"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

mercoledì 23 dicembre 2009

Neurodelizia (14)


hysteric kennel


In quel tempo Longines, Maria Extravergine e Giuseppe no Alpitur, non avendo trovato in Marlboro Betlemme (Palestina Camel Trophy) neanche un buco Polo in un albergo Jolly Hotels, dovettero accontentarsi di una stalla Manzotin.

Essendo Maria Extravergine in stato Chicco Premaman, nella mangiatoia Mulino Bianco della stalla Manzotin nacque un bel bambino Agnelli di Dio FIAT Lux, catalizzato e con airbag di serie.

Dopo sette secondi di pubblicità, puntuali arrivarono in visita i tre Re Sponsors, guidati dalla stella Negroni: Gasparri Telecom, Marchionne Ford e Baldassarri Ina Assitalia, che portarono in dono oro, un cesso e birra. Per la precisione oro Gold Market, un cesso Inda e birra Heineken.

Un grande futuro IBM si annunciava per il bambinello FIAT: le nozze di Cana Tavernello, l’incontro con Simon Pietro Fisherman Friends, la moltiplicazione dei pani Barilla e dei pesci Findus tre per due, l’ultima cena al Ristorante Fini di Modena, e la nascita di nuovi fermenti religiosi Yomo presso un’umanità Coca-Cola desiderosa di riscattarsi dalla mela Melinda e dal serpente monetario Fininvest.

Per il momento però il bambinello FIAT riposava nella sua mangiatoia Mulino Bianco nella stalla Manzotin, nutrito Plasmon dal seno di Maria Ala Zignago, riscaldato da un bue Termozeta e accudito da un asino RAI messo gentilmente a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Ma torniamo al vero, inquietante mistero di Marlboro Betlemme, dove stanno per cominciare a piovere come spumante Gancia avvisi di garanzia Kenwood.

Si narra infatti che il bimbo FIAT sia cresciuto e vissuto in assoluta povertà UNICEF:

ma allora chi ca*** si è imboscato tutto l’oro Gold Market?


… ma adesso se non vi dispiace interrompiamo solo per un attimo la pubicità disonesta per trasmettere un’eccezionale patac, ehm, un eccezionale documento storico in diretta simulata virtuale. Solo due minuti, prometto, poi torniamo da voi con tanti altri begli spottini rimbambenti e inferiorizzanti e truffaldini. Non cambiate canile!


Chi volete che vi liberi, Gesù o Alì Babà? urlò Strunz Pilàff alla folla oceanica

Alì Babà! rispose la folla. E oceanica lo dici a tua sorella, soggiunse

Bene! approvò Pilàff, come fosse d’accordo

Ti sei bevuto il cervello? gli gridò in una recchia il suo consigliere, Magno Goldone Sulpicio. Alì Babà è quello che ha giurato di romperc* *l culo a tutti e due!

Giudeucci! riprese Strunz Pilàff con vocina fattasi più stridula e castratella. Probabilmente non avete capito la quaestio: volete liberin liberello l’Innocente Cristo Della Madonna o il delinquente assassino lurido mafioso ladro pericoloso porco Alì Babà?

Alì Babà! tuonò ancor più fragorosamente la folla

Ma allora sono proprio stronzi, s’indispettì Pilàff

Prova un’altra volta, lo incalzò Sulpicio

Forse non mi sono spiegato bene, riattaccò lo Strunz pulendosi la faccia poiché Sulpicio quando consigliava sputonzava. Venerdì avete la possibilità di appenderne uno, di attaccarlo su per benino, e di lasciarcelo finché schiatta. Ovviamente vorrete appendere quel bastardo farabutto di Alì Babà, e non l’Innocente Cristo Della Madonna!

Noo! A morte l’Innocente Cristo Della Madonna! urlò ancora all’unìsono la plebaglia inferocita, sudaticcia e puzzoncella. Partirono anche un paio di dozzine di scoregge lacrimogene

Questi non me la contano giusta, disse Pilàff a Sulpicio. Perquisiamoli, e vediamo se saltano fuori i telefonini di moggi

Sì, bravo. Li perquisisci tu? Non senti che afflatus d’ascellanza? C’è da restarci secchi al solo avvicinarsi!

Stizzito e sputazzato, Strunz Pilàff si rivolse di nuovo alla moltitudine vociante:

Se è questo che volete, io me ne sbatto i co…

Zitto, per carità!, lo interruppe, bloccandolo appena in tempo con una mano Sulpicio. Queste sono frasi che passano alla storia! Vogliamo farci riconoscere da tutti?

Ennò, cazzo

E allora devi trovare una frase più neutra e diplomatica, magari addirittura intelligente!

Ma non mi viene in mente niente! ragliò sconsolàz lo Strunz Pilàff

Si decise allora di ricorrere ai Genialoidi Creativi, che vennero urgentemente convocati a calci e convinti con le buone a riunirsi in assemblea, mentre Pilàff faceva esporre sulla piazza un cartello con su scritto


INTERRUZIONE STRONZATE SUL CIRCUITO INTERPIAZZALE


Le menti illuminate e pesantemente drogate dei Genialoidi Creativi cominciarono a sciorinare le più disparate soluzioni, e dopo mezz’ora consegnarono a Sulpicio un primo elenco di possibili frasi storiche, tutto lercio di microbi e oddore di suddore:

«Il dado è tratto»

«Tirèm innànz»

«L’obiettivo rimane la salvezza, con un occhio alla zona UEFA»

«Merda»

«Roma ladrona, la Lega Araba non perdona»

«Obbedisco»

«Sono a disposizione del mister»

«Vadaviaiciàpp, òstrega»

«Più lo mandi giù, e più ti viene su»

«Sono a disposizione del mister»

«È un complotto dei comunisti contro di me»

«Sono a disposizione del mister»

«Adesso basta Giudei del cazzo, Cristo lo libero e l’altro lo ammazzo»


Sulpicio le scartò tutte. L’unica decente era l’ultima, che però era pericolosa e per nulla diplomatica. L’ONU avrebbe potuto accusare Roma di antisemitismo e decretare sanzioni economiche. Per botta di culo proprio in quella se ne arrivava trotterellando belbello a cavallo di un cammello tutto scorticatosi nel tentativo di passare per la cruna di un ago nienteippopotamodimeno che mio cugino il mio gastropetologo, in arte Eugenius Lampadatis (un aladino un po’ cretino ma in compenso abbronzatissimo), già brillante inventore dello slogan sugli eunuchi (“dedicato a chi non ce l’ha”) e di quello sulla lebbra putrescente mangiaculo (“chi ce l’ha, lo sa”)

Avvenne così che, proprio mentre la folla cominciava a rumoreggiare e a fischiare (e secondo indiscrezioni giunte da fonti attendibili financo a far scoflenge con le ascelle), protestando per il protrarsi di quel lungo intervallo sotto il sole di trinità e sartana, con perfetto tempismo lo Strunz uscì dal suo buco, con l’aria soddisfatta e in mano il suo bel fogliettino che gli aveva dato mi cugino

Dopo aver fatto frustare un neonato che faceva casino, Strunz Pilàff ricominciò dall’inizio, a beneficio del solito fesso che si fosse messo soltanto ora in visione e all’ascolto

Tutto si svolse in pochi secondi, perché stava per cominciare Lazio-Maccabi per la Coppa dell’Impero di palla prigioniera, e già erano in corso i preparativi per sistemare schermi tv ad altezza moribondo davanti alle croci, perché accoppare la gente va bene, ma per negare ai morituri la diretta della palla prigioniera bisognerebbe proprio esser crudeli, e merdine nell’animo merdo

Chi volete che vi liberi, Grisù o D’Artagnan?

Ammazzali tutti e due!

Io me ne lavo le nari!

Ciò detto fece per lavarsi un piede, ma l’attento Sulpicio rimediò alla disattenzione prendendolo bellamente a calci nel culo

Pilàff concesse poi un paio di bis, firmò qualche autografo (coi piedi, Sulpicio era distratto), sorteggiò quattro tende canadesi difettose rifilate dallo sponsor, e la plebe se ne tornò finalmente a casa felice e con tenda


Finale apocrifo

(Sconsigliato ai minori di anni cerebrali 2, cioè a chiunque prenda ancora le religioni alla lettera)


Dal vangelo a tre mani di Santubaldo Apostrofo e Barbasgnàk (Barbasgnàk era monomano)


Correva l’anno 973 in prossimità di crinciobacco, o per essere più chiari l’anno 84 dalla seconda pestilenza di crotone (quella bruttabrutta), o per essere ancora più chiari l’anno -1022 dall’invenzione dell’ambarabà-cicì-cocò versione remix.

Quel giorno ci fu una maxi golgotata: vennero crocifissi un’ottantina di genialoidi creativi, più due ladroni e un dio (la cosa che suonava strana erano i due ladroni: di solito li fanno ministri). Come sempre accade in questo mondo ingiusto e ingeneroso i due ladroni avevano croci lussuose di mogano intagliato, mentre quella del dio era sbilencotta e con sopra scritto inps, minuscolo per risparmiare.

Ma un ladrone intuì che il dio era un dio importante e cominciò a fare il leccapiedi per adularlo e compiacerlo.

Brutto stronzo leccaculo opportunista, gli disse allora il dio: Brucerai all’inferno! Poi gli fece il gestaccio di Van Bommel, detto anche dell’ombrello, e qualcuno ai piedi della croce gridò:

Miracolo!

Poi si rivolse verso l’altro ladrone, quello che gli aveva fregato lo stereo, e disse:

Te, vaffancùz

Pronunciata che ebbe questa frase misteriosa e sibillina, gargarizzò per qualche secondo e poi gli sputò in un occhio

Miracolo!, gridò il solito pirla: Uno dei ladroni non ci vede più!

Allora il povero ladrone orbato, che forse si chiamava Pirullo ma a noi non ce ne frega, si girò verso l’altro, il buon leccaculo, che si chiamava Alì Nientebabà, e gli gridò:

Alì, Alì, lamà sputazzàni!

(Alì, Alì, questo sputa come un lama!)

Nel frattempo, ai piedi della croce (dove quello che gridava Miracolo! ogni sette secondi era stato neutralizzato con corde, bavagli e randellate) una delle 23 marie, non si sa se maria di brenta, maria stuarda o maria veronica ciccone, presa da raptus omicida, diede una stangata in testa a un’altra maria, e così il totalino marie si assottigliò a 22.


E va bene, e va bene: a grande e prepotente richiesta di massaie, gerontorelitti e studenti rincoglioniti precoci, torniamo subito alla pubicità!




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