"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"

TANTI AUGURI PER I TUOI SPLENDIDI 80 ANNI!

TANTI AUGURI PER I TUOI SPLENDIDI 80 ANNI!
Ho scoperto che il mio Eroe preferito, perfetto modello di Saggezza e Pigrizia, è coscritto di mio papà! Buon compleanno, Paperino!!

lunedì 11 agosto 2014

Eresia flash – Chi ha orecchie attenda: prima o poi ridistribuiranno anche i cervelli.

Giordano Bruno
sia Lode agli Eretici e agli Spiriti Liberi

È stata di recente rispolverata una vecchia polemica fra lo Scrittore Martin Amis e colui che un bravo cabarettista di Drive In chiamava “Quello Con Le Orecchie”, al secolo il principecarlo. 
Martin Amis, essendo intelligente e quindi amante della libertà d’espressione, difendeva il (non eccelso) collega Salman Rushdie dai caproni integralisti che volevano scannarlo per colpa di un libro che non avevano neanche letto. 
Quello Con Le Orecchie rispondeva con scempiaggini viscide e stantie del tipo “Chi offende le più profonde convinzioni altrui eccetera eccetera blablabla”.
Sarà bene ribadirlo con forza (anche perché dalle nostre parti non lo dice mai nessuno): non è logicamente possibile “l’offesa delle convinzioni”, così come non esistono lo stupro delle sensazioni, il sequestro delle emozioni o l’usucapione delle paure.
Le “convinzioni” non possono essere offese. Anzi, quasi sempre sono le “convinzioni” a rappresentare un’offesa. Per l’intelligenza.

Che poi non si capisce questa discriminazione di convinzioni, sempre in favore di quelle dei più numerosi, permalosi, prepotenti, violenti, stronzi. Delle due l’una: o le convinzioni sono tutte soggettive e criticabili, oppure sono tutte lecite. Compresa la mia convinzione che le tue convinzioni siano troglodite e cretine.


mercoledì 30 luglio 2014

Ancora a proposito di traduzioni comiche...

Guardate che deliziosa merda-spam mi hanno regalato di recente, per il mio e vostro divertimento. (Fra l'altro, a dimostrazione dell'in-telligenza dello spamming, 'sta roba s'era appena impigliata in fondo ai commenti di un post vecchio di tre anni che non leggerà mai più nessuno...)
N.B.: gli omissis e i vaffanculo ce li ho messi generosamente io.

"IO SONO onorevole kate ... Voglio testimoniare di ciò che un mago ha fatto per me e la mia hubby.we sono stati sposati dal 2007 senza un segno di gravidanza o conceiving.I andato fuori controllo delle nascite allora e non ha avuto un periodo. il mio giroscopio mi ha dato progesterone per far ripartire un periodo e lo ha fatto., ma non ho avuto un altro one.We ha fatto un altro giro di progesterone seguita da 100mg cicloide per 5 mesi, abbiamo seguito tutte le istruzioni dei medici, ma tutti senza avail.I sono stati l'acquisto di kit di ovulazione test di gravidanza e ho finalmente avuto 3 test quando ero ovulazione! Quindi, da quel che cercato per anni! Beh, ero molto confuso, perché io continuo a prendere em prova ting e tutti tengo svolta a b negativo! Voglio davvero una bambina mentre mio marito vuole un bambino Loll! Penso che forse stiamo solo cercando di duro, Cosa posso dirvi è che il suo stato tanti anni e ho ancora ma non avere il mio periodo?? Nessuno ad aiutare, perché ogni corpo intorno a noi era già sul punto di perdere la loro fede us.no dovesse correre fino a quando un fedele giorno stavo leggendo una rivista e ho inciampare su una pagina erano ho trovato argomento o una linea di testa {A PROFETA} che può guarire qualcuno da HIV e AIDS, riportare la vostra EX, ingrandire il seno, aiutare a vincere una lotteria VISA, perdere il peso e anche ottenere sei pack e appiattire la pancia, gli ho dato una prova e prima non potevo che il Profeta (omissis) mi libererà da mio problema lanciando un incantesimo per me e ho detto che vada a fare l'amore con mio marito, poi nove mesi dopo l'incantesimo e fare l'amore con mio marito ho espresso un gemelli un maschio e una GIRL.This scandire il nome (omissis) è profeta (omissis) così tante persone hanno testimoniare la sua meravigliosa opera .. Lui è bello, contattarlo su omissisvaffanculo@truff.com se siete in qualsiasi situazione • Grazie mille!"

Che dire? Grazie a te per esserti riprodotta due volte in un colpo solo! Il pianeta ha un tale disperato bisogno della prole di persone così intelligenti! :)

p.s.
Notare anche come, per effetto della genialità della traduzione, sembri che a far l'amore col marito dell'intelligentona ci sia andato il mago...


sabato 19 luglio 2014

Assaggi di romanzi inediti - da "LA CAMPAGNA PLAXXEN", inizio della seconda parte (L'UNIVERSO È UN CUORE CHE BATTE)

L’intuizione di Universo che mi piace di più è quella di un cuore che batte: miliardi di anni, un singolo battito. In questo senso non ho dubbi sul fatto che tornerà a contrarsi, che ci sarà un Big Crunch e poi un nuovo Big Bang e così via all’infinito. Se i nostri cuori battono, e a farli battere è l’Amore, saremo in armonia, in sincronia col Cuore più grande. Altrimenti languiremo nel nostro piccolo inferno. La mia armonia, la mia sincronia, la mia salvezza, è l’Amore per mio figlio Paolo.

Sarò sempre perseguitato dal rimorso dell’unica volta che pianse per colpa mia. Era un pomeriggio festivo inoltrato, e si passeggiava pigramente io e lui sul lungolago, in un paesotto dalle parti di Varese. Oltrepassammo un punto in cui stavano assiepati, quasi gomito a gomito, non meno di venti pescatori, in agguato dietro le loro lunghissime canne. Poco più in là, Paolino ebbe l’idea di gettare un sasso nell’acqua. E io cosa feci? Io lo sgridai, dicendogli con severità e a brutto muso la sciocchezza che qualsiasi genitore più o meno conformista, educato e di buon senso gli avrebbe detto: Fai scappare i pesci! Lui protestò: Ma io voglio che scappano! Così non li ammazzano, quei brutti!, e poi scoppiò in un pianto disperato. Aveva ragione lui, naturalmente. Fra l’altro era un lago inquinato, per cui non valeva neanche l’eterna romantica scusa del “procurarsi cibo sano come ai bei vecchi tempi”. Era solo per sport, per il divertimento di massacrare dei piccoli esseri, facendogli patire le pene indicibili delle ferite lancinanti in bocca e del dibattersi a lungo fuori dall’acqua, prima di trovare clemenza nella morte. Uccidere per sport e nel modo più disgustoso: fingendo di nutrirli, per farli cadere in una subdola trappola. Perché i piccoli esseri vedono l’esca. Ma non vedono l’amo adunco, né il filo, né la tua rozza faccia sadica nascosta lassù. Chissà perché, gli animi sensibili che giustamente si indignano per la caccia, non lo fanno invece quasi mai per la pesca. Eppure “Caccia & Pesca” vanno a braccetto, nei nomi delle riviste e sulle insegne dei negozi. Dopo quella volta, per mesi e mesi il nostro più grande divertimento divenne l’andare al lago apposta a tirare i sassi dispettosi per “spaventare i pesci”. Rischiai di buscarle, s’intende. Ebbi un paio di violenti alterchi con degli energumeni, e uno sgradevole vecchio mi mise le sue manacce, puzzolenti di pesce moribondo, addosso. 
Eppure, malgrado quel mio riscatto, ancora non riesco a perdonarmi per aver fatto piangere Paolo la prima volta. Per essere stato così stolidamente adulto. Così adulteratamente normalozzo e ammaestrato. Invece di capire e diventargli subito complice, al volo, da quel Peter Pan che a parole pretendo di essere. Lanciando subito anche il mio sasso per salvare qualche vita e poi fuggendo via con lui, ridendo insieme a crepapelle, e poi premiandoci con un bel gelato al limone e fragola con la panna montata.

Immaginarsi quindi lo spavento. 
No. Spavento è poco. Il terrore. Il terrore nello scorgere in lontananza il mio Paolo, nel parchetto davanti alla scuola, verso cui mi dirigevo di corsa per andarlo a prendere con cinque (vabbè, venti) minuti di ritardo, nello scorgerlo in compagnia di un altro uomo. In piedi davanti a quell’unica panchina di pietra sotto i salici piangenti. Con un altro uomo che non ero io. Perché Paolo si fida di tutti. Non c’è verso di convincerlo del contrario. Se uno sconosciuto gli si avvicina, lui ci parla. Non dico sia disposto a seguirlo fiducioso, ma ci parla, e starebbe lì delle ore a parlare con lui, e dicendogli la verità su tutto, come se lo conoscesse da sempre. L’uomo era un piccolo tamarro olivastro, dal collo taurino. La mia persecuzione-ombra di questi ultimi tempi. Collo Taurino mi vide sopraggiungere e rapido si dileguò, svanì. Inseguirlo? Sì, domani. Ero piegato in due per il fiatone. Non dovevo essere un bello spettacolo. Devo smetterla con le sigarette al mentolo.
Chi era quello?
Un signore…
Ma che voleva da te?
Dice che conosce la mamma. E forse qualche giorno la mamma non può venire a prendermi e allora viene lui.
(Cristo!)
E tu cosa gli hai detto?
Gli ho detto che se non viene la mia mamma viene il mio papà.
Bravo.
Sì, e gli ho detto anche che il mio papà ha le mani magiche.
E lui?
Mi ha detto che ci fai con le mani magiche.
E tu?
Le scurege!

Ma che tipo era, ti sembrava bravo o cattivo?
Era bravo, ma cattivo.
E come fa uno a essere sia bravo che cattivo?
Non lo so. Lui era bravo, ma cattivo.
Come spiegargli il viscidume e l’infida ipocrisia degli uomini di merda? Per lui, se uno dagli occhi cattivi ti approccia con untuosa e falsa gentilezza, non è un pericoloso serpente a sonagli: è uno “bravo ma cattivo”.
E papà? È più bravo o più cattivo?, gli chiedo mentre lo stringo al mio fianco nell’andarcene da lì.
Te sei solo bravo, mi dice tutto serio e compìto. Poi, mettendosi a ridere: Però fai i figli mongoli!

Vedendo che la cosa invece di farmi, come di solito fa, sorridere, rischia di farmi scoppiare a piangere, il suo cuoricino tenta di gettarsi in mio soccorso, e mi si stringe addosso ancora più forte mentre zampetta al mio fianco.
Cantiamo Pippoloni papà?
E così ce ne andiamo via cantando un’altra delle nostre storpiatelle hit. Stavolta tocca ai R.E.M.:
Shàiny appy Pippoloni

Le ho sempre trovate divertenti, queste storpiature maccheroni-che. Quando l’arbitro sbaglia di brutto contro la loro squadra, i tifosi inglesi, ovviamente, non si mettono a cantargli “Erroracciooo, o ‘mbecilleee…” Però, fateci caso la prima volta che ne avrete l’occasione, a un orecchio italiano suona proprio così! 
In Wild of the isle di Linda Wesley si sentono distintamente prima “Chella la tas mai” (Quella non tace mai) e poi “Questo s’è inciocado” (Questo s'è ubriacato). Verso la fine di I’m goin’ down di Springsteen, risuona un bel “E vaffanguglia”.

lunedì 14 luglio 2014

Sredni Vashtar!!

Altra chicca per i fan di Quattro soli a motore: ho scovato un recente cortometraggio intitolato Sredni Vashtar (il racconto di Saki!), con un biondo Conradin. Non c'è doppiaggio italiano, ma in questo caso credo non sia indispensabile.

venerdì 4 luglio 2014

MISS APPMAN SI PAPPA IL PENSIERO

il vecchio Miss Pacman, giochino della mia adolescenza

Non ci credevo. 
Pur essendo da sempre preparato al peggio, proprio non volevo credere all’esistenza dell’ultima frontiera tecnoglionita (uno dei tanti regali-eredità del dipartito guru, grazie mister jobS!): subdoli giochini in apparenza gratuiti, ma che necessitano di odiose app a pagamento per superare i livelli. Spesso le vittime sono bambini, e davanti alle loro lacrime il genitore sprovveduto compra… (anzi, “scarica”: l’antipatico e onnipresente verbo del decennio, che mi fa pensare alle scariche di diarrea…)
Del resto, a questo è finalizzata la strategia delle applicazioni gratuite: insegnare “la strada” ai più piccini (quanti poveri genitori ho sentito vantarsi: “Due anni e mezzo e già scarica le app!” Appanculo! Vedrai che gioia, fra qualche annetto!)

(Intanto c’è gente che fa rapine a mano armata “perché non può permettersi di comprare il cellulare al bambino”. Ormai si fa passare per necessità vitale quella che per il buon senso dovrebbe essere ancora una PERVERSIONE poco intelligente: l’obbligo di far parte del branco tecnoglionito e modaiolo fin dalla più tenera età. Così andrà a finire che a quel rapinatore, anziché contestare l’aggra-vante di essere un pessimo padre, si concederanno attenuanti, come se avesse rapinato per comprare il pane.)

Fino a pochissimi anni fa, mangiando e bevendo in compagnia, si PARLAVA. Adesso, persone che non vedi da un anno e dovrebbero aver mille cose da raccontarti (ma a ‘sto punto sorge il dubbio che non abbiano proprio un cazzo, da dire) si confrontano fra loro sui livelli raggiunti nel giochino ebete che va per la maggiore, oppure mostrano tronfie l’ultima app cretina scaricata nel pomeriggio: ed ecco che si filmano a vicenda mentre cacciano fuori la lingua, ruttano e battono le mani, dopodiché l’intelligentissimo gadget trasformerà il tutto in un videoclip musicale, coi protagonisti vestiti da donna cannone in tutù. 
E giù risate. Standardizzate. Tristissime.

Voi, che a scuola vi stupivate al racconto di sciagurati indios disposti a barattare terre con specchietti e perline colorate. Con cosa la state barattando, adesso, la vita?!

I miei coetanei o giù di lì si ricorderanno di Miss Pacman, il giochi-no-divoratore. Mai avremmo pensato che simbolo dell’umanità del nuovo secolo sarebbe invece stato l’annichilente Miss Appman. La sua missione? Eliminare l’intelligenza dal mondo, in cambio di milionate di apparenti (e a volte, non lo nego, abbastanza utili) comodità. Miss Appman che si pappa i pensieri. App app app app app app app…
Applausi.

mercoledì 25 giugno 2014

MI AVETE COTTO IL RAZZO (elogio dei "Parulàsh")

Ho sempre trovato patetiche e un po’ ipocritine, e di un livello intellettivo diciamo non stratosferico, quelle famigliole da film disney in cui un genitore (di solito è la madre) impone a tutti di mettere una monetina in un barattolo come multa per essersi lasciati scappare una cosiddetta parolaccia. (Nel suo delirio di malintesa purezza ella impone la sanzione anche al marito se gli scappa un “cazzo” guardando la partita, e a se stessa se una volta al mese le parte un’accidempolina di sbieco da sotto la chioccesca gonna, o un perbaccuccio deretano).
Spesso ne escono impeccabili figli-bonsai: ben educati, ben potati, ben castrati.

Avessi dei figli, le monetine nel barattolo le farei eventualmente mettere, semmai, per ogni frase banale o poco intelligente, per ogni intercalare fesso, per ogni paroletta idiota o modo di dire becero mutuato dalla tv o dal branco nonpensante. Cinquanta centesimi per ogni Uau, venti centesimi per ogni Cioè voglio dire, per ogni Adrenalina e derivati, per ogni Tipo, Inkualkemmodo, Assolutamente sì o Assolutamente no. Dieci centesimi per ogni stupido Ah-okèi. Un euro per ogni “2.0”, per ogni plus pronunciato “plas”, per ogni stage pronunciato “stéigg”, e per ogni osceno “mobàil”. Dieci euro (in monete) per ogni “virgolette” del cazzo (per le virgolette, non per il cazzo), e chi più ne ha più la smetta. 

Così magari imparerebbero a rapportarsi bene col linguaggio. Del quale le cosiddette parolacce fanno parte: se usate con misura e a proposito possono essere colorite, simpatiche, spassose, espressive, persino belle, e arricchiscono una lingua parlata che sta diventando ogni giorno più povera e piatta (certo, lo diventa anche se si usano solo parolacce, ma io qui non mi occupo del regno subumano…).

Guarda caso, quel simpatico intelligentone di putiN ha dichiarato guerra, oltre che alle diversità sessuali e al libero pensiero, anche alle cosiddette parolacce. Presso gli eredi del kgb si parla del progetto di un potentissimo software-spia capace di scoprire chi scrive cosiddette parolacce sul web, per poi acciuffarlo, manganel-larlo e gulaghizzarlo siberianamente. Quando un simile software arriverà anche in lobotom-italY (perché ci arriverà: noi siamo bravissimi a pappagallare il peggio del peggio, e poi potrebbe portar quattrini nel barattolo statale, come gli autovelox in quelli dei comuni) spero solo si riveli, come sempre accade con certe “meraviglie” della tecnica, un software imbecille, e pertanto aggirabile. In fondo sarebbe divertente, sarebbe stimolante, dover giocare un po’ con le cosiddette parolacce per farsi beffe del controllo e coniarne così di nuove, del tipo “mezzo di perda”, “cesta di tazzo”, “caccia da fulo”, “mi hai cotto i roglioni”…


domenica 22 giugno 2014

ERESIA FLASH: seghe bosniache, mezzeseghe neozelandesi e opinioni dei Cazzi

La posizione regolarissima di Dzeko sul gol
vergognosamente annullato alla Bosnia

La Bosnia è stata eliminata perché contro la Nigeria il solito guar-dalinee del quarto mondo calcistico (stavolta un neozelandese: complimenti a chi ce l’ha mannato!) ha fatto annullare per fuori-gioco un bellissimo gol di Dzeko che era buono di un metro almeno.

La Bosnia è stata eliminata perché è squadra simpatica ma mode-sta: i soli fuoriclasse erano Dzeko e Pjanic (più Ibisevic che però incredibilmente partiva dalla panchina).

La Bosnia è stata eliminata perché Spahic è il peggior difensore vi-sto ai mondiali, e centrocampisti come Besic, Hajrovic e Misimovic non sarebbero titolari nel Portogruaro.

La Bosnia è stata eliminata perché ha pure avuto sfiga: contro l’Argentina un assurdo autogol dopo pochi secondi, contro la Nigeria un palo da pochi passi nei minuti di recupero.

Ma è noto (e se non lo fosse ve lo dico io) che gli uomini si dividono in Cazzi e Cervelli (e la cosa curiosa è che mentre i Cervelli hanno sempre anche il cazzo, i Cazzi sono tutti sprovvisti di cervello, o se ce l’hanno lo tengono spento). 

Ebbene, secondo i Cazzi, la Bosnia è stata eliminata per mancanza di gnocca: il c.t. Safet Susic (lui sì un ex delizioso campione) aveva infatti negato ai suoi ragazzi in ritiro la presenza di esseri umani muniti di vagina con cui fare fiki fiki, dicendo (giustamente) che per qualche giorno potevano anche concentrarsi sull’avventura più importante di tutta la loro vita professionale, e che, nel caso, chi non avesse saputo fare a meno, poteva sempre fare a mano. E adesso sono Cazzi. Cazzi che ragliano.


giovedì 19 giugno 2014

Qualche immagine delle ultime settimane... tanto per cazzeggiare un po'.

Lucertola su cuscino di rose.
Speriamo non se ne accorga l'Isidoro...

No, l'Isidoro pare in tutt'altre faccende affacendato...

Bello guardare in alto e sentirsi piccoli.
Non servono le stelle. Basta un Albero.

Vertigine. Vorrei baciarvi e stringervi forte, fratelli.

Nuovi cigni nel mio piccolo mondo...

... e nuovi anatroccoli.

E un vecchio papà, con nipotine ai lati.

"C'è poco da fare il merlo", diceva la nonna.
Ma perché? Io mi ci reincarnerei!

Uno degli angoli magici
in cui angelici postini
mi recapitano idee...


Salotto & vasca da bagno...
Dormito poco, baby? :)

mercoledì 11 giugno 2014

TRADITORE SINGULTANEO – nuove frontiere della comicità intergalattica?



Sembra un destino: in questi giorni quasi mi si costringe a fare il demolitore di futuri, il teppistello antitecnologico. Ho appena finito il mio pezzo contro il multitasking, e non ti vado a imbattermi in un articolozzo che celebra il magnifico avvento di un traduttore simultaneo telefonico? Con prevedibile enfasi da due soldi, subito lo si paragona “a quello di Star Trek”. Figurarsi. Chissà perché, quando parlano di novità tecnologiche, i giornalisti lo fanno sempre con attitudine acritica, celebrativa e prona. Colui che dà la notizia si limita a chiedersi quando questa meraviglia arriverà, e quale prezzo avrà. Incredibilmente, nessun dubbio e nessuna preoccupa-zione sul livello del servizio, e sui suoi possibili rischi. (Che ne so, magari uno dice “brucio d’amore per te” e all’altro viene tradotto “ho voglia di appiccare fuoco alla tua testolina di cazzo…”) Sì, perché se questo portento dovesse somigliare a certi traduttori automatici di testi che circolano sul web, potremmo vederne delle belle: fraintendimenti, imbarazzi, litigi… Già il linguaggio è una giungla per i traduttori professionisti, figuriamoci per una macchina che agisce solo per deduzioni logiche e significati letterali. Mi viene in mente un bel divertentissimo romanzo di David Lodge (mi pare fosse Small world – curiosamente tradotto, tanto per restare in tema di tradimenti, con Il professore va al congresso) in cui un traduttore giapponese un po’ pedestre perseguita a distanza l’autore di un libro in lingua inglese per farsi aiutare a superare alcuni ostacoli. A un certo punto, nel libro da tradurre, c’è la frase “una bella scopata sul sedile posteriore”. E il giapponese in una lettera chiede: “Come mai il protagonista decide di pulire la sua automobile proprio in quel momento?”)
La simultanea, poi, è già un tragico casino per gli esseri umani. Ne ricordo uno che vedevo in tv da bambino, e che chiamavo “il topo”. Poraccio: anche se io l’inglese non lo sapevo, dall’arruffata confusione delle sue sbiascicate frasette capivo benissimo che il povero topino non ci stava a capì ‘n cazzo…

A proposito di traduttori online, ho voluto divertirmi a far fare qualche giro per il mondo (small world?) alle ultime righe del primo capitolo del mio Quattro soli a motore:

In generale, la bella Lavinia ne aveva poche di attrattive per un bambino come me. Ne offriva molte di più ai turisti crucchi che potevano permettersi i ristoranti sul lago, la vista panoramica dalla funivia del Sasso del Ferro e le gite in battello alle Isole Borromee. Per me, avevano molto più fascino la campagna, i boschi da esplorare, i vigneti, i dirupi rocciosi in attesa di scalatori della piccola Cuviago, sperduto covo di briganti.
Senza contare che nella fattoria di fronte alla nostra nuova casa si era da poco stabilita una giovane coppia di contadini veneti, gli Stevanato, (contadini sui generis: lui era anche operaio all’utensileria, lei era grassa) il cui figlio maggiore, Gianni, di un solo anno più vecchio di me, aveva buone probabilità di diventare il compagno di giochi che non avevo avuto mai.

Dopo un viaggetto tedesco-giapponese-olandese-cinese è ritorna-ta indietro così:

In generale, la bella Lavinia, dammi un paio attraente come un ragazzo. C'è spazio per un altro, è dotato di una gita in barca dalla funivia per i numerosi turisti, ristoranti e altro ferro erbe dell'isola Borromeo del Sasso. Per me, esplorando i boschi, un sacco di paesaggio, le scogliere di vigneti, escursioni a piedi, attendere un po’ Cuviago ladro, facendo appello una grotta remota. 
Giovane coppia di contadini, più di recente in azienda, abbiamo fatto il Veneto Stevanato, più la parte anteriore della nuova casa (agricoltori cancellare il suo grasso, l'operatore, è il suo strumento) è più vecchio di me non dico che il suo figlio maggiore, solo John, c'è una buona probabilità che i miei compagni di gioco che non ha fatto.

Altro giro con arabo-danese-bengalese-ebraico:

In generale, alcuni MiG interessante en Lavinia bellissimo fienile. Gioca Sesame cavolo de Ristorante Lago, Sasso View Mharcbllaye e romana Os Sesame del Brzlioshiitltiirim che molti possono permettersi. Scalatori MiG Cuviago piccolo, Den of Thieves deserta Attendere boschi, cromo, pendii rocciosi, esplorare il fascino del paese in massa era. 
Menzionato nel nostro nuovo fronte libero Slhgina di recente, tuttavia, è stato determinato Nkovohaklai piccoli e netto e Stevanato (agricoltori unico nel suo genere: Strumenti età Daogorm e Idoilsumn era troppo), si ottiene il figlio maggiore, John, esposti e MiG anni più vecchio, Ihihhlwih, ho ringraziato Dio per il Hun che non c'era.

Avanti con croato-azero-coreano-somalo:

Normalmente, un bambino, o una varietà di bella Lavinia. Isole Borromee Sasso auto del Cable Ferro e barche, un ristorante per andare alla vista, non si può permettersi di pagare un sacco di turisti tedeschi. Per me, tu sei più attraente Cuviago questo villaggio, foresta, in attesa di esplorare vigneti terrapieno di roccia po’ solitario, furto Italia. 
Recenti prima casa nuova del Veneto sono diversi particolari giovani agricoltori Stevanato (Sui generis agricoltori: uno strumento di lavoro, è stato fantastico), naturalmente, suo figlio maggiore, John di me, e poco più di un anno, ed è una grande opportunità condivido, rispettivamente.

Infine, bulgaro, greco, mongolo e zulu:

Tipicamente, un fratello, o diversi tipi di Kala Balsamico belli bellissimi bambini Lavinia. Tiger è andato a vedere le Isole Borromee Sasso del Ferro, teleferiche e battelli, voi la Badan tedesco può o Balsami turisti. Per me, voi Balsami, un po’ solitario, furto Italia cera mi roccia diga vite questo grazioso villaggio Cuviago attesa studiare più memoria. 
Ovviamente, il suo figlio maggiore, John, Hal b Badan solo anni Badan, grande opportunità: VENETO, diverse persone speciali dei giovani agricoltori Stevanato (strumenti di lavoro era u SUI grande generis giardiniere) prima dell'ultima della rispettiva quota della nuova casa Balsamico Oh la sotto la y Kala...

Poi, non contento, ho provato a divertirmi con una delle mie poesie più brevi:

perso nei tuoi occhioni
un disperato kiss
mentre in piazza gli scimmioni
eleggono la miss

Un rapido giretto thailandese-tedesco-swaili-russo-di nuovo italia-no, e mi è ritornata indietro ‘sta roba:

Perso nei tuoi occhi
bacio disperato
Quando un quadrato scimmia
selezionare un prodotto

Supermeravigliosa e geniale l’ironia di tradurre “eleggono la miss” con “selezionare un prodotto”, se solo fosse stata voluta… :)

Ancora intenzionati ad affidare amori, trattative politiche o imprese commerciali a traduttori automatizzati, che trattano le frasi come fossero stupide espressioni algebriche, le Parole come numeri cretinetti? Saranno così anche le traduzioni simultanee? Vi ci affiderete? Auguri!

giovedì 5 giugno 2014

Paolo Zardi - IL SIGNOR BOVARY


Paolo Zardi
Intermezzi, collana “ottantamila”
e-book
pagg 76    € 3
VOTO: 10

Il Paolo Zardi che non ti aspetti, o forse sì: scoppiettante e divertito, scatenato e irriverente, eppure sempre autentico e profondo, sempre struggente, e soprattutto sempre, sempre meravigliosamente bravo a Scrivere. E a pensare. Pensare quella povera, fragile stupida cosa che è l’uomo, pensare la vita, pensare la Scrittura.

Quando dico che leggere DEVE essere sinonimo di godere (o almeno lo è per me, troppo edonista per accettare di infliggermi noia e scorregge canine), mi riferisco a scritture così: la prosa impeccabile di un Flaubert (ma ovviamente aggiornato negli stilemi e nei riferimenti, ci mancherebbe), l’eleganza di un Nabokov, il beffardo e al contempo amaro cinismo di un Martin Amis, e insieme l’effervescenza di uno Shteyngart o di un Donleavy, e la dispera-zione esistenziale di un Aleksandar Hemon. Paolo ci dà tutto questo con naturalezza, senza rincorrere nessuno stile altrui, senza plagiare nessun autore, e quando alla fine cita Cechov tu sei portato a pensare che si tratti di un suo parente stretto, e non un maestro irraggiungibile. 
Lo fa con spontaneità disarmante, semplicemente dispiegando talento, passione e intelligenza (chi SA leggere bene ha capito da un pezzo che il potere di sondare il mistero dell’animo umano appartiene ai veri Scrittori, non certo agli psicologi, non certo ai preti) come un tappeto magico intessuto e istoriato per noi. Paolo, così agile e abile nel suo vivido evocare e descrivere, ti riconcilia con la Narrativa italiana, entità oggi così malamente alla deriva, così in disgrazia, così in disarmo, così sabotata dall’interno…

Intermezzi ha avuto un’idea brillante e coraggiosa: novelle di ottantamila caratteri (“ottantamila” è appunto il nome della collana) in formato elettronico.
76 pagine in effetti sono una lunghezza inconsueta. Spesso le si considera troppe per un racconto, e troppo poche per un romanzo. Ma io non dimentico che due fra i migliori testi che ho letto negli ultimi anni erano uno di 52 pagine (I segreti di Brokeback Mountain, di Annie Proulx) e l’altro di 86 pagine (Un bacio, di Ivan Cotroneo).
Certo, l’idea da sola non basta. Poi devi avere anche la fortuna di trovare gli Zardi…
L’unico rammarico è proprio che il bel gioco finisce troppo presto, come un gelato squisito che però devi leccare in fretta per non farlo sciogliere al sole.

Il Signor Bovary è la storia comica e geniale di un banale adulterio (uno sposatissimo direttore di banca e una malsposata donna delle pulizie) che finisce in tragedia, perché tragico è il suo terreno di coltura: la vacua esistenza dei benestanti nonpensanti (e dei meno benestanti ancor meno pensanti) soffocata dal dilagare standardizzato del Nulla.

Non farò, qui, “parlare il testo”, perché nessuna parte separata è abbastanza rappresentativa (si farebbe torto a quelle mancanti, oltre a sviare il lettore), e perché siamo di fronte a un insieme delicato e impossibile da scomporre, come una di quelle leggendarie partite fra grandi Maestri riproposte integralmente sui manuali scacchistici (le immortali sfide con protagonisti gli Steinitz, gli Alekhine, i Capablanca, i Fisher), mirabili e memorabili dall’inizio alla fine, dalle mosse di apertura e sviluppo allo scacco matto, dal primo pedone sospinto in avanti alla sanguinosa disfatta del Re. Inutile isolare un frammento, inutile dire “guarda qui com’è bravo a preparare l’attacco della Torre”).

Come si percepisce che Paolo si è emozionato e divertito come un matto, nel confezionare quest’opera d’arte! E io mi sono talmente emozionato e divertito nel leggerla che questa non è una recensio-ne, ma un ringraziamento. 
Vi assicuro che mi fa bene alla mente, al cuore e all’anima, potermi sentire così pieno di ammirazione per un Collega (io, spesso così incazzato, a dispetto della mia indole bonaria e mite, davanti al trionfo della più sfacciata e insulsa e superflua e spocchiosa mediocrità!): per me poter leggere questo piccolo, delizioso capolavoro è stata una medicina, un antidolorifico, come un glassato pasticcino alla morfina, capace di farti dimenticare le fitte di sofferenza provate davanti a certe brutture che ti danno bullescamente il malvenuto quando entri in libreria.

Ben raramente (forse mai) a uno scrittore originale e orgoglioso come me era capitato di dirsi “questo vorrei averlo scritto io”. Be’, stavolta è capitato.
Sappiamo che “sul breve” è vietato sbagliare, ma qui Paolo Zardi è così implacabilmente perfetto che più che scrivere un racconto lungo, o un romanzo breve, sembra aver scolpito un haiku a orologeria. Il Signor Bovary è il sonetto cesellato in sogno da un orefice divino.

Chi mi conosce, e sa del mio amore viscerale per i libri-libri, a questo punto dirà: TU che ti metti a parlare di e-book? Confesso di aver avuto l’incredibile privilegio (per il quale vi prego di non odiarmi né invidiarmi) di gustarne una rara copia cartacea, numerata e fuori commercio. Da cui non mi separerò nemmeno se mi sparano. Ma per i molti di voi che già da tempo hanno scoperto l’universo e-book, farsi sfuggire questo prelibato gioiello sarebbe un errore imperdonabile, un misto di autolesionismo e peccato morta-le: tecnicamente un suicidio.
Anche perché è evidente che qui ci troviamo di fronte al miglior rapporto qualità-prezzo di tutta la storia dell’umanità.
Per cui non e-fatemi e-incazzare.
Di corsa a comprarlo. E l’ultimo che arriva… è un lettore di kuoki!
Parola di Scriba.

Grazie Paolo!

p.s.
I miei più vivi complimenti all’editore per aver lasciato il prezzo intelligentemente rotondo. Non se ne può più di vedere in giro tutti quei ridicoli virgola99… :)


mercoledì 4 giugno 2014

Eresia Flash: “Nonna, che inflazione grande, hai!” “Per inc*larti meglio!”

Nel pieno del delirio anti-euro, alcuni irresponsabili sono arrivati ad auspicare una forte inflazione (che com’è noto impoverisce i già poveri e le classi medie, ma è una manna per avventurieri del debito, intrallazzatori e schiavisti), definita nientepupùdimeno che “lubrificante della crescita”. Come la vaselina, insomma. O il burro di Ultimo tango a Parigi. Davvero una perfetta immagine, essendo ormai noto agli onesti e agli intelligenti che la krescita altro non è che UN’INC*LATA. (E che la cosiddetta economia di mercato è sempre più un’economia di massacro).

venerdì 30 maggio 2014

Born digital, dead slave.

DEFICIENTE? 
NO, MULTITASKING

La volta scorsa ci siamo occupati di una parola dal bel significato (“secolarizzazione”) usata sempre in senso negativo. 
Oggi ci occuperemo di una parolaccia oscena (multitasking) che invece manda in brodo di giuggiole ogni giornalistozzo che si trovi a maneggiarla.

Già, perché anche per il rincoglionimento da tecnologia (ciò che ti rende tecnoglionito) hanno inventato l’immancabile paroletta disonesta, per farla sembrare una nuova qualità positiva: multitasking. Se hai un amico molto giovane, e ci resti male perché mentre gli parli, o lo sfidi a scacchi, lui in simultanea si trastulla con un altro giochino ebete, assorbe pubblicità tv con occhi da pesce lesso, ascolta una radio scema in cuffia, studia algebra e messaggia chissachì (potendo farebbe anche un’impennata col motorino lì in salotto, se non fosse che poi mammina gli fa un culo tanto) non è lui che è deficiente (e magari anche un po’ stronzetto e maleducato): sei tu che sei obsoleto. Lui è “multitasking”. Nella sua corteccia cerebrale modificata (aiuto!) si attivano zone lampeggianti e percorsi mentali che tu manco ti sogni! (Per tua fortuna). 

In un mio ritaglio di giornale di qualche tempo fa ci si spingeva e profetizzare (citando le parole entusiastiche e preorgasmiche dell’immancabile nuovo piazzista-guru della neuroscienza del mio picius) che, GRAZIE alle generazioni “born digital”, nel futuro avremo meno genialità, meno individualismo, e più lavoro collettivo. Come se non l’avessimo capito da un pezzo, che è a questo che mira chi da anni rincoglionisce, pardon, rende più svegli e intelligenti, i nostri ragazzini sconvolgendogli la vita a suon di nintendo, playstation, spot, videoclip, msn, sms, cippicippi e uazzàpp: generazioni omologate e massificate e tecnostordite di schiavi intercambiabili, di laboriose formiche cinesi, di solerti api giapponesi, di russi muli stakanovisti, molto più efficaci di noi antiquati bamboccioni nel produrre e nel riprodursi a raffica, per la gioia dei padroni e dei preti. Inclini a sopportare le catene e lo sfruttamento e la frusta perché nel frattempo ascoltano musica (tutti la stessa), titillano un giochino, chattano usando emoticon e geroglifici invece delle Parole (un saltino indietro di 4.000 anni, che vuoi che sia), si procurano otto etti di ossobuco di figa (schiava) alla macelleria bovina Fessobukko Sex… e perché in cambio della libertà, dell’intelligenza, del farsi piallare la mente e fottere l’anima riceveranno (poco) sporco denaro con cui permettersi ogni settimana la tecnonovità trendy con cui multitaskeggiare (e far crescere il Pil). Insomma si daranno beatamente al multikazzing. Facendo dieci cose insieme senza dominarne nessuna, senza eccellere in nessuna, senza capirne nessuna, senza assaporarne nessuna, senza goderne con vero piacere nessuna. Senza accorgersi di ciò che gli succede attorno (tripli arcobaleni intrecciati, tramonti arlecchino, la luna che prende fuoco…) mentre loro, a testa bassa, sono “sempre connessi” con tutto, cioè col Niente. 

L’articolozzo terminava con l’annuncio, fra il tronfio, il finto-rassegnato e il quasi compiaciuto “addio Homo Sapiens, benvenuto Homo Zappiens”! (Ma è mai esistito l’Homo Sapiens? Io credevo che, come l’Oltreuomo di Nietzsche, dovesse ancora arrivare, adesso scopro che non verrà più: il suo treno è stato soppres-so…) 
Homo Zappiens? Ma che povera merda dizturbatella, fraztornata e ipercinetica zarebbe mai?
Sarà che io lo zapping non lo faccio nemmeno col telecomando della tv. Scelgo un film e me lo GODO. Scelgo una partita e me la GODO. Scelgo un documentario e me lo GODO. Se non c’è niente da godere, TENGO SPENTO e faccio altro.

Ragazzi, svegliatevi e ribellatevi finché siete in tempo! Non vi rendete conto della mostruosa cosa che vi stanno facendo? Mascherando da favola il più grottesco dei film horror? O preferite aspettare il giorno in cui, già sulle ginocchia per il mutuo della casa, la rata della macchina che-costa-un-miliardo-ma-sei-LIBERO-di-restituirla-dopo-un-minuto, e l’assegno al coniuge sepa-rato (solo tre cose insieme, già un progresso), vi licenzieranno con l’emoticon di un bel calcio in culo, perché i nuovi schiavi allevati dopo di voi sapranno svolgere ottocento mansioni in una volta, e non si fermeranno nemmeno per pisciare, perché gli avranno geneticamente modificato anche la vescica? 

Ascoltate il consiglio di uno sciocco eccentrico ma onesto. Riscoprite la libidinosa saggezza del QUI e dell’ADESSO. Se siete a cena in un ristorantino con amici, per voi esistano SOLO le pietanze da gustare, le bevande da bere e la compagnia di QUEGLI amici lì, il conversare insieme a loro, e porte in faccia senza pietà alla prepotente invadenza di chiunque altro pretenda di disturbarvi da chissà dove! 
L’abolizione della distanza NON produce Vicinanza (diceva Heidegger), ma soltanto rotture di coglioni (mi permetto di aggiun-gere io). Non solo, ma finisce col frantumare (oltre ai suddetti coglioni) le poche superstiti Vicinanze vere.

[E adesso non datemi del tecnofobo. Io non telefono MAI a nessuno proprio per non guastare i maroni. Ma non è che al posto della telefonata ci metta i segnali di fumo, o non ci metta niente. Al posto della telefonata uso la posta elettronica: discreta, silenziosa, veloce, gratuita, la guardi quando vuoi… Dico io, la posta elettronica sarà pure tecnologicamente PIÙ AVANTI del telefono! Ma il popolino bue la disdegna, perché non è modajola, non è collettiva, non è esibizionistica, non è uno stoltus symbol. 
Ci sono imbecilli che ti danno il loro indirizzo mail e poi immancabilmente non ti rispondono, perché non la controllano MAI. In compenso se ne stanno tutto il giorno a uazzappeggiare stupidaggini, come un branco di cerebrolessi.]

Ascoltate il secondo consiglio di uno sciocco eccentrico ma onesto. Fate UNA cosa alla volta. Amatela. E fatela bene. Gettatevi anima e corpo in UNA cosa bella, speciale, interessante, appagante o divertente! Che siano anche mille, queste cose, più sono meglio è, certo, ma una alla volta
Ne va della vostra corteccia cerebrale (NON modificata), e quindi della vostra Libertà! 

E a chi vorrebbe trasformarvi in mutanti macchinette rincoglionite (gli occhialetti da stolido schiavo iperconnesso e sempre reperibile per il padrone sono qui dietro l’angolo!), dite che ci provi pure col pirla che arriva dopo di voi. Che a voi vi scappa da RIDERE.

E ripigliatevi, vi prego, risollevatevi un po’ anche da ‘sto tam-tam comunikereccio standardizzato, de-alfabetizzato e frenetico in cui vi abbrutite, da questo mondo trasformato in orrido, assordante brusio d’alveare amplificato, percorso ogni minuto dalla scarica diarroica di miliardi di messaggi che dicono tutti le stesse cose, cioè Nulla. 
Qualcuno una volta disse: 
“Comunicare è degli insetti. ESPRIMERCI, ci riguarda!”
Ma le compagnie telefoniche sono più contente se “comunicate”.

Non c’è niente da fare, davanti a certe cose ci vorrebbe il buon vecchio Totò:
Homo Zappiens? Ma mi faccia il piacere!
Homo Zappiens? Se ne vadi!
Homo Zappiens? Pprrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!

p.s.
Una precisazione: l’essere mentalmente inferiore (ma stiamo proprio parlando di VORAGINI, eh) che in quella curva ha rischiato di tranciarti la vita perché era concentrato sul suo aggeggino tecnologico escrementizio invece che sulla guida, lui non è multitasking: è solo un’insulsa merda criminale che dovrebbe finire i suoi inutili giorni in galera, come stanno giustamente pensando di fare in Irlanda. Quindi vi prego: leggete e commentate solo se NON state facendo in contemporanea un’altra cosuccia. E soprattutto se non siete al volante!