"Meglio Capitano della mia zattera di storie di carta che mozzo sul ponte di Achab"
SITO ANTI COPROFAGIA LETTERARIA: MERDA NON NE SCRIVO, E MENO ANCORA NE LEGGO

martedì 8 settembre 2009

Neurodelizia (1)

Come promesso, diamo il via all'alternanza che, salvo cause di forza maggiore, sarà la regola di questo blog atipico, anacronistico, amorale, oserei dire animale: oggi Zioscriba inaugura la sezione umoristico-semidemente (che si chiamerà Neurodelizia e verrà numerata di volta in volta, per renderla riconoscibile con immediatezza nell'archivio), regalandovi la prima puntata della nuova saga di Sorensen Puddu, un romanzetto senza cazzo né coda provvisoriamente intitolato Volevo anche scrivere una lettera d'amore. (Naturalmente lo scrittore Nicola Pezzoli ne prende le distanze: questi sono solo i giochini del suo alter ego mentekatto...)

A proposito di atipicità: visto che ho ricevuto parecchie lezioncine, censure e tirate d'orecchie (peraltro abbastanza civili e affettuose, e in qualche caso persino apprezzabili) per lunghezza e contenuti del mio primo post, non aspettatevi MAI che io usi quotidianamente il blog per dirvi in 4 righe con che mano mi sono fatto una sega, solo per conformarmi a format non decisi da me. Non sono mai stato un pedante o un prolisso (credo che il mio romanzo stia lì a dimostrarlo), ma quando vorrò parlare di attualità o cultura lo farò scrivendo un articolo che sarà lungo quanto dev'essere. Chi fosse troppo pigro, troppo occupato, o troppo web-saltabeccante per leggerlo, o troppo permaloso per stare al gioco delle mie provocazioni, non lo legga. Punto.
Chiedo scusa per l'intrusione, e ripasso la parola a Zioscriba.


il twist nel momento più inadatto


Era una brutta mattina di maggio, luglio, settembre meno un quarto, e come previsto dal mio oroscopo vegetale (sono della verza) nel farmi la barba mi potai un capezzolo

Alla radio le previsioni rossocrociate di Locarno Monti nella persona di Fosco S. o di suo cugino un certo Cappenbergher annunciavano con malvelata soddisfazione foschia infingarda e un po’ stronza sugli altopiani e io ero indeciso se dare prova di alto senso civico spargendo la voce o sbattermene sostanzialmente le ampolle. In quella fui travolto da un’ondata di jet lag, e capii che la presa sulla realtà cominciava a scivolarmi dalle mani. Poi mi sovvenne che non avevo mai volato in vita mia (non è che ho paura, la mia si chiama Sindrome di Bergkamp Patacrash, in pratica appena zompa nella mia visuale un qualcosa che somigli anche lontanamente a un check-in mi cago addos**): donc era senz’altro il caso d’inventarmi una scusa migliore, circa la mia non prensilità sul reale. Forse dormivo poco. Forse perdevo sangue

“Zitto!” veniva nel frattempo intimato al contestatore durante il comizio del Partito Della Felicità Digitale Terrestre Per Tutti che andava in onda alla tv: “Non interrompere i Coglioni!”

Ma io, io che per anni mi ero creduto intelligente seppur a causa di un deprecabile malinteso, perché non spegnevo?

Dal canto suo la mia vita andava a ramengo, ma solo un capez, un pezzettino alla volta, a bricioline polliciniane, così riuscivo a stargli dietro, contuso e consapevole. Il che, non so se mi spiego, è molto peggio. Beati quelli che crollano a precipizio come will coyone nel burrone, un colpo e via

Ero stanco di me. Ero stanco di voi. Soprattutto di voi

Io ce lo sapevo che con queste agenzie interinali e il precariato del neoproletariato senza prole (e chi li mantiene?) sarebbe andata a finire così. Dopo l’impiego lampo al caseificio (venti minuti di stage non retribuito da intendersi, dissero, come periodo di provola ostentabile in curricula futuri) l’altra settimana mi hanno assunto con contratto terminale presso lo zoo di Cornate d’Adda, sì, proprio lui, il paese col monumento marmoreo maramaldeggiante

Il monumento diceva

CORNATE AI CADUTI

Assunto per fare il trattamento col cotton fioc alle giraffe. Capirete, coi due miliardi al mese solo di rata strozzinvest per il finanziamento avventato e sprovveduto diciamo pure coglione (coglione a chi?) per quel tostapane satellitare mks del 97 su cui non avevo letto le clausole e m’ero fatto abbindolare interessualmente (e fossi riuscito a farcene uno, di toast!), non è che uno possa andare tanto per il sottile, che possa dire Il cerume giraffesco mi fa senso oppure Guardi, a livello di remora non vorrei cascare giù da quella crincio di scala a pioli di trenta metri se metti la longicolla cornutiella si mette a ballare il twist nel momento meno adatto

All’ingresso dello zoo di Cornate d’Adda c’era un cartello che diceva

VIETATO DAR DA MANGIARE AGLI ANIMALI

ma le mamme continuavano imperterrite a smerendare i loro bambini e i guardiani chiudevano un occhio. Con l’altro prendevano la mira e stendevano il marmocchio

La caporalessa dell’interinale non sembrava una caporalessa vera. Chiamava a raccolta il lavoratore squillo con voce suadente, e pazienza se erano le tre di notte e lo sgobbo iniziava alle sei della seguente matinée. E non hanno neanche la scusa dei fusi orari, come il solito mongoloide che telefona nei film americani. “Ma che ore sono?!” “Ah, scusa, costì è mezzodì, ma ora che ci penso lì da te a Culdellup City devono essere le quattro del mattino”. “Vaffanculo pirla, t’vegna ’n canker” (quest’ultima battuta di solito viene tagliata)

Le tre e quattordici, per la precisione, e lei la signorina dell’agenzia Uniplus. Loro il lavoro non te lo procacciano: te lo cacciano su. Di qualunque misura esso sia. Alle pigreco di notte

Sorensen Puddu?

Sì?

Il signor Mario Véronique Sorensen Puddu?

Signorino, prego

Grazie, sono la caporala Smerdìn dell’Agenzia Interinale Uniplus: si presenti a Cornate domattina un po’ prima delle 5, e senza mettersi le dita nel naso

Cornate? Ma sono 800 kilometri e sei etti

*azzi suoi.

Mmm… Aahhh…

Ho interrotto qualcosa? mi fa poi maliziosa la caporala, sentendomi ansimare mugoloso e gemente

Solo una colica addominale, rispondo

Oh pora stèla

Non si preoccupi, ora mando giù un po’ di butilbromuro di joscina e mi passa

Glielo proibisco, sa. La renderebbe sonnolenta sul lavoro


Un altro cartello diceva

VIETATO MANGIARE GLI ANIMALI

Ma era scritto in sloveno scolastico, sicché ogni giorno entrava un sacco di feccia armata di trincialepri, trucidalinci e tritatapìri

Gradisce una giraffa? peroravo io, così, tanto per intavolare qualcosa di nuovo e costruttivo, quando me ne passava vicino uno particolarmente bene armato. Ma le longicolle cornutielle non se le filava nessuno. Toccava proprio mettersi al lavhorror

Sulla porta dell’Ufficio del Personale il cartello diceva

VIETATO ANIMALI

E così, quando scoprirono che ero un somaro, un porco e un elefante (per via che me la lego al dito) tutti in una persona, venni sbattuto fuori a calcincul* e non solo: la loro assicurazi*** fasulla non mi pagò l’ospedale, e mi fecero causa di risarcimento per i due cotton fioc sprecati e per la scala a pioli spezzatasi durante la mia caduta. Mi fecero pagare anche la foca: in buona sostanza c’ero atterrato sopra, pora bestia. Per San Giosafatte Fatto A Fette! E la notte dopo di nuovo

Sorensen Puddu?

Zì?

Raffineria di Falconara fra 40 minuti, ya?!


Voi andreste avanti, a vivere accussì?

Ci vorrebbe una sagace overdose, un bel cocktail di oppiacei

Ma chi se li può permettere?

E non è finita

Alla fine partecipai alla manifestazione di protesta. Avevo un cartello che diceva

ANIMALI

Fui arrestato.

1 commento:

Benvenuti a bordo!!
Questo blog è Nemico dichiarato di ogni censura. Ma sono costretto mio malgrado a ricordare che rimuovere insulti gratuiti, scorregge occulte o minacce vigliacche non è censura: è nettezza urbana. Voglio che qui da me vi sentiate esattamente come a casa vostra: quindi Liberi, ma non di pisciare sul pavimento, o mi toccherà pulire. :)