"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
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mercoledì 17 marzo 2010

Correva il 1982, e noi correvamo verso la Serie A...


RICORDO BIANCOROSSO



Non è un vero racconto, solo una reminiscenza (deformata dal troppo tempo passato) scritta di getto e… in codice. Involontariamente stimolata dagli amici bloggers Euterpe e allelimo che, più o meno in quegli anni, e poche decine di chilometri più in là, andavano a vedere le partite del Monza. Sfido i più anziani e i più calciofili fra voi a indovinare qualche nome…


Avevamo 15 anni e l’abbonamento gratis alle partite del Gardinia. Lo ritiravi in un posto improbabile che si chiamava Cereria Schwartz. Portavi una foto formato tessera a questo signor Schwartz che fabbricava candele, e qualche giorno dopo andavi a ritirare l’abbonamento. Quell’anno il Gardinia, allenato dal genio Littorini, inventore dello schema “casino organizzato”, schizzò in testa alla classifica di serie B fin dalla prima giornata, e a tre quarti di campionato era ancora lì, incredulo più di noi increduli sugli spalti, che dominava. Erano belle domeniche d’emozione e d’avventura, dotate di uno strano, inspiegabile retrogusto epico, antico e provvisorio già mentre le vivevi. Forse perché in fondo lo intuivi fin troppo bene, che non saresti rimasto quindicenne a lungo… All’intervallo, l’omino dell’altoparlante ripeteva per la quattordicesima volta la pubblicità del negozio di stereo hi-fi Toshiba, poi dava i risultati parziali sugli altri campi che tutti sapevano già dalle radioline, infine passava a elencare i prezzi dei panini e delle bibite, e ogni volta un coro degli ultras gli rispondeva:

NOI!/PAGHIAMO!/QUEL-CAZZO-CHE-VOGLIAMO!.

A 15 anni ancora leggevo in chiesa e avevo paura a dire le bestemmie. Per raggiungere lo stadio si facevano venti minuti in treno e altrettanti a piedi, di buon passo. Una volta che pioveva come Dio la mandava, e tutti eravamo senza ombrello, dopo 19 minuti di doccia-bufera mi uscì di bocca sul marciapiede allagato la seguente perspicace costatazione seguita da madida semibestemmia salvata in corner: “Piove, Dio cagnòro!”

Poi, un brutto giorno, il biancorosso Gardinia dominatore del torneo ricevette la visita del Sacracorona United, e con esso del più potente Signore del calcio italiano, l’Onorevole Gian Pier Vituzzo Matruzzella, fratello di primo grado del presidente del Sacracorona, Pier Gian Vituzzo Matruzzella, che era uguale a lui ma diciamo meno alfabetizzato. (L’Onorevole Gian Pier Vituzzo era famoso per esser riuscito a dire in tv “Se io avrei saputo…”, ma in compenso Pier Gian Vituzzo avrebbe già incontrato serie difficoltà ad articolare “Se io”. Pare, dico pare, che ne incontrasse invece un po’ meno con la speculazione edilizia e il palazzinaggio abusivo.)

A proposito di “se”: se quell’anno il Sacracorona United fosse stato in A o in C le cose saressero andate diversamente. Ma purtroppo destino volle che staressero in B pure loro.

Ancor oggi non saprei dire come gli fosse venuto in mente, come gli fosse passato per la testa al presidente del Gardinia, l’avvocato Colapicco, di mettersi a fare prima della partita un giro d’onore sulla pista dello stadio-velodromo a braccetto con Gian Pier Vituzzo Matruzzella. Forse gli solleticava l’ego farsi vedere amico di uno così potente, poterlo esibire come fosse stato una merdaglia. Volevo dire una medaglia. Ma da ‘ste parti l’Onorevole Gian Pier Vituzzo Matruzzella, chissà perché, non aveva mai goduto di illimitati crediti di simpatia. Già nel passaggio sotto il nostro settore distinti cominciarono i primi pericolosi fischi, olezzi, peti e mugugni. Qualche buontempone, citando Totò, si spolmonò per urlare al Matruzzella: “Si ricordi che lei, in Italia, è un ospite!” Ma fu poi dalla curva stragremita che si levò il più fragoroso, assordante, protratto, autolesionistico dei:

LEGA!/ITALIANA!/FIGLI-DI-PUTTANA!.

Be’: contro il Sacracorona non fecero tecnicamente in tempo a farcela pagare. Ma quella fu l’ultima vittoria del Gardinia in campionato, e di lì in avanti, guarda caso, i biancorossi cominciarono a beccarsi arbitraggi che neanche Juve-Inter. Il tutto culminò nella drammatica Ciociaria-Gardinia della penultima giornata, partita che il genio Littorini, dopo altri vent’anni di onesta e incasinata carriera professionistica sulle panchine di mezza Italia, avrebbe ancora ricordato con un misto di stupore e di rabbia, ma con netto predominio del primo, perché va bene saper di vivere in un paese mafioso, ma quando certe cose te le vedi davanti agli occhi e te le senti sulla pelle ci resti talmente male da stupirti che non sia stato tutto un incubo. Fatto sta che in serie A salivano le prime tre, e perdi che ti perdi il dominatore Gardinia era ormai diventato quarto, ma stava ancora a un solo punto dalla terza, mentre il Ciociaria, nobile decaduta della nostra massima serie, addirittura annaspava per non precipitare in C.

A miglior garanzia per la regolarità di una simile sfida, fu deciso di affidarsi a un famoso e integerrimo arbitro straniero: dalla Liga Iberica il Gran Capo del nostro calcio Gian Pier Vituzzo Matruzzella si fece infatti prestare l’incorruttibile fischietto egizio-spagnolo Soriano Al Ladrèn, coadiuvato dai fregalinee Los Orbos e Ribaldones. Il Ciociaria, derelitta squadretta molle e allo sbando, ormai abbandonata persino dai suoi tifosi, dopo un quarto d’ora stava già sotto di due gol, realizzati dai giardinieri Bonasera e Turcazzi-Palazzi. Incredulo di un simile colpo di coda che ci riavvicinava in modo insperato alla serie A, diedi un bacio alla mia radiolina e col cuore esultante mi preparai un bel toast col formaggio e la pancetta. La vendetta di Gian Pier Vituzzo Matruzzella s’era dunque affievolita? Aveva avuto abbastanza soddisfazione? Si era accontentato di farli cagare addosso, i gardinesi che avevano osato offenderlo? Non si sarebbe spinto, per pura permalosità ferita, a falsare un campionato? Ma, come si dice, il calcio è strano, la palla è rotonda, gli asini volano e la merda è di cioccolato: in rapida sequenza arrivarono in groppa alle onde radio tre gol del Ciociaria segnati dalla vecchia gloria centoundicenne, scesa in campo con uno speciale permesso per usare il bastone e gli occhiali da presbite, e spostarsi in motoretta da una metà campo all’altra, Ilario Gasperone De Amicis. Rispettivamente su rigore (inesistente), punizione dal limite (inventata), altro rigore (che in confronto era netto quello su Grosso contro la povera Australia di ventiquattro anni dopo…) Gli unici modi in cui poteva essere battuto il nostro bravo e giovanissimo portiere Benedetto Michelangeli. Sul fischio finale dell’arbitro (i cui altri nomi dell’infinita logorrea anagrafica spagnola non potevano che essere y Cavròn y De Perro y Cabeza de Mierda) feci star zitta la radiolina, e sillabai accuratamente la prima vera bestemmia della mia giovane vita. Il mio toast l’avrei poi digerito nel tardo pomeriggio di lunedì. Quei due rigori, mai.

11 commenti:

  1. In quegli anni lì ero in un periodo di rifiuto del calcio, tra le delusioni delle quattro promozioni mancate del Monza all'ultimo momento, la scoperta della musica e quella del sesso interattivo :)
    Comunque, sapendo dove abiti, è quasi superfluo dire Varese e troppo facile con wikipedia trovare cose come questa:

    6 giugno 1982 - Stadio Olimpico, Roma
    Lazio - Varese F.C. 3 - 2

    Lazio: Moscatelli, Spinozzi, Chiarenza, Pochesci, Pighin, Sanguin, Vagheggi, Badiani, D'Amico, De Nadai, Surro (62' Bigon). Allenatore: Clagluna.

    Varese F.C.: Rampulla, Vincenzi, Salvadé (78' Palano), Strappa, Limido, Cerantola, Di Giovanni, Mauti (32' Scaglia), Mastalli, Bongiorni, Turchetta. Allenatore: Fascetti

    Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa

    Marcatori: 6' Turchetta, 14' Bongiorni, 26' D'Amico (rigore), 28' D'Amico, 73' D'Amico (rigore).

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  2. * allelimo
    cattivone, me le hai bruciate (quasi) tutte... compreso l'arbitro che era il più difficile (lo spagnolo, che esisteva davvero e si chiamava Soriano Aladrèn, stava appunto al posto del grande arbitrone di serie A mandato a dirigere 'sta partita di B come garanzia... garanzia non si sa bene di cosa... o lo si sa fin troppo bene... :D)
    Mancano ancora un paio di personaggi, anche se Matruzzella è fin troppo riconoscibile, e anche per Colapicco basterà una ricerca sul web...

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  3. Stavi parlando di Matarrese forse?
    cmq con tutto il rispetto ed il sincero Affetto per il Monza io sono di Lecco e per il Lecco.
    Tornando a noi l'album delle figu Panini mi dice che il pres del Varese era Mario Colantuoni.Io però all'epoca frequentavo solo San Siro ed in quell'anno ricordo una Coppa Italia vinta in doppia finale contro il Toro e una squallida doemnica di maggio con l'Inter che vince l'ultima partita in casa grazie ad un rigore di Prohaska contro l'avellino ed un lampo a ciel sereno ci comunica che grazie ad un gol al novantesimo del genoano Faccenda a Napoli il Milan torna in Serie B.

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  4. Dimenticavo, ricordatevi che Lecco Monza e Varese sono gemellati in una triplice alleanza anti-Como,mi raccomando....

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  5. * Euterpe
    Sì, hai beccato gli ultimi due che mancavano (e il Sacracorona United era ovviamente il Bari)

    A proposito di anti-Como: siccome provo ribrezzo per la squallida omofobia, ma al tempo stesso odio il politically-correct, posso tranquillamente riportare questa scritta vista sui muri esterni dello stadio:
    VOI COMASCHI, NOI CON LE FEMMINE

    * unwise
    forza Varese!

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  6. complimenti zio... a proposito ieri ho fatto razzia da feltrinelli, i tuoi consigli per gli acquisti sono stati messi in atto...
    saluti

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  7. Qui non m'intrometto... continuate pure.

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  8. * Ernest
    Felice di averti spedito in libreria... poi mi farai sapere se sei rimasto soddisfatto, o se ti devo... rimborsare :D

    * Stefania248
    Grazie lo stesso per la visita. Ciao!

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  9. ciao ti ho visto da alle..tu fai lo scrittore,io ho una piccola casa editrice..hai visto mai??

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  10. * brazzz
    Benvenuto nel mio blog!
    I piccoli editori (lo dimostra Kaos) sono i soli in Italia da cui ci si possa aspettare qualcosa di coraggioso e di originale. A meno che tu non sia di quelli a pagamento: in Tutta colpa di Tondelli ne ho avute anche per loro (anche se in fondo li capisco, con tutti i mitomani grafomani che ci sono, e che strameritano di essere "spennati" - siamo l'unico paese al mondo con più scrittori che lettori...) :D

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