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lunedì 2 novembre 2015

WE DON'T NEED ANOTHER HERO!

Uno dei mille segni della deriva intellettiva, del collasso mentale che caratterizza questi nostri oscuri tempi: si considera un Eroe, e lo si premia e loda e decora (alla memoria), un poveraccio fattosi ammazzare per aver lottato coi rapinatori di un supermercato nel tentativo di sventarne la rapina. E non era una guardia giurata: era un cliente che se n’era già andato ed è tornato indietro per saltare addosso a uno dei delinquenti, facendosi sparare dall’altro. Essendo la vittima pure un immigrato (ucraino) la melassa si spreca, coi giornalistozzi ad accusare chi “non ha fatto nulla per aiutarlo” (Perché loro, invece, cosa avrebbero fatto, loro sempre lì a sciorinare moralistica ipocrisia a cose fatte, a giudicare riprovevole chi “non ha mosso un dito”?) Aiutarlo a fare che, di grazia? Nella disperata follia di affrontare rapinatori armati, col rischio che partissero dei colpi e accoppassero dei bambini? E per cosa? Per salvare l’incasso di un supermercato probabilmente assicurato? Farsi sparare (e mettere a repentaglio decine di vite altrui!) per fare un favore alle assicurazioni? Ma dov’è finito il buonsenso, quello che in simili casi dovrebbe imporre di starsene ben fermi e zitti, che semmai intervenire spetta alla polizia (ma pure lei in quei frangenti è meglio se non arriva, proprio per il rischio di proiettili vaganti in mezzo a troppa gente)? Chi glielo spiega, a questi buoni e onesti immigrati, che non abbiamo nessunissimo bisogno di “Eroi”? Chi glielo insegna, il buonsenso della convivenza civile in caso di emergenze incivili, visto che siamo arrivati a un punto in cui i comportamenti pericolosi vengono encomiati dalle istituzioni e lodati da giornalisti che si nutrono di non pensati luoghi comuni a colazione, pranzo e cena? Sono rimasti solo i blog umoristico-letterari a dire cose serie in questo paese?

Ma allora, mi direte voi, disco verde ai violenti e alle rapine? Ovvio (ovvio?) che il problema va affrontato alla radice: facendo marcire in galera questi che sono quasi sempre “noti pregiudicati”. Meno amnistie, meno libere uscite, meno aberrante buonismo ideologico, meno domiciliari, e meno sciagurate medaglie agli “Eroi”, care le mie istituzioni senza bussola.



27 commenti:

  1. Osservazioni che condivido totalmente caro Nick. La retorica e il populismo stanno fondendo il cervello di questo paese. Mi sono trovato a discutere con conoscenti sulla questione delle armi e non ti dico le cretinate che mi è toccato sentire!
    Il buon senso e la logica non abitano più dalle nostre parti.

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    1. Già. Retorica e populismo fanno "scrivere facile". E fanno vendere di più.

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  2. Non è che abbia molto senso essere un eroe morto, prima di tutto - soprattutto nei confronti di un'entità che non ci perde un centesimo (grazie alle assicurazioni, appunto) da una rapina. Avrebbe davvero più senso impedire che personaggi arrestati oggi siano già in libertà domani per colpa di un sistema giudiziario che premia i criminali e di quel già citato populismo. Altrimenti, dovremo continuare a sentire dagli organi di "informazione" notizie sul tizio che s'è fatto sparare nel vano tentativo di impedire una rapina o di quell'altro che ha sparato a un ladro entrato in casa sua o di altri casi al cui confronto il far west dei film americani era un chiostro di monache.

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  3. da eroe a coglione irresponsabile, che triste parabola, povero ukraino.
    non credo volesse salvare l'incasso quanto opporsi a un sopruso.
    forse non abbiamo bisogno di eroi, ma di gente che agisca senza il bilancino del buonsenso o il cinismo di farsi i fatti propri, sì.
    massimolegnani

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    1. Ma io non mi permetto di dare del "coglione irresponsabile" a quella povera persona... Semmai a non piacermi è proprio chi lo chiama "Eroe", rischiando di provocarne, per emulazione, altri. Non sempre buonsenso e cinismo sono sinonimi, e meno che mai in questo caso. Comunque grazie per il suo contributo, che rispetto, anche se la pensiamo in maniera opposta.

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  4. penso che, conoscendo l'ambito in cui è accaduto, pensava di avere la meglio e che da questo avrebbe ricevuto una vita più dignitosa per se e per i suoi, in considerazione di fatti già avvenuti per altri extracomunitari, solo che il destino è beffardo.
    Lui eroe, ma nella tomba, però è stato garantito una casa ed un lavoro alla moglie e la cittadinanza....
    come sono umani quelli!

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    1. Hai ragionissima. Ma proprio da qui nasce il pericolo dell'emulazione: chi difenderà i bambini (italiani e non) dalle sparatorie originate dagli eroi per caso?

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    2. se consideri che un "nostro" rappresentate al governo europeo, si è presentato con una pistola in video in un programma naziona-popolare, che cosa possiamo aspettarci? Semmai quello che preoccupa, è il fatto che la comunicazione tutta,
      dia continuamente tanto credito a notizie di cronaca, tutto sommato nella norma di metropoli, accrescendo questo senso di insicurezza in noi tutti, il che mi sembra una deriva abbastanza preoccupante...da qui a ritrovarci con l'esercito in strada mi sembra quanto meno breve.
      Ovviamente spero che questo non accada, ma sento troppa puzza in giro di autoritarismo. Infatti scusa l'ot, pure sta storia di Marino a Roma, come è andata e come è gestita non mi piace per nulla. Sarò un gufo?

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    3. No. Temo proprio che, in un paese in cui personaggi come il primo cui hai fatto accenno (non mi ha certo sorpreso venire a sapere che è ANCHE pesantemente omofobo) vengono eletti a rappresentarci al Parlamento Europeo, non si sia mai "gufi" abbastanza...

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  5. E' un post interessante, perché apre la strada a diversi dibattiti.
    Tra gente che sventa rapine e politici che mostrano pistole in tv, rischiamo di cortocircuitare.
    Io so solo che, come te, vorrei punizioni non all'acqua di rose.

    Moz-

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    1. Mi piacerebbe sapere cosa pensano della performance televisiva di quel signore certi genitorelli sempre pronti a invocare la censura per una parolaccetta o per un bacino gay...

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  6. Gli eroi sono dei semplici individui che hanno fatto ciò che ritenevano ( ed era) giusto (fare), mentre le altre persone li credono superuomini non perché questi eroi siano ad altezze superiori, ma perché sono i primi ad esser a livelli così bassi da non capire che la giustizia, la non violenza e il rispetto dovrebbero esser la normalità.

    Ciao Zietto! É sempre un piacere leggerti.

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    1. Il piacere è sempre MOLTO reciproco, caro Daniele. Grazie!

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  7. Mi piace un casino questo post, perché cazzo: è sincero! Tutti ad incensare uno straniero per un gesto eroe... per me lo sarebbe stato se avesse salvato un bambino dalle acque di un torrente in piena, e non richiamando su di sé proiettili che, con ogni probabilità, non sarebbero stati esplosi se la rapina avesse seguito quello che è, comunque, una vigliaccata bella e buona da parte dei rapinatori.

    P.S. Passa da me se vuoi, mi piacerebbe che anche tu partecipassi alla tua prima intervISPY. :) - Perdona la digressione.


    Ispy

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    1. L’eroismo del rischiare la vita per salvare degli sconosciuti che stanno annegando è esattamente l’esempio che era venuto in mente a me. Ma vuoi mettere l’importanza di un INCASSO, nel mondo del Dio Filigranato e dei negozi aperti 24 ore su 24 in nome di krescita & avviluppo & skiavitù? Quel poveruomo è stato vittima di questo aberrante clima mentale prima ancora che della pallottola del delinquente.

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  8. Il coraggio si essere sensati e ragionare in questo modo.

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    1. Purtroppo la Non Violenza ha smesso ufficialmente di essere un Valore da quando un personaggio molto influente (e molto "simpatico") ha detto che se gli offendono la mammina lui diventa un pugile. Al punto in cui siamo arrivati, manca poco per cominciare a dare dei menefreghisti e/o vigliacchi a figure come Buddha, Gesù o Gandhi...

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  9. Non credo ci sia bisogno di inasprimento delle pene, ma certezza della pena sì, e ricordando Brecht dico, sventurata la terra che ha bisogno di eroi.

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    1. Concordo. Così come non c'è bisogno di troppe nuove leggi. Come la genialata farlocca dell'omicidio stradale: è ovvio che se ammazzi una persona sulle strisce perché stai facendo il pirla col telefonino, o perché sei ubriaco e drogato e stai scappando dopo aver commesso un delitto, sei un assassino e devi andare per anni in galera. Che bisogno c'è di chiamarlo "omicidio stradale"? Ma gli italioti sono così: prima o poi dovranno legiferare anche sull'"omicidio da stadio", perché altrimenti se ammazzi uno allo stadio ti becchi solo il Daspo... (e il giorno dopo sei ancora lì a cantare "diffidati sempre presenti"...)

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  10. Io non ho bisogno di "eroi" ma di vivere serena sapendo che, c'è qualcuno che si preoccupa che questo accada.
    Quindi, potrei provare ad esplorare il cosmo, in attesa che sulla Terra ci si riappropri della giustizia. Vabbè ho scritto la mia scemenzina :)

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    1. Viva le scemenzine. E se trovi un passaggio per Shindar 9, fammi un fischio. :)
      Bacione!

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  11. Io penso che ormai la parola "eroe" sia stata usata talmente tante volte in maniera impropria che ormai ha perso di significato. Credo che certi gesti "eroici" spesso rischiano di provocare conseguenze terribili ed evitabili grazie a un po' di buonsenso.

    P.s. ciao! era da un po' che non passavo da queste parti (periodo un po' impegnativo)

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    1. Ciao carissima, che bello ritrovarti!
      Hai proprio ragione: anche “eroe”, come tante altre parole, a usarla troppo spesso alla fine “si consuma”. Ultimamente i soliti giornalisti l’hanno sfoderata per due piloti d’aereo tragicamente scomparsi. Sia chiaro: mi è dispiaciuto immensamente per loro, e li ammiro per il coraggio della loro scelta: morire per non rischiare che morissero altri civili innocenti. Ma anche qui, perché “Eroi”? Erano in giro a collaudare per le campagne del norditalia un nuovo aereo da guerra che ha preso fuoco. E ci vengono a dire che li dovremmo chiamare Eroi perché, invece di gettarsi col paracadute lasciando schiantare l’aereo contro LE CASE, hanno fatto il loro dovere di Ufficiali di rimanere a bordo per far cadere l’aereo nei campi deserti. Va bene che viviamo nell’epoca dei capitani che abbandonano le navi ancor prima dei topi, e che quindi questi due valorosi uomini sono doppiamente da encomiare per il loro esemplare comportamento, ma… ritornerà mai in vigore il senso lessicale della misura?!
      Un abbraccio grande!

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  12. Sono daccordo con te Nicola, solo mi ponevo alcune domande. Il signore ucraino magari è abituato a vivere in paesi dove un cittadino si prodiga a difendere il bene comune, il che significa che proviene da luoghi in cui il senso della comunità è molto partecipato, come da noi accade ancora (talvolta) nei piccoli paesi. Forse ha agito d'istinto e non ha elaborato il pensiero che un supermercato è assicurato. Noi non sappiamo come sono le cose finché non le viviamo davvero, mentre pensarci sù con calma è assai diverso. Dello sciacallaggio giornalistico francamente me ne fotto.
    Grande, infinita Tina!!!
    Un abbraccio!

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    1. Hai ragione anche tu, anche se il pensiero principale che io ho avuto (e che secondo me anche quel poveruomo avrebbe dovuto avere) non riguarda l'assicurazione del supermercato, ma l'incolumità di tutti gli esseri umani che stavano attorno, e che per primi, in casi simili, richiederebbero una delicata e responsabile attenzione al "bene comune", cioè alla vita, che viene molto prima dei beni del supermercato.
      Mi chiedo: ma se in fila alla cassa ci fossero stati alcuni di quei giornalisti moralisti, o anche il commentatore che ha definito "cinico" il mio invito al buonsenso, nel vedere quest'uomo che correva ad avventarsi contro i rapinatori, quale sarebbe stato il loro SINCERO pensiero: "Devo assolutamente dar man forte a costui", oppure "Maledizione, adesso questo qui rischia di far ammazzare qualcuno!"?
      Un abbraccio grandissimo anche a Te! (Nell'impossibilità, purtroppo, di abbracciare Tina... :D)

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