Un Corradino tira l'altro... E l'appetito vien leggendo!

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«Pezzoli evolution... tre libri per un solo grande, toccante e indimenticabile romanzo di formazione.»
"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

sabato 23 giugno 2012

RACCOLTA DIFFERENZIATA BIS - "Andar per rane"

 
ANDAR PER RANE



Nelle “camerette” (da 24) del Settimo 89, su alla Compagnia Comando e Servizi, terzo piano, si parlava animatamente di queste rane del Primo 90 che dovevano arrivare l’indomani dal CAR di Albenga – anzi dal BAR, come avevan pensato di ribattezzarlo certi cavrones privi di senso del ridicolo al Ministero della Difesa.
Le si attendeva al varco da settimane, le rane. Le si era sognate per mesi. L’indomani all’imbrunire sarebbero andati a prelevarle coi camion alla stazione. Ma la fornitura si prefigurava scarsa. Più scarsa del solito. Mooolto, più scarsa. 
Correva infatti l’allarmantissima voce d’un incremento pazzesco e inaspettato del ricorso all’obiezione di coscienza, per via di nuove leggi che facilitavano i furbini.
 «E se invece di trecento ce n’arrivano cencinquanta-dugento?» chiedeva uno dal suo letto a castello.
«Peggio per loro» rispondeva un altro. «Faranno doppi servizi. Doppie guardie doppie corvée cucina doppia ramazza doppio tutto. Schiatteranno, quelle rane di merda. Per quattro mesi se lo scordano proprio, di andare a casa. Manco coi trentasei. Manco coi permessini. A noi non ce ne deve fregare un cazzo, di quante sono. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, porcozio.»
«Minchia se l’abbiamo fatta», una terza voce.
«Ora si tira il fiato, dioboia», una quarta.
«Dite facile voi» una quinta in dissonanza. «Ma se arrivano du scamorze ci piomba nel buciaccio a noialtri. Quegli stronzi là del Quarto, loro sì se ne sbatteranno e andranno a frotte in licenza, ma noi siamo ancora operativi, e datemi retta a me, a noi ci conviene pregare che n’arrivano una bella squadra, di quelle rane, per alleggerirci la situazione.»
Era marzo, e discorrevano quei del Settimo di queste rane nella notte.
Sentivi solo voci, non vedevi facce, perché il Silenzio era suonato da un pezzo e le luci erano spente. La cosa strana di questo Silenzio è che spengono le luci ma non tace un cazzo di nessuno. Dovrebbero chiamarlo Oscuramento.
E dovevate sentirle, le camerate del Quarto in subbuglio: oillellé, oillallà, il Quarto vi saluta, il Quarto se ne va. Eccetera.

Atmosfere più cupe e nervosette di preoccupazione, lì al Settimo:
«Servizio incivile, ziocane.»
«Bocchinari.»
«Conosco uno che faceva l’obiettore in una biblioteca comunale.»
«Aspetta che indovino…»
«Un cazzo da mane a sera.»
«Ah! Che figlio di puttana.»
«E dormono tutti a casa.»
«Ah, come mi prudono le mani!»
«E guadagnano di più, capite, perché a noi ci trattengono la sbobba e la branda. Pure quello che non mangi la sera perché vai in pizzeria! Infatti quando sei in licenza guadagni di più! Pure pel culo ci prendono!»
«Mi cugino guida il pulmino de’ mongoli. Ma al paese nostro c’è ‘n mongolo solo, e va in giro al massimo per mezz’oretta du giorni la settimana.»
«Capito il furbiciattolo!»
«Frocio imboscato!»
«Figlio di troia!»
«Oh, piano con la mi zia.»
Mica tutti partecipavano, mica tutti dicevano la loro. Qualcuno ascoltava e basta. Qualcuno aveva il walkman o i cazzi suoi per la testa. Qualcuno cercava di dormire. Qualcuno scorreggiava. La camerata era da 24 e le filosofie esistenziali, capite, variavano.

La luna quasi piena era padrona incontrastata del cielo, ma quaggiù a Pavia era padrona la nebbia, così se alzavi lo sguardo fuori dal finestrone con la tapparella rotta intravedevi soltanto una specie di frittellina lattiginosa e smunta – il poco chiaror di luna spantegato attorno come una macchia assorbita male. Era meglio non alzarlo, lo sguardo, metteva solo tristezza. Di sopra la branda a castello conveniva tener le palpebre cucite. Qualsiasi cosa vedessi da lì – il cielo degli uomini liberi, le foglie scure del platano, la nebbia fottuta che cancellava sia cielo che platano, i muri rigati di crepe, gli zainetti tattici in cima agli armadietti grigi alti tre metri e stretti mezzo – qualsiasi cosa vedessi da lì ti metteva l’angoscia. E se di rane non ne arrivavano sul serio? Non sarebbe finita mai.
«Io invece ne conosco uno che l’hanno messo a pulire il culo a un vecchio, e glielo doveva pulire davvero anche sei sette volte al giorno.»
«Oi, e che cagone era?»
«Poi il vecchio ha smesso di cagare, e allora questo qui l’han mandato a impazzire dieci ore al giorno in una comunità di tossici, e c’impazziva davvero e talmente tanto che per poco non diventa tossico lui.»
«Ben gli sta.»
«Addamuripazzo, addamurì.»
«Ma com’è possibile?»
«Anche d’imboscati c’è due tipi, come in tutto, quei raccomandati e quei sfigati. Se non hai le conoscenze devi stare attentino, a fare il furbo, se no poi te lo poggiano in culo peggio che se non lo facevi.»
«Dovrebbe andargli a tutti così!»
«Quei finti obiettori. Quegl’imboscati de merda.»
«I non violenti che poi fanno a sprangate allo stadio, va là. Da vomitare, mi viene.»
«Già, vorrei averne uno per le mani, adesso.»
«Baionetta su pel culo, gl’infilerebbe.»
«Ü a-é aè hu öa!» disse minaccioso il bresciano. Quando parlava il bresciano si capiva mica un cazzo. Lo lasciarono dire.
«Però, peccato non averci avuto l’idea.» disse qualcun altro.
«Cosa?»
«Dico, se le cose stan così, potevamo farci furbi anche noi.»
«Certo, dovevamo pensarci pure noi. Quelli son tipi furbetti, son tipi giusti, altro che.»
«’Date a prendere baionette n’il culo, coppia di froci!»
Da qualche parte venne via un rutto.
«Prosit» disse una voce.
«Sòrreta» rispose un’altra. E via così.

La sera dopo aspettavano il rientro dei camion andati a ranare. Chi scendeva in cortile, chi s’affacciava ai finestroni, chi se ne sporgeva impaziente come in attesa di cibo. L’accoglienza per le rane era bell’e pronta. Sarebbero state urla e strepiti e battiti e rimbombi da farli cagar sotto, da farli piangere-tremare e invocare la mamma. Com’era stato prima per tutti.
Arrivarono in anticipo. Il cancello si spalancò, e la lunga colonna verdognola cominciò a riversare se stessa nel gran recipiente d’infelici in mimetica e anfibi. Gl’infelici derubati d’un anno dei migliori per esser nati col pisello invece che con la passerina e le tette. Per un anno prigionieri d’uno straccio di bandiera.
Lei la bandiera se ne sbatteva il cazzo: si lasciava tirar su la mattina e ammainare la sera, e ogni tanto portare in lavanderia dove ben lontana dal diventare pulita veniva sbiadita, veniva irlandese.
Arrivò in cortile il primo camion ed era vuoto. L’autista che era uno del Settimo batteva pugni sul volante, il sottufficiale al suo fianco bestemmiava incredulo fuori dal finestrino. Boiacane! Boiacane! Oh, bbboiaduncane! bestemmiava incredulo. Il secondo camion era vuoto. Il sottufficiale scuoteva il capo e mostrava le mani giunte, l’autista se ne sbatteva le palle anzi quasi ghignava, perché lui era del Quarto e stava per diventare un fantasma. Il terzo, vuoto. C’era su il capitano con le mani nei capelli anche s’era pelato pelato e con un porro sulla guancia, l’autista era del Settimo ma si dava un contegno per via della vicinanza del capitano frustrato che aspettava solo di punire qualcuno per sfogarsi, e probabilmente aveva l’alito cattivo. Sul quarto camion non c’era una rana a pagarla un miliardo. Anche il quinto e il sesto erano vuoti. Carburante sprecato. Turni di guida sprecati. All’autista del settimo camion (vuoto) avevano strappato una licenza già firmata perché un altro tizio aveva marcato visita e c’erano le rane da andare a prendere alla stazione. Gli uscivano madonne tritate dalle narici e dalle orecchie. Non avresti voluto essere nei panni delle poche eventuali rane nascoste negli ultimi camion. Aó, nun ce se ccrede, venite a vvedé cche rrobba! gridava al suo fianco il sottotenente Sbardella, esterrefatto come uno stronzo uscito di bocca cioè cagato contromano.
Dall’ottavo camion zomparono giù sei sette ranine. Nemmeno sembravano vere, e nessuno ebbe il coraggio di fischiare, di spaventarle, di gridar loro qualcosa. Silenzio spettrale. Un camposanto. Militare. Mancavano solo le croci. Il nono ne portava poche più – una dozzina.
Il decimo e ultimo era l’unico a pieno carico.
Le rane vennero fatte allineare silenziose nel cortile.
In tutto erano meno di 50. Neanche un sesto del previsto. E andavano ancora suddivise fra Terza Compagnia Pionieri, Compagnia Attrezzature Speciali, Compagnia Comando e Servizi.
Era una tragedia.
Quello di Brescia al terzo piano sbiascicò qualcosa d’irripetibile.

44 commenti:

  1. Giorni da incubo, quelli della naja...un arrivo così l'ho vissuto anch'io, poi m'è andata bene, in quel di Cuneo, come caporale istruttore. Un anno alle ortiche!
    Ben scritto.
    Buon fine settimana

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  2. quasi quasi rimpiango di non aver fatto la naja. è una fonte sempre notevole per i tuoi racconti...
    quasi quasi, ho detto comunque :)

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  3. * Massimo Caccia
    Ho idea che quello di caporale istruttore fosse uno dei destini peggiori: da un lato restavi pur sempre un "najone", dall'altro venivi odiato dalle reclute, che vedevano l'opprimente istituzione personificata in te...
    Grazie.
    Buon fine settimana anche a te!

    * Marco Goi
    Se ritorniamo a nascere si può provare a fare uno scambio... :)

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  4. Caro Nicola oggi il tuo lungo racconto mi a fatto pensare che la naia nei certi momenti ci insegna a vivere per la maggior parte dei giovani, io sono sincero non mi fatto affatto male anzi molto bene, sicuramente erano momenti di pace.
    Purtroppo ci sono state tanti che la naia le hanno lasciato il segno hai superstiti di conflitti.
    Ciao e buona domenica caro amico.
    Tomaso

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  5. * Stefania
    Eh? :)

    * Tomaso
    Se per vivere si intende lo "stare al mondo" (adattandosi alle sue brutture) posso essere d'accordissimo con te. Anche se, da sognatore, mi ostino a voler credere che "vivere" possa essere qualcosa di diverso, e un po' più bello...
    Buona domenica pure a te, caro amico.

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  6. Trovo che sia cosi' commovente, che alcuni ricordi siano capaci di rievocare questo. Non importa se verita' o fantasie. A volte sono solo elecubrazioni su quello che era il senso di un atmosfera. Quei periodi come la naja, che magari mentre li vivi sono ansia e malinconia. E poi, anni dopo sono malinconia a rammentarli ormai distanti:-)

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  7. Mi hai fatto ritornare in mente alcuni ricordi dell'anno di naja.

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  8. Bravo come sempre Nicola.
    cristiana

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  9. Ah, ah, ah, divertentissimo questo tuo racconto sulla bestialità della naja ... che io non ho fatto: obiettore al wwf (campi estivi con animatrici, non so se rendo l'idea, i tuoi personaggi mi avrebbero mandato a quel paese a maleparole, dandomi dell'imboscato/raccomandato).
    p.s. comunque a leggere il tuo racconto, ho pensato per un attimo come l'amico Cannibal Kid, solo per un attimo però ...il servizio civile è stata l'esperienza più bella della mia vita, una delle poche scelte di vita, che se tornassi indietro, rifarei ...

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  10. I tuoi racconti di naja, sono i più drammatici e divertenti che abbia letto e rendono perfettamente idea della scemenza imperante, sopratutto fra gli alti ranghi!
    Sono d'accordo con l'Alligatore:obiezione di coscienza necessaria..(il servizio civile l'ho fatto negli anni '80= 16 mesi vissuti comunque non come lui: ci credo che non voleva andarsene piu'...)

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  11. * La rouge
    Vero: inevitabile la malinconia ripensando ai 22-23 anni... malinconia raddoppiata dal fatto che li si poteva passare un po' meglio... :)

    In questo racconto è quasi tutto vero, anche se c'è un cambio di prospettiva. Ho visto davvero accadere cose molto simili, ma per esigenze narrative ho deciso di mettermi nei panni di quelli del Settimo preoccupati per il mancato arrivo dei rimpiazzi, mentre io in realtà ero un "fantasma" del Quarto che si preparava a dire Ciaociao... :D

    * Cavaliere oscuro
    Se sono brutti ricordi me ne scuso... :)

    * cristiana2011
    Come sempre grazie! :D

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  12. ** Ally e mr.Hyde
    Sia chiara una cosa, cari amici: io se tornassi indietro farei il servizio civile. :D
    (E spero che nessuno pensi che 'sto racconto voglia essere contro gli obiettori alla naja: le idee espresse dai personaggi nei dialoghi non sono certo le mie, anche se fra tante bovine idiozie infilano pure qualche verità...)

    Un abbraccione a entrambi!!

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  13. Zio, è chiarissmo il tuo punto di vista, che è, non sempre coincidente con i personaggi, tutto chiaro ... quanto a l'amico Mr Hyde, dico che in realtà sono stato nell'ambiente anche anni dopo, e molti amici di allora sono amici attuali ...l'esperienza del servizio civile, non è stata per tutti uguale, privilegiati e no, fortunati e no, come nella naja ...

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  14. "...La camerata era da 24 e le filosofie esistenziali, capite, variavano."
    E tu me le hai fatte immaginare tutte. Bellissimo anche quando velocissimamente metti a fuoco un dettaglio ( la reazione del bresciano ):))
    Grazie, Nick!

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  15. * Ally
    Sì, sì, la precisazione l'ho fatta più che altro immaginando le possibili reazioni di chi dovesse leggermi per la primissima volta... sapevo che voi amici non avreste potuto fraintendere, e anzi vi ringrazio ancora per i vostri preziosi contributi... :)

    * giacynta
    Sarà ripetitivo, ma come potrei non dire GRAZIE A TE? :D

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  16. Va be', va! Se fosse vero che si rinasce, lo scambio te lo darei io! Senza bresciani tra le palle, pero': mai capito il loro ... gergo! :))

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  17. Scena perfettamente descritta di una camerata di anziani in attesa dell'arrivo delle burbe. Per loro sarebbero stati cavoli amari.
    Quel periodo non l'ho mai dimenticato.
    Un salutone,
    aldo.

    ps. se qualche bergamasco parlava in dialetto non avresti capito un tubo.

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  18. Purtroppo io ho fatto il 23° Corso A.U.C. a Lecce, alla caserma Nacci, III Btg, 9° Cp, V plotone. Dico purtroppo perché col carattere che mi ritrovo mi sarei divertito a fare il microbo -così si chiamavano un tempo le rane- e poi a fare il nonno.
    Mi è capitato di vedere certi scempi da ufficiale a Udine: i poveri microbetti venivano massacrati dai nonni e dagli anziani. I capitani ci dicevano di non intervenire perché era toccato a loro e poi un giorno questi microbi l'avrebbero messo in culo ad altri microbi.
    "Questa è la forza dell'esercito, tenente" Mi disse un capitano testa di cazzo che più testa di cazzo non si può.
    È diventato generale di corpo d'armata, uno con tre stelle d'argento.
    Non ho ancora capito cosa volesse intendere con la sua "forza dell'esercito".
    Chissà se lo sapeva lui, ma ne dubito.
    Bel pezzo, come al solito. Ciao.

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  19. * Enzo
    La capisco poco anch'io, questa "forza"... visto che stiamo parlando di un tragicomico esercito primatista in disfatte, rovesci, voltafaccia e guerre dalla parte sbagliata...
    Il nonnismo non è che una delle tante stronze e fetide facce del bullismo di merda (che io non chiamo bullismo, ma ANTROPODINAMICA SOCIALE), anzi ne è la faccia peggiore, proprio perché istituzionalizzata e legittimata dall'alto ("alto" si fa per dire, e mentre lo dico mi viene da ridere...)
    Per fortuna ai miei tempi, almeno nelle caserme del nord, era stato quasi totalmente debellato, e ne resistevano solo manifestazioni simboliche, come lo strepito (pauroso ma innocuo) che accoglieva le rane all'arrivo, o qualche isolato episodio di sbrandamento notturno. Poi i pezzi di merda c'erano sempre, ma in genere con gli anziani si faceva tranquillamente Amicizia...
    Grazie, e ciao!

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  20. ** Adriano e il monticiano
    Avevamo anche i bergamaschi, e col bresciano era una bella lotta a non farsi capire, anche se loro mi suonavano leggermente più comprensibili... :)
    Ciao cari amici!

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  21. Quando sono arrivato io a Udine, con la mia unica stellina lucidissima sulle spalline, arrivava il primo 39. Puoi figurarti.
    C'erano ancora quelli del quarto 37, che non facevano più una beata mazza,ma giravano con le mani in saccoccia e il basco alla rovescia, mettendoselo dritto solo quando vedevano arrivare un maggiore, nemmeno un capitano, da maggiore in su.
    Ho visto quasi tutte le mattine facce sgomente di poveri ragazzini di 20 anni, che non avevano mai assaggiato certe banane a casa loro. Dormito poco o niente, perché i nonni si davano il turno a farli scoppiare.
    Il nonnismo è stato una piaga del nostro sistema militare, e che ci siano stati ufficiali più bulli di certa gentaglia mi faceva e mi fa ancora schifo.
    Ciao amico mio.

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  22. E' sempre un piacere leggerti,
    anche le cose spiacevoli possono diventare qualcosa di buono. miao

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  23. Ciao Nicola!!! Per il momento passo solo a lasciarti un saluto, ma poi torno con più calma a leggere! Un abbraccione, buona domenica!!

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  24. Zio, hai reso perfettamente l'atmosfera e la mentalità dominante durante il servizio di leva. Quelli sono stati i giorni più inutili della mia vita. Per fortuna mi detti molto da fare, e con successo, per ridurre al minimo la mia presenza in caserma. Quando tolsero l'obbligatorietà del servizio militare pensai all'indescrivibile sollievo delle nuove generazioni che non avrebbero più dovuto sfracellarsi i coglioni in quelle prigioni demenziali.
    Un abbraccione!

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  25. questo episodio lo trovo un po' più scuro e amaro, rispetto agli altri. È una sensazione solo mia?

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  26. Sul finale ho temuto che le povere ranine superstiti potessero essere fucilate in quel cortile....per la rabbia e l'insensatezza di tutto.
    Ciao!
    Teresa

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  27. sono davvero felice di essere donna, per molti motivim, qui ne hai elencati alcuni :-)

    buona giornata

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  28. Un vero serbatoio di spunti e ispirazione quel periodo di naia! (Posso dire, egoisticamente, che ne è valsa la pena?). In una situazione di grezza brutalità e senso di rivalsa, commuove la vena di malinconica compassione per ciò che il protagonista pensa suddederà alle povere "Rane"...

    Nina

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  29. Sono ben felice di non aver fatto il servizio militare (chiaramente, essendo donna) e anche che adesso non ci sia più questo obbligo assurdo.
    I tuoi racconti sulla naia mi piacciono molto (non solo quelli comunque), hanno qualcosa di particolarmente affascinante, nonostante l'argomento (per me) non sia certo affascinante in sé! :)

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  30. * Enzo
    Il bullismo fa orrore. Ma farlo diventare "gerarchico" e "pianificato" è un orrore stupido, un'inferiorità mentale che mi dà il voltastomaco.

    * nella
    E tu troppo generosa! :)

    * Felinità
    Sì, per uno scrittore è particolarmente vero (purtroppo?) il detto "Non tutto il male..."

    * Giada
    Un abbraccio anche a te!

    * ruhevoll
    "inutilità" e "sfracellarsi i coglioni"... queste sono parole chiave che più chiave (e più chiare) non ce n'è...
    Un saluto affettuoso, caro amico.

    * Reverend Emi
    Io in realtà ho trovato assai più drammatici La mano del caporale e Noi poppanti col fucile, anche perché più veri, sofferti e personali, mentre qui, come ho detto, mi sono immedesimato in altre persone...
    Questo, in alcune parti, era anche parecchio birichino... :)

    * Teresa
    Se c'è stata fucilazione, è stata "solo" della mente e dell'anima (che in ogni caso non è poco).
    Ciao!

    * Tartarugola
    Misoginia del web: il tuo commento orgogliosamente femminile era finito, non si sa come, nella cartella spam...
    Davvero imperdonabile... :-))))

    * nina
    Il tuo pensiero è spesso anche il mio: va bene, mi dico, mi hanno rubato un anno dei migliori, per colpa della scimmiaggine machoguerresca dell'homo (col cazzo) sapiens, che rendeva addirittura suprema legge scritta l'oscena equazione "un pene, un fucile"... però almeno ho avuto in cambio tante storie e tanti personaggi...

    * Fra
    Grazie, carissima, questo è un grande complimento. Non c'è niente di più difficile che rendere affascinante un argomento, se per il lettore non lo è. Io per esempio provo repulsione per la corrida e per il pugilato, e nemmeno Hemingway è riuscito a rendermeli interessanti. (Mentre ci è riuscito benissimo Clint Eastwood con Million Dollar Baby).

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  31. Concordo sulle tue repulsioni e sul commento su Clint Eastwood con Million Dollar Baby... :)
    Ecco... tra le cose che repello (che parola brutta), in libri e/o film, c'è pure il servizio militare e la guerra in generale. Quindi... sì, il mio era un complimento! :)

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  32. ho provato a rileggerli ma confermo la mia sensazione, è sempre incredibile come il vissuto sia percepito in modo diverso, quando passa attraverso il racconto... :)

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  33. Il racconto lo trovo bellissimo... ovvio che non cndivido il ragionamento dei poveri militari... secondo me era una cosa da cercare di evitare con tutti i mezzi: sia per la Non-violenza sia perchè non è giusto obbligare dei ragazzi alla leva che è paragonabile ad un carcere...infatti oggi non è più un obbligo! Il racconto è molto bello perchè tiene il lettore inchiodato al testo per come è raccontato ed è questo ciò che conta...del resto non credo che tu riferisca quei dialoghi con particolare approvazione per l'esercito...anzi! CIao buona settimana!!!

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  34. maledetto web ;-P l'importante è che tu l'abbia recuperato con il tuo immenso amore per ogni manifestazione di pensiero e personalità

    un bacione

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  35. * Fra
    Grazie di nuovo... e aggiungo, pur essendo superfluo e scontato, che quelle repulsioni le abbiamo in comune...

    * Reverend Emi
    Ulteriore dimostrazione della verità di quella cosa che ripeto sempre: la lettura è un atto Creativo! :)

    * Marina
    Certo, disapprovazione totale per il mondo della naja. Ma anche quei personaggi (dalla cui bestiale ignoranza prendo ovviamente le distanze) la disapprovavano: non erano dei "convinti", erano solo preoccupati perché l'arrivo di così poche reclute si sarebbe ritorto contro di loro.
    Grazie della visita, e cari saluti anche a te!!

    * Tartarugola
    Un bacionissimo, ma grande grande, mia cara amica! :)

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  36. Ciao
    Se passi da me... c'è un premio per te
    per ringraziarti del tuo sostegno al mio blog

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  37. Querido amigo, passei para te abraçar. Sempre um prazer poder ler-te.

    cvb

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  38. dei ranocchietti che rimangono tali e non si trasformano in principi, altri che son principi da subito e che fanno esperienza, tanto da diventar sempre più 'signori' nel vero senso del termine! :*

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  39. Ogni tanto il mi collega d'ufficio mi racconta dei suoi trascorsi al militare. Gli aneddoti sugli scherzi sono i migliori!

    Bacio

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  40. * Lalila
    Grazie, e Benvenuta a bordo!! :)

    * Oceano Azul
    Un super abbraccio anche a te!

    * petrolio
    Se fra principi e signori intendevi mettere anche me, ti ringrazio. Sennò... ti ringrazio lo stesso! :-))

    * Kylie
    Non so, io odio la seriosità e amo sempre "scherzare", ma di solito in QUEL genere di scherzi (che siano contro reclute, matricole o "primini") vedo solo bullismo, stupidità e conformismo pecoreccio...

    Bacio anche a te! :D

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  41. Ben fatto. Divertente il racconto, evocativa l'atmosfera, ben resi l'ambiente e le persone, impagabile l'alternarsi dei dialetti più disparati... anche se ammetto che per me è facile parlare, dal momento che non ho fatto il servizio di leva (nè obiezione di coscienza, nè raccomandazione, più semplicemente faccio parte di quelle persone nate "con la passserina e le tette").
    Continua così! Ciao


    Marisa

    RispondiElimina
  42. * Marisa
    Causa la connessione ballerina di questi giorni, ho visto solo adesso il tuo contributo, e quindi è in ritardo, ma con grande piacere, che ti ringrazio e ti dico Benvenuta! :)

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)