"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

giovedì 16 luglio 2015

"Chiudi gli occhi e guarda": smitizzazione e demolizione dei luoghi comuni, linguistici o linguosi che siano.


"La sua lingua sapeva di gomma da masticare e mi riempiva e mi esplorava, ma stranamente non mi eccitava. Mi sembrava la cosa meno erotica del mondo: fosse stato per me, la mia gliel’avrei messa dappertutto, ma non a sbattere fra palato e gengive, non a fare quell’esame di mucose interne. Era come fare la laringoscopia di una mucca, mentre io le avrei voluto tessere un pigiamino vizioso di saliva, dagli alluci al collo, dalle cosce alle spalle, dalle caviglie alle tette da latte. Mille volte più eccitante era stato il primo contatto, quello fra labbra, scintillanti come pietre focaie, mille volte più attizzante di quelle sleppe di carne cruda e viva che se ne vanno in giro per la bocca, che ti frullano e frollano in gola. Però a condurre il gioco era lei, e sarebbe stato sciocco non assecondarla. Sia come sia, avevo i nervi mobilitati e tutti i pori dilatati, ma là sotto non diventava duro proprio niente: troppo sconvolgimento. Poi finì."

(Chiudi gli occhi e guarda, capitolo 18, pagina 101)


mercoledì 8 luglio 2015

PROVE GENERALI DI MOBILITAZIONE TOTALE


“Ieri ho perso tempo a un’esposizione internazionale, così oggi mi rimetto in pari 
con gli ordinativi. La domenica esiste per questo”. (Una mia ex vicina di casa)

“La schiavitù può subire un forte incremento, se le si concede l’apparenza della libertà”. (Ernst Jünger, Foglie e pietre)


In Francia, con benedizione politica, prende piede (puzzolente) il pericoloso delirio di finte aziende dove i “non occupati” possono giocare al lavhorror, recitando parti da impiegati fittizi, per allenarsi, per imparare, per distrarsi e non pensare (pensare MAI, mi raccomando!): finto stipendio con assegno fac-simile, e poi scrivanie, computer, finte assemblee sindacali, finte discussioni per stabilire le ferie, finti scioperi (magari anche finto mobbing?) E odissee da pendolari vere, perché in quei posti del cazzo ci dovrai pur sempre andare. Tutto pur di evitare “lo stress della giornata vuota”. Quando ho letto ‘sta roba, per prima cosa il mio occhio è corso sulla parte alta della pagina di giornale per controllare la data: no, non era il primo aprile! Una volta il povero pazzo che usciva di casa con la valigetta fingendo di andare in ufficio, per non rivelare alla moglie che aveva perso il lavoro, era UNO solo, ed era il protagonista di un film. Adesso vogliono farla diventare una prassi normale.
E francesi sono anche i pericolosi idioti che stanno introducendo un bonus per chi si riduce le ferie, cioè l’unico periodo rimasto in cui il cadaverizzato uomo moderno ESISTE, o almeno ci prova! (Quando non passa il tempo della vacanza a bivaccare in aeroporto...)
Io non voglio sottovalutare il dramma di chi si ritrova disoccupato e con delle bocche da sfamare, per carità, ma coloro che accettano l’imposizione mentale di questa pericolosa equazione “tempo libero uguale stress da giornata vuota” non farebbero prima a spararsi? Davvero in così tante vite non c’è posto per nient’altro?
Il mio timore è che presto roba simile diverrà obbligatoria: se non sarai un salariato ergastolano non è che potrai fare l’artista, o vivacchiare pescando, coltivando l’orticello e allevando una capra e due galline, o prenderti un periodo sabbatico dove cazzo parrà a te, o accontentarti della tua camera nella casa di famiglia (fregandotene degli stronzi che ti chiamano bamboccione) invece di sobbarcarti un mutuo per una nuova colata di cemento nel nome della krescita: no, dovrai per forza arruolarti fra i salariati per finta, ottenendone magari in cambio la più ricattatoria e viscida delle ricompense: il reddito minimo di cittadinanza. Che in realtà sarà un reddito di SOTTOMISSIONE.
E la faranno passare per una conquista.


giovedì 2 luglio 2015

giovedì 25 giugno 2015

HELP! MOLTIPLICATE, VI PREGO, I CORRADINI: senza il vostro PASSAPAROLA il mio bambino morirà.


Tutti quelli che l’hanno letto se ne sono innamorati. Ma venire a sapere che esiste è quasi impossibile. Continuo a sentire di librai che piuttosto che tenerlo si sparerebbero a un piede (gente indegna del mercato ittico, che prenderebbe lucci per lamprede, che cercherebbe caviale in culo allo squalo-balena). Continuo a vedere il mediatico ecospurgo alla rovescia spruzzare in giro roba che non leggerei nemmeno se fosse una cura oculistica per prevenire la cecità (le puoi chiamare, se vuoi, “re cessoni”) in un paese allo sbando letterario che volutamente confonde la cultura con la muffa, e chiama intrattenimento la pupù.
Così, l’UNICA speranza è il vostro PASSAPAROLA. 
Se davvero avete amato “Chiudi gli occhi e guarda”, parlatene, consigliatelo, regalatelo. Non lasciatelo solo. Non abbandonatelo all’oblio.
L’estate è la stagione giusta, è la sua stagione.
Portate al Mare Corradino!
Grazie.


lunedì 22 giugno 2015

Intervista a Nicola Pezzoli sul sito di SMEMORANDA, by Diego Alligatore


Una bella chiacchierata sul mitico sito di Smemoranda, dove Diego "Ally" Alligatore parla col papà di Corradino a proposito della sua creatura e di tante altre cose.

sabato 20 giugno 2015

Eresia flash: questioni di FANGHIGLIA


La Famiglia è una cosa bellissima. Esistono migliaia di tipi diversi di Famiglia. Forse milioni. Ognuna è un caso a sé. Le migliori? Quelle in cui tutti si vogliono bene e si rispettano. Dove manca questo Rispetto per l'altrui libertà, individualità, sessualità, non si ha Famiglia: si ha FANGHIGLIA.


martedì 9 giugno 2015

Presentazione al profumo di Mare: CESENA, 18 giugno


Prossimo appuntamento col mio nuovo Romanzo:

CESENA, giovedì 18 giugno, ore 18.30

presso Libreria Giunti (Piazza Giovanni Paolo II)

Reading dell’Autore
(cioè muà medesimo personalmente di persona) 

presenta Tommaso Balbi


Spargete la voce!

giovedì 4 giugno 2015

Il mio “Quelli che” 2012-2015 [rinnovando le mie più affettuose scuse a Beppe Viola e a Enzo Jannacci]


AVANZI PERPLESSI DI NATURA COTTA - Klas Pedersen, 1995

Quelli che prima di farsi apparire la madonna si assicurano che l’area sia edificabile
Quelli che non votano ai referendum per non dare pareri gratis
Quelli che beato chi ti vede (ma vai a cagare)
Quelli che Dante vorrebbero leggerlo da tempo, ma aspettano di scroccare l’ebook pirata
Quelli che trattano mezz’ora con un poveraccio sul prezzo del braccialettino, e se ne vantano pure
Quelli che non capiranno mai che un abbraccio silenzioso è meglio di “Condoglianze”
Quelli che ammazzano per un parcheggio, però in fondo non sono cattivi (nooo)
Quelli che perdonano al volo il killer, e ti viene il dubbio che l’abbiano ingaggiato loro
Quelli che virgolette

Quelli che sentono le voci, e vigliacca ne avessero mai sentita una intelligente
Quelli che l’Inglese è più pratico e conciso, sempre
Quelli che quindi anche “the day after tomorrow” è più pratico e conciso di “dopodomani”
Quelli che l’ha detto il prete in chiesa
Quelli che fichissima quella pubblicità, ma come, non l’hai vista?!
Quelli che “ci vorrebbe una bella dittatura”
Quelli che sparano cazzate in latino per far vedere che hanno studiato
Quelli che il vescovo la pensa come me quindi sono nel giusto
Quelli che “R.I.P.”

Quelli che si torturano le chiappe col cilicio e poi dicono che i malati sono i gay
Quelli che vanno a letto con la figlia per sbaglio
Quelli che mantengo una caterva di troiette per colpa vostra
Quelli che la narrativa non serve
Quelli che si ritrovano due yacht e una villa in più per distrazione
Quelli che cliccano sulla pubblicità truffaldina convinti di essere davvero il milionesimo visitatore
Quelli che bisogna pensare di meno e lavorare di più
Quelli che i miliardi ai partiti sono indispensabili alla democrazia
Quelli che Uau

Quelli che lavorano in tv e se non sanno più come far soldi cagano fuori un libro
Quelli che corrono a comprarlo
Quelli che lei è un Genio, tuttavia…
Quelli che siccome l’Africa aveva pochi problemi sono andati a portargli i monoteismi sanguinari
Quelli che si prendono sul serio anche quando scorreggiano
Quelli che non hanno mai scorreggiato in vita loro (sostengono)
Quelli che ci lasciano stuprare dalla pubblicità e poi accusano di cookie aggravato il blogghettino di mia nonna morta
Quelli che dicono porcozio per non beztemmiare
Quelli che assolutamente

Quelli che sostituiscono terzino e mezzala perché lo stadio cantava “fuori i coglioni!”
Quelli che temono il calo del desiderio
Quelli che le fabbriche d’armi concorrono alla Crescita (dei bambini bombardati?)
Quelli che si credono intelligenti a scrivere “nn” invece di “non”
Quelli che un pelo di figa tira più pensieri del loro cervello
Quelli che sparano agli elefanti
Quelli che bisogna aprire un tavolo
Quelli che senza se e senza ma
Quelli che “ah, okèi”

Quelli che se ti confessi e ti comunichi sei a posto
Quelli che non siamo mica grulli da chiudere i negozi alla festa
Quelli che non hanno mica ben capito che poi alla fine si crepa
Quelli che fanno lo stage ma te lo chiamano stéigg
Quelli che se vanno all’estero per lavoro ti dicono che vanno “a chiavare delle fighe”
Quelli che alla moglie dicono solo vado all’estero per lavoro (che è meglio)
Quelli che al giorno d’oggi la trama è tutto
Quelli che la canzone è troppo orecchiabile
Quelli che il film è lento

Quelli che non offenderti se te lo dico ma sei uno stronzo
Quelli che bipartisan
Quelli che ma a parte questo vezzo di scrivere, che cazzo di lavoro fai?
Quelli che “non è il suo piede”
Quelli che il colesterolo bisogna andare a misurarlo almeno settimanalmente, finché una mattina si schiantano mentre ci vanno
Quelli che comprano la laurea
Quelli che per lasciare traccia nel mondo sputano per terra
Quelli che in fondo ti si chiede solo di andare a messa
Quelli che “tipo”

Quelli che ordinano sei lavastoviglie credendo di firmare una petizione
Quelli che smettetela di nutrire cani e gatti che c’è la fame nel mondo
Quelli che i videogiochi fanno bene
Quelli che stravolti resistono in rincoteca dal sabato sera alla domenica mattina convinti che ciò faccia di loro degli eroici figaccioni
Quelli che “adrenalina”
Quelli che però i vignettisti se la sono cercata (ma vaffanculo!)
Quelli che viva la foca
Quelli che invece di fare il tifo per l’Inter o per la Juve fanno il tifo per il papa
Quelli che ridono in fiducia perché gli han detto che quel noioso pirla lì è un comico

Quelli che a minacciare la pace sono i gay, mica gli imbecilli
Quelli che hanno la colf, la piscina e il Suv, e ancora blaterano “morte ai borghesi” (ma spàrati)
Quelli che son più brutti di uno scorfano morto, ma pensano che ogni gay se li voglia ingroppare
Quelli che l’ignoranza ha bisogno di Sentinelle (visto mai che qualcuno la rubi…)
Quelli che vanno al salone del mobile convinti che sia una roba di telefonini
Quelli che mobàil
Quelli che i cancri dei bambini (altrui) sono un tributo necessario alla Crescita
Quelli che inqualchemmodo
Quelli che due punto zero

Quelli che venderebbero l’anima per farsi insultare da un cuocibietole in tv
Quelli che al cuocibietole gli pubblicano il romanzo
Quelli che non lo comprano perché si sono cotti il razzo
Quelli che il dolore è salvifico
Quelli che ve ne auguro tanta, di “salvezza”
Quelli che annunciano un minuto di silenzio per Mandela e poi lo fanno durare 8 secondi
Quelli che non si vergognano
Quelli che al massimo farà due gocce, perché ho pregato padreppìo per la grigliata all’aperto
Quelli che po*codi* grandina sulle costine


sabato 30 maggio 2015

Per protestare contro l’inaccettabile mancanza di chiarezza del pasticcio legaloide sui cookies, a partire dal 2 giugno questo blog rimarrà off-line per alcuni giorni...


Per protestare contro l’inaccettabile mancanza di chiarezza del pasticcio legaloide sui cookies, a partire dal 2 giugno questo blog rimarrà off-line per alcuni giorni.
Perché in un paese vagamente civile non si minacciano estorsioni di diecimila o più euro a carico di semplici cittadini-blogger senza spiegare per filo e per segno (e con parole semplici e chiare) CHI si deve adeguare (e in che preciso modo) per essere in regola.
Chiedo scusa ai miei Lettori, ma queste sono le cose che fanno venir voglia di smettere. E di emigrare. Arrivederci a presto! (Speriamo).


giovedì 21 maggio 2015

Eresia flash: redenti o fetenti?

Comincerò a credere al potere di redenzione del carcere il giorno in cui la notizia sarà che il delinquente tal dei tali, in cella, si è messo a leggere Dostoevskij, o Vargas Llosa, o Romain Gary (o a dipingere, a scolpire, ad ascoltare Mozart), e non l’immancabile e (per me) scoraggiante “si è messo a leggere la bibbia”, che non smette mai di mandare in brodo di giuggiole i nostri giornalistozzi faciloni, conformisti e parrocchieggianti, iscritti all’Ordine dei Catechisti. E poi, quali parti della bibbia? La macelleria splatter con le stragi dei popoli sconfitti? L’Amor Paterno di Abramo pronto a scannare il figlio per un capriccio di “quello lassù”? L’omofobia troglodita del levitico? L’horror dell’apocalisse? E con quale spirito verrà letta (o leggiucchiata)? Con quello dell’italiano ipocrita che vede nel cattolicesimo spiragli di facile e automatica indulgenza? Ma mi faccino il piacere! Se ne vadino!

lunedì 18 maggio 2015

Corradino consiglia: Paolo Zardi intervista Nicola Pezzoli (parte terza)



Il superblog GRAFEMI, una delle più prestigiose e rare pagine culturali italiane, un’isola virtuosa dove ancora si parla di Scrittura, e non di infima prodottaglia defecata dai mercanti nel tempio dell’arte, ospiterà in questi giorni una eccezionale presentazione-intervista: una lunga chiacchierata in quattro puntate durante la quale il finalista del Premio Strega Paolo Zardi e il creatore di Corradino Nicola Pezzoli parleranno di Quattro soli a motore, di Chiudi gli occhi e guarda, e di tanto altro ancora. Oggi la TERZA PUNTATA. Per il dovuto rispetto al luogo meraviglioso che mi ospita, anche i vostri eventuali e graditi commenti verranno accolti non qui sotto ma di là, a casa di Paolo. A casa della Scrittura.

I ritardatari possono trovare QUI la prima parte e QUI la seconda.

giovedì 14 maggio 2015

JO NESPOLO: MA MI FACCIA IL PIACERE!

il momento-shitman

HEADHUNTERS (il film, perché in questi casi intuisci che il libro sarà probabilmente peggio…): 
una delle più puerili cacatine per il popolo che mi sia mai capitato di sorbirmi. L’inizio non poteva essere più banale e déjà vu: il protagonista è un vuoto coglioncello con la faccia da cetriolo infingardo, ha il complesso di essere alto un metro e 68, crede solo nei soldi e ruba quadri di valore per potersi permettere una moglie stangona che richiede regali costosi. (O così almeno crede lui, perché poi, per virare sul melò-moraleggiante, si arriverà al colpo di scena di lei che in realtà non voleva altro che… un figlio – dal cetriolo coglioncello, mica da uno più intelligente o più bello, perché l’Ammmmòre è cieco ma destinato a trionfare, parapunzipunzipà!)
Il popolo in platea ha molto presto la sua interminabile sequela di “fette” tagliate giù grosse: eccoci nel cuore (o nel culo?) della parte action (quella per cui i critici più originali e fantasiosi si giocano sempre la parola “adrenalina”) durante la quaglia il cetriolo in fuga: tenta di affogare un cadavere vivo; lo salva; gli tocca riaccopparlo poco dopo; da stronzo in senso figurato diviene stronzo in senso stretto (shitman) nascondendosi nella merda; spreme un cane; ruba un trattore a un morto; si spatascia in un burrone insieme a sbirrotti campagnoli fra cui due gemelli gorilliformi; però non crepa; gli altri sì; si finge morto, col Supercattivo che lo scruta per mezz’ora ma non lo sgama (anche prima, quando uno strano cartoonistico boccaglio spuntava fuori dal merdaio, il Supercattivo lo scrutò per mezz’ora ma non lo sgamò); si scotenna lo scalpo perché non ha i pidocchi ma le cimici sì; da shitman si trasforma in bloodman tutto rosso sangue, perché agli scrittorelli modajoli nordici piacciono tanto le tinte forti; si scatena alla riscossa; ammazza una cattiva ‘ròia; ammazza il Supercattivo (attirato in trappola con le ritrovate microcimici) grazie alla seguente genialata da scrittore dilettante di otto anni: la mogliettina ha finto di amare il Supercattivo per andare da lui a mettergli (non si sa come né con quale perizia, essendo lei un’artista e il Supercattivo un uomo d’armi perfetto) delle pallottole “finte” nella pistola – lui magari di pistole ne ha trenta, che col pistolino fan trentuno, ma alla resa dei conti naturalmente userà proprio quella…; mette in scena un duello fra il Supercattivo morto e il cadavere de prima che stava ancora “lì”; si accorge che la cosa non regge perché a ‘sto punto il cadavere de prima è già più o meno sul decompostino andante, e mò soccazzi perché il poliziotto più bravo di Norvegia e forse del mondo se ne accorgerà di sicuro se non per altro per la puzza; risolve questa ennesima falla narrativa da pirlotto dando a bere senza ritegno al popolino la seguente cazzata (non è nemmeno un colpo di scena: il cetriolo l’annuncia con psicosicumera): il poliziotto più bravo di Norvegia e forse del mondo farà di certo finta di non accorgersi di niente pur di chiudere il caso, perché anch’egli vive solo per la reputazzzzione che ti fa andare in tivvvvù e ti fa scopare ledddddonne! (brusio d’approvazione del popolino in platea – da sempre lo convinci con un cazzo, anzi, con laffffiga – e con questo si chiude il cerchio della menata sulla reputazzzzione su cui si basa tutta la filosofia del filme e del libbbbrozzo, insomma del trillerozzzzo in sé). Prima dei titoli (nel senso dei vaffanguglia brut piciorla e consimili), immagine finale col cetriolo infingardo diventato definitivamente simpatico al popolino in platea, perché adesso (col ciuffetto da pirla ricresciuto e fluente: stava meglio scotennato, ma riaverli già così lunghi serve a tappare l’eventuale terza falla – in questo caso fallo – nella storia, cioè il dubbio che un certo spermatozoo possa essere uscito dal pistolino del Supercattivo) sta accarezzando la panza appunto gravidina della (quasi) virtuosa mogliettina; alla fine, trionfante, il cetriolo coglioncello ci rivela di aver superato il suo tremendo complesso d’inferiorità: adesso di essere alto solo un metro e 68 se ne sbatte il cazzetto infingardo! Ché tanto il feto è più basso di lui, tiè. O almeno dovrebbe. Con tipi come ‘sto Jo Nespolo c’è poco da fidarsi, magari nella panza c’è arrotolato un serpente gigante tipo anaconda… 
Puerile, inverosimile, stupido, disgustoso, superficiale: così insulso e grossolano da sembrare una parodia del genere, ma purtroppo non lo è. Anzi, tutti lo definiscono “thriller mozzafiato”. Mozzafiato per cosa, per la puzza di cacca?
VOTO: 2 
Mio padre è più di bocca buona (anche se l’espressione “i fétt”, le fette, per definire le assurdità-action me l’ha insegnata lui) e di solito, anche un po’ per giocare a farmi dispetto, difende e rivaluta i film che “stango” io. Ma stavolta pure il babbo dixit: “Mezza palla”. (In compenso i web-criticozzi gliene assegnano compatti da tre a quattro e mezza: complimenti!)