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lunedì 23 novembre 2015

Eresia flash - STEPCIPPA DI MJNKYA


Capisco che la parola “figliastro” suoni bruttina assai, ma quanto ristretto bisogna avere il cervello per usare nel dibattito italiano l’ancor più brutta parola angloide “stepchild”? 
Non sarà per non far capire agli ignoranti più bigotti (o ai bigotti più ignoranti) di cosa si tratta, per far sì che si dicano contrari alla “stepchild adoption” senza sapere di cosa cacchio si stia parlando, facendogli immaginare chissà quali turpi e terrificanti depravazioni? Perché altrimenti appare abbastanza OVVIUCCIO che se un genitore separato con figli contrae un altro matrimonio, omo o etero che sia, il nuovo coniuge possa diventare “patrigno” o “matrigna” (altre parole che suonano assai male, ma queste abbiamo!) di costoro (con le responsabilità che ne conseguono).

In realtà non c’è nulla di cui stupirsi: stiamo parlando dello stentato, ostacolato e penoso iter di una leggiucchia italiota (sollecitata dall’Europa e vista come fuoco negli occhi dalla vescovaglia) che non potrà che nascere zoppa: un’apparente apertura a nuovi diritti civili in linea con l’Occidente Civile, ma autosabotata da emeRdamenti a metà fra una viscida tolleranza obtorto collo e rassicuranti paletti di apartheid sessuale Anni Cinquanta. Naturalmente, spero di sbagliarmi. Ma temo che farei prima a sperare di NON essere italiano…



27 commenti:

  1. non si tratta di genitori separati omo o etero che che diventano patrigni o matrigne, siamo precisi, perché quelli un altro genitore generalmente ce l'hanno. Si tratta di figli naturali di uno dei due coniugi che può, in questo modo, diventare figlio anche dell'altro coniuge, garantendo alla creatura i diritti di tutti i bambini, soprattutto in caso di decesso del genitore naturale, o di separazione della coppia, in modo che gli sia consentito vedere e frequentare la famiglia dell'altro coniuge, mantenendo i legami affettivi ed i diritti che sono doverosi per ogni creatura

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    1. La sostanza non cambia. Anzi, detto così è ancora più ovvio che si tratta di cosa buona e giusta.

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  2. Quindi Biancaneve era la stepchild della matrigna (prima o poi lo cambieranno...)?
    In ogni caso, si sa che le cose da noi le devono fare sempre a un passo avanti e due indietro... vedremo^^

    Moz-

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    1. ... mentre invece i sette nani erano dei diversamente alti, visto che nel ramo stupidità gli eufemismi politicamente corretti vanno a braccetto con l'uso idiota dell'angloide... :D

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  3. Affronti un argomento che mi tocca da vicino, e da tutta la vita. Figlio di genitori separati, ti garantisco che negli anni '70 è stata dura, io guardato nella migliore delle ipotesi con pietà se non addirittura tacciato di "bastardo" nelle liti con altri bambini (i miei coetanei assorbivano le frasi sentite in casa dai genitori molto perbene e frequentatori della messa domenicale), ora dopo quarant'anni i miei figli, nati da madri diverse, hanno occasionalmente avuto il piacere di sentirsi appellare con il termine fratellastri. Non parliamo poi del bel discorso che fece il nostro cardinale genovese che ai tempi del dibattito sul diritto di famiglia, nel 2008, se ne uscì con l'affermazione che i figli nati fuori dal matrimonio non hanno "famiglia". Ebbene, io amo i miei figli a prescindere, sono stato amato da chi mi ha messo al mondo, quindi, per usare termini che andavano in voga ai tempi della mia fanciullezza, probabilmente essere un bastardo figlio di puttana ha dei vantaggi. Se non altro nel farti capire che le unioni tra individui hanno come unica discriminante l'amore. La burocrazia dei sentimenti, la lascio ad altri.

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    1. In effetti, per me che amo smodatamente la lingua Italiana e la considero la più bella del mondo, quelle parole che terminano in "astro" sono qualcosa di davvero inspiegabilmente brutto (e inutilmente cattivo), e gridano vendetta.
      Nel linguaggio corrente si dovrebbe usare sempre e solo "figli" e "fratelli", lasciando poi semmai ai documenti ufficiali il compito di tracciare maternità e paternità. (A meno di non riuscire a inventare neologismi più dolci: magari ci potrei provare).
      Ma il vero paradosso, come ricordi tu, sta proprio nelle ignobili parole di certi porporati: gente che dovrebbe parlare in nome di uno che ha dato come unico "comandamento" l'AMORE, ma che l'amore evidentemente non hanno mai saputo né come si scrive, né come si pratica, né dove stia di casa.
      Un abbraccio grande, a te e a tutte le persone che ami.

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  4. Grazie Nicola, ricambio l'abbraccio, per il resto credo che dobbiamo essere grati ai razzisti, agli omofobi, agli intolleranti, ci aiutano a leggere meglio i nostri sentimenti, ci mettono alla prova. Spesso non sono stato capace di seguire adeguatamente i buoni esempi e ho fatto casino, ma altrettanto spesso ho capito gli esempi che NON dovevo seguire.

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    1. Hai perfettamente ragione: a volte è molto più "utile" un cretino col suo cattivo esempio. Quante volte mi è capitato di leggere attacchi di bigotti ignoranti contro dei meravigliosi libri, dell'esistenza dei quali non sarei mai venuto a sapere se non fossero stati attaccati, e così subito correvo a comprarli e a leggerli! :)
      Grazie a te!

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  5. a me viene in mente il Golosastro della girella motta :)
    per quanto riguarda l'abuso di termini inglesi nel parlato italiano, ribadiamo a chi è uso esprimersi in tal modo, che non è assolutamente, come dicono loro , mandatorio. :)

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    1. Che poi spesso suonano come provinciali e pietose (e non richieste) genuflessioni da gregari volontari, da servitori un po' viscidi: io amo l'uso di certi termini stranieri quando sono più esatti, o se manca un buon corrispettivo italiano, o se servono a rendere colorita una pagina, ma quanto scolaretti sbruffoncelli e nonpensanti (e pecoroni) bisogna essere per scrivere su giornali italiani "rumors" invece di "voci", oppure "sold out" invece di "tutto esaurito"?

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    2. nel caso poi di parole come "rumors" si adotta un latinismo anglofono, cioè si prende a prestito qualcosa che arriva dal nostro stesso background, ma sembra più figo perchè è ammmericano

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    3. @unwise
      Ecco, adesso sostituisci "background" con "retroterra" e riuscirai a dare forza al tuo stesso discorso.

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  6. Non ho seguito la legge, ma mi viene il sospetto che l'uso dell'inglese sia anche, per mascherare le poche giuste concessioni che vorranno concedere a noi sudditi (in modo che vescovaglia ecc, non si arrabbi troppo).

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    1. Mi piacerebbe se fosse così, ma io ci vedo solo la pochezza di moderni fessacchiotti che credono di sembrare intelligenti ogni volta che si fanno fotografare con in mano un tablet invece di un libro... :-(

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  7. Merde. Mi sento molto francese in questo periodo...

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    1. Mi unisco a te e glielo dico anche in Tedesco: SCHEISSE!! :)

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  8. "-astro" di solito è un peggiorativo in italiano, quindi classificare qualcuno come "figliastro" vuol dire dargli del figlio di serie B. Ma vabbe', sarebbe comunque italiano. Come hanno detto qua sopra, inziccano i loro progetti di legge di termini astrusi in lingue straniere solo per non far capire al popolo italiota che lo stanno prendendo bellamente per i fondelli; se tornassero a parlare italiano, il popolo (che non è composto al 100% di idioti: qualcuno si salva nel mucchio) li sgamerebbe in tempo zero.

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    1. Concordo: figliastro è crudelmente denigratorio, ma stepchild è ridicolo. Bisognerebbe inventare qualcosa di meglio, ma stiamo parlando di gente che non ha letto un libro in vita sua e se ne vanta pure...
      E concordo ancor di più sulla seconda parte: non usano forse l'ORRENDA parola "bipartisan" per (non) dirci che si mettono tutti insieme per fotterci e prenderci per i fondelli?

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    2. Esatto: "bipartisan"="doppia penetrazione anale profonda", ma facciamo pure tripla, sai com'è: ce ne vogliono tre per rompere bene il didietro.

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  9. ...il tablet non lo hanno neanche comprato glielo regala la Appol come l' Aifon e l'uso che ne fanno è al massimo : Uozzappe , Tetris e Tuitter ..i nostri politisians sparan cazzate cinguettando :D

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    1. Purtroppo è la realtà: un tempo erano solo bigotti, ignoranti e/o disonesti, adesso sono pure tecnoglioniti (e spocchiosi, di quel nuovo strano tipo di spocchia che prorompe dal basso, come una sorta di "rivincita dei bocciati"...)

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  10. Troppe parole non italiane usate alla cazzo di cane. Fa tanto élite, fa tanto snob, ecco appunto, ma queste sono parole entrate nel linguaggio comune nel secolo scorso se non erro, e poi élite è francese e snob, come ben saima siamo in pochi, è un'abbraviazione dal latino per "sine nobilitate", niente inglese. Invece adesso ti ci fanno anche i panini e anche i pompini in inglese.
    Comunque io me ne frego di tutto, non faccio la lotta coi mulini a vento, però una cosa mi infastidisce: l'uso del gergo inglese nelle leggi italiane. Una legge è una cosa patria, destinata a restare nei libri di diritto per sempre. E allora che mi rappresente sta ingleseria del beato cazzo?

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    1. Pienamente d'accordo. Per esempio, ogni volta che vedo allineate le paroline "Jobs Act" mi viene da correre al cesso... :)

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    2. Frena! È occupato, ci sto vomitando io.
      Jobs Act! Puah, che schifo.

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    3. Più che vomitare, io pensavo di andarci per... espellere qualche politico (non so se mi spiego...) ;-)

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