l'idea più pazza del più pazzo fra gli scrittori

"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

lunedì 14 giugno 2010

Ricordo strano che m'ha teso un agguato il 10 giugno mentre camminavo attorno al lago senza niente per prendere appunti.


NOI, POPPANTI COL FUCILE



Mi portano via con l’ambulanza militare, barella fra le camerate silenti nella notte profonda, domenica forse già lunedì, portone spalancato nella bocca autolettiga.


Venerdì. Prima volta a sparare, sui colli di Liguria. Ci sono i FAL e i Garand. I Garand comprati usati a peso dagli americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La sigla FAL sta per Fucile Automatico Leggero. Pesa settantadue quintali, scarico. Se non sei nel primo turno i fucili poi scottano. Attento a dove tocchi o sono ustioni, e ostioni. Mi vede incerto, pericolose operazioni di ricarica al mio posto by caporale Mastinone (coi Garand c’è chi ci ha lasciato le dita) senza nemmeno sgridarmi. E dice nulla quando sparo dove capita, nessuna voglia di rovinare i bersagli o avvicinare troppo il visino ventiduenne al mirino (coi Garand c’è chi ci ha lasciato un occhio). Lo consideravo un cane istruttore e un gran pezzo di merda, oggi così paterno e dolce quasi quasi gli voglio bene. Ma come cola il sudore bollente sotto l’elmetto maledetto.


Che cosa vogliono da me, porcaccia italia, alzabbandiera del mio cazzo che mi ci pulirei? Un anno di vita per un cromosoma sbagliato, per esser nato col pìrulo? Una rabbia che mi viene da piangere.


Giù a capofitto con l’aria fredda in faccia sui camion scoperti, autista stronzo a tavoletta fra i tornanti in discesa a rischio di accopparci. E di volata licenza lampo di un giorno e mezzo viaggi compresi, farsi più male che bene, una Notte Nel Mio Letto a sudare sette incubi di trombe d’adunata e già impazzire di rientro, mal di gola e altra ariaccia sul treno, clangori ferroviari che mi rimbombano drumburombano dentro in galleria bomborombo appenninica, come bassi domdom e batteria bumbumbum della scena finale subway di Crocodile Dundee borumbùm, borumbùm, magari sono morto da un po’ ma non mi hanno avvisato. Bumburumbùm! Bumburumbùm! Bumbu-rumbumbu-rumbumburumbùm!


Lo ha chiamato il piantone, da dimensioni distanti sento dice “Delirava e si lamentava, mi sono spaventato”, allora il cane istruttore che si chiama Bianchi o qualcosa simile un biondino che legge solo fumetti mi mette la mano sulla fronte dice “Cazzo come brucia” e fa dare l’allarme, mi è sempre stato antipatico anche se non è l’istruttore mio di plotone è quello dell’armeria ma adesso in questo gesto della mano sulla fronte che scotta mi sembri una mamma.

Ribaltamenti, ribaltamenti, cambi di prospettiva e deviazioni in questo scécheraggio ribaltoso di ricordi d’Albenga. Quando capiremo che è (quasi) tutto il contrario di quello che sembra?

Ribaltamenti d’opinione nel ricordo del cappellano. Un prete con le stellette da capitano, più potere del comandante di battaglione, a rigor di logica dovrebbe starti sul cazzo, giusto? Ma come dimenticare l’adunata di domenica mattina in cui Mastinone stava per mandarci in fumo la giornata sulla spiaggia di Alassio gridando “Chi non alza la mano per andare a messa lo ficco dentro”, col treno che di lì a poco ci partiva, e lui bonario a dirgli “Mastinone, guarda che li puoi mica obbligare, su la mano solo chi vuole davvero”, e allora le braccia levate dei volontari messalinici come d’incanto scesero leggermente da CENTO a… DUE (Miracolo gesucristico alla rovescia: la divisione delle mani e dei bracci…)

Per non parlare del giorno, già dopo il giuramento, in cui ci apprestavamo a consumare gomiti e ginocchia su polvere e ghiaia per esercitarci nel passo del leopardo o chissà quale altra bestia, e lui sbucò fuori e al sottotenentino disse “Se ne vedo anche uno solo andare per terra avrai a che fare con me”, e allora il sottotenentino ci imboscò per due ore all’ombra di un alto muro, dove come scolaretti in gita ci raccontammo film di paura in attesa dell’orario mensa schifa, lo sapevano tutti tranne i generali invasati che l’esercito italiano era per finta.


Infermeria stanzone luminoso e infinito, solitudine fuori da tutto, il nome del pianeta non lo so. Finestre aperte per il gran caldo di giugno, tempo sospeso, soffitto infestato di vespe nere di quelle con la roulotte, come le odio come le odio le vespe con la roulotte. Il mio vicino di letto ha picchiato forte botta in testa cadendo non s’è capito da dove, un po’ se ne sta zitto, un po’ ascolta Raf col walkman, un po’ dice “diopòòrrco” per la testa che gli duole, ma più che altro sta zitto che è meglio.

È un piccoletto veneto con la faccia da casalinga bisbetica. Di quelli capaci di rammendarsi i calzini da soli, poi però cascano e si rompono la testa. Si beccherà novanta giorni di vacanza pagata a casa invece di fare il fuciliere assaltatore a Udine, lo stronzo, e si lamenta pure, voglia di dargli un’altra botta. Io solo ancora un altro paio di giorni per questa faringite acuta con febbre a quarantuno e poi mi cacciano a calci a Pavia, genio pionieri, caserma operativa, da dove cazzo sei caduto, coglione, che mi ci butto pure io?


Alle pareti paesaggi fotografici in formato gigante con laghi canadesi e boschi autunnali che sprizzano Libertà da ogni foglia dorata. Vorrei conoscere l’inqualificabile idiota merdone testa di cazzo gli venissero tutti i mali del mondo che ha operato la perversione di una simile scelta, farci annusare la Libertà così, a noi che l’abbiamo perduta. Appendete astrattismo o caricature o ritratti di generali granmaiali su cui si possa sputare, gran pezzi di merda, già ci prendete per il culo col fucile automatico leggero, non sfotteteci pure con la Libertà che ci fa venir voglia diopòòrrco di tagliarci le vene!


E mi avviavo alla stazione tutto solo straniato sperduto, da un lato contento dei giorni di ritardo che mi avevano evitato il trasferimento di massa su carri bestiame e l’accoglienza in strepito dei nonni a Pavia, dall’altro ancor più spaventato di quell’essere bambino sballottato e disperso e straniero nel mondo, quando vidi venirmi incontro lungo il viale un morettino in bicicletta. Riconobbi il personaggio che bazzicava i dintorni della caserma e si faceva chiamare “la Caporalessa”. Mi oltrepassò sfrecciando e in apparenza senza accorgersi di me, fantasma dolente convalescente zavorrato di bagagli. Lo sentii frenare, e prima di riallontanarsi gridare “Peccato, bella giraffona, ti aspettavo tanto tanto”.

Già, si sapeva: decine di eteromiliti teenagers in mancanza di fidanzata mamma biberon facevano la fila fuori mura dal bel morettino e i suoi amichetti per succhiarli e farsi succhiare, mentre io stupido mi contentavo dei soliti surrogati disperati da carenza affettiva e ciucciocapezzolare: sigarettina, birretta a canna, gelatino, zuccherino, pasticcino, e me ne stavo seduto sul molo a fumare nel tramonto schiena contro schiena col più bello e omofobo degli efebi commilitoni, barista e figlio di sbirro (“barrista”, diceva lui, e io i primi giorni a chiedermi Che cazzo sarà mai un barrista?).


Ti ricorderai anche tu, dell’esser stati cosa sola in quell’unico profilo di cameratesca virile appoggianza stagliato verso il mare, io e te come divi del cinema in posa o poppanti allo sbando, la mia schiena la tua schiena, e i nostri cuori e sogni e silenzi scapole pupille e stanchezze nel blu oltremare dipinto d’arancio e violetto? Forse un istante, per fugace distratto abbandono, addirittura guancia guancia mentre il sole se ne va come noi down down down. Ti ricorderai di me? Naturalmente no. A meno che tu domani non passeggi attorno a questo stesso lago magico, o su questo stesso, ancor più magico, blog.


40 commenti:

  1. da brividi zio; mi hai fatto ricordare tante cose della mia naja, così d'improvviso. E sono convinto che chi ha vissuto quell'esperienza, in qualunque posto l'abbia vissuta, si riconoscerà nel tuo racconto.

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  2. Io non ho fatto la naja ma ho fatto l'obiettore. Ricordo i tre giorni però passati in caserma a La Spezia...
    ottimo post Zio
    un saluto

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  3. Obiettore anch'io, 20 mesi all'epoca... ma anche tornando indietro non farei mai il cambio, anzi :)

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  4. * Harmonica
    grazie per la conferma dell'efficacia: il ricordo mi si è presentato proprio in forma di brivido, ma essendo un pezzo appena scritto e quasi di getto non ero sicuro, stavolta, di averlo saputo rendere bene

    * Ernest e allelimo
    anche se ne ho ricavato esperienze umane e tanto materiale per scrivere, continuo a pensare che nella mia vita ci sia un (ingiusto) buco di un anno, e tornando indietro forse farei come voi.
    (Se poi tornando indietro avessi, a quell'età, la saggezza, la follia, il distacco, il coraggio, il menefreghismo anticonformista che mi animano oggi, mi fingerei direttamente gay, per sfruttare quell'articolo omofobo che li esentava dal regalare un anno allo stato merdoso...)

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  5. Non ho fatto la naja, noi marziani non ce l'abbiamo (abbiamo altre cose, ma sono troppo difficili da comprendere per voi terrestri, non capireste), ma dopo aver letto il tuo pezzo un po' è come se me la fossi fatta anch'io. Bella la struttura oniricheggiante del racconto che salta di palo in frasca senza troppa soluzione di continuità temporale, ma contribuisce a dare quel senso di tutto, perché nella sensazione di un ricordo c'è già tutta l'esperienza, suoni, colori, parole, odori, non la linearità dei fatti che esiste solo quando stanno accadendo, uno dopo l'altro. Dà proprio l'idea del ricordo. Molto riuscito. Come pure il fatto che a volte metti giù le parole come versi di poesia, per evocare, mentre altre onomatopeizzi per far ascoltare. Da leggere ad alta voce. A volte mi sembrava di sentirci la voce di Paolini, giuro.
    Davvero un gran bel pezzo.

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  6. sempre incisivo oltre che umoristico, sulla naja dico solo che ha avuto un merito: farmi conoscere lo schifo immane dell'ambiente militare che dubito sia cambiato con l'avvento del professionismo puro.
    ciao Nik, sempre bravissimo.

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  7. la cosa che hai tu e pochi altri che leggo è la capacità di farmi leggere anche quel che non voglio.

    oh! non ti montare la testa. o altro, eh?!

    :))) love, mod

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  8. mi piace moltissimo questo post, sai che mi ricorda, parlando di emozioni (ma non ovviamente di stile, che è molto diverso)? Niente di nuovo dal fronte occidentale, l'hai letto?

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  9. per fortuna sono riuscita a svignare il servizio prima studiando e poi... poi è passata la legge che non era più obbligatorio (credo sia l'unica legge a mia memoria che sono contento sia passata, dopodiché è stato tutto un legificare a proprio interesse personale)

    belli i frammenti di emozioni, che fanno entrare dentro l'esperienza anche chi come me non l'ha vissuta

    e interessante come nelle caserme italiane ci fosse gente che si ascoltava raf (e non i soliti metallica o ac/dc come nei film ammmericani) :D

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  10. Io nemmeno ho fatto il militare... Le uniche cose che so le avevo imparate dall'omonima canzone di Vasco Rossi... Ma ho fatto il servizio civile, e però nonostante tutto ho rivisto i racconti di mio cugino che sotto le armi ci ha lasciato il cervello...

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  11. * il grande marziano
    grazie: questi attestati interplanetari sortiscono sempre l'effetto di sollevarmi il morale...

    * robydick
    vorrei sbagliarmi, ma credo che col professionismo sia peggio: fra i soldati di leva c'era una maggioranza di gattini che potevano fare amicizia e consolarsi fra loro, adesso la maggioranza (con qualche ovvia eccezione) sarà di cani da combattimento...

    * modesty
    dopo tutti i complimenti ricevuti ultimamente, ho deciso di sottopormi a una precauzionale cura a base di ormoni dell'umiltà... :-))

    * polly
    ti ringrazio per il seppur vago accostamento a un simile capolavoro: avendolo letto da ragazzino ne ho un ricordo molto vago, e chissà che non riesca a trovare il tempo di rileggerlo...

    * Marco
    sei RIUSCITA? spero per te sia un refuso e non un lapsus freudiano... :D

    * il rospo dalla bocca larga
    tutt'altro che raro, purtroppo, lasciarci il cervello... le cose che più spesso ci gridavano addosso i cani istruttori erano "Addampazzì" e "Addamuripazzo", due eventualità che non erano poi così difficili...

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Zio? Il linkazzo mi sta RIMBALZANDO da ieri..
    Se inserisco un trattino o un punto interrogativo allora compare il commento..altrimenti mi vien fuori la schermata:

    Siamo spiacenti, non è stato possibile completare la richiesta.

    Quando segnali questo errore al servizio assistenza di Blogger o al Gruppo di assistenza di Blogger:

    * Descrivi cosa stavi facendo quando si è verificato l'errore.
    * Fornisci il codice di errore seguente e le informazioni supplementari.

    Ora se mi fa inviare sta roba m'incazzo!
    Sono pronta GRRRRRRRRRRRRRRRR!
    AVANTI!

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  15. * Grace
    a me è successo poco prima con un commento da un'altra parte, ma sono cagate di blogger: io di solito le ignoro, esco e rientro. se il problema permane ancora esco, vado su un altro blog a caso, torno su quello su cui stavo commentando e come per magia è tutto a posto...
    l'unica seccatura in questi casi è dover riscrivere il commento, per cui consiglio a tutti, specie con commenti molto lunghi, di farsi un "copia" provvisorio prima di andare su anteprima o su pubblica, così se succedono 'ste cazzate si ha in memoria l'"incolla" d'emergenza...
    comunque questi errori di blogger hanno decisamente cotto il razzo, quasi quanto le vuvuzelas di quegli imbecilli allo stadio...

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  16. neanche io ho fatto il militare,per fortuna sono una femmina sana di mente
    e senza neanche il pirulo mentale.
    Sei un grande Zio, devi fare un altro libro,che faccio vado avanti a fotocopie? nooo, mi scappano i fogli da tutte le parti,uff

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  17. Mamma mia quanti incubi mi hai fatto tornare in mente...
    sono stato 11 mesi a Maniago a sopportare e pensare le stesse cose che hai provato tu...

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  18. * fizzi
    uno nuovo è in preparazione (top secret per scaramanzia) ma le cose più belle e originali continuano, per ora, a rifiutarle... Che faccio, fondo io una casa editrice? (Ma poi, sono così pazzo che sarei capace di autospedirmi delle lettere di rifiuto, e di pubblicare rifiuti solidi urbani come fanno lorsignori...) :D

    * Itsas
    spero almeno sia stato un modo per liberarti la psiche, da quegli incubi, e non per farli tornare: non vorrei dovermi sentire in colpa per il tuo cattivo sonno delle prossime notti... :-))

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  19. Caro Zio, ti scrivo in una condizione di ecellenza da VE dove è piovuto tutto il giorno ma poi è saltato fuori un sole che neanche immagini e io, per mia fortuna, mi son recata a Rialto e ho fatto un bel giro largo da Campo Santa Maria Mater Domini e San Cassiano (e non dico altro). Leggo ora il tuo ultimo scritto e ho i brividi. Come ben puoi immaginare io non subii alcunché di militare (ie. ufficialmente militare, of course, perché altrove...) nella mia postadolescenza, ma - qui a VE dove studiavo all'Università di Lettere e Filosofia una disciplina fondamentale per l'umanità come numismatica greca e passavo il tempo a godermela come mai più avrei fatto - avevo un amico che tutto sembrava tranne che un machone-one-one, straordinariamente geniale e di rara sapidità (oltre che di rara bellezza, ma non era per noi fanciulle). Egli mi raccontò che non riuscì a trovare una fuga dalla fregatura, per cui ci si buttò a capofitto con l'intento di far tremare un po' di giacche. E ci riuscì in modo smodato e plateale (al limite del congedo con disonore) anche dando il mio indirizzo di allora come riferimento ai suoi amici di brigata. Non credo di essermi mai divertita tanto a consegnare i plichi più spassosi e incredibili per noi che nulla sapevamo. Ma, sotto sotto, egli - lo so bene - si deprimeva e sognava il giorno in cui avrebbe smesso finalmente di usare me come sua (infame) copertura. Un altro caro abbraccio e un consiglio: invece del sondaggio, parti con le firme, 'ché ci siamo. Da Venezia con affetto e gioia Cristiana

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  20. * Cristiana
    Tanta (dolce) invidia per il tramonto veneziano: qui a Demonio è stato un continuo, ininterrotto e marciscente PIOVEDI'...
    Potrei usare lo schema del sondaggio per una raccolta (simbolica) di firme elettroniche (di più non saprei fare: per una vera e propria sottoscrizione con nomi e cognomi mi servirebbero consulenti informatici...)
    Ma non vorrei che diventasse un autogol: se invece di qualche centinaio ne raccolgo 25 (come i famosi lettori manzoniani) rischierei di far cambiare idea persino all'editore ben disposto che per puro caso venisse a curiosare nel blog... sarebbe seccante e controproducente...
    Pensiamoci un po' sopra, e nel frattempo grazie ancora per l'affetto con cui mi segui!

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  21. Sei bravo, Zio, bravo da fare invidia (e facendo il libraio da quasi trent'anni so quello che dico): persevera umanamente.
    io il militare non l'ho fatto, ho avuto la fortuna di essere figlio maschio unico di madre vedova e così sono stato messo in congedo anticipato subito dopo esser stato fatto abilearruolato, con tanto di visita, palpazione testicolare e iniezione mammillare (con soddisfazione di assistere allo svenimento del gradasso fascista che "ragazzi, facciamo tutti domanda per i paracadutisti" mentre eravamo in coda in mutande). So però che con le mie idiosincrasie alimentari, la repulsione per l'esercizio fisico e la scarsa sopportazione delle gerarchie probabilmente avrei passato quasi tutto il periodo in cps o cpr o come si chiamava. Non ho quindi esperienza vissuta della vita militare, ma tu sei riuscito quasi a farmi sentire l'"odore" delle camerate e proprio usando una scrittura straniante e non mimetica. Bravo anche nei cambi morbidi di registro. Da brivido il finale malinconicamente delicato e struggente.

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  22. Mi fa ricordare un militare mio amico che andai a trovare nella sperduta Sicilia… non mi aspettava, avevo fatto un migliaio di km, e lui credeva chissà che… oddiuuuuu a lui è finita con una guancia rossa! :/ non so se il bacetto che gli diedi per 'mitigare' lo abbia mai consolato!

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  23. * Tullix
    prometto, giuro di perseverare (fin troppo facile dirlo, ci sono costretto dal mio DNA)
    Fuori da ogni finta modestia, se non se ne accorgono gli editori magari se ne accorgeranno i librai e i lettori, di COSA approda (anche al mio posto) in libreria... Quando leggo certa cacca, mi sento un po' come una Svizzera esclusa dal Mondiale a favore del Lussemburgo: magari il Mondiale non lo vincerò mai, ma ho tutto per giocarmela, e so di poterci fare la mia più che degna figura... Chi vivrà vedrà...
    Intanto grazie per le belle parole, amico Tullix!

    * petrolio
    un caloroso Benvenuto alla nuova e gradita lettrice, e alla sostenitrice numero 81 :D

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  24. Bene, dopo la presentazione mi vien voglia di chiamarti anch'io Zio! alla prossima! :)

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  25. Nik, dimmi la verità: un po' di nostalgia la senti per quel periodo di merda della tua, della nostra vita, non è così?
    Capita anche a me di ripensare a quelle stronzate con un velo negli occhi.
    E ti credo! Avevo 25 anni, cazzo!
    Allora diciamo così: ci hanno rotto i coglioni da mane a sera, ma io mi taglierei una coscia per tornare un paio di mesi in quel bel tempo lì, quando l'unico problema era un capitano d'ispezione (io ero S.Ten di complemento del cazzo), o un servizio di picchetto sotto la neve.
    Io me lo rifarei quel picchetto e quel servizio del cazzo.
    Ero pieno di ragazze!!!

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  26. * petrolio
    quando ai tempi del liceo m'inventai lo Zio Scriba non avrei mai immaginato di conquistare, un giorno, così tanti affezionati nipotini. Alla prossima!

    * Enzo
    Be', io ho un grande spirito di adattamento (altrimenti non avrei vissuto la pazzesca avventura di Tutta colpa di Tondelli...) e di aspetti positivi di quell'anno potrei elencartene parecchi. Però ti assicuro che i primi giorni al CAR furono un trauma mica da poco. Certo, poi dipende anche dalla tua storia e provenienza. Ricordo un ragazzo la cui vita era alzarsi alle 4 per andare a spaccarsi la schiena dentro una fabbrica. Per lui, i cani istruttori che alle 6 e 20 ti tiravano giù dalle brande ringhiando e bestemmiando erano come la gentile sveglia telefonica della dolce receptionist d'un albergo a cinque stelle... e infatti ripeteva a chiunque che quella, per lui, era una VACANZA!
    Poi, se a 70 tornassi ad Albenga, so già che i miei occhi sarebbero velati di lacrime di rimpianto, non della naja, ma dell'aver avuto 22 anni!

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  27. SI SEI BRAVO DA FARE INVIDIA,non diciamolo troppo forte che gli dei si incazzano.
    Per il sondaggio: fanculo goooogle.
    Baci molto di fretta ma sinceri

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  28. * fizzi
    no, per carità, non facciamoli incazzare, che poi mi metto a scriver male e mi ritrovi sulla terza pagina del Corriere a sparacchiar banalità ritrite... :D
    il software dei sondaggi dev'essere ubriaco, prima era ricomparso l'error, adesso per fare una prova ho votato grazie ed è venuto fuori pregu...
    bacio anche a te

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  29. PER IL SONDAGGIO PREGU !
    Se lo lasciavi stare come era non lo perdevi....
    ;-)

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  30. della serie: "se le mani te le mettevi nel culo"
    Grazie GUUGOL

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  31. Ciao Zione. Ho scaricato il feed e mi leggo domani il tuo articolone. :)

    Un saluto grande. :)))

    LeNny

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  32. * 4EverInter
    te ghè resùn... ma dopo un giorno e mezzo di "error" e "not found"... come dice Totò: "ogni limite ha una pazienza". Fortuna che era un sondaggio per ridere, un plebiscito pilotato contro le "vuvuzela puttana tua soréla"... :-))

    * ReAnto
    ma con le mani nel culo poi non rimane più, come lo chiama il telecronista Compagnoni "Un varco per Kaka'!" :-)))

    * LeNny
    in verità lo Zio vi dice: leggete e diffondete il verbo, o nipotini... :D

    p.s. mi credevo un bravo pronosticatore e scommettitore, ma dopo il tuo colpaccio con la Suisse sarai tu a dovermi dare delle dritte...

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  33. distante anni luce dalle solite compassionevoli memorie di naja ;-)

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  34. Di solito, quando voi uomini raccontate del servizio militare, siete di un palloso allucinante. Invece questo brano è bellissimo, commovente, profondo. Complimenti. Alto livello...come sempre d'altronde! Ciao zio!!

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  35. aaahahah
    cazzo ho sbagliato a scrivere :D

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  36. Zio, sei bravo da far paura, te lo dico sinceramente. Bellissimo tutto, in questo racconto, perchè tutto è funzionale, senza forzature e virtuosismi stilistici fini a sè stessi (perchè la tua scrittura è, effettivamente, virtuosistica, per cui il rischio ci sarebbe). Concordo con il bel commento del Grande Marziano: riesci ad essere onirico ed evocativo, e a far "vivere" i tuoi ricordi a chi legge - anche a chi, come me, è stato graziato dall'incubo della naja (non finirò mai di benedire la mia allergia alle graminacee, grazie alla quale sono stato riformato).

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  37. Eccolo, un altro che non ha fatto la naja. E un altro a cui questo racconto è piaciuto davvero. Così intenso, e così modernamericano (in senso positivo, intendiamoci). Sei bravo, Zi', sei proprio bravo...

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  38. * Marco
    capita... :-)))

    * Simona
    grazie, probabilmente la differenza è data anche da una certa mia sincerità autoironica, coraggioso-ingenua e autolesionistica: a nessun "vero uomo" piacerebbe far sapere di essersi fatto ricaricare il fucile da Mastinone per paura di lasciarci pezzi di dita, o confessare un mezzo velo di rimpianto per aver preferito i classici "surrogati" a esperienze con la Caporalessa... (anzi, certi "veri uomini" ti mettono le mani addosso solo se provi a convincerli che sigarette e birrette a canna sono, per l'appunto, surrogati da carenza infantil-ciuccioaffettiva...)

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  39. *** Paolo/Simone/Lu
    non so come ringraziare pure voi: va a finire che invece della raccolta di firme proposta da Cristiana, sottoporrò agli editori una collezione dei vostri commenti...

    (Ah, dimenticavo: come ti invidio, Simone! a me, pensa che sfiga, l'allergia da graminacee è esplosa violenta DOPO la naja, magari proprio per colpa di certe loro - misteriose - vaccinazioni&affini...)

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  40. OT: Voglio che vinca pregu, tutte le volte voto ma non si aggiunge,il pregu, uff,ma fanculo goooooooooogre.

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Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)