma riletto volentieri, con la splendida immagine. Un bacio Sandra

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    1. Ancora una volta grazie. Un bacio anche a te!

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  2. Già letto, come sai, ma é un bene rilggerlo ;)

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    1. E tutto il mondo dovrebbe seguire i consigli del saggio e buongustaio Ally... :)

      p.s.
      GRAZIE ISLANDA!!!!
      A casa le capre antieuropee!

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