Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

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"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 23 aprile 2013

RACCOLTA DIFFERENZIATA BIS - "Puntidivista"


PUNTIDIVISTA



Entità numero uno
Cioè vogliodire cioè a un certo punto ho dovuto dircelo, a quello stronzo. Cioè voglio dire io sono una moglie fortunata mio marito non beve una goccia fuma poco non sporca non va a scopare in giro perché sa che altrimenti lo ammazzo mi aiuta in casa l’ho abituato ad aiutare in casa e soprattutto sono riuscita a farlo stare ai patti che partite di calcio del cazzo ne vede due all’anno, eh sì caro mio, scegli tu ci ho detto, scegli tu quelle che cavolo vuoi, finale dei mondiali, semifinale di cempions lì, juvemilan o che cavolo vuoi, due all’anno altrimenti spacco tutti i piatti poi scappo via col primo fico venuto e non mi vedi più voglio dire ci ho detto. Ma quell’altro stronzo lì in sala d’attesa al reparto maternità bisognava proprio che qualcuno ci dicesse qualcosa. Cioè, voglio dire, avresti dovuto vederlo. Io sono una moglie fortunata lo sai da quando sono incinta mio marito mi chiede le voglie asseconda le voglie va a cercarmi la papaya di notte parla con la mia pancia che voglio dire cioè sono attenzioni importanti, voglio dire mi scopa alla pecorina stando attento, ciè, oglioìre, sono cose importanti, ma quello stronzo lì, avresti dovuto vederlo: un cristone di due metri con pizzetto e orecchino, che già lì, voglio dire, o ti togli quel cazzo di orecchino o chiedo il divorzio in men che non si dica e mi prendo la casa e mi passi gli alimenti, stronzo, comunque, dicevo, ‘glioìre, ti arriva questo stronzone con la moglie incinta e la madre o la suocera ma credo la madre cocco di mamma del cazzo arriva in sala d’aspetto del reparto maternità che poi è un corridoio, e non ti si mette, lo stronzo, seduto dalla parte della madre invece che vicino a sua moglie, non ti si mette lo stronzo a leggere la Gazzetta dello Sport con aria seccata e annoiata, come se non fossero anche affari suoi, come se lui non c’entrasse un cazzo, che so, voglio dire, magari mamma sua mica ce l’ha spiegato come rimaniamo incinte noi donne, non ti si mette lì col muso lungo invece di stare lo stronzo vicino a sua moglie, lo stronzo, di accarezzarci lo stronzo 'ioìre la pancia, di parlarci dolcemente, lo stronzo, di chiederci ogliodire brutto stronzo se voleva una brioscina o un caffè dalla macchinetta automatica? Be’ voglio dire, alla fine ho proprio dovuto dircelo, sai? Naturalmente con eleganza e gentilezza – lo sforzo che non ho dovuto fare, guarda, per non essere più acida e insultarlo di brutto o prenderlo a sberle, lo stronzo, che io voglio dire a vedere certe cose… Semplicemente ci ho detto: «Vedrà che poi sarà contento, quando nasce» ci ho detto. 
Tiè! Voglio dire, se ha capito ha capito, ciè voglio dire.

Entità numero due
Oggi cazzo lì in sala d’aspetto alla maternità c’era uno che mi piaceva proprio, cazzo. Uno con le palle, cazzo, uno che non si fa tenere per i coglioni da quella stronza della moglie come da troppo tempo sto facendo io. Che devo registrarmi le partite e alzarmi a guardarle alle tre di notte quando la cagacazzo finalmente ronfa. Che devo star lì a tenerle la panza e quasi chiederle scusa se metà feto non posso alloggiarmelo nella panza io, e sguinzagliarmi a mezzanotte a cercarle la papaya del cazzo che tanto poi gli porto sempre il mango (la mia amica Gloria ne ha una scorta e così intanto ne approfitto e me la inculo – cioè Gloria m’inculo, non la scorta) e poi lei dice Che buona amore questa papaya perché l’ha visto in tv ma non sa nemmeno come cazzo è fatta, la papaya del cazzo. Insomma c’era in sala d’aspetto questo tipo giusto, con le palle, cazzo, che accompagna la moglie ma poi la piazza lì sulla sua sedia del cazzo e zitta, e lui poi zitto si dissocia e si fa i cazzi suoi e si legge la Gazza come fanno i veri uomini, zitto, che volevo tanto chiedergli se poi me la prestava ma se osavo chiederlo la mantide chissà che scenata mi faceva, mi squartava, cazzo, e allora porca troia potevo solo sbirciar da lontano ma non riuscivo a leggere un cazzo e quando stavo per afferrare una cosa quello mi voltava la pagina (nel tuo pieno diritto, amico, nel tuo pieno diritto) e mi è venuto il mal di testa e il torcicollo. La moglie con la panza piena come la mia, e lui, come i veri uomini di una volta, lì come niente fosse, come se non fosse stata opera sua, come se non l’avesse riempita lui, seduto lontano a leggersi la Gazza col pizzetto e l’orecchino. Be’, ti dirò che anche se io me lo sogno, di poter fare così, è stato consolante vedere che ci sono ancora in giro uomini veri, rari maschi in via d’estinzione non sottomessi non schiavi della figa come il sottoscritto. Eh ma un giorno o l’altro, un giorno o l’altro giuro mi decido e mi ribello, cazzo. Si cambia registro. Quel tipo giusto lì è stato un bell’esempio, una bella fonte d’ispirazione. E la stronza cagacazzo di mia moglie, invece di farsi i cazzi suoi, non se ne viene fuori a dirgli, tutta ironica e acidula: “Vedrà che poi sarà contento, quando nasce?” Ma vaffanculo, scema, fatti i cazzi tuoi. 

Entità numero tre
Stamattina ospedale Varese per fare da autista alla mamma e alla Cristina per l’ecografia di controllo. Non capisco perché abbia scelto di partorire a Varese. Il reparto maternità è roba da quarto mondo, la sala d’aspetto è un corridoio con otto cadreghe scomodissime, e le infermiere hanno certe facce… Sempre meglio delle facce di talune coppiette che stavano lì. Parevano condannati a morte. C’era una tizia, in particolare, con una gran aria da stronza rancida, che mi fissava malissimo, come se le avessi fatto qualcosa, come se mi volesse fulminare, mentre quello che doveva essere il marito – un’espressione pietosa da can bastonato – sembrava quasi guardarmi storto per il fatto che mi leggevo la Gazzetta e non Il Sole Ventiquattrore. Nessuno dice niente, finché a un certo punto, dopo una buona mezz’ora (le solite attese interminabili da quinto mondo) quella con l’aria da stronza salta su e mi dice: Vedrà che poi sarà contento, quando nasce.
Bella scoperta. Magari non lo do a vedere, ma sono strafelicissimo all’idea di diventare zio. E magari non lo davo a vedere, ma oggi l’ho fatta più che volentieri, questa gentilezza di accompagnare mia cognata Cristina a Varese per l’ecografia di controllo.


82 commenti:

  1. Ahahah..mi mancavano le tue storie..
    E' proprio vero che non appariamo quello che siamo in realtà o non del tutto, nè possiamo illuderci di conoscere perfettamente come sono fatte le persone a noi anche vicinissime.Siamo soli noi i custodi dei nostri segreti e abbiamo solo noi la chiave,siamo solo noi i conoscitori di noi stessi e forse nemmeno tanto.Tutto questo mi hai fatto pensare mentre intanto me la ridevo in silenzio.Ciao caro amico.

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    1. Di solito mi piace mettere in scena io narranti positivi, con cui possa identificarmi, ma qualche volta bisogna ravanare nel rusco... :)
      Naturalmente con piccole deformazioni grottesche, caricaturali e umoristiche, per non diventare uno di quegli "scrittori magnetofono" che non sopporto.
      Grazie, caro amico!

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  2. Ciao . Solo un abbraccio.
    Teresa

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    1. Per fortuna esistono anche Mamme come te... :)
      Abbraccio ricambiato. Ciao!

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  3. A parte che all'entità numero uno le tirerei una fucilata in mezzo alla fronte, non so come faccia quel povero succube dell'entità numero due a tollerarla. In ogni caso qua la tragedia più grande è quella dell'entità numero quattro, di cui non hai parlato, quella che dovrà sopportare la uno e la due, e poi ci si chiede come mai i ragazzi ammazzino i genitori :P

    E a parte gli scherzi, mi lascia un po' l'amaro in bocca anche la numero tre. Seppure non ami i lieto fine, avrei preferito che almeno lui, la creatura fuori dal coro, non giudicasse, ed invece neanche lui riesce a farne a meno.

    Che brutta cosa, il giudizio. E che bello spunto di riflessione. Grazie :)

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    1. L'osservazione sul giudicare è molto pertinente. Diciamo che il giudicare del terzo soggetto è una sorta di eccesso colposo in legittima difesa: si sente oggetto di occhiatacce prima e di ironia poi da parte di questi due mostri, che lo giudicano in base a ritriti cliché, per il solo fatto di non vederlo abbastanza affettuoso e intimo con... la cognata! E quindi ha questo scatto: ma come, siete conciati come siete conciati e giudicate me senza conoscermi?
      Però ammetto che una terza entità più neutra, ingenua e spaesata avrebbe prodotto un effetto più straniante e umoristico.
      Grazie a te!

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  4. Siamo esseri piccoli e per la maggior parte stronzi.
    Sempre a ficcare il naso nelle vite degli altri e a dare giudizi del cazzo.
    Bello il tuo racconto, dovrei andare a lavorare, ma non potevo fare a meno di leggere tutto.
    Poi sulle donne future mamme e mamme (di quelle pronte a puntare il dito addosso agli altri e a pensare che solo loro sono realizzate) e di mariti coglioni, ne riparliamo.
    Ti abbraccio, Zio.

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    1. eheh... spesso questi soggetti non meriterebbero altro che un cinico distacco da documentarista... :)
      quante volte un antropologo diventa suo malgrado uno stronzologo... :D
      Ti abbraccio anch'io!

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  5. Mi piace molto questo racconto,i punti di vista sono molteplici e noi spesso ci limitiamo ad uno.Ciao Zio
    Mi sono incuriosita voglio leggere il tuo libro.

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    1. Grazie per l'apprezzamento, carissima amica.
      Ma grazie ancor di più per quel tuo bel proposito.
      Se mi leggerai, poi fammi sapere cosa ne pensi!!

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  6. Caro Nicola, rieccomi dopo lo stressante trasloco.
    Vedo che anche questo racconto è veramente bello e interessante, punti di vista direi molto chiare e sbrigativi, ci lasciano un sorriso.
    Ciao e buona giornata caro amico.
    Tomaso

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    1. Ma allora è un'epidemia, questa di traslochi fra i miei cari amici che vivono all'estero. Dopo Enzo, pure tu!
      Buona giornata, mio carissimo!

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  7. Direi che l'armonia che regna tra le entità numero uno e numero due è da ammirare ed imitare! Sono d'accordo sul fatto che quando ariverrà l'entità numero quattro saranno cavoli amari per le prime tre entità.
    Nico' mi sono fatto un mucchio di risate ma purtroppo la realtà a volte è anche quella che hai così ironicamente descritta.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. E non immagini quanti ne sento, di discorsi così, durante le mie passeggiate.
      Mamme col passeggino che parlano del marito come fosse il cane di casa: "Non sporca, gli ho insegnato a pulire il bagno e il corridoio, non lo lascio fumare in casa, gli ho insegnato A FARE LA PIPÌ SEDUTO..."!
      Uomini che frignano come se fossero il pastorello di Heidi che invece di sposare Heidi ha sposato la Rothenmayer (manco gliel'avesse prescritto il dottore) e nel frattempo si vantano di trombarsi le colleghe in ufficio durante la pausa pranzo. (Sono gli stessi che poi vengono a parlarti di Valore della Famiglia, condannano i gay ecc...)
      Concordo sulla sfiga del povero numero quattro in arrivo...
      Ciao! :)

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    2. Ecco, appunto. In parte mi riferivo a esempi come questi...

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  8. Grandioso, Zio Scriba!
    Avevo quasi pensato che il cazzone con l'orecchino fosse - sì - il marito della donna ma non il padre del bambino!

    Ma il cognato... è di gran lunga la miglior trovata!! Ci voleva iniziare la giornata con una bella risata,

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    1. Ti ringrazio, carissima: le risate con cui un'amica lettrice inizia una giornata sono sempre la migliore notizia che uno scrittore possa ricevere!

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  9. Ci si potrebbe costruire un gustoso cortometraggio
    .

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    1. Sì, queste figure grottesche e squallide si prestano sempre assai bene, specie a crudeli e geniali film a episodi sul genere "I mostri"...

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  10. Come racconti i vari punti di vista tu, manco un Nobel.
    Cristiana

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    1. Sei troppo gentile e generosa, Cristiana. Grazie!

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  11. Ciao Nicola,

    sapevo che eri un grande, ma non così!
    Mi stai facendo iniziare la giornata ridendo.
    Massima ironia, davvero.

    Spero proprio di non somigliare mai a lei!

    Un saluto

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    1. Un saluto e un ringraziamento pure a te.
      E stai tranquilla: se hai riso e apprezzato l'ironia, è matematicamente impossibile che tu somigli a costei! :)

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  12. Zio Nick, che risate! Bello eh, sconvolgere i piani di quelli che sono convinti di avere capito tutto del mondo, nel ruolo di vittime o carnefici sono degli stronzi !!!!!! ;-) Un salutone e un abbraccio

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    1. Mi sa che certe personcine banali, becere e ruolizzate sono vittime anche quando si sentono carnefici. Per questo il solo non essere come loro è già un dolcissimo trionfo... :)
      Salutone e abbraccio pure a te.

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  13. Risposte
    1. E io adoro questo tuo Puntodivista... :)

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  14. Travolgente e divertentissimo. Un salutone, Fabio

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  15. Belìn, che bel colpo di teatro!
    P.S.
    Vorrai scusare il mio francesismo! :)

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    1. Belin è un ligurismo bellissimo... :)

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  16. Sai che bello rispondere "si signora il figlio è mio ma la moglie di mio fratello"
    Ciao zio quasi davvero.

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    1. Ce n'erano così di finali a effetto... Il padre poteva pure essere la seconda entità mango-papaya, visto che ha l'abitudine di scopacchiare in giro... :)
      Zio però, racconto a parte, lo sono proprio a tutto tondo: ho due meravigliose nipotine! (Ma non c'entra nulla con Zio Scriba, che esiste dai tempi del liceo e dell'Inkazzo Periodiko) :)
      Ciao!

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  17. Tu non hai la minima idea di quante persone io mi sia immaginata nelle prime due entità xD

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    1. Già: nell'era del darwinismo-reverse e della regressione tecnoglionita, più li fai grotteschi e scimmieschi e più sembra di averli appena incontrati per strada...
      Buon 25 aprile!

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  18. Che punti di vista! Cavolo... Bel post.

    Buon 25 aprile!

    Un abbraccio forte forte

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    1. Grazie, buon 25 aprile pure a te.
      E abbraccio forte forte ricambiato!

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  19. Mi divertono molto i punti di vista, l ecose si stravolgono in un attimo. E mi diverte come sovente spiazzi il lettore. Miaooùùùùùù

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    1. L'unica cosa che non mi spiazza più è l'Amicizia di persone come te. Ormai è una radiosa certezza.
      Ciao e Miao!

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  20. Nick zione, sei fenomenale!
    Grande osservatore, arguto narratore.
    Abbraccio e Buon 25 Aprile.
    g
    ps: non sono all'estero ma anch'io riemergo da trasloco :-))

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    1. Grazie, cara amica.
      Ricambio l'abbraccio, e ti auguro buon 25 aprile e soprattutto buona vita nella nuova casa: che i giorni che vi trascorrerai possano essere tutti felici, fortunati e sereni!
      Ciao!

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  21. Grazie, Nick,
    non sai quanto mi fanno piacere e mi aiutano i tuoi auguri.
    g

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    1. è un piacere per me aver conosciuto una nuova amica e una nuova lettrice come te.

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  22. Di entità uno e due ne conosco parecchie, ho un'orrendo ricordo del marito di una mia conoscente che, adeguatamente istruito da lei, quando doveva usare il bagno entrava direttamente con in mano Cif e spugna "perchè dove sporchi, poi pulisci"!
    Bella la direzione che prende nel finale il racconto.

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    1. La prima volta che ho sentito gente parlare così non credevo alle mie orecchie. Poi ho dovuto tapparle, le orecchie, per non doverne sentire duecento al giorno... O è un'epidemia o sono nuovi modelli di sperimentazione genetica... :)

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  23. Un gioco di specchi deformanti, in cui ciascun protagonista interpreta il mondo circostante proiettandovi il proprio limitato universo.
    Sempre divertente ed effficace, Nick!
    Un abbraccio

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    1. Sempre bello averti qui fra i miei lettori più fedeli.
      Abbraccio straricambiato!

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  24. Bellissimo, unico, mi piace. Tu lo sai che le robe così mi piacciono proprio, mi fanno ingrifare.
    Personaggi selezionati dentro di te.
    Bravo Nik!

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    1. Grazie, carissimo. Sei un buon intenditore e un buongustaio... :D

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  25. E' proprio vero che ognuno scaraventa le proprie frustrazioni su chi gli sta di fronte, ma invece di usare questa abitudine a scopo terapeutico, correggendo poi le proprie debolezze diventate ben visibili, al contrario preferisce deformare la realtà... ecco perché il mondo è un enorme equivoco...
    un super abbraccio

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    1. A volte vien da pensare che le possibilità di equivoco siano ancora l'unica forma di salvezza. Fra un po' nessuno penserà, nessuno leggerà, tutti comunicheranno le stesse banalità e idiozie usando dieci-venti parole, e per il resto diteggeranno sopra pochissimi loghi del touchscreen... Possibilità di equivoco non ve ne saranno proprio più!

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  26. L'entità numero tre ha un nonsochè di familiare... le prime due per fortuna, non più di tanto!! Un abbraccio!

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    1. Hai ragione, la numero tre risulta piuttosto familiare pure a me... :)
      Ciao carissima!

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  27. ah ah ah assolutamente fantastica!!!!

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    1. Grazie Marina.
      Un saluto e un abbraccio.

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  28. Ma quando farai un libro umoristico adorato Ziuccio mio, che almeno passo qualche ora con un sorriso( magari ebete, ma sempre sorriso è...) e mi tolgo fuori da questo empasse che mi rompe veramente la vita!!!!!!!!
    Anch'io ho un'identità di questo tipo, però mi aspettano in macchina....
    Si chiamano Budzmann e Bianca e sono due stupendi cani...per la serie chi si accontenta gode!
    Abbraccio fulmionante , ziuccio mio!

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    1. Il libro umoristico è fra i prossimi progetti, e in un modo o nell'altro vedrà la luce... :)
      Nel frattempo, ti abbraccio forte anch'io.

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  29. sto con il terzo, con lo zio è er mejo. ciao
    - approfitto per dirti che il tuo blog è inserito nella Passeggiata tra i blog suggerita da Arpa eolica http://arpaeolica.blogspot.it/

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    1. Grazie per la segnalazione, caro Francesco!
      Ciao!

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  30. Ma poi tua cognata Cristina, quando siete usciti, te l'ha offerto un gelato alla papaya, vero?
    Perché ai futuri zii ci viene una voglia di gelato alla papaya mentre attendono nelle sale d'attesa!!!!
    ;-)

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    1. Naturalmente la cognata non si chiama Cristina, però se hai sentito odore di (parziale) autobiografismo hai sentito bene... :)
      Ciao!

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    2. E' che provavo a fare l'entità numero quattro, quella seduta sulla sesta cadrega che faceva l'altra domanda ... del cacchio...
      insomma, guardavo e mi domandavo da dove era nata questa storia della papaya.
      Seriamente, invece, sì, c'è sempre una dose di autobiografia in tutto ciò che si scrive.
      Adesso però non chiederti cosa c'è di autobiografico nella mia domanda del cacchio, ne'!

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    3. Per la papaya credo di essere debitore nei confronti di un film di Nuti... :)
      Quanto al tuo lato autobiografico, pensa che agnizione romanzesca se rivelassi di essere stata davvero presente alla scena, magari nelle vesti di dottoressa di passaggio nel corridoio... :)

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    4. In effetti...ehemm...sarei laureata in medicina, frequentata a Varese, anche se la laurea risulta presa a Pavia. Ai miei tempi Varese era solo un distaccamento.

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  31. Belli, mi sono proprio piaciuti questi tuoi puntidivista. Divertenti e realistici, perchè è vero che ognuno si fa i propri voli di fantasia guardando le altre persone in luoghi affollati come ad esempio le sale d'aspetto. Anch'io per ingannare il tempo a volte imbastisco storie sugli altri... Anche molto amaro però questo racconto, io voglio poter credere, ingenuamente forse, che di gente come la prima e la seconda entità ce ne sia poca in circolazione ed esista invece un plotone simile alla terza entità. Ciao Nicola, è da un pò che non passavo ed è sempre bello leggere i tuoi post!

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    1. Bentornata, carissima amica.
      Sì, purtroppo è molto realistico, anche se un po' "caricato", il che toglie speranze al tuo secondo auspicio: è proprio di entità uno e due che circolano spaventevoli e deprimenti plotoni!!
      Un abbraccio.

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  32. Ah, ah, ha ... fantastic. Avevo intuito (ma non capito), che quello con l'orecchino e la gazza potevi essere tu, ma non capivo come ti potevi essere cacciato in quella situazione ... poi alla fine, ho capito. Grande!

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    1. Lo Zio che all'improvviso si rivela maritino sarebbe stato veramente troppo, come colpo di scena... (te lo dico piano per non farmi sentire da mia moglie...) :-))))
      [No, tranquillo, scherzavo ancora. :)]
      Grazie!

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  33. Sorpresa!!! Ci sono pure io! E' un gran casino caro Nick riuscire a seguire tutto, ma stasera avevo proprio bisogno di farmi una vagonata di risate, e non avevo alcun dubbio di trovare pane per i miei denti! Che cazzo te devo dì, sei straordinario! Fra tutte queste entità, in mezzo alle quali ammetto di essermi anche perso a volte, fra una risata e l'altra, fra il ricordo della tua venuta a casa mia con annesso abbraccio a Maria e quello di quella prima serata alla trattoria Toscana, alle risate pazzesche dentro quella 500 che ospitava contemporaneamente me, te e Roby eheheh...beh, ti assicuro che è stato un bel leggere e contemporaneamente un bel ricordare! Ci vediamo presto, questa è una promessa cara entità numero 3 :) E anche se non sei tu quell'entità, è carino lo stesso pensare che tu lo sia e che diventerai zio anche fisicamente e non solo pseudonianamente eheh :) Un abbraccione amico mio

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    1. Ciao grandissimo!
      In realtà sono zio "fisicamente" già un paio di volte, pensavo lo sapessi... :)
      Un abbraccione sia a te che a Maria! :D

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    2. Sì certo, lo sapevo che eri zio...mi riferivo al futuro pargolo in questione :-) Ciaooooo

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  34. Becker sosteneva che la devianza in sé non esiste, e che è il solo risultato della reazione sociale che essa stessa suscita...

    Le nostre immagini sociali, per quanto pensiamo che possano riflettere noi stessi, non sono altro che un insieme arbitrario di impressioni animali e suggestioni distortive...e credi che tutto questo sia meravigliosamente triste, in fondo.

    Comunque porca troia: il maschilismo represso del marito mi ha fatto morire, telogggiuro. E' un pezzo geniale!

    Un abbraccio concitato!

    Fabio.

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  35. Sì, la condizione umana è piuttosto deprimente. Lo è per chi vorrebbe aspirare a qualcosa di meglio (e magari crede di poter percorrere strade del tutto nuove, mentre invece sono già tracciate pure quelle) e a maggior ragione lo è per la vista della gran massa di cetriolume omologato, che non riesco mai a decidere se mi fa più rabbia o più pena.
    Una cosa è certa: il conformista a malincuore, perennemente scontento, mi fa molta più rabbia del conformista convinto. Il secondo ha il cervello di una mandorla, il primo è un traditore di sé stesso.

    Grazie. Abbraccio concitato, abbraccio ricambiato!

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  36. Molto divertente!
    I punti di vista che ruotano intorno alla maternità, con tutti i suoi annessi e connessi, sono davvero tanti, ma ne ce ne sono alcuni ricorrenti che mi hanno talmente tanto esasperato che ormai esprimo apertamente il mio dissenso a chiunque e non mi importa di essere giudicata arrogante e maleducata.
    Mi riferisco in particolare a tutti quei commenti che girano intorno ai neonati e bambini piccoli in generale e che hanno a che fare principalmente sul confronto, su qualsiasi cosa, da quanto tempo un bimbo inizia a tenere sollevata la testa, a quando spunta il primo dentino, a quando inizia a gattonare ecc. ecc. ecc.
    Perchè? Perchè fin da piccolissimi ci devono instillare dentro questa mania, questo pensiero di essere costantemente in gara con qualcuno, di dover superare delle tappe il prima possibile, di dover sempre, inequivocabilmente, dimostrare qualcosa a qualcuno?
    Perchè è così difficile, quasi sovraumano, accontentarsi semplicemente di esistere, di respirare? E soprattutto far semplicemente esistere, respirare la tua creatura, che non è di certo venuta al mondo per placare la tua angoscia.
    Eppure ti assicuro che mi capita spessissimo di osservare persone, sicuramente anche molto intelligenti, che hanno bisogno di vedere, attestare che il loro figlio è in grado di e soprattutto farlo vedere agli altri.
    Ti assicuro che da parte mia l'unica cosa che mi sta veramente a cuore è che la mia bimba sia una bambina sana e felice e per il resto non ho nessuna intenzione di trasmetterle l'idea che la vita sia solo una corsa ad ostacoli.
    Mi fanno venire l'orticaria anche tutti quei commenti, fatti sicuramente in buona fede, per carità, che stimolano il bambino a fare, a interpretare ruoli, che lui non si sogna nemmeno.
    Tipo "Dai, facci un bel sorriso!", "Saluta la signora!" (a tre mesi), "Hai visto che c'è il tuo amichetto, hai visto che c'è il tuo fidanzatino?" (sempre a tre mesi).
    Perchè non ci provano loro ad essere così affabili, sorridenti e cortesi, se proprio ci tengono ad esserlo, visto che è evidente come abbia molto più valore un esempio vivente, piuttosto che mille richieste assurde?
    Infine, dulcis in fundo del mio sfogo personale, ti dirò che mi viene ancora da ridere quando penso alle facce di due dottoresse che hanno visitato la mia bimba di un mese che indossava un bodyno così colpevolmente azzurro e alle sfumature dei loro sguardi che cercavano stupefatte una giustificazione da parte mia, che in realtà non è mai arrivata.
    Ti abbraccio amico mio e grazie dello spazio.
    Un bacio
    Teresa

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  37. Sei una madre meravigliosa!
    E con queste tue idee, con me sfondi una porta aperta, apertissima, spalancata, sia per quanto riguarda l'aberrante idiozia di mettere i bimbi "in competizione" (per riscattare rancide frustrazioni dei genitori?), sia per quanto riguarda la povera, somma e somara imbecillità di ruolizzarli sessualmente (l'obbligatoria precocità del rosa e dell'azzurro è una stronzata che mi fa sentir male...)
    Sarò sempre grato a mia nonna che, non sapendo il sesso del nipote nascituro, confezionò per me con le sue mani una deliziosa coperta rosa E azzurra!!
    Fanculo loro e i loro "fidanzatini" e "fidanzatine", fanculo la loro stupida ossessione di far sapere per forza al mondo che quel povero esserino di due mesi ha il cazzetto oppure la figuccia... :)
    Un bacio, mia cara Amica!

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  38. Un cameo sociale arguto che si presta ad essere rappresentato in palcoscenico. Bravo Zio anche in versione di autore teatrale, ciao.

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    1. Il palco-osceno della vita... :)
      Grazie carissimo!
      Ciao.

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Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)