"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

lunedì 26 aprile 2010

RACCOLTA DIFFERENZIATA (12) - vecchi racconti inediti del Nick


COCCINELLE



Quella notte Simone aveva sognato coccinelle.

La strada sotto casa era diventata un fiume di coccinelle appena nate. Simone non aveva mai visto delle coccinelle appena nate. Non aveva la minima idea di come fossero fatte. Poteva solo immaginare che fossero molto piccole. Ma se in quel sogno strano e confuso c’era una cosa che gli appariva chiarissima, era che quelle erano proprio coccinelle appena nate. Venivano giù per la discesa asfaltata trascinate da un rigagnolo d’acqua. Erano tantissime, un ruscelletto rosso e nero che se ne veniva giù per la via Morselli, e ogni dieci o cento piccole ce n’era una più grande. Forse le madri. Forse degli angeli custodi.

Bene, si disse svegliandosi. Le coccinelle portano fortuna.

Era molto tardi, e per colazione si preparò un semplice espresso, senza biscotti né niente.

Stava ancora lì con in mano la sua tazzina di caffè, assorto nei pensieri nella cucina ricolma di luce, quand’ebbe l’impressione che lo scooter del postino si fosse fermato davanti al cancelletto.

Uscì a vedere. Con indosso il pigiama e un golfino leggero, uscì a vedere se c’era posta per lui. Fuori c’era un venticello fresco, fresco quel tanto e quel giusto da rendere l’atmosfera frizzante, ma non troppo fredda, e fu dentro una sferzata benefica d’ossigeno che Simone discese le scale, gettando sguardi di complicità all’arbusto d’alloro che aveva ormai spinto la sua cima fin quasi oltre il tetto. Si riprometteva da tempo di chiamare qualcuno per cimare e potare l’arbusto, ma il prosperare dell’alloro era un altro segno di gloria e grandezza futura, e nessuna persona di buon senso poterebbe a cuor leggero la fortuna che gli cresce in giardino.

Nella cassetta trovò una lettera. Con la felicità del contadino che dopo tanto tempo torna a vedere un uovo nel pagliericcio del pollaio, la prese tra le mani, e ne osservò il retro.

Il francobollo era stato applicato da qualcuno, malissimo e di sbieco, sulla parte sinistra della busta. Simone non poté evitare di chiedersi che razza di persona potrebbe mai attaccare dei francobolli facendo un tale esagerato sfoggio di maleducazione e di incuria – di men che scarsa dedizione alla piccola cosa che sta facendo.

Il destinatario, scritto a penna, era Simone Collina. Doveva quindi trattarsi di una casa editrice. Soltanto per il suo ultimo romanzo, spedito due mesi prima a una mezza dozzina di editori, aveva deciso di chiamarsi col cognome della madre.

Simone Collina.

Il nome del padre non gli aveva mai portato fortuna.

Sul davanti della busta vedevi il marchio delle Edizioni Minonno. Rientrò in casa, e corse in camera sua. Emozionato, Simone aprì la busta pensando a una cosa sola. Pensava alle coccinelle. Emozionatissimo, estraeva dalla busta la missiva delle Edizioni Minonno, e intanto pensava a tutte le coccinelle che aveva sognato. Tutto quel fiume di coccinelle. Tutta quella dovizia di simboli fausti per eccellenza, che erano venuti a visitarlo, che erano apparsi proprio quella notte, e proprio a lui. Che batticuore, la carta intestata delle Edizioni Minonno, l’inconfondibile marchio stilizzato del koala che si spara una sega, dal 1876.

Era una cordialissima lettera di rifiuto:


Gentili Sinior Colina,


premettento ché la nostra casa editrice pubblica un numero estremammente limitato di autori itagliani e che in assoluto privileggia lu genere thriller, siamo costretti ti costatare, dopo attenta conziderazzione e sulla base di una relazione dettaiata, li compatibilità del suo romanzo VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE con la nostra attuale linea e di toriale.

La ringraziamo comuncue per aver voluto sottoporcello alla nostra attenzione e le auguriamo di trovare presto l’editore atatto a lei.

Molto cortialmente,



“Dopo attenta conziderazzione e sulla base di una relazione dettaiata…

Queste erano le cose che lo mandavano in bestia.

Ma porcaccia la miseriaccia zozza, si disse Simone, strappando quella lettera in mille istericissimi pezzettini. Ma se mi hai appena detto che pubblichi solo pessime traduzioni dall’inglese, e giallazzi da edicola! Una volta verificato che l’autore si chiama Simone Collina e non Simon Hill, una volta verificato che a pagina dodici non è ancora crepato uno stracazzo di nessuno, cosa diavolo avrete da considerare attentamente, cosa diavolo avrete mai da dettagliare?


Bene, si disse poi, risoluto. Se stanotte tornano le coccinelle, gli dovremo fare un bel discorsetto, alle figlie di puttana. Chi diavolo si credono di sfottere?

Io poi me ne sbatto, della fortuna. Sono un genio, io. Se non ce l’ho fatta con questo romanzo, ce la farò con MORTE A CREDITO.

E voglio vedere chi avrà il coraggio di rifiutarmi tutta quanta la TRILOGIA DEL NORD!

Coccinelle o no, gliela farò vedere io.

Poi Simone cercò un numero sull’elenco, prese il telefono, e si mise in contatto con la Floricultura Attila Spaccarami. Parlò dapprima con una segretaria, che acconsentì a passargli il titolare.

Era ora di decidersi.

Era proprio ora di decidersi a far potare quel cazzo di alloro che lo prendeva per il culo.

26 commenti:

  1. Visto l'abbinamento cromatico delle coccinelle come si può pensare che portino fortuna?

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  2. Ma quanto mi sei mancato! Felicissima di rileggerti dopo una mia prolungatissima e forzata assenza!

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  3. zio!!! inediti bellissimi, mi hai fatto iniziare bene la settimana
    un saluto

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  4. Bello, Zio! E' strano come, a volte, solo un taglio netto ci aiuti a sentirci più completi.

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  5. * Valentina
    Mi sei mancatissima anche tu, e cominciavo a preoccuparmi... Ma ho già fatto un giretto di là per leggermi la tua odissea italica, e adesso è tutto chiaro...

    * Ernest
    lieto di aver contribuito a un lunedì piacevole!
    Un abbraccio

    * bagnetto verde
    come hai ragione, su certi tagli netti... (il brutto è che lo si dice sempre col senno di poi: al momento, se il taglio riguarda una persona che credevamo ci amasse, ci sembra di morire... grandioso, sono riuscito a dire una cosa che non c'entra un cavolo col mio racconto, andare fuori tema è il mio vizio peggiore...) :D

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  6. Pubblicità occulta "coccinelle" . Quanto ti hanno dato?

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  7. * ReAnto
    tu non mi crederai, ma sono talmente digiuno di pubblicità da non sapere nemmeno a cosa ti riferissi: ho dovuto fare, spinto da curiosità, una ricerca su google... Adesso provo a contattarli e gli chiedo se mi danno qualcosa per sponsorizzare il racconto (tanto per il gusto di rispondergli poi NO GRAZIE, meglio la fame che prostituire la mia povera ma libera Arte...) :D

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  8. di edizioni minonno è piena l'italia, purtroppo...la lettera di rifiuto sembra scritta da malgioglio insieme a lucia annunziata :o)

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  9. Dicono che i sogni si realizzano al contrario...ma comunque in linea con Euterpe...ma da quando in qua ...il rosso e il nero portano fortuna ?

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  10. @Zio Scriba:

    [OT] Scusa l'ot ma sono venuto a chiederti i danni. Sono caduto ancora dalla sedia. Quando ho letto, da Vincenzo, MARCIONELLO LIPPA sono morto... :P

    Regolati cazzo. Pronto il form per l'assicurazione?

    Ciao GRANDISSIMO Zio. :)


    LeNny

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  11. Thumbs up! :D
    Una delle cose che mi son sempre immaginato (e sulla quale sto carburando qualche idea) è l'ufficio reclami per coccinelle, stelle cadenti e cose del genere che non funzionano!

    ...solo che adesso ho troppa voglia di leggere MORTE A CREDITO e TRILOGIA DEL NORD! Devo chiedere alle edizioni Minonno o è tempo sprecato? :P

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  12. Ah, non erano le edizioni MIZZIO!
    :D

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  13. ma cuanto è interezzante stò raccuonto! ahah!
    lo leggieressi un pò in riwa al Pò, coll'accientu é! :D

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  14. eh si...certa gente rifiuterebbe davvero di pubblicare Céline, una volta appurato, con sommo disdegno, che non si tratta della cantante Dion :)

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  15. * Harmonica
    a chi lo dici... :-(

    * 4EverInter
    dovrò proprio clonarle io in laboratorio, queste coccinelle nerazzurre... :D

    * LeNny
    mi sa che ti regalo un seggiolone...
    Ciao!

    * Reverend Emi
    credo che se li sia già accaparrati Corbaccio Editore :D

    * Stefy
    fossero state le Mizzio, a Simone Collina mi toccava poi fargli dire un bel porcozzio...

    * robydick
    mi za che ztazera tì fùnzìònànò pòcò li acentti he la coresione hortugrafficha (o sei stato assunto da una casa editrice?!) :-))

    * unwise
    secondo me, se facessi davvero la prova, non se ne accorgerebbero neppure che è Céline: rifiuterebbero e basta, da quelle teste di cactus che sono...

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  16. Sai qual è un aspetto che mi ha colpito del tuo libro? Il fatto che durante la lettura ho riso come un pazzo, ma poi, dopo aver finito, mi è rimasto più che altro un senso di malinconia e sconforto, perchè in fondo è una storia molto dura, di violenza psicologica, negazione dell'individualità e del talento, calpestazione dei sentimenti ed elevazione della mediocrità a modello, tutte cose che in Italia, purtroppo, molti giovani che si affacciano al mondo del lavoro devono sperimentare, sebbene non sempre - per fortuna - nel modo parossistico e delirante che è toccato a te.

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  17. * Simone
    hai colto perfettamente l'essenza del romanzo: è una storia in cui si ride, ma si ride molto amaro. Se posso permettermi un autocomplimento (sfidando il detto "chi si loda s'imbroda") ciò che mi rende sicuro di Essere uno Scrittore è proprio la natura Tragicomica, al tempo stesso totalmente tragica e totalmente comica, di quanto scrivo: all'estero è una dote riconosciuta, anzi è LA dote di cui si va in cerca, mentre qui da noi è guardata persino con sospetto! (Così come da noi, incredibilmente, viene guardato con accigliato e filosofico sospetto il Talento!!)
    Io non riesco e non essere un po' serio e incazzato quando faccio ridere, e non riesco a non essere un po' mattacchione, autoironico e caricaturale quando faccio piangere. Pensa che c'è una mia cara cugina che "ce l'aveva" (in senso buono) con me perché persino leggendo il mio diario sui mesi dell'agonia di mia madre l'avevo "costretta" quasi in ogni pagina a passare dal pianto al riso, ad asciugarsi le lacrime di commozione per mettersi a ridere come una matta...
    Le reazioni sempre positive di tanti lettori come te mi danno un'immensa iniezione di fiducia: e chissà che prima o poi non se ne "accorgano" anche quei disgraziati dei grandi editori italioti...

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  18. In Italia, purtroppo, c'è la ricerca scientifica e sistematica della mediocrità, perchè si pensa che solo quella faccia cassa (come se l'unico target possibile fosse il consumatore decerebrato e teledipendente).
    Essere bravi e avere successo, in un contesto del genere, mi sembra molto arduo, ma ti auguro - se non altro - di vivere bene del tuo lavoro, e spero che Squillo Boy e gli altri tuoi romanzi possano essere pubblicati al più presto (a quanto ho capito ne hai già scritti parecchi).

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  19. Posso davvero dire, Simone, che scrivere è nel mio dna. Non amo spendere la parola vocazione, ma nel mio caso l'impronta è così profonda e totalizzante, che sì, posso chiamarla vocazione.
    In un paese feudale e mafioso, in cui contano solo Soldi e Potere, mediocri e leccaculo sono garanzia di fedeltà. Le persone intelligenti sono difficili da controllare, meglio emarginarle, o condannarle alla cosiddetta "Fuga dei Cervelli" (che ci siamo ormai rassegnati a vedere, in ogni campo, come una cosa normale, mentre invece è come se i grandi del Rinascimento fossero stati costretti a emigrare per sopravvivere...)
    Il target-consumatore italiano, poi, lo stanno davvero rendendo decerebrato e teledipendente, come fa comodo a loro. E a quel punto la Fuga sarà obbligatoria, anche per un cervellino pigro e stanziale come il mio...

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  20. Il racconto è molto carino, bravo. Prova a farti pubblicare dal Silvio e dalla di lui figlia la Marina, 'n sissamai. Magari poi viene fuori che il tuo viaggio al termine della notte non è nemmeno malvagio per un medico scrittore, magari ne fanno una sceneggiatura per il grande fratello o magari ne traggono un paio d'idee per il bon ton del politically correct!
    ;)

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  21. * silvano
    Grazie. Andrà a finire che fonderò davvero la KNE (Kazzate Nick Editions) e poi mi affiderò al passaparola degli amici bloggers... :D

    * Greg
    Le agenzie avevano sparso la voce che da oggi avrei fatto pagare i commenti un tanto a carattere, però smentisco categoricamente... :-))

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  22. Eh..magari se avesse sognato non coccinelle ma di schiacciare tanta merda..allora avrebbe avuto più fortuna il buon Saimon!
    ;-) Ovviamente questa è una battuta..
    Non credo alla fortuna..o almeno non nella mia...cazzarola, mi son sempre dovuta sudare tutto..
    Ah..ne ho schiacciata di merda...
    RISULTATO?
    Ho dovuto tapparmi il naso e spalarla tra i solchi maledetti dei miei ANFIBI!
    Un abbraccio zie'!

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  23. * Grace
    bentornata dalla gita scolastica! tutto bene coi marmocchi scatenati?
    un abbraccio anche a te! :D

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  24. molto poetica la prima parte.
    poi proprio quando pensavo che lo zio si fosse del tutto addolcito, ecco la mazzata contro le case editrici!

    battuta memorabile del racconto: "l’inconfondibile marchio stilizzato del koala che si spara una sega" :D

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  25. Lo zio è sempre agrodolce... :-))

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