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lunedì 23 agosto 2010

RACCOLTA DIFFERENZIATA (15) - vecchi racconti inediti del Nick


FACCIA DA UOMO



Dài e dài si decide per un aperitivo. Già che ci siamo trovati dopo tanto tempo, inutile stare in piedi qua in piazza come cinque tordi al freddo. Massì. Andiamo giù al bar del Passera per un aperitivo. È mezzogiorno. Dentro dal Passera ci siamo solo noi, a parte due beccaccioni che stanno lasciando le ultime piume di paga settimanale al videopoker. Come sempre il Passera fa gli onori di casa dietro il bancone, ma poi ai tavoli serve la moglie. Quando entri dal Passera il Passera lo trovi sempre lì, dietro il bancone, dietro i suoi baffi, come un barbagianni impagliato. Oggi mi sembra di essere un dannato ornitologo. In compenso la moglie l’abbiamo sempre vista girare tra i tavoli come una scimmia che salta di ramo in ramo. Adesso ha poco da zompare perché ci siamo solo noi. Infreddoliti, a malapena ci sbottoniamo i cappotti. La scimmia prende le ordinazioni e dopo poco ritorna col vassoio tondo di plastica sudicio. Non lo lava mica mai, a quanto pare. Per accompagnare cinque aperitivi schiera, da sinistra a destra dei vostri teleschermi: tre olive, due patatine stantie e noccioline riciclate ma non a volontà, cioè poche. Spilorcia di una Cita del cazzo. Per gli altri quattro la scimmietta sciupa un mezzo sorriso. Per me no perché non c’ero mica a messa. L’ha visto mentre usciva che passavo per i cazzi miei e gli altri quattro li ho incrociati per caso di fuori. Dopo mesi che non li vedevo. Da quando hanno riaperto il bar della Gioventù i vecchi si sono fiondati tutti là. Gli sta proprio bene allo spilorcio del Passera, e alla scimmietta qui, la passera del Passera. L’aperitivo, com’è come non è, è una cosa che non si beve in silenzio. E così si attacca con le cazzate. Io non sono razzista, salta su Carmelo ruttando Campari. Però a Taribo West bisognava costruirgli una capanna in cima a un albero, su ad Appiano Gentile, così smetteva di arrivare tardi agli allenamenti, il macaco. Io questa gliela passo, mi dico. Cazzo me ne frega. Il frizzantino è quasi buono e la vita è quasi piacevole. Poi è la volta di Vincenzo. Ingolla metà del suo vodka martini per dimenticare una patatina al bacon e muffa. Importata di seconda mano dalla Corea nel 75 o giù di lì. Non si è ancora ripreso dal rischio di mandare tutto di traverso nella cannarozza dell’aria che fa, Neanch’io minchia sono razzista, è ovvio, ma George Weah quando recita tutto nudo nello spot del deodorante (tossicchia, sputa, beve) lì tutto nudo non si capisce bene se è sporco di merda o sporco di nutella. E ride come un porco sputazzando vodka martini e briciolette di muffa bagnata. Nessuno ha niente da obiettare. Però fai proprio schifo, Vincé. Io non sono razzista, si allinea conforme Giuseppe crodinizzando un’oliva. Ma quel Reiziger lì, con quei labbroni a ventosa, io lo rispedirebbe giù in Africa a raddrizzar banane, che la faccia è quella, ragazzi, altro che far miliardi col fùtbol. Ridacchiano tutti come jene impazzite. Io non dico mica un cazzo e un pochettino, lo ammetto, rido e tossicchio pure io. Io non sono razzista, ci mancherebbe altro, conferma lo Steno finendo di ciucciare il suo Aperol con l’Oransoda. Però mi affascina la stranezza di quel Winter che giocava nella Lazio. Cioè, voglio dire, non sono razzista, però quel Winter è stranissimo e bellissimo, perché ha la pelle scura scura, ma contemporaneamente i lineamenti, non sono razzista, le fattezze, insomma come colore non sono razzista ma il punto è che come colore è un negro eppure al tempo stesso (non sono razzista) ha la faccia… la faccia da uomo!

La faccia da uomo, cristo santo, vi rendete conto. Voleva dire da bianco caucasico. Ma l’idea gli si era formata così: faccia da uomo. E lui così l’aveva espettorata, senza arroganza, con leggiadra ingenuità da scolaretto. Io sto mandando giù le cazzate di questi burattini insieme al frizzantino. Mi danno fastidio le loro cazzate da burattini, ma tra me e me penso che la vita è quasi piacevole e questo frizzantino è quasi buono e fuori fa freddo ma pure qui non è che faccia poi così caldo e quei due deficienti che si disputano il videopoker quando afferreranno l’evidenza di essere due deficienti? Quando finisce il frizzantino, finisco anche di mandar giù. Perché adesso tocca a me. E cazzo se mi tocca. Allora salto su e per chiudere il giro di pareri dico A dir la verità io sono razzista. Già la premessa li stronca, li spiazza, li lascia a bocca aperta. Perbacco sì che io sono razzista, perché credo che ci siano dei casi in cui il contrario di “razzista” è semplicemente “cieco”, ma è proprio perché sono razzista che non sono così ignorante da credere, come lo credete voi, che i negri siano un’unica razza. Se non foste ignoranti, sapreste che da qualche parte giù in Africa c’è una popolazione, gli Hutu, che ne sta sterminando un’altra, i Tutzi. Se non foste ignoranti sapreste che i Tutzi, alti, belli, miti e pochi, sono geneticamente superiori alla nostra stronzetta razza italiota.

A noi italianuzzi decadenti e quasi decomposti che non siamo altro, ancora lì a sbandierare l’Alighieri perché dopo di lui gli scrittori italiani si contano sulle dita di una mano che sta facendo le corna.

E sapreste che gli Hutu, piccoli, tozzi, violenti e numerosissimi, ci sono oggi inferiori, seppur non di molto. Diamogli un migliaio di anni, e i Tutzi, se ci saranno ancora (perché su questo merdoso pianeta la selezione sembra a volte funzionare alla rovescia, e l’uomo, caro Darwin, sta molto probabilmente diventando una scimmia) i Tutzi saranno rispetto a noi dei semidei, degli ultrangeli luminosi, e persino gli Hutu avranno messo fuori la freccia per superarci nella classifica della civiltà. Non tanto per il loro migliorare quanto per il nostro peggiorare (avete presente cosa vedete in tv?)

Perché il razzismo, quello giusto, è una scienza quasi esatta, ma non è mica una verità scolpita e immutabile. È un antropometro in continuo divenire, da aggiornare mese dopo mese. Come semplice curiosità culturale, inapplicabile ai singoli individui. Dai razzisti imbecilli, da quelli sì che bisogna guardarsi. Il razzista imbecille è uno convinto che la razza superiore a tutte, guarda caso, sia ora e per sempre quella svaginata fuori da donne dell’etnia di mamma sua…

Come mi sentirei arricchito, se scoprissi di avere un’antenata africana! E magari anche due indiane. Una dell’India e una Pellerossa. Lo so. Sto chiedendo troppo.

Del resto dai marroni ci compro pure gli accendini. E vado in fiducia. E per simpatia glieli pago di più di quello che chiedono. Mentre uno dei vostri picciotti o guaglioni sospetterei che ci mette l’acqua dentro al posto del gas liquido, sospetterei, ecco come stanno le cose. E comunque Reiziger, per la madonna, è delle Antille Olandesi, gli dico.

Quelli strabuzzano. Scadregano indietro all’unisono le loro sedie del cazzo. Si alzano e se ne vanno via brontolando e insultandomi a livello borbottìo e compatendomi, ma a occhio e croce nei denti non mi arriva nessun pugno.

Mentre faccio per uscire inciampo nel baffo sinistro del Passera. Tu qui non ci mettere più piede. Bisbiglia. Mi credo quasi che sta scherzando. Ma cheddìce. Checcazzo sibila. Potrebbe almeno alzare la voce. In effetti un poco la alza. Mia moglie non ce ne vuole di bestemmiatori nel nostro locale! E neppure io! E neanche stronzi razzisti di merda! Soltanto a me, lo dice. Quegli altri là mica erano razzisti. E poi sono suoi buoni clienti. Praticamente gli ultimi che ha. Devi avere più rispetto, per le persone africane, mi dice. IO? Sì, tu. Li hai chiamati “marroni”. Perché, secondo te di che colore sono? Neri, mi dice, lo sanno tutti. Complimenti per la percezione cromatica, rispondo. La prossima volta, guaisce, vai al bar della Gioventù, a bere l’aperitivo. Sééé, figurarsi, il bar del prete. Penso. Fanculo te e pure Cita, penso. Bruta facia d’usel penso. Ma domineporcoddio, penso. Dire, per oggi mi convien dire più niente.


33 commenti:

  1. Ciao Zio!

    Sono passato a salutarti dopo essere rientrato dalle vacanze!

    Un saluto, Vincenzo.

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  2. Col Passera ho in comune solo i baffi
    :D
    Bellissimo racconto zioSScri'..
    Mi dichiaro razzista anch'io, ma al bar della Gioventù non ci vado..piuttosto rinuncio all'APERITIVO!

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  3. un mito! come te… io vorrei avere sangue di tutte le etnie… ma guardandomi, direi che ho ereditato solo quelli a sud! :)))

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  4. uno dei racconti più duri che ho letto qua, troppo vero per essere tutto inventato.

    posso salutarti con una cazzata? alcune prostitute, quando sulla carta d'identità era obbligatoria la professione, facevano scrivere "ornitologa" :D

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  5. * Vincenzo
    ciao caro amico, bentornato!

    * Grace
    miiiiiii che spavento! chi è, la tua nipotina? :D

    * petrolio
    forse volerlo avere significa già averlo, indipendentemente dai globuli...

    * robydick
    in realtà questo racconto così cattivo e provocatorio è il più inventato di tutti... anche se molto verosimile, a cominciare dall'ipocrisia di tutti quei "non sono razzista ma..." Però uno spunto vero, quello scatenante e forse più caratterizzante, c'è: una volta sentii davvero un ragazzino che, parlando di questo Aaron Winter, usò l'espressione faccia da uomo per intendere lineamenti da bianco!

    bella la tua cazzatina... mi fa venire in mente un personaggio di Pozzetto che andava in giro con una valigia piena di cazzi, e si definiva "praticamente un ornitologo". O diceva urologo? boh.

    p.s. per chi fosse interessato, oggi Il Grande Marziano mi ha regalato sul suo blog una bella recensione di Tutta colpa di Tondelli!

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  6. veramente bello, zio. dalle mie parti c'è il bar dello Zanzara, un misto di Frank Zappa, Max Gazzè e Caperezza, un barista, un mito, altro che Passera! :O)

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  7. racconto bellissimo!

    e ho riconosciuto quel bar!
    si trova anche dalle mie parti, non ci sono passera né cite, ma avranno chiamato nome...
    e quei tipi che descrivi...
    ma sarà per questo che ho smesso di frequentarli?

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  8. Proprio quello che ci voleva, ora che sono in piena malinconia da fine libro...capita anche a te? Mi manca "Tutta colpa di Tondelli"! E' finito troppo in fretta! Ora vado a leggermi la recensione del marziano...

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  9. Senza la presunzione di chiamarla recensione, ho detto anche io la mia...anche se sai già come la penso! Un abbraccio
    http://simonacuneo.blogspot.com/2010/08/tutta-colpa-di-tondelli.html

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  10. * Harmonica
    allora se capito da quelle parti ci faremo un bel zanzaresco bicchiere... anzi, più d'uno, crepi l'avarizia! :D

    * Itsas
    il problema è che a furia di far selezione, e di smettere di frequentare gli infrequentabili, sto arrivando al punto di trovare infrequentabile anche me stesso... maledetti esseri umani... :-))

    * Simo 1
    sì, capita spessissimo anche a me di avere nostalgia di un libro appena terminato, soprattutto nostalgia di certi suoi personaggi (pochissimi quelli che mi mancano del mio: la mamma, la micia, quel misterioso violinista... e forse quel bambino a cui mi ero affezionato...)

    * Simo 2
    chiamala pure recensione: è bellissima.
    e chiama pure abbraccio la mia reazione!

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  11. ottimo racconto sul razzismo e sull'abitudine italiana dell'aperitivo (cui nemmeno io riesco a sottrarmi)

    e dai nomi amarcord dei calciatori direi che si tratta di un racconto di fine anni 90 su per giù...

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  12. Cazzo zio, come spesso capita ho la piena conferma di avere qui insieme a me un tesoro inestimabile. Ho la fortuna di possedere questi tuoi racconti, di averli conosciuti e afferrati. Questo non ero sicuro di averlo letto, ma appena giunto alla riga del "bianco caucasico" la conferma è stata inesorabile. Più ti leggo più ti leggerei perchè, scusa la cazzata da futurista dmc , tu non scrivi, mi fai passare davanti agli occhi delle immagini con la forma delle parole intorno.

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  13. Stanotte per colpa tua sognerò le grandi labbra di Reiziger! ahahahahaha che m'hai scritto oh... Porco d'un porco Zio! Sei sempre il solito produttore di buonumore geniale. Applausi.

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  14. * Marco
    un brutto piacevole vizio cui neppure io riesco a sottrarmi (intendo l'aperitivo)
    sì, il periodo l'hai azzeccato...

    * Greg
    grazie per le troppissimo bellissime parole: mi sa che le ultime righe del tuo commento me le incornicio, per riguardarle nei momenti di sconforto...

    * rospo
    dài, meglio sognare Reiziger che Ratzinger, anche se di certo c'è di (molto) meglio... :D

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  15. Uh, che macchina del tempo verso il 1997! Mi piace :)
    Di solito si dice che uno quando finisce in certi posti a sentire certi discorsi (perché per quanto si tenti di evitarlo, nel Brutto Bar ci si finisce tutti almeno una volta) uno dovrebbe fare il superiore, e uscire fuori non pensandoci più, tanto non si è perso niente ed esistono posti migliori con gente migliore.
    Io non ce la faccio: mi lascio colpire ogni volta dalla bruttezza insita in certe manifestazioni di stupidità (patatine muffe comprese).

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  16. * Reverend Emi
    io vengo SUPERcolpito (e il più delle volte ferito a morte) da tutto ciò che mi circonda (una volta ho detto che uno scrittore è una spugna che si imbeve di vita fino a diventare sorgente, un'altra volta che la scrittura è un processo come la fotosintesi, solo che al posto della luce devi metterci l'angoscia di vivere...)
    però nella vita reale sono (per fortuna o purtroppo) uno che reagisce raramente, che interiorizza, che ci rimugina sopra... in special modo, davanti all'imbecillità ragliante dei più, sono uno che "prende e se ne va"...

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  17. Forse prendi e te ne vai, ma - e la scrittura non mente - risputi la rabbia in forma compiuta e sana e soprattutto produttiva, efficace, persino aggressiva. Il tutto con forma ineccepibile. Questo racconto è uno dei migliori, senza retoriche né tentennamenti. Come trattare la (propria) impotenza senza cedere alla vigliaccheria. Uomini così (quelli che sono scacciati dai bar) ce ne sono pochi.
    S'è capito che per me è uno degli scritti migliori? Grazie, Zio!

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  18. Scusa il ritardo Nicola ma oggi ho fatto un copi/incolla/stampa e me lo sono pappato in pausa pranzo! Semplicemente stupendo.
    :)

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  19. Ciao Zio! Eccomi di nuovo dalle tue parti.

    Gran bel pezzo sull'ipocrisia, questo. Del resto non lo scopro adesso che tratteggiare la pochezza e l'ignoranza dell'italica gente è una delle cose che ti riesce meglio.

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  20. * Cristiana
    non è fra i miei preferiti, però devo dire che questo vecchio raccontino si avvicina molto alla scrittura che amo: frasi brevi, stile ascitto ma non piatto, non dimesso, registro basso ma non banale, ironia, energia (spinta quasi, come dici tu, all'aggressività) e tanta sana cattiveria... non so se le parole siano davvero pietre, ma per la mia penna ci vorrebbe il porto d'armi...

    * Stefy
    ma figurati! Piuttosto, quando ho visto la parola pranzo mi son detto: speriamo non le sia andato di traverso! Lieto che invece ti sia piaciuto.

    * il grande marziano
    bentornato dalle mie parti. E' sempre un piacere e un onore averti qui. Grazie dell'apprezzamento, e soprattutto grazie ancora per la splendida recensione che mi hai regalato sul tuo blog.

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  21. Ci ho pensato su un po', ma a rischio di non essere capito ti chiedo: cosa aggiunge a tutto il resto del racconto la bestemmiola finale?
    ("Ma domineporcoddio, penso.")
    Non ne capisco nè la necessità, nè la funzionalità.

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  22. * allelimo
    temo che la stessa mancanza di necessità, o funzionalità, potrebbe essere colta nell'aver aggiunto delle noccioline quando c'erano già olive e patatine...
    questo per dirti che non capisco, neanche un po', una richiesta di spiegazioni su necessità o funzionalità di un brano o di una parola in un racconto. La capisco così poco che in questo caso quasi mi dispiace di averla individuata e di potertela spiegare: il domineporcoddio è il violento, dispettoso e (per me) giustificatissimo sfogo interiore del protagonista che si è visto dare, dal barista stupido bigotto e ipocrita, non solo del razzista, ma anche del bestemmiatore solo per aver detto "per la madonna". Ovviamente anche il "per la madonna" è arbitrario e non necessario, ma sinceramente queste mi sembrano osservazioni da tribunale talebano... :-))

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  23. Eheh, l'avevo scritto: "a rischio di non essere capito"... :)
    Evidentemente la domanda era molto retorica: il racconto mi piace, ma quella frase lì nel finale la trovo inutile e fastidiosa, non mi sembra giustificata dal resto del racconto.

    Fa nigòtt, se sono l'unico a cui da fastidio sarà colpa mia, devo essere in fondo un po' bigotto e talebano :)

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  24. * allelimo
    sia chiaro che vado avanti a risponderti per scherzo e per gioco, proprio perché sei un amico e un simpatico scassaballe, e non un bigotto o un talebano: nessun artista accetterebbe mai di giustificare o rendere conto su una sua libera scelta espressiva - prendere o lasciare.

    e allora scherzosamente ti dico che sai benissimo che sono l'autore (e orgoglioso di esserlo) di una battuta, elogiativa dell'Autoironia, che si conclude con queste parole: SECONDO ME DIO BESTEMMIA. Venirmi a stuzzicare perché un mio personaggio PENSA una colorita bestemmiola è come rompere il cazzo a Bukowski perché nei suoi racconti c'è troppo alcol, o troppo sesso. Bukowski ti avrebbe spaccato una bottiglia in testa. Io mi limito a tirarti in testa un bel diocane. E spero per te che sia un cocker e non un rothweiler.
    Questo non fa di me un blasfemo compulsivo che scrive solo bestemmie, o le caccia dentro alla rinfusa in ogni suo scritto, ma di certo non sarò mai una mezza calzetta che fa dire ai suoi protagonisti porca madocina o accipicchiolina, a meno di non farlo con intenti caricaturali, o a meno di non avere per le mani un protagonista che, poveraccio, parla davvero così... (c'è un mio romanzo dove ricorrono i porcudìghel, ma perché è un'espressione VERA che in quel contesto ci sta, non una stupida, ipocrita e vigliacca autocensura)

    E a proposito di rompere il cazzo. Oggi, poco prima di vedere il tuo primo commento, leggevo Pastorale americana. Ogni tanto c'è scritto "cazzo". Così come ci sono lettori con la fisima della bestemmia, o con la fisima politically correct (VOMITO) del razzismo o del come tratti le donne nei tuoi romanzi (vedi canalina), ci sono ancora persone che se trovano scritto "cazzo" chiudono il libro e non lo riaprono mai più. E' nel loro pieno diritto. Ma non credo che a Philip Roth gliene freghi uno stracazzo. Lo stesso vale, nel mio strapiccolo, per me.

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  27. Zio: (scherzosamente eh!) non ti ho chiesto di giustificare un cazzo di niente, nè volevo stuzzicare un cazzo di nulla.
    Volevo solo farti sapere che, secondo me, la bestemmia finale ci sta male nel racconto. Non c'entra un cazzo con il clima.
    A te piace? Bene così, allora.

    Scusami per la piccola critica cagacazzo (però non mi ricordo bestemmie nei libri di Bukowski), la prossima volta che mi scappa un cazzo di commento sarà sicuramente del tipo "oh ma come sei bravo, oh ma che bel racconto".
    Mi pareva ce ne fossero già a sufficienza così, cazzo, ma se preferisci, nessun problema, cazzo figa culo tette.

    p.s. Visto quante belle parolacce che ci ho messo? :)

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  28. * allelimo
    ciò che mi sconcerta del tuo ultimo commento non sono certo le parolacce, ma il fatto che sembri non aver capito un miliardesimo di quanto ho detto nelle mie risposte, a cominciare dall'esempio di Bukowski: allora che ti rispondo a fare?
    invece di perderci così tanto tempo per confrontarmi, facevo prima a dire che il tuo primissimo intervento mi pareva dispettoso, stupidino, pretestuoso e provocatorio, e che non meritava risposta.
    se poi ti da così fastidio chi mi dice oh come sei bravo, oh che bel racconto (la menata contro i blog in cui risuonano applausi in te ricorre un po' troppo spesso), ti ricordo che sono fior di persone liberopensanti che lo scrivono perché lo pensano, e non perché io elargisca loro in cambio denari o pompini, e questo tuo atteggiamento sarcastico sui loro commenti potrebbe anche offenderli molto più di una qualche stupida bestemmiola.
    questo non significa che io voglia solo applausi, e non ci vuole una mente superiore per capire che mettere "Felicitazioni" al posto di "Commenti" è una cosa chiaramente autoironica e scherzosa.
    Le critiche sono benvenute. Le menate maniacali sull'aria fritta un po' meno.

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  29. Il rischio di non essere capito l'avevo messo in conto fin dall'inizio, ma certo non mi aspettavo di essere completamente frainteso :)
    Però non mi sembra di essere stato sarcastico nei confronti di nessuno degli altri che hanno lasciato un commento qui, e non mi sembra nemmeno di avere insinuato che quei commenti non siano sinceri, o elargiti in cambio di soldi o favori sessuali.
    Nè questi commenti mi danno fastidio (e perchè poi dovrebbero?), ti ho detto varie volte che apprezzo quello che scrivi.
    Questa volta però ho letto un racconto che mi è piaciuto, ma la bestemmia finale mi ha dato fastidio. E mi sembrava fosse slegata dal resto del racconto, un po' posticcia.
    A me questa sembrava una critica legittima, non aria fritta maniacale, dispettosa, stupidina, pretestuosa e provocatoria pensata da una mente inferiore :)
    Evidentemente mi sono spiegato male.
    Porcodio diocane vaccamadonna.
    Amici come prima? ;)

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  30. * alellimo
    ma certo che siamo amici, e anche senza il tributo-pedaggio delle bestemmie finali... :-))
    magari la tua era solo una serena osservazione, e non una lagnanza dal tono inquisitorio: nei messaggi scritti è facile fraintendersi, anche se resto convinto che siano molte di più le cose contenute nelle mie risposte che sono state fraintese o deformate da te. se ho preso male la cosa io e ci ho fatto la figura del permaloso me ne scuso; forse saprà giudicare meglio qualche persona terza che avesse voglia di sorbirsi il nostro botta e risposta... A testimonianza della mia generale disponibilità e buona fede, posso ricordarti che quasi tutte le nostre discussioni si sono sempre chiuse con te che dicevi "è bello confrontarsi fra persone intelligenti". Voglio sperare che non fosse perché in quelle occasioni finivo col darti totalmente o parzialmente ragione: sarebbe preoccupante e spiacevole se in te ci fosse un bisogno così patologico di "avere ragione". Ti davo ragione perché pensavo l'avessi, ma stavolta no, stavolta non puoi pretendere che mi cali le braghe davanti a chi me la mena per la scelta di una parola in un mio racconto. Se poi davvero non la stavi "menando" ma solo dicendo "a me non piace", va bene, chiudiamola qui.
    E amici come prima, ovviamente.

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  31. Scusate l'intromissione, ma credo che non abbia torto o ragione nessuno dei due. Le paroline colorite di Nicola, personalmente, le considero quali un marchio di fabbrica! Amen.
    :)
    Ora potete abbracciarvi.

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  32. * Stefy
    "intromissione" graditissima... anzi, grazie per la pazienza di averci letto e sopportato entrambi... :D
    quanto all'abbraccio, obbedisco più che volentieri. e già che ci sono, visto che ho le braccia lunghe, abbraccio anche te...

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)