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SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

mercoledì 1 settembre 2010

Assaggi di romanzo (3)


da il taccuino rosso di wolfsburg

parte finale del capitolo 10



E poi, c’era il fatto che a Cuviago la mia personalità aveva subito il suo bel disinnesco religioso. Sì, perché dovete sapere che a Lavinia la religione era stata soltanto andare a Messa con la mamma ogni sabato sera alla chiesa del Ponte. Dove c’era un prete di duecento anni che stava messo male con la lucidità ma gli lasciavano celebrare la Messa lo stesso perché altri più a posto non ne trovavano. E così questo duecentenne non più molto lucido che però non andava in pensione passava tutta la Messa a barcollare e caracollare e biascicare lamentii e lamentolii e tremolio tremens e frasi incomprensibili che capiva solo lui sempre ammesso che le capisse. Il momento peggiore era quando se ne stava in piedi per venti minuti di fila a ciancicare e pencolare, e quella era l’omelia o l’omelette che dir si voglia, insomma la predica, lo so che si dice omelia ma tanto non si capiva e allora cosa cambia come la chiami se non capisci. Durante l’omelia, che sbiascicava a se stesso con vocina stridula e impastata, come se la stesse ripassando mentalmente davanti a uno specchio poco lucido, a un certo punto s’inclinava e pendeva e avevi paura che cadesse ma non cadeva mai, era come l’Ercolino Sempreinpiedi però conciato peggio, e alla fine la mamma diceva sempre Ma poverino, non lo dovrebbero far soffrire così, e io credevo che intendesse abbatterlo come i cavalli feriti nei Tex, e mi rappresentavo la scena, e in fondo non la trovavo neanche poi così tanto disgustosa o sbagliata.

L’unico momento bello era se c’erano i canti, perché allora potevo sentire la voce della mamma, così intonata e dolce che certe persone si voltavano a guardare anche se voltarsi in chiesa era Peccato.

Invece qui a Cuviago la religione era una cosa molto seria. A Cuviago la religione era tutto. Era un affare di Stato. Non laico. A Cuviago la religio era Apparato. A Cuviago c’era la De Ropp. A Cuviago c’era una locale sezione della Santa Inquisizione. In disarmo, sì, ma solo parziale. In attesa della Restaurazione futura, e definitiva, la venerata e temuta caporalessa De Ropp era un Torquemada in sonno. E c’era chi rischiava seriamente il rogo. Come la mamma puttana di Federico. Più che una professione un vilipendio di Consiglio Pastorale, un oltraggio alla Pro Loco. A Cuviago se eri un bambino manesco ti ricattavano col Paradiso. Ho trovato in cantina un quaderno di seconda elementare in cui dico: Il primo giorno di scuola siamo andati a Messa (emme minuscola corretta in maiuscola dalla maestra) A Lavinia, invece, eravamo rimasti a scuola.

Poi c’era la dottrina. Quello che adesso chiamano catechismo. La dottrina di oggi fa meno paura perché la gestiscono delle signorine con la minigonna che gli puoi dare del tu e lo capisci subito che non capiscono un put, ma a noi era riservato l’onore di avere come insegnante una suora Superiora, ammantata nel tetro vestito della più infallibile e truce Autorità.

Ci aspettavano tre file di panchette azzurre su all’asilo, e la Superiora pretendeva ogni sabato un disegno di gente sacra sul quaderno (apostoli, santi, samaritani, l’asinoeilbue) ma io a disegnare ero una schiappa e ci pensava la mamma al mio posto.

La Superiora c’intimidiva perché diceva “sovente” invece di “spesso”, e “figliuolo” invece di “figlio”, e perché aveva il potere di non farti fare la Prima Comunione. Inoltre ci rivelò che non beveva mai, neppure a tavola, perché non le veniva lo stimolo della sete. Io la guardavo, tutta nera e incappucciata, mentre spiegava che da piccola sua madre “la riprendeva sovente” perché non beveva una sola goccia d’acqua, e pensavo che tutte le Superiore del mondo appartenessero a particolari ceppi mica tanto umani, forse derivanti da innesti genetici tra l’extragalattico e il madonnifero.

A dottrina venivamo atterriti con la colpa e l’eterno castigo. Prendevamo coscienza delle fiamme dell’inferno che attendevano le nostre soffici epidermidi peccatrici. Venivamo spaventati con edificanti storielle macabre spacciate per vere. Come quella del prete dubbioso che l’ostia consacrata fosse effettivamente il corpo di Cristo, e allora durante una Messa questo novello santommaso aveva addentato l’ostia, e quella si era messa a sanguinare. Ce le inculcavano così bene, queste sciocchezze, che quando una mia compagna impertinente, la stessa che s’era già guadagnata due millenni di Purgatorio chiedendo se anche “Dio carota” o “Dio piede” fossero da considerarsi tecnicamente delle bestemmie, osò domandare: “Non è che magari s’era morso un labbro?”, la poverina venne fulminata dai nostri sguardi cattivi ancor prima e più intensamente che da quello della Superiora. La quale una volta, una delle primissime, arrivò a raccontarci questo: che San Gregorio in persona aveva visto precipitare all’inferno un bambinetto di cinque anni. S’era macchiato di blasfemia e purtroppo era morto all’istante: il suo primo e ultimo peccato grave.

Dulcis in fundo, la Superiora, don Gioele, la De Ropp, persino la maestra Piera, consigliavano i film che noi bambini dovevamo assolutamente vedere in tv. Fra questi il più atroce, rivoltante spauracchio che mi sia mai capitato di sorbire: un cupo filmaccio biblico sull’Esodo, pieno di biechi uomini barbuti che non aspettavano altro che accoppare a pietrate in faccia altri uomini barbuti, se appena questi facevano un Peccato.

E poi, tutto quel Dio Padre. Padre! Una parola che per me grondava già di per sé prepotenza e castigo. Non si poteva fare Dio Madre?

Ma se l’apparato religioso mi aveva reso debole, se aveva fatto di me una pecorella, se aveva delupizzato il lupo che ero facendone un Lupo de Lupis, il lupo buonino e sfigato dei cartoni, nessuna figura di quello stesso apparato si sognava di fornire protezione alle giovani pecorelle insidiate dai veri lupi a due zampe.

Quanto ai professori delle medie, sapevo già di non poterci contare. Loro non erano come le maestre, che se solo malmenavi un po’ una che ti stava sul culo intervenivano e mettevano in castigo l’intera classe. Lo sapevano tutti che loro non erano così. Loro se ne impipavano. Loro se ne sarebbero stati in sala professori a cazzeggiare e a fumare la pipa finché non ci fosse scappato il morto. A meno che non ci fosse scappato prima in palestra, col quadro svedese del put.


22 commenti:

  1. Religio al primo posto in questi giorni per evidenti motivi! Eh, sì… tutti i piccoli paesi si somigliano! Le suore terrorizzavano solo i vecchietti dell'ospedale locale, ma il prete che barcollava sì… accidenti il nostro don Angiuolo che dava una sorsata energica al calice 'santo' e mangiava un settimo dell'ostia 'sacra'. Faceva buon sangue… ma lui quello che ciancischiava lo si sentiva benissimo e il più delle volte eran bestemmie. Oddiuuuu cosa m'hai fatto ricordare! XXX:D
    un saluto Zio!

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  2. Ciao grande Zio, bellissimo questo estratto.
    Io per fortuna ho scampato il catechismo (genitori laicissimi e anticlericalissimi), ma pensa che all'epoca me ne vergognavo, mi sentivo emarginato, anche perchè frequentavo il campetto di calcio della parrocchia e spesso arrivava il prete e mi diceva "com'è che a te non ti vedo a catechismo?", facendomi sentire una merda.
    A posteriori, ovviamente, ringrazio i miei per la scelta illuminata. Ti racconto un episodio capitato a un mio caro amico nella stessa parrocchia. Una volta, mentre si confessava (avrà avuto undici o dodici anni), ebbe la cattiva idea di dire che si era masturbato, al che il pretazzo gli fece notare che, mentre lui si dilettava con il suo pistolotto, nel mondo c'era gente che moriva di fame, alluvioni e carestie, suggerendo in tal modo un nesso di causa effetto pippa-catastrofe. Be', adesso ci ridiamo su, ma ti assicuro che all'epoca 'sto mio amico visse la cosa con sensi di colpa pazzeschi, pur rendendosi conto dell'assurdità totale della cosa.

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  3. * petrolio
    a un prete con l'Alzheimer che spara bestemmie non sarebbe mai arrivata neppure la mia perversa immaginazione... :D

    * Simone
    bentornato, amico carissimo!
    nei paesini come il mio è ancor oggi così: se hai genitori anticonformisti sei da un lato un fortunato-privilegiato, e dall'altro un emarginato (e spesso i bambini non capiscono la prima cosa e fanno una colpa ai genitori per la seconda)
    Quand'ero ragazzino io sembrava che i preti stronzi che ti chiedono "Ti tocchi" facessero parte solo dei film e dei ricordi del passato remoto, finché, un giorno, mi ritrovai anch'io faccia a faccia con un vecchio bavoso che me lo chiese! ovviamente gli mentii, cioè dissi di no: cazzo te ne frega del mio pistolino, brutto idiota? Fu il mio primo atto, istintivo, di ribellione al potere oppressivo di quei corvacci (e, ripensandoci, se fossero vere le assurdità burocratico-castigatorie della religio un bel posto all'inferno non me lo leva nessuno: MENTIRE IN CONFESSIONE!! che sacrilegio!... quindi Evviva! grande Nick!) :-))

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  4. Bellissimo, mi hai inchiodata al video. Quella suora idrorepellente, poi, me la vedo!
    Ma non è che oggi le cose siano poi tanto cambiate.La chiesa tutta arranca, indietro di secoli.
    L'ultima volta che il prete è venuto a tentar di benedire il mio alloggio, dopo avermi richiesto nome e cognome di tutti i familiari (si faceva un censimento tutto suo) ed avendo notato che, su quattro persone solo due avevano lo stesso cognome, di cui una ancora nella pancia, ha pensato bene di non farsi i cazzi suoi e di farmi notare che sarebbe stato meglio chiedere l'annullamento del matrimonio precedente vista la nuova convivenza nonché imminente nuova prole...non ti dico la mia risposta, basti dire che se n'è uscito recitando esorcismi e non s'è visto MAI PIU'. Come dicono a Napoli, ASSAFA'!!

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  5. da noi c'era don peppe che barcollava e sbiascicava in dialetto strettissimo, alla festa del paese estraeva i numeri della tombola e quando doveva controllare che ci fossero tutti per estrarli tutti e 90 ci metteva circa 2 ore, sai com'è... doveva anche commentare con i significati della smorfia... però era simpatico!!!

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  6. Quest'anno il regalo più cool per la comunione è stato il cellulare touch screen. :(
    Altro che filmati biblici o ostie che sanguinano.

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  7. * Simo
    La cosa incredibile e curiosa è come dal rivoluzionario messaggio d'Amore di Jesus di Nazareth si sia potuti arrivare al greve conformismo fascistozzo di certi tangheri grigi. E' un po' come se i monaci buddisti si dedicassero al commercio di fucili e di mine antiuomo, eppure ormai la si considera una normalità, e i vari don Gallo, invece che come rari veri cristinani, vengono visti come bizzarre eccezioni!

    * Lumaca a 1000
    poveri vecchi preti sbiasciconi, non li dovrebbero far soffrire così... :D
    l'importante è che almeno questo era simpatico

    * Lucien
    Già: peggio della religio imperante e opprimente c'è forse solo la mezza religione svuotata, comoda, ipocrita, la religione folklore del tradizionalismo pecoreccio, vacuo e conformista, coi marmocchi della comunione che pensano solo ai regali tecnologici e le spose in bianco che partoriscono nell'acquasantiera... mamma mia che squallore!
    (e mamma mia che moralista mi fanno diventare questi argomenti, sarà meglio per me che smetta di affrontarli...) :-))

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  8. si vede che è un testo estratto, per una pubblicazione più copiosa. ha un tono molto più serio e, passami il termine, drammatico, qualche sorriso ma sempre amaro, rispetto ai "sorensen" o ad altri tuoi testi, così l'ho percepito.
    be', il Pezzoli da libreria è altra storia :)

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  9. Ho servito messa per 4 anni, poi mi cacciarono quando misi l'alcool etilico nel vino di Don Rosario. Purtroppo io e la chiesa non siamo mai andati d'accordo... Però questo capitolo religioso mi ha portato alla mente tanti ricordi... Zio ogni volta con la scrittura riesci a darmi tanto, dalle risate ai ricordi alle riflessioni e questo è sinonima di qualità... Sei un grande, davvero. :)

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  10. sinonima? ;D mi è scappato... volevo ovviamente dire sinonimo.

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  11. * robydick
    Sì: anche se AMO con la stessa intensità tutte le mie creazioni-creature, come si possono amare dei figli assai diversi fra loro, devo dire che dietro ai raccontini di Zio Scriba ci sono soprattutto estro e divertimento, mentre qui c'è un po' più di lavoro.

    * ReAnto
    Good Night :)

    * Il rospo dalla bocca larga
    queste tastiere diventano sempre più diaboliche: approfitto del tuo refuso per dire che nella mia risposta a Lucien è scappato fuori un bellissimo "cristinani" al posto di "cristiani"!!
    e comunque grazie per le belle parole che mi dedichi sempre.

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  12. Un abbraccione grande amico.....ti continua a leggere anche se in questo periodo incasinato sono avaro in commenti !

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  13. Ciao Zione, passo per un saluto veloce. L'articolo lo leggerò domattina in ufficio. Sono di corsa ora. :P

    Ciao GRANDE. :)

    LeNny

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  14. * 4EverInter e LeNny
    so che mi leggete e ne sono fiero e contento, cari amici, quindi non preoccupatevi né del dove, né del quando né dei commenti.
    Grazie del vostro affetto, e buonanotte! :D

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  15. Uhm, per fortuna la maggior parte dei religiosi che ho conosciuto\conosco sono più affini a Don Camillo che a questo horror! :D (per la suorrora che racconti tu, potrei menzionartene una che è fra le persone più buone, comprensive e di serena ampiezza di vedute che conosco). Però purtroppo esistono eccome, questi distributori automatici di cattiva salute mentale, specie se si ha la sfiga di incontrarli durante l'infanzia, dove NON c'è quasi mai nessuno che si premuri di farti interpretare BENE ciò che senti (mi son sempre chiesto: se religione e spiritualità sono questioni così fondamentali, allora perchè la sua DIDATTICA finisce così spesso in mano a gente del genere?)

    Fammi capire se ho capito bene ;)... ma questa De Ropp è per caso una di quei superfedeli da consiglio pastorale che si atteggiano a Richelieu del borgo?

    ...però tutti questi trailer stuzzicano l'appetito: ci sarà un giorno il modo di leggerlo per intero, questo taccuino rosso? :)

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  16. Gran bel estratto Zio! Sempre un piacere leggerti
    un saluto

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  17. * Reverend Emi
    mistica, spiritualità, amore totale, bontà, sono intuizioni per pochi (più "tollerate" che non incoraggiate, dalla chiesA, così come l'intelligenza sembra a volte essere a malapena tollerata, e non certo coltivata, dalla nostra scuola);
    scopo della didattica religioide è invece inculcare l'obbedienza e il conformismo nelle tenere menti dei bambini.

    sulla De Ropp hai colto nel segno, per quanto riguarda il taccuino rosso... vedremo... :-)

    * Ernest
    saludos ricambiados... :D

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  18. Nicola, le tue letture, prima della nanna mi fanno fare sogni d'oro!
    Un bacio. :-*
    (ps: le suore all'asilo mi avevano mandato fuori di testa!)
    :D

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  19. Grazie, Stefy. Un bacione anche a te!

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  20. ti stavo rispondendo da ale cava, ma poi ho visto che la cosa stava diventando troppo lunga...quindi...semplice, ho cercato un tuo post recente con meno felicitazioni, e quindi ti becchi la risposta qui eheh...
    zio, io ho sempre detto varesotto! che dici, sbagliavo? :-) a proposito, sai che da ragazzo tifavo per la mitica Ignis Varese di Dino meneghin, Bob Morse, e nientepopodimeno che Zanatta? per non parlare dei 18 punti del giovanissimo Rizzi in una mitica finale di Coppa dei Campioni! :-) poi...anche qui ho cambiato, e ho iniziato a tifare per la scavolini...ma per un motivo diverso dalla juve...qui perché c'era il mio amico walter magnifico :-)

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  21. no, no, in realtà dicevi giusto: varesino è chi abita nella città di Varese, varesotto chi come me abita in provincia... solo che mi piace di più definirmi varesino a causa del mio troppo fine palato per le parole belle e brutte (a me "varesotto" suona male, dà idea di persona goffa, stupidotta e cicciottella...) :D
    mi pare che di Scavolini, Magnifico e Ignis mi avessi parlato , tempo fa: io purtroppo la prima Ignis me la sono persa, quando ho cominciato a seguire lo sport era già Mobilgirgi, e sul viale del tramonto... una volta vidi Bob Morse da vicinissimo, e ne restai impressionato, non sembrava neanche un uomo gigantesco, pareva proprio di una stirpe aliena, e aveva una moglie così minuta e carina che avevi l'impressione potesse farle male anche solo baciandola...

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