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venerdì 26 marzo 2010

A 15 anni la mia firma sulla Gazzetta dello Sport! (E faccio una figura di merda)


più bastiancontrario di così…



Ho ripescato nella scatola dei ricordi un ritaglio incredibile, una chicca pazzesca. Che rivela l’inizio precoce sia della mia carriera di grafomane che del mio cattivo rapporto con la stampa nazionale. Erano in corso i Mondiali di Spagna del 1982. Avevo solo 15 anni. Scrissi una lettera alla Gazzetta in cui attaccavo un giornalistucolo stronzo (di un altro giornale) che aveva fatto dell’ironia sulla presenza di squadre africane e centroamericane, e proponevo un torneo con molte più nazioni (in quell’edizione erano appena passate da 16 a 24). Mi venne pubblicata a stretto giro di posta. E io, pieno d’orgoglio, la ritagliai per conservarla, anche se nel titolo avevano ridicolizzato la mia idea (mica poi così scema, visto che in seguito diventarono 32…). Ma non è questa la lettera galeotta, bensì l’altra, sempre scritta a mano, che spedii al termine della prima fase, pochi giorni dopo, da Pinarella di Cervia, dov’ero nel frattempo andato in vacanza con genitori e fratellino. In quella il vostro futuro scrittore si arrabbiava per la composizione assurda e sbilanciata dei gironi, che provocava l’eliminazione di belle squadre e ne salvaguardava di squallidissime, protette dal fatto di essere teste di serie. Da appassionato neutrale e non patriottico che si gustava tutte le partite, ero dispiaciuto per il fatto che Scozia e URSS, di cui mi aveva colpito il gioco spumeggiante e offensivo, si fossero scontrate nel girone del Brasile, e una fosse andata a casa, mentre invece era proseguita l’avventura di due squadre del più antispettacolare dei gironi, quello che comprendeva Italia, Polonia, Camerun e Perù (con tanto di sospetti di combine a gravare su Italia-Camerun). Detta così, a quel punto del mondiale, non sembra così assurda, vero? (A quel punto del mondiale, vi furono anche interrogazioni parlamentari sui premi troppo alti che quei grattaculo di calciatori pretendevano, e un deputato arrivò a definirli “feccia”). Passavano i giorni, e questa seconda, al contrario della prima, non veniva pubblicata. Lo svolgimento del torneo, però, finì col tramutare il mio disappunto in ansiosa speranza che quella lettera NON venisse resa nota. Eh già, perché l’Italia s’era messa a infilare un’impresa via l’altra, aveva battuto Argentina, Brasile (indimenticabile emozione in uno sgabuzzino sul retro del Bagno Oasi, con dei francesi antipatici che sul 2-2 accompagnavano ogni attacco del Brasile con un “Attention, troisième!”) e Polonia, e una ventina di giorni dopo la spedizione di quel mio pezzo delirante si preparava ad affrontare la Germania Ovest in finale al Bernabeu. A quel punto mi ero ovviamente “convertito” anch’io. A quell’età si è parecchio pecorelle: come potevo non farmi contagiare dall’entusiasmo degli amici? Inoltre, a causa d’infortuni e defezioni varie, l’odiata nazional-juve era giunta a schierare, in finale, ben tre miei beniamini nerazzurri: Bergomi, Oriali e Spillo Altobelli! Tornammo dal mare proprio quell’11 luglio, e andai a vedere la partita da un vicino di casa, un vecchio ex ciclista costretto su una sedia a rotelle che aveva la tv a colori, forse l’unica di tutto il paese. Poi, mi rivedo ancora per strada a festeggiare. Avevo un enorme campanaccio di quelli per le mucche, più da tifoso svizzero che italiano, tanto per non smentire la mia strampalata diversità. Ma torniamo alla Rosea. Nei giorni successivi, paginate di Olé per il trionfo italiano sotto gli occhi di Pertini. Paginate di commenti entusiastici, anche da parte di gente che era stata più scettica e cattiva di me, e che adesso era ben contenta di fare dietrofront e gridare Forza Azzurri (che erano stati in silenzio stampa proprio per la ferocia di quegli stessi giornalisti che adesso li sommergevano di lodi e retorica trionfale). Una celebrazione uniforme e in pompa magna. Non una nota stonata. Anzi, una sì. Il 14 di luglio, a pagina 2, compare una lettera, e a me mi prende un colpo. Quasi un mese dopo averla spedita! Non dicono che l’autore è un ragazzino di 15 anni (non possono saperlo) e sono ben contenti della scorrettezza di farla apparire così, fuori tempo massimo, per fargli fare una figura di merda con milioni di lettori, e con gli amici. Da cui infatti mi beccherò insulti e sfottò. (E magari questo post provocherà agnizioni degne d’un film o d’un romanzo: se qualcuno di voi all’epoca leggeva la gazza, potrebbe ricordarsi di averla vista e dirmi: “Hey, ti avevo mandato affanculo anch’io!”) Né potrà salvarmi il fatto che in fondo ci sia scritto “Nicola Pezzoli (Cervia)”: inutile tentar di far credere che si tratti di un omonimo, lo sanno tutti che vado al mare lì. Ma ecco qui sotto il reperto storico, la lettera del moccioso imbecille che faceva meglio a starsene zitto (tengo però a precisare che si tratta del solito scialbo condensato riscritto “da loro”, perché io già a quell’età mi esprimevo assai meglio, e con più verve).


Le “ingiustizie” del mondiale


“La partita tra URSS e Scozia ci ha mostrato due squadre entrambe meritevoli della qualificazione. Non mi è parso giusto che la Scozia sia dovuta ritornare a casa mentre una squadra come la nostra, per esempio, sia andata a Barcellona.

Tutto ciò mi è parso un’offesa ai veri valori del calcio. Non è giusto che i meccanismi di sorteggio continuino a favorire squadre o scuole ormai ammuffite. È inammissibile che si creino gironi abissalmente diversi uno dall’altro e non è giusto che a rimetterci debbano essere quasi sempre delle squadre colpevoli soltanto di non avere un passato maggiormente glorioso ma che, adesso come adesso, potrebbero davvero insegnarci qualcosa.”


Nicola Pezzoli

(Cervia)


Ritaglio da “La Gazzetta dello Sport”, 14 luglio 1982.

13 commenti:

  1. Vallo a dire alla non gloriosa Irlanda del Trap...

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  2. Secondo me non hai fatto nessuna figura di merda, perchè quello che dicevi era comunque vero nonostante la sbornia da trionfo mondiale ci avesse annebbiato la vista.Nel calcio non esistono grandi verità ma solo momenti come quello di quei pochi giorni di Spagna durante i quali una buona, ma non eccelsa, saquadra come quella italiana riuscì a vincere battendo squadre tecnicamente più forti.Se ben ricordi la tristissima Spagna venne spinta a viva forza al secondo turno con rigori inventati ed altri magheggi.L'Urss che tu ricordi era come organizzazione di gioco superiore all'Italia.Non dimenticarti poi l'effetto carnetina che trasformò i nostri zombies in superatleti nel giro di pochi giorni.Tra i campioni del mondo nerazzurri non scordare anche il pirata Marini che giocò diverse partite e Collovati che seppur del Milan aveva già firmato per noi quindi egoisticamente lo consideravo già nostro.

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  3. ahahha :D
    eri un grande già a 15 anni!

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  4. grazie ,bellissimi ricordi spt scozia brasile 1 a 4 con una bomba di eder su punizione (magari mi sbaglio) e la corsa palla al piede di rod stewart tra il primo e secondo tempo
    ..sono pienamente d'accordo a metà con la tua lettera :) e se la memoria non m'inganna nel girone cera anche la nuova zelanda ma in quei giorni ero in lutto per la mancata convocazione a espana 82 del grande beck! :(

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  5. Ecco, se c'è una cosa che odio sono i maledetti mondiali dell'82.
    Ho passato un'infanzia e tutta l'adolescenza a farmi trivellare le scatole con il seguente copione:
    "Ma te di che anno sei?"
    "Dell'83"
    "Dell'83? Noooooo, non quindi non hai visto i mondiali dell'82?"

    Indovina un po'? Ovvio che non li ho visti. E dubito fortemente che lo avrei fatto anche se fossi nata nel '79.

    Fortunatamente con l'ultima vittoria mi sono parzialmente liberata di questo fardello.

    Grazie Azzurri.

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  6. Tutto qui? Insomma, non mi sembra che hai scritto cose nemmeno lontanamente degne di Mourinho . Mourinho ha la verve di un pittore sobrio che parla in un'altra lingua. Dice cose vere che nessuno capisce e per questo si incazza e bestemmia con uno stronzo. A suo favore c'è da dire che non ha mai attaccato la stampa comunista !

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  7. e pensare che io ho deciso che non ne capivo un cazzo di calcio, proprio perchè la mia opinione, a quel tempo, era analoga alla tua. ma forse è vero, io di questo calcio non capisco nulla.boh

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  8. * SCIUSCIA
    Eh?

    * Il grande marziano
    Il bello è che al mondiale non ci andrà solo la Francia del panzone platini, ma anche l'arbitro che non vide la mano di Henry! Povera Irlanda. E povero calcio.

    * Euterpe/Greg/unwise
    Ovviamente la pensavo e la penso come voi, però immaginatevi la reazione del lettore comune davanti a una lettera simile in QUEL momento. Il più gentile avrà detto: Ma questo qui è scemo o mangia i sassi?

    * Marco
    Thanks, amico, come sempre :D

    * paulpositon
    1 Benvenuto!
    2 Pure io ero in lutto per la mancata convocazione del magico Evaristo-Non-Ti-Ferma-Neanche-Cristo (striscione visto coi miei occhi a San Siro) Ma che potevamo aspettarci da un ct (Bearzot) il cui anagramma era ZEBRATO?

    * Valentina
    in effetti la tua liberazione è stata MOLTO parziale, perché se nel 1982 l'Italia ha comunque compiuto in qualche modo un'impresa, il mondiale del 2006 è stato rubato (chiedere referenze all'Australia e all'arbitro spagnolo Merdina Cantalejo) e, personalmente, vedere uno come kannavaro sollevare la coppa mi ha fatto quasi dare di stomaco... (stavolta, da parte mia, niente "conversione", e niente campanaccio...) :D

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  9. forse forse hai portato fortuna alla nostra nazionale... perchè non scrivi un pezzo anche per quest'anno... che poi tra l'altro ci starebbe tutto visto quello che si prospetta :-)

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  10. * Mago di Oz
    Benvenuto anche a te!
    Mi sa che allora quest'anno non scriverò niente: non vorrei mai portare fortuna a una squadra allenata da Marcionello Lippi e capitanata da Kuelporkodikannavaro (che recitò un'indecente manfrina per andare via dall'Inter, e in pieno scandalo parlava bene di moggi, con un misto di arroganza e stupidità)

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  11. Grande piccolo Zio, altro che figura di merda!
    un saluto

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  12. concordo su tutto ciò che hai scritto.. :)

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