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"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
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mercoledì 9 dicembre 2009

Neurodelizia (12)


Prosegue, a grande richiesta, la saga di Sorensen Puddu.


non amarmi ti meno


Ardevo in la biemmevù benimboscata al buio a cm pochi dal mio malassortito e non corrisposto ammòre (io nella mia fase Jane, lui sempre Tarzan, ma meno sofisticato e istruito, più trinariciuto, più Cito imburgnito, e pure maledettamente cocciuto) quandecco telefonò l’intempestivo Ezequiel

Aló, como va?

Bene, grazie, e tu?

Bene, grazie, e tu?

Bene, grazie, e tu?

Bene, grazie, e tu?

Chiedigli come sta, s’intromise il mio malassortito ammòre

Il mio malassortito ammòre mi chiede di chiederti come tu stai, o intempestivo Ezequiel

Bene, grazie, e lui?

Bene, grazie, e tu?

Bene, grazie, e lui?

Lo so che repetita scassant, ma del resto riattaccare in faccia a un amico è una cosa che a livello galateiale non si fa, linasotis stradocet

Laocoonte per cui spensi


Ti dissi ti amo e tu rimanesti esterrefatto come uno stronzo uscito di bocca, cioè col permesso di linasotis cagato contromano. Poi arrivò la tua risposta e io rimasi tume fatto. Ti dissi ti odio e tu mi dicesti OK, questo è accettabile. Eppure credevi nell’amore universale e ti piaceva quel signor cristo. Ti diedi un bacetto piccino e lieve sul labbrotto e tu con un pugno mi facesti volare quattro denti dei più belli tra cui proprio il mio preferito contro il parabrezza interno della biemmevù. T’appioppai una pappina spaccanaso e tu dicesti OK, questo è già più normalino-omologatino, finalmente un gesto schietto da ometto perfetto – che ce l’avresti un fazzoletto por la sangria nasàl?

Ma de nuevo, mierda y vacca merenda, l’intempestivo Ezequiel

Ola, cioè s-ciaos, como vas?

Mira che il movìl es spentolinos!

Bene, grazie, e tu?

Aggia skassat’a miinkya!

Bene, grazie, e tu?

Simulai un ictus alle batterie.


Eravamo sempre lì, mi sdentàt, yu epistàss (ma come ci eravamo arrivati a imboscarci così bene? allora inconsciamente ci stavi, brutta checca repressa?) me Yanez corretto Marian, tu Sandokaz, ma più bruto, più rude, più puzzolente, atto a difendere la tua macha pisellonità anacronistica a colpi di scimitarra scorbutika e fetente

Mi vuoi un po’ di bene?

Boh

Un po’ di pene?

Passo

Bacino?

Ti ammazzo

Cazzotto in testa?

Yess

Ma di che segno sei?

Lattuga

Questo spiega tutto

Cioè?

Che ne so. Mai stato attento, alle spiegazioni


Provai con una carezzuola, e mi ammollasti una cazzuolata di quelle che arrivano di taglio nelle balle, frastagliandole. Ti assestai un bel calcione nel culo che così da seduti non so come ci ebbi riusciuto e tu mi dicesti OK, finalmente un comportamento non dico da maschio ma almeno, perdiana, da uommmo. Eppure credevi n’il dolce clito universale e nella bellezza senza pari dell’amore. Ti regalai una rosa e tu mi denunciasti delatore al telefono macho. Eppure pergabbana avevi sempre detto di non sapere il numero. Ti dissi Guarda che meraviglioso planar di gabbiani nel crepuscolo e tu mi sputasti in bocca. Ti dissi Fffiuuuuu, ardakeffffffiiga! mentre passava la tua mamma, e tu mi dicesti Forse non sei del tutto senza speranza, ex amico mio, e comunque vaffanculo e beccati ‘sto gancio alla bocca dello stomaco e non farti più vedere, brutto finocchio. (Hai ragione, scusa: tua mamma non è una figa. È un cesso umano, anzi, scrofigno. Altri due denti). Ma perché rifiuti di godere assai mediante stimolazione digitale del tuo perineo sulla biemmevù benimboscata al buio che non ci vede nessuno, per colpa di uno stolto pregiudizio viriloide? Se il tuo dio non avesse voluto farci godere non avrebbe dato un punto G financo ai cazzoncelli, o quantomeno non lo avrebbe piazzato da quelle parti lì!, postulai. Allora tu come risposta volesti stimolarmi un’altra settina di piccole ossa gengivali, e quella mi conveniva considerarla oltre che un uppercut una risposta definitiva, giacché i dentini cominciavan a scarseggiare, e l’effetto di tanto affetto a influire su certe consonanti della mia dizione


Sulla biemmevù si creò un grandevuoto, riempito solo dalla scoreggia di cui mi omaggiasti prima di scendere furibondo e petente. Incisivi e premolari a parte, non una grandeperdita per me, ma una doppia perdita (di Me e di gas) for you

Ti consigliai una visitina da mio cugino, il famoso gastropetologo (vetero etero, vai tra)

Ti chiesi anche perché diavolo scendevi e te ne andavi, visto che la biemmevù era la tua, ma tu non volesti sentir ragioni e io pensai di correre a rivendermela

Tornatore indietro ti facesti per dirmi una robina

Stavi forse insinuando che il mio subconscio è frocio, visto che la macchina era mia e guidavo io e son venuto a imboscarmi con te?!!

Che ne so

Allora tienti il mio subconscio e la biemmevù e andatevene affanguglia tutti e tre

Posso rivenderla?

No, mangiala

E con cosa la mastico?


A quel punto ero talmente ferito e contuso e sballottato e sanculotto da non capirci più un cristo, e allora in quella mi apparve un tizio e disse Vedo che la mia storia non ti ha insegnato proprio nulla

Ma come, non capisco

Dico, sapevi di giovanni e ci provi lo stesso con diegubaldo? Se è andata male a me, come speravi andasse a tu, che sei fetecchia di polvere e polvere tornerai, e cenere nel mio portacenere?

Non capisco.

Vedi di svegliarti!

Cioè?

Ti sto chiedendo, sapevi di giovanni?

Diciamo di sì, lo assecondai.

E per cosa credi che mi abbiano appeso?

Va bene, ma tu chi cavolo sei, che non capisco più un cristo?

Sono per l’appunto l’invan summenzionato unto e non caputo

Presi uno spillo e feci scoppiare l’apparizione

Mentre cercavo i denti sul tappetino ritelefonò l’intempestivo Ezequiel

Uélla, come va?

Egne, accie, e u?

Bene, grazie, e tu?

Egne, accie, e u?

Bene, grazie, e tu?

Sfanculai e riagganciai (cara linasotis, quando ci vuole ci vuole) ma poi tu ti rifacesti tornatore indietro (ho solo amici noioselli e ripetitivi) e mi dicequi Va bene mi hai convinto sono tuo baciami carezzami proteggimi sposami riempimi di coccole leccami succhiottami penetrami sfondami sgonfiami fammi, fammi di tutto e fallo presto che più non resisto ammoremmìo!

Spiacente, risposi, tempo scaduto, è orora terminata la mia fase Jane, ho giustappunto appuntamento fra due minuti e un quarto con tua sorella per una trombatella regular vaginella

Fin troppo prevedibboli la tua reazzzione:

denti finiti, storiella pure


Fimmafo: foenfen fuffu


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