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venerdì 4 dicembre 2009

A mio MOLESTO parere. Elogio della Lentezza



MOTOR?


SLOW!!




Come sempre di questi tempi, televisioni e giornali sono tutto un ribollire di spot e marchette sul meraviglioso Motor Show. Come sempre di questi tempi, vigliacca se ci fosse un opinionista che avesse il coraggio di dire certe verità. E allora continuiamo a raccontarci le storielle, continuiamo a far finta di credere che davvero le stragi del sabato sera (in realtà della domenica mattina, quando si aprono le stie del “divertimento” forzato e ne escono i polli-zombi sudaticci, spennati e stravolti) siano sempre e solo colpa di quel mezzo drink di troppo, e non del rimbecillimento da rincoteca e, soprattutto, delle successive scariche di testosterone che dal cervello arrivano direttamente al piede destro: quello che agisce sull’acceleratore della maledetta macchinetta triturbo abarth 98 valvole (un vero skianto!) la cui pubblicità appare proprio sull’ultima pagina del vostro bel kuotidiano-in-klasse.

Magari elaborata abusivamente per essere più sicuri di creparci e ammazzarci gli amici.


Sono stato anch’io giovinastro festaiolo: le due o tre volte che mi misi al volante ubriaco, andavo a 10 all’ora e non ero pericoloso neppure per le formiche che attraversavano la strada. Quando temetti per la mia vita, ero invece passeggero-prigioniero di un cretino supersobrio con macchinetta superturbo, che pensò bene di mettersi a gareggiare in superstrada con un altro superdemente per vedere chi ce l’aveva più duro. E un’altra volta a bordo con un altrettanto sobrio deficiente che, sentendosi offeso nell’onor virile da un sorpasso, ricevette dai testicoli mentali l’ordine perentorio d’inseguire e di controsorpassare, per cancellare l’affronto. (Fateci caso: quando ne muoiono sette o otto all’alba il disgraziato boia al volante non è mai una femmina!)


Io non dubito affatto dell’alto livello e della serietà degli organizzatori di questo Show bolognese visitato da milioni di ragazzi, attratti dalle cromature e dalle sgualdrine che si strusciano sulle carrozzerie delle laide supercar per stronzi miliardari (così, en passant, li si educa a diventare schiavi per potersi comprare, in cambio della Libertà, stoltus symbols e vagina di prima scelta), né ho dubbi (non voglio averne…) sulla presenza in loco di filmati e testimonianze e opuscoli inneggianti alla sicurezza e alla prudenza. Dico solo che forse si riuscirebbe a salvare qualche tenera vita, a vedere qualche funerale in meno, qualche mazzo di fiori in meno sui guard-rail, e soprattutto a leggere qualche pistolotto di giornalista pistola in meno, se qualche stronzo si degnasse di avvertire, su qualche giornale o tv (che concedessero magari anche un paio di righe o di minuti a un filosofo, o a qualcuno con abbastanza carisma per farsi ascoltare dai ragazzi, affinché spieghi loro come Velocità sia il contrario di Intelligenza, cari i miei ferraristi e motogipisti) si degnasse, dicevo, di avvertire cosa rischia di rappresentare nella nostra società questa sotto-sottocultura da motorshow: l’obitorio (non solo simbolico) delle giovani menti.

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