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"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
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giovedì 1 settembre 2011

Assaggi di romanzi inediti - da GIGOLO' PER CLIENTE UNICA: capitolo 29 (un flashback)



29.

Freccette



A regola dovrebbe essere esistito anche il 1978, credo. Al casello di Andrea Supplizio tiravamo freccette a una Tina Turner scosciatissima, su pagina strappata da Sorrisi e Canzoni TV e fissata con le puntine a un tronco di betulla. Ma soltanto da sotto la mia tuta e le mie mutande qualcosa si rigonfiava e premeva, al mio amico sembrava non succedere un cazzo, solo io mi eccitavo sperando che le punte delle freccette seviziassero davvero quelle svergognatissime carni.
Il papà di Andrea si chiamava Supplizio Delizioso, e forse era questa giustapposizione di parole a sviarmi l’immaginario. Le parole avevano già allora su di me effetti pericolosi e a volte devastanti. La più tremenda con cui feci conoscenza fu la parola “colpa”. A lungo credetti di essere il solo bambino perverso in tutto quanto il mondo, e sempre più spesso pregavo questo loro Dio di Paura e Castigo di perdonarmi, giuravo tremebondo che non l’avrei fatto mai più, elaboravo fioretti e penitenze, gli chiedevo che mi aiutasse a star lontano da quegli abominevoli peccati. In fondo ero un rispettabile chierichetto, io. Ero l’orgoglio del prozio arciprete, e delle beghine vecchie del paese.

Loro non lo sanno, ma il vantaggio delle primissime seghe è che viene fuori una gocciolina concentrata, acquosa e trasparente, quasi invisibile, non rintracciabile, e la goduria è di gran lunga superiore a quella degli orgasmi adulti – forse per via del mistero, della novità, della sorpresa – ma insomma non sporchi e non lasci traccia, per cui mi scopavo di tutto, dai cuscini piacevolmente urticanti del divano in sala (mentre i genitori in cucina sorseggiavano il Paulista) ai copriletti in camera mia. Nessuno si accorgeva di niente. Poi chiedevo scusa al Dio di Paura e Castigo, a questo spauracchio cagacazzo e notaio delle goccioline altrui, e gli promettevo, chissà perché, di non farlo mai più.

Pellerossa seminudi cavalcavano a fior di pelo i loro destrieri selvaggi, eccitandosi fino alla morte nelle praterie della mia mente così acerba, sugli altipiani della mia anima confusa. L’idea della morte s’intrometteva nelle fantasticherie e non ne usciva più – Eros e Thanatos dentro un cuore fanciullo – sicché per un certo periodo esse si presentarono così: ero il cheyenne più bellicoso, il viso truccato coi colori di guerra, pronto a farsi ammazzare piuttosto che gettare le armi. Disarcionato in battaglia, mi si intimava di arrendermi, mentre un prurito tra le gambe mi costringeva a montare al volo su un altro mustang per buttarmi nell’ultimo slancio suicida. Solo contro decine di soldati, era come andare all’assalto di un plotone d’esecuzione, le prime ferite di striscio aumentavano la libidine: lo sgorgare della goccia e il beccarmi l’ultima pallottola (che immaginavo proprio sull’uccello, novello tallone d’Achille) erano eventi contemporanei e unificati.

Quando il sabato si andava al catechismo dalla suora Superiora a spaventarci un po’, cercavo di passare a chiamare Andrea Supplizio al casello lasciando indietro Luca Evangelista che stava a metà strada fra noi. Quello stronzo di Luca Evangelista, dal canto suo, cercava di precedermi e tagliarmi fuori. E siccome abitava a metà strada la spuntava quasi sempre lui. Arrivavo al casello della ferrovia, bussavo, chiedevo di Andrea, e ogni volta appariva sua madre con una copia di Grand Hotel in mano e mi diceva: «È andato adessoadesso co’ Evangelì».
L’avrei presa a calci, la signora Supplizio, quando diceva questa cosa. In tutta quella mia breve parte di vita, era la frase che mi faceva indispettire di più.
È andato adessoadesso co’ Evangelì.
Fossero schizzati via da pochi minuti li avrei visti uscire, avrei scorto le loro sagome da giù in fondo al rettilineo. Che accidenti voleva dire “adessoadesso” – tre quarti d’ora?
Era tutta una cospirazione, un tradimento.

Intanto continuavo a non capire questa doppia funzione del pìrulo. Avevo la fantasia dell’ultima goccia di pipì trattenuta, che se fosse poi scappata addosso avrebbe fatto godere e forse anche morire. Sì, era quello il segreto, quella sferzata di piacere incredibile doveva essere il sollievo di una goccia di pipì troppo a lungo trattenuta, che alla fine trovava il suo sfogo eruttivo.
Ma al Dio di Paura e Castigo tutto questo piacere, naturalmente, non piaceva.

La Superiora era poi fissata con l’idea che almeno uno di noi avrebbe dovuto diventare prete. Ci diceva sempre che lei pregava tutte le sere, chiedendo al Dio di Paura e Castigo, che però lei assurdamente chiamava Buondio, che almeno uno di noi prendesse i voti, ma quando ci diceva questa cosa la diceva guardando negli occhi me, sempre me, solo me. Si sbagliava. Non potevo essere io: io facevo le cose sporche. E poi i preti non potevano amare le donne, e io volevo amare la Elena Calligaris, una biondina che mi piaceva e mi faceva sudare il cuore di un sudore profumato di rose al cianuro – esaltanti, intossicanti, assassine.

Finita la dottrina c’era il film di propaganda etero al cinema parrocchiale, con l’eroe del west che salva la ragazza e poi si baciano ma senza lingua, e allora anch’io andavo al cinema col solo scopo di baciare al buio la Elena Calligaris, ma nell’impeto la baciavo sempre più o meno sul naso o su un occhio, con lei che mi chiedeva: “Perché qui?”. Però le piacevo anche se ero maldestro e sbagliavo la mira coi baci, e un giorno voleva addirittura presentarmi suo padre, e allora io sgattaiolai via dal cinema inventando una scusa. Certi istinti di conservazione se si formano si formano presto.
Ma ancora non mettevo bene a fuoco le cose del sesso, cioè non mi riusciva di collegare quelle nuove imprese libidinose dell’uccello alla bella biondina Elena Calligaris. Le biondine si baciavano e basta. Possibilmente sulla guancia (la bocca era troppo), smettendo di andare a beccare quei cazzo di altri bersagli sbagliati. Avrei passato la vita, a baciare la mia Elena, dimenticandomi perfino di respirare.

Ben presto ci arrivai, ad associare le mie seghette undicenni alle femmine. Le scopavo di solito sul mio letto, sempre disteso al contrario con la testa dalla parte dei piedi, e della porta, per controllare che non facesse irruzione nessuno. Ma la stranezza era che invece di andare su e giù ancheggiavo da sinistra a destra e da destra a sinistra: mi ero fatto fregare dalla parola “scopare” (le parole ci fregano sempre), e credevo che la figa andasse ramazzata. Spennellata via in superficie come un pavimento peloso con la scopa di saggina. Il che oltretutto spiegava come mai le donne rimanessero incinte così raramente, solo dopo numerosi e pazienti tentativi.

I bulletti e i ripetenti erano molto più avanti, rispetto a noi. (Non che ci volesse molto…) Venivano al campo sportivo coi fumetti di Sukia e di Zora la Vampira, ci scandalizzavano spiegandoci che scopare voleva dire “metterglielo dentro”.
«Che schifo!» si ribellava l’Evangelista.
«E tu come credi di essere nato, pezzo di cretino?» gli chiedeva allora un ripetente saputello.
«No, impossibile: i miei genitori sono brave persone che votano DC, è escluso che abbiano mai fatto certe cose», s’intestardiva il Luca.
Me li feci prestare, i fumetti di Sukia e di Zora, e le mie fantasie si omologarono a quelle di tutti. Solo in apparenza: allora non potevo esserne conscio, ma la più grande eccitazione, fin da subito, fu provocata dal fatto che in me al desiderio di averle si mescolava quello di esserle. Probabile che anche al casello fosse andata così: mi ero immedesimato in Tina Turner bersagliata dalle freccette. Per quello avvampavo così tanto. Già sapevo che la parte che godeva era quella femminile. Gli uomini-solo-uomini: marionette cazzute, stantuffi olimpionici, tiratori di freccette.

A dodicianni la famiglia di Andrea se ne andò a vivere a Roma, in una casa vera. Andai a salutarlo al casello, imparai la parola malinconia (c’era anche una canzone di Riccardo Fogli, Metti un amico che ora deve partire, probabilmente non si fa più sentire, non sai se piangere o provare a scherzare, non dici niente hai mille cose da dire), ci scrivemmo lettere che poi diventarono cartoline e poi auguri natalizi e poi nulla, e piano piano l’infanzia di noi tutti svanì.

Le seghe andarono avanti a farsele solo i più sfigati e i più intelligenti. Per tutti gli altri cominciava quella cosa che gli adulti chiamavano vita: lavorare, scopare, preoccuparsi, morire.


64 commenti:

  1. Gran bel mix di ironia e malinconia.
    L'editore "nessuno" dovrebbe pubblicartelo al volo!

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  2. Che pezzo zio... Editori aprite gli occhi!

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  3. «No, impossibile: i miei genitori sono brave persone che votano DC, è escluso che abbiano mai fatto certe cose»
    Non ti sto a dire quanto mi ha fatto ridere ^^

    «Le seghe andarono avanti a farsele solo i più sfigati e i più intelligenti. Per tutti gli altri cominciava quella cosa che gli adulti chiamavano vita: lavorare, scopare, preoccuparsi, morire.»
    Questa, oltre che triste realtà è maestria.

    E.

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  4. Quanto sei bravo a descrivere i pensieri più reconditi.Penso che potresti fare altrettanto immedesimandoti in chiunque e questa io la chiamo capacità di scrivere.
    Cristiana

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  5. hahahah geniale!!
    e il resto? organizzati con lo spaccio che voglio una copia ;)

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  6. Che ridere! E comunque "Lavorare, scopoare, preoccparsi e morire" è geniale. E ce ci sono tutte le prime due non sono nemmeno male neppure la terza e la quarta

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  7. ciao Zio!
    felice di ritrovarti e naturalmente di leggerti!

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  8. Per me le "edizioni nessuno" se non pubblicano perdono un piccolo gioiello

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  9. E' un generoso il piccolo tiratore di freccette. Perchè , altrimenti, la suora ( la scaltra ) avrebbe fissato proprio lui? Il desiderio non di darsi piacere ma di essere il piacere della persona immaginata: amore puro. E poi quel ramazzare il corpo da destra a sinistra: quello che si dice un rapporto...sullo stesso piano, senza gerarchie.

    Grandissimo Zio! Mi hai fatto sorridere, ridere, emozionare...Sei generoso più della voce narrante del tuo romanzo.

    p.s.
    La mamma di Supplizio è pugliese?

    pps
    Tu sei un genio. L'editore che non te l'ha ancora pubblicato no.

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  10. Bella la "ramazzata"! Ma come ti vengno?
    Quanto alla frase finale: lavorare,...???, preoccuparsi, morire. Che schifo la vita adulta: le preoccupazioni ci tolgono anche la voglia di ramazzare...
    Scherzi a parte, questo pezzo è stupendo, davvero.

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  11. Come ripeto da sempre mi piace ciò
    che scrivi e allora lo divoro.

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  12. Fra tutte le frasi a cui metterei uno spillino-promemoria...

    "esaltanti,intossicanti,assassine"

    "ci scrivemmo lettere che poi diventarono cartoline e poi auguri natalizi e poi nulla, e piano piano l’infanzia di noi tutti svanì"

    "quella cosa che gli adulti chiamavano vita: lavorare, scopare, preoccuparsi, morire."

    non hanno bisogno di altri commenti: si piantano lì e... ci pensano loro! :)

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  13. ah ma oggi siamo sugli stessi argomenti allora! :D
    bel pezzo nick, complimenti

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  14. Sei fortissimamente sempre più grande. Good Zione. :)

    Sabato scorso ero dalle tue parti ma molto di corsa. La prossima volta ti squillo per una birra. :)

    Ciao. :)

    LeNny.

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  15. Grande Nick, a tratti fantiano, ma in fondo in fondo pezzoliano.

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  16. "Mi faceva sudare il cuore" è un'immagine e un concentrato di bellezza/intelligenza sconvolgente. Ci ho messo parecchio per riaccettare la porca realtà...

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  17. Grande pezzo,zio,l'ho letto d'un fiato :) sto però ancora riflettendo se rientro nella categoria dei più sfigati o dei più intelligenti...

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  18. Lavorare e scopare. Ok. Preoccuparsi e morire, forse morire dentro prima che fuori, è questo a mettermi tristezza in una afosissima serata romana.
    Però ti abbraccio, con tanta vitalità.

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  19. ...la curiosità.., il riuscire a non capire bene quello che succede, a non cercare di capirlo, ma cercare..A quella eta' si è cosi ed è la cosa più bella che puo' succedere ad una persona..Tutto accelerato, tutto distorto, dilatato, tutto urlato, eccessivo...A quell' eta' se provi piacere, o quella strana nuova sensazione, a farti una sega , subito dopo te ne fai un'altra, e poi altre..., una dietro l'altra,..ma è così con tutto....A quell'età c'erano gli scontri tra bande di quartieri rivali e nelle nostre battaglie ci lanciavamo le pietre e ci spaccavamo anche le teste..piccole bestie..
    Ti sono grato perchè leggendo i tuoi racconti rivivo quelle sensazioni..
    ...ovviamente non ho proseguito con quello stile di vita...

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  20. un bel pezzo davvero, con episodi e sentimenti che più o meno, noi maschietti, abbiamo vissuto o conosciuto.

    grande zio come sempre

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  21. * Lucien
    speriamo piuttosto in un Editore Qualcuno... :D
    un abbraccio, mon ami

    * Ale
    grazie, e... vedi sopra: sono molto pessimista, ma continuo a credere nei miracoli e nelle predestinazioni...

    * Emanuele
    lei è uno che se ne intende :)
    grazie per le belle parole

    * cristiana2011
    a questo punto faccio lo spaccone, e chiamo la tua "Capacità di leggere!" :D

    * Andrea
    sarò venale ma... farò di tutto per riuscire a fartelo leggere a pagamento... visto che scrivere è (quasi) l'unica cosina che so fare a questo mondo... :-))

    * El Gae
    l'importante è che siano (nei limiti del possibile) delle Scelte, e non imposizioni o conformismi (morire a parte, lì c'è poco da scegliere...)

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  22. * Ernest
    ben ritrovato anche a te!!

    * pOpale
    guarda, per l'editoria (soprattutto quella "grande") italiota ho rivisitato l'espressione "gettare le perle ai porci": voler dare un bel romanzo a questa gente è come voler rifilare perle a dei gioiellieri che... PREFERISCONO LE GHIANDE!!

    * giacynta
    grazie, amica cara, questo, a cominciare dal p.p.s., è uno di quei commenti da ritagliare per rileggerli nei momenti di sconforto...

    (i signori Supplizio erano abruzzesi)

    * Simo
    vedi sopra: anche tu non scherzi nel tirarmi su il morale.
    un abbraccione a entrambe, amiche mie!

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  23. * listener
    e a me piace sempre più averti come amico e lettore (e-lettore staccato, mi raccomando :D)

    * il monticiano
    allora starò attento con le dosi: non voglio esser responsabile di indigestioni... :))

    * Reverend Emi
    spero solo che questi spillini resistano a lungo (e di piantarne molti altri): saranno il segno del mio passaggio nel mondo

    * robydick
    sì, l'altro giorno hai parlato di un film davvero meraviglioso: Priscilla la regina del deserto :)

    * LeNny
    la sto già pre-assaporando!
    (mi raccomando, un po' di preavviso perché son sempre sull'incasinato andante... :D)
    a presto caro amico!

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  24. * Ally
    chissà cosa ne pensa il grande John da lassù... :D

    * Tullix
    questi apprezzamenti, da un lettore sapiente e raffinato come te, fanno sempre un piacere immenso, e mi incoraggiano ogni volta di più...
    grazie di esserci!

    * cooksappe
    BENVENUTA!! :)

    * Blackswan
    girerò la domanda al Nonsanto Protettore del Blog (che forse avrai intravisto nella colonnina di destra): Onan il Saggio... :D

    * Luz
    ti abbraccio anch'io, carissima, e sono sicuro che mentre ci abbracciamo l'afa verrà sostituita da un bel venticello romano...

    * mr.Hyde
    anch'io ti sono tanto, ma davvero tanto grato per il fatto di leggermi, e per i tuoi commenti che sono sempre un interessante arricchimento del mio post...

    * Itsas
    è quello che la maggioranza degli editori e scribacchini italioti non vogliono capire: sottovalutano il Lettore, credono che per far scattare l'identificazione gli si debbano propinare le solite ovvietà risapute, dozzinali, scontate, banali, scopiazzate, mentre invece il Lettore si identifica benissimo (anzi, di più!) anche se osi qualcosa di più strano e di più coraggioso...
    Altrimenti, perché non mettere dei bambocci qualsiasi al posto degli scrittori, e poi pomparli mediaticamente? (oppssss: ma è proprio quello che stanno facendo!...)

    Grazie a te, come sempre!

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  25. Eccomiiiiiii!!!! puntualmente in ritardo ma ci sono! ;) Io mi chiedo come mai non hanno ancora eretto una statua in tuo onore... come mai non si parla di te in ogni libreria d'Italia. Poi penso in che paese di merda viviamo e ne capisco il motivo. Mannaggia la miseria. La mediocrità non ti si addice proprio... Tu ci presenti la realtà nuda e cruda... ma la realtà non è ancora del tutto pronta per te. Per uno che non ha paura di dire con sarcasmo e ironia come gira il mondo!!! :) sei un mito per me Zio...

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  26. * Giulia
    il semplice fatto che l'immagine (esagerata? :D) di quella statua sia balenata per un attimo nella mente di una meravigliosa ragazza come te è già un sublime miracolo, che dimostra la bellezza e la potenza della scrittura, della lettura, e della web-Amicizia...
    Grazie di esistere, dentro la stessa aria che dà da respirare anche a me!!

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  27. No. Non è da tutti scrivere un racconto che ti lascia senza parole e che leggi tutto d'un fiato.
    Il finale, poi, è perfetto ...la sintesi del tutto.
    Grandissimo Nicola!

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  28. Lettore Defraudato4 settembre 2011 11:57

    "dal fatto che in me al desiderio di averle si mescolava quello di esserle."

    Quello che vi è da dire è già tutto nell'intervento di Giulia e nelle ultime tre righe della tua risposta a Istat: se le perle di uno che scrive così stanno a gratis in un blog, mentre i giornali spacciano per scrittori Donato Carrisi e Paolo Giordano, allora c'è qualcosa che non va...
    Non arrenderti però

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  29. E' che io non ti so commentare.
    Ma come si fa a commentare un pezzo così? Dico io..COME SI FA?
    Coloro che hanno scritto sopra di me l'hanno fatto. Molti commenti vorrei averli scritti io, ma io NON SO FARLO.
    Un pezzo come questo è IMMENSO e io NON SO COME COMMENTARLO.
    Mi scuserai Ziosscri'..
    Leggo, ti venero, ma NON TI COMMENTO.
    Non perchè non voglia farlo, MA PERCHE' NON SO FARLO :-(
    Bacio

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  30. Bel pezzo, molto arguto, ironico e cattivo, ma con quel velo malinconico che dà una sensazione di condivisione che ci accomuna - si anche una donna si può specchiare in questo testo con punto-di-vista-maschile - perchè tutti parte di questa umanità sempre un po' alla deriva .
    Noi gatti randagi per ovviare alla deriva ci stiracchiamo mollemente. miaooooooùùùùùùù

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  31. Credo davvero che non sia da tutti descrivere ciò che si vive interiormente. Questa è la caratteristica che ti contraddistingue.
    Bravo Zio Nick.
    :)

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  32. * Gianni
    Grazie, caro amico. Per "colpa" di quelli come te non potrò mai più dire cose come "Nessuno mi capisce"... Voi lettori e amici mi capite eccome, e mi tenete vivo... :D

    * Lettore Defraudato
    Se ti senti defraudato tu, figurati un po' muà...
    Ma no che non mi arrendo!

    * Grace
    E come potrei non scusare una che dice di venerarmi?!
    Baci, baciotti, bacissimi! :)

    * Felinità
    Perfettamente d'accordo... per me, poi, la differenza fra uomini e donne è MOLTO più piccola di quanto qualcuno VORREBBE (parlo di uomini e donne autopensanti, non di chi accetta passivamente il giochino rosa e azzurro degli stupidi RUOLI)
    Miaooooo!!!!!!! :D

    * Stefy
    Hai già un paio di dediche firmate di mio pugno, ma a questo punto te ne meriti una terza via blog... :)
    Un abbraccissimo, cara Amica!

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  33. Sei proprio un bravo scrittore, complimenti! Il tuo racconto mi ha divertito e mi ha coinvolto molto, anche se sono una femmina...I primi desideri, la scoperta del sesso, la paura del castigo e di essere diversi dagli altri, le confidenze con gli amici, sono esperienze preadolescenziali che accomunano molti, seppur in forme diverse. Il finale, bellissimo, mi ha fatto venire in mente una canzone di Guccini: non starò più a cercare parole che non trovo...eccetera. Ciao!

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  34. * Ninfa
    Grazie, davvero grazie per queste tue parole di apprezzamento, che mi hanno fatto un piacere immenso... Coinvolgere, accomunare, condividere, sì, credo che alla fine sia proprio questo il miracolo della scrittura: si esplora con grande emozione e coraggio nel profondo di sé, e lì dentro ci si trova... l'intera umanità (o quasi)...
    Ciao! :D

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  35. Que bom passar para ler-te de novo.

    Um grande abraço Zio Scriba!
    oa.s

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  36. Maledetto Nick con questo brano hai toccato dei tasti della mia sensibilità molto profondi.

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  37. Grande pezzo... E' la tua specialità: far parlare i ragazzi come ragazzi, e non come creature lobotomizzate... Si ride, e ci si commuove, e ci si ritrova, ci si riconosce, nei dettagli fragranti... Il potere dell'arte, no? Quel cagnolino che scodinzola sotto i tavoli nei quadri di Paolo Veronese... Quando mi giri tutto il romanzo? ;)
    Paolo

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  38. Certi istinti di conservazione se si formano si formano presto

    :D

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  39. corre via veloce, più degli altri. Sarà che il rapporto/scontro con il Dio Paura e Castigo/Buondio ce l'abbiamo avuto tutti. Sarà che la Superiora che ti guarda e ti vuole far diventare suora l'abbiamo incontrata (spero di no per voi) tutti. Sarà che con la mamma dell'amichetta che ti dice cose improbabili abbiamo avuto a che fare in tanti...insomma. Mi ci sono rivista. E mi unisco all'appello: editori, svegliatevi! ;)

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  40. * Oceano Azul
    Felice anch'io di poterti riabbracciare, mia cara amica!

    * Euterpe
    Conoscendoti, do per scontata un'accezione molto positiva di "maledetto"... (in caso contrario fammi sapere...) :-))

    * Paolo
    Quando vuoi... :D (anche se in questo romanzo l'infanzia e l'adolescenza le troverai solo in tre o quattro flash-back, ma questo l'avrai già intuito dal titolo, o eventualmente dall'altro assaggio più bukowskiano che postai, quello della scopata col dentifricio colante... :D)

    Sì, quel cagnolino potrebbe essere scelto come simbolo universale dell'Arte...

    Un abbraccio

    * amanda
    Chissà: magari è solo la voce de "la Volpe e l'Uva" che si nasconde nello sprezzante eremita... :D

    * TuristadiMestiere
    In fondo abbiamo tanto in comune: a entrambi piace viaggiare e far viaggiare gli altri, o fisicamente o con le gambe (o zampette?) dell'anima...
    Grazie di cuore!

    RispondiElimina
  41. Bellissimo :)
    Molto "forever alone".

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  42. * Sara
    Grazie :)
    Un bacino per te.

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  43. Mi è piaciuto molto. Quando il romanzo sarà pubblicato lo voglio comprare, così tutti i tuoi scritti: ma quando si sveglieranno gli editori!?

    Bacioni Nico :)

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  44. * Nou
    Il giorno in cui scoprirò la formula magica informatica per far diventare Quantità i lettori di qualità e le persone di qualità come te (perché confido nel fatto che ce ne siano tante, e vadano "solo" scovate, per condividere anche con loro le mie storie) allora il più sarà (sarebbe) fatto, con o senza grandi editori...

    Un bacione anche a te carissima amica!

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  45. Ottimo e molto fluida la lettura. Ti ringrazio per gli auguri e ti auguro una serena giornata.

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  46. * Cavaliere oscuro del web
    Grazie a te, per aver spinto il tuo destriero fin qui... :D
    Ciao!

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  47. Eccomi! Finalmente sono riuscita a leggerlo con calma. Molto bello e alcuni pezzi sono proprio divertenti, come è nel tuo stile.
    Accipicchia, ce l'ho quel 45 giri di Riccardo Fogli.
    Ciaoooooooooooooo :)))

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  48. Il dio della paura ... l'ipocrisia degli adulti, la semplicità di un ragazzino che vive la caduta degli ormoni in modo quasi libero. Veramente bravo, ti auguro che presto qualche editore si svegli ed inizi ad investire su di te.....
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  49. Io sono grato a NESSUNO così tu puoi pubblicare ciò che vuoi qui.
    Prima di andarmene adessoadesso volevo dirti che il problema principale è che da giovani e da adulti non consideriamo che le varie esibizioni da masturbazione sino esse reali o immaginarie come qualcosa che non ha a che fare con la nostra personalità.
    Un abbraccio domenicale.
    Paolo

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  50. * Paolo
    Io gli sono un po' meno grato... :D
    In compenso sono grato a te, perché vieni qui a leggermi.
    Abbraccio ricambiato, anche se con un po' di ritardo...

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  51. Complimenti, bellissimo pezzo. Hai un modo di raccontare che mi piace molto (penso di avertelo già detto prima)... :))

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  52. * Giada
    Ciao carissima... e senza Malinconia, alla faccia della canzone... :D

    * I Am
    un triplo grazie, per l'apprezzamento, per l'augurio e per l'abbraccio, che ricambio

    * Fra
    Ridimmelo pure, a volte, per quanto si creda in se stessi, si ha proprio bisogno di sentirselo dire... :)

    RispondiElimina
  53. La storia di Nessuno non la conosco ma mi par di intuirla: sinceramente sei una perla col tuo modo di scrivere :)

    Inoltre mi hai aperto uno scenario: i dubbi e le esigenze dei maschi. Grazie, ora so come rapportarmi coi miei amici (anche se la parola amicizia tra uomo e donna poco riesco ad afferrarla): Loro che poco si raccontano, Loro che paiono Uomini fin da subito.

    La mia Compagnia ti è grata fin da ora ;)

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  54. Ho aperto un nuovo blog di cinema dove ognuno può collaborare scrivendo "recensioni", passa se ti va: http://onewordaboutcinema.blogspot.com/

    A presto!

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  55. * chaillrun
    magari qualcuno dei tuoi amici maschi dirà che non sono una perla, ma un pirla... :-))
    però grazie, davvero grazie: con parole simili sarai sempre la benvenuta!

    * OneWord
    ne prendo atto, grazie

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  56. Tutta la narrazione gronda vita. E poi il titolo...

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  57. mi sono persa per caso qualche editore che ha bussato alla porta del tuo blog??? No??? Uff. P.S. sì sì, piace a entrambi far viaggiare gli altri...ogni tanto però me la svigno pure io!!! :P

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  58. * Alberto
    Grazie, con poche parole hai detto una cosa bellissima, perché la vera e onesta scrittura (a tutti i livelli e con diversi risultati) è sempre imbevuta del sangue di un Autore, e non della sudorella rancida di un infingardo impostore...

    * TuristadiMestiere
    Stragraditissimo il tuo ri-passaggio, amica cara. La risposta è: NO. A meno che non abbiano bussato mentre dormivo. Per ricollegarmi alla risposta precedente, temo che soprattutto i cosiddetti "grandi" preferiscano gli impostori, o, come meglio ho detto in una replica data lassù, siano gioiellieri un po' porcelli che alle perle preferiscono... le ghiande. Buon pro gli faccia...

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  59. Con un certo ritardo correggo in Hemry.
    Penso di meritare il premio della distrazione ed approssimazione in questo periodo....

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  60. con un po' di ritardo, ma l'ho letto con piacere
    ciao

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  61. * Francesco
    mai troppo tardi: grazie, e buon fine settimana! :D

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)