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"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

sabato 25 settembre 2010

Assaggi di romanzo (4)


da il taccuino rosso di wolfsburg

parte finale del capitolo 16


Compravamo cicche a dieci lire l’una. Erano anche una forma di investimento fruttifero. Tu ne compravi cinque o dieci, e poi nell’incartamento ci trovavi disegnati gli animali: se trovavi l’elefante vincevi un’altra cicca, col rinoceronte ne vincevi due, il leopardo tre e il leone cinque, e via cariando.

Il vero divertimento, con la bocca ricolma di cicche, era fare i palloncini passando davanti alla cartoleria nella strettoia di via Jemoli, perché i palloncini erano una cosa maleducata che mandava su tutte le furie la vecchia cartolaia. Una volta c’inseguì gridando «Kun kela bala skifosa!», con una tale furia che pensai se ci becca ci ammazza.

Siccome questa signora cartolaia aveva la peculiarità di sembrare un incrocio tra un maiale, una mucca e un’elefantessa, combinata con l’altra peculiarità di starci abbastanza sul culo, da un certo punto in poi Gianni decretò che l’avremmo chiamata la Porcomuggia Elefantata. Un animale che nelle cicche non si trovava, e neanche negli zoo.


Ma il vero brutto di via Jemoli, in cui si arrivava sudati dopo aver percorso quella mulattiera ripida che era via Indipendenza, era che alla fine di via Jemoli sbucavi in quella che per tutti era la piazza, per me il Golgota. Ci arrivavo in preda al nervosismo, sopraffatto dai tic, temendo imboscate. Ce n’era sempre una qualche mezza dozzina assiepata, di quei maledetti bulli.

Il tempio smisurato si mangiava via mezza piazza. Quest’ultima aveva il nome altisonante di Vittoria, ma con la chiesa riusciva a stento a pareggiare: lo strabordare esagerato delle sacre scalee di marmo ne faceva poco più di uno slargo, insufficiente a contenere l’ombra del campanile. Se dovevi passare, non lo evitavi il posto di blocco. Non c’era verso di aggirare la dogana.

I bulli facevano peccato dicendo bestemmie strane e colorite, e quell’altra cosa che mi scandalizzava tanto, che era Vai con Dio che alla Madonna ci penso io, e anch’io facevo peccato perché alcune di queste, era più forte di me, le trovavo divertenti. Ma soprattutto facevo peccato perché non seguivo l’insegnamento della superiora e della De Ropp: che bisogna riprendere e rimbrottare coloro che sbagliano, come dei veri capoclasse però all’aperto. E che esiste un gravissimo peccato che ha un nome che non sembra un peccato e si chiama Rispetto Umano, ed è il peccato che tu ti vergogni di essere un capoclasse religioso che rimbrotta e che riprende, oppure ti vergogni di farti il segno della croce in piazza davanti a tutti che ti prendono per scimunito. Questo Rispetto Umano era subdolo, perché dal nome sembrava una qualità positiva, invece poteva menarti diritto all’inferno.


(…)


Ad arrostire in piazza c’era solo Stefanino, lo scemo del villaggio. Stefanino era innocuo e a me stava pure simpatico, ma sembrava che il suo scopo fosse rivendicare che lo scemo del villaggio era proprio lui. Non ne voleva, concorrenza. Tutte le volte che passavi vicino alla panchina su cui stava seduto per ore lui prendeva a battersi freneticamente le ginocchia coi palmi delle mani come uno scemo, e t’invitava a imitarlo: “Deh, bambino, fai così”, diceva. “Deh, deh, bambino fai così”. Oppure si alzava dalla panchina e per un po’ ti seguiva, e ripeteva la stessa domanda: “Deh bambino, lo, lo conosci Almirante? Lo conosci Almirante?” E se tu non eri in vena di dargli corda lui andava avanti a tallonarti e tampinarti: “Lo lo conosci Almirante?”. Finché non si rispondeva da solo: “È un comuniiiista!”

Quando arrivava o se ne andava via da un posto, Stefanino era sempre in subbuglio. Era come se fingesse di essere il primo di una coda in cui tutti lo spingevano, la mimava benissimo ‘sta cosa, la sapeva recitare con maestria – rallentava, si voltava incavolato e diceva Deh, piano, stai calmo, ho detto di far piano, e se tu eri lì a guardarlo finiva che la fila indiana immaginaria di scemi che s’accalcavano dietro di lui la vedevi per davvero.

Quel giorno d’inizio luglio Stefanino sfoggiava sulla tempia sinistra un cerottone. Era accaduto che lui e tutti gli scemi in fila dietro di lui avessero pensato bene di andare a vedere il tennis al campo che c’era dietro l’utensileria, dove a sentir mio padre giocava solo “la genòria coi danée”. I tennisti, due amici danarosi con le magliette firmate da qualche stronzo, erano impegnati in una fase di riscaldamento che si protraeva già da un po’. Palleggiavano pigramente, spedivano palle dappertutto. Dopo un certo numero di scambi i capitalisti s’erano interrotti per andare a recuperare le caterve di palline morte dalle parti della rete, e mentre le recuperavano parlottavano tra loro. Stefanino dovette interpretare quel momento come la vibrata contestazione di uno dei due giocatori per una chiamata dubbia, e s’era messo a gridare: “Deh, pensa a giocare! Pensa a giocare, cretino!”. E siccome quello era uno che non lo conosceva, e che il cervello l’aveva lasciato nel tubo delle palline Dunlop, tutti gli altri della fila indiana li aveva lasciati stare, ma il capofila Stefanino s’era beccato una racchettata.

Stefanino aveva quarant’anni e il cervello di quattro, e si diceva che la madre fosse dolorosamente intenzionata a “ritirarlo” per il suo bene, e che anzi s’accingesse a farlo molto presto. Per proteggerlo da sé stesso e da gente come l’idiota del campo da tennis, che aveva quarant’anni e il cervello Dunlop di sette.

Ma a me Stefanino piaceva, un po’ per la tenerezza che mi faceva, un po’ per via che era l’unico tra quelli che potevo incontrare nella maledetta piazza che non mi avrebbe mai picchiato né preso in giro. Mi rincresceva, mi rincresceva davvero che la vecchia madre, preoccupata ed esausta, fosse costretta a ritirarlo in qualche lercio istituto, di quelli dove il personale si ricorda di assistere i tuoi cari solo in cambio di mance sontuose.

Gianni ed io lo salutammo, ma lui non ci disse nulla.

Prima di entrare in chiesa avrei voluto chiedergli: “Lo, lo conosci Kestenholz?”, per vedere se rispondeva: “Comuniiiista!”. Lasciai perdere. Non si era nemmeno accorto di noi. Se ne stava sulla sua panchina intristito e silente, a parlare da solo a testa bassa, forse più pesantemente sedato del solito, forse più consapevole di quanto non si credesse del fatto che la madre era sul punto di ritirarlo. Lo guardai un’ultima volta, e pensai: questo è l’unico modo che ha un uomo di essere buono, perché quello era un periodo che più conoscevo gli uomini più speravo negli extraterrestri. E nel frattempo, amavo i gatti.


34 commenti:

  1. Che storia questa di Stefanino, mi ha ricordata quella dello scemo del mio paese, Tonino... Uniti nell'-ino finale, quasi a render ancor più giustizia alla loro infinita bontà. Forse loro l'hanno trovata una porcomuggia elefantata nelle loro cicche, ma vallo a dire in giro, nessuno ci crederebbe...

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  2. Tutta la mia simpatia a Stefanino.
    Ma non dirmi che l'amore per i gatti è stata solo un'alternativa, altrimenti nella mia definizione dovrò usare il sistema di Gracemanana (conosci?) e ribattezzarmi gattoneroalternativaallepersoneperdute.

    Racconto bellissimo, che te lo dico a fa'!

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  3. Tenero ricordo. Anch'io ho sempre avuto un debole per questi personaggi di paese e mi è sempre piaciuto parlarci. Dalle mie parti ce n'erano diversi, di alcuni ho raccontato qualcosa.

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  4. Essere lo scemo del villaggio è l’unico modo che ha un uomo di essere buono..
    Triste, ma realistica..anzi reale considerazione..

    @ Gatto: se non metti il ma..non usi il MIO sistema.

    Come mi firmo?
    Vediamo..

    Grace (ma la scema di Val Gina)
    [Eh...magari!]

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  5. il nostro pazzerello abitava in fondo alla mia via, girava la provincia sempre a piedi, fumava solo muratti e si diceva che avesse ispirato a Pozzetto "e la vita l'è bela" (in effetti l'ho sentito in persona cantarla. lui cmq se ne fregava del copyright, gli bastava "l'umbrela" che ti ripara la testa... :)

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  6. 2 assaggini di un romanzo che promette bene :)
    primo da ridere, quello di stefanino commovente, belli entrambi.

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  7. Ciao, è la prima volta che entro nel tuo blog e leggo qualcosa di tuo. Ho trovato piacevolissimo e tenero il tuo racconto. Penso di tornare a trovarti...

    Giacinta

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  8. uhm, mi sembra di conoscerla bene, questa Cuviago... più ne leggo pezzetti, più divento curioso - mi verrebbe voglia di chiederti un sacco di cose ma qui non credo sia la sede opportuna :)
    Stefanino è uno di quei personaggi che mi suscitano doppi sentimenti; da un lato tenerezza, perchè persone così sono senz'altro migliori di quelle rivestono i cervelli rimasti nei tubi Dunlop, dall'altro inquietudine, la loro condizione di incomunicabilità e sofferenza dev'essere terribile...

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  9. * Il rospo dalla bocca larga
    Il Rispetto Umano sarà pure un Peccato (per i creduloni fedenti) ma il Rospetto Umano è uno dei miei più fedeli lettori... Grazie!

    * gattonero
    no, no, purezza, sincerità e intensità del mio amore per i gatti non sono in discussione. Inoltre, anche se il protagonista Corradino ricalca grosso modo il me stesso undicenne, questo romanzo è una delle cose più fantasiose e meno autobiografiche che abbia mai scritto.

    * Lucien
    oggi personaggi così (ma in una nuova diabolica versione che conosce anche la disonestà) ce li ritroviamo ministri e sindaci... :D

    * Grace
    Hai ragione: quella frase è tristemente amara proprio in quanto tristemente vera... Bentornata Santa Cazzara, cominciavo ad avere nostalgia di te!!

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  10. * unwise
    ma non ti ricorda niente lo Stefanino in subbuglio che dice "Pensa a giocare?"

    * robydick
    in effetti, più ne rivedo singoli spezzoni più penso pure io che sia caruccio e prometta abbastanza... vallo a dire a chi pubblica la tamaro e la mastrocola... :D

    * giacynta
    Benvenutissima. Ora vengo anch'io a farmi un giretto lì da te...

    * Reverend Emi
    questa Cuviago immaginaria somiglia maledettamente a Gemonio, vero? Però il tenero Stefanino, esistito realmente, è lavenese (e questo è un piccolo indizio per il memoquiz che ho fatto a unwise...) :D

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  11. Solo i "matti" sono veri. Tutto il resto è una recita.

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  12. "Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole" (Grazie a chi ha scritto, e a chi ha cantato questi versi). Nutro dell'affetto autentico per Stefanino, che rappresenta tante persone che, come lui, dimostrano molto meno dell'età che hanno. Ma loro ne sono inconsapevoli, vero zio? Ce ne sono invece molti di più che arrostiscono alla luce di uno schermo, e che se volessero potrebbero mettersi della crema solare per farsi passare le scottature.
    Tanti oltre Faber hanno scritto dei matti, Guccini, la bellissima I matti di De Gregori, e ora tu, per cui grazie Nicola, questo assaggio è stato dolce, carico di affetto per i più deboli. Un abbraccio zio

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  13. * Lorenzo
    Be', se per "sani" e "normali" intendiamo burattini conformisti (e MORTI) che accettano (e impongono) dei ruoli per convenienza, viltà e pochezza, direi che hai proprio ragione. Evviva i matti, cioè evviva i VIVI. Diciamo che l'ideale è un matto lucido, consapevole, "buono" e intelligente. Mica facile.

    * nico
    Concordo in pieno. Tenerezza e affetto, fino alle lacrime, per gli Stefanini. Nessuna pietà (o comunque molta di meno) per i tele-cretini.
    Un grande abbraccio!

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  14. X Grace
    Tutti giorni in un bar 3 ragazzi si divertivano a prendere in giro lo scemo del villaggio.Sopra un tavolo mettevano 3 monete : 1 da 50 centesimi una da 1 euro e un altra da 2 e gli chiedevano di sceglierne una.Qualla che avrebbe scelto sarebbe stata sua !Lui sceglieva quella da 50 centesimi e tutti si mettevano a ridere . Passato un mese gli chiesero perché sceglieva sempre la moneta da 50 centesimi e se non sapeva che le altre 2 erano piú valiose.e lui rispose : " Si so che le altre 2 monete valgono di piú ma dal momento che io scelgo quella piú valiosa il vostro gioco finisce.! "
    Non sempre per essere lo scemo del villaggio é sinonimo di bontá,non sempre lo scemo del villaggio é sinonimo di stupiditá ! A volte...meglio farci....

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  15. Che personaggio, e che bel modo di raccontarlo. Mi è piaciuto parecchio.

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  16. Come quando in spiaggia compravamo gli spiedini di frutta caramellata. O come quando passavano gli aeroplani della Nivea e lanciavano palloni gonfiabili. Erano bei tempi. Quelli...
    Alby

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  17. E' perfetto! Non c'è uno sbavo... Questa è la tua misura: l'amarcord varesotto che si riassume nel grido della cartolaiona e nella storia del ragazzo matto. Che meraviglia! E che tenerezza ricordare la piazza con la chiesa dalla troppa scalinata: anch'io avevo sempre un po' di paura quando scendevo la domenica alla messa con mia mamma. Tutti guardavano tutti e dentro la chiesa, poi... Lo ricordi, che storcimento di colli e che lumate alle file della comunione... Magnifico! Mi prendi per scema se ti dico che è (ancora) il pezzo che mi piace di più degli ultimi? Forse devo finirla di dirlo altrimenti non mi credi più. Grazie Zione

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  18. Libro arrivato (fantastiche quelle lettere di case editrici in coda, ne ho una bella collezione pure io ...qualcuno mi ha pure regalato dei suoi libri, una piccolissima, ovvio).

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  19. * 4EverInter
    bello anche il tuo racconto... per quanto riguarda il "farci" ti dirò che per me la parte più bella e struggente de Il giovane Holden (uso l'orrido titolo italiano per capirci) è quando il protagonista immagina di fuggire dove nessuno lo conosce e, lì arrivato, fingersi sordomuto per essere lasciato in pace.

    * knitting bear
    Grazie, cara amica. Un abbraccio!

    * Alive2
    Accidenti, mi avete fatto venire voglia di uno spiedino di frutta caramellata, e io con le voglie di golosità sono peggio di una donna incinta... :D Intanto Benvenuti!

    * Cristiana
    Non posso nemmeno montarmi la testa pensando che miglioro di giorno in giorno, trattandosi di cose scritte tempo fa... :D
    Un grande abbraccio.

    * Alligatore
    allora non ti dico nient'altro che Buona Lettura!! :-))

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  20. Credo che nel passato di tutti noi ci sia uno Stefanino ma purtroppo ci sono molte più teste di cazzo col cervello nel tubo delle Dunlop.

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  21. Sto post lo hai scritto sabato scorso. Temo prima della orrida serata di Roma, altrimenti non avresti avuto voglia di pigiare sui tasti del PC.
    Adesso che cazzo ci racconta il signor Branca? Il Milito attuale è come se non ci fosse, ma almeno fa paura. Se poi "dice" che si è fatto male (ma si fa male tutte le volte che Ben lo tira fuori?)allora di bene in meglio! Visto che -sembra- si sia rotto anche Pandev, con quale attacco affronteremo il Werder? E con quale la Juve?
    È da quando è stato svenduto Balotelli che io vado dicendo ai figli miei che più coglioni di così non si può, vuol dire che ci si nasce.
    Allora tu, direttore tecnico del cazzo, vendi due centravanti due -Arnautovic e Balotelli- e non li sostituisci nemmeno con uno piccolo piccolo? Rimani con due soli, Eto'o e Milito, che se si fanno male non puoi rimpiazzare. Ma allora sei un milanista sei!
    E quel bamboccione di Moratti, che crede ancora alla Befana, perché a gennaio compra Messi!
    Vogliamo parlare di becero dilettantismo?
    Mi faceva notare mio figlio sabato sera che Benitez non fa mai il terzo cambio, oppure lo fa quando mancano due minuti. È vero! E sai perché? Perché non sa chi mettere dentro. Siamolì a doverci guardare quaesto oggetto misterioso che ci hanno mandato dal Brazil, che magari sará bravo, ma ha il fisico di mio nipote quando aveva 14 anni. Tocca bene, pulito, ma non incide perché manca di personalità, secondo me. Allora voi mandate via un 19 anni con un fisico bestiale e una personalità straripante come Supermario per portarvi a casa un ragazzino bravino assai ma che forse potremo usare tra due anni?
    Ti dico: un ammasso di coglioni dilettanti e juvenmilanisti.
    Scusa Nik, ma proprio mi stava sul gozzo.
    Ci si risente. Ciao, Enzo.

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  22. * Euterpe
    parole (purtroppo) Sante.
    Un abbraccio di bentornato, caro amico!

    * Vincenzo
    sarò fissato, ma per me ben più grave di aver venduto Arnautovic e l'altro scemo è NON aver venduto Muntari. Ma, dico, l'avevano avvertito che lo sciopero dei calciatori era saltato??!! C'era in campo un avversario, la rometta, isterico, esausto e patetico, che aspettava solo di essere MATADO, e tu Benitez, oltre a regalargli Cotechinho (un bambinetto che in serie A può entrare sul 4-0 per vedere se fa il 5-0 di tacco, altro che nuovo Pato!) gli regali pure questo mezzo uomo mezzo atleta e mezzo giocatore, che mentre compagni zoppi e sfiniti si battono come leoni se ne sta lì fermo a guardare quanto sono belli gli avversari?
    Quando poi penso che quest'estate potevamo sostituire Pandev, giocatorino bravo ma con cervello zero, con un campione come Krasic... Che paura aveva il morattone, di fare uno sgarbo a pinotto agnelli junior? lo stesso stronzo che pur di fargli guerra non esita a schierarsi dalla parte degli stessi lerci manigoldi che hanno rovinato la juve? Ma vaffanculo! E speriamo che domenica sera contro le merde non ripetano l'esperimento di roma del doppio arbitro, in una metà campo Morganti che arbitrava all'inglese e non fischiava un cazzo e lasciava correre, nell'altra metà campo Morgazzi che s'inventava falli e ammoniva pure... Quale carogna rubentina e antiinterista ci manderanno a prenderci per il culo? Rocchi? Tagliavento? Rizzoli? Non farmici pensare...

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  23. Zio...
    prima di tutto aspettiamo ancora un po prima di giudicare Krasic...anche l'anno scorso il sig. Diego era stato considerato un fenomeno e poi abbiamo visto che fine a fatto per lo meno nella rube.Inoltre non ti dimenticare che Moratti non lha preso non per un eventuale sgarbo ma perche Krasic é extracomunitario.La rube l'ha tenuto in ballo per vedere se riusciva a portare in Italia Dezko ( altro extracomunitario)

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  24. * 4EverInter
    spero che tu abbia ragione, ma la differenza è che mentre Diego ci aveva abbagliati facendo il fenomeno nel Bundes Oratorio (e nelle amichevoli di agosto in cui tutti avevano orgasmi a ogni suo passaggetto di sette metri) Krasic mi aveva già colpito con sontuose prestazioni in Champions (escluso Inter-CSKA, ma come puoi essere sontuoso contro una squadra del Mago Mou?)

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  25. Troppa gente, oggi, con il cervello all'ammasso. Mi unisco nell'affettuoso ricordo dello "scemo del villaggio".

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  26. * Adriano Maini
    mi sa che la Fase 2 del programma cervelli all'ammasso sarà considerare scemi del villaggio noi che ci ostiniamo a leggere e scrivere... forse sta già succedendo...

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  27. Dice bene Lucien, da queste parti ce n'erano a bizzeffe di soggetti come Stefanino, ma ora sono spariti tutti!
    Senti Nick, ma quando esce il libro?

    :-*

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  28. * Stefy
    se vi serve qualche matto vengo io...

    il nuovo libro è tRop secret anche per me... :D
    più seriamente, per quanto riguarda la parte mia è quasi finito, ma non credo che l'editore abbia in programma di farlo uscire prima del 2011...
    comunque vi terrò tutti aggiornati.
    Intanto buonanotte, e sogni d'oro!

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  29. di questi assaggi Zio bisognerebbe fare indigestione!
    un saluto

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  30. Anch'io ne ho conosciuti! Eran quelli che sapevano bene cosa fosse il comunismo e facevano discorsi sui palchi, allestiti una volta per presentare i propri programmi, che mi facevano rabbrividire allora e anche adesso che li ricordo! perché per esser comunisti, l'ho capito, bisogna esser scemi! e scemi per me ha un significato positivo! :/

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  31. Nell'oratorio che frequentavo c'era un ragazzo che si chiamava come me. Mi ricordo che quando mi vedeva mi salutava gridando: "Ciao Alle! Ciao Alle!" con due elle. Ero uno dei pochi ad essere salutato, perché ero uno dei pochi che lo trattava come una persona. Un altro Stefanino, insomma.

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  32. Molto bello, Zio. La parte di Stefanino è davvero riuscita. E la battuta su Almirante è geniale, da film cult.
    Ah, e grazie per la citazione finale. ;-)

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  33. * Ernest
    Vedrò se fra i gadgets di Blogger ci sono anche distributori automatici di bicarbonato per i miei lettori più ingordi... :D
    Un abbraccio.

    * petrolio
    Concordo con la tua riflessione: credo anch'io si debba essere Scemi (in senso buono) e anche un po' bambini per essere comunisti (e anche per essere cristiani). Il guaio è che mai nessun Bambino Scemo sia riuscito ad arrivare al Cremilino, o in Vatikano...

    * Alessandro
    Guarda, se fossi religioso penserei che questi sono tutti Angeli mandati a metterci alla prova...

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  34. * Il grande marziano
    In effetti ti aspettavo proprio, dopo questo omaggio agli extraterrestri... e pensa che quella di Almirante-Comunista è, da parte mia, solo un regalo della mia memoria: la genialità è dello Stefanino vero, che diceva veramente così! :D

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)