"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

lunedì 19 maggio 2014

Gianni Tetti - METTE PIOGGIA


Gianni Tetti
NEO.
pagg 201  € 14

Non lo troverete in classi/fica (anche se meriterebbe), perché la Narrativa italiana di alto livello, quella scritta da Scrittori puri, non abita più lì da un bel pezzo, e la colpa (vogliamo avere il coraggio di dirlo?) è anche un po’ di noi lettori, pigri, boccaloni e manipolabili. (All’oligopolio bullesco che usa slealmente le proprie testate come grancassa pubblicitaria non è obbligatorio rispondere ‘Gnorsì: si potrebbero modulare pure delle belle pernacchiozze, e pensare con la nostra testolina…)

Mette pioggia, il primo geniale romanzo di Gianni Tetti, è un testo apocalittico che si potrebbe (sbagliando) definire kinghiano, se non fosse così diabolicamente ghignante, ipnotico, spiazzante, postmoderno e originale. Originale come oggi quasi nessuno scrit-tore italiano extra-Neo sa più essere.
Va in scena – un giorno alla volta, e ogni giorno ha una voce diversa – nientemeno che l’ultima settimana dell’umanità, in tempi in cui tale evenienza ci risulta tutt’altro che incredibile (e anzi, a volte, vien quasi da pensare che avere ancora ben sette giorni sia inguaribile ottimismo…)
Sullo sfondo come nei primi piani, una Sardegna folle, psicotica, sciroccata, allucinata, selvatica, sanguinolenta, impicchereccia e sconcertante che ricorda in modo vago quella dell’adelphiano Niffoi, però più attuale e divertente, con contorni più vivaci e un nocciolo più vero, più rivelatore dell’odierna nonpensante rincolandia (di emanazione più o meno televisiva) che sta inghiottendo (anche a colpi di app) quel che restava dell’umano pensiero. Ed è tutto più inquietante proprio perché suona tutto vero: la normalità del delirio, o per meglio dire il delirio della normalità, rispetto a cui la fine oggettiva del mondo umano diventa decisamente il meno. (E forse è proprio questo che vuole dirci il libro: l’apocalisse è già qui, ma è interiore).

Mette pioggia è un succoso e saporito romanzo diviso in paragrafi brevi e staccati, molti dei quali ti regalano la soddisfacente impressione di aver letto un miniracconto, perfettamente cesella-to: incontri il salto e ti fermi, non per una pausa suggerita dal testo, ma per assimilare il paragrafo appena assaporato, magari metterti proprio a rileggerlo, ché per fortuna nelle cose intelligenti e superiori della vita (come appunto leggere bei libri) fretta proprio non ce n’è.

Di sangue ne scorre parecchio, ma chi lo usa come inchiostro su queste pagine sa diluirlo con l’ironia e l’imprevedibilità, e soprattut-to è sempre attento a non scadere (è troppo avveduto, Gianni) in quel facile “cannibalismo” anni 90 di cui nessuno, ma proprio nessuno, sente la mancanza. Il finale è incalzante, e obbliga anche il buongustaio più slow food a smettere di sgoduriare e ruminare, per lasciarsi trasportare verso l’inevitabile epilogo.

Nel complesso, il lettore si ritrova davanti a 200 pagine così godibili nel loro trascinante incedere che ne vorresti ancora, e ancora e ancora…

Ci sono anche molte bellissime parolacce, alla faccia dei cani da purga alla putiN, e della disarmante dabbenaggine di chi non ha ancora capito che oggi la volgarità ha cambiato casa e quartiere, e abita semmai nello squallore delle vuote banalità tecnoglionite, modaiole e gossippare, e non certo nelle parole cazzo merda e vaffanculo (quando ci vogliono), e in chi sa usarle per produrre effetto comico o realistico. Non a caso in queste pagine ci ho visto anche un po’ di Bukowski e di Céline, che a “parolacce” non scherzavano.

Gianni Tetti


Gianni Tetti è uno di quegli autori intelligenti, brillanti e pieni d’inventiva, così rari e preziosi, che magari vengono rifiutati da certa editoria proprio perché troppo intelligenti, brillanti e pieni d’inventiva: non sono abbastanza soporiferi per il Ramo Valium (che altri chiamano letteratura colta) e non sono abbastanza stupidi e banali per il Ramo Lassativi (che altri chiamano letteratura pop).
Ma per chi ama nutrirsi di Scrittura, leggere Gianni Tetti è una libidine. Di alto livello.

Dimenticavo: se e quando farete l’acquisto, online o in libreria, suggerisco ai più golosi e incontentabili di aggiungere anche i racconti del delizioso libro d’esordio di Gianni, I cani là fuori, con cui già aveva sfoderato il suo talento.



Merda, lo so: anche quest’anno, senza provare vergogna e senza paura di farvi passare per sempre ogni voglia, vi diranno di leggere roba scritta da cuocibietole invasati e da spogliarelliste petulanti, da cantanti e cineasti, da deejay e da cagnacci, da giornalistozzi-Dickens e da cespuglietti che hanno vinto alla tv, e dai tanti, troppi secchioncelli viziati, noiosi e “costruiti” per i quali la scrittura è un pesante lavoraccio, e si vede (“Perché lo fanno?”, si chiedeva giustamente proprio lo Zio Buk. Mah.)
Fidatevi poco.
Io invece mi ostino a dirvi di leggere Scrittori. 
In italiA scarseggiano e stanno per estinguersi (ancora sette giorni, forse qualcosina di più?). Ma ci sono.
Per cui.
Non fatemi incazzare.

Parola di Scriba.


55 commenti:

  1. Ciao zio, pensare con la propria materia grigia per molti è un gran casino, il criceto si rifiuta di girare nella ruota per mettere in movimento l'unico neurone di cui sono dotati. Io già mi accontenterei che leggessero topolino oppure le etichette appiccicate sulle bottiglie, ma la sconfortante realtà e che i lettori in Italia sono pochissimi, figurati se sono in grado di distinguere uno SCRITTORE da uno scrittore.
    Grazie per questa chicca, cercherò il libro.
    Un abbraccio
    Xavier

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    1. Non te ne pentirai... :)
      Un abbraccio anche a te!
      Ciao

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  2. Ma tu sai che pensare in modo autonomo nuoce gravemente alla salute?
    Scherzi a parte, trovo questo libro interessante e senz'altro me lo compro... a proposito, hai letto "Il ministero della bellezza" di Marco Lazzarotto?
    Che ne pensi?
    Ti lascio il mio post in merito al libro.
    Bacioni

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    1. Ramo surreale ma più o meno reale? Non lo conoscevo, e dopo aver letto la tua recensione potrei metterlo in lista. L’idea pare intelligente, però sii sincera e diretta, visto che siamo fra amici: il livello di stile qual è? È raccontato alla Orwell o alla… Muccino? Te lo chiedo perché disgraziatamente, in italiA, troppe volte si mette in scena la banalità così com’è, senza filtri, allo scopo di indignare il lettore, finendo però con l’indignarlo anche e soprattutto per la carenza di stile, o proprio con la MANCANZA di esso…

      Bacioni! :)

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    2. Alla Orwell, senza dubbio alla Orwell tanto è vero che il finale... non ti anticipo niente, devi leggerlo.
      Baci

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    3. Grazie! Mi fido anch'io di te e metto in lista. :)

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  3. mi sa che mi hai convinto :)

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  4. Lo leggerò perchè tenendoci a te vorrei non ti incazzassi :-D
    Ma anche perchè non è in una qualsivoglia classifica. Eppoi dato che Libro deriva dal latino "Liber" ovvero liberi...accetto il consiglio di immergermi in un mondo diverso, in cui tutto può succedere... dove non ci sono obblighi, doveri, preoccupazioni.
    Un Abbraccio
    Paolo

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    1. Nel caso, fammi poi sapere come ti ci sei trovato. Chi elargisce consigli onesti e spassionati desidera sopra ogni cosa che i lettori ci si trovino bene.
      Un abbraccio.

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    2. Coinvolgente e al di là della storia pone almeno una riflessione: stiamo spesso attaccati alla tv(stanno, io c'e l'ho solo per mio figlio, altrimenti...) e persi dietro alle piccole astuzie di sopravvivenza per non vedere che si può vivere in un modo migliore. "Tiri lunghi di Camel Light...E domani, domani piove. Intanto continua a soffiare lo scirocco..." Vale i 14 Euro. Ben spesi. Grazie per avermi fatto passare un paio di notti in compagnia di un buon libro. Soprattutto dal Mercoledì in poi. Sia nel libro che nella realtà... "Arrivo, le dico. Adesso la uccido. Faccio un altro tiro. Sputo il fumo sul vetro della finestra. Fuori soffia lo scirocco. Vedo la polvere che riempie la strada. In fondo c’è il tipo con la camicia a righe bianche e rosse che se ne va zoppicando. Il cielo è grigio. Sudano tutti..." Ed il finale "...solo ieri, c’era un sacco di gente qui. Un sacco di gente che non sapeva dove andare ma andava". Ma soprattutto perchè come dice Zanon "il male è dentro di noi, non fuori". A volte... credo.
      Grazie Nicola
      Aspetto il prossimo consiglio.
      Un abbraccio.

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    3. Grazie a te, per la velocità e la bellezza di questo riscontro, che avvalora le mie parole e il mio onesto entusiasmarmi per questo libro. Visto che sei un lettore di alto livello, e che per qualche mese eri sparito perdendoti le mie (rarissime ) recensioni, mi limito per ora a sussurrarti nell'orecchio due nomi di stranieri supremi che ho scoperto da poco, uno del passato e uno dei giorni nostri: Romain Gary (non perderti per niente al mondo La vita davanti a sé) e Aleksandar Hemon. C'è anche un italiano, Paolo Zardi, ma lui credo che lo conosci già. :)
      Abbraccio ricambiato.

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  5. Zio, questo discorso torna spesso nei tuoi post. Mi piace quando ci segnali un autore interessante.
    Lo cercherò. Vediamo se mi conquista.
    La mia testolina per fortuna, legge solo quello che la ispira. Talvolta prende cantonate, capita a tutti di leggere delle gran minkiate ma di solito non sbaglia.
    E comunque, il piacere che puo' darti la lettura di un libro è sempre molto soggettivo.
    Mi sono annoiata con tanti di quei "capolavori" sbandierati come tali a destra e a manca, mai finiti tra l'altro. E mi sono divertita ed emozionata con libri che forse a te non sarebbero piaciuti affatto.
    Il bello del leggere è questo: la massima libertà.
    Bacio eh!

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    1. Ma il mio discorso infatti non è contro la soggettività, che adoro: è contro chi la vuole abolire a colpi di Quarto e Quinto Potere. (ETTARI di pagine per propagandare il Nulla, e tutto il resto è come se non esistesse. Avresti mai saputo di un buon libriccino come Quattro soli a motore, se non fosse stato per il Libero mondo dei blog indipendenti? Perdonami se mi indigno, come Lettore ancor prima che come Scrittore. Lo scriveva anche Nietzsche: "Non basta il talento: bisogna averne anche IL PERMESSO".
      E naturalmente il Non fatemi incazzare con cui chiudo le mie recensioni è un ritornello ironico.
      Viva la Soggettività dei Gusti!
      Bacio ricambiato.

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    2. Ahahah ma io adoro quando ti incazzi!
      E pensa che sto aspettando il terzo libro di quello Scrittore lì, che vive sulle rive di un lago, mi pare...SMACK.

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    3. Arriva, arriva... e mi dicono che stavolta il romanzo invece che lacustre sarà... marittimo... :)
      Smack

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    4. azz... ho visto solo ora che quando m'incazzo incappo sempre nella sbadataggine di aprire parentesi e non chiuderle (vedi prima risposta al tuo commento... :D)
      Come diceva Totò dettando a Peppino: "Hai aperto la parente? Chiudila!!"

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  6. Ti ringrazio per il suggerimento di leggere Gianni Tetti perché vale davvero il tuoparere. Per fortuna riesco a non farmi coinvolgere nella lettura di quello che scrivono quei scribacchini da te elencati. Non mi va di farti incazzare.
    Un salutone,
    aldo.

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    1. Grazie a te per la fiducia, mio carissimo amico.
      Ma tu non potresti farmi incazzare MAI.
      Ciao Aldo!! :)
      Un abbraccio grande.

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  7. Allora, a parte queste interessanti proposte, a proposito di leggere gli Scrittori, quando leggeremo un altro tuo romanzo ?

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    1. Ci vorrà solo un altro po' di pazienza: il Corradino 2 è pronto, ed è annunciato per i primissimi mesi del 2015...

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  8. Mi hai incuriosito, un tentativo lo vale..

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  9. L'ho appena ordinato. Mi devo fare l'abbonamento alla Neo, grazi Zio.

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    1. Grande!
      E poi sì, l'abboNEOmento sarebbe davvero un'ottima idea... :D

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  10. Questa non è una recensione.. ma un'ode sperticata... acquistiamo subito!!! ;)

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  11. Risposte
    1. Quanto vi voglio bene... :)
      Un abbraccio!

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  12. Dici bene, le parolacce servono, ma a chi ha da nascondere le sue malefatte interessa censurarle perché così si mostra facilmente un uomo buono come i bimbi ubbidienti che prendono la comunione ahah

    italiasenzavalori

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    1. Uno di questi giorni scriverò un elogio dei "parulàsh": se usate nel modo giusto e con misura, le parolacce possono inaspettatamente diventare sinonimo di intelligenza, e soprattutto il contrario di ipocrisia!

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  13. Leggo solo ora, ma mi metto in lista il libro (anzi, prnderò entrambi), ora sono due gli scrittori con 2 libri della Neo. Aspetto il terzo ;)

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    1. Se ho fatto bene i calcoli direi che puoi considerarmi... incinto. (Ma proprio da pochi giorni, eh...) :D

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  14. gli scrittori non vanno in classifica... i lettori sono fessi e pigri... viviamo in ItaliA... l'abbiamo capito, zioscriba, 'sto ritornello mi ha ammorbato, vuoi ripeterlo fino a farmi diventare le balle quadrate? che fEss-azione! poi la devi smettere di pubblicizzare i Neo e demolire ignobilmente, peresempiamente, i capolavori Rusconi.
    comunquemente i due libri di Tetti sono già nella mia lista da un po'.

    tu sai chi sono

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    1. eheh... stavo per mandarti affanguglia per direttissima, ma poi ho capito chi sei... :D
      mai demolito nessun Rusconi (se non in mail private schiette e sincere: come ho detto oggi in una missiva a un altro mio collega, il mio cervello autoproduce siero della verità, per cui dopo aver letto un mio commento o mi si ama o mi si detesta...)

      Per recensire un libro, quel libro mi deve entusiasmare. La Neo ha pubblicato, oltre al mio, una ventina di titoli, tutti di livello almeno medioalto, eppure questa è solo la mia TERZA recensione. Per la quale nessuno mi ha chiesto niente. In cambio della quale non mi aspetto niente. (Gianni Tetti non l'ho mai visto né sentito, finora...).
      Non solo, ma ogni volta che voglio leggere un libro Neo, me lo compro coi miei soldini. Ammetterai che anche in questo noi del giro Neo siamo italiosi solo per caso. E solo di striscio. Per fortuna. :)

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    2. Cavoli, ho capito pure io chi sei...

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  15. io ti ho detestato solo quando ho scoperto i colori della tua bandiera. tanti saluti dall'Armata Conte.

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    1. A questa rispondo con un bel OBRIGADO BENFICA!! :)

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    2. mi scompisci. chi se ne frega della coppetta minore...

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    3. Infatti la Goduria vera è stato il Galatasaray. Grazie Sneijderino!!!! :)

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    4. non è stato un bel momento, infattamente, ma per uno come me che ha dato sempre molta più importanza al campionato nazionale, dove si annidano gli odi acerrimi, non è stato poi un colpo troppo duro

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    5. A parte che più che gli odi acerrimi si annidano i ladri di scudettozzi, oggi come oggi tra il vincere la champions e un campionato italiota c'è la stessa differenza che tra il vincere l'NBA o un torneo giovanile di pallacanestro nel sahara... :D
      (Ma lì almeno chi li vince sa quanti ne ha vinti, non se ne inventa due in più...)

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    6. col cazzo, la vittoria in un torneo con l'eliminazione diretta è sempre più casuale. la Juve avrebbe perso il campionato contro i Viola, per esempio. invece dopo 38 partite vince sempre il migliore.
      e poi, se parliamo di Champions, le 5 che abbiamo conquistato mi bastano, per ora... ma ci stiamo organizzando...

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    7. Vebbè, almeno per una volta scopro un po' di sana autoironia in un merdolentusino... :) Ci sarebbe quasi da brindare all'evento! :D
      Sei stato davvero un grande, perché dire 5 champions quando ne avete rubacchiata una e mezza è proprio come rivendicare 32 scudetti quando se ne sono rubacchiati 30... :D

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  16. ho pensato di dare un'altra possibilità ai Nei, inviando loro una silloge di racconti pazzeschi. vediamo un bo'. se rifiuteranno pure questi tu per solidarietà dovrai mettere una X sopra quei fetusi, boicottare i loro insulsi prodotti, e iniziare al mio fianco una campagna anti-neo! in codice ci chiameremo "Bruno Vespa". se non combatterai con me ti considererò ufficialmente nu strunz e diventerò il tuo peggiare, mortale nemico!!!

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    1. A questa non rispondo. Che è meglio. :)

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    2. Noooo! Riconosco lo stile! Aiuto!

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  17. Dopo una recensione così mi piacerebbe poterti dire: mi hai convinto, domani vado a comprarlo. Ma non posso. Davvero, non posso. Purtroppo, l'ho già comprato! ;)
    Grande recensione per un grande libro. So che non sarai d'accordo, ma l'ho rilanciata su Facebook: va letta, e va fatta leggere con qualsiasi mezzo!

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    1. pur con tutte le mie note riserve fessobukkifere, non posso far altro che autorizzarti e ringraziarti... :)

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  18. Io leggo domani, perché adesso non capirei una mazza, è tardi. Il cazzeggio su facebook è una di quelle cose che si possono fare anche se si è stanchi e assonnati, solo che ogni tanto capita anche a quest'ora di incappare in un post interessante (vedi azione scorretta confessata qui sopra), di seguire il link, ma di non riuscire a concentrarsi.. Ho capito però una cosa: recensisci quel libro alla cui presentazione volevo andare, ma non ci sono andata perché anche se una volta tanto ero lì a due passi, nessuno degli interessati a cui ho cagato il cazzo per avere data e orario preciso mi ha risposto - nemmeno scortesemente per dirmi ma sei cieca è scritto lì! Lato negativo su fb: a qualsiasi ora, finché clicchi su "mi piace" tutti ti chiedono subito l'amicizia, se però fai domande, non ti conosce nessuno.
    Torno fra una dozzina di ore, cia'.

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    1. io nel frattempo ti rispondo e ti abbraccio... :)

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    2. Sono passate più di dodici ore, ma eccomi qui e.. ehm.. mi devo davvero incazzare per non essere andata alla presentazione? Ma chi me lo fa fare? Sono curiosa di leggere (finalmente) di una Sardegna sparaflesciata (riassumo i tuoi aggettivi in un unico termine che avevo imparato da un tossico di sant'Elia, che non sapeva che lo stavo ascoltando, altrimenti non sarei qui a raccontartelo), lontana dall'immagine superficiale, arcaico-pietraficata e/o da drink card dotata di app-cartolina che circola nel mondo. Il "delirio della normalità" mi attira in particolar modo, molto più dei mini paragrafi, ma vabbe'. I libri di cui se ne vorrebbe ancora sono pericolosi, lasciano un vuoto, eppure durano, a me piace leggere libri così, insomma io prendo il tuo consiglio come oro colato e farò in modo di procurarmi il libro, intanto ho già in mente un po' di persone a cui regalarlo, che non hanno mai tempo di leggere, dicono, ma io me ne sbatto.
      Ps. sette giorni forse non ce li meritiamo.

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    3. I più non si meritano nemmeno sette minuti (tanto li passerebbero a dir cagate al telefono...) Ma è un argomento che rischia di farmi prendere derive snob-seminaziste, per cui mi astengo... :)
      E grazie di esserci, con la tua intelligenza di lettrice, con la tua generosità intelligente di regalatrice di buoni libri.

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  19. Ok, mi hai convinta. Bel pezzo. Ora voglio il tuo romanzo ;)

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    1. La cosa mi farebbe solo felice. :)
      Ciao Morena!

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)