"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

domenica 7 novembre 2010

Le fanfaluche mitologico-superstiziose come pericolo mortale e intralcio alla civiltà: Salman Rushdie ne sa qualcosa...


Rispondendo al filosofo Bernard-Henry Lévy, che sulla rivista “La Règle du Jeu” interrogava decine di cervelli eccellenti su “come sarà il mondo tra vent’anni”, lo scrittore Salman Rushdie, dopo aver affermato di non avere alcuna visione dell’avvenire, e di non essere interessato alle profezie, conclude così: “Posso dire cosa mi piacerebbe vedere: meno religione, più giustizia, meno reality, più benevolenza, meno confusione durante i tea parties, più intelligenza e meno football (soprattutto la Coppa del Mondo)... Ma se non avessi diritto che a un solo auspicio, meno religione mi andrebbe benissimo. Molta meno religione. Preferibilmente, che la religione non ci fosse affatto. Questo abbasserebbe il livello di idiozia mondiale di almeno una buona metà. Forse di più. Sarebbe sufficiente.”

Be’, lui ne sa qualcosa. Una vita sconvolta, e per fortuna non stroncata (ma vennero feriti il traduttore italiano e l’editore norvegese, e ucciso il traduttore giapponese!) solo per aver osato insinuare, in un romanzo di fantasia (The Satanic Verses, 1988), che un paio di versetti di un testo cosiddetto sacro fossero d’ispirazione non divina ma subdolamente satanica. Quando il punto è che trattasi di roba desolatamente umana, come chiunque può (potrebbe) arrivare a capire con estrema facilità. (Fra l’altro non si trattava neanche di un’invenzione dell’autore, che aveva solo proposto una rivisitazione in chiave onirica di un qualcosa di preesistente). Ma forse, anche se è brutto dirlo, specie per chi ci ha lasciato le penne, non tutto il male è venuto per nuocere: è infatti in arrivo (uscirà nel 2012) un libro autobiografico in cui Rushdie dedicherà molte pagine proprio ai giorni della clandestinità e della segregazione, protetta dei servizi segreti britannici, cui fu obbligato dalla condanna a morte, con tanto di taglia miliardaria per la scimmia bastarda che avesse fatto centro, decretata dai caproni integralisti. Non vedo l’ora di leggerlo.

Inutile dire che all’epoca l’approccio più viscido e peloso all’argomento fu, come sempre, quello italiota, dove le reazioni più gettonate (e infastidite, e annoiate) furono all’insegna del “però se l’è cercata”, un vergognoso leccaculaggio verso il delirio assassino portato avanti senza il coraggio di rendersene pienamente alleati, ma sbiascicato a suon di “ma” e di “se” e di “boh”, e che si è da poco ripetuto a proposito dei vignettisti Danesi (amico Westergaard, amico Flemming Rose, ripeto qui la mia solidarietà!).
Perché sono ancor oggi così sensibile all’argomento? Forse perché, guarda caso, una delle poche voci italiche che all’epoca si levarono indignate in difesa di Rushdie fu la mia. Peccato avessi solo 22 anni, e scrivessi sullo sconosciuto Varese Mese, che dedicò un’intera pagina al primo vero articolo della mia vita (cui non tagliarono nemmeno una virgola!) intitolato KOME IN UN INCUBO (l’esordio della mia rubrica “Eresie in salsa rosa”), nel quale davo dell’imbecille a Khomeini e degli ipocriti bigotti agli occidentali, che avevano appena finito di piantare un casino (quasi) altrettanto disgustoso contro il film di Martin Scorsese “L’ultima tentazione di Cristo”.

Nell’immagine in alto, un eretico flambé. L’ho scelta come promemoria per chi fosse tentato di liquidare certe nefandezze come esclusiva di solo alcune religioni. Perché fino all’altroieri i porci inquisitori della porca chiesa cattolica hanno fatto anche di peggio. Senza andare a scomodare Giordano Bruno e altre Libere Intelligenze cucinate alla griglia, c’è stata ad esempio gente messa a morte per aver tradotto in inglese la bibbia, in un’epoca in cui tale involgarimento della “Parola” dell’Essere Immaginario era considerato blasfemo e proibito (e soprattutto inopportuno, poiché era più facile tenere in soggezione le pecore col latino – come herr ratzingeR vorrebbe tornare a fare).
Non dimentichiamolo mai: si tratti di sacrifici umani, di guerre sante, di condanne per blasfemia, di assurdi martirii, di coercizioni o di persecuzioni, “Sacro” è la parola più schifosamente lorda di sangue della storia dell’umanità, la più raccapricciante. E non c’è teocrazia che non sia regno di arretratezza e di terrore.
Liberiamocene, o non saremo mai liberi.

35 commenti:

  1. Tutto va inquadrato nella giusta prospettiva.
    La bibbia è un trattato di Storia delle Superstizioni Mediorientali. L'Antropologia Comparata saprà giovarsene.
    Il Sacro è un osso formato dall'unione delle 5 vertebre sacrali. Articola in alto con la quinta vertebra lombare, in basso con il coccige, lateralmente con le ossa del bacino ed anteriormente è in contatto con la parte terminale del sigma ed il retto (questo mi suggerisce vagamente qualcosa, ma non saprei dire cosa).
    Altri sacri non ne conosco.

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  2. Non credo che la religione sia la cosa peggiore o il male assoluto.Tutto dipende da come vengono usate le cose...anche dietro il calcio si nascondono un sacco di nefandezze...e qulunque cosa in qualsiasi campo serve per generare violenza in questa societá molto piu´portata ad apparire che a essere !

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  3. Anche per me di sacro c'è solo l'osso,che sta pericolosamente e,ci sarà un motivo,vicinissimo al culo.
    Bellissimo post zio,mi piacerebbe leggerlo il tuo articolo di quando eri piccolo, vedi che chi nasce tondo non muore quadrato?
    ciao

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  4. ** web runner e fizzi

    Mi avete fatto venire in mente quella battuta assai birichina (non mia) che spiega il significato di "osso sacro" proprio col fatto di assistere alla "messa in c..." :D

    * 4EverInter

    Prima di tutto vorrei distinguere tra sentimento mistico religioso (in definitiva un “porsi delle domande” in maniera onesta, umile, a metà fra il filosofico e il poetico) e culti organizzati, dogmatici, istituzionalizzati (l’arroganza di sentirsi già depositari di tutte le risposte, ovviamente infallibili, poichè attribuite a un Dio che ci si è inventato, e in base a queste assurde risposte, radicate nella tradizione più oscura e troglodita, comandare, plagiare, oppirmere, castigare, uccidere altra gente.)
    Meno religione non significa meno domande, meno umiltà, meno consapevolezza del nostro essere piccoli, meno intuizioni legate alla parola “anima”, meno ipotesi divine nei nostri cuori. L’importante è capire (e spiegare ai bambini!) che non esistono risposte dogmatiche a queste domande, e che di questo eventuale sconosciuto Essere NON SANNO NULLA GLI AYATOLLAH, NULLA I PAPI E I PRETI, NULLA I TEOLOGI, NULLA I FALSI PROFETI E I BIGOTTI E GLI IMBROGLIONI, NULLA GLI AUTONOMINATI FILOSOFI TIPO FIASCONE BUTTIGLIONE.

    Ma soprattutto, anche se è vero che “il buono e il cattivo ci sono in tutte le cose”, dovrebbe bastare UN solo caso come quello del giapponese ucciso (perdere la vita per aver TRADOTTO un libro, MA STIAMO SCHERZANDO?!), per sentirsi in dovere di estirpare dal mondo le cause che hanno portato a quella morte, cioè per emanare un decreto mondiale di messa fuori legge di ogni culto religioso che non fosse personale, intimo, autonomo e segreto. E in conseguenza di ciò ogni proselitismo (il catechista che profitta della malleabilità di menti troppo giovani, il missionario che opera il ricatto di cibo e medicinali, il testimone di geova che tende agguati in pineta per annunciarti con gaudio bavoso le fiamme infernali) dovrebbe essere considerato un Reato ben peggiore dello spaccio di droga.

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  5. A mio avviso l'uomo ha necessità di credere in qualcosa e ha bisogno della fede per porsi domande e per riflettere su se stesso e sul mondo. Purtroppo la simbologia e gli aspetti educativi (non disciplinari o indottrinanti) hanno lasciato spazio a dogmi e organizzazioni ottuse, bigotte e tautologiche. La religione da molti anni si discosta molto dall'essere una risposta e un nutrimento per i bisogni più profondi dell'uomo, diventando un qualcosa che limita la libertà, il pensiero critico e la riflessione.
    Se mi chiedono se sono credente rispondo che sono credulona, semplicemente perché non c'è culto o simbologia che non mi affascini e che a mio avviso non valga la pena di essere approfondita. Purtroppo però non è possibile farlo andando in chiesa, in sinagoga o in qual si voglia luogo di culto. Lì si parla di dogmi, di obblighi, di doveri, di peccati, di punizioni, di morte e di colpa. Niente di tutto questo mi pare possa nutrire in alcun modo l'animo umano.
    La religione non è altro che il paravento per guerre ed interessi economici, poco importa; minare tali poteri significherebbe rischiare di diventare liberi, un rischio che purtroppo non siamo pronti a correre.

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  6. se la religione venisse sostituità dalla spiritualità, dalla ricerca interiore, allora sì che le cose andrebbero meglio.

    che poi io non è che sia nemmeno una persona così spirituale, però mi affascinano le persone spirituali quasi quanto mi terrorizzano i fanatici religiosi

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  7. Davvero un bel post amico mio, che mi trova sostanzialmente d'accordo con quello che scrivi, anche nei commenti che hai finora postato, e che mi ha dato molto da pensare. In fondola religione è solo l'argomento base che fa riflettere su quello che sono gli uomini, purtroppo la loro maggioranza.
    Mi ha colpitomolto quandoparli di "approccio italiota" dipendente proprio da quello che le religioni hanno finora trasmesso e continuano a trasmettere, approccio di cui gli italiani, come dici tu, sono maestri. Mi hai fatto pensare all'album "La buona novella" di De André. Molti italiani hanno preferito tapparsi gli occhi sull'intento di Faber, che era quello di raccontare la storia di un uomo e far pensare, e non quello di fare un album in omaggio alla loro religione.
    Bigottismo? Penso proprio di sì, Nicola. Esattamente quello di Nazingher.
    Grazie di esserci zio, a presto

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  8. Teofagia! Deicidio! Marlène Dietrich!

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  9. * Valentina

    Penso che in fondo, anche se io con la rozza irruenza che mi è propria su questi argomenti, e tu con molta più grazia, abbiamo detto (QUASI) le stesse cose. Il tuo commento integra alla perfezione il mio pezzo.

    * Marco

    Pienamente d'accordo sulla spiritualità, che le religioni hanno dapprima usurpato e monopolizzato, e di cui adesso si ritengono proprietarie per usucapione. Parla male delle religioni e passerai automaticamente per materialista senz'anima.

    * nico
    Oltre a ringraziarti per il gradimento e l'approfondimento, noto con piacere che mi stai dando dei punti nel giocare coi nomi: pensa che a Nazingher non ci sarei mai arrivato! :D

    * Lorenzo
    Bentornato a queste latitudini!
    Però quel commento è talmente ermetico che se mi hai mandato affanc. non me ne sono mica accorto... :-))

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  10. Non so Nick, questo pezzo, se non sapessi che l'hai scritto tu mi lascerebbe un po' perplesso. Però capisco ciò che vuoi dire, a maggior ragione leggendo quello che hai scritto dopo nei commenti. Che il mondo della religione sia pieno di gente che non ci ha capito un tubo, o di "vasi di coccio" alla don Abbondio è senz'altro vero. Però, fermarsi lì mi sembra... limitante. Prendere e andare in Africa, nelle missioni, in situazioni estreme, è molto peggio di certa letteratura horror. Non credo che tutte queste persone l'abbiano fatto per fare proseliti. Come è vero che ci sono anche tanti preti e religiosi, (ho la fortuna di conoscerne qualcuno) con i quali è possibile confrontarsi serenamente in modo disinteressato. Anche perché l'uomo è, purtroppo o per fortuna, bello incasinato (anzi, un mistero, come diceva Dostoevskij): voler spiegare e far funzionare tutto con la pura razionalità, è una soluzione semplice ad un problema complesso, e la storia (pubblica e personale) mi insegna che così si producono grandissimi disastri. C'è un livello di cose che è troppo complicato o impossibile da spiegare a parole - e allora mi chiedo: che strumenti ho io, che "sento" questa cosa, se non provare a rifletterci con l'aiuto di chi ha dedicato la sua vita al riguardo? Per quello che posso dire di me, se non avessi avuto certi valori di riferimento, beh, penso proprio che prima o poi mi sarei incasinato su qualcosa, o da qualche parte. Questo poi non vuol dire che anch'io non abbia tutte le mie difficoltà, che mi arrabbi e che abbia infinite, continue perplessità sugli atteggiamenti della Chiesa, sui dogmi e sulla fede, ma... evidentemente fa parte del gioco!
    In sostanza, secondo me l'equazione: niente religione (per forza intesa come spiritualità, come si fa a scindere le due cose?) = serenità perpetua, secondo me non regge!

    P.S. ovviamente la fede nerazzurra si pone su un livello completamente differente :D

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  11. Lo sai che con me sfondi una porta aperta (quella della sacrestia). ;-)

    E' chiaro che la posizione di Rushdie deriva dalla sua esperienza personale. Pensare che un giorno la religione riesca a spogliarsi della sua parte terrena (leggi: politica) per abbracciare solo l'aspetto spirituale, penso sia un'utopia. Non fosse altro perché questo - e nient'altro - dimostra che le religioni sono cosa umana. Se fossero davvero di provenienza divina, il problema non sussisterebbe.

    PS Se non ci sono problemi di diritti, potresti postare quel "vecchio" articolo uscito su Varese Mese, sarei curioso di leggerlo...

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  12. * Reverend Emi
    Ma infatti io sono ben lungi dall'elogio della sola, gretta razionalità. Le persone che pensano solo con la metà razionale del cervello mi sconcertano, al punto che io spesso corro il rischio opposto, cioè di usare solo la metà emotiva, istintiva e intuitiva! Quello che contesto è l'appropriarsi della "sfera spiritualità" da parte della macchiana religiosa con le sue fandonie preconfezionate e le sue superstizioni schifose. Io adoro il signor Gesù quando parla di amore e libertà, ma sappiamo bene che il 99% dei cosiddetti cristiani crede in lui per l'assurdità della vita eterna per il proprio ego peloso (l'idiozia di un posto in paradiso per il proprio singolo nomino, cognomino e codicino fiscale, cagata che ormai negano, ovviamente a bassa voce, persino i teologi cattolici), e di amore e libertà se ne sbattono le balle, o addirittura le avversano. Di missionari in buona fede (e maravigliosamente pazzi) che hanno fatto del bene senza pensare al proselitismo ne ho conosciuti pure io, ma è innegabile quale sia il vero movente di chi li manda: spartirsi l'Africa animista tra cristiani e islamici (e ci stanno riuscendo, e infatti in molti posti già si scannano che è un piacere nel nome delle nuove merdose religioni).
    Attento poi a parole abusate come i cosiddetti "valori": molto bella in teoria, ma a furia di contorsionismi bigotti e fascisti e biecamente tradizionalisti ha finito con l'assumere il significato contrario, al punto che quando sento uno che dice "valori" a me prudono subito le mani! (Ma non in questo caso: stai tranquillo che non ti meno, Amico mio!!)

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  13. * Il grande marziano
    E tu, con la "religione cosa umana", risfondi una porta spalancata. Certe attribuzioni al divino sono umane in maniera così rozza, stupida, scoraggiante e deludente (creare appositamente esseri inferiori perché ti offrano sacrifici e celebrino la tua gloria - e per poi GIUDICARLI! - Questa non è l'azione di un Dio, ma di un satrapo mafioso!!)
    Tornando a noi, quel che è successo a Rushdie e al suo traduttore giapponese dovrebbe bastare a qualsiasi persona ragionevole per dire che le cosiddette religioni rivelate sono solo un cumulo di stupide e pericolose idiozie, al punto che Dio stesso, se ne esistesse uno, si sarebbe sentito costretto a fare una capatina quaggiù per dire “Hey, per carità, voglio che viviate come se io non ci fossi, siate agnostici o atei e non rompete il cazzo a nessuno che tanto è lo stesso, poi eventualmente ne riparleremo con più calma DOPO, ché l’eternità è lunghetta, ed essendo io per l’appunto un Dio e non uno squallido satrapotto mafioso, non ho NESSUN BISOGNO che voi vermetti mi lecchiate il culo su questa Terra per farmi sentire importante e pieno di boria e di gloria!”

    (Ma forse il punto è che, guarda caso, i Capi di questo teatrino di merda lo sanno benissimo, loro, che non c’è nessun DOPO, e che le pecore vanno dominate e spaventate e comandate a bacchetta adesso, terrorizzandole col TUMOR DI DIO)...

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  14. io, lo so mi ripeto, estenderei il discorso a tutte le ideologie (il modo laico di togliere all'uomo l'ingombro del pensiero razionale). la spiritualità è un'altra cosa...le teocrazie, ufficiali o meno, non ci hanno niente a che fare.
    un paio di note:
    ho conosciuto un prete che si dichiara anticlericale, e non a caso l'hanno appena spedito in missione in Perù...
    esistono delle ragioni esoteriche per cui si vuol tornare alle preghiere in latino. come tutti i nazi, anche il kaga kazzinger ha la fissa dell'esoterismo (che non ha nulla di male in se, ma qui si parla di "lato oscuro della forza" - non è un caso che il suddetto sia la copia carbone dell'imperatore di star wars)
    :)

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  15. @Zio: "Tumor" di Dio... Questa è davvero, davvero forte.

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  16. * unwise
    Mi piace pensare che sia la magia di questo blog a tirarvi fuori il meglio: KAGA KAZZINGER è me-ra-vi-glio-sa!!!!
    Lo diceva anche Nuti in un suo film: "O tu sposta la chiesa o tu va in i'Pperù". Profetico?
    Un giorno di questi recensirò qualche libro di J. Krishnamurti, l'antiguru per eccellenza, che metteva le ideologie dogmatiche sotto la stessa etichetta delle dogmatiche religioni: sciocchezze.

    * Il grande marziano
    dimenticavo l'altra risposta: non ho idea di come funzioni coi diritti, ma con tutte le cose mie che metto qui non aggiungerei un articolo ventiduenne. Certo, per quanto acerbo e ingenuo era scritto molto bene (fidati :D) ma credo sia stato sufficientemente riassunto col dire dell'imbecillità di Khomeini e dell'ipocrisia degli occidentali riguardo il film di Scorsese.
    L'ultimo gioco di parole era in relazione al fatto di corrompere la mente: in questo senso i timorati di dio sono assai spesso dei tumorati, di dio.

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  17. Per me l'unica religione che possa aver valore è quella che mi porta a frequentare con passione le biblioteche, unico luogo di culto, nella quale m'inginocchio davanti alle meravigliose pagine, antiche e nuove, mai vecchie e mai considerate abbastanza 'vere', mai DOGMI assoluti in virtù dei quali precipitare verso alcuna forma di estremismo, se non il primo e l'ultimo verso. Non mando a memoria a caso, solo per esercizio o per rendermi bella agli occhi altrui, riporto nella vita le stesse immagini, la medesima sostanza, il dubbio, e un'infinità di domande, domande, e sempre domande. È un perenne punto interrogativo che non pesa, ma m'accompagna fedele e simpatico, mai noioso, mai annoiato, assolutamente non irrispettoso e altrettanto rispettabile, con il cui aiuto coltivo convivenza civile e tolleranza ed estraggo fluido vivificatore e saporito.
    Scusate, sto cominciando la raccolta delle olive e quindi mi son fatta condizionare… :)))))

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  18. Io l'ho sempre pensato: una cosa è la fede, un'altra è la religione, ed è la stessa differenza che c'è tra idea e ideologia.

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  19. Concordo con quello che avete scritto, ma non voglio fare la stessa cosa che fanno i religiosi, cioè giudicare reprimere e condizionare, credo nella libertà, nella tolleranza e sono contro il pregiudizio, credo nell'imparare ed insegnare a pensare con la propria testa senza condidionamenti egoistici (se mio figlio diventasse fascista? Credo che no avrò mai figli, rischio evitato :D)

    Cito una frase di J. Swift che ho letto poco tempo fa "Abbiamo religioni a sufficienza per farci odiare, ma non a sufficienza per farci amare l'un l'altro".

    Quindi credo in me!

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  20. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  21. Ho dimenticato di aggiungere che rispetto tutti quelli che credono che gli asini volino, tutti quelli che parlano con l'amico immaginario, l'importante che non mi impongano di crederci anch'io.

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  22. piaciuta? te la regalo... fanne buon uso! :)

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  23. * petrolio
    Be', tu raccogli olive ma semini pepite d'oro... :-))

    * Alessandro
    Parole sante (in senso buono :D) anche le tue.

    * Galatea
    Sì, libertà e tolleranza sempre, e soprattutto il pensare con la propria testa, che per me è l'unica definizione accettabile di intelligenza.
    Parlando di asini che volano mi hai poi letto nel pensiero, perché, per distinguere fra Rispetto per le persone (sempre giusto) e pretesa minaccioso-ricattatoria di Rispetto Assoluto per un'idea (sempre sbagliata) stavo per dire questa cosa:
    Questo è un approccio che non mi è mai andato giù. Quello che alcuni chiamano “rispetto” io lo chiamo Prepotenza del Numero (e Suscettibilità dei Poveri di Spirito). Se fossi l’unico a credere nell’asino che vola, chiunque si sentirebbe legittimato a prendermi (abbastanza giustamente) per il culo. Ma se gli Asinovolisti diventassero un miliardo di stolidi fanatici invasati e violenti, bisognerebbe “rispettarli”?
    Io non ci sto.
    Se si pensa, in buona fede, che una cosa sia “cattiva”, è non solo giusto ma doveroso mancarle di rispetto.
    (E poi, secondo questo modo di ragionare, anche i nazisti sarebbero stati degni di rispetto, o, per fare un esempio meno iperbolico e più vicino a noi, i telelobotomizzati che votano per il berlusca, il Peto coi Tacchi...)

    (se poi il discorso è che “non conviene sollevare il masso con sotto la serpe”, allora è tutto un altro paio di maniche: come saggezza ci può stare, e posso essere d’accordo, a patto di chiarire che la serpe la evito perché la temo e perché mi fa schifo, non perché la rispetto!)

    Insomma, non solo non devono impormi di crederci anch'io: non devono neanche vietarmi di parlarne, e se mi va, di parlarne male.
    Ma neanche potendo impedirei mai a loro di credere in quello che credono.

    * unwise
    Grazie mille. Stavo già pensando a un post intitolato "Kaga Kazzingher va a cagare il cazzo agli spagnoli su aborto e unioni gay", e sotto, al posto del mio pezzo, il timbro CENSURED. Ma poi ho desistito, perché più che un post sarebbe stato un cazzeggio. Comunque ne farò uso assai volentieri... :D

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  24. Il buon Marx ci aveva avvertito...
    Saluti Zio!

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  25. La tolleranza che cerco di applicare non implica il silenzio o l'indifferenza, e non include neppure la sopportazione dell'ingiustizia e delle azioni che portano sofferenza ad altre persone.
    Sicuramente mi diranno che sono iposcrita, ma non m'importa perchè il mio modo di agire e di pensare è indipendentemente dal giudizio altrui ma risponde solo alla mia coscienza, essere tollerante per me non significa non esprimere il proprio pensiero per paura di offendere o (qui mi viene da ridere) essere etichettati come intolleranti, ma capire, capire che prima di parlare bisogna contare fino a 10 (per alcuni farei anche 100), prima di giudicare provare ad immedesimarsi nell'altro, non offendersi e incavolarsi se ti dicono le tue idee fanno schifo, infondo se sono sicura in ciò in cui credo che mi importa del giudizio di una persona che reputo idiota (rispetto gli idioti :D), cercare si soprassedere sulle cavolate, se uno vuole uscire con le mutande sopra i pantaloni e non fa male a nessuno perchè dobbiamo per forza costringerlo a essere uguale alla massa, sicuramente provo a fargli capire perchè io invece la mutande li metto sotto i pantaloni, ma non posso fare altro anzi si mi faccio una bella risata apprezzando la meravigliosa diversità che c'è in questo mondo.

    cmq questo discorso decade se solo penso ad una singola minipersona con i capelli finti e il sorriso alla Joker eheheheheheh :D

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  26. * Ernest
    Io inssito nel dire che Marx era stato o troppo buono o poco perspicace: un certo tipo di religione non è affatto l'oppio dei popoli (almeno lo fosse!!) bensì L'ODIO fra i popoli.

    * Galatea
    Viva le Diversità, sempre!
    E quanto al rispetto delle singole persone hai ragione pure qui, quando è troppo è troppo, il rispetto alla fin fine bisogna pure meritarselo, e il Peto coi Tacchi non lo merita proprio no!

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  27. La mia unica fede è negli asini che volano, lo sai bene Zio ... e permettimi una citazione che cade a fagiolo

    Imagine there's no heaven
    It's easy if you try
    No hell below us
    Above us only sky
    Imagine all the people
    Living for today...

    Imagine there's no countries
    It isn't hard to do
    Nothing to kill or die for
    And no religion too
    Imagine all the people
    Living life in peace...

    John Lennon - Imagine

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  28. * Alligatore

    Meravigliosa citazione. E cade così a fagiolo che, se provi a far scorrere il blog verso il basso, sotto un ritratto dello splendido John ne troverai un pezzettino che ho ricopiato l'altro giorno riarredando il linkazzo: proprio la seconda parte di quella che hai messo ora tu! :D

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  29. Chiapper, non l'aveo visto, sono andanto in giro a cercare la citazione ed era qua vicina ...è una cosa che ha del miracoloso.

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  30. Gran bel post, che condivido in pieno, compresi i tuo commenti ai commenti.
    Sto "studiando" storia con mio figlio che fa seconda media e rivedo proprio tutte le nefandezze compiute dalla santa inquisizione. E dire che appare tutto così chiaro, chissà perché chiesa & c. si permettono ancora di "giudicare" e molte persone temono questo "giudizio". Alle domande di mio figlio, dirette e intelligenti, rispondo che, se Dio esiste, la chiesa cattolica è il posto al mondo più lontano da lui.

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  31. * Simo
    Un figlio decisamente fortunato... :D

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  32. E senza dubbio il nostro tempo... preferisce l'immagine alla cosa, la copia all'originale, la rappresentazione alla realtà, l'apparenza all'essere... Ciò che per esso è sacro non è che l'illusione, ma ciò che è profano è la verità. O meglio, il sacro si ingrandisce ai suoi occhi nella misura in cui al decrescere della verità corrisponde il crescere dell'illusione, in modo tale che il colmo dell'illusione è anche il colmo del sacro.

    Feuerbach, Prefazione alla seconda edizione de L'essenza del cristianesimo

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  33. grazie per aver messo il banner della nostra iniziativa contro l'omofobia

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  34. * La Gaia Celiaca
    Grazie a voi per l'intelligenza dell'iniziativa.

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  35. TeethNightGuard is offering precise fitting and high quality custom made dental guards.

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)