"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

sabato 19 settembre 2009

We don't need another hero


Strutto Nazionale?
No, grazie!



Mi dispiace davvero molto, per la morte di quei sei ragazzi. Non sono certo fra quelli che adesso, con patetica prevedibilità, si metteranno a scrivere sui muri 10 100 1000 Kabul. Sulle vite umane non ci si fanno seghe ideologiche. Mi spiace davvero, per loro. Anche se non ignoro che chi sceglie il mestiere delle armi sa di scegliere un (ben pagato) mestiere in cui il rischio estremo è all’ordine del giorno. Sono addolorato per loro e i loro cari, anche se non ho mai nutrito simpatie per i parà della Folgore, a causa di certe leggende (spero infondate o esagerate) sul nazifascismo della maggior parte dei componenti, e sui ritratti del nefasto pelatozzo di Predappio che farebbero capolino all’apertura di certi armadietti. Mi dispiace, ma non al punto da sopportare la melassa mediatica che ci sta sciacallando sopra a tutto spiano. Non al punto da sopportare l’esibizionismo dei Cordoglioni Internettari, che aspettano solo che crepi qualcuno per inondare il web con improvvisati concorsi di poesia funebre deamicisiana e autopromozionale. Non al punto da sopportare, come successe per Nassiriya, il teatrino delle medaglie agli eroi, di bandiere a mezz’asta e mamelate d’Onore, delle vedove star dei talk show, degli orfani sommersi da borse di studio (bella e giusta, quest’ultima cosa, ma perché sempre solo agli orfani dei militi? E quelli degli operai assassinati quotidianamente dal lavhorror cosa sono, orfani di serie zeta?) Non al punto da sopportare l’acre tanfo della demagogia calcolata, cinica, furbina e pubblicitaria con cui i media lanciano quelle sottoscrizioni e raccolte di fondi (soldi a palate!) che non lanciano mai quando muore in qualche cantiere un umile poveraccio, come se in questo paese fosse stata reintrodotta, senza dirlo, la Casta dei Guerrieri (ancora più detestabile l’espressione con cui le designano: “gara di solidarietà”. Gara?! Ma vaffanculo!). Non al punto da sopportare l’invadente diktat cazzotauro di quegli ultras che da autoeletti capoclasse populisti pretendevano che “il calcio si fermasse” (una strage ogni tanto è una bella occasione per darsi importanza, vero?). Non al punto da sopportare le pagliacciate di chat e forum dove si va avanti a ciacolare di frivolezze come prima, ma con gli avatar, perbacco, listati in nero. Non al punto, insomma, da sopportare l’insopportabile, ritrita e disgustosa manfrina di un lutto nazionale trasformato per l’ennesima volta in strutto nazionale, untuoso di retorica cretina.

Ecco perché, anche se mi dispiace tanto per le vite di quei sei ragazzi (ma altrettanto, se non di più, per le vite di civili afghani spezzate dall’azione di quel kamikaze di merda, poveraccio anche lui, gli hanno inculcato nella testa che esiste un orrido coso chiamato dio, che se ammazzi ti premia per l’eternità, ma mentre si preparava ad agire chissà come tremava e sudava freddo per l’improvviso dubbio che un simile stronzo, magari, per fortuna dico io, non s’è mai sognato di esistere…) ecco perché, dicevo, nelle ore culminanti di questo lutto istituzionalmente imposto per taluni morti e mai per altri, e precisamente in corrispondenza dell’assurdo, grottesco minuto di silenzio che verrà fatto osservare lunedì a mezzogiorno nelle scuole e negli uffici pubblici, io, molto civilmente, mi dissocerò, e mi metterò ad ascoltare, a volume ragionevolmente alto, We don’t need another hero della grande Tina Turner.

Il silenzio mi piace tantissimo. Ma non me lo faccio imporre da nessuno. Men che meno in questi frangenti, quando la stupidità, l’ipocrisia, l’abuso di retorica e il conformismo pecorone trasformano il Silenzio nella cosa più chiassosa, becera e irrispettosa che ci sia.


1 commento:

  1. sottoscrivo in pieno...quei ragazzi non solo sono morti, ma quel che è peggio è che sono stati dilaniati, inscatolati e distribuiti al pubblico consumo.
    silenzio? no grazie...meglio un bel pezzo dei Metallica, e ve n'è uno all'uopo, di cui mi pare doveroso citare qualche verso:
    "soldier boy, made of clay
    now an empty shell
    21, only son
    but he served us well
    ...finished here, greeting death
    he's yours to take away"

    da "Disposable Heroes" 1986

    RispondiElimina

Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)