l'idea più pazza del più pazzo fra gli scrittori

"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

domenica 22 gennaio 2012

Raccontini adolescenziali rinvenuti in fondo a un cassetto - (2) Lo straniero



Soundtrack: A-HA, Train Of Thought
Dedicated to: Jimmy




Lo straniero


Venne un giorno, da molto lontano, uno strano straniero con una valigia nera.
Era giovane, alto e dall’aspetto misterioso, con fattezze non comuni, e tutti si chiedevano da dove mai potesse venire.
Aveva sguardo di vecchio ma occhi svegli di bambino, e un viso che tradiva la lunga permanenza di un’emozione, che però non si capiva se di riso o di pianto.
Parlava una lingua che nessuno capiva, tanto che sembrava provenire da mondi ancora sconosciuti, da lande inesplorate. Dava impressione di grande intelligenza, ma pareva che dentro di lui il cuore avesse da tempo preso il sopravvento sulla pur forte e lucida mente.
La valigia nera era stipata di piccoli fogli di carta, pieni di frasi tradotte in tutte le lingue, perché la sua era davvero troppo diversa per poter anche solo intuire il significato di qualche parola.
Erano quasi tutti fogliettini bianchi recanti frasi comuni, le solite che occorrono a un viaggiatore per una breve permanenza all’estero: “Quanto costa?” “Che ore sono?” “Avete una camera per stanotte?” “Quando parte il prossimo treno?” “Buongiorno, signore…”
Ma in mezzo a tante frasi semplici, convenzionali e totalmente prive di fascino e interesse, vi erano altri fogliettini colorati con sopra scritte domande stranissime: “Credi che riusciresti a volermi bene?” “Consacreresti la tua vita a me, se io facessi lo stesso per te?” “Vorresti conoscere il tuo vero nome?” “Posso sognarti, la prossima notte?”… O anche, semplicemente: “Vorresti la mia amicizia?” “Ti posso dare un abbraccio, uno soltanto?”
Ed erano proprio queste ultime frasi che lo straniero ripeteva, con pronuncia sempre approssimativa e incerta, a chiunque incontrasse per strada, senza distinzioni di sesso, di ruolo o di età. Faceva un ben strano effetto, questo straniero che diceva simili cose ma sempre leggendole con quel suo particolare accento, scandendole piano, sillabandole quasi.
Qualcuno ne rimaneva piacevolmente stupito, ma per la maggior parte le persone avevano reazioni negative. Qualcuno lo ignorava, qualcuno scuoteva il capo o sogghignava, qualcun altro lo derideva e insultava, da altri ricevette minacce, sputi e spintoni, e qualcuno ben presto arrivò a picchiarlo con violenza e cattiveria.
E lo straniero subiva tutto questo senza reagire.
Quando poi si rivolgeva a qualche ragazzino, subito accorrevano le madri. Alcune lo percuotevano con la borsetta, altre lo fulminavano con sguardi severi sospingendo nel frattempo lontano i fanciulli, al riparo da lui, altre ancora gridavano istericamente invocando soccorso. Una minacciò di denunciarlo, un’altra chiamò davvero la polizia.
Lo strano straniero venne arrestato, interrogato, schiaffeggiato, sottoposto a umilianti perizie mediche e torture psicologiche.
Anziché tentare di spiegarsi o giustificarsi, rispondeva anche a queste persone con le stesse frasi che lo avevano messo nei guai. Tirava fuori i suoi bigliettini colorati e usava le sue strane domande per rispondere alle loro domande. I poliziotti si sentivano presi in giro, diventavano nervosi e maneschi. Ci guadagnò un occhio pesto, la bocca sanguinante e un paio di costole incrinate.
Dopo due giorni lo rimisero inaspettatamente in libertà. Corse voce che fosse per evitare incidenti diplomatici, che si fosse venuti a sapere che egli apparteneva a un grande e potentissimo paese straniero. Quando fu rilasciato, torme di scatenati energumeni tentarono di linciarlo, e la polizia dovette, controvoglia, adoperarsi per proteggerlo.
Alla fine fu visto dirigersi verso la stazione. Ma non partì mai.
Quella stessa notte, nella desolata solitudine di un parco deserto, su una gelida panchina, lo strano straniero si lasciò morire di freddo.

Il giorno dopo lo trovò uno spazzino, che prima di denunciarne il ritrovamento gli rubò la bella valigia nera, dopo aver disperso nel vento quei pezzi di carta pieni di stupide frasi senza senso.
Il suicidio dello straniero fece grande scalpore, e molti, se non tutti, si sentirono sollevati.
I preti, le suore, i bigotti e le puritane dissero che si trattava sicuramente di un pazzo indemoniato e delirante, e nel dirlo si facevano il segno della croce.
Un bambino disse che forse era Gesù.
Dal turbinio del vento, che aveva disperso tutti i fogliettini, se ne salvò uno soltanto, che dopo aver a lungo volteggiato ritornò a posarsi proprio vicino alla panchina su cui lo straniero s’era lasciato morire. Ma era un fogliettino di quelli bianchi, del tutto privi d’importanza. Diceva solo: “Quanto tempo credete che rimanga?”


67 commenti:

  1. sarà solo uno scritto adolescenziale, ma mi è piaciuto assai!

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  2. Chissà se meritiamo il tempo che rimane? Il tuo racconto marcia come una parabola e abbiamo bisogno di parabole. Molto bello.

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  3. Sono io ad essere piacevolmente colpito da questo tuo post che, unito ai precedenti tutti, mi convincono sempre di più ad affermare con certezza che hai delle non comuni doti di autentico scrittore.

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  4. Zio, bisogna che te lo dica, scrivevi e scrivi benissimo, ma questo per uno scrittore è il minimo, quello che conta sono le idee-immagini. E in questo piccolo racconto ce n'è una bella. Non so perchè poi mi ha fatto tornare alla mente La leggenda del santo bevitore, che non c'entra niente, è solo per una risonanza dovuta alle mie sinapsi cazzone.
    Ho letto il tuo libro, mi è piaciuto molto, mi ha anche angosciato, mi ha fatto incazzare (anche con te) e quindi non è un libro che lascia indifferenti. Lì per lì lo avevo "diminuito" al livello di un libro di mera denuncia-sputtanamento, magari dovuta ad un legittimo e incazzatissimo risentimento. Ma mettendo da parte la realtà dei fatti e la micidiale ironia con cui li dipingi, è una bellissima parabola sull'arte dello scrivere e sull'onestà.
    O almeno io l'ho letto così.
    Grazie davvero Zio.

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  5. bello davvero, hai la capacità di far immedesimare nei personaggi che descrivi. come in questo caso, forse perché un po' assomiglio allo "straniero" del racconto.
    grazie ancora zio.

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  6. Emozionante. Se ne hai tanti così meriterebbe spingere avanti questo libro al posto di tanta immondizia in vendita.

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  7. Coinvolgente al massimo, caro Zio Scriba, Mi ha commosso.
    Forse è un racconto-parabola, come scrive Francesco. So che esprime verità crudeli e purtroppo attuali.
    Grazie!
    Lara

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  8. Questo pezzo è commovente, straziante..perchè descrive in maniera realistica cos'è l'incomprensione!..Questa è una storia VERA..
    Il finale è geniale, da quello che si frega la borsa al bigliettino.Sei veramente bravo,amico mio.

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  9. Con gli occhi lucidi caro Zio ti dico "Bravo" perché sei riuscito a trasmettere tantom ed eri solo un adolescente! Si vedeva già che avevi la stoffa!
    Graaaaaaaazieeeeeeeeeee di cuoreeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!

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  10. Spero tu abbia tanti cassetti con tantidssikmi fogli sperduti da buttarci lì .... mi è piaciuto moltissimo, ha quell'aria da sono arrivato da lontano portando positività, ma gli uomini non sono mai pronti ad accettarlo da Gesù all'Uomo caduto sulla terra ....
    Adoro leggerti miaooooùùùùù
    ps
    spargo fusa e musate per Isidoro

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  11. Tutto fila, Nick: il piano dello scarabeo con le lettere che vi campeggiano, il dolce soundtrack, i foglietti colorati...lo straniero non sembra neanche strano.
    E' chi gli sta intorno che proprio non va.

    p.s.
    tuffo al cuore al rigo 21.
    Bellissimo passaggio

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  12. Camus, dal titolo all'atmosfera assurda, inevitabile/irreale.

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  13. Bellissimo racconto, mi ha emozionato.

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  14. * Guchi
    Ho appena scoperto, con una certa tenerezza, l'inconfodibile marchio dell'adolescenza che accomuna questi ultimi due racconti che ho proposto: l'uso del pronome personale "egli", che oggi potrei usare solo con intenti ironici o caricaturali... :)

    * Francesco
    "meritare il tempo": hai detto una cosa bellissima e profonda.

    * Sandra M.
    allora speriamo di mantenere... :D

    * il monticiano
    nella mia ingenuità, ancora mi stupisco, e sono orgoglioso, del fatto, indubitabilmente magico, che una cosa scritta qui, nel mio eremo, venga letta da te a Roma sullo schermo del tuo mitico pc "Pasquale"... :D

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  15. bel racconto zio!!
    Solo che non sono riuscito a decifrare se eri più pessimista allora o oggi (in senso buono, nel senso che potrei anche dire se eri più ottimista allora o oggi;)

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  16. * ruhevoll
    Due volte Grazie a te, amico mio, per avermi doppiamente letto, tramite questo raccontino e tramite il mio romanzo (che io qui metto in vetrina ma non "spingo" mai, perché un artista non potrà mai essere un bravo venditore).
    Come avrai ormai capito, esprimermi con la scrittura ed essere letto non è per me uno sfizio o una vanità, ma una ragione di vita. Quando ci incontreremo, se vorrai, avrai una bella dedica.

    * Harmonica
    se assomigli allo Straniero assomigli anche a me... ma questo l'avevo già intuito, amico mio.

    * Vitamina
    guarda, con tuto quello che c'è nei miei cassetti si potrebbe alimentare non una collana, ma una casa editrice apposita... ma forse qualcuno preferisce aspettare che io muoia, per poi darsi arie per avermi scoperto postumo come hanno fatto con Morselli, invece di vergognarsi e chiedere scusa per non averlo scoperto prima... ma non è ancora detto... abbiate fiducia in me: io che sono uno scommettitore, qualche monetina su questo cavallo pazzo ce la punterei ancora... :)

    * listener
    non credere che le tue poche parole non mi colpiscano nel pieno del cuore: ho imparato a leggerle, e a dargli il giusto, grande valore... grazie di esserci!

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  17. Mi ha subito portato alla mente "Era un omino piccino piccino" di qualche (qualche...) anno fa.
    E anche "4-3-43" di Dalla fino alla scopata dello straniero venuto dal mare, subito prima d'essere ammazzato.
    L'amarezza del tuo racconto la vedo soprattutto nel fatto che 'sto branco di disgraziati, manco quella gli hanno regalato.
    E in quel branco talvolta ci siamo anche noi.

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  18. * Lara
    grazie anche a te, carissima: sì, sono racconti senza tempo (e forse senza speranza), che raccontano di una sconfitta eterna e difficilmente rimediabile.

    * mr.Hyde
    non ho più parole per descrivere il piacere e l'onore, la consolazione, di essere letto da amici come te: come ho già detto altre volte, se penso che fino al 2008 ho avuto paura e diffidenza nei confronti di internet, mi prenderei a martellate da solo... :)

    * Melinda
    Grazie di cuore anche a te: non abbandonarmi, perché le persone come te mi tengono in vita come maschere d'ossigeno!

    * Felinità
    già, non è deprimente pensare a quante grette, severe, cattive persone ingrossano i ranghi dei cosiddetti seguaci dell'Amore? non sanno neanche con quali lettere si scrive, l'amore!
    (saluti dal mio Isi, che ho appena coccolato ricavandone in cambio endorfine antidepressive...) :)

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  19. * giacynta
    il guaio è che chi gli sta intorno sta intorno anche a noi, ogni singolo maledetto giorno... e forse le colonne sonore, i giochi, l'arte e la scrittura servono a farcelo dimenticare per qualche attimo, e trovare così la forza per andare, malgrado tutto, avanti, anche se la tentazione di lasciarsi morire su quella panchina è tanto, tanto forte...
    Baci8

    p.s. forse uno di noi due ha un contarighe difettoso: al "mio" 21 non ho saputo trovare niente di così illuminante... :)

    * Ally
    sentirsi straniero nel mondo a volte viene confusa con una posa narcisistica, ma io penso e temo sia invece un destino...

    * Jay
    Ne sono felice... :)
    Oggi ho provato ad aggiungerti al mio blog roll, ma mi si impallava per mezz'ora su "salvataggio in corso", nenache la mia zattera stesse colando a picco con me a bordo (perché io, da vero Capitano, col cazzo che la abbandono...), ma conto di riprovarci domani. Ciao!

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  20. * Nowhere Man
    Il pessimismo, pressoché TOTALE, è sempre lo stesso, ma per fortuna variano i modi di approcciarlo con la scrittura: a volte sono (credo di essere) esilarante (e, come tutti i veri comici, è proprio in quei frangenti che sono veramente depresso, ma di brutto!) :)

    * gattonero
    niente mi spaventa più del branco: qualcuno ha detto che quando gli uomini si riuniscono le loro teste si restringono, ma quando a riunirsi sono troppe teste (e già ristrette di loro) la catastrofe è assicurata.

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  21. Niente male per un adolescente.
    No, niente male davvero.
    Bravo Zio!

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  22. Ho ricontato : rigo 23 :)
    baci8

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  23. Ti posso dare un abbraccio, uno soltanto?
    Teresa

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  24. * mia euridice
    sperando di non essere poi peggiorato... Grazie! :)

    * giacynta
    adesso i conti tornano... :)

    * Teresa
    sei una Straniera fortunata (ammesso che abbracciarmi sia una fortuna) perché la risposta è Sì... :D

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  25. Un adolescente che sa scrivere e rivelare profonde verità.

    Un abbraccio Nick

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  26. Che storia triste.

    Un abbraccio

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  27. Un'espressiva e compiuta metafora che ha anticipato i correnti tristi anni che stiamo vivendo in Italia.

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  28. Ciao Nicola...bellissimo...anche il racconto!

    Mi ha suscitato dei ricordi, come la frase di mio figlio undicenne innamorato per la prima volta che con la sua innamorata si sono dichiarati "descrivendosi" tipo: "c'è un riccioluto che ti ha notata e questo potrei essere io" :) Non c'entra e non so come mai io abbia pensato a questo.
    Sto leggendo "Rimini" e credo che poi rispolvererò "Tutta colpa di Tondelli" So già che preferisco N. Pezzoli.

    baci Nou

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  29. *** I am, Kylie, Adriano
    Un abbraccio anche a voi, e un ringraziamento per la vostra preziosa amicizia.

    * Nou
    In prima elementare una bambina scrisse, in un componimento su di me: "Io lo amo perché lui vuole che io lo ami". Fu devastante, perché mi fece credere, per lungo tempo, che si potesse PRETENDERE di venire ricambiati... :D

    Baci anche a te!

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  30. Ti ringrazio per esserti fatto abbracciare. L'ho sentito con tutta me stessa e me lo tengo addosso come qualcosa di caro.
    Teresa

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  31. Ciao Zio, una cosa è certa che se già nell'adolescenza sapevi essere così sensibile verso un tema scottante come quello dell'incomprensione e sapevi esporlo in modo così perfettamente semplice (che non sempre è facile)
    beh! Che ti si puo' dire se non che già dimostravi quello che saresti diventato?...uno scrittore con i fiocchi e che fiocchi!!!
    Bellissimo questo tuo racconto che tocca un tema attualissimo.

    Un abbraccione forte a questo sckritorre che sempre ci fa vivere belle emozioni.
    Bruna

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  32. Quella domanda finale è davvero importante. Possibile che sia così facile dimenticarla?
    Un bellissimo racconto, Zio.

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  33. * Teresa
    Grazie a te.
    Ti abbraccio anch'io.

    * Bruna
    Oltre all'incomprensione, e alla paura dello straniero/strano/diverso, il tema è anche quello della mancanza di Innocenza, in tutti, senza speranza alcuna. Forse un altro autore in erba avrebbe fatto fare allo spazzino un gesto compassionevole, io gli ho fatto rubare la valigia. L'unica voce bella è quella del bambino, ma anche il suo destino è segnato: crescerà.
    Grazie per le splendide e gentili parole che mi hai dedicato anche stavolta.
    Abbraccio forte anche te.

    * Duck
    A volte accadono cose che ci fanno dire: da domani vivrò ogni giorno come fosse l'ultimo, assaporandolo, cercando il bene e l'amore, seguendo il cuore e l'anima, e smettendo di prendermela per le stronzate. Ma poi ce ne dimentichiamo quasi subito, e le stronzate ritornano a sommergerci. Ma per fortuna non è una vita di sole stronzate. Ci sono anche cose belle come l'amicizia, e le persone come te me lo ricordano di continuo!
    Ciao! :)

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  34. Eh caro zio... a me sinceramente non è piaciuto per nulla questo tuo racconto, per due motivi:

    1) per la forma: già scritto molto bene, ma chiaramente sei ad anni luce di distanza oggi

    2) il racconto in sè, un po buonista un po incantato, un po senza capo ne coda e calato in una dimensione a metà fra la realtà e la fantasia stridendo con entrambe in alcuni tratti.

    ps. finalmente un tuo post che non mi piace!

    :D

    sono tornato a gimon, un abbraccio

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  35. * Greg
    Eh, sì, era ora che qualcosa di mio non ti piacesse... :-))
    (in realtà sono incazzatissimo, la prima volta che ci rivediamo ti spacco la faccia... :D)
    Bentornato in questo paese vagamente escrementizio... (non era meglio se ti raggiungevo io a Panama, cazzo?)

    Un abbraccissimo!!

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  36. Racconto tristemente attuale..
    Tanta diffidenza, troppi pregiudizi. SEMPRE.
    Secondo me anche la tolleranza NON va bene..ci vorrebbe l'ACCOGLIENZA.
    Ma c'è troppa diffidenza, tanti pregiudizi. :(
    Grandioso, Zio..esolueis :)
    Bacio

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  37. Mi ricorda un po' il concetto platonico di ingiusto assoluto... ovvero il giusto assoluto che viene considerato da tutti, erroneamente, ingiusto.
    Mi è piaciuto, è come una strana, insolita fiaba, e forse a causa di quell'atmosfera un po' fatata, l'amarezza sembra ancora più amara.
    Ciaoooooo :O

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  38. Nessuno nella mia città è straniero. Grande Nicola.

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  39. * Grace
    Hai ragione: "tolleranza" sa sempre un po' di sopportazione forzata, di condiscendenza per provare a mostrarsi buonini... allora molto meglio le Case, di tolleranza... :)
    Un abbraccione, carissima!

    * Giada
    Anch'io a quei tempi pensavo a un malinteso cosmico, a un Ribaltamento universale: cominciavo a vedere i cattivi, i violenti, gli avidi, gli ipocriti, seguire disciplinatamente una religione che definivano "di amore", e sospettavo che il cosiddetto diavolo fosse (rispetto al loro Dio, il più delle volte Filigranato) nella maggior parte dei casi un povero diavolo, o un buon diavolo...
    Poi ne sono uscito, perché le categorie di bene e male assoluto mi paiono troppo semplicistiche, ribaltate o no che siano... :D
    Grazie del gradimento.
    Ciaoo!!!!

    * George
    Grandissimo George... anche se io forse potrei dire che nella "mia" città ideale sono TUTTI Stranieri, ma perché per me Straniero è una parola meravigliosa, sinonimo di Differente ma anche di Libero e di Nuovo e di Misterioso... ma la sostanza non cambia: la pensiamo uguale anche con diverse parole.
    Buonanotte! :D

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  40. Bello, lievemente mistico ma bello.
    Bravo amico mio.

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  41. A bocca aperta!!! Così rimango sia per i tuoi scritti sia pe i commenti! Incredibile come tu riesca ad attrarre cosi tante persone ad interessarsi ai tuoi scritti. Riesci a portare la gente alla riflessione, e non capisco perchè tu non sia uno scrittore di successo planetario. Forse è vero che la maggioranza della gente a "teste piccole". Un abbraccio fortissimo.

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  42. Non so quando tu abbia scritto sto pezzo, e non so se tu ti sia reso conto di avere scritto una parabola.
    Terribilmente moderno il contenuto: l'incomunicabilità, che non ha scoperto Sartre, ma Gesù, qualche secolo prima.
    Ricordi l'immagine grandiosa di Gesù che scrive sulle polvere qualcosa -mai si seppe cosa- mentre lo vogliono incastrare con l'adultera. Lascia perdere la sublime, divina risposta: "Chi è senza colpa scagli la prima pietra" pensando tra se e se "vi ho fregati, gaglioffi"; pensa al significato futuristico di quei segni col dito nella polvere: sono i foglietti del tuo misteriosissimo straniero, sono un linguaggio inaccessibile, perché la gente non VUOLE capire mai le verità scomode.
    In questo senso hai scritto una parabola, penso senza volere, ma questa è la forza dei veri scrittori: si scrive, si scrive, a volte anche troppo; poi sono gli altri a scoprire la profondità di quel che hai scritto.
    Ciao.

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  43. Gli scritti adolescenziali nascondono sempre qualcosa di interessante e geniale...questi non fannon eccezione!

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  44. A mente fredda (non sono riuscito a commentarlo subito, lo ammetto) direi che il più vicino alla realtà fosse il bambino che pensava si trattasse di Gesù (l'unico, vero, grande sconosciuto alla chiesa). A me ha portato molto alla mente anche le "metamorfosi" di Kafka, perché il tema ricorrente, sempre di primo piano, è la paura del "nuovo", e non dico "diverso", perché io le uniche diversità che posso/so cogliere sono quelle al modo di pensare ed agire di un individuo, non le fattezze fisiche, l'appartenenza religiosa o l'orientamento sessuale. Questo concetto, però, così elementare, è sconosciuto ai più ed è la fonte maggiore dei dissidi tra gli esseri umani.

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  45. * Tarkus
    Grazie a te per avermi letto, mio caro nuovo amico.

    * Galadriel
    Non vorrei dare l'impressione di "accontentarmi" (questo mai) ma la moltitudine di nuovi amici che mi seguono, mi leggono, mi ascoltano, rappresenta per me già un successo insperato e meraviglioso.
    Per il successo planetario ho forse sbagliato la base di partenza, cioè il luogo di nascita: ogni epoca rende determinati paesi "fornitori di qualcosa". Attualmente i paesi fornitori di Scrittori sono soprattutto quelli anglosassoni, seguiti da quelli di lingua spagnola, portoghese, francese, e da quelli asiatici, dell'estremo nord Europa e della ex Jugoslavia, mentre "noi", con tutto il nostro perduto splendore, siamo più che altro fornitori di schettini e di gelmini, di vesponi e berlusconi, di bocconiani e di mafiosi, di calciatorelli e velinuzze, di ciellini e raccomandati, di trote e scilipoti...
    Ma non è detto che il vento non cambi, e che l'era dell'Acquario non dia una piccola mano al riemergere di Scrittori italiani... :)
    Ti abbraccio anch'io.

    * Enzo
    Ti ringrazio per le belle e centrate parole. Già allora la mia intuizione di Gesù non ne faceva un fondatore di religioni, ma l'Eretico dell'Amore, il cui messaggio non poteva non essere malinteso e travisato (da alcuni per disonestà, dai più per inadeguatezza della mente e del cuore). Basti dire che si osa definire "cristiano" il familismo più gretto, chiuso, fascistoide, conformista, egoistico e bigotto... brrrr...
    Concordo sulla parabola "involontaria": che siano altri, i lettori, a esplorare e scoprire le profondità della scrittura è una cosa che vale sempre, vale soprattutto per i poeti, ma vale anche per gli scrittori.
    Grazie ancora.

    * davidombra
    il tuo apprezzamento non manca mai di colpirmi e commuovermi caro amico... e visto che la genialità si accompagna all'adolescenza, mi raccomando: non smettere mai di scrivere, non smettere mai (come si diceva nell'Attimo Fuggente) di contribuire col tuo verso!! :)

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  46. * Plasma solitario
    Su Gesù vale la risposta che ho appena dato a Enzo poco sopra.
    Anch'io riscontro qualcosa di vagamente kafkiano in molti miei racconti di quel periodo.
    Sulla (sulle) diversità la penso come te, e aggiungo che Diverso è una delle parole che io (amante delle minuscole e inventore della maiuscola finale spregiativa) cerco di scrivere sempre, in ogni contesto, con la maiuscola iniziale.

    Un saluto e un abbraccio, amico mio.

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  47. Me li vedo tutti con un palmo di naso in su, che ritrovano il bigliettino, lo leggono e vengono assaliti da quel senso di "troppo tardi" che non da tregua a nessuno, nemmeno alle menti più semplici. Mi piace così a me, inventarmi i finali "giusti", come "dovrebbero essere".

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  48. ti dirò.... non è che non mi convinca molto fino all'ultimo paragrafo. Poi, meglio, e l'ultima frase (mi viene un po' in mente il finale di Forrest Gump, con la piuma che vola) secondo me è un buon tocco di classe!

    Ovviamente qualsiasi impressione va contestualizzata, vista l'epoca di composizione e lo standard a cui ci ha abituato il Pezzoli odierno... :D

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  49. * Maraptica
    Nella "mia" lettura (perché tutti diventiamo poi lettori di ciò che scriviamo, e secondo me si tratta di due persone diverse, a costo di sembrare schizoide! :D) nella mia lettura, dicevo, la potenza di quel bigliettino finale sta proprio nel pensare che NON verrà letto da nessuno... ma è bello, molto bello, anche avere dei lettori che si scelgono i finali... :D
    Ciao!!

    * Reverend Emi
    Tu e Greg finirete col farmi montare la testa... nel senso che se questo raccontino che è tanto piaciuto è davvero lontano "anni luce" dal "Pezzoli odierno", bisognerà che il Pezzoli odierno lasci un posto libero nella sua agenda per il giorno dell'assegnazione del Nobel :-))))
    (Sperando che se questa mia cazzata finirà, decontestualizzata, come spesso accade, sui motori di ricerca, appaia almeno anche il quadruplo emoticon-ghignata, o ci farò la figuraccia del presuntuoso... :D)
    Ti abbraccio forte.

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  50. Davvero molto bello,Zio.Se al mondo ci fossero più bambini e più stranieri,forse ci rimarrebbe anche più tempo.

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  51. chissà quanta gente incontriamo che chiede il nostro affetto o vorrebbe semplicemente donarlo, ma siamo incapaci di comprenderla questa richiesta, ne abbiamo paura. Ci difendiamo dall'amore, chissà perchè!!

    Bello il contrasto in queste similitudini "Aveva sguardo di vecchio ma occhi svegli di bambino" e mi è piaciuta anche l'immagine che hai scelto per accompagnare il tuo scritto adolescenziale.
    Il gioco dello scarabeo. L'amore è troppo spesso una parola, un gioco e nella vita invece resta un estraneo, un mister x pieno di emozione che senza di noi può anche morire di freddo

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  52. rispondo qua al tuo commento da me.
    La tua ipotesi calza, ma non nel caso specifico che ho raccontato.
    All'ultima fiera di editoria ho comprato un libro x mia nipotina, sfogliandolo a casa mi è sembrato l'editore giusto e gli ho mandato questo testo di narrativa x l'infanzia poi tutto è andato come ho raccontato. Sono ancora in attesa di alcune risposte, non ci credo tanto, ma se per i primi di marzo non succede nulla valuto altre strade, facendomi fare i disegni da qualcuno. Chiaro che non mollo! Baci

    RispondiElimina
  53. * Blackswan
    Grazie!
    Quello che fa rabbia è sapere che in fondo basterebbe "volerlo": voler essere tutti, dentro di noi, un po' più "bambini" e un po' più "stranieri", in tutti i sensi.

    * Rita Baccaro
    Trovo splendido questo tuo commento, col quale concordo in pieno. Pensa solo a quante persone saranno già finite al pronto soccorso, se non al cimitero, per un "ti amo" detto alla persona sbagliata, mentre un "ti odio" di solito provoca al massimo una ghignata o un'alzata di spalle. Eppure la prima dovrebbe in teoria essere la frase più bella del mondo, e la seconda la più brutta!

    * Ilaria Pedra
    Allora ribadisco anche qui il mio Non mollare!
    L'Esprimerci e il seguire le nostre passioni sono due fra le cose essenziali della vita.
    A maggior ragione se uno ha proprio... la passione di esprimersi!
    Baci anche a te. :)

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  54. Niente male il tuo racconto; salutoni a presto.

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  55. Apparentemente semplice ma dritto al cuore e alla ... mente.
    Ogni tanto,ridacchiando ironicamente, mi chiedo se il Messia, tanto nominato invano, venisse oggi fra noi, altro che il martirio della croce.
    Grazie per questo scritto.
    Francesca

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  56. * Cavaliere oscuro
    Saluti anche a te, carissimo.

    * Francesca
    Se poi Egli venisse in Lobotom-italy ne vedremmo delle belle: magari qualche cervellozzo governativo andato a male gli darebbe dello sfigato per non essersi laureato entro i 28 anni... :)

    Grazie a te!!

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  57. Un bel racconto, che trovo poetico e scritto benissimo, mi sembra di vederle, da tanto sono vive, alcune scene come quella finale della dispersione al vento dei bigliettini! Secondo me, "Lo straniero" affronta, con quella grande fantasia che si ha allora, alcuni temi tipici dell'adolescenza come quello della difficoltà e del desiderio di comunicare...ma c'è anche il fascino che esercita tutto ciò che è diverso. Immagino che lo straniero sia stato "ucciso" dal freddo che sentiva attorno a sè, ma che poi, in una seconda vita, abbia avuto modo di esprimere, senza bisogno di alcun bigliettino, tutto il "love" che sentiva dentro. Ciao, Nicola.

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  58. Se mio figlio, adolescente, scrivesse tali racconti, mi spaventerei! O forse mi sarei già accorta di avere un genio, non solo quanto ad abilità nello scrivere, ma per la sensibilità nell'afferrare il senso delle cose e di questo mondo. E quindi tu, adolescente, avevi già capito che di amore in questo mondo non ce n'è...mamma mia. Avevi afferrato la piccolezza della gente, la meschinità, fondamentalmente il razzismo. Incredibile, magnifico.
    A proposito degli A-ha sai che ti dico? Mi ricompro tutto su I-tunes!
    Avevo i loro 2 LP, ora chissà dove son finiti. Mi è venuta la voglia di riascoltarmeli in macchina! Un abbraccio zio!

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  59. * Ninfa
    Ottima lettura, sia del racconto che del cuore dell'autore. Metà di quel giovanissimo straniero si è suicidata nel freddo tanti anni fa (era un pensiero ricorrente, e non è che ogni tanto la tentazione non ritorni...) mentre la metà sopravvissuta ha cercato e trovato consolazione e riscatto nello Scrivere.

    * Simona
    Anche le tue parole mi hanno commosso. Farmi leggere da persone come te, come molti e molte di voi, è come farsi una radiografia dell'anima e poi esporla agli altri: la mia fortuna è che fra questi "altri" ci siano un sacco di meravigliose persone che, invece di ridere di quella radiografia, la prendono fra le mani e le danno un bacino.
    Grazie!

    p.s.
    evviva gli A-Ha! :)
    (a proposito: nel loro secondo album c'era una disperata canzone, I've been losing you, che mi "istigava" fortemente al suicidio...)

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  60. Ciao Nicola,
    geniale questo racconto e interessante la girandola di fogliettini colorati che caratterizza lo "strano straniero" nella sua apertura mentale predisposta all'incontro e che lo contrappone ad una comunità piatta, abituata a vivere nel gelo e nella solitudine della loro città, ormai parte integrante di una interiorità buia che concentra e limita la vista ad una vuota "valigia nera".

    Se questo è quello che tiri fuori dai cassetti, non oso immaginare cosa tiri fuori oggi dalla tua mente!!!

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  61. * Sciarada
    Ciao, e benvenutissima a bordo!
    Dico anche a te quello che ho detto a Jay, Paòlo e la rouge: in questi giorni Blogger mi sta incredibilmente impedendo di aggiornare il blog roll, ma appena me lo consente ci finirai anche tu: basterebbe quella citazione sui gatti di Bukowski per dartene il diritto... :-))

    Su quello che tira fuori oggi la mia mente metto le mani avanti, nel senso che domani ho intenzione di postare un raccontino della mia produzione comico-demenziale, e magari se non ami il genere potresti rimanerne delusa. Ma non preoccuparti: Zio Scriba e il suo alter ego Nick Pezzoli sono abituati a scrivere tutto e il contrario di tutto, dai romanzi ai racconti seri e meno seri alle poesie alle battutozze, e persino, forse l'avrai visto lassù, le mie vecchie (liceali) sqhuolastrissie, quindi penso e spero proprio che almeno qualcosa ti piacerà...
    A presto, e grazie ancora della visita! :D

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  62. l'importanza dei cassetti!
    grande zio

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  63. e come tutti gli scritti adolescenziali hanno una valenza particolare e alcuni col tempo assumono il significato attualissimo e con riferimento preciso all'oggi. *

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  64. * petrolio
    indipendentemente dal tipo e dalla qualità, temo che gli scritti che invecchiano meno siano proprio quelli pessimisti circa il cuore e la mente dell'umanità...

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)