"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

mercoledì 22 agosto 2018

SCRIVANI, SCRIBACCHINI, SCRITTORI & AFFINI (POCO AFFINI)


EFFETTI CONTRARI

[La mattina del 14 gennaio avevo preso questo appunto, dimenticando poi di postarlo. Poco male: va così più o meno sempre…] 

Poi mi diranno che sono il solito brontolone, o declineranno ancora la menata dell'"invidia", ma in questi giorni sul Corriere Cultura mi sono beccato prima una paginata intera che aveva il solo scopo di comunicarci che un certo scrittore (mai sentito nominare) ha cambiato editore (e sticapperi?) e che nel 2020 uscirà un suo capolavoro che “indagherà la coppia” (non vedo l’ora! sono argomenti di cui si sente la mancanza!) e “sarà scritto in terza persona” (molto interessante), e poi, oggi, l’ennesimo lancio in grande stile (posso definirlo spudoratello, o magari esagero?) dell’ennesimo giallozzo sfornato da uno dei tanti giornalistucoli che in questi anni si sono scoperti Dostoevskij (o quantomeno Simenon). Incuriosito alla rovescia, cioè fondamentalmente irritato, dal tizio che nel 2020 indagherà la coppia in terza persona cambiando editore, faccio una breve e svogliata ricerca sul web, e trovo una perla assoluta: in un’intervista dice di scrivere solo calzando scarpe inglesi, perché con le scarpe da tennis si sente troppo comodo e non riesce a tenere a bada gli aggettivi. 
Bene, mi dico allora (sforzandomi di tenerli a bada anch’io): visto che riesco a scrivere benissimo anche in ciabatte o a piedi nudi; visto che trovo ispirazione passeggiando con vecchie scarpe da tennis che cambierò solo quando si saranno rotte (com’è giusto che sia); visto che le scarpe inglesi mi stanno sulle balle; visto che degli sdottoramenti sulla “coppia” m’importa ‘na sega; e visto che questo modo di elargire spazi sui giornali provoca in me un effetto di ripulsa, la mia Corte Interiore delibera che non leggerò mai e poi mai nulla di scritto da costui. 
Quanto al giornalista Dostoevskij-Simenon, più di una volta me lo sono trovato ospite di una trasmissione SPORTIVA. Appena tiravano fuori il suo libro spegnevo la tv e me ne andavo a dormire. 
Le chiamano “impennate di share”.


22 commenti:

  1. Tutto nello stesso numero di quel coso della, hahaha, "cultura"? Vabbe', ho smesso da mo' di interessarmi a quello scartafaccio neppure buono per incartare il pesce.
    Tra l'altro il tipo che "nel 2020" scriverà udite udite un libro sulla coppia in terza persona, che cambia editore, che scrive soltanto se ai piedi ha le scarpe inglesi mi puzza tanto di troll, sai com'è: il buontempone che riesce a coglionare - non che ci vada molto - quelli del coso della CULtura fino a farsi dedicare un paginone.

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    1. Aggiunta: spinto dalla tua stessa 1/curiosità (è una frazione inversa...) ho individuato questo scrittore in scarpe inglesi, giusto per segnarlo sulla mia lista nera, eh, mica per leggerlo.

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    2. Il bello è che gli altri giornali sono peggio, e mi hanno rifilato un sacco di sòle. Invece "loro", negli anni, mi hanno almeno fatto conoscere (devo ammetterlo per onestà) Scrittori del calibro di Donleavy, Richler, Hemon e Thomas Bernhard: una misera percentuale dei grandi Scrittori che amo (tutti gli altri conosciuti o da solo o via blog...) ma sempre meglio di niente. :)

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    3. Sembra un segno della decadenza generale della società italiana il fatto che ultimamente il coso CULtura rifili delle sòle mostruose e basta. Anche se, lo ammetto, non seguendolo più da un bel pezzo, ho solo un mucchio di voci di seconda mano; ma chi ancora si ostina a seguirlo l'ha visto progressivamente decadere un pezzo alla volta. In realtà io mi sono sempre affidato molto poco a pubblicazioni del genere per trovare scrittori meritevoli: ho conosciuto te dal tuo blog, per esempio.

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    4. Ne parlavo ieri sera con un amico: nel nostro paese, in generale, si è deciso per scelta (sbagliata? disonesta? obbligata?) di lasciar spazio soltanto, in alternanza, alla Muffa e alla Fuffa, tagliando fuori proprio quella "via di mezzo" che è nientemeno che la Buona Narrativa fatta da Scrittori di puro talento. Per cui, quasi su ogni giornale, abbiamo il giorno-muffa dedicato al pedante eruditoide accademico di turno che ha scritto l'ennesimo libro di ottocento pagine per analizzare un singolo verso di Dante, seguito dal giorno-fuffa dedicato al ragazzotto balbettante raccomandato-politicizzato che scrive come la mia nipotina quando aveva quindicianni, ma che è tanto simpatico alla baronaglia editoriale e cul-turale. E gli Scrittori veri? A quanto pare se ne può fare a meno. Anche perché il loro differente livello potrebbe, per contrasto, far scoprire il giochino. E quindi sono scomodi, danno fastidio. Come del resto avviene, in quasi tutti gli altri campi, ai talentuosi che hanno il solo torto di essere nati in un paese meritofobico, talentofobico e mafioso.

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  2. Una volta quell’inserto era gratis, da un po’ è a pagamento. L’ho mai preso ma solo sfogliato al bar. Non vale i soldi.

    Chissà chi sono i due citati nel post.

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    1. Intanto, benvenuto a bordo!
      In realtà mi riferivo alle pagine culturali del quotidiano. Del supplemento settimanale non posso neanche parlar male, dal momento che due anni fa hanno ben recensito… il mio “Mailand”! :-))

      I nomi preferisco non farli, per non regalare pubblicità: in questo campo vige la regola del “purché se ne parli”, e anche il parlar male può tramutarsi in uno spot.
      Inoltre, come spesso accade al cospetto dei più diffusi malcostumi italioti, questi due ne rappresentano altri mille: inutile prendersela soltanto con loro.

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  3. Più che impennata di share sarà stato il crollo dello share; probabilmente eri l'unico a seguire la trasmissione. Ito tu per per scoglionamento, magari anche loro avranno dovuto smettere. Per le scarpe, ti dò una dritta: a Firmo, sopra Cosenza in piena zona arbresh, c'è il calzolaio che confezionava le scarpe su misura a Baffino D'Alema. Costa(va, forse) un pochetto, un milioncino (però a quel prezzo dava la destra e la sinistra, epperò erano lire) ma costui, il Baffino, ne andava orgoglioso. Quanto ai due che hai sponsorizzato: per il primo, cosa farò fino al 2020? Potresti prendere l'impegno di riempire questo non breve lasso di tempo? Per il secondo, che se ho ben capito è un giornalaio sportivo, con questo genere ci ho avuto a che fare per troppi anni... mi è bastato, grazie. Ciao.

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    1. L'impennata era ironica, ma purtroppo anche amara: la trasmissione è seguitissima, e di sicuro di copie ne farà vendere parecchie... :(

      Quanto al mio impegno, vai tranquillo: da qui al 2020 ho in programma almeno altre tre uscite. In un modo o nell'altro. Ciao!

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    2. p.s.
      Per le pepè non butto via soldi. Sono come Erasmo da Rotterdam: meglio libri. Ma buoni. ;)

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  4. L'ennesima testimonianza della decadenza della carta stampata. In mancanza di contenuti, notizie in tempo reale, idee, fanno pubblicità mascherata (pure male).

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    1. L'inghippo sta a monte: perché il cacanotizie anche scandalosamente scarso dev'essere iscritto a un Albo che lo protegge e gli conferisce prestigio, e perché dev'essere un professionista (spesso con soldi statali) quando invece si pretende che lo scrittore, sul cui ingegno campano eserciti di persone, debba essere felice di creare per hobby o come secondo lavoro?
      Anche sui giornali dovrebbe scrivere chi scrive bene. E bisognerebbe mandare più gente a zappare. Con tutto il rispetto per la Zappa.

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  5. Ti seguo sempre anche se commento poco.
    I nomi hanno poca importanza, tanto, spero per me, non li avrei seguiti. Ciao!

    :-))

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    1. E del fatto di leggermi non ti ringrazierò mai abbastanza. Ciao! :)

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  6. Post esilarante che mi trova completamente d'accordo anche se non mi interessa affatto scoprire di chi parli... ho abbastanza "libero arbitrio" per decidere chi leggere e chi scartare.

    Concordo con l'ultimo commento di @enri brn.

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    1. Mai come in questi casi i nomi contano men che nulla: è come se uno dicesse che odia le zanzare, i tafani o le meduse... non serve aggiungere come si chiama il singolo animaletto... :-))
      Un abbraccio!

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  7. E comunque, davanti a 'sta cosa delle scarpe inglesi, il mio primo pensiero fu: "Ollappeppa! Ma vuoi vedere che scrive coi piedi?! Finalmente uno che confessa!" :-)

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  8. Valentino de Curtis25 agosto 2018 09:49

    Io tengo un paio di paia di scarpe inglesi.
    Ma non le metterò mai più, per solidarietà nei confronti di uno dei pochi italiani che non scrivono coi piedi, né con altre parti ancor meno nobili. :)

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    1. In fondo BREXIT vuol dire anche FUORI DAI PIEDI. In questo caso, letteralmente. :-))

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  9. cazzarola! Ecco perché non scrivo come vorrei: mi mancano le scarpe inglesi!!!! Ma questo è feccia!!!!
    Ciao carissimo, buona settimana!

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    1. Ma per la casta feudale e pseudoculturale italiota, feccia... c'est moi!!!!

      Ciao, e buona settimana pure a te!

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