l'idea più pazza del più pazzo fra gli scrittori

"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

mercoledì 1 marzo 2017

Silvano Agosti: pane al pane, schiavismo allo schiavismo.


CON LE CATENE
ERA PIÙ LEALE!



Altre due parole mie sull’argomento:

DANNARO E LAVHORROR: TUTTO QUI?

Mi piacevano tanto le parole di quel tale Gesù (un Extraterrestre, probabilmente) quando evocava i gigli del campo e gli uccelli del cielo.
Mi piaceva il rafforzativo che vi aggiungeva George Clooney in un famoso film: 
«Considerate i gigli del campo, puttana ladra!»
E invece il signor papa (uno dei migliori di sempre, tra l’altro) se ne viene fuori bello bello con la sconcertante osservazione “Senza lavoro, la tentazione del suicidio”.
Certo, nel nostro sistema farsi sfruttare per soldi è un male necessario.
Ma perché idealizzarlo da un pulpito “spirituale”?
Perché avallare la satanica equazione posto fisso uguale Felicità?
Secondo lui nelle tribù che vivono di caccia e pesca i ragazzi si suicidano perché preferirebbero un turno di notte all’altoforno?
In principio erano le Catene?
E Dio creò lo schiavo?
Servo e Serva, li creò?


14 commenti:

  1. Non so se dico una fesseria ma se non erro i suicidi sono di più nei paesi in cui si lavora molto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Piccola correzione: nei paesi dove si lavora troppo, e soprattutto dove si è troppo sottopagati. Prendi la Cina, col suo sistema schiavistico in cui i lavoratori devono lavorare 18 ore al giorno festivi inclusi per l'equivalente di una ciotola di riso bollito; lì i suicidi sono assai frequenti.

      Elimina
    2. Già: e sui nostri media però propagandano la follia della disgraziata cinese che si vanta di non aver voluto fare una vacanza in 26 anni, e che dice che la vita se la godrà DOPO (nella tomba?): tutto fa brodo per venderci la follia della mobilitazione totale crescitoide... :(

      Elimina
    3. A tutti gli amici che regolarmente cascano con tutte le scarpe in questa propaganda e mi dicono "Ma l'hai vista quella? Mai una vacanza in 26 anni! È proprio ligia al suo dovere." io rispondo "Quello non è essere ligi: è essere pazzi, perché chi mai si autoschiavizzerebbe volontariamente in quella maniera?" Di solito a questa mia risposta segue un silenzio di tomba.

      Elimina
    4. Direi che qui ci sta benissimo il gioco di parole "silenzio di tromba", visto che trattasi di poveri tromboni. Purtroppo sono vittime: una volta fatto disimparare (o non fatto imparare) alle persone a pensare con la propria testa, poi bastano pochi esempi di mentecatti stacanovisti fatti passare per Eroi e modelli di virtù e il gioco è fatto!

      Elimina
  2. Non mi permetto di giudicare chi si suicida. Però giudico (e molto severamente) chi può contribuire a spingere qualcuno al suicidio inculcandogli idee assurde, tipo ritenere che un lavoro salariato (che magari detesti) sia un Miraggio che ha a che vedere con Onore, Dignità e Felicità, e non un compromesso sgradevole e innaturale per guadagnarsi da vivere.

    RispondiElimina
  3. Beh... il posto fisso non è certo la felicità. La felicità la ricaviamo dall'amore, dall'amicizia, dalla soddisfazione per le cose ben fatte... il guaio è che quando vai in banca per ottenere un prestito o un mutuo difficilmente te lo danno se non hai una busta paga collegata a un contratto a tempo indeterminato. L'attività di un lavoratore dipendente (munito del cosiddetto posto fisso) non è quasi mai comoda e spesso non piacevole ... però, a differenza del precariato, consente ancora di progettare un proprio futuro, e di far andare avanti quell'economia che, sino ad ora, si è mossa anche grazie a chi aveva un posto fisso e , di conseguenza, poteva assumer debiti e spendere. Non sono un economista ma credo che, aumentando la precarietà (... e diminuendo la solvibilità rispetto ai criteri richiesti dagli istituti di credito), l'economia e i consumi possano davvero rallentare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuto a bordo, e grazie per il contributo.
      Credo che da un punto di vista economico, politico e "pratico" la tua analisi non faccia una grinza: le cose stanno così. Quello che io discuto è l'idealizzazione di un sistema (che potrebbe essere superato se la nostra Era oltre che ipertecnologica fosse anche iperintelligente e iperonesta) basato su rapporti di potere/sfruttamento/denaro anche da parte di entità che dovrebbero essere assai meno razionali e assai più "spirituali". Del resto, le chiese arrivano a benedire i cannoni, figurarsi se non possono benedire gli uffici e le fabbriche... Stavo per dire che per un religioso "banca" dovrebbe essere una parolaccia, poi mi è venuto in mente che una delle più ricche e potenti sta da sempre in vaticano, e allora sto zitto...

      Elimina
    2. Le banche son creature immonde: danno i soldi a chi già ce li ha, affossano i poveri e compiono orribili distinzioni tra clientela primaria (denarosi) che vengono sempre leccati dove tutti possiamo immaginare e clientela ordinaria (con disponibilità modesta) che godono di scarsissima considerazione. Spesso trattano bene i dipendenti raccomandati e calpestano i poveri cristi che non sanno a che santo rivolgersi. Impongono budget impossibili per soddisfare l'avidità dei padroni creando situazioni di indescrivibile stress per i dipendenti. E' un mondo estremamente falso e ipocrita che mette a nudo l'uomo nel suo momento peggiore, cioè, il rapporto col denaro. Auspico anch'io una società migliore oltre ad autorità religiose quantomeno più coerenti ai principi ai quali dovrebbero ispirare la loro azione. A presto, Sergente Elias

      Elimina
    3. Parole sante. E ancor più impressione (o dovrei dire schifo) mi fa la commistione fra le due cose: entrare in uno di questi templi del denaro, dello sfruttamento, dello strozzinaggio ecc ecc e trovarci appesi al muro giganteschi crocifissi!! Forse il paventato rallentamento di economia e consumi dovrebbe invece esser visto come AUSPICIO, ma temo rimarrà un'ingenua utopia: come convinci il popolo che avere meno soldi e rinunciare a cambiare smerdofono ogni due mesi non è povertà ma Arte di Vivere? (oltre a ridurre l'inquinamento e a liberare gli schiavi che estraggono dalle miniere africane i preziosi metalli necessari alla produzione di smerdofoni?)
      Grazie ancora, e a presto!

      Elimina
  4. Silvano Agosti è una persona rara, per intelligenza, coraggio, senso della libertà. Ed è un artista di grandissimo valore. A Roma, da diversi anni, c'è il suo Cinema Azzurro Scipioni, con una programmazione di qualità eccelsa.
    La schiavitù del lavoro è universalmente benedetta. E l'ozio è generalmente maledetto: "L'ozio è il padre dei vizi", si dice. Ricordo invece una frase di Nietzsche, posta in epigrafe da Hermann Hesse nel suo libretto "La cura". Nietzsche afferma con consueto stile folgorante: "L'ozio è il padre della psicologia".
    Mi fa ancora una certa impressione l'augurio rivolto durante la giornata a conoscenti e persino ad amici, divenuto ormai abituale: "Buon lavoro!"
    Ti ringrazio, Nicola, per questo intenso contributo. Buonanotte,
    Subhaga Gaetano Failla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono io a ringraziarti per il tuo splendido contributo. Grazie per le informazioni su questo grande uomo, regista e artista. Del resto non avevo dubbi che fosse uomo del livello di Francois Truffaut, un cui bellissimo pensiero anti lavhorror è leggibile qui nella mia colonnina di destra. Mi limito ad aggiungere che Ozio e Vizio sono due meravigliose Parole che ho sempre scritto maiuscole!
      Un abbraccio.

      Elimina
  5. Ho inserito il tuo link sulla mia colonna di presentazione così potrò trovarti più facilmente e... consigliare la lettura del tuo blog a chi passa dalle mie parti. Saludos

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ricambio al volo, con piacere. :)
      Ciao!

      Elimina

Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)