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"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 8 ottobre 2013

UNA LINGUA MADRE È MOLTO PIÙ DI UN REQUISITO PER IL LAVORO: NO ALL’AUTOSTUPRO A FINI DI LUCRO, NON LASCIAMOCI COLON-IZZARE!

FILM DOPPIATI? SÌ, GRAZIE!!

Un recente intervento della ministra Carrozza, condivisibile sotto vari altri aspetti, si è concluso con un auspicio che mi ha lasciato piuttosto perplesso: la graduale diminuzione, sino a giungere magari alla totale eliminazione, di doppiaggi italiani per film e programmi stranieri, affinché i bambini, i ragazzini, e con loro la popolazione intera, possano essere facilitati nell’apprendimento delle lingue originali, e in particolare dell’utilissimo e indispensabile inglese.

Davanti a teorie di questo tipo, la mia reazione non riesce mai a essere univoca.
Da un lato non posso non pensare che se padroneggiassi l’inglese (o il francese) al livello di una vera lingua madre, potrei già da tempo essere felicemente scrittore in paesi più intelligenti e civili, affrancato da meritofobie, politicizzazioni, favoritismi, nepotismi e puttanismi italiosi. In altre parole, se per liberarci dalla prigione italiA e dalle sue stupide cosche dobbiamo (parzialmente?) liberarci dall’Italiano, anche se è una delle lingue più ricche e più belle del mondo, magari è giusto provare a farlo. (Spassoso però lo spettacolo di giornalistozzi-scrittorelli che frignano perché l’italiA è “fuori mercato” per i Talenti, fingendo che nel LORO campo vada tutto come deve andare!)

Al tempo stesso, non posso non scorgere in tali atteggiamenti gli schifosi virus del gregariato mentale, del provincialismo, della sottomissione volontaria, del servilismo, della leccaculaggine. Tipo quelli che in una nuova tassa italiana che gli italiani dovranno pagare al fisco italiano c’infilano la paroletta angloide “service”, come se una nuova tassa non fosse già abbastanza antipatica di suo, senza bisogno di aggiungerci un nome sciocco e fuori luogo e culturalmente autostuprante. O quelli che invece di dire “mobile” dicono “mobàil” perché l’hanno imparato dall’odiosa pubblicità radiofonica e televisiva. Movaff… O quei patetici cronistelli che all’estero non saprebbero ordinare un caffè in un bar, però nei servizi per le tv italiane credono di farsi belli farfugliando “sold out” invece di “tutto esaurito”, o “rumors” al posto di “voci”.

Forse, se la lingua mondiale del profitto, della politica, del tecnoglionimento, dell’economia iperconsumista, dello sfruttamento e dello schiavismo anziché l’approcciabile inglese fosse il più ostico e astruso cinese (e non è detto che non lo divenga, presto o tardi), oppure il giapponese, il russo o l’arabo, certi capoclasse saputelli e faciloni sarebbero un po’ meno zelanti nell’auspicare genuflessioni mentali e linguistiche. L’orgoglio di una nazione – la Francia insegna – si vede da queste cose, non dall’inquinare il cielo con le frecce tricolori.

p.s. approfitto per dire comunque Grazie ai bravissimi Doppiatori italiani, che col loro stupendo e superprofessionale lavoro mi hanno permesso per tutta la vita di stragodermi i più bei film tradotti magistralmente nella mia lingua. Così bravi che spesso gli attori sembrano parlare italiano persino nel labiale! [Almeno un paio di famosi attori americani hanno dichiarato di preferirsi di gran lunga doppiati in italiano: per la bravura del doppiatore, per il timbro della sua voce, per la bellezza fonetica della nostra meravigliosa lingua.] Che la mia sia solo pigrizia? Benissimo. L’ho sempre detto lo Zio è il padre dei vizi, e che Pigro è bello (oltre che cosa buona e giusta, nostro piacere e fonte di salvezza)! E poi, visto che si parla sempre (e spesso a sproposito) di difesa dei posti di lavoro, perché mai rompere i coglioni a eccellenti lavoratori come doppiatori, traduttori e interpreti? Un lavoro che non inquina e ci migliora e abbellisce e facilita la vita, e tutti a dargli contro. E tutti a strepitare invece per la riapertura di fabbriche venefiche…

ERESIA SUPERFLASH

Un intero stadio CHIUSO per colpa di alcuni "cori" a malapena udibili e cantati, in trasferta, da frange minoritarie di fecciolina ultrà. (Ho visto la partita e non ho captato nulla, mentre ho sentito i tifosi di casa, in soverchiante maggioranza, imperversare coi loro slogan da Lord: "Ci sentiii?! Pezzo di merdaaa...") Chiuso a TUTTI, anche a chi ha fatto sacrifici per pagarsi un abbonamento.
La psicotica fregola antirazzista delle autorità calcistiche non solo sconfina (oltre che nel patetico) nell'illegale e nell'incostituzionale, e nella violazione dei più elementari diritti individuali (e del buon senso) ma ha talmente devastato i testicoli da farmi venir voglia di DIVENTARE razzista per provocazione. E a proposito: ma se io scrivo che i napoletani mi stanno simpatici, compio una grave "discriminazione in base ad appartenenza territoriale"? Mavaff...
A quando retrocessioni in serie D per un "arbitro cornuto" sussurrato da un singolo vecchietto, ma col labiale intercettato da qualche fanatico piedipiatti del bon ton da stadio? E intanto petardi, bombe carta e fumogeni continuano a farla da padroni, a rendere inguardabili le partite e pericolosi i luoghi in cui si svolgono. Complimenti vivissimi.
"RESPECT" è la parolina magica che manda in visibilio gli accigliati e irreprensibili professorini di etica pallamutandara della Fifa (gli stessi che hanno assegnato i mondiali 2022 al Qatar, per motivi sportivi e culturali, suppongo). Ma anche castigare pesantemente chi non c'entra per nulla denota mancanza di rispetto. Oltre che d'intelligenza.



66 commenti:

  1. A parte il tuo Elogio dell'Ozio (perfettamente d'accordo!!!!) APPLAUDO A QUATTRO MANI la tua difesa dei doppiatori
    Abbiamo in Italia delle voci bellissime che migliorano i migliori attori anglosassoni
    Qualche esempio? Arnoldo Foà ha una voce meravigliosa e l'ha usata per decenni, dal Nerone di Quovadis agli umpalumpa della Fabbricadicioccolato
    e la compianta Mariangela Melato? Quando vedo il divvuddì di BEING JULIA preferisco la sua voce a quella, pur pregevole, di Annette Bening
    non posso, in conclusione, non citare la bellissima voce di Luigi Pavese (dà voce, ad es, ad Alfred Doolittle in MY FAIR LADY)

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    1. Benvenuto a bordo!
      Grazie per il tuo contributo e per gli applausi. Quanto all'Ozio, devo dire che qui dentro è un ospite d'onore: basti pensare che mi sono gustato ben due libri (uno di Stevenson, l'altro, più famoso, di Russell), intitolati entrambi Elogio dell'ozio... :D)

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  2. E che 'azz! Come giustamente hai fatto notare, in Italia abbiamo i migliori doppiatori del mondo! Io parlo anche francese, e ho visto, qualche volta, lo stesso film doppiato in entrambe le lingue: quasi incomprensibile, piatto, masticato in francese, eccellente in italiano. Eppure c'è gente come la "ministra" (termine che non esiste in italiano, ma almeno non è una storpiatura in ingRese) Carretta, Carriola, Scarrettata o come si chiama, che vuole abolire la lingua italiana dalla nostra cultura. O come volevano fare al Politecnico di Milano, tutte le lezioni in ingRese. Ma si facciano furbi!
    Tra l'altro, l'ingRese non è una lingua facile. Una lingua dove quello che pronunci non ha niente a che vedere con quello che scrivi la definisci "approcciabile"? Bah. Mi sarei trovato meglio col russo, pensa un po'.

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    1. mmm... diciamo "approcciabile" rispetto al cinese... ma per gli amanti della Bellezza non c'è partita: Italiano (e Francese) tutta la vita...
      Benvenuto a bordo anche a te.

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  3. quando ascolti un film in lingua madre non ci capisci un cazzo. Devi seguire le immagini e il parlato che, soprattutto in inglese, è una lingua molto veloce da pronunciare.

    La voce di Ferruccio Amendola! Certi doppiatori sono così bravi che quando smettono o muoiono, ascolti l'attore parlare con la voce del nuovo doppiatore e ti fa cadere i testicoli. Per esempio De Niro

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    1. Molti esaltano i sottotitoli. Ma se il film è molto dialogato, per concentrarti sui sottotitoli ti perdi il 90% della parte visiva. Allora meglio leggersi un libro.

      Grandioso Amendola! Ma anche Giannini, Lionello, e decine di altri.

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    2. Oggi c'è Pannofino che mi piace (anche come attore in "Boris") e un certo Massimo Lodolo

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  4. Io sono pro-doppiaggio ma l'adattamento deve essere realizzato con criterio.
    Poi, comunque, di mio, li vedo anche in lingua, perché è il massimo modo in cui si esprime un'opera nata proprio in quel modo.

    Moz-

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    1. Certo, è bellissimo poter DECIDERE di guardare un film in lingua originale, per proprio arricchimento culturale, per curiosità intellettuale e antropologica, o anche, perché no?, per meglio apprendere una lingua. (Tutti i dvd, e ultimamente moltissimi canali tv, hanno opzioni di scelta del sonoro). Altra cosa sarebbe l'eliminazione dei doppiaggi imposta dal solito paternalismo politicozzo. Paternalismo (ingiustificato e quasi sempre privo di autorevolezza) di cui noi italiani abbiamo francamente piene le tasche.

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  5. Secondo me è un argomento un po' controverso quello del doppiaggio e si rischia di fare di tutta l'erba un fascio. Credo che l'imperversare di inglesismi a sproposito (su cui mi trovi d'accordissimo) c'entri poco col vedere un film in lingua originale e concordo con Moz che la lingua originale sia la massima espressione di un film. Siamo, come al solito, uno dei pochi paesi europei che doppiano i film e non credo che siamo gli unici ad avere una lingua bella e musicale, il punto è solo che ci piace la pappa pronta e guai a sforzarsi di imparare una lingua se non ti costringono a scuola, poi in vacanza all'estero famo ride... I più bravi doppiatori italiani sono comunque grandi attori, quindi non perderemmo nessun talento, e parlare di posti di lavoro con la situazione che c'è in Italia è un po' come manifestare contro l'estinzione della foca monaca dal muso bianco; i traduttori continuerebbero a tradurre, perchè i film andrebbero comunque sottotitolati (gloria ai ragazzi di buona volontà di italiansubs che lo fanno gratis per noi che vogliamo la lingua originale ma non sempre capiamo tutto). Infine, basta vedere le storpiature dei titoli tradotti per farsi venir voglia di mettersi a studiare pur di guardare e ascoltare un film per quello che è (ci ho messo 4 anni per decidermi a guardare "Se mi lasci ti cancello", inorridita, appunto, da titolo). Poi che dire, la cosa migliore sarebbe sempre poter scegliere, a Bologna ci sono solo due cinema che programmano in lingua, ce ne fossero di più...

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    1. Guarda, sulla demenzialità cretina ai limiti del sabotaggio di certi titoli tradotti sono con te al novemila per cento: di recente ho letto recensioni entusiastiche di un film a quanto pare bellissimo ma che se fosse stato per il titolo italiota non avrei guardato mai e poi mai: "Come ti spaccio la famiglia" (????)
      Sul resto no: la lingua originale deve essere curiosità e libera scelta, e non imposizione (vedi risposta a Moz) I sottotitoli impediscono di vedersi un film e sono una snervante tortura (vedi risposta a Inneres Auge) Quanto alla pappa pronta, non posso che ri-tessere il mio elogio della pigrizia, e quanto all'essere gli unici... be', ci sarà una mezza cosa in cui noi italiani ci distinguiamo in meglio anziché in peggio, o no? (E senza dimenticare che una persona di lingua inglese ha milioni di titoli di pappa pronta nella sua lingua, e può permettersi di guardicchiare in lingua originale, per vezzo intellettuale e più o meno folkloristico, quei tre o quattro titoli in croce non anglofoni che gli capitano in un anno, mentre a noi toccherebbe proprio cambiare lingua definitivamente...)

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  6. Siamo stati i primi a doppiare MAGNIFICAMENTE i film e ora dovremmo fare il percorso inverso?
    A me da fastidio pure la presa diretta, figurati.
    Spero che avvenga fra cent'anni.
    Ciao.
    Cristiana

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  7. Viva i film doppiati in italiano . Abbiamo doppiatori ( meglio chiamarli doppi-attori) di una sensibilità e di una bravura uniche al mondo. In questo campo gli italiani sono maestri!

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  8. Ciao Zio
    ma quanto è importante il doppiaggio!! Assolutamente importante al punto da tenerti attaccato ad un film o a farti perdere il filo...

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  9. sulla qualità dei doppiatori italiani non si discute...Amendola, Giannini, Ward e compagnia bella hanno sempre fatto un gran lavoro. non sempre, però, chi traduce i copioni fa una lavoro sufficientemente accurato: qui non basta sapere la lingua, bisogna avere anche una certa infarinatura di cultura anglosassone, e meglio ancora se si conosce l'argomento trattato nella pellicola (se si parla di football americano, bisogna saperne un po' di football americano, tanto per evitare di tradurre "quarterback" come "centrattacco", oppure "safety" come "sicurezza"). certo non per tutti i film è così, anzi a volte la versione italica è anche più colorita ed espressiva (mi viene in mente il DeNiro-Al Capone di The untouchables), ma tanti capolavori sono stati non poco rovinati e limitati da un certo pressapochismo linguistico, se non addirittura da errori marchiani. per esempio, secondo il traduttore, Cab Calloway nei Blues Brothers "suonava l'arpa per noi", dove "harp" è stato tradotto come "arpa", proprio a causa della non-conoscenza dell'argomento...(se si parla di Harp nel blues si intende l'armonica a bocca). senza scuse, visto che il buon Cab, all'epoca, era ancora fra noi, e non stava certo suonando l'arpa su nei cieli....
    certo l'iniziativa ministeriale mi pare un tantino estrema, anche perchè bisogna ricordarsi che per qualcuno, l'italiano è già una seconda lingua :) è anche vero che il vedere tutto in lingua originale è uno dei motivi per cui tutti gli olandesi sanno l'inglese. ma qui non siamo in olanda (purtroppo?). si potrebbe però consentire, a tutti coloro che vanno al cinema, di scaricare gratuitamente sul pc la versione originale, magari sottotitolata in lingua originale, del film che hanno appena visto.

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  10. Risposta unica per voi tre cari amici qua sopra: non per essere sbrigativo ma perché la pensiamo uguale: i doppiaggi sono uno dei pochissimi fiori all'occhiello culturali del sistema italiano contemporaneo. So di paesi con doppiaggi ridicoli, ad esempio con un unico poveraccio che racconta il film e traduce grossolanamente tutte le voci, maschili e femminili...

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    1. ah si...spassosissimo quello polacco (che deve essere caduto nel bidone del valium da piccolo), che doppia tutto e tutti con la stessa voce iper-monocorde...pure i film porno! :)

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    2. eheh... ricordo di essermi imbattuto in costui ai tempi pionieristici della tv satellitare ANALOGICA... davvero spassoso (a piccole dosi... :D)

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  11. Ho detto "tre amici" perché non mi era ancora apparso l'ottimo contributo di unwise (ottimo e amaramente spassoso: come non ridere e piangere contemporaneamente quando dici quella verità dell'italiano seconda lingua? Verità ancora più amara perché non riferibile soltanto al povero analfabeta sperduto sulle montagne, ma anche a una moltitudine di giornalisti e sedicenti scrittori...)

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    1. ah...sai qual è il primo requisito professionale per un traduttore? conoscere benissimo LA SUA LINGUA!

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  12. Credo che i doppiatori italiani siano tra i migliori al mondo. Oltre che doppiare, sono capaci di interpretare il film. Il che sta a significare che, spesso, hanno anche ottime doti attoriali.

    I film sono perfetti doppiati, soprattutto per chi, come te e come me, non ha grande confidenza con le lingue. E poi: se a me piacessero i film coreani, armeni o cinesi? Che faccio?

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    1. Qualcuno ti risponderà tirando in ballo i sottotitoli (magari neanche italiani: coreano sottotitolato in inglese... .D) ma per me i sottotitoli sono semplicemente improponibili (per non parlare di quando qualche intelligentone mette dialoghi scritti in bianco su sfondi innevati...).

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  13. Gli ultimi anni mi hanno privato di quello che restava del mio già inesistente orgoglio nazionale. La lingua italiana mi piace, come tante altre, ma ascoltare un film in originale è una meraviglia, perché nella traduzione si perdono molte sfumature, aspetti culturali e caratteristici del mondo in cui si svolge la storia. Quando posso vedo sempre i film in inglese, perché mi piace insensatamente il suono di questa lingua e perché mi fa piacere capirla e parlarla (più o meno decentemente). Detto questo, odio l'uso di termini stranieri a muzzo e penso che si dovrebbe avere la libertà di scegliere come vedere i film. Per concludere, del calcio non mi interesso più, anche se il ritorno di Gasperini mi ha fatto vacillare ;-)

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    1. Io, che già odio i patriottismi in generale, ogni secondo che passa divento un po' più anti-italiano... Fra le poche cose che ancora salvo ci sono la gastronomia, i paesaggi (finché non ce li cementificheranno tutti) e appunto la Lingua Italiana.
      Il calcio? Se non cambiano queste norme demenziali chiude bottega dopodomani. C'est PlaFini!

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  14. Per una come me, che conosce quattro e dico quattro parole in lingua estera, le necessarie per permetterle di fare shopping in ogni luogo del globo, il doppiaggio al film resta indispensabile.
    E poi, quello italiano ti da una goduria senza limiti, per la bravura dei nostri doppiatori. Ci provo a seguire in lingua originale con i sottotitoli, ma poi il testo mi distrae e perdo il senso del film. Per cui lunga vita.
    Poi, sull'uso e l'abuso dei termini esterofili. Ma che scherziamo? Se, a proposito di media, io continuo imperterrita a parlare di sceneggiati televisivi e autoscatto! ( no perchè, a proposito del secondo impazza il termine selfie!
    Abbraccio circolare.

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    1. "Selfie"?????
      Ogni giorno se ne scopre una nuova. Nella mia cerchia di conoscenze usiamo ancora sempre il vecchio "autoscatto".
      "Selfie", puah.
      Quanto agli sceneggiati televisivi, sì, lì ti do ragione. Coi loro "serial" mi hanno fracassato i gingilletti. Non è che appiccicarci un termine in ingRese li renda meno polpettoni e più intelligenti.

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    2. A questo punto non so se essere più orgoglioso o più spaventato dalla mia capacità di estraniarmi dalle idiozie dell'oggi: "Selfie", per mia fortuna, non l'avevo proprio mai sentito... :)

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  15. Penso che il ministro abbia perso una buona occasione per stare zitta. Il dibattito, film doppiato/film in lingua originale, è presente da anni (io sono sempre stato per il doppiaggio, che, se ben fatto, permette di apprezzare al meglio un film ... bello, a volte, vedere anche in originale, con sottotitoli, ma non si riesce a seguirlo al 100%... andando a certi festival, dove sono in originale me ne sono accorto ... ancora peggio la traduzione simultanea con cuffiette, dove un interprete, fa tutti i ruoli, e ti ritrovi i diversi attori con la stessa voce ... esperienza straniante). No, il doppiaggio, è l'unica (sapere tutte le lingue sarebbe ancora meglio, ma sono pigro pure io).

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    1. Sono contento di avere il tuo appoggio, perché stante la tua grande passione cinefila lo considero quasi allo stesso livello di quello di un Mereghetti, di un Porro, o di un Morandini... :)

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  16. vedendo film quasi unicamente in lingua originale da almeno dieci anni, mi rendo conto di non poter offrire alcun contributo a questa discussione, se non unirmi a quelli che chiedono di poter almeno scegliere, anche perchè ormai sono talmente abituata a sentire parlare gli attori con le loro voci (e ad amarle) che le rare volte che vedo film doppiati al cinema soffro. poi mi rendo conto che io faccio parte della solita nicchia di odiosi snob puristi; quanto all'italiano medio frequentatore di multisala, probabilmente pretendere che sappia leggere è troppo.

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    1. Ripeto: uno casa è la SCELTA personale (vale anche per i romanzi in lingua originale, beato chi è in grado di goderne, un po' meno chi lo fa per moda traendone una lettura raffazzonata e lacunosa per non dire peggio) ben altra cosa sono i paternalismi ministeriali, aventi per fin troppo evidente scopo NON CERTO l'arricchimento culturale o la migliore fruizione dell'Arte, bensì l'addestramento precoce dei giovani alla servitù globale.
      Concordo sul livello dell'italiano medio nei multisala (lo si capisce anche dalla telefonineggiante maleducazione), ma non credo si possa definire analfabeta anche chi, per i molteplici motivi che ho elencato in altre risposte, non digerisce i sottotitoli, che salvo rarissime eccezioni sono semplicemente l'anticinema.

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  17. Interista. Mi senti?
    Goduriosissimo coro che ho spesso cantato anch'io. ma qui non si tratta di discriminazione territoriale, ma di associazione merdacea, che è ben diverso.
    comunque concordo in tutto. le norme sono più becere dei cori (che solo gentaglia come me può cantare... :)

    ps. anch'io trovo a volte un po' psicotica la tua fregola antiomofoba. (vedi tua recensione di Salinger) per questo a volte mi fai venir voglia di omofobizzarmi, di manifestare cioè quei bassi sentimenti che di solito indirizzo solo a Dolce & Gabbana

    MonteGiovanni

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    1. Ma c'è una bella differenza: il dibattito sull'omofobia può anche sembrarti inutile o fastidioso o psicotico, ma non lede in alcun modo i tuoi elementari diritti di cittadino, mentre lo fa, e in maniera pesante e inaccettabile, la chiusura di uno stadio per cui hai pagato l'abbonamento. Roba da chiedere il rimborso a plafini e agli altri barbagianni della "discriminazione territoriale". (A quando quella "rionale" per il derby Chievo-Verona?) È come se per "punire" Barilla qualche (presunta) "lobby gay" facesse sparire dagli scaffali dei negozi i biscotti del mulino, danneggiando ingiustamente il mio amico unwise che adora le Macine... :-))

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    2. p.s.
      Una curiosità: ma voi animaletti curvaioli della Dinamo Fiat vivete tutti in famiglie totalitarie monotifo? Nessuno di voi, con quei simpatici cori, rischia di dare involontariamente del "pezzo di merda" a un genitore, una sorella, un cugino? :-))

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  18. Proporre di non doppiare i film per indurre gli spettatori (che non sono solo ragazzini) ad imparare le lingue straniere confonde il cinema con la scuola. Se però l'iniziativa fosse limitata a delle sale cinematografiche specifiche, non avrei niente da dire.
    Ovviamente la parte del leone la farebbe l'inglese, poichè dubito che molti riuscirebbero a seguire un film in cinese o in giapponese o in arabo e neppure in svedese o danese. Quindi l'iniziativa è bislacca o tendenziosa.
    Il cinema è prima di tutto linguaggio di immagini, anche se il linguaggio in certi casi è fondamentale per la comprensione di certe scene o di certi passaggi e i sottotitoli invadono sempre l'immagine e distraggono l'attenzione.
    Ad esempio se al film Il Pranzo di Babette togli la frase "un artista non è mai povero" distruggi semplicemente il film perchè è costruito proprio per arrivare a quella celebre frase. La lingua originale del film è il danese e sarei proprio curioso di sapere quante persone sarebbero in grado di goderselo!!!

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    1. Pienamente d'accordo su tutto. Fra l'altro la Carrozza, se le mie fonti ne riportavano bene il pensiero, si riferiva quasi esclusivamente alla televisione, rendendo questa paternalistica intrusione nelle abitudini di un popolo ancora più invadente e antipatica.

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  19. A casa mia ho un parco DVD sterminato che conta oltre quattromila titoli.
    Uno dei motivi del mio sì tanto appassionato collezionismo è che così posso/possiamo sentirci il film in lingua originale, sottitolato.
    (Come peraltro nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo avviene: il doppiaggio è pratica assai poco comune, e non da oggi. Doppiare un film in certi casi può arrivare anche ad aumentarne enormemente il valore: ma non si può negare che ne faccia cosa altra, rispetto all'opera originale.)
    Uno, perché così prendiamo dimestichezza con le altre lingue. (I miei figli, così, hanno imparato a capire, e anche a parlare, un inglese fluente, beati loro. Io sono troppo vecchia e ormai ottusa per avere il loro stesso dinamismo neuronale...)
    Due, perché:
    a), se il film è antecedente agli anni duemila, trattasi di scoperta di un altro capolavoro, diverso da quello in Italia usualmente conosciuto, essendo uscito nelle sale il film doppiato.
    b), se il film è successivo agli anni duemila, essendo a partire più o meno da quella data cominciata l'estinzione della magnifica classe di sublimi doppiatori italici e contestualmente iniziato l'avvicendamento con un'altra di mediocri, per lo più figli e nipoti raccomandati sventuratamente privi del carisma e del talento dei loro avi, l'ascolto in lingua originale accresce il godimento, o perlomeno diminuisce il tormento.
    Dunque, per una volta, sono un tantino in disaccordo con te ;) :D

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    1. Ce ne fosse pieno il mondo, di persone che sanno essere in disaccordo con me in modo così dolce e intelligente!
      Grazie. :)

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  20. I doppiatori italiani, bravissimi e sottopagati come chiunque in Italia sappia fare il suo mestiere, hanno conferito un valore aggiunto a film stranieri in cui spesso i protagonisti parlavano come se avessero un pezzo di polpettone in bocca (ricordo i disastrosi cineforum durante il mio aborto d'università). Un Al Pacino senza il buon Ferruccio Amendola non mi sarebbe mai rimasto così impresso...

    Per quanto riguarda l'eresia-flash: i napoletani, solidali con le altre tifoserie, hanno esposto sulla stessa curva uno striscione in cui si auto-insultavano, invitando le autorità a chiudere anche la loro curva. Insomma, non amo il calcio ma credo che chi va allo stadio sa bene di non andare in un kindergarten. Se ci si indigna per così poco, di domenica si può andare a messa a stringere un po' di mani ;)

    Ciao Zio, alla prossima

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    1. Il guaio dell'inglese americano è che non è solo brutto: è proprio caricaturale: guardi un film tragico e li senti parlare come cartoni animati... A livello estetico-sonoro, fra i due prodotti c'è la stessa differenza che fra un "bootleg" e una buona registrazione rimasterizzata :)

      Grandiosa l'autoironia napoletana: agli stadi e ai loro cori e striscioni bisognerebbe lasciare il colore (e il "colera"), e la repressione (vera) riservarla ai violenti del cazzo.

      Ciao!

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    2. ah Zio, a proposito... ho beccato quasi per caso un documentario meraviglioso sul mondo delle religioni. Non so se ti sia già capitato di vederlo, ma se hai tempo e voglia sbircialo: http://www.youtube.com/watch?v=PptqfYsgfVE
      mi piacerebbe sapere cosa ne pensi

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    3. Fantastico.
      Capitato di vederlo? L'ho recensito qualche tempo fa per il blog Robidick films, e naturalmente occupa un posto d'onore nella mia cineteca personale.
      Però ti ringrazio lo stesso: se per assurdo non ne avessi saputo nulla, la tua sarebbe stata una segnalazione davvero superpreziosa! :)

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    4. Credo che sia la "denuncia definitiva" contro le assurdità delle religioni.
      Vado alla ricerca della tua recensione allora. Di mio posso dirti che la parte finale, con quella sequenza di immagini che ritraggono masse di individui (non) pensanti nell'atto di pregare il loro signore-padrone mi ha dato i brividi, lasciandomi l'amaro in bocca

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  21. edit: appena letta la tua recensione-fiume.
    Niente da fare, Zio. Credo di amarti.

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    1. Credo di amarmi pure io, anche se non sono granché costante né fedele... :-))

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    2. E scusa se per la fretta non ti avevo nemmeno dato il link. ll fatto che tu sia andato a cercartela in modo più scomodo dimostra una volta di più quanto splendidi siano i miei lettori. :)

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  22. Ben vengano i nostri artisti doppiatori italiani... Diversi film, seguiti in lingua originale, non ti dicono proprio nulla; sono mosci, piatti e non ti provocano nessuna emozione.

    A riguardo di "ERESIA SUPERFLASH" continuo a ribadire che l'Italia calcistica è caduta nel baratro da diversi anni, è senza cultura, senza mentalità e senza progetto alcuno per il futuro. Siamo nel ridicolo totale, preleviamo l'acqua dal mare col cucchiaino. Seguo solo la nostra cara Beneamata in quei novanta minuti domenicali perché ormai è amore eterno, tutto il resto è solo una schfosissima politca calcistica gestita da mentecatti corrotti che solo l'Italia può offrire a questi livelli.

    Un abbraccio Zione. :)

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    1. Già, 90 minuti e niente di più, né dopo (chiacchiere cretine) né prima (quella nenia funebre di "C'è solo l'Inter" proprio non si regge, ridateci AMALA!!!!)

      Abbraccio ricambiato. :)

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  23. Sì caro Zio Scriba hai mille volte ragione:.
    -abbasso i films sottotitolati;
    -evviva i doppiatori italiani;
    -abbasso le parole angloidi;
    -evviva la lingua italiana;
    -abbasso il razzismo;
    -evviva la libertà d'espressione.
    Mi spiace, altro non so dire.
    Un caro saluto,
    aldo.

    ps. quando molti anni fa andai a trascorrere un po' di giorni a Londra e avevo bisogno di chiedere un'informazione a vigili, a persone, a negozianti ecc. ci fosse stato uno che è uno a darmi una qualsiasi risposta in un linguaggio comprensibile.

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    1. Direi che hai detto molto! :)
      Ciao carissimo!

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  24. premesso che molto spesso sono proprio certi attori italiani dovrebbero essere doppiati, il problema non è tanto nel doppiaggio quanto nella traduzione (dai titoli, alle sfumature dei dialoghi). Quindi viva il doppiaggio, ma ogni tanto vale la pena avventurarsi nell'originale. Come in ogni cosa non c'è bisogno che sia bianco o nero. (ho latitato ma sto ripassando). A quando il prossimo libro?

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    1. Per il 2014 avrò sicuramente qualcosa di pronto... poi bisogna vedere che ne pensa l'editore... :)

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  25. Se proprio si vuole si può creare la doppia opzione per chi sta studiando inglese o per chi vuole vedere l'originale di una recitazione. Ma abolire il doppiaggio e usare l'inglese a sproposito rileva la volontà di piallare. Esiste una lingua veicolare per le comunicazioni e una lingua pensiero per riflettere in profondità. La lingua pensiero deve essere profondamente conosciuta, altrimenti anche il pensiero non riesce ad essere profondo. La lingua pensiero è la lingua madre, quella dobbiamo conoscerla bene e in tutta la sua profondità espressiva. Poi possiamo imparare le altre lingue e possiamo comunicare con profondità con altri uomini, ma se non abbiamo una nostra profondità siamo piallati nei luoghi comuni. Forse ho scritto qualcosa che hanno già detto altri meglio di me, ma è meglio ripetere. ciao zio

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    1. Hai scritto cose molto intelligenti, Francesco. Addirittura geniale quel verbo che hai scelto: "PIALLARE". Forse (anzi, di sicuro) la "non profondità" di pensiero è ciò a cui mirano le pialle dei potentati economici e politici: servono obbedienti schiavi (che si riproducano molto per avere pezzi di ricambio) e obbedienti consumatori, non servono scrittori. (Ma che meravigliosa sensazione, non SERVIRE!)

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  26. Quando parla un ministro dell'istruzione (ormai quasi una parolaccia) italiano c'è sempre da ridere o da piangere a seconda delle preferenze, ma mai da ascoltare compiaciuti o interessati. Con tutto il lavoro che ci sarebbe da fare per rimettere in sesto i cervelli (elettroencefalogramma piatto) della nazione ecco che tirano fuori perle di saggezza inutili e iniziative discutibili e altrettanto inutili. Naturalmente concordo con ogni tua parola, comprese le precisazioni nei commenti...
    (se poi penso ai nostri politici quando parlano in "inglese"... gli indimenticabili la russa e silvio...)
    poveri noi
    un forte abbraccio

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    1. Senza offesa personale per la singola persona in questione, che conosco poco, mi viene in mente quella battuta degli studenti che in occasione di una visita ministeriale stendono a terra una lunga "passatroia".
      Poi quello che dici tu è tipico del sistema politico italiota: si va dal famiglismo obbligatorio proposto e imposto da pluridivorziati, o da bigotti che non arrivano a capire che le parole "famiglia" e "cristiana" accostate costituiscono un ossimoro (Gesù non si sposò e non fece figli, e disse cose come Lascia la tua famiglia e seguimi, e Sono venuto a mettere i figli contro i padri...) all'anglicizzazione auspicata da gente che parla le lingue peggio di un google traduttore impazzito...

      Forte abbraccio pure a te!

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  27. Vedere un film italiano, un Fellini per farti un esempio facile, doppiato in tedesco fa cagare. Bada che parlo di film che non ho veduto in originale -non i Fellini che ho visto tutti, quello era un esempio banale- e con attori che poco conosco, di cui a malappena riconoscerei la voce ascoltandola in originale (non Alberto Sordi o Gigi Proietti se capiss), quindi parlo di film in cui non possa fare un parallelo con l'originale. Ebbene fanno cagare, non per la lingua diversa, quello si capisce, ma per come sono scolasticamente eseguiti. In tutto il mondo è riconsciuta la bravura dei nostri doppiatori, che fanno l'interpretazione non la traduzione di un linguaggio straniero, insomma recitano restandosene dietro le quinte.
    Indiscutibile e non indiscutebol se capiss. Sta gente che va in TV e dice stronzate, quelle quattro parole che conosce d'inglese, vorrei vederli a Londra chiedere dove sta un cesso pubblico perché gli scappa una pisciata.

    Per quella immensa stronzata promossa da quell'immenso stronzo ex-juventino -e te pareva!- di pafinì, direi che il guaio maggiore sarebbe se questo gaglioffo ci ritrovassimo come presidente della FIFA. Così dopo un cesso un cacatore sporco. Macomesifà cazzo! Per un paio di imbecilli che dicono stronzate deve pagare un'intera popolazione di civilissimi sportivi. Ma che cosa conosce sto francese dello sfottò? Venisse a Roma che je fanno un culo come na marmitta.
    E naturalmente i nostri leccaculo, presidente della federazione calcio in testa quel Tessel o come cazzosichiama che fa il giudice -bbono questo, damelo a Berlusconi che lo sotterra- che condanna coi giri della coda attocigliati intorno al corpo come il Lucifero di Dante.
    Mavaffanculo, per intero Nick e non abbreviato!!!
    Ciao amico mio.

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    1. L'unico caso in cui da noi diviene ridicolo e "piallante" anche il doppiaggio è quando (non per colpa dei doppiatori) entrano in ballo le imbecillità della censura. Ricordo quando vidi al cinema in prima visione 4 matrimoni e un funerale, dove la scarica di "fuck...fuck...fuck" della scena iniziale veniva resa (benissimo) con "cazzo...cazzo...cazzo". Poco più avanti mi capita di rivederlo in tv, ed era diventato "cavolo...cavolo...cavolo"... :(

      Certe norme, oltre a essere concepite con poco acume intellettivo, vengono pure applicate con modalità talmente disomogenee da sfiorare la persecuzione. Adesso salta fuori che l'addetto si trovava a metri 2 dai quattro coglioni che cantavano il "coro", percepibile, in quella bolgia, soltanto da lui! Fra un po' ce ne ritroveremo uno seduto in salotto, per ascoltare cosa gridiamo guardando la partita in tv e fare la spia per punirci? Come tutti sanno io sono interista, ma in questo caso sono solidale al cento per cento con i "cugini".

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  28. riguardo al servilismo linguistico concordo in pieno e credo che finirà per impoverire al massimo l'italiano come già è riuscito a fare negli ultimi 10-15 anni. Troppo spesso ho clienti che pronunciano i latinismi all'americana come ad es "plas" quando è scritto plus.... e io non mi trattengo dal correggerli sottolineando che è un latinismo e che gli anglofoni devono pronunciare plus non noi imitare il loro errore!!! GIà mi fa indignare la festa di hallowen che ha sostituito quella che nel nostro meridione è sempre esistita come festa dei morti!!!! Per il discorso sul doppiaggio concordo pure in quanto secondo me anche per uno che conosce bene l'inglese, il film è più godibile emotivamente se lo spettatore può ascoltarlo nella sua lingua madre. Certo tutti dovrenmmo conoscere bene almeno 2-3 lingue e in realtà nel 99% dei casi questo non si è realizzato. Speriamo in un futuro migliore ma non è compito del cinema insegnare le lingue a mio parere!!!

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    1. eheh... io sono un non violento, ma se c'è una cosa che mi stimola istinti sanguinari è quando sento dire cose come "plas" invece di "plus" (o "midia" al posto di "media"). Le tv sembrano esser state militarmente occupate da frotte d'ignoranti convinti che se una parola è "strana" debba per forza essere angloide. Una volta ascoltai, incredulo, un intelligentone che teneva una dotta lezione sul fatto che "versus" era, secondo lui, una parola INGLESE per dire che una squadra gioca contro un'altra... :)

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  29. In entrambi i casi di base è la libertà ad essere colpita : quella di scegliere se seguire un film in originale o doppiato e di andare allo stadio semplicemente senza corollari assurdi. E quando non c'è libertà le mie vibrisse si arricciano terribilmente. Miao!

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    1. Pienamente e miciosamente d'accordo: quando c'è di mezzo la Libertà, noi felini ci intendiamo sempre... :)
      Saluti dal gatto Isidoro e dal Micione Nick. :D

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  30. colon...iazzati?!

    madonnasantissimissima, che bello ritrovarti!!!!

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Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)