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venerdì 11 settembre 2009

Emergenza omofobia

E se ci dichiarassimo tutti

Gay Onorari?


Pablo Picasso era un donnaiolo. Ma chiese di venir considerato “Gay Onorario”. Forse perché molti suoi amici artisti erano gay (come lo furono Leonardo e Michelangelo), o forse in risposta alle violenze che gli omosessuali subivano da parte della sottofeccia, e alle angherie e malignità di cui li facevano oggetto le meno violente ma non meno stupide pecorscimmie nonpensanti.

Be’, direi che questa meravigliosa intuizione-provocazione sia più che mai di estrema attualità, e che sarebbe da rilanciare in questo periodo di emergenza civica, contro l’odiosa ondata di omofobia escrementizia e mentecatta che sta dilagando nella nostra stolida nazione delle tv sempre accese e dei cervelli spenti: ragazzi accoltellati per un bacio, coppie di gay infastidite, inseguite e malmenate da frotte di minorenni cretini, bombe carta nei gay village, sono solo i meno gravi fra gli episodi – una vera epidemia di aggressioni, discriminazioni e minacce – accumulatisi nelle cronache dell’ultima estate. (Cronache asettiche e, spiace dirlo, quasi del tutto prive di commenti indignati, ma che vogliamo aspettarci da certi giornalisti, è già tanto se si sono pian piano emancipati da quel gretto conformismo coliforme che fino a non molti anni fa li faceva sentire in diritto/dovere di espettorare espressioni del tipo “lo squallido ambiente degli invertiti”) Guarda caso l’epicentro di tutto questo schifo è Roma, la città in cui vive un uomo (anche se lui in realtà è il capo di uno stato straniero che sta nel cu…ore di Roma) che ha fatto dell’omofobia una bandiera (vedasi il censuratissimo volume I triangoli rosa di Benedetto XVI, KAOS). Ma altrove è successo anche di peggio: a Napoli, una ragazza è stata quasi uccisa a calci solo per aver cercato di difendere un amico gay dal vigliacco assalto di alcune sottoscimmie.


Inutile nascondere a noi stessi che queste cose avvengono per via di un fetido clima generale che le permette, e non per la sola colpa di quattro energumeni cerebrolesi. E se qualcuno pensasse che questo “essere circondati” sia una paranoia degli omosex o una mia fantasia, ho provato a buttar giù un elenco di tutti coloro che sarebbero miei nemici se io fossi gay (per quello che contano le etichette, dal canto suo Zioscriba si considera, ovviamente, polisessuale: l’altroieri si è innamorato di un trifoglio semilesbico…)

L’elenco nemico, che vi assicuro è ancora incompleto, frettoloso e superficiale, è lungo da far paura, e comprende:


1 i macachi machoidi. MEGLIO FROCIO CHE MACHO è una verità di Saggezza che andrebbe incorniciata e appesa per legge in tutte le aule scolastiche. (Un altro slogan da appendere urgentemente nelle aule, se non vogliamo allevare generazioni di deficienti minchiopecori testicolari fino all’anno 4000, potrebbe essere una cosa del tipo: ELEVARSI DAI COGLIONI).


2 tutto quel genitorame bifolco, bigotto, intellettualmente sprovveduto o emotivamente disabile che preferirebbe sapere un figlio morto piuttosto che saperlo non invaginatore, che preferirebbe ammazzare una figlia o rinchiuderla in convento piuttosto che saperla a piede libero e non pene-ricettiva.


3 la stupida e pericolosa feccia dell’integralismo superstizioso, così poco intelligente da prendere per oro colato i deliri omofobi e nazistoidi del signor Saulo di Tarso, spregevole torsolo di minchia che incredibilmente ci si ostina a chiamare “Santo” solo perché dopo esser caduto da cavallo cambiò gli obiettivi delle sue persecuzioni, nonché furbo usurpatore e bieco distorsore di un Messaggio che avrebbe dovuto essere di Amore Universale.


4 gli oltranzisti del riproduzionismo, per i quali generare figli non è una meravigliosa scelta d’amore, ponderata, sofferta e responsabile, ma uno squallido dovere da sudditi obbedienti. (“Trenta parti, record in Mangiagalli”, titolava ieri tronfio ed esultante il Corriere Milano, aggiungendo le espressioni “giorno fortunato” ed “evento storico”…) Gli oltranzisti del riproduzionismo sono così idioti da non capire che il Crescete e Moltiplicatevi poteva essere un legittimo suggerimento per antiche popolazioni di poche centinaia di individui, non certo per noi che siamo quasi 7 miliardi e stiamo soffocando a facendo collassare il pianeta, come se invece dei suoi abitanti fossimo le sue cellule tumorali impazzite, o dei pullulanti topi di chiavica. Così idioti da ritenere veramente che l’umanità rischi l’estinzione per colpa di quegli egoistacci dei gay! In realtà, siccome il discorso dei 7 miliardi su scala globale lo capirebbe qualsiasi coglione (o quasi…), l’imperativo riproduzionista viene ammantato di odiose connotazioni razzo-patriottarde: ad avere disperato bisogno di Figli (cioè di pezzi di ricambio per il sistema economico-schiavistico) sarebbero, di volta in volta, “gli italiani”, “i polacchi”, “i neanderthaliani”, “i cercopitechi” e così via. (Domanda: ma se ogni nazionaccia puzzona pretende di proliferare topodifognisticamente elevandosi a potenza per conto suo, come evitare di diventare settanta miliardi? Ma con qualche bella guerra valorosamente combattuta da Veri Uomini Eterosessuali, ovviamente…)


5 i cervelli piccoli in generale (per esempio l’homo televisivus, che non ha letto un libro in vita sua e se ne vanta pure). È infatti scientificamente dimostrato che l’accettazione dell’idea di omosessualità (e di bisessualità) richiede un certo numero minimo (anche se poi non elevatissimo) di neuroni in buona salute. Aspettarsi che un povero imbecille testavuota sopporti la vista di un semplice bacino tra maschi senza che gli prudano le mani è come pretendere di scaricare e far funzionare il software per il poker online in un vecchio commodore 64…


6 il popolo bue-sempre-più-bue, convinto che dare dell’omosex a qualcuno sia una terribile offesa (personalmente mi offenderei molto di più se qualcuno in malafede insinuasse, che ne so, che guardo il wrestling in tv, o sfoglio riviste di cosiddetto gossip, o lascio decidere a un sartucolo miliardario come devo vestirmi…)


7 i branchi (omofob)omologati di ultimissima generazione (loro unico riferimento culturale sono gli spot della telefonia, affollati di stronzetti limonanti rigorosamente e noiosamente etero). A 13 anni sono già fossilizzati, o moccianamente lucchettati, in stucchevoli coppiette più scialbe, monotone e abitudinarie di quelle formate da molti dei loro genitori, di cui costituiscono conformistico scimmiottamento. Sembrano milioni ma in realtà è sempre la stessa coppia (o copia?), i nomi non hanno importanza: li potresti chiamare Tipo e Tipa (dal greco typos). Per questi poveri stupidelli, un gay non è neanche un pervertito, è solo uno stronzo che “s’è sbajato”. (Qualcuno penserà che qui vado fuori tema, ma sono convinto che formare coppie chiuse e borghesucce fin dalla preadolescenza, anticipazioni di future famigliole rincagnate su se stesse, non aiuti a sviluppare e coltivare Aperture Mentali di nessun genere: ben difficilmente Tipo e Tipa avranno mai parole gentili e illuminate sull’argomento gay).


8 tutte quelle retroguardie politiche, canpastorizio-clericali, maschiliste, totalitariste, oscurantiste, reazionarie, nemiche del Preservativo, che una ventina d’anni fa tifavano per l’AIDS considerandolo un Auspicato Intervento Divino Sanzionatore castigasodomiti, (“la peste dei gay”) salvo poi dover scoprire, indispettiti e dispiaciuti, che purtroppo (che sfiga!) se lo beccavano anche gli etero…


9 i Latrin Lovers, maniaci che si vantano di copulare con la stessa frequenza con cui di solito si fa la cacca, strani scimpanzorla che si fanno una tacca sull’uccello dopo ogni eterotrivellazione, pensando che ciò comporti ONORE, come se non fosse una cosa che fanno anche i cani, i topi e i ragni (e persino certi vecchi e rimbambiti doriangrey che senza viagra potrebbero giusto metterlo sotto un’ascella, femminile s’intende, per farselo covare al calduccio…). Curiosamente costoro, invece di essere contenti dell’esistenza dei gay (concorrenti in meno!) reagiscono con immenso fastidio ogni volta che ne sentono l’odore. Forse per complesso d’inferiorità. Forse per inconscia invidia verso chi è immune dalla compulsiva ossessione che li condanna a una vita da schiavi.


10 una securitate di stampo fascio-medievale, più o meno segreta e latente, i cui inquisitori paiono non aver perso il vizio di schedare i cittadini “strani”. Giorni fa, sulle pagine di più di un giornale, mi è toccato vedere, a proposito di un personaggio che consideravo odioso per certe sue repellenti idee (ma non è questo il punto!) un inquietante dossier, in cui spiccavano queste inaccettabili parole: “Il Tiziocaio è un noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni…”. Ora, a parte il livello mentale impietosamente connotato da un verbo come “attenzionare”, e a parte il fatto non molto rilevante che questa singola “nota informativa” potrebbe essere un falso, non sarebbe meglio se questo anacronistico sbirrume “attenzionasse” un po’ di più, che ne so, gli accoltellatori recidivi e altra pericolosa fecciolina consimile, e si facesse un po’ meno i cazzi privati dei liberi (ma davvero lo siamo?) cittadini?


11 i gay repressi, che in paese paleobigotto come l’italiA pare si contino a decine di migliaia. Così come gli ex fumatori accaniti, quelli da tre pacchetti al giorno, sono i primi a rompere i coglioni a chi vuol godersi in santa pace una singola sigarettina, i gay mancati e convertiti (cioè i veri per-vertiti, i veri rovinafamiglie) sono i primi che vorrebbero campi di concentramento per chi, più forte e sereno di loro, convertito non si è. Ma su questi disgraziati, “che erano gay ma poi sono guariti” (come diceva una recente squallida canzoncina, ovviamente italiota) non sarebbe giusto infierire, e propongo anzi di dedicare loro un minuto di raccoglimento.


Tale essendo la situazione a livello di marmaglia, è quanto mai urgente, da parte delle menti un po’ più evolute, un minimo di presa di coscienza, un atto di solidarietà.

La semplice “tolleranza” non basta più, rischia anzi di diventare la peggiore ipocrisia. Insomma, lo sappiamo come si articola codesta finta tolleranza da sepolcri imbiancati (e imbiancati male): Sono così magnanimo da sopportare, con un certo ribrezzo, la vostra esistenza, purché ve ne stiate nei vostri ghetti, vi cuciate triangoli rosa per riconoscervi fra voi e non facciate propostacce ai normalozzi per strada o nei bar, o almeno non nel mio quartiere, “Perché se saprei che mio figghio mi diventerebbe un orecchione…” (E attenzione, per evitare guai, ai finti non omofobi: da quando è stato sdoganato il rosa, anche le pecorscimmie più omofobe vanno matte per il motorino rosa, ovviamente solo perché è di moda, fino a ieri avrebbero detto “è da busoni!”. Chiedi a uno su scooter rosa di diventare Gay Onorario, e facile che quello ti mette sotto!)


Amici miei, avremo dunque il coraggio e l’orgoglio intellettuale di compiere questo piccolo gesto simbolico? Di dichiararci gay onorari?

Io sì.

Nicola Pezzoli, Gay Onorario.


Alla prossima!

2 commenti:

  1. Ciò che scrivi purtroppo è la squallida verità... Però non vedo motivo di attaccare le giovani coppiette che consideri "banali" e soprattutto "emulatrici", perchè il punto qui non è distinguersi dalla massa, bensì vivere civilemente con le altre persone.

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  2. mah...il mondo è pieno di contraddizioni. torno ora dal Massachussetts, dove puoi sposare una persona del tuo stesso sesso legalmente, ma non puoi berti una sacrosanta birra se non sei in un ristorante, per non dire delle sigarette. quelle non te le puoi fumare nemmeno per strada se sei troppo vicino all'entrata di un hotel.
    Il guaio è globale, dovunque vai c'è sempre qualcuno pronto a emarginarti, insultarti o anche romperti il muso solo perchè le tue abitudini, il tuo stile di vita, i tuoi vestiti, le tue razze di cani preferite o le marche di birra che ti piaccino non collimano con il suo standard...
    per conto mio, non mi metto a difendere o a osteggiare nessuna categoria, di bandiera posso e voglio alzare solo la mia. sarà forse un'utopia, ma spero che un giorno le caratteristiche che ognuno ha smettano di essere considerate difetti da chi ne ha di diverse. il costituirsi in categorie o l'appiccicarsi addosso etichette causa soltanto fraintendimenti e contrasti, pianto e stridore di denti.
    e cmq, da un pontefice che ha fatto il balilla nella Hitler Jugend non ci si poteva aspettare alcunchè di diverso, bvon zangve non mente!

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