MASSAGGIATRICE ORIENTALE
L’annuncio non era mai esplicito. La telefonata fin troppo.
«Signorina, quanto costa il massaggio?»
«Qualanta di bocca sessanta scopata» risponde la cinese a mio nonno Artemio sclerotico, che ha chiamato per l’artrosi.
Appena resto solo in casa, vedo che il numero è rimasto in memoria. La richiamo per i cazzi miei.
«Qualanta di bocca sessanta scopata.»
«Lo sospettavo. Di bocca come lo fai?»
«Secondo te?»
«Voglio dire, senza preservativo, con l’ingoio?»
«Tu pazzo. Io no pazza. Pleselvativo semple. Mette io. Mette bene.»
«Peccato.»
Vedo che nonno Artemio ha dimenticato lì il suo giornale.
Faccio passare le altre inserzioni. Ce n’è un centinaio. Tutte allo zafferano. È eccitante. Via un’altra. Voce dolcissima di ragazzina. Potrebbe avere la mia età. Esser compagna di ginnasio. Mi arrapa e m’innamora al tempo stesso. «Ho visto il tuo annuncio. Dov’è che sei?» Sono un impeto ormonale. Magari la sposo.
«Paliate.»
«Paliate?»
«Paliate.»
«OK, ti richiamo quando posso venire.»
Dopo un po’ la richiamo, la dolcissima.
«Dove hai detto che sei?»
«Paliate.»
«Ho guardato la cartina. Non c’è nessuna Paliate.»
«Paliate!»
«Da nessuna parte, ti dico.»
«No palla bene taliano. Pa-Lia-Te.»
«Capisco non parli italiano, ma almeno il nome del paese dove stai, diocaro, è incredibile.»
«Ma Paliate.»
«Nessun cazzo di Paliate.»
«PA-LIAA-TTE!»
«Senti vaffanculo.»
Se va troppo su la bolletta i miei s’insospettiscono, dal canto loro. C’è il canto mio e il canto loro, come in tutte le cose. A me interessa il canto mio, ma è dal canto loro che facilmente arrivano le legnate e le purghe, per cui è meglio stare un po’ attenti.
Due-tre non rintracciabili.
Chissà cosa staranno facendo. Poi:
«Plonto.»
«Ciao sono Christian. Quanto, massaggio?»
«Tlenta bocca cinquanta bella scovata, sessanta offelta bocca + bella scovata.»
Questa qui dev’esser vecchia o racchia. Nel ramo carne umana le offerte e i saldi puzzano.
«Di bocca senza preservativo, OK?»
«No, pleselvativo semple, metto io.»
«Non sai cosa ti peldi.»
«Plendi pel culo?»
«No, scusa amore, ma vedi io sono vergine, sono più giovane di te, non c’è nessun pericolo.»
«Dice tutti, no pazza da cledelci e no tempo da peldele.»
«Ho sedicianni, diocaro, e sono io che perdo soldi al telefono.»
«No pazza, no aids, no maletìe.»
«Ti dico che sono un ragazzino, sono sano per forza.»
«Quati ani?»
«Sedici. Minorenne. Il mio seme è come il latte.»
«Stlonzo poliziotto fanculi!»
Riappende.
Ultimo tentativo.
«Ciaosonochristian, quanto vuoi per succhiarmelo bene con l’ingoio senza preservativo?»
«Succhiamelo tu, stronzetto» risponde una voce di uomo. «Questo è un centro massaggi serio. Siamo stanchi delle chiamate di voi pervertiti. Ho il telefono sotto controllo e adesso ti rintraccio. Forse ti denuncio e forse no. Stanotte dormi preoccupato, bello.»
Che botta! Che trauma! Che gelo nelle vene del retto!
Giornata di merda. Avrei fatto molto meglio a mettermi a studiare storia, ché domani la Mungitopo interroga. Che batticuore malsano. Dormire preoccupato? E chi ci riesce, a dormire? Se mi denuncia mi tocca più o meno ammazzarmi. E i giornalistucoli scriveranno che è stato per un 5 in matematica. Ci farò pure la figura del somaro, e invece sono solo un coglione.
«Signorina, quanto costa il massaggio?»
«Qualanta di bocca sessanta scopata» risponde la cinese a mio nonno Artemio sclerotico, che ha chiamato per l’artrosi.
Appena resto solo in casa, vedo che il numero è rimasto in memoria. La richiamo per i cazzi miei.
«Qualanta di bocca sessanta scopata.»
«Lo sospettavo. Di bocca come lo fai?»
«Secondo te?»
«Voglio dire, senza preservativo, con l’ingoio?»
«Tu pazzo. Io no pazza. Pleselvativo semple. Mette io. Mette bene.»
«Peccato.»
Vedo che nonno Artemio ha dimenticato lì il suo giornale.
Faccio passare le altre inserzioni. Ce n’è un centinaio. Tutte allo zafferano. È eccitante. Via un’altra. Voce dolcissima di ragazzina. Potrebbe avere la mia età. Esser compagna di ginnasio. Mi arrapa e m’innamora al tempo stesso. «Ho visto il tuo annuncio. Dov’è che sei?» Sono un impeto ormonale. Magari la sposo.
«Paliate.»
«Paliate?»
«Paliate.»
«OK, ti richiamo quando posso venire.»
Dopo un po’ la richiamo, la dolcissima.
«Dove hai detto che sei?»
«Paliate.»
«Ho guardato la cartina. Non c’è nessuna Paliate.»
«Paliate!»
«Da nessuna parte, ti dico.»
«No palla bene taliano. Pa-Lia-Te.»
«Capisco non parli italiano, ma almeno il nome del paese dove stai, diocaro, è incredibile.»
«Ma Paliate.»
«Nessun cazzo di Paliate.»
«PA-LIAA-TTE!»
«Senti vaffanculo.»
Se va troppo su la bolletta i miei s’insospettiscono, dal canto loro. C’è il canto mio e il canto loro, come in tutte le cose. A me interessa il canto mio, ma è dal canto loro che facilmente arrivano le legnate e le purghe, per cui è meglio stare un po’ attenti.
Due-tre non rintracciabili.
Chissà cosa staranno facendo. Poi:
«Plonto.»
«Ciao sono Christian. Quanto, massaggio?»
«Tlenta bocca cinquanta bella scovata, sessanta offelta bocca + bella scovata.»
Questa qui dev’esser vecchia o racchia. Nel ramo carne umana le offerte e i saldi puzzano.
«Di bocca senza preservativo, OK?»
«No, pleselvativo semple, metto io.»
«Non sai cosa ti peldi.»
«Plendi pel culo?»
«No, scusa amore, ma vedi io sono vergine, sono più giovane di te, non c’è nessun pericolo.»
«Dice tutti, no pazza da cledelci e no tempo da peldele.»
«Ho sedicianni, diocaro, e sono io che perdo soldi al telefono.»
«No pazza, no aids, no maletìe.»
«Ti dico che sono un ragazzino, sono sano per forza.»
«Quati ani?»
«Sedici. Minorenne. Il mio seme è come il latte.»
«Stlonzo poliziotto fanculi!»
Riappende.
Ultimo tentativo.
«Ciaosonochristian, quanto vuoi per succhiarmelo bene con l’ingoio senza preservativo?»
«Succhiamelo tu, stronzetto» risponde una voce di uomo. «Questo è un centro massaggi serio. Siamo stanchi delle chiamate di voi pervertiti. Ho il telefono sotto controllo e adesso ti rintraccio. Forse ti denuncio e forse no. Stanotte dormi preoccupato, bello.»
Che botta! Che trauma! Che gelo nelle vene del retto!
Giornata di merda. Avrei fatto molto meglio a mettermi a studiare storia, ché domani la Mungitopo interroga. Che batticuore malsano. Dormire preoccupato? E chi ci riesce, a dormire? Se mi denuncia mi tocca più o meno ammazzarmi. E i giornalistucoli scriveranno che è stato per un 5 in matematica. Ci farò pure la figura del somaro, e invece sono solo un coglione.

