"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

sabato 4 maggio 2019

"Gigoló per cliente unica" non è soltanto il mio decimo libro: è anche il migliore. Parola di Scriba.


Paolo Lizzenci si considera uno scapestrato nel senso letterale di “libero dal capestro”: sta finendo i soldi dell’eredità, ma non ha nessuna intenzione di mettersi a lavorare. Paolo Lizzenci è bisex, con un alter ego femminile che chiama Véronique. Paolo Lizzenci riuscirà a farsi mantenere da un’anziana signora in cambio di prestazioni sessuali, per poi spendere con prostitute e travestiti ciò che guadagna come atipico gigoló. Paolo Lizzenci ha trentasette anni e non crede più nell’amore, ma gli toccherà ricredersi per ben due volte, forse tre. Paolo Lizzenci dopo un’adolescenza piena di guai aspira a tutto ciò che è tramonto e crepuscolo, e la sua è una storia decadente, un capolinea nel buio. Paolo Lizzenci è l’anagramma del nome dell’autore: perché la scrittura è una magia combinatoria, e l’autofiction ne è la diramazione più coraggiosa e al tempo stesso misteriosa: un mettersi a nudo quando sembra ci si stia mascherando, un prendersi teneramente gioco di se stessi e dei lettori quando sembra ci si stia confessando.

Impossibile dire se questo romanzo sia più disperato o più divertente: questa volta più che mai vi condurrò per mano nei territori del tragicomico assoluto.

«L’unico problema con Reginalda era la pretesa ch’io indossassi gli abiti del defunto marito, che oltretutto mi andavano strettissimi, e m’incollassi sopra le labbra, onde somigliargli di più, dei ridicoli baffoni neri che mi impizzicorivano le narici. Sul più bello, poi, mentre io, tamponandola pegoraro, coi baffoni spioventi le solleticavo il collo e le imbrividivo la spina dorsale, lei invariabilmente si metteva a invocare la buonanima inumata: 
“Ooh, Pierguido! Pierguidooo! Pierguidooooooooooo!” 
A quel punto, starnutivo».






19 commenti:

  1. Ciao Nicola, ho terminato il tuo romanzo, bello e possente e avrei scritto una recensione, ma non so dove pubblicarla.

    Senza dubbio, il libro più importante di Nicola Pezzoli, sia come argomento, che come impegno linguistico.Tutti e due eccezionali nello scatenare emozioni alternate a passaggi molto divertenti , un mix di paradosso e
    realtà. Un libro dalle molteplici sfaccettature , una prosa ricca , un' alternanza di durezza e tenerezza e , sullo sfondo,
    il grande amore del protagonista per la madre e lo strazio per averla persa, che sempre lo accompagnerà.

    Mi aiuti? Grazie Cristiana

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    1. Ciao carissima. Intanto grazie per queste belle parole, che non fanno che confermare la mia sensazione-consapevolezza su questo romanzo e sul suo essere il migliore dei miei, alla faccia della nuova paroletta di moda, la cosiddetta "filiera" editoriale. (Che se lavora sempre peggio non è certo per colpa mia...)
      Per la recensione, credo che l'unica sia postarla su Amazon, nella pagina dedicata al libro. Ma se hai incaricato qualcuno di fare l'acquisto penso che la cosa dovrà passare attraverso il suo account (in questo sono miopi e stronzetti pure loro, come quasi tutte le entità commerciali attuali: invece di capire che una recensione potrebbe comunque servire a vendere altri libri, cosa da cui trarrebbero giovamento pure loro, si mettono a fare i precisini sul fatto che tu l'abbia davvero comprato lì, e non magari avuto in regalo, come se questo fosse un problema...)
      Altrimenti (meglio ancora) puoi semplicemente pubblicarla sul tuo bellissimo blog. Oppure entrambe le cose.
      Per il momento ti ringrazio, cara Cristiana, e ti abbraccio forte.

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    2. p.s. Se ne parli sul blog, ricordati di indicare chiaramente che il libro è autoprodotto e in vendita solo su Amazon, altrimenti qualcuno potrebbe andarlo inutilmente a cercare nelle librerie o nelle biblioteche. Di nuovo ciao! :)

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  2. Allora lo devo comperare, leggerlo e recensirlo. Mi è venuta la fissazione delle recensioni. Prendo nota. Abbraccio siempre

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    1. Visto l'ottimo lavoro fatto con "Chiudi gli occhi e guarda" non posso che esserne felice.
      (Lo dico anche a te, sia per l'acquisto sia per segnalarlo nell'eventuale futura recensione: attenzione che questo è solo su Amazon - e fra l'altro, per motivi misteriosi, lo stanno proponendo a 12,34 invece che a 14, quindi approfittatene al volo!)
      Abbraccio ricambiatissimo.

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  3. Io lascio le recensioni a chi è molto più bravo di me a farle - ma davvero con questo romanzo hai superato te stesso. Continua così - chissà che il prossimo romanzo non arrivi pure a superare "Gigoló per cliente unica"...

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    1. Grazie. L'idea è quella, migliorare sempre. Anche se il percorso non è "lineare": per esempio questo romanzo è stato scritto nel 2006, ma può darsi che il suo buon livello derivi proprio dal tempo passato a lievitare, e a subire pochi e pazienti ritocchi successivi.
      Ma a tal proposito non posso esimermi da una delle mie solite stoccate cattivelle, quelle che da sempre mi valgono il cartellino rosso dal circuito (ma chi se ne frega!): che un romanzo così bello, potente, originale, disperatissimo ed esilarante abbia dovuto venire autoprodotto tredici anni dopo essere stato scritto dimostra che il 99% di coloro che si occupano di scrittura in questo paese farebbe meglio a occuparsi di patate e zucchine. (Unica controindicazione: il grave detrimento che ne verrebbe alla coltivazione e al commercio di patate e zucchine…)

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    2. Appunto: se li mandi a coltivare ortaggi, rischiamo di morire di fame!

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    3. Vero: coi libri il danno è minore, se non quasi nullo. In fondo siamo già un paese semianalfabeta e becero. Idiota io: voler fare lo scrittore QUI è un po' come voler fare lo sciatore nel Sahara... Ma vado avanti per questa folle strada, perché è davvero la mia.

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  4. In bocca al lupo per il tuo nuovo romanzo.
    Sereno giorno.

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    1. Danke. E viva il lupo!
      Sereno giorno pure a te. :)

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  5. Sono in attesa del libro che dovrebbe arrivare in settimana. Sappi che arrivi dopo una “saga” di hilsenrath che ho scoperto di amare senza confini ma sono sicura che, come sempre, mi lascerai una bellissima storia coinvolgente, impregnata di freschezza e autenticità.
    Un caro, carissimo “ in culo alla balena” ;)

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    1. Voglio talmente bene a Edgar Hilsenrath che arrivare a casa Tua subito dopo di lui sarà come partecipare a una bellissima festa!
      Spero di esserne all'altezza, ma ne sono quasi sicuro. Fammi sapere!
      Un abbraccio enorme, e buona lettura!

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  6. Ho iniziato a leggerlo un ‘ora fa.. È fantastico, Nicola!

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    1. Scopro in ritardo questo bellissimo commento, e altrettanto tardivo, a questo punto, è anche il mio "buon divertimento"... :-))
      Grazie! (E fammi poi sapere alla fine, se ti va).
      Un abbraccio.

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  7. Ogni parola diventa necessaria in questo tuo romanzo; non c'è ombra di sbavature, tutto è essenziale. E' un congegno, Nick! E poi l'inventiva, l'ironia, il paradosso e, su tutto, una voce narrante che ti fa entrare nella sua dimensione di inettitudine e indeterminazione rendentoti complice e amica. Splendido!

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    1. Grazie di cuore, per quest'ennesima conferma della bontà del mio lavoro (e della deprimente incapacità di tutti quelli che non l'hanno ritenuto pubblicabile per 14 lunghi anni!!)
      Mi raccomando, nei limiti del possibile, il Passaparola: per un Outsider sempre più sgradito alla casta della marameocrazia e del colpo di stato dei mediocri non esiste altra risorsa! (Finora ha avuto il coraggio di metterci la faccia uno solo, ma di livello supremo: Paolo Zardi. E comunque mi basta molto meno: per passaparola intendo il parlarne anche solo con una nuova amica appassionata di libri...)
      Un abbraccio grande grande.

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  8. Certo, Nick! Bacioni

    A proposito, ho notato che l’invenzione finale dello scatolone ti ha consentito di sfogarti un po’ e fare il punto sullo stato delle cose in ambito editoriale. Immagino che quelle pagine siano più recenti. E dunque è questo iil romanzo che poi ti ha spinto a scrivere Tutta colpa di Tondelli...

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    1. Diciamo che su editoraglia e scrittorelli l'ho sempre pensata più o meno così, già proprio come lettore deluso... Mi par di ricordare che quella parte ci fosse fin quasi da principio, anche se naturalmente ha subito anche lei l'effetto di successive versioni. Poi, come curiosità per quanto riguarda l'ordine di scrittura dei miei primi romanzi scritti in questo secolo, possiamo grosso modo elencarli così:
      2004-2005 Shampoo al cervello (Tutta colpa)
      2005-2006 Gigoló per cliente unica
      2006-2007 gémenteseflentes (Quattro soli)

      Baci8 :)

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