"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 31 maggio 2016

Risiko-Konrad. PARMA: conquistata! (O forse siete stati VOI a conquistare me...)


Era un lunedì pomeriggio, ma sembrava un sabato da festival letterario. Avrò sempre nel cuore i vostri sguardi attenti, i vostri sorrisi, quel vostro applauso. Grazie alle mie splendide presentatrici Federica Soprani e Giulia Siena. Grazie al Director del megastore Feltrinelli Roberto Ceresini. Grazie agli Amici Robert Christian Pared e Chiara Allegri, che ancora una volta si sono presi la briga di accompagnarmi e rifocillarmi nella loro meravigliosa città (consiglio a chiunque "Africa 2", pizzeria e cucina etnica di livello sopraffino). Grazie alle due giovani Amiche a cui per la prima volta ho potuto firmare una dedica: Cristina Taliento e Valeria Zangrandi - ringrazio la seconda per essermi anche venuta in soccorso con una penna, visto che la mia, come misteriosa tradizione ormai pluriennale, si è messa a fare le bizze dopo il primissimo autografo... Insomma, scusatemi se la sto facendo tanto lunga: volevo semplicemente dire GRAZIE a tutti. 
Danke Parma!




giovedì 26 maggio 2016

26 maggio 1934


82!

Qualche stronzetto sta già cominciando a blaterare che gli anziani, invece di godersi in pace la vecchiaia (quando ci riescono) debbono diventare “una risorsa”. (Molti di loro lo sono già: per gli sciacalli delle truffe).
Non vi bastava il Rigenitoraggio Geriatrico?
Cosa devono fare, ancora? Mettersi una scopa in culo e spazzarvi le scale?
E a volte gli tocca pure beccarsi dei “privilegiati”.
Non sopporto quel pauperismo ipocrita di strammerda che invece di prendersela con gli straricchi e coi parassiti disonesti mira a far sentire in colpa il ceto men che medio. Tipo te, papà. Dopo aver conosciuto la guerra da piccolo, dopo una vita da impiegato sfruttato, dopo anni terribili e grami in cui sei pure andato in rosso per la malattia della tua moglie adorata che hai perduto nel 2003 (e ovviamente non è quello il punto: avresti dato la vita per salvare la sua, ma era tardi, era impossibile), oggi hai una pensione decente che ti permette di andare al Mare (e se ne hai voglia, quando non c’è gente, pure in altalena, che è gratis), e di aiutare i figli in difficoltà (e difficoltà è un eufemismo, se uno dei due è un pazzo cocciuto che vuol fare lo Scrittore), nonché un paio di associazioni che per ringraziamento si sono vendute il tuo indirizzo, intasandoti la cassetta della posta di richieste inesaudibili – e facendo per il resto la vita frugale del più semplice e morigerato dei monaci. Cazzo, signor Pierluigi! Vergogna! È tutta colpa tua se nel mondo muoiono di fame! Colpa del tuo vivere strafogato nel benessere! 
Ma andatevene affanculo!
Scusa se mi sono sfogato al posto tuo. Tu non l’avresti mai fatto. Sei troppo buono. È una debolezza che ho ereditato da te. Ma non quando maneggio le Parole: allora mi trasformo nel supereroe, nell’highlander – allora divento l’incazzato SuperNick.
Ma ho perso il filo persino io. Cos’è che volevo dirti?
BUON COMPLEANNO PAPÀ.
Ti voglio bene. (E adesso nevicherà, perché quest’ultima cosa credo di non avertela mai detta, e in verità non so neppure se te la farò leggere).


lunedì 23 maggio 2016

21 maggio 2016 al Falso Demetrio: una delle presentazioni più scoppiettanti e divertenti della storia. Danke Genova!!

Le immagini sono un regalo della splendida amica Lucia (conosciuta nel mondo dei blogger come "Felinità") che ringrazio di cuore sia per le foto che per il seguente commento al romanzo:

«" MAILAND " : ancora un gioiellino di ironia, dolore, rabbia e sguardo dentro l'essere umano senza fronzoli e sovrastrutture ipocrite di Nicola Pezzoli» 






lunedì 16 maggio 2016

Prossimi appuntamenti col Corradino-Konrad Tour. E qualche altra (bella) parola su “Mailand”.

lo Zio Nick all'età di Corradino-Konrad

MAILAND - Presentazioni imminenti:

GENOVA
Sabato 21 maggio, ore 18
Libreria indipendente “Falso Demetrio”.

PARMA
Lunedì 30 maggio, ore 18
Libreria Feltrinelli di via Farini.

CESENA achtung! variazione data!
Giovedì 16 giugno, ore 18
Libreria Giunti.


E infine, solo per i più curiosi, e per quelli che non vogliono perdersi nulla del corradinismo, ecco una splendida recensione firmata da Gianluca Garrapa per SATISFICTION.

Aggiungo poi questa, meravigliosa, appena apparsa su Sugar Pulp magazine, by Corrado Ravaioli.


lunedì 9 maggio 2016

Alessandro Vietti - REAL MARS


Di Alessandro Vietti (ingegnere genovese, blogger sopraffino, appassionato di Science Fiction, di astronomia in generale e del pianeta Marte in particolare, e soprattutto di buoni libri) avevo letto con grande piacere il romanzo Cyberworld (Editrice Nord), impressionante per visionarietà e per ricchezza di invenzioni, e il geniale racconto Emocrazia, facente parte di un’antologia intitolata “Sinistre presenze” (Bietti).
Ottime prove, che già rivelavano una fantasia sfrenata accompagnata da una matura e lucida padronanza della scrittura. 
Ma Real Mars è qualcosa di più: è il libro della sua vita. E si vede. Si sente. Si percepisce. E si gode. Real Mars è un romanzo cesellato e rifinito con quel cocktail di dedizione, accuratezza e professionalità intelligente senza cui non si hanno libri, ma carta da macero (o da classifica italiota…) 
È un romanzo ora divertentissimo ora inquietante, ora perfido ora tragico, che sa unire fantascienza e distopia sociale (si parla di un’umanità completamente soggiogata dalla televisione – vi ricorda qualcosa? – e dall’ennesimo reality, che però non è un reality qualsiasi, avendo per oggetto nientemeno che un viaggio su Marte) e Vietti ci serve il tutto condito da un’ironia al vetriolo che oserei quasi definire… zioscribesca!
Lo stile dell’autore si nutre di similitudini vivide e brillanti («come tonni davanti a una funivia», «con l’entusiasmo di un bambino alla sua prima supposta», «la sua anima si è svuotata come la cassetta di uno sciacquone», «la voce come un capello sul punto di spezzarsi»…), e se un minuscolo difetto si può trovare è che in certi punti eccede un poco in saturazione, sicché le immagini più deboli rischiano di soffocare quelle più felici. Ma è un rischio soltanto sfiorato: il testo scorre che è una meraviglia, e sembra già prontissimo per diventare un bel film.
Della trama non vi anticipo nulla che vada oltre il primo giorno (dei ben due anni e mezzo previsti fra andata, permanenza e ritorno), quando la missione dei quattro astronauti (due uomini e due donne, c’è anche un italiano) parte sotto auspici che non potevano essere peggiori: nella diretta da uno studio televisivo grondante cosce, silicone, applausi scroscianti e pubblicità demenziale una famosa veggente chiamata Madame (che in realtà è un pingue trans malriuscito con le tette pelose) si sente male dopo aver visto la carta della Morte, e negli ultimi rantoli con bava alla bocca prima di salire in ambulanza evoca il pericolo rappresentato da un quinto membro dell’equipaggio, fantomatico e terrificante. 
Qui mi fermo (aggiungo soltanto che è una lettura gradevole, piena di sorprese, e ben scandita da incalzanti capitoli brevi, come si conviene a una Narrativa agile, moderna, mai noiosa), e mi limito a sottoscrivere l’esortazione della (bella) copertina: “Mettiti comodo. Entra nella Storia”.
Mentre la mia esortazione agli indecisi, ai pigri e ai tirchiacci è la stessa di sempre: non fatemi incazzare.
Parola di Scriba.

[Potete chiedere il romanzo al vostro libraio di fiducia, oppure ordinarlo direttamente cliccando QUI. 
Disponibile anche in versione ebook.]



sabato 7 maggio 2016

Buon compleanno, Lidia.


Oggi avresti compiuto 78 anni, mamma mia dolcissima.

Lo sai che il cuore di quel bambino batte ancora in sincronia col tuo, vero?


lunedì 2 maggio 2016

Assaggi di miei romanzi inediti - da "Il volo interrotto degli angeli": IL BEIJOQUEIRO.

Serial Kisser!

Ho letto da qualche parte che una volta in Brasile c’era un pazzo, un omone cicciottello e non del tutto a posto con la testa, che veniva chiamato il Beijoqueiro. Non sono sicuro che si scriva così. In ogni caso questo Beijoqueiro, che vuol dire il Baciatore, aveva come solo scopo nella vita dare un bacio a tutti quelli che incontrava. Baciava gente per la strada, baciava vecchi, baciava suore e poliziotti, baciava bambini e fruttivendoli e vescovi, ma era anche un bel tipo di esibizionista, e così s’intrufolava in tutti gli eventi, i congressi, in tutti i concerti e comizi e conferenze stampa e gare sportive, ovunque succedesse qualcosa d’importante lì compariva il prode Beijoqueiro, si materializzava dal nulla, e all’improvviso te lo ritrovavi sul palco. Beijoqueiro all’attacco! Della bocca di un cantante, di un deputato, di un calciatore, di un’attrice famosa, di un banchiere, di un manager, di un cardinale. Il Beijoqueiro non voleva nient’altro. Non se ne stava lì a importunare quelle persone. Non le palpava. Non le insidiava. Non faceva loro del male. Non rompeva i coglioni per l’autografo, o per coinvolgerli in qualche iniziativa finto umanitaria. Un bacio e via. Missione compiuta. Al massimo un abbraccio. Cosa si può immaginare di più innocente e di più divertente? Di più cristiano? Certo, poteva anche risultare fastidioso, per alcuni, ma in fondo, che male può esserci nel semplice bacio di un attempato cicciottello a cui mancano un paio di venerdì? Eppure, pochissimi stavano al gioco. Eppure, il vero record del Beijoqueiro non sono le migliaia di baci a gente comune e le centinaia a personaggi famosi. No! Il vero record del Beijoqueiro sono i ricoveri ospedalieri per le percosse degli sbirri e degli addetti ai servizi d’ordine e delle guardie del corpo, di fidanzati possessivi o mariti gelosi, o di qualche sconosciuto sull’autobus a cui il bacio è andato di traverso. Lussazioni, escoriazioni, polsi spezzati, costole rotte o incrinate. Per il tentativo di dare un bacio. E l’altro record parallelo sono i cumuli di denunce, e i giorni passati in gattabuia. Per il tentativo di dare un bacio. Il panico! Aiuto! Signore, libera nos dal Beijoqueiro! Salvaci dal Serial Kisser! Preservaci dalla sua follia! Questa cosa dovrebbe far riflettere. Su questo mondo in cui un “ti odio” può provocare una risatina e una scrollata di spalle. Ma dove un “ti amo” può essere fonte di guai molto seri.