"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

lunedì 16 ottobre 2017

FIGHT FOR OURSELVES



Lo so, e lo capisco: 
uno scrittore vero che a un dato momento decide di autoprodursi su Amazon può diventare antipatico agli editori, imbarazzante per i colleghi, odioso per i librai (eppure i più intelligenti fra loro mi hanno mandato messaggi carinissimi, perché non sono io a rischiare di farli chiudere, ma chi gli ingolfa il negozio di melma illeggibile), ridicolo per i critici spocchiosi, sospetto per i lettori (“Non ti pubblicano più perché ti sei del tutto rincoglionito?”), irritante per gli agenti, e scomodo per tutti gli altri lavoratori del settore, a cominciare dai distributori (che anche quando mi rendono un cattivo servizio si prendono una fetta MOLTO più grossa di me Autore, e lo considerano giusto e normale). 
Soprattutto, diciamolo, quando ciò che autoproduce è superiore per qualità al 98% delle sòle che rifulgono in certe vetrine, o nelle pagine cul-turali di certi giornali… 
Lo capisco, e lo so. 
E mi dispiace. 
O forse no.




51 commenti:

  1. I librai intelligenti vorrebbero liberarsi delle quintalate di melma illeggibile e tornare a pubblicare roba seria. I librai ciofeconi, be', la roba seria manco sanno dove trovarla - però criticano a stecca uno scrittore che decide di mandarli a fanculo pubblicando su Amazon, pensa un po'.

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    1. Mi sa tanto che i librai ciofeconi in realtà non mi criticano. Perché non sanno nemmeno chi io sia. Se lo sapessero magari mi leggerebbero e consiglierebbero qualche mio libro ai loro clienti. Ma allora non sarebbero più ciofeconi... :-))

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    1. Ovviamente questo NON è un atto d'accusa contro l'editoria indipendente (che avrò sempre nel mio cuore) anche se a volte persino lei è incapace di starmi dietro e di soddisfare le mie aspettative, sia come scrittore che come lettore. E comunque i Nei sono perfettamente al corrente di questa mia iniziativa: tanto per dire, la splendida testimonianza della scrittrice Simona Castiglione, che ha lodato i miei racconti su Fb, ha ottenuto anche il "like" di quella splendida persona e splendido amico che è Francesco Coscioni della Neo. Tu, piuttosto, amica mia, spero non sarai fra quelle che snobbano la mia autoproduzione, pensando che senza una "certificazione" editoriale un autore sia di sicuro un povero mitomane rincoglionito (come a milionate ce ne sono, in effetti, su Amazon e zone limitrofe... :D)?
      Indipendentemente dalle scelte future mie e dell'editoria, ci sono testi in cui un autore crede con tutto se stesso (perché non avrebbe senso autosputtanarmi pubblicando qualsiasi cosa delle centinaia che ho nel pc a prendere muffa) ma che non sono veicolabili dall'editoria, che anche quando è Illuminata come quella indipendente da me conosciuta rimane pur sempre, per i miei gusti, un po' troppo rigida e omologatrice, per forza di cose. C'è poi tutto un discorso economico (il trattamento riservato in italiA agli autori è a dir poco umiliante, ma non per cattiveria degli editori, bensì per l'assurdità del sistema nel suo insieme), ma sarebbe troppo lungo per affrontarlo qui.
      Un abbraccio.

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    2. p.s. azz... mi rileggo e noto che nella fretta (e nella sincerità) ho infilato tre volte in quattro righe l'aggettivo "splendido". Questo a testimonianza della spontaneità genuina delle risposte che vi do: non sono uno che si prepara i pipponi e i contropipponi già pronti. :-)

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  3. Il libro "autoprodotto" è arrivato oggi.
    Ode a te ovvero al "più sottovalutato scrittore italiano".
    Fai quello che credi e promuoviti come meglio è possibile.
    Chi ti legge con intelligenza e cuore è evidente che non potrà in alcun modo dare un peso specifico al tipo di pubblicazione.
    Intanto io comincio la lettura.
    Che tanto i tuoi libri ce li ho tutti. Li colleziono guarda un po'...
    Ahahah, quando finisco poi ti "massacro".
    Smack.

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    1. Non vedo l'ora: i pensieri di chi mi legge per me sono ossigeno, lo sai, e ci tengo davvero tanto a conoscere le vostre impressioni. Intanto buona lettura!
      Ri-Smack. :-)

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  4. L'abbiamo preso, è qui con noi, dobbiamo solo trovare il tempo per leggerlo, mannaggia a noi ... ritengo che sia un modo di operare sintomatico della nuova era. Non dicevano che il web sarebbe stato una nuova frontiera di libertà? Un mondo dove degli artigiani avrebbero commerciato i loro manufatti? E allora, ecco che scrittori veri, possono autoprodursi, come succede, tra l'altro, con la musica indipendente.

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    1. Anni fa in America gli scrittori si divisero in due schieramenti: quelli che passavano ad Amazon e quelli che restavano fedeli all'editoria, costretta però da allora a coccolarli di più e pagarli di più. Qui da noi non succede: che sia la conferma che nel nostro ambiente editoriale agiscono meccanismi MOLTO strani?

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  5. Hai fatto benissimo: io avrei fatto lo stesso: le condizioni poste non sono per niente paragonabili a quelle degli editori tradizionali.
    Anche se lo strapotere dei tre colossi (Google, Facebook e Amazon) è diventato preoccupante.

    Ps: Per pubblicare ho letto che c'è anche questa alternativa ad Amazon. Non se la conosci: mi ci sono imbattuto per caso. Ti lascio il link.

    Un abbraccio
    Lucien

    tinyurl.com/yd2phuea

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    1. Andrò volentieri a curiosare. Sullo strapotere dei colossi hai ragione, anche se non è che io provi molta più simpatia per le grandi concentrazioni editoriali italiche, e per gli sleali vantaggi economici, politici, multimediatici, promozionali e pubblicitari che ne derivano. Anzi. :)
      Un abbraccione, mio caro amico!

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  6. Tutti bellisismi Ma nn sono un potroppo disomogeneizzati? Nn e' un difetto?

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    1. La disomogeneità è fortemente voluta. Se c’è una cosa che non mi piace dell’atteggiamento editoriale verso i racconti (quando si degnano di pubblicarli, invece di trincerarsi dietro la sciocca menata-refrain “i racconti non si vendono”) è proprio questa fissazione per il “concept album”, che li porta o a sfornare antologie multiautore su uno stesso tema (ci son finito dentro pure io, ma lì il livello del progetto era veramente alto, che ve lo dico affà…) oppure raccolte di uno stesso autore un po’ troppo monocordi e monotematiche, e non per limitatezza dell’autore stesso, ma per l’errore madornale dell’editore che gli estromette tutti i racconti che giudica fuoritema o dissonanti per stile e intonazione, anche se magari erano i più belli…
      Per me ogni racconto deve regalare al lettore un’emozione nuova e diversa, mentre è fin troppo facile immaginare cosa avrebbe cercato di ricavare un editore da questi miei 43: mi avrebbe proposto di tener buoni solo i cinque di argomento militare, e di provare a scriverne altrettanti nuovi sullo stesso tema, per ricavarne un libriccino di racconti sulla naja.

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    2. Questa pero l avevi pre-parata

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    3. Ogni tanto faccio un giro su Blogger, tanto per rimanere aggiornato e soddisfare il mio piacere del leggere, in attesa che Qualcuno si decida a far camminare i due bambini che ha in gestazione, prima che l'andropausa gli blocchi il parto.
      In merito a quanto hai scritto qui sopra sulla disomogeneità di questi racconti, ti confermo l'interesse immediato verso quelli di gusto militare, ma dovessi dare un ordine di preferenza tra tutti propendo verso "Allegramente". Quelli militari regalano ricordi amari o meno amari che il tempo ha reso quasi dolci. "Allegramente" è riuscito a darmi dolcezza, perfino divertimento, in un mare di amarezza assoluta e difficilmente dolcificabile. Il militare riporta ricordi lontanissimi, diluiti dal tempo, magari falsati da questo. Questo no, questo mi ha portato in ambienti e tempi troppo prossimi per riuscire da solo a trovarci motivi d'umorismo. "Allegramente" è il classico racconto amarevole. ecco.

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    4. Ti farà piacere apprendere, allora, che il mio prossimo Romanzo sarà, in pratica, un "Allegramente" dilatato a 400 e più pagine. Di più non posso, e non voglio, aggiungere. :)

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  7. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  8. Spesso ci si autoproduce (almeno questo è il mio caso) per mancanza di conoscenze. Ci si illude di poter ottenere qualche risultato... ma la realtà è sempre un'altra cosa. Ormai mi son rassegnato e penso di aver più possibilità d'esser letto attraverso il blog che attraverso i miei libretti. Alla fine son contento lo stesso. Ciò che conta per davvero è esprimere quel che si sente. Un salutone, Fabio

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    1. Ti dirò che ci sono anche conoscenze che è molto meglio non avere e non fare (ad esempio gli editori a pagamento: com'è possibile che esistano ancora?!), per cui nel caso di un (bravo) dilettante (senza nessuna offesa) è molto meglio autoprodursi o scrivere su un bel blog. Nel mio caso, avendo avuto per fortuna o purtroppo il dono di un certo talento (su cui devo sempre lavorare per migliorarlo e metterlo a frutto, questo è chiaro) e di una vocazione assoluta e insindacabile per la Scrittura, ho finito col farne parecchie di conoscenze, e molte di esse davvero, te l'assicuro, positive e meravigliose. Ciò non toglie che questo esperimento, o questa svolta, o questo colpo di coda come lo vogliamo chiamare fosse per me, a questo punto, urgentissimo e indispensabile. Magari sarà stato un errore. Ma gli errori in buona fede si ha il diritto di farli. Anzi, il dovere.
      Un salutone e un abbraccio anche a Te, caro amico.

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    2. Sono d'accordo con te in tutto e poi per me è un fatto di carattere. Forse sono un po' solitario e a volte stanco per il mio menage lavorativo quotidiano. Ma quando esco dal lavoro non riuscirei a trovare la forza per frequentare quelle persone che forse potrebbero insegnarmi qualcosa di più e aiutarmi a migliorare. In base a questo, penso di aver trovato nel blog la mia dimensione e una certa soddisfazione per questa forma di espressione. Non credo che farò altri libretti e , allora mi godo l'attenzione tua e delle persone che, come te, hanno la pazienza di leggermi. Un abbraccio, Fabio

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    3. Per me è un piacere e un privilegio, credimi.
      Abbraccio ricambiato. Ciao!

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  9. Qualche anno fa ho letto quel tuo bel libro "Quattro soli a motore" e probabilmente posso leggere il tuo ultimo, dipende solo dal tempo che spesso non ho. Hai tutta la mia stima per la scelta fatta e sta nell'ambito delle possibilità moderne di produrre un libro. Figurati che io mi sono stampato dei fogli da solo, incollando le pagine ad una ad una, ti passo un link giusto per dimostrarti la mia follia artigiana - ciao http://groviglidiparole.blogspot.it/2012/11/i-miei-libri-mano.html

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    1. Evviva la follia (e la dignità) artigiana!!
      Pensa che io ho atteso di esordire a 41 anni (spedendo un manoscritto a editore sconosciuto, senza nemmeno scrivere "all'attenzione di..." perché non sapevo chi ci lavorasse) e nel frattempo, invece di dare soldi agli editori a pagamento, preferivo anch'io stamparmi i miei romanzi e farli rilegare in formato A4, come copioni cinematografici, per poi farli leggere, ovviamente gratis, a chi fosse interessato.
      Quindi non posso che ringraziarti per la tua testimonianza anti-mitomania, ma anche anti arrivismo furbetto degli ambiziosetti, quelli che meno valgono e più leccano e tampinano gente famosa per avere gli italici "aiutini"...
      E se poi leggerai il mio Bambino, fammi sapere che ne pensi!
      Un abbraccio grande.

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    2. p.s. Ho provato, con grande curiosità, ad aprire il tuo collegamento, ma mi viene detto che la pagina "non esiste". Resta comunque valido, nella sua sostanza, tutto quello che ci siamo detti qui sopra.

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    3. misteri informatici che non riesco a spiegare - se hai tempo puoi provare ad entrare dal blog e la pagina la trovi sulla colonnina a destra - ciao
      http://groviglidiparole.blogspot.it/

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    4. Trovato, grazie. E appena ho più tempo vado a curiosare fra i singoli link dei libri. Ciao Francesco!

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  10. Il DIY è sicuramente una buona cosa, il problema è trovare e poi scegliere.

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    1. Dal punto di vista del lettore, quello della scelta (e di un’informazione intelligente e onesta che dovrebbe favorirla) è un problema colossale. Basti pensare che la stragrande maggioranza delle mie scoperte degli ultimi anni (Hilsenrath, Gary, Hrabal, Dan Fante, Pollock, Selby, Cameron, Heim) mi è stata regalata solo ed esclusivamente dall’intelligenza e dall’onestà di DUE soli tipi di fonte: i blog e una commessa di libreria.

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    2. Valentino de Curtis21 ottobre 2017 18:39

      Mi chiedo se vi siano altri paesi oltre all’Italia (o italiA, come dici tu) in cui un buon 60% degli “scrittori” è composto da giornalisti e impiegati dell’editoria (e relative corti leccanti), che si pubblicano a vicenda, si recensiscono a vicenda, si premiano a vicenda… Credo che davanti a uno spettacolo così avvilente, quelli bravi facciano benissimo a levarsi dai coglioni.

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    3. Già. Fra le “altre” scimmie viene chiamato “grooming”: ci si spulcia in compagnia, e si è tutti più contenti.
      Fare gli Scrittori dovrebbe essere tutt’altra roba.

      p.s. Benvenuto a bordo!

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    4. Valentino de Curtis21 ottobre 2017 23:50

      Grazie Capitano. :)

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    5. Concordo con te sui blogger e su chi gestisce bene una libreria (esperienza personale). Aggiungo le bibliotecarie del mio paese.

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    6. Aggiunta giustissima: quante bibliotecarie che lavorano con passione e professionalità! Ce ne fosse anche solo un centesimo in certi critici, e in certi direttori editoriali... Ma chiedo troppo, lo so.

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  11. direi che invece è giustissimo! ciao, buona settimana!

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    1. E se lo dicono le mie Lettrici, me ne convincerò sempre più.
      Grazie, e buona settimana anche a te. Ciao!

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  12. Ieri ho prestato al mio vicino di casa Pazzoteca... Lui ha tutte le altre tue pubblicazioni fornite da me. Ieri ho capito che ci tiene a leggere i tuoi libri, è interessato a come scrivi e ne capisce di scrittura approfonditamente. Prima di ieri, mi rimaneva una piccola percentuale di dubbio che non lo facesse per una forma di cortesia verso di me. È molto introverso e schivo ma dedicandosi anche lui allo scrivere (poesie e saggi letterari) lo conosco attraverso questi. Così, sono ben felice di procurargli le tue opere e per Natale farò arrivare queste ultime due per i regali sotto l'albero.
    È un mondo strano, oggi, non solo per l'editoria. Non scoraggiarti e soprattutto non angustiarti.
    Un abbraccio
    Nou

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    1. A volte un po' mi scoraggio e mi angustio, lo ammetto, per questo ambiente di morti (mal)scriventi. Ma poi mi arrivano segnali di vita che parlano di lettori buongustai e di vere Amiche come te, e mi rivitalizzo anch'io.
      Un abbraccione!

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  13. Eccomi qui. Non ho ancora letto l'ultimo di Paul ma il tuo sì!

    http://www.anobii.com/books/Il_bambino_che_sbagliava_le_parolacce/9781549695629/01eab99d3e57bacd98

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    1. Intanto, un abbraccio grande grande per ognuna delle 4 stelle che mi hai dato. Mi fa poi molto piacere che tu abbia così tanto apprezzato "Scrivi una poesia", e sai perché? Perché è forse il racconto meno "nelle mie corde", quello più carveriano, e questo riscontro mi spinge a sperimentare sempre più, a osare sempre più, e mi conferma una volta ancora che Scrivere è ciò che so e devo fare. Grazie! :)

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  14. Immagino che quelli finali siano i tuoi racconti più recenti. C'è uno sguardo sulle cose diverso, dall'alto.

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    1. Sì, gli ultimi sono quasi tutti più recenti, tranne quello lungo, "Omissione", che è forse il più vecchio. Ma possiamo considerare recente anche lui perché l'ho rieditato con cura, dopo averlo per molti anni - inspiegabilmente - scartato. :)
      (Insieme a "Fusi orari" e a "Milano e Alessandro" costituisce un terzetto di racconti più lunghi e totalmente inediti, mai fatti assaggiare neppure sul blog. Tutti e tre sono fra i più vecchi, ma proprio per questo li ho revisionati con cura professionale :D).

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    2. p.s. in realtà è un quartetto, perché anche lo stesso "Scrivi una poesia" possiede eguali caratteristiche: relativamente lungo, e vecchio (di quasi 20 anni).

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  15. Sono molto belli infatti. Ho trovato delicatissimo anche "Animali" e ti chiedo il permesso di trascriverlo nel mio blog:-)

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    1. Permesso accordato, naturalmente.
      Anzi, grazie in anticipo! :)

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  16. Questa è la realtà mio piccolo Zio Scriba e si sa come vanno le cose in tutti i campi..
    Ma poi chi ha successo lo merita e non ci piove!
    Come vorrei essere con te...
    Un bacio speciale e grazie di tutto!

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    1. Grazie a Te, che hai fatto parte delle vere amiche e delle lettrici più affezionate fin dai primi tempi: sei una delle pochissime ma buonissime persone per cui valga la pena resistere. Il successo? Forse aveva senso nel mondo di qualche decennio fa. Di questi tempi somiglia sempre più, anche a livello olfattivo, a un'espressione simile: SUL CESSO... :) Mi tengo stretti i miei pochi ma buoni, finché la vita avrà voglia di tenersi stretto me, mio malgrado.
      Un bacio speciale anche a Te!

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  17. Ciao Nicola, io la tua scelta non la discuto, la rispetto e basta. Quello che mi dispiace è dover constatare, una volta di più, la mancanza di coraggio nell'editoria. La vecchia scusa che certi scritti siano troppo "forti" per i gusti dei lettori mi manda al manicomio. La gente legge merda perchè nella maggior parte dei casi è ciò che gli viene proposto. Non sia mai che poi il popolo inizi a pensare.

    un saluto, Allen

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    1. Alla fine del suo libro-diario "Il capitano è fuori a pranzo" il grande Zio Buk, al secolo Charles Bukowski, scriveva:
      «Dagli merda e mangeranno merda».
      Se aggiungiamo che produrre merda è più facile e più economico (perché ad esempio puoi farla "cagare" a tua cugina, al tuo collega di redazione, a tuo figlio, alla tua amante ecc) dell'andare in cerca di Veri Artisti, e di avere l'umiltà di sostenerli e aiutarli invece di piegarli alle tue fisime da quattro soldi, ecco spiegato perché viviamo nel secolo della coprofagia dilagante.
      Onore e lunga vita ai Lettori come Te, e come gli altri miei pochissimi ma buoni, ancora capaci di vedere la differenza.
      Ti abbraccio con affetto, e ti ringrazio.

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)