"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

mercoledì 30 luglio 2014

Ancora a proposito di traduzioni comiche...

Guardate che deliziosa merda-spam mi hanno regalato di recente, per il mio e vostro divertimento. (Fra l'altro, a dimostrazione dell'intelligenza dello spamming, 'sta roba s'era appena impigliata in fondo ai commenti di un post vecchio di tre anni che non leggerà mai più nessuno...)
N.B.: gli omissis e i vaffanculo ce li ho messi generosamente io.

"IO SONO onorevole kate ... Voglio testimoniare di ciò che un mago ha fatto per me e la mia hubby.we sono stati sposati dal 2007 senza un segno di gravidanza o conceiving.I andato fuori controllo delle nascite allora e non ha avuto un periodo. il mio giroscopio mi ha dato progesterone per far ripartire un periodo e lo ha fatto., ma non ho avuto un altro one.We ha fatto un altro giro di progesterone seguita da 100mg cicloide per 5 mesi, abbiamo seguito tutte le istruzioni dei medici, ma tutti senza avail.I sono stati l'acquisto di kit di ovulazione test di gravidanza e ho finalmente avuto 3 test quando ero ovulazione! Quindi, da quel che cercato per anni! Beh, ero molto confuso, perché io continuo a prendere em prova ting e tutti tengo svolta a b negativo! Voglio davvero una bambina mentre mio marito vuole un bambino Loll! Penso che forse stiamo solo cercando di duro, Cosa posso dirvi è che il suo stato tanti anni e ho ancora ma non avere il mio periodo?? Nessuno ad aiutare, perché ogni corpo intorno a noi era già sul punto di perdere la loro fede us.no dovesse correre fino a quando un fedele giorno stavo leggendo una rivista e ho inciampare su una pagina erano ho trovato argomento o una linea di testa {A PROFETA} che può guarire qualcuno da HIV e AIDS, riportare la vostra EX, ingrandire il seno, aiutare a vincere una lotteria VISA, perdere il peso e anche ottenere sei pack e appiattire la pancia, gli ho dato una prova e prima non potevo che il Profeta (omissis) mi libererà da mio problema lanciando un incantesimo per me e ho detto che vada a fare l'amore con mio marito, poi nove mesi dopo l'incantesimo e fare l'amore con mio marito ho espresso un gemelli un maschio e una GIRL.This scandire il nome (omissis) è profeta (omissis) così tante persone hanno testimoniare la sua meravigliosa opera .. Lui è bello, contattarlo su omissisvaffanculo@truff.com se siete in qualsiasi situazione • Grazie mille!"

Che dire? Grazie a te per esserti riprodotta due volte in un colpo solo! Il pianeta ha un tale disperato bisogno della prole di persone così intelligenti! :)

p.s.
Notare anche come, per effetto della genialità della traduzione, sembri che a far l'amore col marito dell'intelligentona ci sia andato il mago...


sabato 19 luglio 2014

Assaggi di romanzi inediti - da "LA CAMPAGNA PLAXXEN", inizio della seconda parte (L'UNIVERSO È UN CUORE CHE BATTE)

L’intuizione di Universo che mi piace di più è quella di un cuore che batte: miliardi di anni, un singolo battito. In questo senso non ho dubbi sul fatto che tornerà a contrarsi, che ci sarà un Big Crunch e poi un nuovo Big Bang e così via all’infinito. Se i nostri cuori battono, e a farli battere è l’Amore, saremo in armonia, in sincronia col Cuore più grande. Altrimenti languiremo nel nostro piccolo inferno. La mia armonia, la mia sincronia, la mia salvezza, è l’Amore per mio figlio Paolo.

Sarò sempre perseguitato dal rimorso dell’unica volta che pianse per colpa mia. Era un pomeriggio festivo inoltrato, e si passeggiava pigramente io e lui sul lungolago, in un paesotto dalle parti di Varese. Oltrepassammo un punto in cui stavano assiepati, quasi gomito a gomito, non meno di venti pescatori, in agguato dietro le loro lunghissime canne. Poco più in là, Paolino ebbe l’idea di gettare un sasso nell’acqua. E io cosa feci? Io lo sgridai, dicendogli con severità e a brutto muso la sciocchezza che qualsiasi genitore più o meno conformista, educato e di buon senso gli avrebbe detto: Fai scappare i pesci! Lui protestò: Ma io voglio che scappano! Così non li ammazzano, quei brutti!, e poi scoppiò in un pianto disperato. Aveva ragione lui, naturalmente. Fra l’altro era un lago inquinato, per cui non valeva neanche l’eterna romantica scusa del “procurarsi cibo sano come ai bei vecchi tempi”. Era solo per sport, per il divertimento di massacrare dei piccoli esseri, facendogli patire le pene indicibili delle ferite lancinanti in bocca e del dibattersi a lungo fuori dall’acqua, prima di trovare clemenza nella morte. Uccidere per sport e nel modo più disgustoso: fingendo di nutrirli, per farli cadere in una subdola trappola. Perché i piccoli esseri vedono l’esca. Ma non vedono l’amo adunco, né il filo, né la tua rozza faccia sadica nascosta lassù. Chissà perché, gli animi sensibili che giustamente si indignano per la caccia, non lo fanno invece quasi mai per la pesca. Eppure “Caccia & Pesca” vanno a braccetto, nei nomi delle riviste e sulle insegne dei negozi. Dopo quella volta, per mesi e mesi il nostro più grande divertimento divenne l’andare al lago apposta a tirare i sassi dispettosi per “spaventare i pesci”. Rischiai di buscarle, s’intende. Ebbi un paio di violenti alterchi con degli energumeni, e uno sgradevole vecchio mi mise le sue manacce, puzzolenti di pesce moribondo, addosso. 
Eppure, malgrado quel mio riscatto, ancora non riesco a perdonarmi per aver fatto piangere Paolo la prima volta. Per essere stato così stolidamente adulto. Così adulteratamente normalozzo e ammaestrato. Invece di capire e diventargli subito complice, al volo, da quel Peter Pan che a parole pretendo di essere. Lanciando subito anche il mio sasso per salvare qualche vita e poi fuggendo via con lui, ridendo insieme a crepapelle, e poi premiandoci con un bel gelato al limone e fragola con la panna montata.

Immaginarsi quindi lo spavento. 
No. Spavento è poco. Il terrore. Il terrore nello scorgere in lontananza il mio Paolo, nel parchetto davanti alla scuola, verso cui mi dirigevo di corsa per andarlo a prendere con cinque (vabbè, venti) minuti di ritardo, nello scorgerlo in compagnia di un altro uomo. In piedi davanti a quell’unica panchina di pietra sotto i salici piangenti. Con un altro uomo che non ero io. Perché Paolo si fida di tutti. Non c’è verso di convincerlo del contrario. Se uno sconosciuto gli si avvicina, lui ci parla. Non dico sia disposto a seguirlo fiducioso, ma ci parla, e starebbe lì delle ore a parlare con lui, e dicendogli la verità su tutto, come se lo conoscesse da sempre. L’uomo era un piccolo tamarro olivastro, dal collo taurino. La mia persecuzione-ombra di questi ultimi tempi. Collo Taurino mi vide sopraggiungere e rapido si dileguò, svanì. Inseguirlo? Sì, domani. Ero piegato in due per il fiatone. Non dovevo essere un bello spettacolo. Devo smetterla con le sigarette al mentolo.
Chi era quello?
Un signore…
Ma che voleva da te?
Dice che conosce la mamma. E forse qualche giorno la mamma non può venire a prendermi e allora viene lui.
(Cristo!)
E tu cosa gli hai detto?
Gli ho detto che se non viene la mia mamma viene il mio papà.
Bravo.
Sì, e gli ho detto anche che il mio papà ha le mani magiche.
E lui?
Mi ha detto che ci fai con le mani magiche.
E tu?
Le scurege!

Ma che tipo era, ti sembrava bravo o cattivo?
Era bravo, ma cattivo.
E come fa uno a essere sia bravo che cattivo?
Non lo so. Lui era bravo, ma cattivo.
Come spiegargli il viscidume e l’infida ipocrisia degli uomini di merda? Per lui, se uno dagli occhi cattivi ti approccia con untuosa e falsa gentilezza, non è un pericoloso serpente a sonagli: è uno “bravo ma cattivo”.
E papà? È più bravo o più cattivo?, gli chiedo mentre lo stringo al mio fianco nell’andarcene da lì.
Te sei solo bravo, mi dice tutto serio e compìto. Poi, mettendosi a ridere: Però fai i figli mongoli!

Vedendo che la cosa invece di farmi, come di solito fa, sorridere, rischia di farmi scoppiare a piangere, il suo cuoricino tenta di gettarsi in mio soccorso, e mi si stringe addosso ancora più forte mentre zampetta al mio fianco.
Cantiamo Pippoloni papà?
E così ce ne andiamo via cantando un’altra delle nostre storpiatelle hit. Stavolta tocca ai R.E.M.:
Shàiny appy Pippoloni

Le ho sempre trovate divertenti, queste storpiature maccheroni-che. Quando l’arbitro sbaglia di brutto contro la loro squadra, i tifosi inglesi, ovviamente, non si mettono a cantargli “Erroracciooo, o ‘mbecilleee…” Però, fateci caso la prima volta che ne avrete l’occasione, a un orecchio italiano suona proprio così! 
In Wild of the isle di Linda Wesley si sentono distintamente prima “Chella la tas mai” (Quella non tace mai) e poi “Questo s’è inciocado” (Questo s'è ubriacato). Verso la fine di I’m goin’ down di Springsteen, risuona un bel “E vaffanguglia”.

lunedì 14 luglio 2014

Sredni Vashtar!!

Altra chicca per i fan di Quattro soli a motore: ho scovato un recente cortometraggio intitolato Sredni Vashtar (il racconto di Saki!), con un biondo Conradin. Non c'è doppiaggio italiano, ma in questo caso credo non sia indispensabile.

venerdì 4 luglio 2014

MISS APPMAN SI PAPPA IL PENSIERO

il vecchio Miss Pacman, giochino della mia adolescenza

Non ci credevo. 
Pur essendo da sempre preparato al peggio, proprio non volevo credere all’esistenza dell’ultima frontiera tecnoglionita (uno dei tanti regali-eredità del dipartito guru, grazie mister jobS!): subdoli giochini in apparenza gratuiti, ma che necessitano di odiose app a pagamento per superare i livelli. Spesso le vittime sono bambini, e davanti alle loro lacrime il genitore sprovveduto compra… (anzi, “scarica”: l’antipatico e onnipresente verbo del decennio, che mi fa pensare alle scariche di diarrea…)
Del resto, a questo è finalizzata la strategia delle applicazioni gratuite: insegnare “la strada” ai più piccini (quanti poveri genitori ho sentito vantarsi: “Due anni e mezzo e già scarica le app!” Appanculo! Vedrai che gioia, fra qualche annetto!)

(Intanto c’è gente che fa rapine a mano armata “perché non può permettersi di comprare il cellulare al bambino”. Ormai si fa passare per necessità vitale quella che per il buon senso dovrebbe essere ancora una PERVERSIONE poco intelligente: l’obbligo di far parte del branco tecnoglionito e modaiolo fin dalla più tenera età. Così andrà a finire che a quel rapinatore, anziché contestare l’aggravante di essere un pessimo padre, si concederanno attenuanti, come se avesse rapinato per comprare il pane.)

Fino a pochissimi anni fa, mangiando e bevendo in compagnia, si PARLAVA. Adesso, persone che non vedi da un anno e dovrebbero aver mille cose da raccontarti (ma a ‘sto punto sorge il dubbio che non abbiano proprio un cazzo, da dire) si confrontano fra loro sui livelli raggiunti nel giochino ebete che va per la maggiore, oppure mostrano tronfie l’ultima app cretina scaricata nel pomeriggio: ed ecco che si filmano a vicenda mentre cacciano fuori la lingua, ruttano e battono le mani, dopodiché l’intelligentissimo gadget trasformerà il tutto in un videoclip musicale, coi protagonisti vestiti da donna cannone in tutù. 
E giù risate. Standardizzate. Tristissime.

Voi, che a scuola vi stupivate al racconto di sciagurati indios disposti a barattare terre con specchietti e perline colorate. Con cosa la state barattando, adesso, la vita?!

I miei coetanei o giù di lì si ricorderanno di Miss Pacman, il giochino-divoratore. Mai avremmo pensato che simbolo dell’umanità del nuovo secolo sarebbe invece stato l’annichilente Miss Appman. La sua missione? Eliminare l’intelligenza dal mondo, in cambio di milionate di apparenti (e a volte, non lo nego, abbastanza utili) comodità. Miss Appman che si pappa i pensieri. App app app app app app app…
Applausi.