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lunedì 4 gennaio 2010

Roth e Westergaard: doppia Indignazione






Philip Roth

Indignazione

Einaudi

Pagg 136 € 17.50

Voto: 9-



Per un’assurda concatenazione di cause, scelte, eventi e incontri (in cui giocherà un ruolo tutt’altro che secondario il fatto di essere Onesto, Ateo e Intelligente) un bravo ragazzo dal promettente futuro verrà espulso da un college di putridi bigotti, e macellato a fil di baionetta a soli diciannove anni nella guerra di Corea. La potente Indignazione dell’autore per tutto questo è anche la nostra. Nel romanzo, in cui fa riecheggiare (e coabitare come fossero fratelli!) il Céline del Viaggio e il Malamud del Commesso, lo Scrittore cita più volte il magnifico Bertrand Russell di Perché non sono cristiano, e alla fine sbotta: “Non poteva credere come un bambino a qualche stupido dio! Non poteva prestare orecchio a quegli inni da leccaculo! … E le preghiere, quelle preghiere a occhi chiusi… putrefatta superstizione primitiva! Follia nostra che sei nei cieli! La disgrazia della religione, l’immaturità e l’ignoranza e l’infamia della religione! Insensata devozione per il niente!”

Ma già a pag 62 non scherzava, facendo dire al suo protagonista processato dal decano, uomo di sport col cervello nell’ano: “Non capisco su quali basi il college possa costringermi ad ascoltare anche una sola volta un ecclesiastico di qualsivoglia fede, o ad ascoltare anche una sola volta un inno cristiano che invoca la divinità cristiana, essendo io un ateo che, a dirla tutta, è profondamente offeso dalle pratiche e credenze delle religioni organizzate”. Profondamente offeso! Che splendido ribaltamento, che geniale novità, rispetto al ritrito teatrino cui siamo abituati e ormai colpevolmente assuefatti, in cui gli offesi da tutto e da tutti sono sempre gli sbavanti creduloni-piagnoni, feriti intimamente, e quindi giustificati a ferire, anzi, scannare fisicamente, chiunque non abbia peli sulla lingua riguardo il Tabù Superstizione!

Grandioso Philip! Se non ti offendi, ti eleggo mio Fratello Maggiore! Opinioni antireligioidi a parte, uno dei migliori Philip Roth della nostra vita. Il “meno” dopo il voto è dovuto solo a quel vizio di lunghezza e pesantezza che ancora ammorba taluni periodi, anche se in misura minore rispetto al solito. Optasse per una scrittura appena appena più secca e leggera, Roth meriterebbe UNDICI anche quando butta giù la lista della spesa.



A proposito di indignazione e di sporca, puzzolente religio: l’altroieri, nella libera e tollerante Danimarca, terra di accoglienza, aiuto e asilo per Uomini di ogni razza e colore, compresi, purtroppo, anche quelli che si comportano da invasori subdoli e arroganti, Paese un tempo felicemente noto per non avere feccia violenta neppure fra i tifosi di calcio (i coloriti e miti “Roligans”) il vignettista Kurt Westergaard, un nonnetto dalla faccia simpatica, ha rischiato di venire ucciso a colpi d’ascia, in Casa Sua (dopo esser stato costretto a cambiarne cinque o sei in poco tempo, di case, per ragioni di sicurezza) da una sottoscimmia con la testa di cazzo obnubilata da quella truculenta e GLANDE idea chiamata diO.


Non aspettarti sostegno, Kurt, da merdosi scrittorucoli italiani. Oltretutto hai il torto di essere ateo e socialdemocratico, mentre alle nostre lati(ni)tudini sono tutti o fasciopapestri o cattokhmerrossi: tutta gente che se anche per caso non è preda di devozione superstizioide, è sempre solerte nell’esprimere (tu da lassù non ci crederai) Rispetto e addirittura Invidia per chi invece lo è! Il massimo che puoi aspettarti da questa genòria è la ragliante-belante cacatina cerebrale che recita: “Be’, in fondo, un po’ se l’è cercata”! Lo dissero anche di Rushdie, i bovi italioti. Lo dissero persino di editori e traduttori accoltellati ovunque, dal Giappone alla Norvegia, per quel suo innocuo (e forse mediocre) libro: se l’erano cercata! Fra un po’ lo diranno dei Liberi Pensanti (rigorosamente Estinti) in generale! E allora, per quel nulla che può valere, ti sostengo io, Scrittore Non Autorizzato, italiano allergico alla stronza italiA dei santini (in paradisini fiscali) e delle madonne con lacrime (di coccodrillo) al pomodoro: hai tutta la mia Solidarietà, Kurt. E le mie Felicitazioni per il fatto che Tu sia scampato. E la mia Indignazione nel sapere che a molti la cosa (intendo il fatto che tu sia rimasto vivo) è molto spiaciuta, e non mi riferisco solo alle merde fanatiche, che almeno lo ammettono, ma anche a quelle più viscide e ipocrite, che invece non ne hanno il coraggio.


Ma sapete qual è, caro Kurt, caro Flemming Rose caporedattore di Kurt (ho saputo di un poveraccio omonimo di F.R. che si è cambiato il nome per non rischiare di venire smannaiato da qualche cercopiteco teocratico, di quelli che in confronto i Neanderthal avevano un Q.I. a quattro cifre) sapete qual è l’ironia della cosa? L’ironia è che la vignetta-Westergaard (quella del profetA col turbante-bomba) aveva semplicemente voluto denunciare l’inaccettabile violenza del fanatismo religioide. E con le loro (pilotate) reazioni, le sommosse, gli incendi e le uccisioni (per dodici vignettine pubblicate sullo sconosciuto Jyllands Posten!) certe scimmiacce catarrose altro non fecero e non fanno che dirgli: “AVEVI PROPRIO RAGIONE!!”


Viva la Danimarca!

1 commento:

  1. Beh caro mio... sfondi una porta aperta! Non ho avuto il piacere di conoscere questo, ne altri, Roth. Ma la vicenda non mi è nuova; basti pensare a CL, come possa disporre dei dipendenti pubblici anche solo in Lombardia...e pensare che l'Italia ha dato i Natali a Machiavelli, a Nerone, a Costantino. Suo malgrado capì per primo che la religio è null'altro che un "instrumentum regni"; e dubito fortemente che abbia palesato una apparizione celeste. In Hoc signo vinces... forse una spada gli è sembrata una croce?
    E dove mettiamo il belarsi dello stato e il gongolarsi tirando i piedi papalini e lasciano nella cacca gli onesti cittadini?

    Come spesso dico... IO CI PISCIO SOPRA

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