"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 10 aprile 2012

RACCOLTA DIFFERENZIATA BIS - "Stop!"



STOP!


Quest’anno l’avremmo vinta, la gara dei castelli di sabbia. Io e gli altri bambini della banda dell’Oasi ne eravamo sicuri. Perché non solo si lavorava con lena e passione e fantasia al nostro meraviglioso castello, ma nel frattempo a turno si pattugliava. Si spiava. Si controllava cosa combinavano gli altri. E la concorrenza stavolta era scarsa. Molto scarsa. Meno di scarsa. Inesistente e penosa. Mancavano ormai pochi minuti, e mentre noi ci si dava dentro coi ritocchi finali – impreziosire le merlature, ricavare finestrelle nelle torri, creare boschetti di alghe – tutti gli altri poveri stronzi non potevano far altro che mettersi il cuore in pace. Avremmo vinto noi.
La concorrenza si divideva grosso modo in due tipologie di perdenti: i bambinetti incapaci che s’erano fatti aiutare da adulti sleali armati di badili e cazzuole, e i bambinetti incapaci che con paletta e secchiello avevano tirato su quattro patetiche torri e mura cadenti. I primi sarebbero stati squalificati, i secondi avrebbero vinto i premi di consolazione. Ma un castello grande e ben fatto come il nostro su questa spiaggia non lo avevano visto mai. Era così alto che ti ci potevi sedere all’ombra. Tutta la gente che passeggiava lungo la battigia tra le conchiglie e i granchiolini si fermava per ammirarlo, e addirittura un vecchietto chiese se era opera “dello scultore”, quel tipo misterioso che a volte fa i dinosauri o i coccodrilli giganti di sabbia e poi chiede un’offerta di soldi o cibarie. Invece l’avevamo fatto noi. I ragazzini della banda dell’Oasi. I vincitori sicuri della gara dei castelli. Eravamo stremati e sudati e fieri. C’eravamo dimenticati di mangiare e di bere, e le mamme preoccupatissime rompevano il cazzo. Neanche le ascoltavamo.

Mettemmo una bandierina sul torrione più alto e pattugliammo per l’ultima volta. Un solo castello quasi bello come il nostro, ma già ufficialmente squalificato. L’aveva fatto un ex capomastro di sessant’anni. Bella forza. All’estrema sinistra, verso Cesenatico, c’erano quelli più patetici, quelli dei bimbi piccoli. Neanche valeva la pena di buttarci un’occhiata. Andammo lo stesso in fondo, fino all’ultimo, perché c’era qualcosa che c’incuriosiva, che non quadrava. Era il castello più brutto di tutti. Strano, perché ci stavano attorno ragazzi grandicelli. Improvvisato in fretta e furia. Due torri e un muricciolo mezzi decrepiti, sabbia troppo asciutta, e soldatini sparpagliati a terra alla rinfusa. Soldatini sdraiati. Tutti morti. Soldatini e animaletti di plastica. Soldatini morti e cavalli morti e mucche morte giraffe morte galline morte. E davanti un cartoncino. Un cartoncino con una scritta in stampatello. La scritta diceva: STOP ALLA GUERRA IN BOSNIA. Capito, i furbiciattoli. Gli stronzetti opportunisti. I leccaculo del mondo dei grandi. Incapaci o troppo pigri per fare un castello, avevano puntato sul messaggio da libro cuore, sul colpo basso allo stomaco. Per rubarci il nostro premio. Che inseguivamo da anni. Ma quella era la gara dei castelli, mica del (finto) impegno umanitario dei furbetti. Vedere quella roba mi fece incazzare, ma non mi preoccupai. Il loro trucchetto non avrebbe pagato. La loro furbizia sarebbe stata sputtanata. Quella era la gara dei castelli di sabbia, cazzo. Cosa c’entrava la guerra in Bosnia? Neppure a noi ci piaceva la guerra. Però sapevamo fare i castelli di sabbia. E avevamo faticato tutto il giorno per fare il più grande e il più bello di sempre. Li avrei presi a calci nel culo quegli stronzetti del cazzo. Costruisci il castello più bello e vinci lealmente, e poi glielo dedichi dopo, il premio, ai bambini della Bosnia che soffrono. Così si fa. Semmai.

Ci fu una pausa, poi alle cinque del pomeriggio la Cocorita ci chiamò per mandarci alla premiazione. La bagnina dell’Oasi si chiama Moira ma noi la chiamiamo Cocorita perché ha una voce da cocorita e le erre arrotolate da cocorita. E anche il cervello non è che si discosti molto da quello di una cocorita. Io la chiamo anche Cavallo Degli Scacchi, perché ha la faccia magra e un collo lungo lungo, ma poi sotto prende a modificarsi a tradimento e s’allarga fuori a botticella. La Cocorita disse che la premiazione sarebbe avvenuta nella zona più centrale, all’altezza del Bagno Schiuma. Vicino alla pineta, disse. Così c’incamminammo per andare a ritirare il nostro meritato premio.
La premiazione non la facevano vicino alla pineta, la facevano dentro la pineta, quei deficienti. E io c’ero andato senza ciabatte. Camminavo a piedi nudi sopra tutti quegli aghi di pino, facendo attenzione. Cocorita del cazzo. Poteva avvisare. Camminavo come un novantenne. A fare la premiazione, con tanto di palchetto improvvisato e di microfono c’era un politicante alto e grosso. L’avevamo visto passare tutto impettito sulla spiaggia con quella faccia da vicesindaco. Era una specie di vicesindaco alto e grosso con dei gran baffi grigi o giù di lì. Io guardavo i premi e pensavo a che giro bisognasse fare per salire sul palchetto senza troppi danni per i piedi e senza sembrare un subnormale novantenne.

Be’, adesso proprio non mi va di farla lunga. Non mi va di farla lunga perché mi vien da vomitare, cazzo. Insomma lo starete già capendo, il perché mi vien da vomitare: mi vien da vomitare perché quel bestione ben pasciuto d’un politicante di merda ha pensato bene di regalare il nostro primo premio agli stronzetti. Ai furbiciattoli! Ai farabuttelli opportunisti! E mica si è accontentato di premiarli! No, dovevate sentire come li incensava, come gli leccava il culo, come si complimentava per la sensibilità e l’attenzione e la lezione di umanità e civiltà che col loro cuore tenero e palpitante e puro stavano dando a tutti gli adulti vacanzieri che stavano lì e a tutto il resto del mondo che purtroppo non c’era, peccato davvero, altrimenti il mondo avrebbe potuto ascoltare la sua pomposa retorica e conferirgli dei seggi onorari all’Onu, a lui e agli stronzetti.
Non ci credevo. E lui non la smetteva più. Lo stronzo politicante coi baffi grigi e la pancia piena e l’orologio d’oro e il conto in Svizzera. Che magari si arricchisce vendendo armi e mine antiuomo. Dev’essere uno che ama le Partite del Cuore, pensai. Quelle mascalzonate. Stronzi contro Ipocriti. Tutti lì a farsi belli e divertirsi e mettersi in mostra e dare lezioni e guadagnarci soldi e dare una percentuale in beneficenza che poi sparisce chissà dove. I “Buoni” che si mettono in mostra a me mi sono sempre puzzati assai più dei “Cattivi”.
E gli stronzetti opportunisti tutti tronfi e pieni di sé sul palchetto, e nessun cazzo di pino che avesse l’intelligenza di sganciargli almeno qualche bella pigna sulla testa.

Deluso, mi allontanai un po’, senza neanche più fare attenzione ai maledetti aghi che mi spungevano i piedi. Poi, mentre quello andava avanti a blaterare le sue zuccherosità umanitarie, quando non ce la feci proprio più mi nascosi dietro un tronco di pino e urlai a squarciagola tutta la rabbia che mi piangeva nel petto: “STOP ALLE STRONZATE!”
Poi scappai via.
Non mi badarono. Probabilmente mi compatirono. Il sindacone andò avanti a parlare parlare. Ero già lontano, quando sentii scrosciare gli applausi.
Solo che lì ad ascoltare le stronzate e applaudire convinto c’era pure mio padre. Non l’avevo visto. Neanche lui mi aveva visto. Però aveva riconosciuto la voce. Così più tardi a casa me le diede, e andò a finire che venni pure messo in castigo per la sera, stronzetto insensibile che non ero altro.

60 commenti:

  1. Bellissimo racconto caro Nicola, complimenti tu si che le cose e racconti sono belli da leggere.
    Tomaso

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  2. Ci avrei giurato che avrebbero vinto quelli.
    Credimi se ti dico che in questo racconto ho sentito addosso tutto lo strazio che ha vissuto il protagonista. Eccheccavolo...
    Mi ha colpito anche quando dici " i più patetici erano quelli dei bambini piccoli"... data l'atmosfera di buonismo dilagante della premiazione, penso si siano classificati tutti secondi parimerito! GRRRRRRRR che nervi!
    Un abbraccio grande, a presto!

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  3. Un classico della vita: gente che si approfitta dei problemi altrui per farci soldi o popolarità.

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  4. C'era mica una bandiera verde con Coso da Giussano, sopra?
    Cristiana

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  5. Nulla di nuovo sotto il sole.
    E' così che funziona.

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  6. Complimenti zio!
    Un microcosmo vacanziero dove emerge (ahimé) tutto il nostro Paese: retorica, buonismo del cazzo e zero meritocrazia.

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  7. una racconto senza tempo...

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  8. * Tomaso
    Grazie, caro amico.
    Un saluto e un abbraccio.

    * Giada
    Hai centrato il bersaglio. Questo è uno di quei casi in cui si scrive un racconto per parlare (anche) di altro: al posto del castello puoi metterci dei romanzi, o dei quadri, e al posto dei bambini uno scrittore, o una pittrice...
    C'è poi una frase che condensa tutto quello che penso degli artisti che si dicono "impegnati", spesso per puro calcolo di convenienza:

    "Costruisci il castello più bello e vinci lealmente, e poi glielo dedichi dopo, il premio, ai bambini della Bosnia che soffrono. Così si fa. Semmai."

    * Paòlo
    Sono forme di sciacallaggio a volte difficilissime da smascherare. (E non è detto, sia chiaro, che sia il caso del racconto: magari i ragazzi grandicelli erano davvero angeli di sensibilità, magari volevano dare un messaggio senza scippare premi a nessuno, magari erano i "miei" protagonisti bambini a essere un po' stronzetti ipercompetitivi... il bello di un racconto è rimanere aperto alle interpretazioni di chi lo legge... :D)

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  9. cristiana2011
    Essendo (una volta tanto) un racconto di fantasia (ai tempi della guerra in Bosnia non facevo gare di castelli di sabbia e non ero più un bambino - non per l'anagrafe, almeno) ognuno può metterci la bandiera che vuole. Non una robaccia politica, possibilmente: essendo bambini non plagiati dal mondo adulto, è più facile che fosse una bandiera pirata...

    * mia euridice
    E in quel caso era "sotto il sole" davvero... :D

    * Lucien
    Già: il tristo paese della meritofobia...

    * Guchi
    E' vero. Inoltre mi sono divertito a giocarci, col tempo: fosse stata una storia vera (e magari in parte lo era... :D) io avrei potuto entrarci solo come adulto (adulto per modo di dire, trattandosi di me) testimone della cosa...

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  10. A parte il discorso umanitario che si potrebbe anche fare e incorniciare -ma che cazzo c'entrava coi castelli di sabbia-
    la lezione l'hai avuta allora quando eri troppo giovane e inesperto per sapere certe cose: che cioè al mondo, a questo porco cazzo di mondo, vincono solo e sempre gli stessi leccaculo, pronti a mettere il loro alla lecca pur di passare avanti a tutti; tanto c'è sempre un politicante con orologio d'oro -magari nascosto ben sotto la manica della camicia- e il conto in Svizzera che darà loro il premio per le leccate date e ricevute.
    Sono gli stronzetti inesperti e impenitenti nell'inesperienza come te e me che, qualora si decidessero -oddio, può sempre capitare il momento dello sfigato che si prostituisce- che si decidessero dicevo a metterci il culo alla lecca se lo troverebbero invaso da un coso brutto e duro che fa tanto male.
    Restiamo puri e inesperti e manteniamoci come siamo.
    Ciao, amico mio.

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  11. Ma noooooooo, oltre il danno pure la beffa di tuo padre! :-((( Dannazione!

    Io comunque continuo a credere che la bellezza - anche quando non 'riconosciuta' da questi cialtroni che detengono il Potere (con la "p" maiuscola della politica a indicare quello che sta sulle nostre teste e che subiamo) - s'insinui in modi inediti nell'anima delle persone e alla fine si promuova e condivida quel 'potere diffuso' (minuscolo, perché è quello alla nostra portata e quotidiano) che ci permette alla fine di VIVERE, malgrado la violenza che subiamo ogni giorno da certa gentaglia e certe istituzioni. E non è mica poco, eh? ;-)
    [a conferma di ciò, la marea di felicitazioni che ti becchi ogni volta che scrivi, per esempio]

    Bacio, zietto! :-)

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  12. Bel racconto, rispecchia situazioni che si riscontrano nella vita di ogni giorno. Bah!

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  13. Ho letto questo tuo gradevole post molto lentamente però man mano che leggevo mi dicevo "vedrai che al termine ci sarà la botta finale".
    Ed infatti il tuo colpo da gran maestro è arrivato.
    Ciao carissimo,
    aldo.

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  14. Oh, ma chissenefrega dello sciacallaggio osceno e miserrimo perpetrato sulla pelle dei bosniaci e sulla sabbia dei castelli. Il bambino che grida STOP ALLE STRONZATE! dice che il re è nudo, e allora ha vinto, è fuori, è inattaccabile. Chissenefrega del resto? Non si può cambiare il mondo, ma si può cambiare se stessi; e da lì si cambia tutto!

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  15. Tante volte sono stata io quel ragazzino e tante altre ancora lo sarò.
    Ma il grido resterà lo stesso:
    “STOP ALLE STRONZATE!”

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  16. Caro amico mi fai venire in mente due riflessioni:
    quando si legge un racconto si tende a stare dalla parte di qualcuno? (che puo' anche essere il narratore)..
    Quello 'stronzetto insensibile' è una considerazione autocritica del narratore o quello che pensava tuo papà in quel momento?..
    In ogni caso, i tuoi racconti hanno la nitidezza di un film.

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  17. la storia è vecchia come il mondo: i furbi, chi se ne approfitta delle disgrazie altrui alla fine ha la meglio su chi ci mette impegno e dedizione... che amarezza, è per questo che preferisco scrivere favole io, perché altrimenti mi viene mal di stomaco!!! Comunque il racconto è scritto molto bene, è trascinante e mo te lo condivido su facebook che anche altri vengano a leggerselo che gli farà bene ;-)

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  18. rileggerlo mi ha fatto venire in mente quella volta in cui mi è capitato di trovarmi più o meno dal lato opposto del protagonista... ero in quarta o quinta elementare (fra l'altro, il periodo era proprio quello) e il titolo del tema era: "Cosa ne pensi dei film di guerra?" Visto che non lo avevo trovato granché entusiasmante, mi era venuta l'idea: cosa succederebbe se provassi a scrivere esattamente quello che "si aspettano di vedere scritto"? Risultato, uno sdilinquimento nauseante di tre pagine e mezza che... è stato persino letto in altre sezioni! Penso di aver imparato molto di più quella volta sulla scrittura e sulla retorica che in tante altre occasioni successive, e senza alcun tipo di spiegazione... :)

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  19. * Enzo
    Parole sante, le tue. Ed è il motivo per cui, nonostante il racconto non sia, per una volta, autobiografico, mi è facilissimo immedesimarmi in quei bambini.
    Ciao!!

    * Minerva
    No, non è poco: sono soddisfazioni grandi, oserei quasi dire vitali!
    Un bacio anche a te!

    * Nora
    eh, ne rispecchia di cose... Grazie! :)

    * il monticiano
    Ormai li conosci, i tuoi polli scribacchini... :-))
    Un abbraccio, caro amico.

    * Cri
    Come hai ragione! Reagire nel modo giusto, per cambiare almeno quel microcosmo che siamo noi stessi, magari scrivendoci sopra un racconto o una poesia: in questo modo anche le stronzate o le ingiustizie possono diventare lievito per l'anima.

    * Ernest
    Grazie a te!

    * Grace
    E allora approfitto di te per ripeterlo in coro: STOP ALLE STRONZATE! (anche a quelle su krescita&sviluppo, per esempio... :D)

    * mr.Hyde
    eheh... vi ho talmente abituati all'autobiografismo che poi lo date per scontato anche quando non c'è, e cadete in trappola... la storia è in parte inventata e in parte vera, ma io ne presi parte solo da lontano, come casuale testimone: in quegli anni ero già piuttosto cresciutello... il castigo del padre (che non è mio padre) è visto come beffa che si aggiunge al danno, o danno che si aggiunge alla beffa, e quindi come ulteriore, ironica, ingiustizia, ma come ho accennato nella risposta a Paòlo, poi, è probabile che il narratore stia dalla parte del bambino, visto che ne sposa il punto di vista narrando in prima persona, ma non è detto con questo che la ragione debba stare tutta da una parte sola... :-))

    * Tartarugola
    Grazie, anche e soprattutto per questo tuo generoso entusiasmo... tu il mio bel castello (se fosse stato mio) lo avresti di certo premiato... :D

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  20. Abbiamo lo stesso "problema". Anch'io diffido dei buoni che si mettono in mostra. Diciamo che per non prenderle e per non rendere ancora più beffante la beffa aspetto il momento propizio per dare la paga. A volte ci riesco.

    Ci hai regalato uno splendido racconto,Nick. Direi che come giudice sei un po' ingiusto, non meno di quelli della pineta. Come si può classificare "Stop" sotto la dicitura "Raccolta differenziata"?
    Baci8

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  21. * silvia16
    Ti ringrazio e ti abbraccio, carissima... :)

    * Reverend Emi
    Ti capisco, perché spesso nei temi d'italiano ero anche più ruffiano di te: scrivevo la retorica pappardella da giornalistozzo di buon senso che i professori si aspettavano... certo, la scrivevo in modo abbastanza divino, lo ammetto (:D), ma se avessi osato più originalità e irruenza (tipo quella di certi miei post d'attualità) sono sicuro che i miei voti si sarebbero dimezzati. Ovviamente sono pentitissimo di non essermi divertito a farlo: a quell'età si pensa, stupidamente, che i voti e i giudizi positivi degli adulti siano davvero importanti... :-))))

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  22. * giacynta
    Così mi costringi a dire apertamente che "Raccolta differenziata" è un titolo MOOOLTO ironico (nel senso che a cestinare le mie cose sono di solito personcine ancor meno intelligenti di questo nostro vicesindacone... :D)... Lo sai quanto odio la falsa modestia... :-))))
    Baci8

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  23. ...così mi costringi a dire che era una maniera per farti un complimento! Avevo immaginato che il titolo fosse ironico;)

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  24. * ri-giacynta
    mi arrendo... :D (e ti ringrazio)

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  25. Ah, ah, ah, ragazzino cattivo come un panino al prosciutto, anzi alla bondola (mortadella, per chi non conosce il mio dialetto). ;)

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  26. Bel ritratto di quest'italia di merda!
    P.s. Le pappardelle sono buone sul cinghiale.
    p.p.s. mi spiace, ma sulla gastronomia sono politicamente "scorrettissimo".

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  27. Bel racconto! Io ci ho visto una bellissima metafora delle stronzate dell'arte contemporanea (arte concettuale V arte... e basta), dove basta fare un punto nero su una tela bianca e chiamarlo "Olocausto" affinché si gridi al capolavoro!!! . :-D

    (non ho letto i commenti precedenti, quindi se qualcuno l'ha già scritto, chiedo venia).

    Un saluto. :-)

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  28. Mi piacerebbe sapere com'è diventato quel ragazzino che non si è fatto morire in gola qull'urlo "STOP ALLE STRONZATE". Che adulto sarebbe ora?
    Un abbraccio caro Nick.

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  29. Ciao,Niky.
    Direi che il tuo racconto non è altro che la descizione amara di ciò che accade ogni giorno sotto questo cielo...
    Gente che si impegna e da il massimo che viene subdolamente sorpassata (e senza freccia) da "ignavi, senza infamia e senza lode".
    Vigliacchi che non prendono alcuna posizione e vivono solo di parole, cavalcando l'una o l'altra opportunità, basta che porti loro profitto.
    Un bacio.

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  30. * Ally
    Eh, Panino al prosciutto, uno dei capolavori dello Zio Buk... Buongustaio... :)

    * Harmonica
    In effetti le pappardelle SUL cinghiale anziché al sugo di cinghiale mi fanno pensare a quelli che mettono il caffè nello zucchero e non viceversa... :-))

    * Biancaneve
    No, proprio in questi termini non l'aveva ancora scritto nessuno, e anche la tua è un'ottima chiave di lettura. Su certa non-arte contemporanea, poi, con me sfondi una porta aperta. Anzi, una porta già scardinata!
    Grazie, e ciao! :)

    * Galadriel
    Normalmente potrei dirti, più o meno, "quello sono io", invece stavolta non lo conosco... anche se devo dire che, quando uso la prima persona, qualcosa dei miei pensieri e del mio essere finisco col mettercelo in ogni caso...
    Un abbraccio anche a te! :D

    * Maura
    Hai ragione. La mia fortuna (forse la mia salvezza) è saperci sempre trovare dei motivi per sorridere (vedi descrizione della Cocorita-Cavallo Degli Scacchi, che forse è il pezzo fin qui meno notato, ma è probabilmente il mio preferito...)
    Bacio ricambiato, cara amica!

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  31. Non lo so come dire... quella voce del ragazzino è anche un po' la mia,
    e sapevo mentre leggevo che non potevi essere tu (siamo quasi coetanei io e te;-)) eppure sento lo stesso che sei tu che urli quello "Stop alle stronzate"
    quest'estate ne possiamo fare uno di castello...insieme...a Pinarella...

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  32. * Tartarugola
    Avevo pochissimi dubbi... :)

    * cristina
    Verissimo: non posso essere io, ma in realtà sono io... magie della scrittura... :D

    Adesso sono più incline ai racchettoni, che ai castelli, però se questa estate ci torno ti avviso: sarebbe bello trovarsi sulla spiaggia per bere qualcosa insieme, e magari, se si riesce a combinare un giorno che vada bene per tutti, farti conoscere gli altri due splendidi amici bloggers che da un paio d'anni mi vengono a trovare (con uno giochiamo, appunto, a beach tennis, e siamo una coppia imbattibile... :D)
    Un abbraccio, e a presto!

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  33. Parto dal presupposto che un racconto come questo mi fece conoscere la tua verve di scrittore per arrivare a confessare che io sono stato tra i perdenti, e non solo per i castelli di sabbia, ma sostanzialmente non me ne importò mai più di tanto, salvo qualche resipiscenza di questa mia età, per la quale forse mi sto alquanto dilettando sul blog.

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  34. Bello.
    Una splendida metafora all'italiana sulla strumentalizzazione.
    Bravo Zio.

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  35. Sono tornata bambina leggendo!!!! Non che ora io sia così adulta... il mondo dei grandi non mi piace più di tanto... preferisco tenere i piedi sulle nuvole. Ho letto d'un fiato questo breve racconto e ne sono rimasta affascinata... si potrebbe discutere all'infinito di quanto emerso... Anche se non ho commentato gli ultimi post che mi ero persa sono andata a leggermeli ovviamente e ti lascio un unico mega commento qui!!! bè le tue chiavi di ricerca mi fanno sempre sbellicare.... ahahaha ma che gente c'è in rete??? tutti maniaci! ahaha XD fantastico!!! La "Sokkia" poi... ahahaha sarà la marca del mio prossimo cellulare! ;) Comunque zio... volevo dirti.... UUUUAAAAUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU ahahahahahahaha XD Scherzo!!! :P Anche se oggi da me piove so che qui posso sempre trovare un raggio di sole... :) ti voglio bene!

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  36. Purtroppo il mondo è pieno d'ingiustizia.

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  37. * Adriano
    Se ci fossero premi per blog (dico premi seri, non le catene di santantonio) il tuo sarebbe certamente degno di venire premiato!

    * Tarkus
    Come sempre ti ringrazio, caro amico. :)

    * Giulia
    Sei un raggio di sole anche tu!
    Volevo anch'io scrivere per scherzo il mio UA*, ma poi non ce l'ho fatta: avrei macchiato il mio curriculum scribae... :-))))
    In compenso ti mando un bacino.

    * Cavaliere oscuro
    Lo diceva anche Calimero: "E' un'ingiustizia però!!"

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  38. Come basta un piccolo racconto per affrescare un concetto complesso come meritocrazia, populismo facile, infingardaggine scoretta, omologazione concettuale : e tutto raccontando di alcuni ragszzini in vacanza che fanno un castello di sabbia. Bravissimo. Baci miao

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  39. Hanno trovato la scorciatoia vincente. Birbaccioni! Proprio come accade quotidianamente intorno a noi.

    Baci

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  40. Che vomito e che tristezza, è un riassunto della storia quotidiana di questo paese (non dimentico la maiuscola, è che non mi va di metterla). Ciao Nick, vado a sferruzzare, che è meglio ; )

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  41. * George
    Conciso, ma buongustaio... :)

    * Felinità
    E il Felino che è in noi la odia sopra ogni cosa, l'omologazione... :)
    Ciao e Miao!

    * Kylie
    Scorciatoia è la parola giusta, quasi un sottotitolo per il racconto.

    Baci

    * knitting bear
    Per far capire che "paese" lo si scrive minuscolo apposta, consiglio sempre la mia maiuscola finale spregiativa: paesE.
    Ciao carissima! :)

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  42. Sei un grande! E il fatto che il meritevole protagonista sia cmq un piccolo stronzetto ambizioso, per niente buonista, intelligente e rosicone lo rende ancora più originale. Lo condivido su faccialibro (che so bene quanto ti faccia vomitare, ma è il modo più rapido per consigliare di leggerlo a qualcuno) ;)

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  43. Bellissimo racconto!

    Ma credo di non avere capito: esiste realmente un bambino che si è messo a gridare oppure no?
    Un abbraccio
    Teresa

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  44. * Andrea
    Essere letto è talmente bello che ti autorizzo persino a condividere su fessobukko... :-))))
    E grazie!

    * Teresa
    Grazie anche a te!
    Sulla tua domanda, quasi quasi lascio che rimanga il mistero... in fondo, se una cosa esiste in un racconto, per me vuol già dire che Esiste... :D
    Un abbraccio grande.

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  45. i genitori sono lì per farci rispettare sempre le buone maniere e la sana educazione anche se una bestemmia da parte loro ogni tanto.. accade, non spessissimo, e me ne ricordo qualcuna che ha mitigato un pochino di amaro in bocca per certe reazioni da 'castigate'! Noi 'ragazzi' eterni, invece, è obbligo che si faccia così altrimenti come dice uno dei grandi qui a destra a seguir sempre la corrente, ecc. ecc. :*****

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  46. Bellissimo. Ho particolarmente adorato questa frase: "I “Buoni” che si mettono in mostra a me mi sono sempre puzzati assai più dei “Cattivi”." Ciao Zio :)

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  47. * petrolio
    A volte mi chiedo quale sarebbe l'effetto sui figli di un genitore-ragazzo anticonformista come me: quanto meraviglioso e quanto deleterio... :)

    * Danilo
    Perdonabili quando si mettono in mostra per vanità ma fanno pur sempre del bene: ma oggi la finta solidarietà pare un'industria sempre più fiorente...

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  48. Bellissimo racconto, che riflette alla perfezione il (finto) buonismo imperante e la (vera) meritocrazia morente della nostra Società.
    È proprio così che va. Che tristezza...
    Ciao ;-)

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  49. * Guido P.
    Proveremo a resistere: tu con la tua isola, io con la mia zattera di storie di carta.
    Grazie, e ciao! :)

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  50. Ah zio zio... questa dei castelli di sabbia è proprio storica. Sempre una gioia leggerla; la vedo come una delle pietre miliari e dei manifesti dello zioscribismo :D

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  51. * Greg
    Eheh... un manifesto fin troppo spudorato... "Si controllava cosa combinavano gli altri. E la concorrenza stavolta era scarsa. Molto scarsa. Meno di scarsa. Inesistente e penosa." :D
    Ma la nostra grande editoRAGLIA è conciata anche peggio del caro Vicesindacone: come lui e più di lui predilige "giraffe morte galline morte". E cani morti... purché (finto) impegnatelli, e fedelissimi a una qualche linea (sbilenca)...
    Grazie Greg!! :-))

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  52. AVEVI PROPRIO RAGIONE DI INCAZZARTI, ALTROCCHè!!!! MOLTO BELLO IL MODO DI RACCONTARE CHE HAI!!!! CIAO, BUONA SETTIMANA!

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  53. L'hai capita presto la differenza tra chi lavora e chi fa il furbo e da che parte sta la politica, troppo spesso ahimé! E se urli la tua rabbia le prendi pure da sopra!!

    ti volevo dire che oggi non sei stato per niente bastiancontrario, anzi mi hai dato la risposta che volevo, come avevo espresso nelle mie riflessioni, ossia che nessuno deve ritenere di aver capito cosa è l'amore basandosi sulle esperienze altrui, su quello che dicono i poeti o le canzoni, ma solo e soltanto ascoltando se stesso ...
    e ti ho anche scritto una risposta... cosa molto rara per me che lascio spazio ai commenti e mi piace leggerli nell'insieme. Un modo per dirti grazie!

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  54. * Marina Salomone
    Sì, anche se il bambino non ero io trovo che il suo grido e il suo incazzarsi fossero giusti e giustificati.
    Grazie, e buona settimana anche a te!

    * Rita
    Ho visto e molto apprezzato la tua risposta, e ti ringrazio. Quello che non ho detto nel mio commento è che poi io per amore potrei fare (e ho fatto) follie ben più grandi, solo che per un post intitolato Quando un uomo ama una donna mi pareva che i versi citati fossero un po' terra terra, per il mio modo di sentire, ma hai ragione tu: si tratta di un campo in cui l'"universale" finisce inevitabilmente col diventare banale, come dimostrano tante coppiette serializzate che si fanno il regalino di sanvalentino e il giorno dopo si lasciano via sms... diciamo che quel cantante ha "sbagliato" a scegliere il tipo di follie (sbagliato solo per me, visti gli altri commenti): "voltare le spalle a un Amico" è mostruoso, e "spendere tutti i soldi per lei" è un cliché machoide e sessista da pubblicità di diamanti... :-))))
    Un grande abbraccio, carissima.

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  55. Non sempre, ma il più delle volte i furbetti vincono. E quelli che si sono fatti il culo si incazzano.

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Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)