Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!
«Pezzoli evolution... tre libri per un solo grande, toccante e indimenticabile romanzo di formazione.»
"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

lunedì 2 maggio 2016

Assaggi di miei romanzi inediti - da "Il volo interrotto degli angeli": IL BEIJOQUEIRO.

Serial Kisser!

Ho letto da qualche parte che una volta in Brasile c’era un pazzo, un omone cicciottello e non del tutto a posto con la testa, che veniva chiamato il Beijoqueiro. Non sono sicuro che si scriva così. In ogni caso questo Beijoqueiro, che vuol dire il Baciatore, aveva come solo scopo nella vita dare un bacio a tutti quelli che incontrava. Baciava gente per la strada, baciava vecchi, baciava suore e poliziotti, baciava bambini e fruttivendoli e vescovi, ma era anche un bel tipo di esibizionista, e così s’intrufolava in tutti gli eventi, i congressi, in tutti i concerti e comizi e conferenze stampa e gare sportive, ovunque succedesse qualcosa d’importante lì compariva il prode Beijoqueiro, si materializzava dal nulla, e all’improvviso te lo ritrovavi sul palco. Beijoqueiro all’attacco! Della bocca di un cantante, di un deputato, di un calciatore, di un’attrice famosa, di un banchiere, di un manager, di un cardinale. Il Beijoqueiro non voleva nient’altro. Non se ne stava lì a importunare quelle persone. Non le palpava. Non le insidiava. Non faceva loro del male. Non rompeva i coglioni per l’autografo, o per coinvolgerli in qualche iniziativa finto umanitaria. Un bacio e via. Missione compiuta. Al massimo un abbraccio. Cosa si può immaginare di più innocente e di più divertente? Di più cristiano? Certo, poteva anche risultare fastidioso, per alcuni, ma in fondo, che male può esserci nel semplice bacio di un attempato cicciottello a cui mancano un paio di venerdì? Eppure, pochissimi stavano al gioco. Eppure, il vero record del Beijoqueiro non sono le migliaia di baci a gente comune e le centinaia a personaggi famosi. No! Il vero record del Beijoqueiro sono i ricoveri ospedalieri per le percosse degli sbirri e degli addetti ai servizi d’ordine e delle guardie del corpo, di fidanzati possessivi o mariti gelosi, o di qualche sconosciuto sull’autobus a cui il bacio è andato di traverso. Lussazioni, escoriazioni, polsi spezzati, costole rotte o incrinate. Per il tentativo di dare un bacio. E l’altro record parallelo sono i cumuli di denunce, e i giorni passati in gattabuia. Per il tentativo di dare un bacio. Il panico! Aiuto! Signore, libera nos dal Beijoqueiro! Salvaci dal Serial Kisser! Preservaci dalla sua follia! Questa cosa dovrebbe far riflettere. Su questo mondo in cui un “ti odio” può provocare una risatina e una scrollata di spalle. Ma dove un “ti amo” può essere fonte di guai molto seri.

sabato 23 aprile 2016

Intervista su SMEMORANDA!

Ulteriore foto propiziatoria: Corradino al Teatro Sistina!


«In quanto outsider, in quanto artista estremo e assoluto, in quanto monaco della scrittura che questa schifosa società vorrebbe trasformare in forza lavoro del cementificio o del call center (o in abitante del cimitero), sono a dir poco orgoglioso di far parte di questo movimento, e felicissimo di essere un autore della Neo Edizioni, che ho più volte definito la mia bukowskiana Black Sparrow, ma che rispetto a essa mi pare al momento assai più emergente, più battagliera, più forte, più “cool”.» 

È uscita ieri questa bellissima intervista sul sito di SMEMORANDA, con una minirecensione dove mi si fa l'onore di accostarmi a... Pedro Almodòvar. 
Curata dal sempre magico Alligatore, potete gustarvela cliccando QUI.

E se non vi basta: Corradino si butta nella mischia!
(E non fate arrabbiare i suoi amici: non vi conviene!)

martedì 19 aprile 2016

Altra presentazione di "Mailand": 22 aprile a VARESE


Dopo l'esordio trionfale al Book Pride, riecco il nostro Corradino-Konrad alla conquista della "sua" Varese. L'appuntamento, ormai tradizionale, è fissato per venerdì 22 aprile, ore 18, alla Feltrinelli di Corso Moro. Presenta, accanto all'autore, Paolo Franchini.

Considerato che il 23 sarà la Giornata Mondiale del Libro, quale modo migliore di celebrarla del farsi sorprendere dalla mezzanotte con questo romanzo tra le mani?

E intanto, sempre all'insegna del motto dell'anno, "Corradino uber alles", ecco una delle tante immagini che mi mandano ogni giorno i miei splendidi Lettori: c'è qualcuno che pur di non separarsi da lui se lo porta pure in ufficio, con tanto di cravatta!



Altri se lo godono sul treno da Mailand a Cuviago...




Altri ancora, invece, lo portano con loro a Vienna in gita scolastica!


E altri ancora lo fanno felice portandolo al Mare (promontorio del Circeo)



sabato 16 aprile 2016

Book Pride 2016: NOI C'ERAVAMO!

IN THE NAME OF KONRAD


Vi “dovevo” un post sul Book Pride, la splendida Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente svoltasi a Milano, Area Base, nei primi tre giorni di aprile, e culminata, proprio la sera di domenica 3, con la presentazione del mio romanzo “Mailand”, in una saletta chiamata (cosa che ho trovato assai di buon augurio) Macondo. 
In realtà lo dovevo anche, come ringraziamento, ai tanti che ho visto sbattersi per rendere materialmente possibile l’evento (a cominciare da due ragazzi tecnici del suono a cui abbiamo potuto offrire soltanto un po’ di vino – soltanto si fa per dire, visto che era un sensazionale Montepulciano d’Abruzzo portato dai mitici Angelo Biasella e Francesco Coscioni…), lo dovevo a me stesso e al ricordo dell’emozione provata, ma soprattutto lo dovevo alle tante meravigliose persone venute ad ascoltare il sottoscritto e il sempre trascinante reading dell’immenso Cosh: vecchie conoscenze come Mauro “Unwise” Colombo, Roberto “Robydick” Rotunno, l’Amica lettrice e blogger Mariella, e tante altre che ho avuto la felicità e l’onore di abbracciare per la prima volta, fra cui Stefania Iannolo, Placido Di Stefano (purtroppo assentatosi al momento di fotografare il pubblico), Stefano Sgambati (e tramite lui abbraccio, adesso, Caterina Blum!), Marta Abbà, Annalisa e Gerardo, e soprattutto la simpatica e appassionatissima Sandra Faé, e il di lei consorte. E con loro tanti, tanti altri. Dopodiché, visto che ho già parlato anche troppo, aggiungo qualche fotografia. Anche per dirvi che… ebbene sì, dopo ben otto anni da fighetto coi colpi di sole (mai avevo resistito così tanto con una stessa pettinatura) abbiamo deciso, in onore di “Mailand”, di sfoderare un nuovo look, quasi, dico quasi, da persona seria (ma non lasciatevi ingannare dall’apparenza: sapete bene che da queste parti la troppa seriosità è vista come una terribile malattia!)







venerdì 15 aprile 2016

Eresia flash: da “lassù” mi dicono di non andare a votare… Ma io sono bastiancontrario, dispettoso e intelligentino…

PERCHÉ NOI IL MARE 
LO PREFERIAMO BLU!

Sapete che non amo parlare di politica. Ma mi dicono che lo Sceriffo di Renzingham stia cercando di indurre la gente all’astensione nel Referendum di domenica 17 sulle trivelle, e che stia invece già cominciando a trivellare i maroni per il suo autoreferendum autunnale. Come sempre, i nemici del popolo contano sulla vergognosa regola del quorum per affossare la volontà popolare, come avvenne tanti anni fa col vergognoso e luttuoso caso del referendum contro i pesticidi cancerogeni, clamoroso esempio di (stupido) suicidio nazionale (quanti ne saranno morti, grazie a chi non andò a votare, magari per boicottare l’altro quesito, quello sulla caccia?). Quindi il mio molesto consiglio è: foss’anche solo per dispetto, o per uno scatto d’orgoglio, andate in massa a votare a QUESTO referendum. 
Inutile aggiungere che, già che ci siamo, voterei SÌ. Opponiamoci allo sfruttamento inquinante, deturpante, lesivo e intensivo di Madre Natura: se vi dicessero che nel cuore di vostra mamma c’è il petrolio, le trivellereste il seno? E non fatevi fregare dal ricatto economichese-ipocrita dei “posti di lavoro”. È la solita menata: anche quelli delle fabbriche di mine antibambino sono “posti di lavoro”. E allora? I posti di lavoro si possono riconvertire. E quando si hanno Mari splendidi come i nostri, li si riconverte nel Turismo.
Ma il colmo dei colmi è che per dire alla gente di non votare si ricorre appunto al solito cliché dell’”andare al mare”. Già, proprio quel mare che in caso d’incidente a una piattaforma troppo vicina alla costa rischia di trasformarsi irrimediabilmente in Mare Nero.
Corradino dice: se amate il Mare, andate prima a votare!


lunedì 11 aprile 2016

“Mailand” nel supplemento LA LETTURA del Corriere della Sera! (in edicola tutta questa settimana)

Corradino uber alles!

Corradino si guadagna pagine fra le più importanti, grazie a una bella recensione firmata da Alessandro Beretta. Il quale, avendo nominato anche questo blog e i suoi (meravigliosi) lettori, merita un ringraziamento anche da parte del mio alter ego Zio Scriba.  Danke!

[come sempre, cliccare sulla foto per ingrandirla]

Aggiornamento: altra splendida recensione su "nerdelite", by Giovanni Marchese.
Ulteriore aggiornamento: Corradino-Konrad è anche sul bellissimo blog di Mariella.


giovedì 7 aprile 2016

Eresia flash - Quando lo stupore stupisce


Scusatemi tanto, ma se penso a CHI pubblica libri in italiA, a CHI viene recensito in pompa magna, a CHI viene invitato in televisione, io proprio non riesco a scandalizzarmi per ‘sta cosa (indecente finché si vuole) del signorino Riina. 
Premesso che certe trasmissioni non le guarderei manco se mi pagassero [facessero tutti come me, il problema non si porrebbe, e certe persone dovrebbero finalmente trovarsi un altro lavoro…], direi anzi che quell’intervista è stata a suo modo (e senza volerlo) meritoria e necessaria: nel senso che ci ha ricordato che viviamo pur sempre in un contesto ITALIOSO, fusione di “italiano” e “mafioso” (i cruscozzi se ne stiano pure comodi, i miei neologismi li tengo per me e per i miei 25 Lettori – questo, insieme a molti altri, lo trovate fra le pagine di “Mailand”, Romanzo di cui difficilmente vi parlerà la sbiascicante servitù dell’Audience).


martedì 5 aprile 2016

Dieci buoni motivi per NON leggere "Mailand" :)


Ringraziando la cara amica Giuditta Casale per l’ospitalità offerta a me e a Corradino-Konrad nel suo simpaticissimo spazio letterario, vi invito a leggere i dieci scherzosi motivi per NON leggere il mio nuovo romanzo “Mailand”.
Per me si è trattato di un gradito ritorno sul luogo del delitto, perché avevo già avuto l’onore e il piacere di giocare a questo gioco ai tempi di “Quattro soli a motore”.






E per chi non è mai sazio, segnalo una splendida recensione apparsa sul mitico Blog dell'Alligatore.
Grazie Ally!


venerdì 1 aprile 2016

Da oggi in tutte le librerie "Mailand": eccovi la quarta di copertina e le due belle frasi in esergo.

CLICCARE SOPRA PER INGRANDIRE



«Libertà e perline colorate, ecco quello che io ti darò
E la sensualità delle vite disperate».

(PAOLO CONTE, Un gelato al limon)



«Comunicare è da insetti. Esprimerci ci riguarda».

(MANLIO SGALAMBRO)



martedì 22 marzo 2016

LA CAMPAGNA PLAXXEN: se ne parla (diffusamente e molto bene) anche su Grafemi!


«Nella produzione complessiva di questo autore coraggioso, che come cantava De André continua ad andare in direzione ostinata e contraria, l’esperimento de “La campagna Plaxxen” rappresenta una deviazione per certi versi necessaria: Pezzoli è anche questo, ed è importante che anche le cose più sperimentali, meno convenzionali, di più difficile inquadramento vedano la luce del sole.
E’ probabile che i lettori che hanno conosciuto Pezzoli attraverso i suoi romanzi si trovino (spero piacevolmente) spiazzati di fronte a questo lavoro; ma è sicuro che quelli che invece si sono avvicinati a lui attraverso il blog trovino tutto quello che hanno sempre amato.»

Stavolta la segnalazione non vi arriva, idealmente, da Corradino, bensì da una faccia nuova, Zio Pep, il blogger protagonista de La Campagna Plaxxen
A questo mio romanzo uscito a dicembre per il nuovo marchio di ARS EUROPA (Camaleo Publishing) in doppio formato ebook e print on demand, Paolo Zardi ha dedicato una bella e approfondita recensione sul suo seguitissimo blog Grafemi, una delle più autorevoli testate letterarie del nostro Paese. 
Sono arcinote la profonda stima e la sincera amicizia che mi legano a Paolo, ma proprio per questo non vi troverete di fronte a una marchetta pubblicitaria (lui non l’avrebbe scritta, io non l’avrei voluta!) ma ad impressioni di lettura sincere, affidabili e oneste. Se vi interessa potete valutare di persona, cliccando QUI.



mercoledì 16 marzo 2016

In libreria dal 1 aprile "Mailand", il mio nuovo strepitoso romanzo con le avventure del Corradino ventenne

Eccolo!



«Sullo sfondo di una Milano straniera e misteriosa, Nicola Pezzoli scrive il suo romanzo più dissennato, struggente e scandaloso, prendendo a piene mani dal cuore tragicomico della vita.»



Presentazione: 
Milano, Book Pride 2016, 
fiera dell'editoria indipendente
domenica 3 aprile ore 19




mercoledì 9 marzo 2016

Dal Marròfolo al Martòfolo


«Ciono Pessa Martuina»



Tre anni e tre mesi dopo la sorella, arrivò Marta. Purtroppo, anche se il bene che le voglio è naturalmente lo stesso che voglio alla maggiore, i ricordi legati a lei sono molto più rarefatti, perché la malattia e la morte di mia mamma le hanno impedito di crescere, come avvenne per Alice, qui con noi. Ma visto che oggi compie la bellezza di 14 anni (Auguri, tesoro!) mi pareva bello, anche per non fare ingiustizie, che pure lei avesse il suo piccolo post coi ricordi d’infanzia.

Uno dei primi è quello di me che costruisco per lei una torre con le tessere del domino, e poi le dico che quella è la torre della Principessa Martolina. E lei, felice, informa tutti della cosa: «Ciono Pessa Martuina!» (Ma poi divenne anche “Matta-Pessa”).

Uno dei ricordi più indelebili è il nonno che la tiene sulle ginocchia per fare “trot trot cavalòt”, e lei che lo fissa, fra l’incuriosito e il rapito, per poi saltar fuori a dirgli, con l’innocenza e la sincerità propria di tutti i bimbi: «Nonno, come cei blutto!» Ogni volta che lo ricorda, mio padre è lì lì per commuoversi.

Da piccolissima era calma, silenziosa e dormigliona a livelli quasi incredibili, e ragazzina tranquilla è ritornata adesso. Ma nel tempo di mezzo, fra i due e i cinque anni, si trasformò in un peperino irascibile preda di improvvise mattane e crisi di pianto, che mi portarono a inventare il verbo “immartolirsi”.

Divenne anche una sorta di “orsetto salutatore”. Salutava tutti. Su un aereo destinazione Spagna divenne la mascotte di bordo, “Martita”, e il pilota le mise in testa il suo cappello.


Qualche parola in breve:

Apè, Opè, o Yoppe erano gli ordini per farsi prendere in braccio.

Marta impara a contare: «… otto, nove, la mamma, dieci…»

Sul dondolo in giardino con le dita nel naso. Le dico: «Che schifo quel cappero, puliamo il ditino».
E lei subito dopo, imperterrita, riparte a esplorare la cavità: «Cerco un altro».

Vengo a mangiare da tu.

I poppodori.

Nonno, ti voglio bene come tutta la spiaggia. Di più, come la piscina!

Spiegazione dei primi due disegni fatti all’asilo (disegni che portava sempre a casa assurdamente spiegazzati, accartocciati, massacrati):
“Un re con la coda”.
“Una casa coi capelli”.

Ma il reperto che più mi intenerisce (ritrovato pochi minuti fa tra i suoi disegni!) è un testo scritto, forse il primo messaggio della sua vita. Quel giorno (ci era stata affidata per un paio d’ore) avevo detto due parolaccette a mio padre (nel modo sempre scherzoso che abbiamo noi di litigare senza litigare davvero, sfumatura difficile da cogliere per i più piccoli).
Dopo che se ne fu andata, scovai (appoggiato al portasapone del bidet!!) un bigliettino. 
È un dolcissimo ricordo che dovrei custodire con gelosia, ma la mia natura di scrittore mi ha portato a farne una scansione, e a metterlo qui sotto per voi:



domenica 28 febbraio 2016

Filologia del Marròfolo

"Il blu si è nascosto dietro la pera"

«Dov’è andata quella signora?»
«Quale signora?»
«Quella senza barba».

Lo confesso: a volte invidio un po’ quei divertenti e teneri post di mamme e papà che parlano dei simpatici strafalcioni linguistici dei loro figli piccoli. Chissà cosa potrebbe uscire dalla bocca dei pargoli di uno scrittore matòc come me, mi dico a volte. (Altro che quell’insulso “petaloso” che sta rimbalzando un po’ stucchevolmente tra sorcial network e Accademia della Crusca, con gente che ci si appassiona pure, fingendo di non capire che invenzioni così dai bambini ne provengono a migliaia, e che la sola differenza, lì, è stata l’esagerata intraprendenza di una maestra, assurdamente amplificata, poi, nientemeno che dallo sceriffo di Renzingham, vero radar vivente per la banalità moderna - e dico questo chiedendo scusa al bambino, che è, come sempre, l'unico innocente.)
Tranquilli: non ho nessuna intenzione di RAMMOGLIRMI.
Però, essendo Zio non solo di nome d’arte ma anche di fatto, voglio proporvi qualche stralcio di quando la mia prima nipotina era molto piccola. Non vado solo a memoria: ho ritrovato un prezioso file in cui ne segnavo alcuni (anche se poi la maggior parte sono presenti e indelebili dentro il mio cuore).

Alice è stata una delle poche bambine ad avere, fra i tanti nomignoli e soprannomi che sempre si appioppano agli infanti, una parola inventata da lei. Quella parola è Marròfolo. Scaturì da uno dei suoi tanti disegni. Aveva disegnato degli strani piccoli cosi, non si capiva se animati o no.
“Sono dei marròfoli”, aveva spiegato. “Quelli che camminano… animaletti che vivono nei cespugli e che si mangiano”.
Forse aveva fatto confusione fra i Ricci (che però nun se magnano) e gli altri ricci, quelli delle castagne: quei “marròfoli” somigliavano tanto a dei marron glacées, che aveva assaggiato giusto la sera prima… 
E così, oltre a Passerotto, Frugolo, Frugolpassero ecc, lei per me divenne anche “Marròfolo”. Quando, dopo la morte della nonna, il martedì sera veniva a cenare da noi e a guardare Pippi Calzelunghe, per stare con me e col nonno e per continuare a sentirsi “di casa” nella casa in cui era di fatto cresciuta (e facendo in bicicletta i pochi metri che allora separavano la sua abitazione dalla nostra, perché questo la faceva sentire una persona grande che va “a trovare” qualcuno) quella del martedì divenne ufficialmente “la serata Marròfolo”.

Un marrofoletto, fiore tra i fiori

Altra sua particolarità, fu il cominciare a imparare le parole sempre dal fondo. Io, per esempio, passato l’infantilissimo periodo in cui fui “Dada”, divenni dapprima “Ola”. Dopodiché “Cola”. In seguito, per un breve momento di passaggio, perfino “Icòla”. E poi finalmente “Nicola”.

Una volta, dopo che ebbe chiesto il motivo di certe macchie sulla pelle delle mani della nonna, e dopo che le fu spiegato che quelle macchie venivano alle persone anziane, disegnò una balena tutta maculata, con colori simili a quelli di un leopardo. A domanda rispose che si trattava, ovviamente, di “una balena anziana”.
Accanto a lei, un delizioso pesciolino di un giallo sgargiante. Disse che era “un pesce limone”.

Ma dicevamo della invenzioni linguistiche. Eccone alcune:

La barcalena (una sorta di nave spaziale costruita col lego, forse una fusione della parola “barca” e della parola “altalena”).

Il funestiere, o fonestiero, “che suona il piffero per far scappare i topi” (forse la fiaba del pifferaio magico un po’ modificata, per non dire capovolta), capace di unire le suggestioni di “fono”, “funesto” e “forestiero”.

Il gerinòfolo (uomo in costume folkloristico visto sul giornale)

Altri animaletti (che lei chiamava “gli aimaletti”) saltati fuori disegnando:

Un altro marròfolo?
No, questo è un dentipacchio che cammina piano.
E quest’altro?
Questo è un cerròfano, perché ha le gambe più corte.
E quello sulla lavagnetta in cucina?
Ho disegnato un corn flecco con cinque gambe.

Altre cose sparse:

Mi ha morsicata un cervello di muscolo.

Il coniglietto crocchia la carotina.

Ho sognato un mostro che mi mangiava di traverso… aiuto!… e poi un cacciatore brutto tagliava la pancia del fantasma

Gianni è nato in gennaio febbraio

Un bambino piccolo, appena nato. Appenanatissimo.

Guardo il cartone che mi ha imprestato Broccobaster.

La magnonese e i gurstel.

Questo si chiama il “simiciotto”: quando tutti i mostri vanno sotto le coperte e si sente il solletico.

Gli elefanti vivono nei negretti.

Ho sentito un cinghiale sul tetto.

Gli appendini [parapendii]

La rorecchia, la lorecchia

Momenti felici con la nonna Lidia


E le parolacce? Quanto ci inteneriscono le prime parolacce dei bambini? Alice era una bimba molto fine, non ne aveva mai detta mezza se non per sbaglio (una volta mi uscì di bocca l’imprecazione scherzosa “Perdindirindina Poffarbacco Cristo!”, ma lei la rielaborò al volo in un più innocuo “Dindibacco”). Quindi immaginare la scompisciosa sorpresa quando, un pomeriggio dopo i primissimi giorni all’asilo (guarda caso) nel giocare a palla con me nel nostro praticello si bloccò, rimase un po’ pensierosa, e poi, a tradimento, con una luce monella negli occhi, prese a inseguirmi dicendo: “Te la caccio in culo!”  

Qualcosa di più poetico (dalla prima favoletta inventata da lei, per ricambiare le mie "Storie di Gianni", le sue preferite):
“Il blu si è nascosto dietro la pera”

Da piccolissima, in gelateria: “Vuiiiii…[voglio] fragolina e… gusto tonno!”

A due anni e mezzo, in un paese vicino, volle a tutti i costi entrare a messa trascinandovi i genitori, salvo poi annoiarsi e tirare un pupazzetto addosso a un tizio, mancandolo d’un soffio.
Che si stesse già manifestando l’anticlericalismo… dello zio?

Dimenticavo: ti voglio bene, Marròfolo!



venerdì 19 febbraio 2016

Comunicazione di servizio...


ACHTUNG!
Per quelli di voi che vivono a Milano e dintorni, comincio a dirlo con sovrabbondante anticipo (per prevenire quel sempre temutissimo “Ah, mannaggia, se me lo dicevi prima…”): visto che il mio nuovo strepitoso romanzo che sta per uscire si intitola Mailand (Milano in Tedesco), PARE PROPRIO, anzi, è ormai quasi sicuro che la prima presentazione nazionale ufficiale si svolgerà nella vostra metropoli, domenica 3 APRILE alle ore 19, al culmine della giornata conclusiva del BOOK PRIDE 2016 (area “Base”, ex Ansaldo). 
Ovviamente, con la partecipazione dell’autore, affiancato dallo splendido Francesco Coscioni.
Avrete a breve notizie più precise. 
Nel frattempo, passate parola e… tenetevi liberi!