"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 22 ottobre 2019

Richard Yates - PROPRIETÀ PRIVATA


Il modo in cui l’eccellenza di uno scrittore viene o non viene riconosciuta non smetterà mai di essere, per me, un affascinante mistero. E non parlo della deprimente cloaca dell’oggi, in cui facilmente tanta merda viene pompata e spruzzata in giro in maniera disonesta e stomachevole grazie agli usi distorti e sleali che si fanno dei sempre più potenti (e prepotenti) mezzi mediatici, e alla dabbenaggine di chi se ne lascia manipolare e prendere per i fondelli. No, stavolta sto parlando in generale, e nel particolare mi sto riferendo ad autori americani di tanto tempo fa. Per dire: io non nego certo la grandezza di quei magistrali autori di racconti che sono Cheever e Carver (o anche Ford, che a differenza dei primi due è ancora vivo, e che qui da noi è diventato di moda proprio negli ultimi tempi) eppure non posso non notare come il quasi misconosciuto Richard Yates sia di mezza spanna superiore a tutti loro, che vengono di continuo lodati sulle pagine culturali e nei circuiti accademici, e consigliati a tutto spiano da tanti librai. (Altri due che non sento consigliare, incredibilmente, mai sono Malamud e Barthelme, anche se forse Barthelme è un discorso a parte: un genio troppo genio, che non a tutti piace – a me ovviamente sì). Opinione personalissima, s’intende.
E sia chiaro che John Cheever lo adoro. (Carver e Ford un po' meno, ma neppure li disprezzo).
Però ho appena finito di deliziarmi leggendo la piccola raccolta “Proprietà privata”, tradotta in modo splendido da una bravissima Andreina Lombardi Bom: ebbene, si resta increduli nell’apprendere che tale bendidio è considerato quasi “materiale di scarto” (racconti inediti e racconti apparsi soltanto su riviste!), perché già questi conferirebbero a Yates il diritto a un posto fisso nell’Olimpo dei giganti. Una scrittura nitida, vivida e intelligente, personaggi che ti sembra di poter sfiorare con mano per accarezzarli o picchiarli, uno stile scintillante eppure semplice, leggero, e quella capacità di essere al contempo toccante e divertente, pietosissimo e perfido, che solo i grandi fra i grandi riescono ad avere e a coltivare. 
(Su tutto risplende una gemma: il racconto “Il revisore e la bufera” che possiede l’assoluta, appassionante, goduriosa perfezione di un microromanzo di ventisei pagine).
Trovatevi e leggetevi i suoi libri, non fatemi incazzare e segnatevi ‘sto nome: Richard Yates.


9 commenti:

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    1. Prego.
      Però non dribblare in modo sempre così abile le mie produzioni indipendenti: sono libri meravigliosi, credimi. :-))
      Buona giornata, cara amica.

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    2. Potrei dire lo stesso di te 😁😉

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    3. Che sono meraviglioso?
      Scherzi a parte, non sapevo avessi prodotto libri. Da tempo sono diventato un lettore di blog sporadico e distratto, questo lo ammetto, ma selettivo alla rovescia MAI. :)

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    4. Ecco, visto adesso. Complimenti. E comunque i tuoi dribbling durano da due anni e mezzo, dalla mia prima produzione indipendente... :-))))

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  2. Valentino de Curtis23 ottobre 2019 12:59

    Anche io ho notato che alcuni tuoi affezionati lettori evitano con abile regolarità proprio i post che immagino per te più importanti: quelli in cui presenti le tue opere autoprodotte. Lavorano tutti per librerie o case editrici? Certuni ti seguivano per compiacere l’editore (magari sognando di prendere il tuo posto nel suo catalogo) invece che per sincera stima dell’autore? Non percepiscono l’importanza di sostenerti in questa tua donchisciottesca avventura? (Parlo in generale, non mi riferisco ad Amanda, che non conosco).

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    1. Non lo so. (Anche perché alcuni magari non commentano, ma quando ci si rivede di persona tirano fuori dal cilindro i miei ultimi libri per farseli firmare). Posso dire solo questo: che adesso come adesso io pratico la mia arte (perché altro non potrei fare, avendo ricevuto questo meraviglioso Dono, ma soltanto questo) come fossi un madonnaro, o un musicista che suona il violino sotto i portici. Qualcuno si è accorto che le mie madonne disegnate per terra col gesso colorato sono più belle di tanta fuffa esposta nelle gallerie alla moda. Qualcuno si è accorto che dal mio violino esce una musica più incantatrice di tanta roba mediocre veicolata dai discografici e dalle radio. Qualcuno si è accorto che i miei libri sono migliori del 99% della pupù che approda in libreria, in classifica e nelle pagine culturali. Ma non è obbligatorio che se ne accorgano tutti. E io, pur non avendo altre entrate rispetto ai quattro soldi che ricavo da questi ottimi libri, non sono il tipo da chiedere l’elemosina. Ognuno faccia come crede. E creda in ciò che fa, con la stessa intensità con cui ci credo io.

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  3. Grandissimo scrittore. Comunque se ti interessa fra non molto esce un cofanetto con tutti i racconti di Malamud. Mica te lo consiglio perché ci faccio soldi. Io ho deciso, visto il costo, di fare un risparmio tipo un soldino al giorno in meno sulle birre.

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    1. Malamud è un grandissimo, e indagherò su questa tua segnalazione (già adocchiata là da te...)
      Dipende anche da quanti racconti non ancora letti potrei trovarci dentro, perché di suoi ne ho già parecchi... In ogni caso Grazie: le dritte sui libri sono sempre fra le più gradite e le più rare!

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