Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

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«Pezzoli evolution... tre libri per un solo grande, toccante e indimenticabile romanzo di formazione.»
"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

sabato 8 settembre 2012

RACCOLTA DIFFERENZIATA BIS - "Disponi"


DISPONI

“Non sparire”.
(Evtusenko, Poesie d’amore)


E così lei sarà la tua prima volta cash, e forse avrà deciso lei quando venirti incontro, anche se tu, questo, non lo saprai mai.
Finalmente con un trucco o una scusa, o perché gli altri saranno andati a letto troppo presto, finalmente riuscirai a restare solo, dopo la solita serata fumosa e funesta dentro quei pub di riviera che sai a memoria, quasi quanto i discorsi a nastro degli amici che vanno e rivanno, che rassegnato ascolti da anni bevendo la tua Guinnes, ma non vi contribuisci neanche più. Finalmente solo, sulla tua scheggia nera metallizzata, stavolta non te ne andrai a dormire, come un bravo bambino, coi genitori alla casa per vacanzieri in affitto, ma darai inizio, senza averlo veramente deciso, trasportato da un istinto, una disperazione o un solletico, alla tua notte raminga lungo la via Emilia, alla tua caccia solitaria e vagabonda a spiare le prostitute nelle piazzole e nei parcheggi deserti e ai rondò, quegli stessi corpi umani nel buio che erano stati solo sottofondo muto e inanimato e sfiorato durante decine di altre notti al mare, quelle stesse ragazze che andavi a sbirciare per scherzo quando facevate i puttan tour, (la volta che l’impareggiabile M., seduto alla tua destra, riuscì a rimanere serio nel replicare a una racchia che aveva appena detto “Zinquenta di bocca e di tutto”: “Le faremo sapere, signorina”) e adesso spererai siano davvero andati tutti a letto gli amici, perché questo adesso sarai tu, maschio in caccia più emozionato che eccitato, e il batticuore salirà forte, e sarai ora tu, proprio tu, uno di quelli che rallentano di continuo e intralciano il traffico, il traffico degli uomini veri che le ragazze se le vanno a cercare laggiù dove i fari allo iodio delle discoteche s’innalzano dritti nella pianura e li chiamano, come le sirene delle fabbriche chiamano gli operai al lavhorror, e forse tenteranno ancora una volta inutilmente di chiamare anche te, quei loro mazzi di coni di luce che oscillano e s’intrecciano alti nel cielo nero allarmando la notte dei normali. Questo adesso sarai tu, e ti sentirai già in colpa, e non vorrai essere sorpreso con la tua pochezza in flagrante da nessuno che conosci.
Tu e la tua scheggia nera metallizzata, e i tuoi desideri e le tue ansie e paure, in questo scenario silenzioso e disteso, entrerete e uscirete di continuo da mille quadri oscuri che non saprai, che con le loro crude sfumature ti metteranno di fronte al tuo inquieto non saper vivere.
Ma stavolta sarai deciso, e tutti i muscoli e il sangue del corpo lo saranno più di te, t’impediranno di ripensarci, non ti permetteranno, stavolta, di essere timido e di avere paura, al punto che quando avrai deciso di arrenderti, di rinunciare, e sarai di nuovo diretto da bravo bambino verso la casa per vacanzieri in affitto, la tua scheggia nera metallizzata compirà un’inversione perigliosa e stridente da telefilm poliziesco, e neanche tu saprai, in quel momento, chi diavolo ci sarà mai stato, al volante.
Risoluto a andare fino in fondo, tornerai all’incrocio dopo il Luna Park dove avevi intravisto la selvatica in costume di leopardo. Ma lei non sarà più lì. Risbucherai allora sulla via Emilia, allo svincolo in cui avevi adocchiato la stangona bionda e la mora. Ci saranno ancora, rallenterai, ma da vicino saranno due cozze inguardabili, due sculture di Modigliani dalla faccia oblunga e angosciante. Scivolerai via.
Continuerai a vagare e a cercare. Con solo il tuo mangianastri a tenerti compagnia nella sua remota fosforescenza verde di sogno rarefatto.

Datemi datemi, dirai, pregherai, strade buie e selvagge di questa notte di Romagna, datemi vi prego, allora invocherai, una prostituta con la faccia da troia! Basta, invocherai, con queste disgraziate che ti fan sentire in colpa soltanto a vederle, queste facce buone tristi e miti e rassegnate da misere schiave, datemi una porca troia vera, come di certo ce ne sono, o almeno datemi mie buone strade tentatrici e complici, vi prego datemi una ragazza carina, non queste racchione dell’est con le facce scolpite dal maestro Modigliani!

A lungo ne cercherai una carina, o almeno una con la faccia da troia. Mica facile. Con la faccia da troia come certe che in città intercetti arroganti sulle loro camionette da cento milioni, intestate alla ditta del marito posizionato, che te le inculeresti per sfregio – la vera troia è quella che sa sposarsi bene. Come certe vigilesse, che ti castigano frementi di sadismo perché te ne andavi a cinquantotto all’ora.
Ma con la faccia da troia non ne troverai nessuna, di puttana.
In compenso, nel cuore della notte e alla fine della Romagna, poco prima di arrenderti, ne scorgerai una bellissima, ma carina da impazzire, così carina da non sembrare vera, carina come fosse stata messa lì per sbaglio o per scherzo, così carina da aver paura che spunti un altro, magari in Ferrari, e te la rubi.
Poserai lo sguardo sui suoi occhi al rondò, sarà la più bella che tu abbia mai visto, un misto di mulatta cubana e di nera nigeriana, e nel frattempo la tua compilation, dispettosa, sarà giunta proprio all’unica canzone lenta e dolcissima delle diciotto che ci saranno, e in quell’atmosfera d’incanto irreale abbasserai il finestrino, e pieno di tenerezza e goffaggine le chiederai nella notte: «Ti va di farmi compagnia?»
Lei esiterà, disorientata da quell’invito mellifluo enigmatico al posto del solito: “Quanto?”
Poi, il “quanto” naturalmente ci sarà, e lei dirà cinquantamila.
Aprirai la portiera di destra, e quell’angelo col volto da copertina che non dovrebbe stare lì salirà, mentre sfumerà nella fosforescenza la canzone lenta e dolcissima, rimpiazzata da Ma Baker dei Boney M.

Ti guiderà fra viuzze infrattate, dicendo più volte “destra” “sinistra” come un navigatore preciso e incalzante, masticando la sua gomma e muovendosi al ritmo della musica e canticchiando Ma Baker come non fosse una canzone dei tempi di sua nonna, e lei ti farà delle domande, come se gl’importasse di te, e invece sarà solo un modo, ripenserai dopo, per farti parlare, capire se sei fatto o ubriaco o non ci stai con la testa, e tu non saprai proprio perché, ma risponderai col tuo vero nome, vera età, vera provenienza, vero tutto. Le chiederai il suo, di nome, e lei te ne dirà uno abbastanza deludente: «Jessica.» Ti consolerai pensando che di sicuro è inventato, un angelo simile non può chiamarsi semplicemente Jessica.
Tu, con a bordo una puttana. Le sue gambe di carne seducente a pochi centimetri da te. Non ti sembrerà del tutto vero. Non ti sembrerà una cosa possibile.

A un certo punto lei farà un cenno a qualcuno, a un incrocio, passando, come un segnale. Una collega, o una vedetta. Qualcosa ti dirà che ti hanno preso la targa. Giusto così, penserai, ci sono troppi violenti e maniaci di merda, in giro nella notte selvaggia, e se io ferissi anche solo con un’unghia questa fata che mi è apparsa nella notte, penserai, meriterei di venire squartato, e gettato in una fogna.
A metà di una stradina di campagna, ti farà cenno di fermare. Ti dirà di spegnere le luci. Anche lo stereo? Anche lo stereo. Sentirai di dover farfugliare che è la prima volta che lo fai così, che sei triste e confuso, che poi sarà la vera verità, che tu sappia. «I soldi», ti dirà. Tu le metterai in mano il cinquantone. Lei con mossa svelta ribalterà il suo sedile. Tu, più che altro per imitazione, farai lo stesso col tuo, ma per il momento resterete seduti a guardarvi, come due ragazzini impacciati che non lo hanno fatto mai.
Poi: «Disponi», ti dirà Jessica.
E tu: «Ti aiuto», le sussurrerai, e le abbasserai piano una spallina, e lei ti sorriderà, e per qualcosa di più lungo di un secondo l’intimità si farà dolce, e ti dimenticherai di tutto, ci sarà solo il profumo buono della sua pelle, e ti sembrerà di stare lì appartato con la tua ragazza, con l’amore bello e vero della tua vita. Ricorderai di aver letto da qualche parte che non sempre ci si avvicina alla tenerezza unendosi all’altro – spesso la tenerezza è lo spazio che ci divide. Vicinissimo a lei, le leccherai appena la spalla e poi il collo. Poi farai per baciarle un capezzolo, e lei ti respingerà.
Quasi infastidita ripeterà, meccanicamente, quel suo “Disponi”, e allora comincerai a sospettare che non significhi disponi di me come tu vuoi, fai tutto quello che ti pare del mio corpo e della mia pelle, comincerai a sospettare che “Disponi” voglia dire soltanto e più semplicemente: “Tiralo fuori. E sbrigati.”
Tu, disperato, le dirai che vuoi qualcosa di dolce, che da lei vuoi baci e carezze, non sarebbe stato così, penserai, se avesse avuto la faccia da troia, ma lei è così bella e adorabile… Lei ti spiegherà che con cinquanta si paga un trattamento veloce, tu balbetterai che ne hai solo altri dieci, e per lei sarà come aver detto che hai mezzo centesimo.
Avrai un’idea. La esporrai goffamente. Facciamo così, le dirai, un po’ di baci e di coccole, e poi, soltanto di bocca. Va bene?
«Okay» dirà Jessica, spegnendosi in una smorfia, come a dire, quasi delusa, come tu vuoi. Se ti accontenti di così poco… Ma non avrà capito nulla, o nulla fingerà d’aver capito, perché di nuovo, subito, rimettendosi a posto la spallina, con freddezza intimerà: «Disponi.»
Allora, tu, disporrai.
E disponendolo ti dirai, porco diavolo, a queste qui va bene tutto tutto, ma le perversioni sentimentali, cocco mio, quelle, no. Le carezze, quelle te le devi scordare.
Poi lei si darà da fare, ma un preservativo e due fazzoletti di carta renderanno la cosa ancor più deludente, squallida, grottesca, irreale. Nonostante questo ti abbandonerai, le carezzerai la nuca e la schiena, starai in silenzio sino al momento di due “sì” a malapena sussurrati e già tristi.
Nel rimetterti a posto, considererai la sua umiliazione, grande quasi quanto la tua, e le dirai Adesso mi dispiace, di avertelo fatto fare. E lei sarà sempre più perplessa per l’idiota che sei. Sbatterà fuori lo schifo nel viottolo privato, regalo per chi abita lì, tu riaccenderai lo stereo, lei ricomincerà a canticchiare Ma Baker come non fosse una canzone dei tempi di sua nonna.
Al rondò non la farai scendere subito, le chiederai un bacio, a Jessica, che dichiara venticinque anni e forse ne ha sedici, che incredibilmente nel buio non avrai neanche deciso se mulatta cubana o bambina nigeriana, saprai solo che ti sei innamorato di lei e dell’impossibilità di amarla e di esserne amato. Vi sfiorerete una guancia in un bacio non dato del tutto, le dirai addio, e buona fortuna. Che idiota: buona fortuna.
T’immetterai sulla via Emilia con la tua scheggia nera metallizzata, sotto gli sguardi di tante sue compagne che l’aspettavano in gruppo, al buio, di là della strada, come se loro avessero finito, e Jessica, l’avessi avuta fuori orario. Ti lascerai alle spalle il rondò e quell’angelo scuro. Ti sentirai una specie di verme. Ma non un verme moralista. Ti spiacerà di non averla potuta amare di più, e se amarla di più era avere un milione e pagarla per tutta la notte, per poi magari portarla al cinema, o in riva al mare, o in qualche osteria sulle colline a bere sangiovese, ti spiacerà di non aver avuto il milione, e però lo sai benissimo che in quel caso ti saresti sentito ancora più verme, non un verme moralista, no, ti sarebbe spiaciuto di non avere un miliardo, per chiederle di fuggire, e venire a vivere con te.
Non dimenticherai mai quanto t’è piaciuto il suo viso nel posare lo sguardo nei suoi occhi al rondò, non dimenticherai mai che in quel momento la compilation dispettosa era giunta proprio all’unica canzone lenta e dolcissima delle diciotto che c’erano, e che quella più realistica, Ma Baker, che parla di una negra disperata che si dà alle rapine, era partita solo dopo.
Forse, “disponi” non era la prima cosa che avevi capito, ma neanche la seconda.
“Disponi” era disponi al meglio della tua vita come credi, seguendo solo la tua anima e il tuo cuore, e rispondendo alle cose che ti chiamano nel momento in cui ti chiamano.
Forse non c’era bisogno, di avere addirittura un miliardo.
Ti ci vorrà un anno, per capirlo.
L’estate dopo, ritornerai otto volte alla stessa ora alla stessa rotonda. Poi altre volte a ore diverse. Altre volte disperato a ore varie in altri posti lì attorno e poi sempre più lontano a cercarla disperato.
Lei non sarà più lì.


36 commenti:

  1. Zio.. capiscile da solo tutte le cose che vorrei scrivere. :-)
    Bello. Si deve ringraziare quando qualcuno regala tanta bellezza come te. Grazie.

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  2. Capisco le tue note sino ad un certo punto, forse dovrei essere maschio per comprendere davvero. Cmq si legge tutto d'un fiato, mi piace. Notte

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  3. l'ho letto di mattina, andava letto di notte..
    E' vero che alle puttane non puoi parlare di sentimenti, per loro è un lavoro.Ho avvertito un ritmo piu' blando e distacco da tutta la storia, raccontata come fosse vista dalla finestra di casa.
    Buona domenica!

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  4. * Sara
    Tranquilla, sono piuttosto telepatico... :)
    Anche per la bellezza l'offerta è direttamente collegata alla domanda (brutti termini ekonomici, lo so, ma rendono l'idea) quindi grazie anche a Te!

    * Giorgia
    Ti capisco: anche se io sono contrario al rosa e all'azzurro e alla divisione degli esseri umani in generi, millenni di (de)formazione culturale fanno sì che esperienze come questa siano prettamente (anche se non esclusivamente) maschili. Però io vi metto sempre in gioco anche la mia inscindibile parte femminile: non posso mica lasciarla a casa... :-))))
    Buona domenica, carissima!

    * mr.Hyde
    Sì, in effetti è un racconto notturno da tutti i punti di vista. Forse il distacco apparente dipende dall'uso del tempo futuro (un esperimento, fatto solo per questo racconto, di cui però non mi pento), perché in realtà la mia partecipazione alla storia è palpitante e commossa. O almeno vorrebbe esserlo.
    Buona domenica anche a te!

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  5. Non amo gli uomini che vanno a prostitute, però la storia è davvero molto bella.

    Buona domenica!

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  6. È vero: andava letto di notte. Ed è altrettanto vero che un uomo potrebbe apprezzarlo più compitamente.
    Ma... osti! se l'è bel!!!
    Scrivi da dio.

    Una preghiera: definisci la "scheggia nera metallizzata". Più tardi rileggerò il post e immaginerò meglio.

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  7. * Kylie
    Posso capirti, in fondo a volte è bello pensarla diversamente (e neppure tanto, è una questione di sfumature... :D)
    Grazie, e buona domenica anche a te.

    * Bastian Cuntrari
    Grazie per i tuoi complimenti.
    Devi immaginare un'utilitaria nera, piccola ma relativamente veloce, insomma una robina da giovinastri... :)

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  8. Carissimo Nick! Grazie per la perla che ci hai regalato! Per chi ha un'anima così sensibile anche l'amore a ore diventa amore per sempre! Un abbraccio caro amico, sono in Sicily e non sempre dispongo di conn. per poterti leggere. Un abbraccio.

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  9. A me è piaciuto scritto al tempo futuro e anche certe sfumature che dal mio punto di vista potevo solo immaginare.
    Una chicca, bravissimo!!

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  10. Resto un po' interdetta in certi passaggi di psicologia e atteggiamento del tutto maschili che certamente sono inerenti alla situazione. E sono altresì stupita di fronte alla squallida realtà della prostituzione che racconti con sentimento di pietoso distacco. C'è la bellezza dell'incontro che si vorrebbe altrove. E c'è un racconto che si legge tutto d'un fiato in uno stile perfetto per questo ti ringrazio e mi sento fortunata di leggerti.
    Nou

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  11. * Galadriel
    Un grande abbraccio anche a te, e buona fine estate siciliana! :)

    * keiko
    Sì: con tutti i limiti sia miei che di questo racconto, è a questo che servono gli scrittori.
    Ti ringrazio per le tue parole.

    * Nou
    Mi rendo conto che l'argomento può apparire di per sé squallido e violento (specie per le connotazioni di sfruttamento malavitoso che qui non vengono approfondite), e che non basti a riscattarlo l'atteggiamento sentimentale e disarmato del protagonista, o il mettere in epigrafe una poesia d'Amore.
    A costo di ripetermi, ti dico che sono fortunato io a essere letto da persone come te.

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  12. Leggere i tuoi racconti è un vero piacere, che vorrei poter prolungare molto più a lungo.

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  13. Ciao Nick, bentornato. Ho avuto anche io seri problemi con il pc e mio malgrado ho presenziato in modo estemporaneo al blog.
    Ripasso e ti trovo in ottima forma. Come sempre, splendido racconto :)

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  14. Sei sempre molto bravo.
    Ti auguro una serena settimana.

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  15. mentre lo leggevo, un minuto fa, non sapevo se ridere o se piangere...
    perchè riesco a leggere la tua sensibilità verso il femminile più bello...
    mi piace molto questo tuo modo di raccontare...
    Ricambio l'abbraccio Nick!

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  16. Ciao, Nicola. Davvero bellissimo questo racconto ambientato dalle mie parti...chi non conosce il "traffico notturno" della via Emilia? Un testo struggente e coinvolgente...la mentalità maschile in questi frangenti può lasciare perplesse noi donne, ma una storia così la si ama e basta, al di sopra delle considerazioni moralistiche.

    P.s. Ho letto il post precedente...è così delicato e pieno d'amore. Ti mando un abbraccio!

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  17. Ci sono sensazioni che t'invadono anche nei momenti più irreali : sentirsi persi in una tempesta dentro, ma sembrare calmissimi e distaccati in mezzo ad altri che non possono leggerti dentro, o trovarsi in una situazione di per se squallida ed estremamente materiale, e invece viverla con una poesia delicata ed inaspettata. Tu sai cogliere con empatia e raccontare magnificamente le anomalie del nostro essere umani variabili.

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  18. Nell’antichità la prostituzione era un rito propiziatorio in luoghi appositamente ghettizzati, allo scopo di assicurare fertilità e fortuna e la benevolenza della dea Afrodite. Ma non credo sia questo il caso... dell'autista della macchina nera.
    Soltanto con la chiesa Romana da essere ingraziante gli Dei è divenuta peccatrice, svuotando l’atto sessuale del suo significato simbolico, spostando il piacere dell’unione verso la lussuria e la depravazione. Anche se alcuni storici ritengono che per esempio (sto divagando) il passo nel Vangelo della prostituta da lapidare perchè meretrice non sia mai stato esistito ma solo una trasposizione postuma sempre della Chiesa cattolica e Romana, come molti altri piccoli errori distorsivi.
    Comunque sia concordo sulle vigilesse con il frustino.
    Bonne nuit Nicola.

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  19. Perverso, perverso, fare cose romantiche con una prostituta ;)
    No, no, niente baci sulla bocca (chissà perchè poi).

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  20. ricorda Bukoswki ma... più melanconico

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  21. Una lezione di stile di" bello scrivere"....
    Scusami Zio , se oso prendere delle confidenze...., ma sei un mito!!!!

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  22. * Krilù
    Farò di tutto per esaudire il tuo desiderio... :-))

    * Blackswan
    Grazie, carissimo, e ben ritrovato.

    * Cavaliere oscuro
    Serena settimana anche a te!

    * cristina
    E a me piace il tuo modo di commentare: in poche righe ecco emergere il mio istinto per il Tragicomico, la mia sensibilità (parzialmente) femminile, la mia passione per il raccontare...
    Un nuovo abbraccio anche a te.

    * Ninfa
    Ti abbraccio forte anch'io, sia per aver letto e apprezzato il post precedente, sia per le tue belle parole su questo mio racconto. Ciao! :)

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  23. * Felinità
    Finirò con l'assumerti per scrivermi i risvolti di copertina...
    Ti abbraccio forte.
    Ciao e Miao!!

    * Pierrot
    Sui danni fatti dalla chiesA a tutto ciò che era amore, sessualità, erotismo (ottima la tua divagazione!) ho sempre trovato assai efficace questo aforisma di Nietzsche: "Il cristianesimo dette da bere a Eros del veleno. Costui in realtà non ne morì, ma degenerò in vizio".
    Il paradosso è che il cristianesimo è (sarebbe, dovrebbe essere) la religione dell'Amore, ed è quindi ancor più imperdonabile...

    * Ally
    Secondo me per molte (e molti) è un banale luogo comune copiato dal film Pretty Woman... Fanno le cose più intime del mondo però ti negano persino un bacino, neanche in bocca, ma SULLE labbra...

    * Greg
    Uno Zio Buk più melanconico... direi che ci può stare. :)

    * nella
    Scusarti? Il mio ego ne vorrebbe cento al giorno, di confidenze così... :-))))
    Grazie!

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  24. E' una lettura bis per me ma è Unica l'emozione :)
    baci8

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  25. * giacynta
    Ringraziamento bis e abbraccio bis... e sarà ora che mi metta a scrivere qualche racconto nuovo... :-))))

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  26. ciao Nick
    con il tuo tocco magico riesci a condurre il lettore dove vuoi.
    Un racconto alla tua maniera, in cui ti seguiamo nelle squallide strade di squallidi scambi umani e vi troviamo sensibilità, umanità e bellezza, vivendo,assieme al protagonista, la gamma completa dei suoi sentimenti.
    con gratitudine
    Nina


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  27. Bello Zio, sei sempre sensibile e pieno di immaginazione.

    PS Fra poco, torno a fare "blogging", dopo un periodo drammatico

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  28. * nina
    Grazie! La tua lettura, e i tuoi commenti, hanno sempre un effetto illuminante sui miei scritti: per anni ho scritto al buio, adesso grazie a molti e molte di voi sto in un luogo magico, dove splende la luce di tante candele...

    * Danilo
    Non vedo l'ora di darti il bentornato, e naturalmente spero che il dramma non sia stato troppo grande. Se volessi scriverne in privato via mail, non esitare, io sono qui.

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  29. Una trama che avvince grazie alla tua inimitabile e superba vena.

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  30. La tua bravura mista a estrema dolcezza va al di là di ogni possibile felicitazione che io possa fare! Un argomento difficile trattato con grande tenerezza! :)
    Vado quindi fuori tema, dicendoti che quella Via Emilia in Romagna l'ho percorsa tante di quelle volte e con diverse macchine (Marea, Stilo, Ulisse, Punto, e tante altre) che non me le ricordo nemmeno più! Lì ci abita una nostra cara amica ed è un luogo a cui sono molto affezionato! Però, ora che ci penso Nick, pure tu l'hai percorsa miriadi di volte...in treno :-))) Un abbraccio forte

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  31. * Adriano
    Come sempre ti ringrazio, grande amico e lettore complimentoso... :)

    * nico
    Marea, Ulisse... nomi che aggiungono fascino marinaro, epico e mitologico a quel vagare per le vie di Romagna, mentre Stilo e Punto evocano la scrittura... :D
    Un abbraccione, caro amico!

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  32. @Zio Scriba:

    Ciao caro, scusa l'OT ma controlla la tua mail. Merci. :)

    Ciao.

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  33. molto , molto bello questo racconto.... avrei pure un'immagine fatta da me con cui illustrarlo che è qui:
    http://www.flickr.com/photos/33711991@N04/7187283662/in/photostream

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  34. * Marina
    Divertentissima, anche se del tutto contraria allo spirito del racconto: io lo scimmione lo scorgo assai più fra i branchi omologati di carne da discoteca, che non fra i solitari clienti delle prostitute...

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  35. Mi era piaciuto molto la prima volta che l'avevo letto, mi piace ancora di più adesso - ho trovato molta più poesia della prima volta: la letteratura è fatta da chi scrive ma anche da chi legge.

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  36. Concordo: leggere è un'attività altamente creativa, ed è proprio questo a rendere ancora più entusiasmante lo scrivere!

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)