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"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

lunedì 23 aprile 2012

RACCOLTA DIFFERENZIATA BIS - "Noi, poppanti col fucile"


NOI, POPPANTI COL FUCILE


Mi portano via con l’ambulanza militare, barella fra le camerate silenti nella notte profonda, domenica forse già lunedì, portone spalancato nella bocca autolettiga.

Venerdì. Prima volta a sparare, sui colli di Liguria. Ci sono i FAL e i Garand. I Garand comprati usati a peso dagli americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La sigla FAL sta per Fucile Automatico Leggero. Pesa settantadue quintali, scarico. Se non sei nel primo turno i fucili poi scottano. Attento a dove tocchi o sono ustioni, e ostioni. Mi vede incerto, pericolose operazioni di ricarica al mio posto by caporale Mastinone (coi Garand c’è chi ci ha lasciato le dita) senza nemmeno sgridarmi. E dice nulla quando sparo dove capita, nessuna voglia di rovinare i bersagli o avvicinare troppo il visino ventiduenne al mirino (coi Garand c’è chi ci ha lasciato un occhio). Lo consideravo un cane istruttore e un gran pezzo di merda, oggi così paterno e dolce quasi quasi gli voglio bene. Ma come cola il sudore bollente sotto l’elmetto maledetto.
Che cosa vogliono da me, porcaccia italia, alzabbandiera del mio cazzo che mi ci pulirei? Un anno di vita per un cromosoma sbagliato, per esser nato col pìrulo? Una rabbia che mi viene da piangere.

Giù a capofitto con l’aria fredda in faccia sui camion scoperti, autista stronzo a tavoletta fra i tornanti in discesa a rischio di accopparci. E di volata licenza lampo di un giorno e mezzo viaggi compresi, farsi più male che bene, una Notte Nel Mio Letto a sudare sette incubi di trombe d’adunata e già impazzire di rientro, mal di gola e altra ariaccia sul treno, clangori ferroviari che mi rimbombano drumburombano dentro in galleria bomborombo appenninica, come bassi domdom e batteria bumbumbum della scena finale subway di Crocodile Dundee borumbùm, borumbùm, magari sono morto da un po’ ma non mi hanno avvisato. Bumburumbùm! Bumburumbùm!
Bumbu-rumbumbu-rumbumbu-rumbùm!

Lo ha chiamato il piantone, da dimensioni distanti sento dice “Delirava e si lamentava, mi sono spaventato”, allora il cane istruttore che si chiama Bianchi o qualcosa simile un biondino che legge solo fumetti mi mette la mano sulla fronte dice “Cazzo come brucia” e fa dare l’allarme, mi è sempre stato antipatico anche se non è l’istruttore mio di plotone che abbaia è quello dell’armeria ma adesso in questo gesto della mano sulla fronte che scotta mi sembri una mamma.

Ribaltamenti, ribaltamenti, cambi di prospettiva e deviazioni in questo scécheraggio ribaltoso di ricordi d’Albenga. Quando capiremo che è (quasi) tutto il contrario di quello che sembra?
Ribaltamenti d’opinione nel ricordo del cappellano. Un prete con le stellette da capitano, più potere del comandante di battaglione, a rigor di logica dovrebbe starti sul cazzo, giusto? Ma come dimenticare l’adunata di domenica mattina in cui Mastinone stava per mandarci in fumo la giornata sulla spiaggia di Alassio gridando “Chi non alza la mano per andare a messa lo ficco dentro”, col treno che di lì a poco ci partiva, e lui bonario a dirgli “Mastinone, guarda che li puoi mica obbligare, su la mano solo chi vuole davvero”, e allora le braccia levate dei volontari messalinici come d’incanto scesero leggermente da CENTO a… DUE (Miracolo gesucristico alla rovescia: la divisione delle mani e dei bracci…)
Per non parlare del giorno, già dopo il giuramento, in cui ci apprestavamo a consumare gomiti e ginocchia su polvere e ghiaia per esercitarci nel passo del leopardo o chissà quale altra bestia, e lui sbucò fuori e al sottotenentino disse “Se ne vedo anche uno solo andare per terra avrai a che fare con me”, e allora il sottotenentino ci imboscò per due ore all’ombra di un alto muro, dove come scolaretti in gita ci raccontammo film di paura in attesa dell’orario mensa schifa, lo sapevano tutti tranne i generali invasati che l’esercito italiano era per finta.

Infermeria stanzone luminoso e infinito, solitudine fuori da tutto, il nome del pianeta non lo so. Finestre aperte per il gran caldo di giugno, tempo sospeso, soffitto infestato di vespe nere di quelle con la roulotte, come le odio come le odio le vespe con la roulotte. Il mio vicino di letto ha picchiato forte botta in testa cadendo non s’è capito da dove, un po’ se ne sta zitto, un po’ ascolta Raf col walkman, un po’ dice “diopòòrrco” per la testa che gli duole, ma più che altro sta zitto che è meglio.
È un piccoletto veneto con la faccia da casalinga bisbetica. Di quelli capaci di rammendarsi i calzini da soli, poi però cascano e si rompono la testa. Si beccherà novanta giorni di vacanza pagata a casa invece di fare il fuciliere assaltatore a Udine, lo stronzo, e si lamenta pure, voglia di dargli un’altra botta. Io solo ancora un altro paio di giorni per questa faringite acuta con febbre a quarantuno e poi mi cacciano a calci a Pavia, genio pionieri, caserma operativa, da dove cazzo sei caduto, coglione, che mi ci butto pure io?
Alle pareti paesaggi fotografici in formato gigante con laghi canadesi e boschi autunnali che sprizzano Libertà da ogni foglia dorata. Vorrei conoscere l’inqualificabile idiota merdone testa di cazzo gli venissero tutti i mali del mondo che ha operato la perversione di una simile scelta, farci annusare la Libertà così, a noi che l’abbiamo perduta. Appendete astrattismo o caricature o ritratti di generali granmaiali su cui si possa sputare, gran pezzi di merda, già ci prendete per il culo col fucile automatico leggero, non sfotteteci pure con la Libertà che ci fa venir voglia diopòòrrco di tagliarci le vene!

E mi avviavo alla stazione tutto solo straniato sperduto, da un lato contento dei giorni di ritardo che mi avevano evitato il trasferimento di massa su carri bestiame e l’accoglienza in strepito dei nonni a Pavia, dall’altro ancor più spaventato di quell’essere bambino sballottato e disperso e straniero nel mondo, quando vidi venirmi incontro lungo il viale un morettino in bicicletta. Riconobbi il personaggio che bazzicava i dintorni della caserma e si faceva chiamare “la Caporalessa”. Mi oltrepassò sfrecciando e in apparenza senza accorgersi di me, fantasma dolente convalescente zavorrato di bagagli. Lo sentii frenare, e prima di riallontanarsi gridare “Peccato, bella giraffona, ti aspettavo tanto tanto”.

Già, si sapeva: decine di eteromiliti teenagers in mancanza di fidanzata mamma biberon facevano la fila fuori mura dal bel morettino e i suoi amichetti per succhiarli e farsi succhiare, mentre io stupido mi contentavo dei soliti surrogati disperati da carenza affettiva e ciucciocapezzolare: sigarettina, birretta a canna, gelatino, zuccherino, pasticcino, e me ne stavo seduto sul molo a fumare nel tramonto schiena contro schiena col più bello e omofobo degli efebi commilitoni, barista e figlio di sbirro (“barrista”, diceva lui, e io i primi giorni a chiedermi Che cazzo sarà mai un barrista?).

Ti ricorderai anche tu, dell’esser stati cosa sola in quell’unico profilo di cameratesca virile appoggianza stagliato verso il mare, io e te come divi del cinema in posa o poppanti allo sbando, la mia schiena la tua schiena, e i nostri cuori e sogni e silenzi scapole pupille e stanchezze nel blu oltremare dipinto d’arancio e violetto? Forse un istante, per fugace distratto abbandono, addirittura guancia guancia mentre il sole se ne va come noi down down down. Ti ricorderai di me?

52 commenti:

  1. Caro Nicola eccomi nuovamente dopo il piccolo intervallo e spero che ora migliori tutto, è sempre interessante leggere i tuoi articoli.
    Buona settimana amico.
    Tomaso

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  2. volevo fare un commento intelligente, ma quello che mi viene da dire è wowowow!!! :)))
    mi è piaciuto un sacco... sei tu? :)

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  3. Un bel racconto di caserma. Duro e disilluso quanto basta per far capire lo schifo al quale ci hanno "democraticamente" costretti.
    Buona giornata

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  4. * Tomaso
    Buona settimana anche a te, caro amico.

    * Fra
    Immagino mi chiedessi se è autobiografico, e questa volta la risposta è sì. :)

    * Massimo Caccia
    Auguro anche a te una felice giornata, e ti ringrazio per essere passato di qui a leggermi.

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  5. Che excursus in questo brano (che leggo oggi per la prima volta)... dal cinico al emotivo. Scrivi veloce quando parli del treno e lento quando cammini a piedi (cioè, così ho letto io)... bella

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  6. Le sequenze pesanti ( piene di materia, come i fucili, o di figure invadenti ) preparano momenti perfetti, in cui ci sei solo tu. Molto bello, Zio. :)

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  7. Ne ho scritti un paio di post sulla naja che feci nel 1950 ma non sono brillanti, cazzuti e ironici come il tuo, però ti assicuro che di episodi comici di quel periodo ne avrei da raccontare, primo fra tutti che non avrei fatto il servizio militare se ero il terzo di noi quattro fratelli, ma io ero il secondo e così gli altri due l'hanno scampato.

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  8. La prima sensazione è quella di rimanere senza parole. Ammutoliti di fronte a una tale capacità di raccontare, non raccontare, lasciare immaginare.

    Mi piace tantissimo il ritmo che hai usato. La fine corsa della "fine" è veramente struggente e ti rimangono dentro sia il dolce che l'amaro.

    Ciao, un abbraccio.
    Teresa

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  9. * Greg
    Sì, è un pezzo vagamente sperimentale, che scrissi di getto meno di due anni fa... una cosa rara, perché di solito provo soluzioni strane quasi solo nella produzione umoristica.
    Grazie!

    * giacynta
    In presenza del Fucile Automatico "Leggero" direi che "pesanti" è proprio l'aggettivo giusto!! :)
    Ciao!

    * il monticiano
    Noi eravamo solo due, ma in quanto primogenito ero fregato comunque...

    * Teresa
    E a me è piaciuto moltissimo quello che hai detto: come capita spessissimo su questo blog, certi commenti hanno il potere di far maggiormente apprezzare persino a me quello che ho scritto!! :)
    Ti abbraccio anch'io.

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  10. Mi hai fatto ricordare anche il mio anno di leva e alcuni episodi legati.

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  11. ...questi raccontini militareschi sono parte di una raccolta/opera più grande o sono così, tutti episodi singoli narrati uno ad uno?

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  12. Quante cose stupide si è costretti a fare durante la naja..Penso che le persone intelligenti ne soffrano parecchio, pero' magari si riesce a scrivere, come te, e prendendo spunto da questo squallore, si tirano fuori storie belle e divertenti... Ciao amico!

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  13. Mi piace leggere i tuoi racconti, come passi da uno stato emozionale all'altro, dall'ironia secca di un "avventura" semiguerresca non voluta alla sorpresa di un momento tenero forse impossibile, e per questo preziosissimo. Dallo scoprire che le persone sono maschere e sfumature allo scoprire che anche noi stessi siamo maschere e sfumature. Un bacione

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  14. Ma che ti avessi mai visto qualche volta in stazione ad Albenga? Guardavo sempre quei poveri coscritti - lì il treno si ferma ancora adesso qualche minuto in più -, smarriti ... Non immaginavo che la realtà fosse peggiore di come me la pensavo!

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  15. * Cavaliere oscuro
    Spero di non aver contribuito a far riemergere ricordi troppo brutti...

    * Reverend Emi
    Quasi tutti slegati e separati, e diversissimi per tono e stile... anche se l'argomento potrebbe fare da collante per una raccoltina...

    * mr.Hyde
    È quello che mi dico sempre anch'io per consolarmi: qualcuno le dovrà pur vivere per raccontarle, certe situazioni da delirio... o vogliamo lasciare il tema naja nelle mani dei soliti tromboni? :-))))
    Ciao caro amico!

    * Felinità
    Il bello è avere persone come te che leggendomi mi spingono a continuare a farlo, provando, almeno provando, a farlo sempre meglio...
    Bacione anche a te!

    * Adriano
    Sarebbero le classiche coincidenze da romanzo o da film... non mi dire che eri tu quel tizio che... comunque se è successo è stato nel giugno 1989... :)

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  16. un finale quasi nostalgico per una storia che fortunatamente, oggi non tutti sono costretti a vivere, essendo il militare una scelta volontaria e non un obbligo. Però pensa che oggi nelle caserme non ci sono solo militari col pirulo... Purtroppo l'abbondanza di volontari donne e uomini è solo un segno della difficoltà a trovare lavoro alternativo e stabile.

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  17. * Rita
    Il grande homo sapiens ha saputo istituzionalizzare lo sbudellarsi a vicenda, spesso per futili motivi, e la considera cosa Degna e Dignitosa, meritevole di medaglie, retorica e onori... Così come specie non andremo lontano...

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  18. Ciao,sono del blo "Ricette di Mondo http://ricettedimundo.blogspot.it/
    mi sono aggiunto ai tuoi lettori fissi perchè il tuo blog è molto interessante e quindi voglio continuare a seguirti...
    Vieni a visitare anche me se ti fa piacere e lascia un commento o iscriviti ai miei lettori fissi per sapere che sei passato...
    Ciao e a presto

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  19. Beh come si puo commentare senza essere banali? Dicendoti semplicemente: bravo, che emozione leggerti!

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  20. * Ricette di Mondo
    Voglio essere gentile, darti il benvenuto e ricambiare il sostegno. Anche se non mi è sfuggita la presenza di tuoi commenti uguali, al limite dello spamming, sul altri blog amici, e questo tipo di approccio non è che mi piaccia molto: meglio limitarsi a un primo commento brevissimo ma sincero, o persino iscriversi silenziosamente senza commentare e poi vedere cosa succede, piuttosto che copincollare commenti lunghi che sanno un po' di falso.
    Ma non è detto che noi non si diventi comunque amici... :-))

    * persogiàdisuo
    Grazie, carissimo. Per me c'è l'emozione doppia di regalare emozioni a chi mi legge.
    Ciao!

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  21. Sto piangendo al pensiero di cosa mi sono perso. Però all'epoca mia i Garand e i FAL non c'erano: c'era ancora il "91" che con la baionetta era più alto di me e quanto a peso eravamo quasi uguali.
    L'ho evitato, e tu mi fai sentire in colpa: che bei ricordi hai da raccontare! TU hai "servito" la patriA, e io mi sento una merdaccia.
    (Va da sé che sono le lacrime che seguono lo sghignazzo).
    Ciao, zione.

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  22. Come sempre le emozioni arrivano..eccome se arrivano! L'ho riletto tre volte per riprovarle! Quanta falsità, retorica in quell'anno di iposcrisia "coatta".Un abbraccio caro Nick.

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  23. * gattonero
    Bellissimo quel "patriA", vedo che i miei allievi imparano... :-)
    Preferirei reincarnarmi in una vespa con la roulotte, piuttosto che rinascere invasato patriottardo.
    Ciao caro amico!

    * Galadriel
    Un abbraccio triplo per averlo letto tre volte. E un quarto abbraccio per la tua sincera Amicizia. Merce rara, di questi tempi... :)

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  24. Quando vai sul militese si sente che i ricordi si ammucchiano e si corrono dietro per uscire fuori alla svelta. Ne potrebbe venir fuori un minestrone troppo salato, ma qui la tua abilità di scrittore nato ci mette lo zampino senza che tu te ne accorga -sembra ai non addetti ai lavori, ma chi pratica questo sport conosce e apprezza la fatica del far apparire semplice e leggero ciò in cui altri meno capaci si ingolfano- e allora la minestra esce cotta al punto voluto e giusta di sale.
    Un bel racconto.
    Ciao e goditi la festa della libertà...:))
    Un abbraccio.

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  25. Zio...sei come sempre affettuoso e sincero nel tuo mostrare affetto ed amicizia! Nulla di che...solo "un'equivoco" passeggero, che non ha lasciato strascichi alcuni! Io e Galadriel siamo più uniti e legati che MAI! Niente scherzi! Zio vita lunga e prospera a te!
    Sempre degni di attenzione i tuoi post!!! Grazie.

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  26. @Che carine le strissie! :))

    p.s.
    Avevo timore che il commento che ho lasciato sopra potesse essere frainteso, ma so e vedo che Tu mi capisci.:)

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  27. * Legolas
    Tranquillizzatissimo, ringrazio e ricambio gli auspici... :)

    * Enzo
    L'unica cosa che mi fa arrabbiare, di questo meraviglioso "sport", è la sua poca selettività (in certi casi selettività alla rovescia!!). Così come gli sciatori incapaci, se osano troppo, si spezzano le gambettine, bisognerebbe che chi pubblica romanzi senza essere scrittore (la recente infornata di telecronistume sportivo sky, per fare un esempio) venisse duramente punito dagli Dèi della Scrittura, per la sua spocchiosa e sleale invasione di campo... :)
    Dai nazifascisti ci siamo (in parte) liberati. Dall'arroganza dei furbetti e dei privilegiati e dei raccomandati non ci libereremo mai.
    Un abbraccio anche a te.

    * giacynta
    Completo il pensiero precedente: gli usurpatorelli potranno anche vendere centomila copie alle personcine che si lasciano rifilare i libri dalla tv, ma Lettrici come te ce le ho solo io! :-)))

    (tiè!) :D

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  28. Quanti ricordi mi hai fatto riaffiorare. E con l'mg non hai sparato, e l'srcm non l'hai tirata? Io che ebbi il dubbio quando la tirai con nell'altra mano il fucile e la sicura quindi da togliere con i denti ebbi dunque il dubbio se tirarla prima o dopo aver sputato questa sicura e nell'esitazione il capitano o sergente che non mi ricordo più chi fosse che urlava "tira tira".

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  29. e dopo la rabbia, il malumore, la febbre, la libertà perduta, i poster con la Natura che ammicca, i Bumburumbùm, i fucili pesanti...ecco la struggente poesia, nel finale, schiena contro schiena e forse per un attimo, anche guancia contro guancia. Io mi sono emozionata.

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  30. * Alberto
    Del mitragliatore ho solo sentito parlare, si vede che avevano paura del costo eccessivo delle raffiche... il petardetto a carica ridotta invece l'ho lanciato, pensando solo a gettarlo il più lontano possibile da me, anche perché nella nostra caserma c'era DAVVERO il tenente detto Monopalla causa incidentino al poligono, e nessuno aveva intenzione di seguirne l'esempio... :-))

    * TuristadiMestiere
    La mia fortuna è che mi sono emozionato a scriverlo, mi riemoziono ogni volta che rileggo quel finale, e mi emoziono ancor di più davanti all'emozione di chi, come te, leggendo si emoziona. E' davvero una bellissima magia.
    Grazie!!

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  31. ciao Nick che dire?
    Ho letto il tuo racconto, i commenti dei tuoi lettori, le tue risposte. Non saprei trovare parole migliori di quanti mi hanno preceduta e, come me, hanno potuto vivere in prima persona, provare emozioni, fare considerazioni, immergersi in situazioni che per esperienze di vita, per età o per sesso non potrebbero mai vivere in prima persona.
    Lo scrittore è colui che ti fa sentire uomo pur essendo donna, giovane, timido e spaurito anche se sei vecchio e con la scorza dura, incazzato o riconciliato con l'umanità a seconda di dove ti porta la sua penna, la sua umanità, il suo cuore.
    Un abbraccio Nina

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  32. * nina
    Carissima amica, visto che hai letto i commenti, estendo a te quanto detto a giacynta poco sopra. Non è una posa il mio dire che credo ogni giorno di più nella preminenza della Qualità dei lettori sulla quantità (anche se la seconda mi darebbe da vivere, e non sarebbe malvenuta... :D) Ci vorrebbe una bacchetta magica per trovarli e raggiungerli tutti, i potenziali Lettori come te, perché allora, mettendoli tutti insieme, avrei sia la qualità che la quantità... Ma di certo sarà valsa la pena tenere in caldo questo racconto un giorno di più, anche per venire letto "soltanto" (si fa per dire) da te.
    Grazie per le belle parole.
    Ti abbraccio anch'io.

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  33. Ma che meraviglia: passeggiare nei tuoi pensieri, ascoltarti e guardare, per il tempo delle parole, con i tuoi occhi...
    C'e' una tenerezza profonda, anche nell'ironia, anche nell'impasto del ricordo.

    Grazie.
    :-)

    RispondiElimina
  34. Ma che meraviglia: passeggiare nei tuoi pensieri, ascoltarti e guardare, per il tempo delle parole, con i tuoi occhi...
    C'e' una tenerezza profonda, anche nell'ironia, anche nell'impasto del ricordo.

    Grazie.
    :-)

    RispondiElimina
  35. * La rouge
    Anche il tuo commento mi è talmente piaciuto che non voglio cancellare il doppione... :)
    Doppio grazie, e doppio ciao!!

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  36. Bellissimo pezzo, complimenti, anche se vedo che non ne hai bisogno.
    Apprezzo che condividiamo il fascino del libro Il sergente nella neve e il film Il mare dentro.Finalmente qualcuno che come me è a favore dell'eutanasia senza stupida ipocrisia.

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  37. Non t'è passata di mente proprio la leva eh?! E nonostante io sia una donna credo che molti maschietti, se ne avessero avute le capacità, avrebbero scritto quel che ho appena letto. Ma le capacità ce l'hai solo tuo zione :))) Mitico

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  38. * keiko
    In realtà se ne ha sempre bisogno, anche perché ogni artista alterna momenti di megalomania a momenti di insicurezza...
    Benvenutissima a bordo! :)

    La Dolce Morte? Roba da Paesi Civili. In vatikaliA la vedo dura...

    * Maraptica
    E con questo l'artista insicuro ha fatto il pieno d'incoraggiamenti... :)
    Grazie, nipotina: mitica pure tu!

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  39. ottimo aggiornamento. Ciao ciao;)

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  40. Il racconto è molto bello e...diverso dal solito. Il mondo che descrivi, quello dell naja, non l'ho vissuto.Ho fatto il servizio civile.E ancora adesso sono convinto di essermi regalato un anno di vita e forse di aver regalato qualcosa agli altri.

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  41. I racconti sul periodo del militare mi hanno sempre incuriosito, forse perché lontani anni luce da me? Chi lo sa.
    Grande come sempre zione ;)

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  42. * Blackswan
    Per la mia sete di personaggi, esperienze e storie da raccontare, sarebbe stato bello poter alternare qualche mese di militare e qualche mese di civile... :)

    * Melinda
    Il bello è che sono lontani anni luce anche dal mio modo di essere... e forse proprio quello ha fatto sì che la naja producesse quell'effetto di straniamento da bambino sperduto e abbandonato che ha reso possibile il raccontarla così.
    Grazie carissima!

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  43. Per fortuna la naja l'ho scampata. Però il tuo racconto è bello e affascinante, aldilà dello squallidissimo contesto.
    Buona domenica Zio!

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  44. * Tarkus
    Grazie, caro amico, e buona domenica anche a te! :)

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  45. Perfetto. Vorrei dire molto altro, ma, al solito, finirei solo per togliere qualcosa... C'è tutta l'arte che serve per rendere grande un racconto. Grande Nicola, come sempre!

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  46. Perfetto. Vorrei dire molto altro, ma, al solito, finirei solo per togliere qualcosa... C'è tutta l'arte che serve per rendere grande un racconto. Grande Nicola, come sempre!

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  47. Io ero costernato da quelli convinti che quella esperienza li avrebbe fatti diventare soldati (Marinai)

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  48. * Paolo
    Grazie, carissimo. Sarebbe inutile dirti quanto io apprezzi il tuo gradimento, ma naturalmente te lo dico lo stesso... :)

    * Mauri
    E ancora più costernati lascia la convinzione (di moltissimi) che simili esperienze possano far diventare "Uomini"...
    Ciao, e benvenuto a bordo!

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  49. Grazie per avermi ricordato di dare un'occhiata questo breve racconto... Anche se con il mio solito e intramontabile ritardo eccomi qui a leggere la vita tra le parole più vere che io abbia mai letto. "

    Quando capiremo che è (quasi) tutto il contrario di quello che sembra?"

    Continuo a leggere questa frase perché mi è rimasta impressa. Tutto mi è rimasto nel cuore.

    E' spettacolare Zio... Commovente il "Ti ricorderai di me" finale... sono senza fiato!

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  50. * Giulia
    Ti ho risposto sopra, ma volentieri ti ringrazio, ti bacio e ti abbraccio anche qui! :D

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  51. ciao Nick, un saluto già che sono ripassata e me lo so no riletto...

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)