Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!
«Pezzoli evolution... tre libri per un solo grande, toccante e indimenticabile romanzo di formazione.»
"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 30 aprile 2013

IL PERIODO NON COLLEGATO (col cervello) - seconda parte del mio vecchio stupidario telecronistico e sportivo (nuovi varchi per Kakà)




ALLA SEDERCALCIO HANNO
LA FACCIA COME IL CULO?!



MICA È SEMPRE DOMENICA!
“In questo stadio nel 1920 ci fu il famoso Bloody Sunday, il sabato di sangue” 
(Carlo Paris, Irlanda-Italia)

COI PIEDI SAREBBE MEGLIO NON PARLARCI…
Fermo Angelo, bloccato da un trauma discorsivo al piede sinistro 
(Gazzetta.it)

“CI SONO POCHI BIGLIETTI” PAREVA BRUTTO
Siamo in una condizione di bigliettazione contingentata
(Responsabile della Seder… ehm…Federcalcio, in versione Cervellazione Limitata)

CIOÈ NE VOLEVI DI PIÙ?
Qui a Kiev nello specifico l’influenza ha fatto una sola vittima, purtroppo
(Andrea Paventi)

PORCA PALETTA…
Anche Paletta, a dispetto del cognome, sul terreno sabbioso si è trovato in difficoltà.
(Chievo-Parma, genio radiorai)

???
Ha anche lui caratteristiche di centrocampità 
(Genio rai, Parma-Roma) [Qui si faceva persino fatica a trovare il titolino: caratteristiche di testadicazzità? Di mavammorimmazzà?]

OH POVERINO
Barreto è tornato a Treviso, dove è esploso. 
(Udinese-Reggina, radiorai)

CREDEVO SOTTO L’ASPETTO ORTOFRUTTICOLO
Empoli intenzionato a guastare la festa del centenario del Torino. Sotto l’aspetto sportivo, naturalmente 
(idiota radiorai)

MEGLIO SE TE NE VAI
Nell’altro posticipo domenicale vittoria 1-0 dell’Auxerre, meglio, vittoria 1-0 del Tolosa 
(Marco Paperino Foroni, sky)

NON C’È BISOGNO DI ESSERE COSÌ URBANI
Cattivi tra virgolette, cattivi in senso buono perché ci mancherebbe altro. 
(Urbano Cairo)

MADDAI
Siedono sulla panchina allenata da Cagni… 
(Antonello Orlando, Empoli-Milan)

PERCHÉ SFORZARSI PER INVENTARE LE BATTUTE?
…per Marianini, anzi Matteini, sono molto simili questi cognomi, anzi era Moro. 
(Emanuele Dotto o Livio Forma, anzi era Topo Gigio)

SÌ, CIAO NEH
Sarò più preciso nel precedente collegamento 
(Livio Forma, Milan-Torino)

MA QUESTO QUI LO PAGANO O CI METTE QUALCOSA LUI?
Lo vedo teso, nervoso anche nelle palle 
(Antonio Di Gennaro, Milan-Messina)

E QUESTO?
Ci avviciniamo alla Mancanza. 
(Carlo Nesti, Palermo-Samp)

E QUEST’ALTRO?
Il portiere altissimo nonostante i 202 centimetri australiano
(per entrare a sky italia faranno pure dei test, ma probabilmente non di italiano)

QUESTI LASCIAMO PERDERE
Mi ha convinto lo spirito dei miei ma nonarbitraggio 
(Siena-Fiorentina, mediavideo)

NON È CHE TU L’HAI ALZATO UN POCHETTINO, IL GOMITO?
Caserta col gomito cerca di andare un po’ più in là rispetto a sé stesso 
(Fabio “Rana dalla bocca larga” Caressa, Milan-Lecce)

IA IA OH?
Il portiere in Africa è un fattore. 
(Camerun-Egitto, Eurosport, un certo Malù Mpasikatu)

MENO MALE
Quello che vedete in volo è il portiere Nigeriano: è ancora vivo, è ancora tra i pali. 
(Ghana-Nigeria, Eurosport, ancora vivo, ancora lui)

A VOLTE A ESSER TROPPO SICURI…
Dossena a botta sicura, di sicuro, a colpo sicuro, ma la palla si stampa sulla traversa 
(pirla radiorai, Cagliari-Udinese)

MEGLIO TARDI CHE MAI
Il fallo di Gugliotta diventa duro solo nella parte finale 
(genio sky)

MA QUANTO VALE UN GOL DI PULZETTI?
Gol di Pulzetti! Reggina zero Livorno zero! 
(genio radiorai)

ASPETTA, RIPETI
Cruz è un allenatore che molti allenatori vorrebbero allenare. 
(Ciro Ferrara, Inter-Napoli: che parli così perché si crede un allenatore?)

ERA COSÌ BRAVO A EUROSPORT CHE L’HA VOLUTO ANCHE SKY
Il soldato con la sua mitraglietta posata… qualsiasi cosa succeda, non si muove una mosca viva in Costa d’Avorio
(Mpasikatu ipotizza che invece le mosche morte si diano alla rumba)

POTENZA DELLA MEDITAZIONE?
È una squadra, quella del Torino, a trazione interiore
(Beppe Savoldi, Atalanta-Toro)

E TU COSA DIAVOLO CI AVRAI? (SCUSATE SE SONO EUGENIO)
Ha un compasso al posto del cervello 
(genio di Sport Week su Eugenio Corini, pensando di fargli un complimento)

DALTONISMO O PERIODI PITTORICI?
…Un futuro molto roseo anche dal punto di vista azzurro… 
(Marco Civoli su Brighi, Inter-Roma)

ATTENTI AL LAMA!
Finisce a terra Vigiani dopo uno sputo 
(Raffa, Reggina-Lecce)

PARENTAL CONTROL
Si allarga Maicon, lo va a prendere Grosso 
(Maurizio Compagnoni)

VIRGOLETTATI QUESTO
Bernacci poteva tra virgolette non riuscire a realizzare 
(Bologna-Torino, il solito pirla senza virgolette)

COMPAGNONI È MOLTO PIÙ INTELLIGENTE, RISPETTO A COMPAGNONI
Vanden Borre è un giocatore molto più difensivo, rispetto a Vanden Borre.
(Maurizietto Compagnùn)

PER MEGLIO DIRE (SIDDAI, VISTO CHE TI CI PAGANO PURE, DILLO MEGLIO!)
La juve sta dando segnali di risveglio in questi minuti iniziali, conclusivi per meglio dire, della partita 
(Riccardo Cucchi)

L’APPROCCIO MAGARI SÌ
Un geniale Zaccheroni, dopo Juve-Siena 3-3 (con la juve che dopo 9 minuti vinceva 3-0!) invece di impiccarsi in sala stampa riesce a dire: “La sensazione mia è che abbiamo indovinato l’approccio alla partita”.

PERICOLOSISSIMO!
Ogni volta che tocca palla Cassano 30.000 italiani esplodono. 
(Carlo Paris)

RELIQUIA CONTESA O ATLETICO CANNIBAL?
È il medico dell’Atletico Bilbao che ha in mano il piede di Yeste, non il medico dell’Atletico Madrid 
(sky sport)

SI SALVI CHI PUÒ!!
L’Udinese ha dei buoni staccatori di testa. 
(Sergio Brio, Udinese-Catania)

CONFERMO
Certo, il sinistro non è il destro 
(Antonio “non è il suo piede” Di Gennaro)

FANNO LE FUSIONI E NEPPURE AVVERTONO?
Fiorentina 1 Udinsiena 0
(Televideo)

GOL DI MERDA
Praticamente un gol a metà tra Kakà e Kaka Kaladze
(Genio sky)

MA QUALE CAZZO DI GERGO?
In gergo si dice che chi sbaglia il primo rigore poi vince 
(Espanyol-Siviglia, solito pirla che non sa bene cosa significhi “in gergo”, però lo dice di continuo)

CHISSÀ CHI VINCE
Stasera ci sarà il posticipo tra Parma e Parma 
(Ilaria D’Amico)

NATURALMENTE. (SBAGLIATO NUMERO O SBAGLIATO MESTIERE?)
Dall’altra parte risponde naturalmente l’Ascoli 
(Siena-Inter, radiorai)

FERMI COI FUCILI (MA ANCHE NO)
Un tiro a colombella di Quagliarella 
(Samp-Torino, radiorai)

E POI UNO STA LÌ A INVENTARSI LE CAZZATE
Siena: Mangiavecchi responsabile dei giovani.
(Mediavideo)

MA COME
Ha avuto una buona carriera da centrocampista gobbo 
(Compagnoni vorrebbe parlare dell’ex calciatore Gobbo, ma poiché ignora il valore delle pause…)

NON VI AVEVO ANCORA PRESENTATO QUELL’UMORISTA DI ALTAFINI!
1 Cosa stava facendo Gago?
2 Se tu prendevi la palla con la mona venivi espulso

SIMULAZIONE DI ENCEFALO?
Non come pensava, o faceva finta di pensare, Maicon
(genio sky)

LA PACATA NONCHALANCE DEL GUFO
Non sbaglierà quest’imbucata al centro. L’ha sbagliata.
(Maurizio Cavalli porta fortuna a Hendry)

LA “S” DEL PLURALE, LA “R” DI RACCOMANDATO
La società ha bandito a vita dal proprio campo il supporters
(E qualcuno dovrebbe bandire a vita dal giornalismo gli ignoranti raccomandati…)

ATTACCO STITICO
Il Milan ha bisogno di Kakà 
(Beppe Bergomi, Lazio-Milan)

E DA QUALE, SE NO?
Giocatore che piace molto all’Inter, da un punto di vista calcistico
(Marco Civoli).

SOCCOMBERE PAREVA BRUTTO
Evitare di sopperire nel punteggio 
(raccomandatello sportitalia)

MA PER FIRMARE FAI LA CROCETTA?
… Delpiero a cui gli è preferito Di Natale 
(Analfamediavideo, 27.03.07)

QUESTA DEVI AVERLA PENSATA
A Edison Cavani non si è accesa la lampadina dell’aggancio 
(buffone radiorai).

DOPO SCAPPO: HO UN APPUNTAMENTO ALLE 26
Domani previsti collegamenti dalle 23.30 alle 25.30 
(Maurizio Cavalli, Eurosport)

BE’, IN FONDO PURE IO PARLAVO COL PORTATOVAGLIOLO
Sta parlando con la panchina, Rossi. 
(Caressa, Roma-Lazio)

INGRATI
Partita monumentale di Guti, e infatti lo prendono un po’ a calci…
(Antonio Nucera)

L’ATALANTA, E L’UMORISMO INTERNAZIONALE, RINGRAZIANO
Ci sono due giocatori della Fiorentina in pressing sui difensori fiorentini
(Antonello Orlando di radiorai, non starà insinuando che qualcuno si è venduto?)

IMPORTANTI PAROLE MULTIUSO
Il barese, se vede una squadra fatta con una certa importanza, torna allo stadio
(Antonio “Importanza” Di Gennaro)

DECIDES!
Si distende in pugno, in tuffo, in pugno, Pagliuca
(Livio Forma, Inter-Ascoli)

DIFFERENTI ANGOLAZIONI O LEGGERA SCHIZOFRENIA?
Stefano Pioli ha capito che la veemenza è tale da indurre Stefano Pioli…
(Siena-Parma, pirla radiorai)

RIDAJJE
Grosso s’è fatto mangiare in gergo la palla
(Claudio Ranieri, Spartak-Inter)

ATTENTION, GENIALON!
Il quarto uomo è una donna
(Udinese-Roma, radiorai)

RIPROVIAMO, MAGARI SI PUÒ RIUSCIRE A DIRLO PEGGIO…
La quarta donna…
(idem)

ALLIGATORE, ERI TU?
Festeggiano i tifosi del Chievo, non numerosissimi, anzi solo uno
(Genio sky)

martedì 23 aprile 2013

RACCOLTA DIFFERENZIATA BIS - "Puntidivista"


PUNTIDIVISTA



Entità numero uno
Cioè vogliodire cioè a un certo punto ho dovuto dircelo, a quello stronzo. Cioè voglio dire io sono una moglie fortunata mio marito non beve una goccia fuma poco non sporca non va a scopare in giro perché sa che altrimenti lo ammazzo mi aiuta in casa l’ho abituato ad aiutare in casa e soprattutto sono riuscita a farlo stare ai patti che partite di calcio del cazzo ne vede due all’anno, eh sì caro mio, scegli tu ci ho detto, scegli tu quelle che cavolo vuoi, finale dei mondiali, semifinale di cempions lì, juvemilan o che cavolo vuoi, due all’anno altrimenti spacco tutti i piatti poi scappo via col primo fico venuto e non mi vedi più voglio dire ci ho detto. Ma quell’altro stronzo lì in sala d’attesa al reparto maternità bisognava proprio che qualcuno ci dicesse qualcosa. Cioè, voglio dire, avresti dovuto vederlo. Io sono una moglie fortunata lo sai da quando sono incinta mio marito mi chiede le voglie asseconda le voglie va a cercarmi la papaya di notte parla con la mia pancia che voglio dire cioè sono attenzioni importanti, voglio dire mi scopa alla pecorina stando attento, ciè, oglioìre, sono cose importanti, ma quello stronzo lì, avresti dovuto vederlo: un cristone di due metri con pizzetto e orecchino, che già lì, voglio dire, o ti togli quel cazzo di orecchino o chiedo il divorzio in men che non si dica e mi prendo la casa e mi passi gli alimenti, stronzo, comunque, dicevo, ‘glioìre, ti arriva questo stronzone con la moglie incinta e la madre o la suocera ma credo la madre cocco di mamma del cazzo arriva in sala d’aspetto del reparto maternità che poi è un corridoio, e non ti si mette, lo stronzo, seduto dalla parte della madre invece che vicino a sua moglie, non ti si mette lo stronzo a leggere la Gazzetta dello Sport con aria seccata e annoiata, come se non fossero anche affari suoi, come se lui non c’entrasse un cazzo, che so, voglio dire, magari mamma sua mica ce l’ha spiegato come rimaniamo incinte noi donne, non ti si mette lì col muso lungo invece di stare lo stronzo vicino a sua moglie, lo stronzo, di accarezzarci lo stronzo 'ioìre la pancia, di parlarci dolcemente, lo stronzo, di chiederci ogliodire brutto stronzo se voleva una brioscina o un caffè dalla macchinetta automatica? Be’ voglio dire, alla fine ho proprio dovuto dircelo, sai? Naturalmente con eleganza e gentilezza – lo sforzo che non ho dovuto fare, guarda, per non essere più acida e insultarlo di brutto o prenderlo a sberle, lo stronzo, che io voglio dire a vedere certe cose… Semplicemente ci ho detto: «Vedrà che poi sarà contento, quando nasce» ci ho detto. 
Tiè! Voglio dire, se ha capito ha capito, ciè voglio dire.

Entità numero due
Oggi cazzo lì in sala d’aspetto alla maternità c’era uno che mi piaceva proprio, cazzo. Uno con le palle, cazzo, uno che non si fa tenere per i coglioni da quella stronza della moglie come da troppo tempo sto facendo io. Che devo registrarmi le partite e alzarmi a guardarle alle tre di notte quando la cagacazzo finalmente ronfa. Che devo star lì a tenerle la panza e quasi chiederle scusa se metà feto non posso alloggiarmelo nella panza io, e sguinzagliarmi a mezzanotte a cercarle la papaya del cazzo che tanto poi gli porto sempre il mango (la mia amica Gloria ne ha una scorta e così intanto ne approfitto e me la inculo – cioè Gloria m’inculo, non la scorta) e poi lei dice Che buona amore questa papaya perché l’ha visto in tv ma non sa nemmeno come cazzo è fatta, la papaya del cazzo. Insomma c’era in sala d’aspetto questo tipo giusto, con le palle, cazzo, che accompagna la moglie ma poi la piazza lì sulla sua sedia del cazzo e zitta, e lui poi zitto si dissocia e si fa i cazzi suoi e si legge la Gazza come fanno i veri uomini, zitto, che volevo tanto chiedergli se poi me la prestava ma se osavo chiederlo la mantide chissà che scenata mi faceva, mi squartava, cazzo, e allora porca troia potevo solo sbirciar da lontano ma non riuscivo a leggere un cazzo e quando stavo per afferrare una cosa quello mi voltava la pagina (nel tuo pieno diritto, amico, nel tuo pieno diritto) e mi è venuto il mal di testa e il torcicollo. La moglie con la panza piena come la mia, e lui, come i veri uomini di una volta, lì come niente fosse, come se non fosse stata opera sua, come se non l’avesse riempita lui, seduto lontano a leggersi la Gazza col pizzetto e l’orecchino. Be’, ti dirò che anche se io me lo sogno, di poter fare così, è stato consolante vedere che ci sono ancora in giro uomini veri, rari maschi in via d’estinzione non sottomessi non schiavi della figa come il sottoscritto. Eh ma un giorno o l’altro, un giorno o l’altro giuro mi decido e mi ribello, cazzo. Si cambia registro. Quel tipo giusto lì è stato un bell’esempio, una bella fonte d’ispirazione. E la stronza cagacazzo di mia moglie, invece di farsi i cazzi suoi, non se ne viene fuori a dirgli, tutta ironica e acidula: “Vedrà che poi sarà contento, quando nasce?” Ma vaffanculo, scema, fatti i cazzi tuoi. 

Entità numero tre
Stamattina ospedale Varese per fare da autista alla mamma e alla Cristina per l’ecografia di controllo. Non capisco perché abbia scelto di partorire a Varese. Il reparto maternità è roba da quarto mondo, la sala d’aspetto è un corridoio con otto cadreghe scomodissime, e le infermiere hanno certe facce… Sempre meglio delle facce di talune coppiette che stavano lì. Parevano condannati a morte. C’era una tizia, in particolare, con una gran aria da stronza rancida, che mi fissava malissimo, come se le avessi fatto qualcosa, come se mi volesse fulminare, mentre quello che doveva essere il marito – un’espressione pietosa da can bastonato – sembrava quasi guardarmi storto per il fatto che mi leggevo la Gazzetta e non Il Sole Ventiquattrore. Nessuno dice niente, finché a un certo punto, dopo una buona mezz’ora (le solite attese interminabili da quinto mondo) quella con l’aria da stronza salta su e mi dice: Vedrà che poi sarà contento, quando nasce.
Bella scoperta. Magari non lo do a vedere, ma sono strafelicissimo all’idea di diventare zio. E magari non lo davo a vedere, ma oggi l’ho fatta più che volentieri, questa gentilezza di accompagnare mia cognata Cristina a Varese per l’ecografia di controllo.


venerdì 19 aprile 2013

UGUALOZZO È STUPIDO - maledizione delle mode e dell'omologazione

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL'ESSERE TONTO
(E L'IMPAGABILE BELLEZZA DEL SAPER DIRE IO NO!)

A volte mi sgomenta il grado di omologazione degli attuali ragazzini (basti pensare alla recente piaga delle crestoline un po' cretine, tanto più odiosa in quanto precocemente sessista e ruolizzante: creste da galletto, cioè per soli minimacho cazzoncelli).**

Ma pure noi non scherzavamo.
O forse dovrei dire loro, i miei coetanei, non scherzavano.
Nella seconda metà degli anni Ottanta, quando frequentavo la quinta liceo, dilagò una moda fra le più insulse e imbecilli. Le mode sono quasi sempre insulse e imbecilli, ma quella lo fu in modo particolare: farsi il “risvolto” in fondo ai pantaloni. 
Vale a dire un semplice (e sciocco) arrotolarseli un paio di volte fino a lambire il polpaccio, come a voler proteggere gli orli dal fango in una giornata di neve bagnaticcia e paciugosa. 
L'idea di aderire a quella buffonata non mi sfiorò mai, neppure per un nanosecondo.
E non era nemmeno per fare il “di più” o il bastiancontrario. 
Semplicemente non vedevo il motivo di mettermi, d’un tratto, a fare una cosina così stupida e senza significato (e dall’effetto estetico discutibile, o comunque irrilevante!) solo perché la facevano tutti. Probabilmente mi “ribellai” per pigrizia: non ero ancora del tutto pronto a fare il Differente al quadrato del cubo.

Poi, a fine inverno, andammo in gita a Strasburgo. E lì, per le strade, i miei compagni notarono con esagerato e infastidito sconcerto come i coetanei francesi indossassero bei tranquilli i loro pantaloni come li indossavo io (però a tal proposito non mi nominavano mai: i dissociati interni li si ignora, perché provocano imbarazzo). Li indossavano così come usciti dal negozio, o dal grande magazzino, così come congedati dalla lavatrice e dal ferro da stiro della mamma, com’era ovvio e naturale che fosse. La cosa divenne argomento di accorata discussione a un tavolino di bar. Ebbene: nessuno dei miei compagni ipotizzò che del risvolto, ai francesi, potesse non importare un emerito cazzo, a differenza dei pecorozzi italioti. Furono tutti concordi nel sentenziare che quei tardoni dei transalpini erano di sicuro “più indietro”, e che la moda dei risvolti, da loro, per incredibile che potesse sembrare, “non era ancora arrivata”. (La differenza che notavo io era semmai in positivo: gli indumenti dei francesini erano in generale più semplici e alla buona, e al tempo stesso più carini, più colorati, più strani, e più differenti da ragazzo a ragazzo, da individuo a individuo).
Inutile dire che simili sciocchi discorsi mi fecero sentire, per qualche attimo, piacevolmente FRANCESE. Ma purtroppo il pullman della gita avrebbe riportato in lobotom-italy anche me.

E voi? Qual è la moda più cretina a cui avete soggiaciuto (magari per piacere a un ragazzo o a una ragazza, o per farvi “accettare” dal gruppo) e di cui siete (o anche non siete) pentiti? E una che invece avete rifiutato, perché proprio vi ripugnava?
E per chi di voi ha figli (perché questo m’incuriosisce ancor di più): ne avete qualcuno che si dissocia dalle mode omologanti dei coetanei, o davvero oggi, a causa del bombardamento mediatico sempre più scientifico e spietato, è diventato quasi impossibile?
Ce n'è qualcuno capace di osare eresie assolute, del tipo: "La playstation non è poi così divertente, anzi, cheppalle!"?

** Naturalmente non ce l'ho con le creste in quanto tali: ciò mi renderebbe un trombone conformista, esattamente come quelli che ce l'hanno coi capelloni, o che ti spaccano i maroni per l'orecchino o per i colpi di sole. Quando guardavo le partite e l'unico con la cresta era Marek Hamsik, per quella cresta provavo ammirazione e simpatia. Ma adesso le crestoline un po' cretine sono diventate uno dei tanti segni del conformismo dei giovani pedatori, come i tatuaggioni imbrattabraccia, lo sputare per terra, l'entrare in campo saltellando su un piede solo sventagliando segni della croce scaramantici e dicendo messa in latino, il ragliare su Cippicippi, l'unir le dita a disegnare vulve fingendo che siano cuori, e l'esibire in tribuna-scrocco le loro perfette e antipatiche bamboline.
E i ragazzini imitano questi "influenti" modelli. So di genitori che invece di pensare all'istruzione dei loro figlioletti di otto anni aggrediscono gli insegnanti, rei di proibire l'accesso in aula con la crestolina. (Ma anche qui, stesso discorso di prima: se vengono vietate in quanto "strane" verrebbe da dar ragione ai genitori. Se vengono vietate in quanto precoce conformismo stronzo-modaiolo hanno ragione gli insegnanti, che anzi meriterebbero medaglie). Mentre una preside di liceo ha dovuto scomodarsi a diffondere una circolare nella quale invitava i ragazzotti a non sputare per terra nei corridoi!! (Io quando vedo uno che scatarra per terra vengo preso dall'impulso di aprirgli il coperchio del cranietto per vedere cosa c'è dentro. Poi, non avendo trovato nulla, userei quello come sputacchiera. Ma farei molta fatica: nel mio albero genealogico non figurano lama.)



domenica 7 aprile 2013

ERRI DE LUCA - "Montedidio"







Erri De Luca
Montedidio
Universale Economica Feltrinelli
Voto:





Aveva ragione chi me lo ha consigliato: semplicemente un gioiello. Erri De Luca è uno dei pochi scrittori italiani affermati a cui offrirei volentieri un caffè o un bicchiere di vino (o meglio ancora una pizza "gusto margherita" preparata da "Gigino ‘o fetente"), solo per il piacevole privilegio di stare in sua compagnia qualche minuto. Anche in silenzio: di cose belle mi bastano quelle che scrive. 

Montedidio: poco più di cento pagine. Ognuna è un capitolo a sé, la cui lunghezza è quasi sempre di mezza pagina, un terzo di pagina. Ma sono così sature di poesia, intelligenza, umanità, buona scrittura, vivide immagini, personaggi da non dimenticare, momenti di commozione intensa, che ti viene voglia di assaporarle al rallentatore, per gustarle meglio e di più. Sono paragrafi densi, opera di un vero e raro artista della parola scritta. Artista orafo e artigiano, poeta e falegname. Così ben intagliati e rifiniti con la pialla da rendere difficilissimo scegliere quali estrapolare per dare l’idea del livello del libro: si farebbe prima a ribatterlo per intero. 

Come spesso accade coi testi più magici e coinvolgenti, anche qui il mondo è visto con gli occhi di un ragazzino. Rarissimamente un romanzo così breve (concentrandolo in pagine “piene” potrebbero diventare poco più di 70) è un romanzo onesto. Questo lo è. Non è solo onesto: è bellissimo. 
Evidentemente, la napoletanità Artistica è destinata a entrare in sintonia con me, a guadagnarsi il mio affetto: dopo Eduardo e Totò, e dopo Ivan Cotroneo, ci voleva un secondo Scrittore. (Fra l’altro, grazie alla scena in cui i due ragazzini vanno a vedere proprio un film di Totò, ho imparato lo splendido modo napoletano – solo apparentemente spregiativo – di definire il cinematografo: “l’imbroglio nel lenzuolo”). Ho letto tardivamente il suo Montedidio a undici anni dalla pubblicazione. E adesso gli voglio bene, a Erri.



giovedì 4 aprile 2013

ERESIA FLASH - lobotom-italY: una testa, un vuoto.


Essendo gli anovotanti lobotomitalici il popolo più sensibile alle personalità mediatiche, l'unica possibilità per la sinistra di spuntarla sul berlusconismo e sul grillismo è candidare a Premier direttamente Benigni. Non lo dico perché lo auspico. Lo dico perché lo temo.
Una cosa è certa: se si ritornerà a votare con l'assurdo Porcellum, col rischio di un risultato identico all'ultimo, se non peggiore, io non mi renderò complice dell'ennesimo sperpero di milioni. Se vogliono il mio parere, mi chiamino come undicesimo saggio, ma non si aspettino di vedermi al seggio.
Che poi, diamo tutti per scontato che se cambieranno la legge la faranno davvero migliore... 
e invece, chissà cosa sono capaci di tirare fuori dal cilindro: un triplo turno carpiato alla coreana con presidenzialismo congo-bulgaro e superpremio di minoranza per chi arriva terzo ad Abbiategrasso...