"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

venerdì 4 ottobre 2019

Nicola Pezzoli - IL VOLO INTERROTTO DEGLI ANGELI

e-book e cartaceo, SOLO su Amazon

«Mi sono sognato cocomeri blu, melloni di polpa di cielo, e nu veliero che scivolava su nu mare lucente fatto no d'acqua ma di specchio».

Bovisa, periferia milanese, novembre 2007. Mattia è un ragazzino introverso che vuole bene solo alle tartarughe. I suoi giorni si trascinano uggiosi, fra una madre vuota e civettuola, il cui unico interesse è rappresentato dal reality La finestra sul porcile, al quale sogna di partecipare, un padre con trascorsi da boxeur – separato dalla moglie ma incombente – che vorrebbe fare di lui un vero uomo “chiavatore e pugile”, e i bulli del liceo che non lo lasciano in pace.
Una sera, in modo fortuito – Mattia siede sconsolato sul pianerottolo al terzo piano del palazzo in cui abita, tenendo fra le mani il corpo senza vita di Mordikai, la sua tartaruga acquatica – grazie a un ascensore chiuso male conosce Gabriele, un trentaseienne stranoide e solitario quanto lui, che per dargli conforto suggerisce di andare insieme a seppellire la tartaruga sotto un tappeto di viole nell’aiuola più bella della città. Nascerà così un’intensa amicizia, a dispetto della differenza d'età e del fatto di potersi vedere solo poche ore, il venerdì pomeriggio, nell’appartamento-ludoteca del Peter Pan Gabriele al quarto piano, fra giochi, dolciumi, musiche, misteriosi dvd di fantascienza, condivisione di progetti e di sogni a occhi aperti.

Gabriele è pieno di segreti. Si dedica all’assistenza di bambini malati terminali. Ma lo fa come volontario, per un rimborso spese che consente a malapena di pagarsi i mezzi pubblici per raggiungere la clinica fuori città, e coi giocattoli e i libri di fiabe che regala ai suoi piccoli amici ci va in perdita. Da vivere si guadagna col poker sui siti stranieri (illegali) e con le scommesse sul calcio. È un giocatore fortunato e abile, ma come accade a tutti i giocatori la rogna nera sta in agguato, e con essa il ricorso, rovinoso, agli strozzini. Né sarà questo l’unico guaio: Gabriele, sul piede di guerra contro lo scarso utilizzo di antidolorifici, da qualche tempo lenisce le sofferenze dei suoi malati somministrando di nascosto morfina per bocca. Ma verrà scoperto e cacciato in malo modo da quello che era il suo unico contatto col mondo degli altri (non che pure lì fossero rose e fiori, a causa di un’infermiera ostile e del minaccioso incombere di una lobby di clown).
Gabriele non è quello che si direbbe “un buon esempio” per il quindicenne Mattia: non lavora, gioca d’azzardo, traffica con la droga per quanto a fin di bene, e si vanta di essere un puttaniere sporadico. Ma gli orrendi genitori del ragazzino, di tutto questo, non sapranno mai nulla. Né ce ne sarà bisogno: per mettersi contro quell’idillio così insolito, e per loro – per chiunque? – sospetto, basterà molto meno: basterà scoprire l’incauto regalo di un braccialetto rosso come pegno d’amicizia.

Il padre, “ombra scimmiesca sui muri del mondo”, lo porterà via senza preavviso per fargli cambiare scuola e città, e iscriverlo d’ufficio alla nuova palestra che gestisce, sottraendolo a quelle che agli occhi suoi e della ex moglie sono le morbose attenzioni di uno squilibrato e di un pervertito.
Dal canto suo Gabriele, per sfuggire agli sgherri dello strozzino che si son fatti più violenti, sarà costretto a sparire e a rifugiarsi in un’infima pensione, così da rendere in apparenza impossibile il ricongiungimento. In apparenza, poiché a distanza di mesi, grazie all’aiuto del più improbabile dei personaggi – da cui nessuno si sarebbe aspettato niente di buono – i due riusciranno a ritrovarsi in circostanze fortunose e drammatiche, e a iniziare una fuga in treno verso il mare e verso una tragedia annunciata, in un finale movimentato e non certo avaro di colpi di scena, fra inseguitori che si moltiplicano, telegiornali sciacalli e sconvolgenti rivelazioni (la principale riguarderà la madre, divenuta “Pamela della Finestra sul porcile”). 

Con questo nuovo romanzo, Nicola Pezzoli ha voluto sperimentare una narrazione a più voci, nel solco di Mentre morivo di William Faulkner. Ne scaturisce un coro multiforme in cui la freschezza gergale di Mattia, la dolcezza un po’ ingenua di Gabriele, e la poesia (mai retorica e scontata) dei pensieri dei ragazzini morituri vanno a cozzare contro la stupidità, banalità, avidità e violenza degli altri personaggi, producendo scintille e stridore, generando effetti di contrasto ora comici, ora drammatici, ora grotteschi.
Con una bella storia nella storia (una fra tante, perché questo è un autore pirotecnico che non lesina spunti): quella (vera) del “Beijoqueiro”, uno svitato baciatore compulsivo brasiliano il cui principale record non sono le migliaia di baci dati a sconosciuti, ma i ricoveri ospedalieri e le nottate in gattabuia con cui veniva ripagato per il suo imperdonabile affronto.

Vi ricordo che i link sottostanti non servono solo per l'eventuale acquisto, ma anche, volendo, per assaggiare gratuitamente i primi capitoli.






29 commenti:

  1. Lo sapevo, io, che non potevi adagiarti sugli allori dopo l'ultimo romanzo. Mo' 'spetta che lo ordino!

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    1. L'alloro lo uso per cucinare.
      Buona lettura! :)

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  2. Valentino de Curtis4 ottobre 2019 19:19

    Accattato al volo (mi arriva mercoledì prossimo).
    Buona lettura a me!

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  3. Si può dire Auguri?
    Ad maiora semper, per quel tuo modo di farci vivere i pesi della vita con "pungente" leggerezza...

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    1. Puoi dire tutto quello che vuoi: le tue parole sono sempre così belle, e così sincere.
      Un grande grande abbraccio, amica mia. E grazie di esserci.

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  4. Voglio sempre più bene al mio blogghettino, che ha appena compiuto DIECI ANNI. È uno dei pochi porti sicuri in cui posso ancora rifugiarmi durante la navigazione quando il mio scafo è danneggiato. Uno dei pochi luoghi liberi da intrusioni escrementizie e infestazioni nevrotizzanti di ogni tipo, specialmente quelle (odiosissime) che devi cliccare sulla croce per levartele di torno e nel frattempo slittano in basso a tradimento e ti fanno cliccare dove non vuoi, che non ho ancora capito come possa non finire in galera chi le vende e chi le usa, o come possano non aver deciso, tutti i naviganti in blocco, di boicottare senza pietà le aziende così veicolate, quali che siano.

    Ho troppo rispetto di questo blog medesimo e dei miei lettori per mettermi a sfornare un post sul “compleblog” (non giudico chi lo fa, sono io che la penso così e vale solo per me stesso), ma mi è venuta così, volevo dirvelo almeno in un commento che non leggerà quasi nessuno.

    Grazie di cuore a chi ancora mi segue, premiando la mia fatica e la mia arte, la mia voglia di esprimermi onestamente per quello che sono. Grazie a tutti. E scusate se parlo troppo spesso dei miei libri. Sono tutta la mia vita. E ho la presunzione di continuare a pensare che potrebbero abbellire la vostra, anche se sono autoprodotti, più di tanta sottomerda che vi dicono di comprare. Ciao!

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    1. E invece ti faccio gli auguri: questo è un blog di un autore che conosco da troppo tempo. Perdonami se ho commentato il commento :-D

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    2. Faulkner è un maestro per me. Io sono più dalla parte di Hemingway, ma devo dirlo chiaramente I Rolling Stones stanno a Hemingway come i Beatles stanno a Faulkner

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    3. Intanto grazie per gli auguri al blog: il commento al commento è stato graditissimo. :)

      Ho letto più Hemingway di Faulkner, ma un libro geniale come "Mentre morivo" mi spinge a far pendere la bilancia proprio dalla parte di Faulkner (anche se nel mio file di schede di lettura, dove gli diedi 9-, a proposito di un passaggio del libro di estenuante lunghezza, scrivevo: "Ma dopo le indigeste, interminabili pagine centrali sull’attraversamento del guado, si sente disperatamente il bisogno che arrivi un Hemingway a dire: tentarono di guadare il fiume ma un tronco travolse il carro. Punto!")
      Se poi devo tenere per buono anche il tuo parallelo musicale, non posso che dire: viva i Beatles (per me mille volte meglio degli Stones, anzi, semplicemente imparagonabili) e viva Faulkner!

      Un abbraccio.

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    4. Aggiungo anch'io un commento al commento, semplicemente con un incoraggiamento: continua così, col blog e coi libri.

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    5. Danke. Non mancherò, promesso. :

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  5. Valentino de Curtis7 ottobre 2019 10:21

    Arrivato in anticipo! Lo sto già divorando, ed è bellissimo. (Non che nutrissi dei dubbi, eh.)

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    1. Mi fa piacere che tu dica "bello". C’è un gran bisogno di libri belli (che non vuol dire superficiali e ruffianamente “piacioni”, ma originali, toccanti, forti e intensi, e al contempo divertentissimi). Anche se oggi i libri belli interessano a 24 persone, fra cui te. Se questo romanzo l’avesse “scritto” una cosiddetta influencer, e s’intitolasse “Il culo un po’ rotto negli angoli” ne parlerebbero in tv, e dominerebbe le classifiche. Ma non sarebbe un libro bello. Quindi chi se ne frega.
      Grazie di esserci.

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    1. Grazie magico Ernest.
      Che i miei Angeli siano con te! :)

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  7. Come non comprarlo!
    "LA CAMPAGNA PLAXXEN" mi ha divertita e commossa.
    Mi piace questa tua alacrità.
    Cri

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    1. Credo che questo sia ancora più commovente e ancora più divertente, ma mi dirai poi tu.
      Grazie di esserci, Cristiana, meravigliosa come lo sono i miei lettori, pochi, ma tutti di serie A.
      Un abbraccio grande.

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  8. I miei complimenti per la tua nuova opera.
    Saluti a presto.

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  9. Ti ringrazio della visita e della segnalazione, sai che ci tengo.
    Appena l'avrò letto passo a trovarti nuovamente per dirti le mie impressioni, ma sono sicura che mi piacerà molto;-)
    Un saluto, ciao zio!

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    1. Se ci fossero i cuoricini come su Fb te ne piazzerei qui tre o quattro, ma in effetti non ce n'è mica bisogno, sono più che sottintesi.
      Buona lettura, e attendo notizie!
      Ricambio il saluto e ti abbraccio forte, carissima.

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  10. Una fauna umana incredibile, tante storie, direbbe De Andrè, più o meno sbagliate proprio come è nella realtà Sembra davvero interessante.

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    1. Grazie, e benvenuto a bordo.
      (E benvenuto nel mio blogroll, ché di letture intelligenti ho sempre sete.)

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  11. Il mio commosso Grazie a tutti quelli che hanno capito che, in questa fase della mia vita d’artista, comprare i miei libri su amazon significa anche “sostenermi” (verbo usato da molti di voi nei messaggi privati che ho ricevuto). Fossero libri bruttini e scritti male non lo permetterei, perché mi farebbe sentire a disagio. Con un moto d’orgoglio smetterei, sparirei, farei perdere le mie tracce. Ma sono libri divertenti, toccanti, onesti, originali e intensi, e allora vado avanti, finché voi sarete accanto a me.
    (E il bello è che ce n’è per tutti i gusti, perché non amo rifare il verso a me stesso).

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  12. Fa sempre piacere passare di qui. Non solo per conoscere i tuoi libri e le loro sempre intriganti trame, ma anche per la fantasia e la simpatia che emerge dalle pagine del tuo blog. Un salutone a te e... In bocca al lupo.

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    1. Grazie per le tue belle parole. Anche la lettura del tuo blog è diventata per me una piacevole abitudine. A presto!

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  13. Splendido Nick! La storia mi ha commosso nel prodondo e il modo in cui è raccontata mi ha detto ancora una volta che sei uno Scrittore. Può essere facile sperimentare tanti linguaggi diversi e rappresentare altrettanti punti di vista solo per chi, come te, ha inventiva, creatività, intelligenza, sensibilità, le doti di uno Scrittore, insomma.
    Scusami se non mi sono fatta viva prima ma ho avuto un po’ di problemi negli ultimi mesi...
    Ti abbraccio :-)

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    1. Grazie per queste meravigliose parole. Non sai quanto bene mi facciano, in un periodo in cui mi sento sempre più sperduto e abbandonato.
      Un abbraccio grande grande grande.

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)