"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

venerdì 2 novembre 2018

GIOCHIAMO A UN GIOCO (MA GIOCHIAMOCI BENE)


Da bambino, coi miei cuginetti, con soldi finti o anche senza soldi, per ingenua imitazione del mondo degli adulti si giocava “al negozio”. Un tavolo da giardino, un muretto, una panca di pietra, e ognuno aveva la sua bottega di mercanzie assortite: con foglie, sterpaglie e ciuffi d’erba diventavi il fruttivendolo, con sassolini e conchiglie il gioielliere o l’antiquario, mentre con giornali vecchi e Topolini avevi il più bello dei negozi: l’edicola. Se una bottega rimaneva troppo a lungo non frequentata, il titolare piagnucolava con gli altri cugini: «Dài, però facciamo che tu VENIVI, a comprare da me!»
Nel mondo adulto ho conosciuto, sia di persona che sui social, librai meravigliosi e libraie meravigliose. Gente sapiente, appassionata, piena di spirito d’iniziativa, vogliosa di organizzare eventi, incontri, presentazioni, col negozio pieno di titoli deliziosi e introvabili e la capacità di ordinarne al volo mille altri, e che non si lascia infestare la vetrina con troppo morchiume da classifica. Gente che mi piacerebbe facesse i soldi a palate, o almeno riuscisse a tirare avanti in modo più che dignitoso e con piena soddisfazione. 
Accanto a loro, parecchi librai inqualificabili, pigri, che di tutte queste cose non fanno nulla, che pretendono di campare sui dieci merdseller del momento, e che addirittura fanno ostruzionismo per ordinare su richiesta libri di editori piccoli ma ottimi, e ben distribuiti (gente che ha definito difficilissimi se non impossibili da ordinare i miei romanzi Neo, guarda caso distribuiti dal distributore più grande che c’è). Eppure questi sono sempre i primi a indispettirsi se poi il lettore, per fare presto, per avere più scelta, per risparmiare soldi, preferisce fare i suoi acquisti su internet (il babau ibs, il babau amazon…) È come se si mettessero a piagnucolare: «Dài, però facciamo che tu VENIVI, a comprare da me!» 
Te lo puoi scordare, cocco.
E quando sarai costretto a chiudere, non aspettarti la mia retorica scribacchina sulle librerie che scompaiono, o le mie lacrime di coccodrillo per il tuo strameritato fallimento. Perché a me è successo molto prima di te. Anche per colpa di gente come te.



26 commenti:

  1. Nel mio quartiere, Eur Roma, c'è una sola piccola libreria indipendente,Pagina 348 in Via Cesare Pavese, che si fa un mazzo tanto per rimanere aperta. A parte l'editoria scolastica, organizza incontri con gli scrittori, corsi di lettura e narrativa, incontri di commento a libri specifici.. insomma c'è da creare un tessuto di collaborazione, confidenza e intimità con l'utente. Annunciargli per mail uscite editoriali e iniziative varie, coccolarlo insomma. E curare la piccolissima editoria, le nuove leve, gli esperimenti letterari in genere. Detto questo io compro anche dai grossi distributori e online, e non mi faccio sfuggire nessun Pezzoli, tanto per gradire, ovunque debba recuperarlo.
    Anche sulle bancarelle della Tuscolana, perché anche là ho trovato piacevoli chicche..

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    1. Anche a me capita di comprare libri ovunque, tranne, per ora, caso assurdo e strano, su amazon, dove vendo soltanto. E non certo per malposte motivazioni "ideologgggiche": è solo che quando ripiego su internet trovo preferibile e più comodo ibs, perché accetta il contrassegno.
      Ma la verità è che se tutti leggessero quanto me e quanto te le librerie sarebbero oberate di lavoro in modo così terrificante da essere ben felici di farselo un po' alleggerire dai succitati "babau"!
      E invece qui in Lobotomitaly siamo delle mosche bianche. Anzi, qualcosa di ancor più raro e più prezioso: siamo diamanti volanti!

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  2. Le librerie di eccellente livello purtroppo si stanno facendo seppellire ben bene da quelle che vendono tonnellate di merda; se queste ultime finissero davvero come auspichi per chiudere a causa di scarse vendite (ma non succederà: la gente ADORA comprare libri di merda che manco leggerà) forse quelle serie riuscirebbero ad avere un po' di ossigeno. O se ne avvantaggeranno i giganti della grande distribuzione, i babau che citavi.

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    1. Hai ragionissima sul fatto che le grandi catene che vendono soprattutto merda e preferibilmente merda (specie sotto Natale...) saranno le ultime ad andare in sofferenza, e che a dibattersi negli stenti saranno sempre i piccoli. Ma per quanto riguarda la battaglia fra piccoli, non ti credere: la mia esperienza è abbastanza positiva. Nel senso che vedo tantissimi "bravi" che pur fra mille affanni riescono a tirare avanti, mentre ho invece visto chiudere bottega, non senza provare una certa perversa soddisfazione (che mi costa molto confessare) una libreria gestita da fighetti gnegnè con la puzza sotto il naso, che snobbavano gli outsider e i piccoli editori e che a ogni uscita di merdseller allestivano un'orrida vetrinaccia monolibro, con decine e decine di copie della stessa boassa*.

      * boassa: grande merda di vacca spantegata al suolo (voce dialettale veneta). Su un blog ho trovato questa squisita definizione: “una merdona di vacca dal peso di 3 o 4 kg. e della grandezza di un cappello da monsignore”.

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    2. Sinceramente pure io ho visto qualche venditore di boasse andare a gambe all'aria, e pure io con quella perversa quanto inconfessabile soddisfazione. È proprio a livello generale, però, che vedo le piccole librerie di ottimo livello arrancare; poi, chiaro che ci sono anche tra loro quelle che riescono a stare a galla, ma lì sta tutto nelle capacità commerciali e organizzative del libraio.

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    3. E poi dobbiamo sempre considerare che da decenni viviamo nel paese (attualmente) meno intelligente d'Europa (e col passato artistico-culturale che abbiamo ciò è ancora più triste, più mostruoso, più imperdonabile).
      Per pensare di vendere libri bisogna comunque essere degli Eroi. E per pensare di scriverne di molto belli bisogna essere pazzi. (Come per fortuna io sono :D)

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    4. E continua a rimanere pazzo: c'è ancora gente come il sottoscritto che apprezza (ma davvero tanto) le tue opere!

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  3. Venditori di merdseller è bellissimo ... A Natale mi regalo un altro tuo libro. Si accettano suggerimenti.

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  4. Il commiato degli uomini buoni o Il bambino che sbagliava le parolacce?

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    1. Il Commiato è un gioiellino, ma si legge in un paio d'ore o anche meno. Forse i 43 racconti del Bambino ti terrebbero più compagnia, e ti farebbero conoscere più lati della mia multiforme creatività. Ma decidi tu, cara amica. :)
      Intanto, un abbraccio grande grande.

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  5. Ciao,riprendo a girare e trovo questo bel post da te.Da libraia avevo allestito degli scaffali esclusivamente per autori ed editori "emergenti".Ha funzionato,anche perchè c'erano libri e scrittori locali,a creare curiosità.Negli ultimi anni la 'libreria di famiglia'faceva quasi esclusivamente il lavoro da te descritto .incontri con autori ,poco noti spesso,e con piccoli editori,ha funzionato anche in questo caso,fino allo scorso anno.E ancora adesso mi capita di leggere testi che non avranno ,inizialmente,gli onori delle grandi vetrine,ma contenuti che risentono dell'entusiasmo dei neofiti e del piacere di comunicare qualcosa.Per Natale mi regalerò anche i tuoi 43 racconti,anche se ormai ti considero un autore vero,non improvvisato.Ciao

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    1. Grazie per le tue gentili parole nei miei confronti, ma soprattutto grazie per aver raccontato questa tua storia, di bella persona che ha voluto e saputo essere amica vera della scrittura, degli scrittori, e quindi anche e soprattutto dei lettori.
      Ciao cara amica. Un abbraccio grande grande.

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  6. Anche io come Chicchina in questi giorni sono rientrata in internet, (ogni tanto bisogna disintossicarsi). Come Chicchina amo i libri e come lei sono sommersa dalla mia passione per essi. Mi manca molto la figura del libraio, amico, consigliere che per anni ho avuto a Catania, (storica ed importante libreria sotto casa in centro).Mi piacerebbe tanto curiosare fra scaffali, quando abitavo a Roma, vicino casa in Via Gregoriana, vi era uno strano signore, in una bottega scura e magica, lui non vendeva i libri, li prestava in cambio di un pegno in denaro, con lui si parlava a lungo... mi chiedo ci sarà ancora?
    Ho cliccato pochi minuti fa, il tuo " Commiato" arriva il 9 gli altri del carrello l'8. Trovo comodissimo Amazon dove ho il pagamento automatico con Paypall ma frequento anche Ibs. Sempre complimenti e grazie

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    1. È un conforto sapere che persone intelligenti e buone come te e Chicchina si portano nel cuore un amore per i Libri puro e assoluto, che non si formalizza rigidamente sul modo di acquistarli: librerie, bancarelle, ibs, amazon...
      Grazie a Te di leggermi, Gingi.
      Grazie di esserci.

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  7. Purtroppo si trovano sempre meno librerie, i centri commerciali vendono libri, ma sono tutti omologati.
    Sereno giorno.

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    1. Ma ancora più triste è veder sparire la passione intelligente per i bei romanzi. Come non mi stancherò mai di ripetere, mille volte meglio un Lettore che acquista Hilsenrath (per dirne solo uno) su internet di uno che compra i libroidi di Volo, Vespa o Totti in libreria...
      Sereno giorno anche a te.

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  8. Io compro dove capita, mi basta vedere l’insegna libreria,
    una casa editrice oppure online e sono già immersa a curiosare. Ultimamente ho preso un’altra abitudine, in ogni città che visito ( ovviamente in Italia) e che merita di essere ricordata compro un libro o se proprio non trovo nulla, cosa molto difficile, compro un segnalibro.

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    1. Meravigliosa abitudine, la tua. Di una meravigliosa persona che sono felice e orgoglioso di annoverare fra le mie lettrici, e le mie amiche.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Interessante il tuo blog! L'ho scoperto per caso cercando informazioni su Erri De Luca. Quando si parla di libri (belli) mi ci butto a capofitto. Forse mi starò tirando una zappata sui piedi perché non so cosa ne pensi al riguardo ma sono l'unica ad aver trovato "Una vita come tante" uno dei romanzi più sopravalutati (e venduti) degli ultimi vent'anni? Ne ho scritto una stroncatura sul sito di IBS ma la mia era una specie di voce nell'oceano.

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    1. Benvenuta a bordo, Dani!
      Ho letto con grande piacere e curiosità quella tua stroncatura, e le più immediate impressioni che ne ho tratto sono queste:

      1 Starò molto volentieri alla larga da questo ennesimo insulso bestsellerone (che mi ha ricordato altre sopravvalutate e pretenziose insulsaggini da me stroncate su questo blog, come "Zia Mame" e "L'eleganza del riccio" - sperando adesso di non essere io a tirarmi la zappata, ma tanto si sa, de gustibus... :D)

      2 In ogni caso, sento una certa qual affinità coi tuoi gusti: per esempio "Un uomo solo" di Isherwood è anche per me un delizioso e adorabile capolavoro, e anch'io penso che spessissimo (con le dovute eccezioni) i Romanzi migliori non siano mai esageratamente lunghi.

      3 A questo punto non vorrei fare la figura del solito idiota autoreferenziale che rovina tutto proponendo Romanzi SUOI, ma si dà il caso che io sia praticamente sicuro di poter piacere a una Lettrice buongustaia come te, e fremo dalla speranza di saperti alle prese con qualcuno dei miei lavori, per poi conoscere le tue impressioni, quali che siano. Faccio fatica a dirti da quale titolo cominciare: "Quattro soli a motore" è considerato il mio capolavoro, ma io sono assai affezionato anche a un gioiellino molto più breve come "Chiudi gli occhi e guarda" (entrambi della Neo Edizioni) ma credo che anche i 43 racconti de "Il bambino che sbagliava le parolacce" (quest'ultimo autoprodotto e disponibile solo su amazon) sia in grado di fornire un'ottima idea dei molteplici aspetti del mio stile e della mia ispirazione.

      Scusa se mi sono dilungato, ma io, con tutti i miei limiti e i miei margini di miglioramento e apprendimento, sono una sorta di Monaco della Scrittura, e ricevere l'inaspettata visita di una persona che ama leggere bei libri è un po' come ricevere la visita di un angelo. Ciao!

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  11. Ciao Nicola. Perdonami ma non ho ancora letto nessuno dei tuoi libri, cosa che provvederò a fare il più presto possibile. Qualunque siano le mie impressioni ne parlerò qui, direttamente con l'autore. Parlo male di qualcuno o di qualcosa soltanto dopo anni di sopportazione (o dopo 1100 pagine noiosissime). Per fortuna, non tutti i best sellers sono brutti però preferisco leggerli molti anni dopo, quando assumono un'aura da classico, come "La versione di Barney" che ho visto hai inserito tra i tuoi preferiti (è anche uno dei miei) o "La bruttina stagionata" di Carmen Covito (ricordato recentemente in televisione come libro da rivalutare).

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    1. Resterò in attesa, perché i pensieri di chi mi legge sono fra le cose più importanti della mia vita, e lo penso davvero, non vuole essere solo una posa ruffiana da scrittore nei confronti dei potenziali lettori. A proposito dei preferiti nel mio profilo, poi, spero tanto che con lo smantellamento dell'odioso google+ (a cui non avevo mai aderito) la piattaforma torni a consentirmi gli aggiornamenti, perché negli ultimi anni ho fatto tante entusiasmanti nuove scoperte, che in quell'elenco purtroppo mancano.
      In attesa del piacere di risentirti, ti auguro buone letture, buona vita, buon tutto.
      E grazie ancora per la tua preziosa attenzione.

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  12. E' vero molte librerie stanno morendo a causa della scarsa lungimiranza dei loro gestori. Pure io che amavo la carta stampata son passato alla lettura digitale con quegli apparecchietti che ci sono adesso. Insomma, in libreria vado sempre meno perché son stufo del tira e molla coi librai che, a volte, prima di procurarti un libro di fanno veramente penare. Tutto questo è triste ma è la realtà che si sta sviluppando. Un salutone e, a presto.

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    1. Io penso che rimarrò sempre fedele ai libri di carta (quando faccio le autoproduzioni propongo entrambi i formati, ma sono contento di vedere che quasi tutti i miei lettori preferiscono il cartaceo) ma, come diceva Francesca qui sopra, non mi faccio eccessivi problemi sul dove comprarli.
      Un salutone pure a te, caro amico!

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)