Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

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mercoledì 28 gennaio 2015

Scrittori che mi hanno illuso e poi deluso: Jonathan Coe

Direttamente dal mio file di schede di lettura.

Jonathan Coe


La casa del sonno
Letto solo ora dopo anni che l’avevo comprato: dimenticanza imperdonabile. È brillante, divertente, intelligente, avvincente. C’è di continuo la curiosità di andare avanti, ci sono bei personaggi, ottime idee, la giusta cattiveria, la dolcezza, le risate, i brividi, la bella scrittura. 9







La famiglia Winshaw
Di meglio della Casa del sonno ci sono sorprese e intreccio, di un po’ peggio la scrittura. Dev’essere il destino ineluttabile dei long thriller. O forse gli autori pensano che se dài al lettore tante pagine, tanta trama e tanto mistero, il lettore, colmo di gratitudine, sarà propenso a sospendere, almeno qua e là, il giudizio sulla forza, le idee, lo stile. Comunque più che buono. 8-







La banda dei brocchi 
Diciamo così: Jonathan è un vino (spero non adulterato) che invecchia malissimo. Nella Casa del sonno era uno Scrittore, nei Winshaw uno scrittore di sinistra, qui è “de sinistra” e stop, come il più insulso degli italianetti politicizzati e saputelli. Al punto da sembrare uno stucchevole italiota che scrive sotto pseudonimo.
Una sequela di pretenziosità sentimental-sociologiche, ritrite, già lette, noiose e autosabotanti, menate antirazziste una pagina sì e una no.
E l’essere comunque un brillante scrittore qui diventa Aggravante.
E che strazio, l’ultima parte: non ho mai desiderato così nervosamente e ardentemente che un romanzo finisse. E si minaccia pure un seguito!!

32 commenti:

  1. La casa del sonno è anche il mio preferito!
    Complicato mantenere un livello simile se non sei un fuoriclasse.
    Ho letto anche il suo recente "I terribili segreti di Maxwell Sim" che non mi ha entusiasmato

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    1. In questi casi oltre che delusi ci si sente pure traditi: sono già così pochi gli scrittori veri, che vederli inaridire o balbettar cazzate (come l'ultimo Houellebecq) ci ferisce profondamente.

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  2. E' la fine che rischiano di fare tanti scrittori di successo: pubblicano alcune opere memorabili all'inizio della loro carriera, poi si limitano a vivere di luce riflessa, con la complicità di un'editoria avida e priva di scrupoli che costruisce il bizznis (storpiatura voluta) su un nome che pompa. Soprattutto, questa editoria-squalo ha buon gioco sugli scrittori che vivono della loro arte; se uno ha un altro lavoro e fa lo scrittore a tempo perso potrebbe continuare a produrre opere di qualità al ritmo di una o due all'anno al massimo; ma se devi vivere con le miserie che gli editori ti danno per un romanzo ne devi vomitare due a settimana - e saranno due schifezze a settimana. Un nome noto a caso: Stephen King. Io l'ho sempre odiato, perché ha sempre avuto il brutto vizio di mandarti a scatafascio un ottimo romanzo con un finale di merda; ma agli inizi della carriera scriveva opere pregevoli (finale a parte); quello che scrive ultimamente sono robetta dozzinale, puramente commerciale, di quelli che leggo fino a pagina 10 e poi mollo lì perché mi sto slogando la mascella a sbadigliare. Su Coe non so dire se è uno di questi scrittori a mitraglietta, però ho letto il primo e l'ultimo che hai citato - mi manca il secondo; rimedierò - e ti dirò che sei stato fin troppo generoso con quel 5 e mezzo all'ultimo.

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    1. Sì, sono stato di manica larga (ma poi va detto che se consideriamo tutto lo spettro delle pubblicazioni, e il fatto che non si possono usare voti col meno davanti, quelli dallo zero al quattro erano tutti già presi da roba ben peggiore...)
      Davanti a risultati così sconcertanti viene da chiedersi Ma l'editor che faceva, dormiva? Perché non ha sforbiciato qualche decina di pagine? Oppure nascono sospetti del tipo: forse nel libro da 9 a essere bravo fu soprattutto l'editor, e poi lo ha cambiato, o ha ritenuto di poter fare da solo, e questo è il risultato...
      Di King ho apprezzato soprattutto certi racconti da cui poi sono stati tratti splendidi film, come Stand by me (The body) o Le ali della libertà. A piacermi poco è il banale manicheismo basso-popolare con cui ha rovinato (non so se per biechi motivi commerciali o per limitatezza sua) idee geniali come L'ombra dello scorpione, con quello stucchevole sviluppo "tutti i Buoni di qui e tutti i Cattivi di là"...

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  3. Ho letto solamente i primi due e avrei dato la stessa votazione!

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    1. Ti sei salvata dal terzo... A meno che tu non abbia gli stessi gusti (rispettabilissimi!!) dell'Amica Sandra qui sotto... :)

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    2. ahahahhhah :D l'importante è argomentare bene i propri gusti e poi non stiamo parlando di Moccia o le sfumature, che ci trovano tutti d'accordo ahimè.
      Sandra

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  4. Questa volta non sono d'accordo: per me La banda dei brocchi è da 10 idem il seguito Circolo chiuso. Al punto che sono andata in viaggio di nozze in Scandinavia anche per poter andare a Skagen dove si svolgono scene imporanti dei due libri (L'annegamento e il salvataggio da parte di Paul Trotter). Io Coe lo compro a scatola chiusa, e mi piace sempre sempre sempre. Bacio Sandra

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    1. Sì, ora ricordo che ne avevi parlato benissimo. Ma anche questo, in fondo, testimonia la meravigliosa potenza e versatilità della scrittura: lo stesso romanzo può stregare e conquistare una persona sensibile e intelligente come te, e annoiarne a morte una altrettanto sensibile e intelligente (almeno credo :D) come me. Del resto, per fare il primo esempio che mi viene in mente, io considero Philip Roth uno dei più grandi di sempre, eppure ci sono miei lettori e miei ottimi amici che lo denigrano al punto di dire che il Roth “vero”, quello “bravo” si chiama Joseph…
      Bisogna poi aggiungere che con certi autori si stabilisce un tale feeling, una tale affinità da sconfinare nell’innamoramento platonico: anch’io comprerò sempre a scatola chiusa qualunque nuovo libro di Paul Auster (e di molti altri), anche se almeno un paio dei suoi si sono rivelati persino per me dei deludentissimi flop.
      Bacio ricambiato!

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  5. Anche io ho adorato La casa del sonno e 9 va benissimo... poi ho provato a leggere La famiglia W. ma l'ho addirittura mollato! E poi non ne ho letti più :/

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    1. Che poi era una carriera promettente, anche perché io li ho messi nel mio ordine di lettura, ma La casa del sonno era il secondo, e i Winshaw il primo, quindi stava migliorando! Peccato che poi sia finita così...

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  6. E meno male che non hai proseguito perché è andato via via peggiorando...

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    1. Ti dirò che è già tanto se ho proseguito fino in fondo nella lettura dei "brocchi". Era ancora un periodo in cui consideravo un sacrilegio non finire un libro una volta iniziatolo. Oggi non lo farei più: mi sono "fatto furbo". :)

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  7. Come al solito quando mi approccio ai contemporanei casco male e torno al passato. Ho iniziato a leggere la Banda dei brocchi e... non so come prosegue. Leggendoti ora capisco. Mi son detta: sarà una scrittura più matura rispetto all'inizio... mi dico, meglio leggere il tuo blog.

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    1. L'ultima tua frase mi rende molto felice e molto orgoglioso. Mentre la prima mi fa sperare, immodestamente, di poter in parte riscattare la categoria dei contemporanei. Ma, soprattutto, entrambe mi rendono sempre più esigente e intransigente con me stesso: il mio scrivere dovrà sempre migliorare, o quanto meno non peggiorare: te lo devo, ve lo devo a tutti, lo devo a me stesso e agli dèi della scrittura! :)
      Bonne nuit.

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  8. Mai letto...
    Ho appena finito il libro di uno scrittore turco.
    Si intitola "A con Zeta", Marcos Y Marcos. Magari ti diverte.
    Anzi: secondo me ti divertirai.

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    1. Mi incuriosisci... :)
      Per il momento ricambio con un altro strepitoso minimarcos che sto leggendo io: "Angeli a pezzi" di Dan Fante, il figlio di John.

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  9. Se dico che non ho letto Coe mi ammazzi?
    In compenso posso dire che Murakami non mi è piaciuto per niente: i suoi libri me li aveva prestati mia sorella dicendomi "sono bellissimi".
    Partivano bene in effetti ma poi scadevano nella solita trama preconfezionata piena di ragazzi sfigati che non riescono a dare un senso alla loro vita, trama che peraltro si ripete di libro in libro.
    Scrittori deludenti credo ne incontriamo sempre.
    Per fortuna c'è Corradino a tirarmi su il morale e spero che quel furfante torni presto!
    Bacioni

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    1. Te lo dico sottovoce, anche se so che dicendolo qui un po' rimbomberà: ho appena visto la nuova copertina. È splendida! E ormai manca davvero poco al ritorno del nostro dolce furfantello... :)
      Bacioni a te, e grazie!

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  10. I terribili segreti di Maxwell Sim mi ha delusa e Expo 58 non l'ho finito, ma fino a la banda dei brocchi e anche in prima che la pioggia cada l'ho molto amato, la Famiglia Winshaw per me resta il top

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    1. Se non fosse che anche La famiglia Winshaw si lascia leggere (ed è ricco di spunti interessanti) potrei liquidare il tutto con una battuta cattivella: La casa del sonno è l'unico che NON mi abbia fatto addormentare. :)

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    2. dipende sempre anche dall'ordine con cui si leggono i libri di uno scrittore io ho iniziato da La famiglia Winshaw

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    3. Che poi il tuo era l'ordine giusto, perché quello è stato pubblicato per primo. Ma io sono un lettore disordinato assai... :)

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    1. La casa del sonno merita. Potrebbe tranquillamente trovare posto fra i cento migliori di sempre, anche se non ai piani più alti... :)

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  12. Non ho letto alcunchè di Jonathan Coe. Pare che io abbia perso solo "La casa del sonno". Terrò presente e provvederò a colmare la lacuna nel più breve tempo possibile. Intanto aspetto l'uscita del tuo prevista a Febbraio.
    Considerati i miei proverbiali ritardi e non volendo rincorrervi nel giorno del tuo anniversario, ti faccio, con appena un po' di anticipo, gli auguri di BUON COMPLEANNO con molto affetto.
    Un abbraccio :-)
    Nou

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    1. Un altro record polverizzato: gli Auguri in anticipo! :)
      Grazie, carissima.
      Ti abbraccio forte anch'io.

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  13. Ho letto molto di Coe, i primi nell'ordine che citi. E sono d'accordo sul valore a decrescere. Avrei dato 8 e 1/2 a La Famiglia Winshaw (nel senso che era un po' meno de La casa del sonno, ma comunque a me era piaciuto moltissimo) e avrei dato un 6/7 a La Banda dei Brocchi, ma in quel momento ero Coe dipendente e potrei anche essere di manica larga. Poi sì, ha sbroccato. Io, ottimista per natura, c'ho provato ancora con Circolo chiuso, La pioggia prima che cada e perfino I terribili segreti di Maxwell Sim, ma niente. L'ultimo, Expo '58, non l'ho preso. Alla fine l'ho capito anch'io! Ha perso la magia. Ed è un peccato, perché i primi due erano davvero forti.

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    1. Sulla leggera discrepanza fra il tuo 6/7 e il mio 5 ½ aggiungo che a volte entra un poco anche la disposizione d'animo del lettore. Mentre tu venivi da un periodo d'entusiasmo nei confronti dell'autore, io ero al colmo dell'ansia in un letto d'ospedale, e forse questo non aiutò... :)

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  14. pensa un po', io la casa del sonno proprio non sono riuscito a leggerlo, mentre i brocchi mi piacquero. ma sono passati tanti e tanti anni, all'epoca doveva ancora diventare un Lettore, e chissà oggi che effetto mi farebbe...

    p.s.
    ho letto quella cosa che scrivi sopra sui Roth...
    ho letto Il teatro di Sabbath (9-), ho finalmente scoperto perché gode di tutta questa considerazione. dopo le prime 80 pagine lo avrei buttato via dalla finestra, ma ho tenuto duro, e ho scoperto che quando rinuncia alle cazzate può raggiungere livelli di profondità inauditi. e uno si dimentica pure tutti i difetti e gli eccessi della sua scrittura così eccessiva.
    adesso sui miei scaffali ho aggiunto Chiamalo Sonno, sperando di poterlo aggiungere alla libreria Reale assieme agli altri due Roth

    Giovanni A. Monte +7

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  15. appunto, gli eccessi della scrittura eccessiva...
    va beh, poi ci sono anche almeno un paio di scene esilaranti. ora mi viene in mente il rapporto di quella donna con la madre morta, quando non vuole separarsi da lei. un incubo di incredibile comicità... uhuh

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    1. Hai ragione, dimenticavo il terzo Roth, Henry: Chiamalo sonno è un ottimo Romanzo, anche se non lo metterei nell'elenco dei miei capolavori preferiti.

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Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)