"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

giovedì 16 settembre 2010

RACCOLTA DIFFERENZIATA (16) - vecchi racconti inediti del Nick


LA MANO DEL CAPORALE



C’è un caporale dell’esercito, altissimo e minaccioso nella sua divisa mimetica, in piedi con in mano una paletta da vigile all’inizio di un viadotto, sperduto nelle campagne dell’Oltrepò pavese. Non è lì per fermare nessuno. Deve solo segnalare di fare attenzione.

Gli automobilisti rallentano. Gli transitano davanti adagio adagio, gli sguardi interrogativi, la paura di essere fermati mescolata alla curiosa, fetida, sciacalla speranza che sia successo qualcosa di grave. Intimoriti non certo dalla divisa mimetica di caporale dell’esercito – altissimo – ma solo perché sulle prime temevano si trattasse d’un agguato di sbirri, un posto di blocco, un autovelox.

Il caporale si sente strano e fuori luogo. Fin dall’inizio della naja, per sopravvivere alla tortura, ha preso l’abitudine di estraniarsi, di guardarsi dal di fuori come fosse la propria controfigura, come recitasse in un film. Ma ormai non riesce nemmeno più a capire il senso del film.

Una parte di lui non nasconde di sentirsi importante, in divisa, statuario e imponente a spaventare gli automobilisti sul viadotto nelle praterie pavesi. Un’altra parte di lui ancora non si capacita di come diavolo ci sia arrivato, in quel posto e in quel tempo e in quel mondo spaventoso. Un’altra ancora, quella che forse non ha perso i contatti coi sogni dell’ultima notte, è indecisa se approfittare della situazione e buttarsi dal ponte, l’unico modo per dire “passo”, e fregarli tutti davvero. Un’altra ancora… sarà bene che vi avverta. Sono tante le fratture che dilaniano l’anima di questo smarrito ragazzo. Niente paura: non verrà, qui, dato conto di tutte. Resta solo da dire che in questo grigio e umido mattino pavese un’altra parte di caporale sperduto e perplesso è preoccupata del sopraggiungere di una camionetta verdognola, col Tenente Colonnello seduto accanto all’autista. Bisognerà salutarlo bene. Bisogna proprio concentrarsi, fare mente locale, e salutare per bene coi tempi giusti e i gesti marionettistici appropriati il Tenente Colonnello Martinelli, vice comandante di Battaglione, terzo bitigì gipì Lario, gipì sta per Genio Pionieri, ma quando in ufficio i polpastrelli del caporale battono per la centesima volta al giorno gipì sulla vecchia macchina da scrivere su all’Ufficio Addestramento una stupida associazione di idee gli fa sempre pensare Gran Premio. Comunque Martinelli è un bravuomo e il saluto va bene, e se non andava bene avrà fatto finta di non accorgersi.

La mano destra ancora accostata di taglio alla tempia, la paletta lasciata penzolare aderente alla gamba sinistra a sfiorare in una carezza di plastica il cuoio dell’anfibio, la schiena scossa da un brivido di freddo, un’ultima parte di caporale sta adesso riflettendo su questa frase, di cui ha dimenticato l’autore (Rilke, Heidegger, Jünger?): ma la poesia attiene all’essenza dell’uomo, non al suo bagaglio. Continua a essere il suo documento di identificazione, il suo segno distintivo, la sua parola d’ordine.

Sapessero da subito il poveraccio che è, sapessero che si trova lì solo per via di un’esercitazione di pionieri che fingeranno di far saltare il viadotto con gli esplosivi giocattolo, probabilmente gli automobilisti gli sfreccerebbero vicini a centoventi all’ora, si farebbero beffe di lui.

Un altro po’ di grappa poppata via dalla bottiglietta mignon, un’altra mattonella di cioccolato fondente. Le “razioni di conforto” sono davvero il solo conforto all’esistere.


Il caporale non ha ancora ben capito perché abbiano aggregato proprio lui, che non fa parte della Compagnia Pionieri, a quell’orribile scampagnata. Forse perché ci sono di mezzo anche i famosi cartelloni, allestiti nel loro ufficio in nome e per conto e al posto del tenente Monopalla – al monopallide eroe piace moltissimo delegare, soprattutto a chi è di leva e non può dire di no. Allora il caporale sarebbe lì come rappresentante della Sezione, e forse dovrebbe anche considerarlo un onore, fatto sta che il sergente maggiore Cataldi l’ha fatto salire sul camion che trasportava il fragile e inutile materiale scenografico, di fianco al conducente, e ha fatto in modo di farsi sentir bene da costui mentre, ammiccando, lo istruiva: «Se corre troppo, ficcalo dentro

Quel povero cristo, una rana arrivata da poco, s’era spaventato davvero e aveva guidato da cagato sotto, aveva scarrozzato caporale, cavalletti e cartelloni a passo d’uomo, facendosela sotto a ogni sobbalzo, a ogni rattoppo dell’asfalto, come ne fosse responsabile di suo.

I pionieri stanno adesso fingendo di disporre un campo minato. È incredibile, ma veramente incredibile, quanto siano presi dalla cosa. Disporre le mine non è azione che questi cinghiali facciano con malinconia o ritrosia, pensando a una felice licenza o a una rorida figa o a una soffice branda. No. Tra le fila scorrono elettricità ed esaltazione, l’impegno è spasmodico e ligio, nei loro occhi la lucida determinazione a immaginare quelle mine vere, a sperare, anche solo per un po’, che vi s’imbattano bassi ventri di odiati nemici, o chissà, gambettine di bambini curiosi, purché con cognomi diversi dai loro.

Di solito campioni di svaccamento e sbragamento e ammutinamento spicciolo da caserma, questi cinghiali sono tutti presi dall’eccitazione del wargame, sembrano adesso sentire l’odore di sangue della guerra vera venir su dalle erbe umidicce, dai prati gibbosi, dagli arbusti rattrappiti, sono tutti in fermento, le pupille dilatate, le labbra umettate di schiuma. Siamo nel 1990, e pochi mesi dopo il caporale ritroverà quelle espressioni sui volti dei top gun inglesi che bombarderanno l’Iraq, veri e propri Hooligans con la licenza, finalmente, di uccidere. Feccia umana elevata al rango di eroe, pronta a vantarsi, dentro un microfono cnn, di voler uccidere più bambini iracheni possibili. Monopalla li osserva. Si aggira tra i suoi aspiranti eroi e assassini, fingendo di impartire ordini, ma anche lui starà pensando che cazzo ci sto a fare, che cazzo sto facendo per guadagnarmi da vivere, avevo due coglioni e uno l’ho lasciato al poligono delle bombe a mano per colpa di un coglione di soldato, fortuna che la carica ridotta è lo stesso di un petardo, ma i coglioni, porèlli, sono tanto tanto delicati.

Poco più in là, il caporale è insieme a un paio di sottotenenti del Battaglione (la paletta da vigile l’ha riconsegnata a uno di loro) davanti alla Tenda Comando, in prossimità della quale sono stati esposti, montati sui cavalletti di legno, i coloratissimi cartelloni esplicativi, che oltre a indicare le strategie della battaglia immaginaria e l’entità delle immaginarie forze in campo, sono lì per spiegarci, nella parte prettamente geografica, che in realtà non si sta giocherellando a un macabro gioco in un praticello nei dintorni di Pavia, ma si sta preparando un ormai anacronistico sbarramento antisovietico nelle vicinanze di qualche fatidico fiume del nord-est, il Tagliamento, lo Smarronamento, il Piave Mormorava o Addampazzì.


A un tratto ecco farsi avanti, circondato da una corte di tenenti e tenentini, un baldanzoso scrofone con tre stelle su ogni spallina. Gente estranea. Mai vista prima. Craxiforme e grugnomunìto, lo scrofo è un semplice capitano, ma gli sono già compagne la boria e l’insolenza dell’inutile generale da salotto che un giorno diverrà. Più insolente e più arrogante di lui, nei dintorni, c’è soltanto il sigarone – cubano, ovviamente – che fuma. Tutte quelle stelle su tutto quel maiale ti fanno venire in mente la pubblicità del salame Negroni. Un pensiero da scacciare. Potrebbe farti scoppiare in risate irrefrenabili. Potrebbe essere la tua rovina. Comunque, ti dici, gente così potrà anche dimagrire, ma resteranno sempre dei palloni gonfiati, dei cicciottelli mentali.

L’arcivescovo stringe giovialmente la mano ai nostri due sottotenenti, mentre i suoi, come un codazzo di comari, si mettono a guardare i tabelloni ridacchiando fra loro, neanche quella roba l’avesse disegnata Jacovitti, pensa il caporale, e non i miseri schiavi suoi colleghi dell’Ufficio Addestramento. Poi, dandosi il caso che lì davanti alla stupida tenda ci sia anche una terza figura alta e imponente, ecco sua eccellenza stringere la mano anche a quest’ultimo soldato. Il caporale a questo punto è confuso. Forse l’aveva giudicato male dall’apparenza, lo scrofone con sigaro, era stato giudice superficiale e frettoloso, non è da tutti gli ufficiali dare la mano così gentilmente a uno della truppa senza farsi problemi. Lo stordimento dura giusto tre secondi, il tempo che impiega lo scrofone a mettere a fuoco i suoi gradi, gli striminziti gradi del graduato di leva – o forse sono le comari, fra lazzi e sghignazzi, a fargli notare che non si trattava di un terzo onorevole sottotenente?

Adesso lo scrofoide sembra uno che voglia tagliarsi via l’avambraccio con l’accetta, o purificarsi la mano destra con l’acido muriatico, insomma la sua faccia è imbarazzata e incredula e schifata e contrariata come non mai. Si guarda intorno smarrito, si osserva le dita.

«Ho dato la mano al caporale! Cazzo, la mano al caporale!» ripete sbigottito, come se avesse assaggiato merda credendola cioccolato. «Ho dato la mano al caporale» ripete, e per fortuna c’è anche del divertimento e dell’autoironia nella sua voce, perché il caporale stava già temendo di poter essere punito, o fucilato sul posto, per aver avuto, lui, l’ardire di stringere lo zampone stellato, invece di genuflettersi e baciare l’anello.

E non crediate. Non crediate che se avesse saputo d’aver dato la mano non al milite ignobile ignoto, ma a un poeta sull’orlo del suicidio, indeciso se protrarre ancora a lungo la sua sofferta permanenza in un mondo senz’anima che affama i poeti e infama e diffama la poesia, non crediate che la sua reazione sarebbe cambiata.

Anzi sì.

Certo, che sarebbe cambiata.

Avrebbe avuto ancora più schifo.

«Ho dato la mano al caporale» continuava a ripetere, sconvolto. «Signori, avete visto cos’ho fatto? Ho stretto la mano al caporale


Non finiva più.


Non finiva mai.


38 commenti:

  1. HELP!
    Il software escrementizio di Blogger mi sta sabotando inventandosi caratteri e spaziature a casaccio!
    Sta succedendo qualcosa di simile anche a qualcuno di voi?
    Qualcuno sa dirmi come rimediare?
    (Faccio presente che il mio metodo è, ovviamente, fare copia e incolla da miei documenti word, non posso stare delle ore a ribattere i racconti...)

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  2. qualcosa mi dice zio che l'escrementizio sia dovuto a microsoft word (che lo è già di per sè, senza bisogno che gli venga detto) più che all'applicazione blogger! per vedere se è così prova prima a incollare il testo in un semplice file di testo! linux è molto più performante da questo punto di vista.
    la cosa che odio di più della roba microsoft è che sulle tue cose pretende di fare sempre i cazzi suoi, imponendoti di fare come vuole lui...con la scusa della semplificazione (mi sembra calderoli) complica spesso la vita!
    facci sapere come hai risolto!

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  3. È strano, prova a guardare se quando incolli compare del codice html strano nella schermata nel post...

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  4. * Nico
    no, no: i copia e incolla normali funzionano bene, mentre qui è impazzito tutto. Già con hysteric kennel mi dava un'anteprima sballata, ma poi sul blog andava bene. Adesso ne combina di tutti i colori: allineamenti e spaziature a caso, caratteri del titolo del racconto cambiati, caratteri del testo non omogenei...
    Ma è successo qualcosa anche ai caratteri dei sondaggi (e qui è solo Blogger) che da un po' di tempo si dilatano, ma non sempre! (Più o meno da quando hanno iniziato con le menate dei nuovi design e le altre novità che propongono...)

    * Ale
    da quando ho iniziato un anno fa compare sempre un errore html, ma finora bastava fare ignora e pubblica lo stesso e tutto andava bene... Boh

    intanto Grazie a tutti e due! :D

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  5. p.s. ma la cosa strana, che mi fa pensare sia un problema di blogger, è che da un accesso all'altro le cose cambiano: adesso, mentre scrivo, c'è solo il titolo troppo piccolo e le spaziature un po' sballate, ma almeno i caratteri dei diversi paragrafi sono omogenei, mentre prima si ingrandivano all'improvviso, al punto da sembrare una di quelle scritture volutamente sperimentali...

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  6. hai provato con gli altri browser (mi vengono in mente, oltre explorer e mozilla, anche google crome o safari, ma ce ne sono altri in giro) per vedere se fa le stesse cose? a me di tanto in tanto capita che con un browser non aggiorna la lista dei blog linkati, dando in qualcuno di essi come ultimo post scritto quello magari di un mese prima, mentre con un altro è tutto a posto.

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  7. * Nico
    ho sempre usato solo Mozilla Firefox... ma devo confessare che di queste cose sono il classico utente-fruitore imbranato: un amico che ci capisce qualcosa me le imposta o installa, e io non faccio altro che usarle, quindi non saprei neanche come e cosa cambiare... magari se continuano i problemi gli dò uno squillo...
    (recentemente c'è stato un autoaggiornamento di firefox che consigliava di aggiornare anche Adobe, cosa che ho ignorato: potrebbe essere quello? e se sì, come faccio a ripescarlo e fare l'aggiornamento?)

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  8. quando faccio copia incolla capita pure a me, per aggirare il problema, dopo aver incollato, seleziono tutto il testo (che è di dimensioni strane e spaziature ancora peggio...) e poi scelgo la dimensione del carattere (small, normal ecc. quelle che ti permette di scegliere blogger insomma) e poi pubblico, di solito si risolve! :)

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  9. La colpa non è nè di Word né di Blogger, pòrelli, che cercan ognuno di fare il proprio lavoro, ma del fatto che sono due entità diverse e avolte fanno fatica a capirsi.
    Posto che l'html è un linguaggio che si impara in un paio di ore, l'importante è dargli in pasto testo il meno formattato possibile: la cosa migliore è copiare il testo da Word, incollarlo in Notepad (grandissimo programma!) e da lì ri-copiarlo e incollarlo nell'editor testuale di blogger.

    Mi sembra comunque curioso che i commenti al tuo miglior racconto pubblicato negli ultimi mesi siano tutti centrati sulla parte tecnica... :)

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  10. Segui i consigli di Allelimo e vai tranquillo. :)

    Racconto spettacolare. GG.

    :)

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  11. Con Mozilla anche a me succede la stessa cosa Zio....per cui per il mio blog uso internet explorer...e va benissimo !
    Un abbraccio da un follower fantasma ma fedele nella lettura !!! eheheh

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  12. * Lumaca a 1000
    in effetti è ciò che ho fatto oggi pomeriggio per limitare i danni: al primo tentativo di pubblicazione il risultato era stato di gran lunga peggiore di quello attuale

    * allelimo
    dalla prossima sperimenterò sicuramente Notepad... e grazie per il "miglior racconto degli ultimi mesi": credo che la colpa dei commenti sulla parte tecnica sia tutta dell'HELP da me lanciato (e della gentilezza di chi, come te, lo ha raccolto...) ma da domani conto di veder spuntare anche qualche altro commento sul racconto in sé (che pensa un po' era finito nel dimenticatoio, e l'ho riesumato quasi per caso)

    p.s. e se invece fosse colpa della tempesta magnetica cittigliese che auspicavi ieri da Harmonica? :-))

    * LeNny
    Be', se anche uno con la tua professionalità e competenza conferma il precedente consiglio, posso considerare il problema risolto. Grazie anche a te. :D

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  13. *4EverInter
    No, direi che tu fantasma non lo sei stato mai. Grazie anche per il tuo contributo. Un abbraccio. :D

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  14. zietto caro) ho partecipato al tuo sondaggio sulle letture pericolose. le ho indicate tutte, salvo 'cazzi e canguri'. dal titolo mi sembrava divertente. ma ora rifaccio il sondaggio: i ragazzi devono leggere tutto! e poi noi li dobbiamo fare ragionare.

    non li possiamo proteggere ma solo rendere forti.

    love, mod

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  15. Poveri animali quando son messi a paragone e a rappresentare le vergogne degli umani :( ma è vero, son proprio dei maiali e dei cinghiali in cerca di tragedie e sconfitte altrui (e non di 'difesa' da fantomatici regimi come spesso si vuol far credere). Molto, molto significativo questo tuo 'raccolta differenziata' di tante parti di noi, di innumerevoli porzioni… che ci compongono e ci complicano, e pensare che una cernita ci salverebbe tutti! e pensare che tutti questi maiali al macello sono così inutili! :/

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  16. * mod
    come lettore pentito di Busi, credo che Cazzi e canguri sia uno dei due o tre libri busiani leggibili...
    sul sondaggio, poi, ammetto la mia intenzione perfidomalevola: volevo soprattutto dimostrare che corani e sacrebubbole (per acquistare milioni delle quali la Ministronza gelmini si prepara a sperperare miliardi di soldi NOSTRI, anche di chi vorrebbe che i bambini diventassero liberi Uomini e non pecore bisognose di pastori) sono educativamente anche peggio di tutti quegli altri titoli. O, quantomeno, lì in mezzo non sfigurano per niente.

    love, nick

    * petrolio
    è vero: se ci fosse un Sindacato Suini promuoverebbe azioni legali contro il nostro vizio di denigrarli paragonandoli ai bipedi peggiori. ma credo che a volte uno scrittore debba o possa giocare sui luoghi comuni (Tutte quelle stelle su tutto quel maiale mi piace così tanto che se un giorno pubblicassi un libro di racconti sulla naja potrei sceglierlo come titolo)...
    Io poi, pensa un po', sarei anche l'inventore della religione Suinteista... :D

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  17. in questo momento non ci sono sindacati che tengano, e come simbolo avrebbero sicuramente una bella 'soppressata' calabrese 'ndranghetara emigrata al nord e ben 'radicata'! Mi piace. Lo comprerei al volo il tuo racconto con un titolo simile! :)

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  18. tifo per la soppressata calabrese vera! buonissima! e mi sono divertito anch'io per il fatto, come dice allelimo, che i commenti iniziali siano tutti di tipo tecnico (modestamente da me innescati eheh...a proposito, è purtroppo vero che mozilla è il browser che ha più casini con blogspot). stammi bene zio, anche se interista (scusa, ma ogni tanto concedimelo come anticalcista) sei sempre grande :-)

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  19. Mi associo a petrolio!
    saluti Zio

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  20. io uso Chrome su un Macbook, per ora funziona.
    bel racconto zio, avendo vissuta la naja, non potevi trovare miglior definizione per descrivere la razza degli ufficiali: scrofoidi !

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  21. * nico
    temo che per voi antiinteristi si avvicini il momento della rivalsa: quest'anno puntiamo tutto su Cotechinho e Rimbambiany...

    * Ernest
    azioni petrolifere in netto rialzo... :D
    Saludos!

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  22. * Harmonica
    nella mia compagnia insegnai a tutti a dire Gran Maiale invece di Generale, e a fare un saluto a metà fra quello militare e il gesto dell'ombrello...
    Di Gran Maiali ne ricordo in particolare due. Uno fece un'ispezione a sorpresa al car di Albenga, e per colpa di un pirla che non l'aveva salutato bene 'sto sclerotico bastardo improvvisò un comizio-adunata di tre ore sotto il sole cocente del dopo pranzo (un ragazzo svenne come una pera cotta!) per gridare che aveva visto "un battaglione MOLLE". Molle sarà il tuo vecchio uccello, brutto figlio d'una grande troia!
    Il secondo Gran Maiale era il "nostro" di Pavia (faceva ispezioni straordinarie quasi settimanali, dopo aver scoperto la bontà della nostra cucina...). Pochi giorni dopo il congedo, lessi sul Corriere che era stato denunciato dalla moglie, stanca di venire obbligata a perversioni assurde sotto la minaccia della pistola d'ordinanza. Gran Maiale, per l'appunto. (e oltretutto coglione sfigato: con tutte le escort e i trans che ci sono, devi fare porcherie proprio con la cazzo di moglie?!)

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  23. Grande prova di scrittura per una vicenda similare a quelle che troppe reclute della defunta leva hanno dovuto subire per decenni!

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  24. * Adriano Maini
    L'ironia della cosa è che l'inutile naja è stata (un po') utile forse proprio soltanto a quel caporale: perché gli ha consegnato un'infinità di materiale emotivo e umano su cui scrivere, per ricavarne qualche gradito apprezzamento come il tuo...

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  25. Confesso che a una prima lettura quella (ora corretta) differenza di giustificazione mi era parsa quasi una tecnica per esprimere che so, flussi di coscienza e quelle cose alla Faulkner. Poi ci ho messo un po' più di attenzione e ho apprezzato particolarmente il linguaggio asciutto e quasi ellittico. Così, quando nella seconda parte, appena preannuciato da qualche scoppiettio linguistico, irrompe "Craxiforme e grugnomunìto, lo scrofo è un semplice capitano, ma gli sono già compagne la boria e l’insolenza dell’inutile generale da salotto che un giorno diverrà" ha l'effetto di un tristissimo fuoco d'artificio umano. Bella stile-ttata!

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  26. Si percepisce l'autobiografia da questo tuo racconto. Il finale intristisce non poco.
    Bel racconto Nicola.
    :)

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  27. Sulla parte tecnica posso darti soltanto la solidarietà di uno che ne ha passate di tutti i colori. E tutt'ora, a sorpresa...
    Prova a far zampettare Isidoro sulla tastiera, chissà che non trovi i comandi giusti.

    Il post è bellissimo, fa rivivere tempi andati.
    Ho un interrogativo: il caporale oggetto della stretta di mano porcina, di quella mano che ne ha fatto?
    L'ha muzioscevolata, l'ha presa a schiaffi, se l'è amputata...?

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  28. * Tullix
    Hai la capacità di andare quasi sempre a pescare le mie parti preferite: craxiforme e grugnomunito sono due pennellate che dicono TUTTO.

    * Stefy
    E' vero, il racconto è così totalmente autobiografico da farmi sentire l'esigenza tecnico-psicologica di scriverlo in terza persona.

    * gattonero (risponde Isidoro)
    Giustissima (anzi, proprio un invito a nozze) la tua simpatica osservazione-domanda finale: in effetti avrebbe dovuto essere il caporale Nick a ripetere sconvolto "Ho dato la mano a uno scrofone gonfiato! Ho dato la mano a uno scrofone gonfiato!" :D

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  29. Finalmente sono riuscito a trovare tempo per leggere il racconto. Direi grande, da Comma 22 ...
    quanto al discorso tecnico, pure io devo mettere i post online con Explorer, perchè Mozzilla mi crea problemi...

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  30. Davvero da dieci e lode, Zio. Concordo: uno dei migliori degli ultimi mesi. C'è un meno nel voto per l'eccessiva "vicinanza" nei confronti della narrazione. Ma è un meno così minuscolo (e così solo per stile) che davvero non conta niente. Vorrei però farti anche i complimenti per i tuoi fans e per i loro interventi (soprattutto in quest'occasione): solo questi sono un altro libro e tu sei la voce narrante che tiene le fila delle voci altrui. Un abbraccio

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  31. * Alligatore
    è vero, il difetto dei racconti un po' più lunghi è che bisogna trovare il tempo, e so che non sempre è cosa facile: un affettuoso e gigantesco Grazie a tutti quelli che, come te, lo trovano.

    * Cristiana
    stavolta gli amici sono stati splendidi soprattutto nel venire in soccorso al mio analfabetismo informatico...
    grazie anche a te per le sempre buone parole, e abbraccio ricambiato!

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  32. Felicitazioni felicitazioni. Passi da me a ritirare un premio, Ziooooooo! :)

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  33. * petrolio
    Grazie: questo premiopetrolio è più importante dello Strega, dal momento che mi viene assegnato... da una Fata! :-)

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  34. Ciao Zione, come stai? Tutto bene?

    Passa da me a mangiare un cannolo siciliano.
    È tutto offerto. :)

    A presto.

    LeNny.

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  35. ah, queste vecchie signore che mangiano cannoli a tre a tre, e assumendoli dal buco sbagliato... :D

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  36. Post fantastico e pubblico in delirio... Lo zio va che è un piacere.

    Per quanto riguarda il copia incolla da word ho lo stesso problema, ma lo fa con qualsiasi copia e incolla del mondo, anche se copio e incollo da un mio vecchio blog, blogger decide che è ora di cambiare tutto, dagli spazi, alla grandezza del carattere e dopo non c'è verso di cambiare le carte in tavola... Quindi non so cosa consigliarti. L'unica sarebbe provare a copiare prima il tutto su OpenOffice e poi da lì a Blogger, ma temo sarà tutto identico. Perchè il problema è di Blogger.

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  37. ma allora 'sto Blogger è proprio nu strunz...
    (e quasi a volerlo confermare, solo per pubblicare questo breve controcommento mi ha fatto sprecare tre tentativi con avvisi di "service unavailable" e cazzate consimili, tecnologia a pedali del mio beato cazzo!)

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)