l'idea più pazza del più pazzo fra gli scrittori

"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

domenica 18 settembre 2016

ANGELI DELL’EUTANASIA vs DEMONI DELLA MALAMORTE (ma a considerarsi “Buoni” sono i secondi!!!!!!!)


Immancabili saette chiesaiole sulla Dolce Morte data, in Belgio, a una persona di 17 anni malata terminale che soffriva di dolori atroci e insopportabili (ci sarà un motivo se la Legge esiste da più di due anni ma questo è il primo caso di RICHIESTA da parte di un malato minorenne!). 
Il solito porporato (naturalmente non belga ma nostrano) ha usato la ritrita e sconcertante formuletta “la vita è sacra e deve essere ACCOLTA sempre”, confondendosi forse un pochettino fra “VITA” e “TORTURA”. 
[Addirittura farneticante, poi, la scelta del verbo “accogliere”: forse nella fretta ha sbagliato bigliettino e ha usato quello per i casi di aborto...]
Cosa stai cercando di difendere (oltre al tuo potere sui poveri di spirito)? 
Il diritto del TUO “dio” (che, ti ricordo, non è “obbligatorio” per chi non ci crede) di torturare chi gli pare finché gli pare? 
Ci stai per caso dicendo che è LUI (per i suoi “imperscrutabili disegni”) che manda il cancro (e altri regali consimili) ai ragazzini, e che quindi essi devono solo prendere e ringraziare e soffrire il più a lungo possibile, per meritarsi la “salvezza”?
Ma allora dovremmo sentire il DOVERE Illuminista di dire almeno una bestemmia al minuto! Altro che andare a leggere il labiale degli allenatori quando imprecano!
Per fortuna esistono Paesi Civili dove ti aiutano, nei casi estremi, ad andartene in modo dignitoso e compassionevole, e che dal basso della nostra teocrazia mascherata possiamo soltanto guardare con invidia.
[Ma a proposito di teocrazia, aggiungo due parole sul nostro essere volontariamente proni di fronte a questo potere: si parla sempre, e giustamente, di ingerenza della chiesa, ma scorrendo l'articolo apprendo con sommo sdegno che il porporato è stato "raggiunto telefonicamente" dai tizi dell'agenzia di stampa!] 
Ne approfitto per rinnovare il mio anatema contro tutte quelle belle persone convinte che la sofferenza, specie se insopportabile e prolungata, sia una cosa “salvifica”. A tutti costoro ne auguro tanta, di siffatta “salvezza”.
Ma tanta.
Ma tanta.
Ma tanta. 


18 commenti:

  1. Anch'io!
    Voglio aggiungere che i parlamentari si devono sbrigare a chiedere l'eutanasia anche per gli italiani che la vogliono ottenere per se stessi perchè io non voglio sopportare troppe tribolazioni e neppure le voglio infliggere agli altri nell'accudirmi.
    ...ah se fossi come la mia micia "wizzy" che in una settimana se n'è andata con una dignità inimmaginabile! So che per me non sarà così e che non ce la farò al pari suo per questo voglio una legge per una morte dignitosa.
    Detto questo, mando a quel
    paese coloro che sono contrari e auguro un buon pomeriggio di domenica a te Zio Scriba e a chi condivide lo stesso pensiero.
    Un abbraccio Nou

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per le tue parole, cara amica.
      Ma togliamoci subito ogni illusione: in Vatikalia non succederà MAI.
      Pensa che oggi su un grande giornale facevano finta di dare spazio a opinioni “pro” e “contro”, con la stessa giornalista che intervistava prima Mina Welby e poi una specie di teologo antieutanasia. Peccato però che le domande alla Welby, fatte con tono perentorio, ostile, aggressivo, facessero pensare a un’arringa contro un imputato alla sbarra (con atteggiamenti di biasimo del tipo “Lei non crede?”, “Lei non dice?”) . Addirittura, dopo che la povera Welby aveva sostenuto la lampante verità secondo cui l’Eutanasia è qualcosa di pietoso (e che ovviamente si chiede a malincuore, in preda allo strazio – immaginiamoci quei genitori!!!!) la domanda successiva è stata un acidissimo, incredulo e scandalizzato: “Pietosa l’eutanasia?”. Neanche la Welby avesse parlato bene, che so, dell’omicidio a scopo di rapina!
      Davvero un’intervista da Pulitzer!
      Perché questa è la libertà d’opinione nel nostro paese (che non a caso, in un’apposita classifica, figura dietro parecchi stati e staterelli africani…)

      Elimina
    2. Non ho seguito questa intervista, ma me lo immagino il tono della giornalista che vuole fare dei bei "pezzi" senza irritare il padrone che alla fin fine è sempre Vatikalia per questi argomenti. Sono dei veri eroi coloro che si ribellano. Grande stima per Mina Welby.
      Ciao Nicola, mi dono divertita a leggerti su fb:-)))

      Elimina
    3. Soprattutto, credevo che la prima regola di un'intervista decente (e corretta!) fosse il non far trapelare così clamorosamente l'opinione dell'intervistatrice, e la sua violenta disapprovazione verso l'intervistata...
      Ciao mia cara! :-))))

      Elimina
  2. Scusami, rifo il commento che è partito troppo presto.
    Noi siamo i soliti sfortunati? E basta, bisogna che arrivi anche l'orgoglio del diritto.
    Che nessuno più in Italia come altrove nel buio di questo nuovo Medioevo, debba soffrire senza avere il diritto di morire e di decidere della sua vita e a maggior ragione della sua morte.
    Solo che sono anche stufa di leggere disappunto in rete senza che sia possibile fare qualcosa di concreto. Sto arrivando alla saturazione.
    Vabbè oggi va così, abbraccio zio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragionissima anche tu, cara amica!
      Pensa che pure io sono talmente saturo che, anche se stamattina mi son fatto tirare per i capelli dall'argomento qui sul blog, poi su Fb, per non dover passare la giornata a rintuzzare gli attacchi di qualche bigotto, ho preferito parlare di... Atalanta-Cagliari!
      Tanto non serve a niente.

      Elimina
    2. p.s.
      scusa la dimenticanza: ti abbraccio forte anch'io! :)

      Elimina
    3. p.p.s.
      ops... nella fretta ho invertito le squadre: naturalmente era Cagliari-Atalanta, e il mio pezzo, in apparenza futile, era sulla piccineria e ridicolaggine delle censure: pensa che sugli schermi sono riusciti a mettere come abbreviazione CA-ATA al posto del solito CAG-ATA, per la paura di essere scurrili!!!! :D

      Elimina
  3. ... e ne aggiungo "tanta ma tanta" anch'io.
    Ma come pensano sti dementi che si sentano quei poveri genitori dopo una tragedia come questa.
    E' come se il loro figlio l'avessero perso due volte di seguito, perchè comunque ci vogliono "due palle" grandi come l'universo per riuscire a prendere una decisione che chiamare sofferta e che rimarrà come una grande cicatrice nel cuore è dire poco.
    Ma, d'altra parte, dall'alto della loro porpora che cazzo ne sanno questi di cosa non si farebbe per amore.
    Quanto mi fanno incazzare questi giudici...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cosa più inconcepibile (e imperdonabile) è l'accodarsi in coro dei giornalisti. Ma non ce l'hanno il polso delle opinioni della più evoluta società civile?! Tutti i miei amici credenti (intelligenti), fra cui addirittura una suora laica (!) sono concordi nel definire l'Eutanasia "un accompagnare le persone che soffrono verso un commiato dalla vita sereno, dignitoso, indolore e umano". E invece sui nostri giornali l'Eutanasia sembra una via di mezzo fra assassinio e peccato di superbia!
      Pazzesco.
      Un abbraccio grande, cara Francesca.

      Elimina
  4. È un argomento così delicato, ho sentito un bambino di dieci anni a poche ore dalla fine urlare disperatamente incazzato "sono troppo piccolo io" e una di nove anni dire alla mamma "chiama l'infermiera che prenda l'ago più grosso che ha e facciamola finita, non ce la faccio più", ecco in entrambi i casi c'era una estrema consapevolezza, e uguale dignità

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente concordo, sia sulla delicatezza (estrema!) sia sul giudicare caso per caso. Anche se penso che la vera discriminante sia il dolore atroce, insopportabile e protratto, davanti al quale immagino che le richieste dei due bambini sarebbero state uguali.
      Nel caso in questione, poi, viene schifosamente strumentalizzata proprio la minore età, dicendo che il minorenne non può avere una vera coscienza di cosa sia la morte e quindi non può decidere. Come se ci fosse una vera differenza fra avere 17 anni e averne 18...
      Un bacio, mia carissima.

      Elimina
    2. C'è una splendida intervista in merito all'autore di braccialetti rossi che ha passato la sua infanzia come ricoverato in oncologia pediatrica che ha sofferto e ha perso amici carissimi. L'esperienza del dolore e della morte "regalano" maturità e autocoscienza che certi adulti non sanno minimamente cosa siano

      Elimina
    3. Una cosa è dire che certe sofferenze finiscono inevitabilmente con l'arricchirti e darti nuova sensibilità e coscienza (ne so qualcosa, ho assistito per mesi mia mamma malata terminale di tumore al pancreas) e un'altra è farneticare sulla potenza "salvifica" del dolore (altrui!!) come fanno certi inguardabili bigotti, a volte pontificando persino dalle pagine culturali dei giornali non solo contro l'Eutanasia ma addirittura contro gli antidolorifici più efficaci (oppiacei ecc).
      Il mio obiettivo sono costoro, e il loro saccente e tetro sadismo, ma il mio non è certo un punto di vista di superficialità, faciloneria o rimozione del dolore e della morte.

      Elimina
  5. Abbiamo due piaghe in Italia: il cattobigottismo e il "giornalismo" leccaculo e copiaincolloso (non esiste "copiaincolloso"??? Come no: l'ho appena inventato io!). Contro il cattobigottismo non esiste soluzione fintanto che avremo il vati-coso sul suolo italiano: qualcuno vuole armarsi di carri armati e cacciarli via? Sarebbe anche abbastanza facile. Sul far perdere le virgolette al "giornalismo", invece, auspico la nascita di testate davvero laiche e indipendenti, e lo ritengo possibile anche se non molto probabile nell'immediato futuro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In entrambi i casi basterebbero i "carri armati" (o i crani armati?) dell'Intelligenza.
      Ma pare stiano chiudendo le fabbriche che li producevano...

      Elimina
  6. Mi unisco al tuo augurio : tanta tanta sofferenza a questi bigotti, che possano andare in paradiso!
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio dubbio è che, trattandosi di ipocritucci, quand'anche venisse il loro turno non soffrirebbero per niente: la "salvezza" nel dolore la predicano PER GLI ALTRI.
      Ciao carissima!

      Elimina

Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)