"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

venerdì 19 aprile 2013

UGUALOZZO È STUPIDO - maledizione delle mode e dell'omologazione

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL'ESSERE TONTO
(E L'IMPAGABILE BELLEZZA DEL SAPER DIRE IO NO!)

A volte mi sgomenta il grado di omologazione degli attuali ragazzini (basti pensare alla recente piaga delle crestoline un po' cretine, tanto più odiosa in quanto precocemente sessista e ruolizzante: creste da galletto, cioè per soli minimacho cazzoncelli).**

Ma pure noi non scherzavamo.
O forse dovrei dire loro, i miei coetanei, non scherzavano.
Nella seconda metà degli anni Ottanta, quando frequentavo la quinta liceo, dilagò una moda fra le più insulse e imbecilli. Le mode sono quasi sempre insulse e imbecilli, ma quella lo fu in modo particolare: farsi il “risvolto” in fondo ai pantaloni. 
Vale a dire un semplice (e sciocco) arrotolarseli un paio di volte fino a lambire il polpaccio, come a voler proteggere gli orli dal fango in una giornata di neve bagnaticcia e paciugosa. 
L'idea di aderire a quella buffonata non mi sfiorò mai, neppure per un nanosecondo.
E non era nemmeno per fare il “di più” o il bastiancontrario. 
Semplicemente non vedevo il motivo di mettermi, d’un tratto, a fare una cosina così stupida e senza significato (e dall’effetto estetico discutibile, o comunque irrilevante!) solo perché la facevano tutti. Probabilmente mi “ribellai” per pigrizia: non ero ancora del tutto pronto a fare il Differente al quadrato del cubo.

Poi, a fine inverno, andammo in gita a Strasburgo. E lì, per le strade, i miei compagni notarono con esagerato e infastidito sconcerto come i coetanei francesi indossassero bei tranquilli i loro pantaloni come li indossavo io (però a tal proposito non mi nominavano mai: i dissociati interni li si ignora, perché provocano imbarazzo). Li indossavano così come usciti dal negozio, o dal grande magazzino, così come congedati dalla lavatrice e dal ferro da stiro della mamma, com’era ovvio e naturale che fosse. La cosa divenne argomento di accorata discussione a un tavolino di bar. Ebbene: nessuno dei miei compagni ipotizzò che del risvolto, ai francesi, potesse non importare un emerito cazzo, a differenza dei pecorozzi italioti. Furono tutti concordi nel sentenziare che quei tardoni dei transalpini erano di sicuro “più indietro”, e che la moda dei risvolti, da loro, per incredibile che potesse sembrare, “non era ancora arrivata”. (La differenza che notavo io era semmai in positivo: gli indumenti dei francesini erano in generale più semplici e alla buona, e al tempo stesso più carini, più colorati, più strani, e più differenti da ragazzo a ragazzo, da individuo a individuo).
Inutile dire che simili sciocchi discorsi mi fecero sentire, per qualche attimo, piacevolmente FRANCESE. Ma purtroppo il pullman della gita avrebbe riportato in lobotom-italy anche me.

E voi? Qual è la moda più cretina a cui avete soggiaciuto (magari per piacere a un ragazzo o a una ragazza, o per farvi “accettare” dal gruppo) e di cui siete (o anche non siete) pentiti? E una che invece avete rifiutato, perché proprio vi ripugnava?
E per chi di voi ha figli (perché questo m’incuriosisce ancor di più): ne avete qualcuno che si dissocia dalle mode omologanti dei coetanei, o davvero oggi, a causa del bombardamento mediatico sempre più scientifico e spietato, è diventato quasi impossibile?
Ce n'è qualcuno capace di osare eresie assolute, del tipo: "La playstation non è poi così divertente, anzi, cheppalle!"?

** Naturalmente non ce l'ho con le creste in quanto tali: ciò mi renderebbe un trombone conformista, esattamente come quelli che ce l'hanno coi capelloni, o che ti spaccano i maroni per l'orecchino o per i colpi di sole. Quando guardavo le partite e l'unico con la cresta era Marek Hamsik, per quella cresta provavo ammirazione e simpatia. Ma adesso le crestoline un po' cretine sono diventate uno dei tanti segni del conformismo dei giovani pedatori, come i tatuaggioni imbrattabraccia, lo sputare per terra, l'entrare in campo saltellando su un piede solo sventagliando segni della croce scaramantici e dicendo messa in latino, il ragliare su Cippicippi, l'unir le dita a disegnare vulve fingendo che siano cuori, e l'esibire in tribuna-scrocco le loro perfette e antipatiche bamboline.
E i ragazzini imitano questi "influenti" modelli. So di genitori che invece di pensare all'istruzione dei loro figlioletti di otto anni aggrediscono gli insegnanti, rei di proibire l'accesso in aula con la crestolina. (Ma anche qui, stesso discorso di prima: se vengono vietate in quanto "strane" verrebbe da dar ragione ai genitori. Se vengono vietate in quanto precoce conformismo stronzo-modaiolo hanno ragione gli insegnanti, che anzi meriterebbero medaglie). Mentre una preside di liceo ha dovuto scomodarsi a diffondere una circolare nella quale invitava i ragazzotti a non sputare per terra nei corridoi!! (Io quando vedo uno che scatarra per terra vengo preso dall'impulso di aprirgli il coperchio del cranietto per vedere cosa c'è dentro. Poi, non avendo trovato nulla, userei quello come sputacchiera. Ma farei molta fatica: nel mio albero genealogico non figurano lama.)



108 commenti:

  1. Eccheccavolo che argomentone, per quest'ora di notte!!!!!

    La mia saggia nonna, una vecchia contadina, diceva che se fosse andato di moda le ragazze sarebbero andate in giro pure con un rospo in testa.

    Mi sono sempre augurata, per i poveri rospi, che tal eventualità non si verifichi mai!

    Io sono sempre stata "contro". Una ribelle anticonformista.

    Ai miei tempi fui una "punk" sui generis, ad esempio io mai avuta, la cresta!!! Profondamente idealista e profondamente anarchica (poi mi sono svegliata dal sogno, ma si sa, tutti gli ideali, prima o poi franano), ma non era moda bensì protesta, ed in effetti eravamo ancora davvero in pochi ad esserlo e venivamo etichettati come quelli "strani", i poco di buono da evitare, l'equivalente degli hippies degli anni sessanta.
    Quando ha iniziato a dilagare il fenomeno, quando ha smesso di stupire, ho smesso di esserlo, quanto meno esteriormente, la testa era e rimane "sbagliata", ma questo è un altro discorso :P

    Detesto il conformismo, la mia intera vita è un inno alla mia individualità ed una lotta a conclamarla, fino a risultare una carogna spocchiosa che se la tira all'inverosimile.

    Riguardo ai figli, sono stata abbastanza saggia da evitare di metterne al mondo, ma non così ha fatto mia sorella, e devo dire che la sua bestiola più grande ha la crestolina cretina, e pure la play. Però gli piacciono i Sex Pistols e i Clash, quindi c'è ancora speranza!

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    1. eheh... gli Dèi salvino la "bestiola più grande"... :D
      Vedo con piacere che ci somigliamo parecchio... oddio: questo mio accogliere con piacere una somiglianza non sarà a sua volta ugualozzismo, mi auguro! :-))
      Ciao!

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    2. Confido nell'energia primeva del Caos.

      E nella mia pessima influenza!!!!

      Mi unisco al tuo augurio!

      A presto :)

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    3. Avere zii e zie dalla "pessima influenza" è una delle fortune più rare e clamorose... è così anche per le mie nipotine (modestamente) mentre io purtroppo ho avuto solo zii parecchio normalozzi... :)

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  2. Io mi sono sempre vestita di nero e quindi grossi problemi non ne ho avuti, ma mio fratello che ha 8 anni meno di me, è inciampato nella moda del cavallo basso... che orrore!

    Bacio

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    1. Davvero un orrore... certe mode a volte sono carine, ma altre fanno talmente schifo che vien da pensare a un meccanismo di questo tipo: la fabbrica produce una milionata di capi clamorosamente difettosi, gravemente fallati, il direttore sta per suicidarsi, ma a quel punto salta su l'addetto marketing e dice, Hey, aspetta, magari c'è una soluzione, e se provassimo a farla diventare una cazzo di moda? La gente è così cretinuccia che magari ci casca!!!! Basta trovare un testimonial "influente" e semianalfabeta e il gioco è fatto... :D

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  3. mi uniformai alla moda degli zoccoli e quando ballavo i piedi si riducevano in poltiglia, ma si sopportava perché quegli zoccoli avevano il significato di una presa di coscienza che col tempo si è smarrita

    Ora vedo piedi lividi in pieno inverno dentro alla neve in scarpe di pezza estive zuppe portate coi solo fantasmini a 5 sotto zero

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    1. Troppa gente ha smarrito l'idea del principale significato del vestirsi, che è proteggersi dagli agenti atmosferici. Quando vedo gli ombelichi fuori con venti sotto zero, non posso non pensare a coliche e diarree... :)

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  4. Sono andata poco in discoteca da piccola, ma non sono mai riuscita ad uniformarmi alla sguaiatezza cretina delle mie amiche che andavano in giro conciate da far schifo, pensando così di attirare l'attenzione dei ragazzetti...
    Invece mio figlio si tirava su tutto un ciuffo impomatato che gli faceva un baffo all'Elvis!
    Bacio di buona giornata.

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    1. Io la rincoteca la odiavo, e oggi la cretinaggine ha raddoppiato il target raggiungendo scientificamente pure i ragazzetti maschi: perché lasciarsi scappare la metà delle possibilità di profitto?
      Bacio e buona giornata pure a te!

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  5. Mmm... così ad occhio e croce mi pare di ricordare il periodo del risvolto (ero un pochino più giovane e forse in un età più fragile). Devo dire che i miei genitori non sono mai stati molto permissivi in termini di ultimamodastronza. Nemmeno bacchettoni e proibizionisti, per carità. Però, diciamo, in qualche modo riuscivano a trasmetterci l'idea che alcune cose dovevano essere fatte solo se ne valeva la pena. Quel periodo aveva però un vantaggio: mia madre, sarta, si dimenticava sempre di accorciarci i pantaloni (essendo piccolotti mio fratello ed io). Quel periodo ci permetteva di mimetizzare la cosa con facilità. Negli anni successivi è stata più dura ;)
    E comunque si, era proprio una moda stronza. Per non parlare di tutte quelle insulse griffe che giravano cosa che, per fortuna, non ci ha mai sfiorato e, dopo venticinque anni mi fa essere fiero di me e della mia famiglia.

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    1. Mamma sarta pure io. Anche se la mia era a forzato "riposo", perché aver cominciato a farlo da bambina le aveva rovinato la schiena e non solo...
      Sulle firme ho sempre avuto una posizione al tempo stesso ingenua e guerresca: se devo andare in giro con delle "firme" su un abito, lo faccio "firmare" da qualcuno che amo o che stimo, non certo da uno sconosciuto sarto-mercante per fargli pure pubblicità gratis!

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    2. Ma la tua ti accorciava i pantaloni? Perchè, quando sono andati fuori moda i risvolti ho dovuto lavorare di creatività ;)

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    3. Sì, mi "faceva gli orli" (che erano interni e quindi invisibili, al contrario dei risvolti di cui parlavo) perché all'epoca quando compravi i pantaloni erano quasi sempre smisuratamente lunghi.

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  6. Mai uniformato ed omologato, anzi anch'io di fronte a manifestazioni di stupidità collettiva non solo nell'abbigliamento ma anche nell'atteggiamento, sono andato nella direzione opposta. Oggi, specie con le nuove generazioni sono i media (sopratutto la rete ma anche la tv da sempre) quindi i mercati, a imporre pesantemente cosa indossare e calzare, come parlare, cosa ascoltare, come ballare e via di seguito e guai ai non omologati: sono gli stessi compagni di scuola a farli sentire 'diversi '.Ho due teen agers in casa quindi so come vanno le cose..
    Buona giornata!

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    1. Hai centrato il punto: il materiale umano è ovviamente lo stesso, i ragazzini sono gli stessi che eravamo noi, ma la putrida offensiva CONTRO di loro ha affinato le armi, è diventata persuasiva, ipnotizzante, massiccia, vigliacca, ricattatoria. Le cose hanno cominciato a cambiare così per coloro che erano bambini quando io ero poco più che ventenne: il fratello molto minore di un mio amico venne picchiato a scuola perché aveva delle scarpe da tennis "da femmina". E il bello è che erano praticamente irriconoscibili, non è che fossero rosa o fosforescenti: differivano per un microscopico particolare, e quindi si era "sbagliato" a comprarle. Io trovai che la vera, imperdonabile, criminale violenza fosse l'aver loro insegnato a distinguerle... poi certo uno ci mette dal suo: io il "da maschio" e "da femmina" l'ho sempre odiato, se una cosa mi piace mi piace. Se un ombrello più bello e colorato è da femmina me lo compro lo stesso, se un buon profumo fruttato è "quasi" da femmina me ne metto due gocce addosso lo stesso, non me ne frega nulla di puzzare di dopobarba al cuoio muschio e taleggio perché è da macho puzzare così!
      Ciao!!

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  7. Pochi post ultimamente hanno scatenato in me un così esagerato numero di: Vero! Ragione! Giusto! ;)
    Non è cambiato molto dalla tua gita a Strasburgo, sai, girando sia a Parigi che qui a Strasburgo il nostro giochino familiare è proprio quello di riconoscere, senza sentirne l'idioma,gli omologati italiani! Sono inconfondibili: sempre chic ma tutti uguali e se c'è una moda che gira in Italia puoi star tranquillo che il 99% dei turisti italiani la esporta con fierezza. I francesi sono certamente meno eleganti ma più liberi di vestirsi come vogliono. Quando veniva a trovarmi la mia mamy(molto italiana ed elegantissima) allibita diceva: ma qui puoi girare in mutande e nessuno ti guarda! Già in effetti e che bello! Devi ritornare a Strasburgo, magari per raccontare a noi migranti del tuo libro...:)

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    1. È brutto dirlo, ma una delle maggiori soddisfazioni quando si va all'estero è, purtroppo, essere presi NON per italiani ma per "altro". Mio fratello e la sua famiglia vengono sempre scambiati (senza che facciano nulla per incoraggiare la cosa) per tedeschi o per svedesi.
      A proposito di Svezia, e di cazzate machoidi nostrane, ho letto un interessante post sul blog CUORE DI SEPPIA che parla di un asilo sperimentale svedese in cui questa stirpe avanti anni luce usa per i bambini il pronome neutro "hen", ed evita differenziazioni stereotipate e obbligatorie fra generi, com'è secondo me giustissimo a quell'età.
      Loro sono decisamente molto avanti: noi il nostro imbecille machismo cazzofigaceo che prevede il rosa e l'azzurro (cioè la principessina e il buzzurro) obbligatori fin dal primo minuto di vita non ce li scrolleremo di dosso mai!
      Ho sempre nelle orecchie il ragliare di un padre criminosamente idiota e ignorante, che l'ultimo giorno al mare impedì al figlio di sei anni di salutare con un bacino l'amico e compagno di giochi che magari non avrebbe rivisto mai più: "I maschi non si baciano! Ci si fa la lotta per conquistare le femmine!"
      L'Oltreuomo, se avrà tempo di nascere, sarà bisex. E difficilmente sarà italiano... :-(

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    2. p.s.
      l'idea Strasburgo merita di essere presa in considerazione. Fra l'altro il mio editore ha un paio di francesi in catalogo, e sarebbe bello rendere l'interscambio reciproco: sono sicuro che se tradotto i francesi mi leggerebbero a migliaia, anche perché meno impegnati a buttar via soldi in mutande griffate...

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  8. La cosa che più mi fa ridere sono i ragazzini che vanno in giro con il cavallo dei pantaloni abbassato fino al ginocchio.
    Una volta dicevamo: vedrete che per se lo vuole la moda, si andrà in giro con il culo di fuori: ecco fatto.
    Ciò che più mi turba è che sono sicura che loro "si piacciano" così, a camminare come se avessero addosso un mega pannolone!
    Ammetto che anch'io da ragazza ero influenzata dalle mode: andava la zampa di elefante? Mi piaceva! Mini pull? Maxi Pull? Gonna Mini midi o maxi? Irresistibili!
    Il fatto è che ai miei tempi era più difficile omologarsi perché i vestiti ce li cuciva a casa mia sorella Jole (che detestava fare la sarta ma era bravissima) e ancora la ringrazio.
    Oggi la mia personale battaglia è contro l'omologazione dei capelli tinti. Ma le vedete in giro quelle ottantenni con grumi di capelli in testa color melanzana?
    Tanti si stupiscono della mia scelta di lasciarli come sono (e non sono per me niente male). Mi consigliano, mi raccomandano, arrivano quasi a sdegnarsi per la mia ostinazione. Io dentro di me sono un'altalena continua: tener duro o cedere all'imperativo categorico?

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    1. Su di me il grigio e il bianco mi piacciono, al punto che quando i miei capelli (se ce li avrò ancora) diventeranno così smetterò coi colpi di sole, contento di esibire il bianco così come già comincio a esibirlo nella barba che lascio sempre di qualche giorno... :D
      Però devo dire che, personalmente, il grigio troppo precoce sulle donne mi piace poco (per esempio se mia mamma, che sgrigì prestissimo, avesse smesso di tingerli avrei provato a convincerla a fare il contrario...) Ma qui siamo nel campo del piacersi, non nel campo modajolo.

      Quanto alle mode "teen", ormai l'unico scopo dichiarato sembra rendere chiunque un OGGETTO sessuale. Il guaio è che esiste anche una moda MOLTO infantile. Quando vedo sui giornali certa pubblicità con modelle in età da asilo vestite da sciantose (tipo Little Miss Sunshine) inorridisco. E mi viene da chiamare il Telefono Azzurro.

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  9. a me l'omologazione modaiola toccò subirla per colpa di mia madre, che a quelle cose ci teneva. erano credo appunto gli anni Ottanta e andava di moda un cardigan blu con etichetta rossa della ditta che lo produceva sulla spalla; forse "Les Copains" (il mio totale disinteresse per la moda e le mode mi ha fatto dimenticare questo particolare). ad ogni modo la mammina ci teneva che avessi anch'io una giacca così, solo che costava dei bei soldi e non le andava di tirarli fuori, non per una ragazzina in fase di crescita. riuscì quindi a procurarsene una versione taroccata facendosi fare una giacca simile dalla magliaia e appiccicandoci sopra la famosa etichetta, reperita non so in che modo. e qui stenderei un doveroso velo fatto di profonda pietà (che se solo avessi avuto qualche anno di più, l'avrei mandata allegramente a cagare come ho poi fatto per il resto della mia vita). la mia fortune è che i miei figli hanno evidentemente preso da me e se ne fregano delle mode, anzi spesso sono loro i primi a ridacchiare dei compagni omologati.

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    1. Sei madre fortunata di figli fortunati... :)
      Ci vuole anche coraggio, perché si rischia l'emarginazione: gli italiani firmajoli non si sentono un branco di pecoroni, si sentono "giusti", si sentono chic. Non si percepiscono come consumatori gabbati: si sentono migliori e maestri d'eleganza! Gli stranieri che io esalto per il loro gusto personale e la loro libertà (e il loro spendere soldi per ALTRO, magari libri... :D) loro li definiscono "sciatti" o "barbari"...

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  10. Porca trota... cosa mi hai fatto ricordare!
    Ebbene sì, una moda imbecille l'ho seguita anch'io, e credo fosse proprio durante l'ultimo anno di liceo.
    Coma la grande Mina decisi di rasarmi le sopracciglia!!
    Orribile... il viso non aveva più espressione: fu solo quando il prof. di tedesco, del quale ero perdutamente innamorata, mi apostrofò con "... ma signovina, cosa ha combinato? Non ha più sopvacciglia!" (quell'erre moscia, quant'era sexi..) che decisi di abbandonare quella tendenza cretina.
    Mio padre definiva queste mie débâcle cerebrali "il momento della stupidéra". E ne ho passati parecchi.

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    1. Il rasarsi le sopracciglia è uno dei più misteriosi e inspiegabili errori-orrori in cui cadono, in tutte le epoche, parecchie bellissime ragazze. Ti ricordi di essere stato ammaliato da loro proprio per la meraviglia di quegli occhi e di quelle sopracciglia, poi le reincontri e zac!, via tutto, neanche fossero reduci da un campo di prigionia!
      Le sopracciglia si possono delicatamente sfumare, a livello di nanomillimetri, ma farle sparire è una cosa che mi fa... soffrire. :)

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  11. Buon giorno, Zio! Oggi si inizia la giornata con una leggera, divertente e corposa riflessione sulla vita nostra dell'oggi, tanto per cambiare! Benissimo, ce ne fossero di menti che riflettono su quanto accade loro intorno!!! Come ben sai anch'io non sono una tendente all'omologazione, nonostante qualcuno dica che con l'età e l'acquisizione della "maturità", dell'età adulta, le idee prodotte dal nostro cervello debbano diminuire e il desiderio di non essere confusi mai con nessuno debba un poco affievolirsi. Ecco, non è il mio caso. Negli anni Settanta, quando io avevo tra i dieci e i venti anni, la moda poteva essere quella un poco "hippikeggiante", quella delle belle gonne ampie lunghe e fiorite, dei sandali sempre bassi o degli scarponcini uguali per ragazzi e ragazze, jeans e camicie larghe chiuse sino all'ultimo bottone sul collo. A me stavano sempre larghissime, le trovavo divine, pur ritenendole semplicemente inevitabili, quindi non una moda che mi costasse fatica seguire. Una moda comoda, diciamo così. Devo dire, sono stata fortunata, e trovavo anche qualche ragazzo che mi trovava divina così vestita. Per mia fortuna, allora andava di moda la naturalezza e io la rappresentavo alla grande! Forse ancora oggi è così, anche se il tempo, che lascia segni sul corpo e sul viso, indurrebbe spesso al camuffamento e alla malinconia. Bando alle tristezze!
    Oggi inorridisco a vedere l'ossessione con la quale, spesso le ragazze "manipolano", cambiano, indirizzano il loro corpo in un senso piuttosto che in un altro. Se hanno i capelli ondulati o ricci usano la famosa "piastra" per ridurli a tappettini sottilissimi sulle loro spalle, se li hanno biondi, provano a farli diventare neri, ovvero il contrario. Si preoccupano, manco fossero vecchiette, della ricrescita e dunque devono, a periodi fissi "fare il colore", ché altrimenti si vedrebbe il loro colore naturale, appunto. La vita diventa un inferno e una prigione già da quando si è giovani, adolescenti, nientemeno!!!!!
    Sarà perché avevo vent'anni, ma degli anni Settanta ricordo la dolcezza, la bellezza, la libertà, la voglia di vivere una vita umana in quanto l'artificio era ridotto al minimo, una vita felice proprio perché liberi dai vincoli, da tutti, compresi quelli delle mode del cavolo di oggi.
    Spero di non essere andata fuori tema, con i miei ricordi :-)

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    1. Hai colto due punti importanti.
      Il primo: la vita degli adolescenti costretti a scimmiottare gli adulti (affinché SPENDANO quanto e più di loro!) è un inferno, e non solo per la fatica nell'agghindarsi e nell'acconciarsi, ma anche per la costrizione a ridicoli comportamenti innaturali. Un ragazzino di quattordici anni dovrebbe passare il sabato pomeriggio a giocare nei prati coi suoi coetanei divertendosi come un matto e sudando all'inverosimile, e invece te li ritrovi annoiati nei centri commerciali a scortare bambolette che passano ore a provarsi scarpe e jeans, perché la società gli ha spiegato che a quell'età DEVI per forza avere "la tipa"!!
      Il secondo: quando, casualmente, una moda impone abiti che ci piacciono e ci fanno sentire a nostro agio, non dobbiamo farci problemi nel seguirla, altrimenti cadremmo nella trappola autolesionistica del "conformismo dell'anticonformismo".

      p.s.
      fossi anche andata fuori tema, io AMO chi va fuori tema. E odio chi viene a bacchettarti dicendo "ekkecciazzekka?"
      Ciao!

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  12. Mai seguito una moda particolare e tanto meno ora a quasi 40 anni. Mi è sempre piaciuto vestirmi come mi sento meglio senza fregarmene degli altri. Mi ricordo perfettamente la moda dei pantaloni arrotolati... Un branco di imbecilli ridicoli che seguivano il momento come tanti giovani fanno ora.

    Un abbraccio mitico Zio.

    Ciao. :)

    P.S.: da me ti ho lasciato una nota... Presto ci sentiamo. :D

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    1. Torno subito a fare un salto sullo stramitico Sfrenzy Channel! :)
      Un abbraccio caro amico, e a presto!

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  13. Mode... MI salvò il fatto di essere pingue (non grassa, questo è quello che voleva farmi credere mio padre, che mi infilò in cliniche da quando avevo 10 anni ed era disposto a farmi saltare un anno di scuola per perdere 10 chili). Malgrado questo, adolescente, smaniai per imbustarmi in quei pantaloni di velluto a coste finissime che dovevi indossare sicut guanto. L'effetto, in effetti, dopo poderosi copi di rene sul letto, era catastrofico e portava a lenta decomposizione degli organi interni per ipossia. Capito il punto, e dopo quell'unico vero desiderio di omologazione, lasciai tranquillamente perdere. Salvo emergere con qualche macchia verde nei capelli e qualche borchia o pezzo di pelle durante il punk italico (fine '70). Mi aiuta il buonsenso e l'indifferenza assoluta per qualsiasi cosa sia di cosiddetta tendenza e anche solo di moda corrente. All'incirca mi vesto ora come Miriam Makeba e sono felice.
    Del resto quello che sapevo distinguermi davvero era leggere Huysmans a 15 anni e divorare libri come fossero noccioline (anzi, fosse stato così, non sarei quella cicciottona che ora sono...). Al tempo nessuno era come me, e il risultato fu che divenni snob. E naturalmente di parte politica contraria a quella della genìa che mi circondava. Non molto amata dai miei coetanei, cambiai città sentendomi finalmente libera (grazie ai soldini dei miei, però, durante l'università).
    Mio figlio, che non possiede alcuna passione letteraria, con mia somma disperazione, ha in ogni caso preso da me l'indifferenza assoluta per le mode di qualsiasi genere e stampo. Mi basta così, per il momento. Ha un bel cuore ed è affettuoso e generoso con tutti.
    Un abbraccio forte, ringraziandoti per il tuo libro magnifico che sto centellinando giorno per giorno (qualche pagina/die non di più), sperando non finisca mai. Ma ormai è quasi letto e, se vorrai, te ne parlerò.

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    1. Certo che vorrò sentirti parlare del mio libro!
      È così bello sentirti raccontare qualsiasi cosa, comprese queste tue avventure giovanili... Avrei voluto vederti col verde nei capelli... E per il resto, in un mondo sempre più imbecille, essere un po' snob e ritrovarsi parecchio soli (e Soli, plurale di sole, come nel secondo significato del mio titolo) è abbastanza inevitabile, e pure parecchio augurabile!
      Un abbraccio, e un bacino a tuo figlio anche se non lo conosco. Chissà che per incantesimo non diventi un lettore, come i rospetti baciati nelle favole... :-)))
      A presto! (E Grazie a te di leggermi!!)

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  14. Ricordo una mattina, passeggiavo per la via con un amico mio, che fa il medico. Passa un vecchiaccio malefico e con un ruggito da tirannosauro scatarra in un angolo. Il mio amico: "Ecco qui, e noi che ci eravamo tanto impegnati per debellare la tubercolosi..." Ragazzini maledetti, basta sputare!

    Quanto ai risvolti dei pantaloni posso dirtene una divertente: quando alle medie - quindi negli anni novanta inoltrati - il risvolto dei pantaloni, specie i jeans, era indicativo del fatto che i pantaloni erano un po' troppo lunghi. Simbolo per eccellenza, agli occhi di ragazzine cerebrolese e relativi ammiratori, di poca disponibilità finanziaria e trascuratezza.

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    1. La maleducazione non ha età. Ma sputare per terra per riflesso condizionato, solo perché lo vedi fare da uno STURAVELINE sul campo di gioco, è un pochettino peggio.

      Quel tipo di risvolto, non modajolo ma "povero", sarebbe stato MOLTO simpatico pure a me.
      Abbasso i cerebroLESSI e le cerebroLESSE, quelle che se le incrocio sul marciapiede invece di guardarmi negli occhi mi guardano le scarpe, per poi fare smorfie di disapprovazione perché indosso delle COMODISSIME scarpe da tennis vecchie di quindicianni...

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  15. Nico' per quello che mi ricordo a me sembra non aver mai seguito la moda, salvo forse due volte.
    La prima quando portavo blujeans dovevo fare il risvolto in fondo perché loro troppo lunghi e io le gambe più corte e non c'era chi me li poteva scorciare; la seconda tra i 50 e i 60 anni quando avevo il papillon anziché la cravatta lunga che poi ho abolito del tutto. Neppure mio figlio ha seguito mai mode e la cravatta l'avrà portata solo due volte nella sua vita.
    Le creste con i capelli sulle nuche a me danno fastidio agli occhi.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Pischelli d'italia
      l'italia s'è cresta
      un elmo di schifo:
      potata foresta... :)

      Un caro saluto pure a te!!

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  16. Non sono mai stata una fashion victim ma qualche bella ciufolata l'ho fatta anche io.
    In seconda liceo andavo in giro con delle scarpe il cui nome era tutto un programma: i zatteroni. Appiattivano il polpaccio, appesantivano la figura e rendevano elefantesca la camminata ma sai, andavano tanto di moda. Vergogna. Profonda vergogna.

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    1. Ego te absolvo: il "reato" è caduto in prescrizione... :D

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  17. per un periodo di qualche settimana ho portato i capelli ritti con il gel. Ma vuoi grazie ai miei capelli che per natura tendono a stare giù, vuoi perché era una rottura stare ogni mattina a impiastricciarseli per dieci minuti, ne sono uscito!

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    1. Testimonianza decisiva: capito ragazzi? Se ne può uscire, da certi tunnel!!!! :-))))

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  18. Me ne vergogno.
    Ma io ero una di quelle che ai tempi delle medie si guardava Non è la Rai al pomeriggio. (lo so, lo so, lo so...anche i migliori possono sbagliare, suvvia!!)
    Ecco...e ad un certo punto ho deciso che volevo i capelli come Ambra e quindi via di permanente a fungo e il ciuffo con frangetta e coda di pavone super laccata annessa. Tipo che non la spostava nemmeno un tifone.

    Ok, ora posso ritirarmi nelle mie stanze rossa di vergogna....sigh!

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    1. No, dài, facciamo conto che sia caduto in prescrizione anche il tuo peccato. E poi con la confessione pubblica si guadagna l'indulgenza... :D
      Ciao carissima!

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    2. Davvero? allora la mia vita sociale potrebbe essere salva!
      E ciao carissimo anche a te!

      ps. che il tuo libro è ancora nella lista dei desideri di amazon ma prima o poi sarà mio. Sappilo!! :P

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    3. Non nascondo che queste sono sempre notizie che mi fanno felice... :)
      Ri-ciao!

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  19. Uno degli argomenti che più mi sta a cuore.
    Che dirti... ovviamente credo che da piccolo volente o nolente i capelli li ho portati come "si portavano all'epoca", lo vedo dalle foto: ricordi Bobby di Twin Peaks? Ecco, anche io nei primi anni '90 li avevo così, ma non perché li cercassi volutamente, era così che si tagliavano XD

    La cresta che citi non mi dispiace, è una derivazione anni '90 e infatti io mi feci un taglio analogo ad ottobre, per la festa a tema 90's. E tuttora sono più lunghi sopra e scalati di lato e dietro: ho scoperto che mi trovo meglio XD

    I risvolti ai pantaloni si facevano massicciamente anche nel 2004-2005, lo ricordo bene, e tuttora alcuni li fanno.

    La moda più brutta, a cui non ho mai detto SI' è però quella sorta attorno al 2008-2009, quando, col ritorno in auge dei pantaloni strettissimi a sigaretta, quelli larghi venivano... ATTACCATI CON UN FERMACAMPIONE all'altezza del polpaccio, e il pantalone sembrava una cosa da Aladino.

    Moz-

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    1. Non sapevo nulla di quest'ultimo contorsionismo sia fisico che mentale: grazie per aver arricchito la galleria degli orrori... :)
      Interessante anche la prima annotazione sui capelli: a volte si finisce con l'essere alla moda senza volerlo, anche fregandosene (o proprio fregandosene), perché se non dici come vuoi che ti taglino i capelli, perché non gli dài importanza, loro te li tagliano come li tagliano a tutti gli altri in quel periodo...
      Ciao Moz!

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    2. Beh, ma se ci ragioni... la moda in generale si segue.
      Cioè, anche se tu te ne sbatti, quando entri in un negozio di jeans oggi, non troverai pantaloni a zampa, perché non sono più di moda.
      Insomma, siamo comunque tutti omologati, chi più chi meno.
      A me piace bere fuori dal coro, ma -sono sincero- sempre con un contegno :p

      Moz-

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    3. In linea generale sì, ma sempre entro certi limiti: io "a zampa" non li comprerei nemmeno se fossero di moda. Ma forse per me è più facile, perché me ne sbatto davvero e compro solo se ho bisogno: se per assurdo la moda "a zampa" (o a vita bassa) divenisse così globalizzata e assoluta da non trovare altro neppure nei mercatini e nei negozietti particolari, potrei benissimo resistere vent'anni senza comprare pantaloni (a meno di non ingrassare in modo così clamoroso da non poter più indossare nulla di quello che ho... :D)
      Ma piuttosto che sottostare a certi obbrobri, sarei capace di ripiegare su tuniche da santone, o più semplicemente su tute da ginnastica (o pigiami: pigiama party 24 ore su 24... :D)

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    4. Eppure i pantaloni a zampa tornarono di moda tra la fine degli anni novanta e i primi anni 2000, ricordi?
      Con un certo look hanno anche fascino... XD

      Oggi però non li metterei :p

      Moz-

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    5. Le mode sono tutte cicliche, perché i cosiddetti creativi hanno idee piuttosto limitate (e perché i fondi di magazzino mica si possono buttare...). Come potrebbe dire un personaggio di Verdone: e allungaje 'a gonna, e accorciaje 'a gonna, e riallungaje 'a gonna, e riaccorciaje 'a gonna... ma vojamo lasciargliela mettere come mortacci je pare, 'sta cazzo de gonna?! :-))))

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    6. Ahaaahah, vero!
      Che tanto ormai si sono inventati di tutto,,,

      Moz-

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  20. Ora indossò un pantalone sgualcito, non stirato in cotone, con leggero cavallo basso e risvolto doppio sul fondo... Ho 34 anni, e non ho subito fisse strane. Ricordo i ciucci, appesi al collo, quelli il massimo di conformismo...mia mamma mi faceva i vestiti, quindi fino ai 16 si sfogliava burda e non accennavo a quello che avevano gli altri...
    io amo essere quello che sono, e se una cosa piace,,,,piace!!! Non perdiamo la connessione con i nostri intimi piaceri, anche nel vestire e apparire ;)
    bel post! Grazie!!!

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    1. Grazie a te per il tuo radioso contributo: quella tua esortazione finale (non perdere la connessione coi nostri intimi piaceri) è splendida e stracondivisibile!

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    2. Grazie! Cavoli sono arrossita!!!

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    3. Di niente: era solo quello che pensavo. :)
      Ciao!

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  21. Non capisco i tatuaggi, per non parlare dei piercing.
    Vorrei che qualcuno mi spigasse il peerchè di questa scelta.
    Forse sono io troppo antiquata.
    Cristiana

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    1. Non potrò spiegartelo io, perché la penso in modo simile a te.
      Ciao Cristiana! :)

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  22. Da piccolo me la davano nei denti, la moda, i miei: i primi veri jeans li ho messi che ero già ben adulto.

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    1. eh, chi l'avrebbe mai detto che l'eccesso di mode sarebbe diventato addirittura un problema...
      Ciao Adriano!

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  23. il risvolto l'ho fatto un paio di volte alle medie (in TV c'era happy days...), ma l'avere una mamma sarta (e soprattutto saggia) mi ha salvato da parecchie altre stronzate... il periodo me lo ricordo bene, e anche i risvolti con tanto di foderatura naj-oleari (nome che mi ha sempre ricordato qualcosa di untuoso). poi, che ti devo dire...nell'85 ero l'unico col chiodo all'università cattolica (la maggioranza maschile era già giaccata e cravattata, pronta per andare a sbraitare, sudare e pippare in borsa da lì a poco...del resto a me piacevano i Led Zeppelin, e a loro giriago de mida).
    figli non ne ho, ma mia nipote, che già suonicchia, ha pensato bene, poco tempo fa, salendo le scale per venire a salutarmi, di accompagnare la sua scarpinata suonandomi il solo di Wonderful tonight (al flauto)...avevo le lacrime!
    parlando di tatuaggi, mi torna sempre in mente quello che diceva Luttazzi : "cara diciottenne che stai tatuando un delfino sulla tua chiappa destra...ricordati che a 50 anni avrai una balena arenata nella cellulite!"

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    1. Oggi sei già il terzo con la mamma sarta... se andiamo avanti così, ci sarebbe di che tessere una bella vela per la mia zattera... :-))
      Ciauz!

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    2. se salpi verso ovest, ricordati che di cognome faccio Colombo...:)

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  24. Zio, mi prudono le mani.
    Sono stata una ragazza controcorrente. Per tutta l'adolescenza le mode imposte dalla combriccola dei fighetti che facevano il bello e il cattivo tempo al liceo, mi scivolavano addosso come acqua. Avevo già i miei punti fissi e la mia divisa: Levis, Superga, magliette no logo ed Espadrillas d'estate.
    Queste ultime le trascinavo sulle strade fino a sfilare la corda, e fino a quando un bel buchetto appariva sulla punta.
    Mai stata paninara, altro trip dei miei tempi, niente borse Naj Oleari che giudicavo orribili con quei fiorellini assolutamente insulsi, come le camicie della stessa marca. E piumini (non faccio altri nomi sappiamo di quale marca sto parlando, tornata da qualche anno sulla cresta dell'onda), scarpe Timberland e via discorrendo.
    Insomma l'omologazione era quanto di più lontano potesse essere da me.
    Ne ero esageratamente orgogliosa, e nel ristretto gruppo di amici del periodo (Università Statale capisciammè), di certo non si perdeva tempo a ragionare su mode e altri ammenicoli.
    Bei tempi.
    Con il tempo però sono cambiata e lo riconosco. L'età mi ha portato ad avere un'idea della moda tutta mia. Non la seguo nelle sue esagerazioni ma se è avvallata da classe e stile e siamo in sintonia, allora mi faccio sedurre.
    Di sicuro amo la semplicità e l'eleganza minimal.
    Ho una passione smodata per le scarpe il mio vero tallone d'Achille.
    Ormai vado a colpo sicuro, conoscendomi molto bene, so cosa mi sta bene e cosa invece no.
    Ma tornando al pensiero iniziale, dei giovani e della moda, ho sempre pensato fin da ragazza, che era soprattutto un motivo di aggregazione il vestire allo stesso modo e il parlare la stessa lingua e utilizzare lo stesso frasario. Per sentirsi parte di qualcosa e pertanto importanti.
    Poi, tutti gli stimoli e i diktat imposti dall'esterno sono solo tentativi di livellare e lobotizzare le masse.
    Allora come oggi, non credo sia cambiato molto, infatti.
    Ah, volevo aggiornarti sulla moda del risvolto che è tornata. Jeans skinny e risvolto, fanno tanto acqua alta a Venezia. Spuntano poi, calze dai colori improponibili abbinate a scarpe pseudo Church's dalle suole colorate.
    Insomma il delirio.

    Poi per rispondere a chi ha fatto la domanda sul perchè dei tatuaggi: l'unico che adorna la mia pelle,piccolissimo, ricorda la fine di un periodo terribile della mia vita e il mio ricominciare a vivere.
    Non sempre pertanto si tratta di moda, nel mio caso è stato il desiderio di non dimenticare mai l'istante in cui ho capito che potevo farcela, a tornare indietro dal baratro.
    Ti abbraccio zio caro.

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    1. Ti dirò che anche se non ho tatuaggi, quelli piccoli, carini e colmi di significato mi riescono pure simpatici. Per il resto non sono contro i vezzi, il desiderio di piacere e di piacersi e il gusto per l'eleganza: e se questi casualmente ogni tanto coincidono con una moda, nulla di male. L'importante è non partecipare alla corsa a omologarsi ogni due minuti.
      Siamo agli antipodi sule scarpe: per me l'unica cosa importante è sempre stata che fossero comode, e per il resto non me ne importa. Forse perché fin da piccolo odiavo provarle e comprarle (e succedeva spesso, col ritmo a cui crescevo!) in quei negozi così puzzolenti di cuoio e pelli da darmi la nausea...
      Ti abbraccio anch'io, carissima.

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    2. Io sono davvero fissata per le scarpe, anche quelle da uomo.
      Una delle prime cose che osservo dei marziani che mi attraversano lo spazio.
      MA SONO UN CASO PATOLOGICO.
      LO SO.
      Ormai me ne sono fatta una ragione.
      Comode? Mah, se sono belle sopporto di tutto. E la mia schiena lo sa bene...

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    3. Fosse per me, vivrei in pantofole d'inverno e ciabatte da mare d'estate... :-))))

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  25. ciao... le mode... eh si a pensarci ora quoto tutto quello che hai detto ma al liceo... altro che pantaloni con i risvolti!!! c'erano i paninari, i dark e le madonnare. io sono partita dai secondi per finire nei primi a causa scelte genitoriali di abbigliamento, per ritornare ai secondi appena avuta la capacità di autogestione finanziaria. dopo di questo, negli anni novanta capelli bloccati con lacca sulla fronte in verticale.... insomma devo dire che non me le sono fatte mancare :) e... nonostante ciò mi dicevano sempre che ero strana... forse l'abbigliamento non è sufficiente ad uniformare la personalità :) in ogni caso a pensarci oggi è davvero stupido... ma al tempo lo ammetto è stato divertente :) ciao a presto

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    1. Credo che riuscire a viverlo come divertimento anziché come obbligo sia già un modo di salvarsi. Anche se io troverei semmai più divertente provare a inventarla, una piccola moda, a livello locale e/o scolastico...
      Che poi omologazione e moda non riguardano solo l'abbigliamento. Ci sono anche le frasi ripetute a pappagallo, i tormentoni verbali. Ricordo un'estate in cui tutti, per qualche assurda ragione di derivazione, immagino, televisiva, si mettevano a gridare senza motivo "Valerioo!". Io e i miei amici, abituati semmai ad avere le nostre frasi, le nostre battute (spesso mie), a inventarci i nostri privati tormentoni, non ci sognavamo neppure. Un giorno una bagnina ignorantotta venne quasi a sgridarci: "Come siete mosci, ragazzi, non gridate mai Valerio!"
      Tu comunque eri fortunata: non c'è niente di più bello dell'essere considerati STRANI!!!!

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  26. Purtroppo le mode imperversano sempre, e colpiscono TUTTI!
    Essere fuori dal coro come delle mosche bianche vuol dire essere additati, e solo l'età permette di comprendere quanto questo poco importi per stare bene. :)

    pensierinviaggioo.blogspot.it

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    1. Anzi: importa in positivo. Ma pochi lo capiscono e lo apprezzano.
      Non ricordo (perdonami!) se mi è già capitato di accoglierti a bordo, quindi nel dubbio ti dico Benvenuta!! :)

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  27. Troppo omologazione in questa società, meglio essere sempre anticonformista.
    Salutoni a presto.

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    1. Lapidario ma impeccabile, caro Cavaliere.
      Ciao!

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  28. A proposito di creste ne so qualcosa perché mi circolano in classe con tutte le variazioni su tema (colorate, piegate lateralmente che sembrano scolpite, dritte che neanche la bora, a forma di raggi solari... ecc. ecc.), ma non mi disturbano più di tanto, è quando si omologano nella maleducazione condita di volgarità che semmai mi cresce la cresta senza andare dal parrucchiere. Adesso invece mi si è afflosciata la capigliatura perché ho appena sentito che il povero Napolitano è stato costretto a sacrificarsi per rimanere il presidente della repubblica delle banane...
    Come potrai immaginare non mi sono mai sottoposta al supplizio di fare le cose perché le fanno tutti e continuo a mantenere questa linea, certo individualmente è molto gratificante, mentre socialmente si sa che chi non si omologa non viene riconosciuto parte del gruppo e dunque è pericoloso perché crea preoccupanti precedenti...
    ma oggi va di moda il decerebrato e quello manco se ne accorge se ha accanto un essere pensante, e nemmeno gli interessa tanto è supportato da una maggioranza assoluta...
    un abbraccio

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    1. Mai come in questa epoca ho considerato l'insegnare un atto di pericoloso eroismo. Creste o non creste, vedere gente che manda messaggini mentre io parlo mi provocherebbe un quadruplo esaurimento nervoso dopo la prima ora di lezione... (Anche se non dimentico il rovescio della medaglia. La maggioranza dei prof - ma tu di certo non ne fai parte! - è così inadeguata che non ascoltarli è un diritto e un vantaggio. Del resto pure io, al cospetto di certa inqualificabile gente arrivata non si sa come in cattedra, preferivo farmi gli affari miei: non esistevano i cellulari, quindi mi dedicavo al mio Inkazzo Periodiko e alle mie "Sqhuolastrissie"... :D
      Evito commenti politici: amo le parolacce, ma non voglio dirne troppe tutte in una volta.
      Ti abbraccio anch'io.

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  29. Certo che è strano, i ragazzi che conosco io non si fanno tanti problemi, cioè, anche loro ce l'hanno la cresticella, ma quella piccola, solo che se vedono qualcuno che non ce l'ha non fanno storie... comunque esistono anche quelli tutti perfettini che non fanno altro che bisbigliare crudeli. I tuoi compagni, mi dispiace dirtelo, ma erano più pettegoli di noi ragazze xD

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    1. Non devi dispiacerti, cara Anto: hai abbastanza ragione... :D

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  30. Se i ragazzi hanno bisogno di appartenere a qualcosa, l'omologazione purtroppo dilaga ovunque e a tutte le età e in ogni campo, se rimaniamo al look le terribili scarpe a punta scomodissime di solo qualche anno fa o la vita strabassa dei pantaloni di oggi che rende ogni umano senza glutei, e non parliamo solo di ragazzine. Il peggio e che l'uniforme è mentale, e si porta in ogni ambito della vita. Essere diversi fa sempre paura, eppure la vera libertà è lì, anche partendo da un modo di vestirsi.Per noi felini un problema di meno abbiamo pelliccie superdiversificate che ci rendono unicissimi. Miaooooùùùùù ffffffffrrrrrrrrr

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    1. Cosa mi hai ricordato! Le scarpe a punta! Anni fa ritagliai un articolo di giornale. Il titolo recitava: "Per favore, mi operi al piede: devo mettere le scarpe a punta". Non era una burla, e la data del giornale non era primo aprile!!
      Ma l'umanità è quasi tutta così: imitatrici scimmiette-pappagallo, come in un certo raccontino di fantascienza...
      Fortuna che c'è anche chi ama scrivere "Diverso" con la D sempre maiuscola! :)
      Ciao e Miao!

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  31. a parte le mode che investono tutti, quando ero ragazza c'erano delle mode di nicchia che ad esempio investivano solo la mia scuola. ecco negli anni dal '74 al '78 nella mia scuola si usava appuntarsi delle spillette dappertutto, sui jeans, sui maglioni ecc ecc ed io questa moda la detestavo cordialmente. In tempi più recenti, negli anni 90 ho odiato quella scomodissima moda dei pantaloni a vita bassa e magliette corte in modo da tenere sempre la pancia scoperta: non perché la cosa mi scandalizzasse ( ero ancora abbastanza giovane e tonica da poter esibire la pancia) ma semplicemente perchè la trovavo ridicola e antiestetica e quindi non vi ho mai aderito. gli scomodissimi jeans purtroppo li avevo perché si era al punto che non se ne trovavano diversi sul mercato, ma sempre imprecando ogni volta che tendevano a scendere, usavo almeno delle maglie abbastanza lunghe per evitare di prendere freddo all'addome :-)

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    1. Fra l'altro in questi modi l'industria fuffesca e semifurfantesca risparmia anche... sulla quantità di tessuto!
      Ciao carissima! :)

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  32. Io ai tempi del liceo vestivo gonnelloni, foulard annodato dietro alla zingara, e calzavo zoccoli.
    Un mix che forse voleva essere rivoluzionario ma credo celasse già la mia anima da bella contadinella.
    Mio figlio ha un suo stile: indossa solo jeans e magliette e ne ha a iosa, e golfoni pesantissimi al posto del cappotto. Va a fare shopping accompagnato da un amico che veste in modo completamente diverso, ma dice che è il suo personal shopper. Mah!! Per le scarpe è una tragedia: le porta fin che hanno dei buchi e non c'è verso di fargliene acquistare altre.

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    1. Questa cosa delle scarpe me lo rende già molto ma molto simpatico... Mi sa che se ci incontrassimo per strada io e lui ci riconosceremmo dalle calzature... :)

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  33. Ciao Nicola. Ma lo sai che oggi sulla MilanoLaghi c'era una pattipeppa di ritorno verso casa che rideva da sola come una matta al pensiero del sindaco e il suo Bòbolo di Guviago?

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    1. Far ridere da sole come matte le mie amate Lettrici mi dà un'ebbrezza di stampo quasi... divino! :D
      Ciao carissima amica!

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  34. Non so perchè ma riesci a farmi ridere di gusto, ma proprio ridere zio Scriba , che non vuol dire falso ghigno per far piacere agli altri, o mezzo sorriso per far piacere a me stessa.
    Ed ecco già due cose che non ho mai fatto e ne aggiungo una terza , meno frivola delle altre, quella di presentarmi fingendo di essere un'altra persona , intesa come "brilliant disguise", rompiballe, testona, assolutista, romantica, sognatrice, truffaldina..come poche!!!!
    Non ricordo di essere mai stata assoggettata a mode o manie di alcun genere, anzi come bastian contrario, mi regolo sempre sul versante opposto...
    Perdonatemi, ma sono così!!!
    Ti adoro!

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    1. Adorazione reciproca! :)
      Attenzione però a fare i bastiancontrari in modo troppo automatico e assoluto. Anche se poi ti capisco. Quando a 22 anni decisi di farmi il buco per l'orecchino (ero sotto naja, e mi pareva un modo, forse ingenuo e stupido, di sentirmi un po' più libero) all'ultimo stavo per cambiare idea, perché avevo constatato che cominciavano ad avercelo in troppi. Poi però notai che il 99% dei maschi con orecchino lo portava al lobo SINISTRO. L'orecchino a destra aveva una brutta fama, condita da deliranti leggende metropolitane secondo cui l'orecchino a destra lo portavano, di volta in volta, i drogati, i gay, i nazisti... Ecco la soluzione: buco al lobo DESTRO!.

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    2. Ziuccio mio, ti assicuro ...non faccio la bastiancontraria in modo automatico..ma fa parte del mio dna....
      Giurin giurello....
      SMACK, SMACK E RISMACK....

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  35. Non ho mai seguito le mode, quindi non saprei .... o forse sì, negli anni '80 qualcuno si era inventato il portachiavi fatto con il filo del telefono, che poi ti attaccati ai pantaloni e giravi con mezzo metro di filo arrotolato che ti sbatteva contro gli zebedei ... erano fili del telefono arrotolati e colorati ovviamente ...l'avevo preso pure io. Contro la moda? Sono andato alla recita della scuola con la camicia a quadrettoni, rossa e blu, o altri colori, mentre era d'obbligo camicia bianca. Pensa, tutti con camicia bianca e io no ;)
    p.s. avevo capito male, e mi hanno costretto a tornarmene a casa per cambiarmi camicia

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    1. Fili telefonici che comunicano in codice Morse con gli zebedei... e poi dicono che la telefonia globale non è roba da coglioni... :-))))
      Bella e divertente la storia della camicia, con ps a sorpresa...

      Un abbraccio, caro Ally

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  36. Ciao Zio! Prendo le mosse dalla tua ultima osservazione, quella sullo sputare per terra. Una volta, mentre passeggiavo, ho visto due ragazzini che scatarravano e sputavano ogni due minuti. Ora, io fumo da 25 anni, e posso assicurarvi che questo impulso non ce l'ho. Quindi non ce l'hanno neppure i ragazzini. Ma allora perché?

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    1. Probabilmente hanno una riserva di saliva catarrosa nel cranietto, dove altri si ostinano a tenere ancora quello strumento obsoleto chiamato cervello.
      Naturalmente il vero motivo è che imitano i calciatorelli.
      Non mi stupirei se le menti tecnomarketing pensassero di rendere (o avessero già reso) scaracchiatori compulsivi anche gli omini dei videogiochi a base di calcio...
      Ciao!

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  37. Certo ch ho un rgazzetto che non ha la playstation, che al posto del gioco cretino si è fatto regale una Nikon professionale e che non ha la cresta e che è un bravo ragazzetto nonostante chi gli stà vicino! E' lui Marcolino! Guardalo in questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=uC6-s7klF_Y&feature=share&list=FLRlmk6qkSgx_-YV8pi5LgfA
    Dove ha partecipato al Mediashow il 22 marzo 2013.
    Pochi ma buoni!! Ti abbraccio caro Nick...ma quando ti vedo?????

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    1. Grandioso Marcolino!
      (Incredibili però le banalità e il "travirgolettismo" dei docenti intervistati: poveri ragazzi... :D)
      Quando ci incontreremo, spero tanto di poter conoscere anche lui!
      (E a proposito di incontro, controlla la casella di posta elettronica: ti ho scritto ieri sera...)

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  38. Per grazia ricevuta io appartengo a una generazione che oggi nemmeno viene più nominata, ci considerano già sepolti; ma ai miei tempi ste stronzate non le faceva nessuno.
    Io penso però che la vera diversità sia quella di essere se stessi, se ci si riesce, offrire al prossimo la propia faccia non messa all'ammasso ma quella che piace a noi, nel senso questa è la mia faccia che vi piaccia o meno non mene frega un cazzo beato e me la tengo e ve la mostro, e che poi a voi faccia schifo me ne sbatto.
    Essere fuori dalle mode cel cazzo è un modo di essere alla moda, dico io.
    Ma forse lo dico perché mi fa comodo, chi lo sa.
    Amico mio, meglio essere sorpassati felici che moderni infelici.

    PS: i primi jeans erano lungo mezzo metro di più del normale, li si doveva arrotolare fino a quasi il ginocchio, erano gli anni fine 50 per capirci.
    Mio padre mi proibì di comperarli e io me ne stetti zizzo. A quei tempi si usava non contraddire i genitori, pensa un po' tu.
    Ciao Nik.

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    1. Moderni felici la vedo dura: è un mondo sempre più schiavizzante e nevrotizzante, sempre più spudoratamente antiumano e soprattutto anti-individuo.
      Meno d'accordo invece sul fatto generazionale: c'è ancora chi riesce a smarcarsi pur essendo giovanissimo, mentre molti merdosi Lup Mannar mercantil-pubblicitari che stanno rincoglionendo il mondo hanno l'età tua e di mio padre (anche se poi vi sono tanti coglioncelli giovani fatti passare per genialoidi che danno il loro contributo inventando calamità planetarie come fessobukko, cippicippi, occhiali da schiavo mobilitato 24 ore al giorno ecc.)
      Ciao Enzo, un abbraccio! :)

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  39. Ciao, non sono riuscita a leggere tutti i commenti...
    Le mode non mi stressano: se c'è qualcosa che mi piace ben venga. Da ragazzina mi spiaceva moltissimo non avere i capelli lisci e circolare con la chioma divisa in due da una riga centrale: i miei ricci mi facevano impazzire. Comunque che tutti mettessero i geans e un golfino era di una comodità: pratici, per tutte le stagioni e ti sentivi parte del gruppo, almeno per i geans. I miei figli hanno le loro manie ma sanno restare fuori dalla schiavitù. Vabbè basta così :)

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    1. Scegliere cose che piacciano, divertano e siano comode, andando a pescare fra tutte le possibilità, mode comprese, è sicuramente la posizione giusta. L'essenziale, appunto, è non essere schiavi del conformismo e dell'omologazione.
      Ciao! :)

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  40. A me, come a Adriano, la moda i miei me la davano nei denti. Solo una piccola omologazione mi fu concessa intorno ai 13 anni. Era di super-moda quell'inverno(io son vecchietta) il giaccone di panno blu da marinaio , il berrettino con visiera dei Beatles;mi comprarono entrambi ed ero al settimo cielo di felicità. Per il resto son sempre stata un po' bastian contrario. Mio figlio (oggi quarantenne) è venuto su odiando le "firme", pensa che arrivava a tagliare via le etichette, anche se non famose, da maglie e affini. Alle medie e alle superiori è anche stato vittima di episodi di bullismo per il suo non essere omologato: per es.portava i libri nella sua amatissima borsa comprata durante un viaggio in Grecia e una volta gli tagliarono i manici.Quegli stronzetti dei sui decerebrati compagni di classe non capivano come si potesse essere così testardamente sfigati da non usare lo zaino d'ordninanza.

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    1. Perseguitare un ragazzo per una borsa Diversa: dicendo stronzetti decerebrati a quei bulli hai detto poco!
      L'atteggiamento contro il sistema delle "firme" è molto simile al mio. Mi sono parecchio disaffezionato al mio cappottone lungo preferito (un cappotto di seconda mano scartato dal marito di una cugina) quando ho scoperto, tardivamente, che all'interno c'era l'etichetta di un famosissimo stilista. Intendiamoci: il cappotto mi piace tantissimo, e il fatto che quello stilista venga associato a clienti effeminati non è certo un problema, anzi, sarebbe una manna stante la mia passione per l'ambiguità... Ma è che proprio mi imbarazza l'idea di passare per uno che ha speso un sacco di soldi per un cappotto griffato...

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  41. Puff puff, sono arrivata anch'io!
    Le mode che ho seguito? Io sono andata a scuola dalle monache per volontà materna fino alla maturità classica, e portavo la divisa: maglione blu, gonna blu a piegoni, camicetta rosa o bianca... E restavo vestita così tutto il giorno, poi, anche dopo esser uscita da scuola. Per anni ed anni non sono più riuscita a comperare una cosa blu, dopo... Poi ero una ragazza molto isolata e vivevo in uno stato di apparente semi indigenza (così mi faceva credere la mia famiglia), dunque il massimo del conformismo alla moda fu per me, alla fine degli anni settanta, l'acquisto di una scamiciata verde a fiori, più da Holly Hobbie che da hippy, lunga fino ai piedi, che amavo immensamente. Poi boh, a diciassette anni (avevo finito scuola, essendo andata in prima un anno avanti) ho scoperto di avere le gambe come unico punto di forza, e allora ho adottato le minigonne. Che costituiscono, tutt'oggi, tutto il mio guardaroba "di sotto". Non so se si può ascrivere questo comportamento a sequela di qualche moda, boh :)
    I miei figli? Ho un figlio nerd che per partito preso detesta qualsiasi cosa puzzi anche lontanamente di omologazione, e va in giro conciato come un infelice, con magliette nere o bianche o rosse anche in inverno e pantalonacci jeans nemmeno sformati à la page. Ora che si è invaghito di una ventiquattrenne che gli dà corda si è ripulito un minimo, ma sempre nerd resta, si vede da lontano un miglio. La figlia invece, secchiona conclamata, darebbe un rene per diventare popular, e si tinge i bellissimi capelli castani, ricci naturali, di rosso, li stira massacrandoli, si trucca come Mata Hari, si fa i french alle unghie di tutte e dieci le dita da sola con mano fermissima e un assortimento di un centinaio di smalti di tutti i colori (quelli però li ammiro anch'io). Ma nemmeno lei è fissata coi brand, anche lei detesta portare il cervello all'ammasso. Il fatto di essersi ritrovata, a nove anni, ad aver letto tutto Oscar Wilde e aver visto tutto Woody Allen l'ha evidentemente influenzata. Sono figli della mamma questi poveri ragazzi, dopotutto... ^_^
    (E' anche vero che l'individualismo esasperato, e l'esplosione narcisistica che ne è corollario, dei tempi d'oggi ha modificato il concetto di conformismo: oggi è conformismo volersi sentire unici e originali, distinti il più possibile dalla massa: e la gara ad "uscire" dalle mode è la moda suprema :D )

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    1. Anche se odio le scuole private e quelle religiose in particolare, e anche se odio le divise e l'omologazione, credo che le divise tutte uguali per chi va a scuola sarebbero il male minore, di fronte alle insulse sfilate modajole che rendono grottesche tante nostre scuole fin dalla prima elementare se non prima...
      Caspita però che fortuna: tutto Oscar Wilde e tutto Woody a nove anni! :)
      L'amore per l'individualismo è una di quelle cose che probabilmente non mi permetterà mai di essere del tutto "di sinistra": sarò SEMPRE un individualista, anche se concordo col dire che non è una cosa da ricercare a fini esibizionistici: anticonformisti bisogna esserlo, non apparirlo né tanto meno esibirlo spandendo merda (tanto per spendere un'espressione oxfordiana)... :-))))

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  42. Oh, finalmente un bel giovine che concordi con me sulla questione moda. Quando affronto quest'angosciante argomento con qualche ragazzotto d'oggi è arduo far capire che il problema non è che ai nostri tempi non ci fossero delle mode assurde come oggi, ma che tutti le si seguisse coi paraocchi. È tanto bello contrastarle. Ossì si gode assai ;) *

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    1. Cavolo se si gode... :)
      Ma confesso di aver goduto anche nel sentirmi definire da te "bel giovine": ho fatto la ruota come un pavone adolescente... :)
      Ciao carissima!!

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  43. Mi hai fatto morire dal ridere con l'ultima frase, quella della sputacchiera!! :)
    Per il resto, ammetto con vergogna estrema di avere aderito alla moda da te citata, quella delle svolte nei jeans... anche nei jeans imbottiti, così avevo dei salsiciotti ai polpacci! :)

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    1. Pensa che neanche sapevo che i jeans imbottiti fossero stati una moda: pensavo si trattasse solo di una variante invernale per tenere le gambe al calduccio... :)

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  44. Il post è fantastico, ma anche i commenti sono tutti da leggere. Che dire... d'accordo con tutto. Ci sarà un motivo se la chiamano "età infelice" o roba del genere: sembra che l'imbruttirsi ne faccia parte integrante (non racconterò neanche sotto tortura come m'imbruttivo io).
    Quanto alla cresta, sto leggendo in questi giorni l'ottimo "Open": non sapevo che Agassi, prima di coinciare a perdere i capelli e indossare il parrucchino, si fosse fatto una magnifica cresta rosa.

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    1. Azz... che idea la cresta rosa: quasi quasi me la faccio pure io (purché non sia di moda...) :-))))
      Grazie per la lettura e per l'apprezzamento.
      (Credo che l'espressione sia "l'età ingrata", ma anche età infelice rende benissimo l'idea.)
      Ciao carissima!

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