Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

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«Pezzoli evolution... tre libri per un solo grande, toccante e indimenticabile romanzo di formazione.»
"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

sabato 19 luglio 2014

Assaggi di romanzi inediti - da "LA CAMPAGNA PLAXXEN", inizio della seconda parte (L'UNIVERSO È UN CUORE CHE BATTE)

L’intuizione di Universo che mi piace di più è quella di un cuore che batte: miliardi di anni, un singolo battito. In questo senso non ho dubbi sul fatto che tornerà a contrarsi, che ci sarà un Big Crunch e poi un nuovo Big Bang e così via all’infinito. Se i nostri cuori battono, e a farli battere è l’Amore, saremo in armonia, in sincronia col Cuore più grande. Altrimenti languiremo nel nostro piccolo inferno. La mia armonia, la mia sincronia, la mia salvezza, è l’Amore per mio figlio Paolo.

Sarò sempre perseguitato dal rimorso dell’unica volta che pianse per colpa mia. Era un pomeriggio festivo inoltrato, e si passeggiava pigramente io e lui sul lungolago, in un paesotto dalle parti di Varese. Oltrepassammo un punto in cui stavano assiepati, quasi gomito a gomito, non meno di venti pescatori, in agguato dietro le loro lunghissime canne. Poco più in là, Paolino ebbe l’idea di gettare un sasso nell’acqua. E io cosa feci? Io lo sgridai, dicendogli con severità e a brutto muso la sciocchezza che qualsiasi genitore più o meno conformista, educato e di buon senso gli avrebbe detto: Fai scappare i pesci! Lui protestò: Ma io voglio che scappano! Così non li ammazzano, quei brutti!, e poi scoppiò in un pianto disperato. Aveva ragione lui, naturalmente. Fra l’altro era un lago inquinato, per cui non valeva neanche l’eterna romantica scusa del “procurarsi cibo sano come ai bei vecchi tempi”. Era solo per sport, per il divertimento di massacrare dei piccoli esseri, facendogli patire le pene indicibili delle ferite lancinanti in bocca e del dibattersi a lungo fuori dall’acqua, prima di trovare clemenza nella morte. Uccidere per sport e nel modo più disgustoso: fingendo di nutrirli, per farli cadere in una subdola trappola. Perché i piccoli esseri vedono l’esca. Ma non vedono l’amo adunco, né il filo, né la tua rozza faccia sadica nascosta lassù. Chissà perché, gli animi sensibili che giustamente si indignano per la caccia, non lo fanno invece quasi mai per la pesca. Eppure “Caccia & Pesca” vanno a braccetto, nei nomi delle riviste e sulle insegne dei negozi. Dopo quella volta, per mesi e mesi il nostro più grande divertimento divenne l’andare al lago apposta a tirare i sassi dispettosi per “spaventare i pesci”. Rischiai di buscarle, s’intende. Ebbi un paio di violenti alterchi con degli energumeni, e uno sgradevole vecchio mi mise le sue manacce, puzzolenti di pesce moribondo, addosso. 
Eppure, malgrado quel mio riscatto, ancora non riesco a perdonarmi per aver fatto piangere Paolo la prima volta. Per essere stato così stolidamente adulto. Così adulteratamente normalozzo e ammaestrato. Invece di capire e diventargli subito complice, al volo, da quel Peter Pan che a parole pretendo di essere. Lanciando subito anche il mio sasso per salvare qualche vita e poi fuggendo via con lui, ridendo insieme a crepapelle, e poi premiandoci con un bel gelato al limone e fragola con la panna montata.

Immaginarsi quindi lo spavento. 
No. Spavento è poco. Il terrore. Il terrore nello scorgere in lontananza il mio Paolo, nel parchetto davanti alla scuola, verso cui mi dirigevo di corsa per andarlo a prendere con cinque (vabbè, venti) minuti di ritardo, nello scorgerlo in compagnia di un altro uomo. In piedi davanti a quell’unica panchina di pietra sotto i salici piangenti. Con un altro uomo che non ero io. Perché Paolo si fida di tutti. Non c’è verso di convincerlo del contrario. Se uno sconosciuto gli si avvicina, lui ci parla. Non dico sia disposto a seguirlo fiducioso, ma ci parla, e starebbe lì delle ore a parlare con lui, e dicendogli la verità su tutto, come se lo conoscesse da sempre. L’uomo era un piccolo tamarro olivastro, dal collo taurino. La mia persecuzione-ombra di questi ultimi tempi. Collo Taurino mi vide sopraggiungere e rapido si dileguò, svanì. Inseguirlo? Sì, domani. Ero piegato in due per il fiatone. Non dovevo essere un bello spettacolo. Devo smetterla con le sigarette al mentolo.
Chi era quello?
Un signore…
Ma che voleva da te?
Dice che conosce la mamma. E forse qualche giorno la mamma non può venire a prendermi e allora viene lui.
(Cristo!)
E tu cosa gli hai detto?
Gli ho detto che se non viene la mia mamma viene il mio papà.
Bravo.
Sì, e gli ho detto anche che il mio papà ha le mani magiche.
E lui?
Mi ha detto che ci fai con le mani magiche.
E tu?
Le scurege!

Ma che tipo era, ti sembrava bravo o cattivo?
Era bravo, ma cattivo.
E come fa uno a essere sia bravo che cattivo?
Non lo so. Lui era bravo, ma cattivo.
Come spiegargli il viscidume e l’infida ipocrisia degli uomini di merda? Per lui, se uno dagli occhi cattivi ti approccia con untuosa e falsa gentilezza, non è un pericoloso serpente a sonagli: è uno “bravo ma cattivo”.
E papà? È più bravo o più cattivo?, gli chiedo mentre lo stringo al mio fianco nell’andarcene da lì.
Te sei solo bravo, mi dice tutto serio e compìto. Poi, mettendosi a ridere: Però fai i figli mongoli!

Vedendo che la cosa invece di farmi, come di solito fa, sorridere, rischia di farmi scoppiare a piangere, il suo cuoricino tenta di gettarsi in mio soccorso, e mi si stringe addosso ancora più forte mentre zampetta al mio fianco.
Cantiamo Pippoloni papà?
E così ce ne andiamo via cantando un’altra delle nostre storpiatelle hit. Stavolta tocca ai R.E.M.:
Shàiny appy Pippoloni

Le ho sempre trovate divertenti, queste storpiature maccheroni-che. Quando l’arbitro sbaglia di brutto contro la loro squadra, i tifosi inglesi, ovviamente, non si mettono a cantargli “Erroracciooo, o ‘mbecilleee…” Però, fateci caso la prima volta che ne avrete l’occasione, a un orecchio italiano suona proprio così! 
In Wild of the isle di Linda Wesley si sentono distintamente prima “Chella la tas mai” (Quella non tace mai) e poi “Questo s’è inciocado” (Questo s'è ubriacato). Verso la fine di I’m goin’ down di Springsteen, risuona un bel “E vaffanguglia”.

27 commenti:

  1. Caro Nicola, tutti abbiamo riso e continueranno a ridere anche le prossime generazioni!!!
    Paperino il personaggio da me sempre preferito.
    Buona domenica caro amico.
    Tomaso

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    1. Auguro a Te e a tutti i miei Lettori e Amici una felice estate (il motivo della mia web-latitanza estiva - approfitto per ricordarlo - è spiegato in fondo ai commenti del precedente post.

      Ciao!

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  2. Come assaggio non c'è che dire. Non rimane che attendere il resto.
    Un salutone,
    aldo.

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    1. Un salutone anche a te, amico carissimo!

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  3. Riesci a far sorridere e subito dopo intriderlo di malinconia quel sorriso, ma come se fosse naturale che due emozioni convivano e si completino in un circolo necessario. Grazie zio!

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    1. Grazie a te, e a tutti quelli che come te apprezzano la Scrittura tragicomica.

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  4. Quelli dedicati ai bambini mi sono piaciuti.Mi hanno fatto pensare e tremare..Grazie per questo assaggio graditissimo, avanti con il resto! Un abbraccio.

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    1. Quella del Bambino resterà sempre la mia voce principale, e la più vera.
      Abbraccio ricambiato.

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  5. Mmmm, buono!
    Mi è venuta fame.
    Ciao zio, buona domenica!
    Cristiana

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    1. Buona estate, sperando di riuscire presto a soddisfare il tuo appetito mentale. :)

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  6. Ah, ah,ah, sempre in gran forma... allora non sei in vacanza, ci stai dando dentro con il nuovo romanzo...

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    1. In verità questo è il terzultimo, momentaneamente accantonato in attesa di fortuna. Però io questi romanzi in sospeso ve li faccio assaggiare lo stesso, perché mi piace farlo e perché a differenza di altri "colleghi" me lo posso permettere... :)
      Ciao!

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  7. Mi piace molto, davvero molto, perché è uno stile di scrittura davvero particolare e questo lo rende unico. Io credo che avere uno stile unico sia una delle cose più importanti, ma alla fine, quale non la è? ;)

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    1. Ti ringrazio per questa tua sempre immensa gentilezza. E per ricambiare, cercherò di non deluderti mai come lettrice!

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  8. Sempre bello leggerti quindi attendiamo gli altri..
    un abbraccio zio

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    1. Grazie, caro amico.
      Un abbraccio anche a te!

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  9. Quello che leggo mi piace... sono tra le righe di quello che scrivi. E' bello venire catturati in questo modo.
    Ciao

    p.s. Io e Corradino abbiamo molto in comune!

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    1. Queste tue sono fra le parole più belle che possa ricevere uno scrittore.
      In Corradino, poi, c'è anche tanto, tantissimo di me, ed è bello che grazie a lui ci si possa sentire fratelli, anche se con tanti anni di differenza.
      Ti abbraccio, e mi scuso anche con te per la mia latitanza estiva dai blog, ma dopo mesi da eremita e monaco della scrittura ho il DOVERE verso me stesso di svagarmi e di riposare la vista.
      Ciao, e grazie! :)

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    2. Se Zio Scriba leggesse la mia mail capirebbe che anche io sono stata una CORRADINA!

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  10. Zio Scriba sto leggendo il tuo libro , t'ho scritto una mail ma mi ignori..sono molto dipiaciuta e tristissima ..ecco ciao credo che abbandonero' Corradino :)

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    1. Ma... veramente ti ho risposto già ieri mattina... possibile che anche le mail si smarriscano per strada come la posta ordinaria? :)
      Comunque hai fatto bene a dirmelo qui, perché io sono sempre felice di rispondere a chi mi scrive, e sto malissimo al pensiero che tu abbia pensato non ti avessi risposto.
      Ricontrolla meglio, e se davvero non ti è arrivata, ti ri-risponderò.
      Intanto un doppio ringraziamento, da parte sia mia che di Corradino, e un doppio abbraccio! :D

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    2. Niente di niente ! Girala su questa mail quando puoi langhirola@gmail.com. hotmail mi fa spesso questo scherzo

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  11. un nuovo capolavoro!!!! ne sono già entusiasta!!! ciao, buona settimana!

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    1. Altrettanto a te, carissima amica. E grazie!

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  12. Fantastico come sempre !! Certo che bisogna crederci all'Amore da qualunque cuorE venga !!
    Sarà strano ma ripensandoci ricordo vagamente che da piccolo (anagraficamente) la mia matrigna per ingraziarsi le mie simpatie mi portava al lago e io mi divertivo a gridare per far scappare i pesci.. lei rideva . Mi confessò che odiava i pescatori aguzzini quanto i cacciatori pallettoni... e che trovava divertente quel nostro stare dalla parte dei deboli. Ricompensa fragole e panna, che quasi ci siamo col tuo racconto :-D. E la cosa divertente che tanto rimane tra noi due ancora oggi affondo le dita nella panna...
    Adesso sarà il fatto di chiamarmi Paolo , che ne so. Oppure hai poteri ultraterreni tu.
    Buon lavoro Grande Scriba .!!**
    Un abbraccio
    Paolo .

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    1. Bellissima questa comunanza di vissuti e di sensibilità con i propri lettori.
      Grazie di esserci.
      Un abbraccio grande.

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)